Progetto ora alternativa Vademecum

PREMESSA
SCELTE POSSIBILI

QUELLO CHE LA SCUOLA DEVE FARE

QUELLO CHE LA SCUOLA DEVE NON FARE

COME RICHIEDERE L’ATTIVAZIONE DI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI

QUALI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI POSSONO ESSERE RICHIESTI

COME INTERLOQUIRE CON LA SCUOLA SULLA DEFINIZIONE DEGLI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI DA ATTIVARE

COME SONO GIUDICATI GLI STUDENTI

MODELLO DI DELIBERA CEDOLE
NORMATIVA

PREMESSA

Il presente vademecum è stato prodotto e diffuso dall’UAAR a uso di quei genitori e studenti che non intendano avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

SCELTE POSSIBILI

Chi non intenda frequentare l’insegnamento della religione cattolica ha diritto di scegliere tra le seguenti 4 opzioni:

  • attività didattiche e formative (cosiddetti “insegnamenti alternativi”);
  • studio individuale assistito da personale docente;
  • studio individuale libero;
  • uscita dall’edificio scolastico.

Questo vademecum prende in esame esclusivamente la prima tipologia.

QUELLO CHE LA SCUOLA DEVE FARE

  • Garantire la parità di diritti fra coloro che seguono l’insegnamento di religione cattolica e coloro che non lo seguono.
  • Al momento delle iscrizioni, distribuire il modulo di scelta previsto dal Ministero (allegati “B” ed “C” della circolare MIUR 96 del 17 dicembre 2012 sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2012/2013).
  • Comunicare ai genitori l’offerta educativa e le modalità organizzative delle attività previste per i non avvalentisi.
  • Garantire l’attività alternativa che i genitori hanno scelto liberamente sul modulo a loro consegnato.
  • Consentire di cambiare la scelta da un anno all’altro.
  • Rilasciare informazioni ai genitori - e agli studenti maggiorenni - che richiedono informazioni scritte su tutte le decisioni che riguardano bambini e ragazzi e la gestione della scuola, ai sensi della legge 241/1990 sulla «Trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione».
  • Garantire agli alunni della scuola primaria di primo grado (c.d. scuola elementare) che non si avvalgono dell’IRC il diritto alla cedola libraria ministeriale dello stesso importo previsto per l’IRC (€ 5,93 o 5,94 a seconda della classe).
  • Consegnare la valutazione dell’IRC o dell’attività didattica alternativa in forma di giudizio e in un foglio separato rispetto alla pagella che contiene i voti delle materie curricolari.

QUELLO CHE LA SCUOLA DEVE NON FARE

  • Distribuire moduli di scelta elaborati in proprio.
  • Tentare di convincere genitori e studenti a cambiare la propria scelta.
  • Organizzare cerimonie di culto, visite pastorali, benedizioni durante l’orario scolastico.
  • Inserire la valutazione dell’IRC nella pagella che contiente i voti delle materie curriculari.
  • Permettere la diffusione di opuscoli religiosi all’interno dell’istituto.
  • Aggregare gli alunni non avvalentisi ad altre classi in cui si svolgono normali lezioni.
  • Utilizzare l’insegnante impegnato nell’attività alternativa per la sostituzione di colleghi assenti

COME RICHIEDERE L’ATTIVAZIONE DI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI

All’atto dell’iscrizione, bisogna riconsegnare l’allegato “B” dopo aver barrato la casella “scelta di non avvalersi dell’IRC” e l’allegato “C” dopo aver barrato la casella “attività didattiche e formative”. Si suggerisce di indicare già su quest’ultimo modulo l’insegnamento alternativo che si desidera sia attivato dall’istituto.

Per gli anni successivi vale la scelta iniziale, a meno che il cambiamento non sia comunicato tempestivamente all’istituto. L’art. 310 del Testo Unico delle norme sull’istruzione sembrerebbe vietare di abbandonare la frequenza dell’ora di religione in corso d’anno: ma ciò si configura come una violazione dell’art. 19 della Costituzione, e pertanto tale norma è da ritenersi superabile. Il passaggio alla frequenza di un’ora alternativa, anziché alla non attività o allo studio individuale, può tuttavia creare problemi nell’organizzazione scolastica.

