Testamento biologico

COS’È
PROGETTI DI LEGGE
SUCCESSI
COME FARE
DDL CALABRO’: SCAMPATO PERICOLO
PERCORSI DI APPROFONDIMENTO

COS’È

Alla battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia si è affiancata, negli ultimi anni, la lotta per il riconoscimento del valore legale della sottoscrizione, da parte di chiunque, di “direttive anticipate” di fine vita; qualora, in futuro, si venisse a trovare nell’impossibilità di opinare sulle cure ricevute.

Obiettivo ultimo è riuscire a far sancire il diritto di ogni individuo di disporre liberamente della propria esistenza.

PROGETTI DI LEGGE

L’importanza che ha assunto il tema presso l’opinione pubblica negli ultimi tempi ha fortunatamente spinto all’iniziativa diversi parlamentari.

Il 10/2/1999 fu presentata una proposta di legge da parte di 16 deputati dell’Ulivo, concernente Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

Il 29/6/2000 sullo stesso tema fu presentato dai senatori verdi Manconi, Carella e Pettinato un disegno di legge. Gli stessi senatori poi proposero la settimana successiva un altro disegno di legge sulla promozione delle terapie antalgiche. L’8 febbraio 2001 fu finalmente promulgata una legge sulla materia.

Nella XIV legislatura furono presentati diversi progetti di legge, che si moltiplicarono nella XV, quando si cominciò a discutere di testamento biologico presso la commissione Igiene e Sanità del Senato su iniziativa del suo presidente, Ignazio Marino. La fine anticipata della legislatura interruppe quello sforzo.

Nel dicembre 2012 è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dall’Associazione Luca Coscioni insieme a Exit e Uaar.

SUCCESSI

Nell’inerzia del legislatore, alcuni cittadini hanno percorso altre vie per vedere riconosciuto il diritto di poter rifiutare trattamenti di fine vita lesivi della propria dignità.

Nel 2007, grazie all’iniziativa di Bruno La Piccirella (socio UAAR), per la prima volta un ospedale ha accettato l’inserimento di clausole inerenti il testamento biologico all’interno del consenso informato.

Nell’ottobre 2007 la Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla vicenda di Eluana Englaro, ha stabilito che l’interruzione di trattamenti nei confronti di pazienti in stato vegetativo permanente può essere ammessa, purché lo stato sia ritenuto irreversibile e purché il paziente abbia precedentemente inequivocabilmente manifestato le proprie intenzioni di non accettare tali trattamenti. Sulla stessa vicenda, in seguito alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, emessa nel luglio 2008, ha autorizzato il padre di Eluana a interrompere i trattamenti di idratazione e alimentazione forzata proprio sulla base di affermazioni che la giovane aveva fatto prima dell’incidente che la coinvolse. Nonostante un tentativo in extremis del governo Berlusconi e gli ostacoli frapposti dalla Regione Lombardia (poi condannata per questo), la donna si è spenta il 9 febbraio 2009 nella casa di cura La quiete di Udine, pochi giorni dopo l’interruzione dei trattamenti di idratazione e alimentazione forzati.

Con il caso Englaro si è dunque aperta una strada per far valere le proprie volontà, quantomeno davanti a un giudice. Una possibilità autorevolmente riaffermata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che nel 2015 è stata chiamata a pronunciarsi sul caso di un cittadino francese.

COME FARE

Diverse associazioni hanno elaborato un proprio modello di testamento biologico: citiamo, tra le più autorevoli, la Biocard promossa dalla Consulta di Bioetica e lo schema di testamento biologico diffuso dall’associazione Libera Uscita. Il modulo elaborato dalla Fondazione Veronesi ricevette il 28 aprile 2006 l’approvazione del Consiglio Nazionale Forense.

A Roma, il Municipio X ha istitituito nell’aprile 2009 uno sportello incaricato di ricevere i testamente biologici redatti dai cittadini romani. Il costo dell’operazione è di 26 centesimi.

