Cosa ci si aspetta da una scuola

È un progetto avviato dall’UAAR per ottenere, come primo obiettivo, una reale parità tra chi si avvale dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) nella scuola pubblica e chi decide di non frequentarlo.

In particolare, questo progetto è rivolto a chi (genitore, studente, insegnante), interessato alle attività formative alternative previste dalla legge, incontra difficoltà normative, finanziarie e organizzative che ne impediscono l’effettuazione.

Il secondo obbiettivo del progetto, più ambizioso e sostanziale, è il superamento dell’attuale sistema educativo che discrimina gli scolari in base alle scelte religiose dei genitori, per arrivare a proposte formative rivolte a tutti e che studino una pluralità di concezioni del mondo, religiose o meno, la loro storia, le loro differenze e i loro punti comuni.

Lavorando insieme a questo progetto, l’obiettivo di realizzare un sistema educativo che non discrimini più tra cattolici e non cattolici potrebbe finalmente diventare qualcosa di più di un semplice desiderio.

Per informazioni: info@oraalternativa.it.

Aggiornamento del 29 agosto 2010: In seguito alla circolare del ministero dell'istruzione n. 59 del 23 luglio 2010, inerente l'Adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto per l'anno 2010/2011, in cui si evidenzia la necessità di assicurare "l'insegnamento dell'ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati", e in seguito all'ordinanza del tribunale di Padova del 30 luglio 2010, pronunciata in seguito a un ricorso curato tecnicamente ed economicamente dall'UAAR, che ha stabilito che l'attivazione dell'ora alternativa costituisce "un obbligo", e che la sua mancata attivazione costituisce "un comportamento discriminatorio illegittimo", il diritto di ottenere insegnamenti alternativi a quello cattolico è ormai un diritto conclamato e, facendo riferimento a questi due documenti, può essere fatto valere di fronte a qualsiasi istituto scolastico statale. E' stato riconosciuto che la lesione del diritto a non avere l’ora alternativa, configurando discriminazione per causa di religione, comporta una responsabilità risarcitoria in capo alla pubblica amministrazione. Ciò dovrebbe scoraggiare i dirigenti scolastici dall’adottare comportamenti omissivi: in ogni caso l'UAAR mette a disposizione di tutti i cittadini un facsimile di diffida da inoltrare alle autorità scolastiche che persevereranno nel non accogliere le richieste.

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