QUALI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI POSSONO ESSERE RICHIESTI

Nonostante la lacunosità della normativa, gli insegnamenti che possono essere attivati sono molto vari: l’importante è che la loro natura sia coerente con la funzione educativa della scuola.

Gli insegnamenti possono essere sia curriculari (ad esempio, un’ora in più di inglese) che non curriculari  (ad esempio, etica e diritti umani).

Il tipo di insegnamento dipende anche dalla formazione dei docenti incaricati. Essi sono scelti in via prioritaria all’interno del corpo docente dell’istituto, tra coloro che devono completare il proprio orario-cattedra o che sono disponibili ad effettuare ore eccedenti. In mancanza di tali condizioni, il dirigente scolastico deve nominare un supplente annuale attingendo dalle apposite graduatorie (la copertura finanziaria è prevista regione per regione nelle apposite voci “spese per l’insegnamento della religione cattolica e per le attività alternative…” del bilancio ministeriale, e non graverà quindi sui fondi dell’istituto).

COME INTERLOQUIRE CON LA SCUOLA SULLA DEFINIZIONE DEGLI INSEGNAMENTI ALTERNATIVI DA ATTIVARE

Nonostante, anche in questo caso, l’assoluta frammentarietà delle disposizioni, va ricordato che la normativa vigente prevede comunque, per le secondarie, che il collegio docenti tenga conto delle proposte degli studenti. Il Testo unico, invece, prevede che «nell’adottare le proprie deliberazioni il collegio dei docenti tiene conto delle eventuali proposte e pareri dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe».

Suggeriamo pertanto, oltre che indicare gli insegnamenti richiesti già sull’allegato C, di stimolare il collegio docenti e/o i consigli suddetti con le proprie proposte.

Si ricorda a tal fine che ogni scuola è tenuta a redigere un Piano di Offerta Formativa (POF) con cui illustra pubblicamente le linee-guida con cui intende sviluppare il proprio progetto educativo. È senz’altro utile richiedere che all’interno del POF le “attività didattiche e formative” siano accuratamente dettagliate, in modo che gli organi scolastici prendano adeguata coscienza di questa realtà.

COME SONO GIUDICATI GLI STUDENTI

Il giudizio sull’IRC, così come quello sulle attività di chi non si avvale deve essere consegnato su foglio a parte. Così stabilisce il testo unico all’art. 309, recependo una norma in vigore dal 1928, mai più modificata.

MODELLO DI DELIBERA CEDOLE

La delibera deve essere approvata dal Consiglio d’Interclasse e del Collegio che avviene l’anno precedente (verso maggio).

OGGETTO: Richiesta fornitura gratuita libri di testo agli alunni della Scuola Primaria che non si avvalgono dell’Insegnamento della Religione Cattolica e che svolgono Attività didattiche formative o Attività di studio e/o ricerca individuali.

Visto l’art. 156 “Fornitura gratuita libri di testo” del D. L.vo 16-4-1994, n. 297;
visti gli artt. 309 “Insegnamento della Religione Cattolica” e 310 “Diritto degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica” del D. L.vo 16-4-1994, n. 297;
vista la C. M. n. 16 del 10-02-2009 “Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010”;
visto il D. M. del 08-04-2009, n. 41 “Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010” ed in particolare l’Allegato 2 “Scuola Primaria – Prezzi di copertina dei testi scolastici” e l’Allegato 3 “Scuola secondaria di I grado – Tetto massimo di spesa”;

SI CHIEDE

che la fornitura gratuita dei libri di testo venga estesa anche agli alunni che pur non avvalendosi dell’Insegnamento della Religione Cattolica permangono a scuola svolgendo Attività didattiche formative o Attività di studio e/o ricerca individuali concordate tra gli insegnanti e i genitori degli alunni interessati e conseguentemente programmate.
Le cedole librarie saranno utilizzate per l’adozione dei testi che gli insegnanti riterranno più opportuni, seguendo la stessa procedura normalmente in uso per l’adozione del materiale librario alternativo all’unico libro di testo (artt. 156 del D. L.vo n. 297/94).

(date e luogo)

NORMATIVA

Fonti normative: quali diritti hanno genitori, studenti e insegnanti, e cosa devono fare per farli valere
Volantone a cura del Comitato Torinese per la laicità della scuola.

Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012