In seguito, diversi comuni hanno deciso di istituire registri analoghi: citiamo Arezzo, Barile (PZ), Bologna, Calenzano (FI), Campolongo Maggiore (VE), Casalecchio di Reno (BO), Casoria (NA), Castel Focognano (AR), Castel Maggiore (BO), Castenaso (BO), Cattolica (RN), Cerveteri (RM), Civita Castellana (VT), Conza della Campania (AV), Curti (CE),  Empoli (FI), Fano (PS), Ferrara, Fiorano (MO), Firenze, Formigine (MO), Francavilla Fontana (BR), Genova, Imola (BO), Mezzolombardo (TN), Milano, Modena, Narni (TR), Nonantola (MO), Novellara (RE), Ottaviano (NA), Padova, Palermo, Parete (CE), Parma, Pavullo nel Frignano (MO) - dopo un parere espresso dal Garante della privacy, Penne (PE), Pisa, Prato, Quarto di Napoli (NA), Rimini, Roma, Roseto (TE), Saronno (VA), Santarcangelo (RN), Sassari, Savignano sul Panaro (MO), Senigallia (AN), Siena, Soliera di Modena, Tempio Pausania (CA), Torino, Torre Orsaia (SA), Udine, Vignola (MO). Nonché una provincia, quella di Cagliari, e una regione, il Friuli - Venezia Giulia. Non tutti sono comunque ancora operativi.

Tali approvazioni sono quasi sempre scaturite da petizioni sottoscritte dai cittadini: i circoli territoriali UAAR hanno spesso promosso e/o contribuito alla raccolta delle firme.

DDL CALABRO’: SCAMPATO PERICOLO

Con la XVI legislatura e, soprattutto, in seguito agli sviluppi del caso Englaro, la discussione sul testamento biologico ha preso una piega decisamente illiberale. La Chiesa cattolica ha infatti mutato atteggiamento, dichiarandosi favorevole a una legge purché depotenziata, priva cioè di qualsivoglia riconoscimento del diritto all’autodeterminazione stabilito dai giudici (cfr. A ragion veduta del 23 settembre 2008 e del 30 settembre 2008).

La maggioranza di governo ha trovato l’accordo su un testo, il cosiddetto «ddl Calabrò», che recepiva gli orientamenti della CEI, e che è stato approvato rapidamente prima dalla commissione sanità del Senato, poi dal Senato stesso, con 150 voti favorevoli, 123 contrari e 3 astenuti (sul sito del Senato è possibile conoscere come hanno votato i singoli senatori). Il testo approvato dal Senato è quindi passato all’esame della commissione affari sociali della Camera, dove sono stati presentati oltre duemila emendamenti, ma che il 12 maggio 2010 l’ha sostanzialmente approvato senza modifiche significative. Il testo è quindi stato discusso dall’assemblea di Montecitorio, che l’ha approvato il 12 luglio 2011 con 278 voti favorevoli, 205 contrari e 7 astensioni. Il progetto di legge è quindi tornato al Senato per l’approvazione definitiva, ma la fine della XVI legislatura ha fatto definitivamente decadere il Ddl Calabrò.

Per contrastare l’approvazione di una legge illiberale e per promuoverne invece una a favore dell’introduzione di regole che riconoscano la legittimità dei testamenti biologici l’UAAR ha lanciato una sua campagna, intitolandola Liberi di scegliere.

Con l’avvio della XVII legislatura, l’Uaar, insieme ad altre associazioni (Amici di Eleonora, Exit, Luca Coscioni) ha dato vita a una raccolta di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare. La raccolta di firme è cominciata il 15 marzo 2013 ed è terminata il 13 settembre, giorno in cui sono state presentate le oltre 65.000 firme raccolte: ben più, dunque, delle 50.000 necessarie. Il 28 ottobre una delegazione del comitato promotore, comprendente il nostro responsabile organizzativo Stefano Incani, è stata ricevuta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Nell’autunno 2016 è cominciata la discussione, che il 7 dicembre ha portato all’approvazione di un testo unificato da parte della commissione affari sociali.

PERCORSI DI APPROFONDIMENTO

 

Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2016