Ciò che la stampa non vi ha detto sull’intervento del vescovo Luigi Negri.

Fiorenzo Nacciariti, Senigallia (AN)

Nei giorni 19, 20 e 21 ottobre 2006, presso la sala del rettorato di Ancona, si è svolto il ciclo di conversazioni Il sacro e la sua ombra, organizzato dal “Centro Studi Oriente Occidente”.

Io ho partecipato, come ascoltatore, ai tre pomeriggi di conversazioni, ognuno seguito da un breve dibattito. Poiché sono un socio dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), alla cui attività contribuisco come semplice attivista, mi sono trovato un po’ a disagio in un ambiente che, procedendo verso la fine del ciclo delle conversazioni, mi si è rivelato sempre di più teo-con, in cui si propagandava il creazionismo contro l’evoluzionismo e in cui si propagandava il “mistero” come soluzione dei mali del Mondo.

Le conversazioni dei giorni 19 e 20 e la prima conversazione del giorno 21 sono state una specie di lavoro propedeutico all’ultima conversazione, quella di Luigi Negri - vescovo di San Marino e Montefeltro.

Le conversazioni “propedeutiche” avevano i seguenti titoli: Il progetto di Dio e i dispetti del Caso, Robert Hugh Benson e Il Padrone del Mondo (19/10), L’arte nell’età dello spirito e La psicanalisi di C. G. Jung (20/10), Perché i figli si generano e non si fabbricano (21/10). La conversazione finale del vescovo Luigi Negri è stata su Laicità vs. Laicismo (idem). Il vescovo le ha sparate talmente grosse che già pregustavo un nuovo “caso Ratisbona”.

Invece sono rimasto molto male leggendo i resoconti della stampa locale sull’intervento di Luigi Negri.

Si vedano per esempio il Corriere Adriatico e il Resto del Carlino - Marche del 22 ottobre 2006 (pagina VII per entrambi). I giornali locali si sono limitati a riprendere la parte iniziale del comunicato che è stato pubblicato sul sito internet www.orienteoccidente.org, che ha pubblicato solo quello che gli ha fatto comodo, rispetto a quello che è stato effettivamente detto dal vescovo Luigi Negri.

Per ciò che devo sottolineare, al lettore basti sapere che, in estrema sintesi, le tre giornate in questione miravano a propagandare il seguente teorema: il comunismo e l’ateismo hanno generato il laicismo, che è il Male. Infatti, dalla diffusione delle idee laiciste deriva l’attuale denatalità dell’Occidente in generale e dell’Italia in particolare.

Nella velina pubblicata dai giornali summenzionati non v’è traccia della sostanza di tale teorema se non, forse, per gli appassionati di crittografia.

Alla fine del dibattito seguito all’intervento di Luigi Negri, ho chiesto la parola; mi sono presentato e qualificato come socio dell’UAAR e ho rivolto al vescovo Luigi Negri la seguente domanda: «Se ho capito bene, Lei addossa la colpa della denatalità occidentale, specialmente italiana, a ideologie come comunismo o ateismo, o comunque a idee da esse derivanti. Vorrei indicare una contraddizione evidente: come mai la comunistissima e ateissima Cina è demograficamente esplosiva?».

Come risposta alla mia domanda, Luigi Negri ha sbottato che il comunismo cinese è una cosa diversa, ha tirato in ballo l’omicidio di migliaia di neonate cinesi e l’aborto forzato praticato in Cina, concludendo che anche in Cina il laicismo produce denatalità e che le cose stanno esattamente al contrario di come avevo detto io. Negri ha aggirato completamente il nocciolo della questione. I cristianisti e i cattolicisti italiani sostengono la responsabilità del laicismo come causa della denatalità in Italia. Quando si mostra loro un Paese comunista, ateo e prolifico, come dimostrazione che non c’è relazione tra il fatto di essere comunisti e atei da una parte e il fatto di essere poco prolifici dall’altra parte, invece di affrontare la questione nel merito, i cristianisti e i cattolicisti preferiscono fare quattro piroette retoriche e svicolare a tutta mancina. Proprio come ha fatto il vescovo Luigi Negri di fronte alla mia domanda.

Qualcuno potrebbe chiedere: con quale autorità un semplice attivista dell’UAAR si permette di fare certe osservazioni nientepopòdimeno che a un vescovo?

Con l’autorità dei fatti evidenti, rispondo io:

  • Cina: prevalentemente comunista, atea, laicista = alta natalità.
  • Italia: prevalentemente cattolicista, credente, confessionale = denatalità.

Evidentemente il teorema di Luigi Negri e dei suoi amici teo-con è un bidone. Il problema della denatalità italiana non deriva da comunismo, ateismo, darwinismo, scientismo e laicismo, come sostenuto dagli oratori che si sono succeduti nel ciclo di conversazioni e più di tutti dal Negri. Il problema sta altrove.

Provate a chiedere alle coppie in età fertile, appartenenti ai ceti degli operai e degli impiegati, che hanno un primo figlio e che vorrebbero averne un secondo, cosa provano quando fanno i conti di come sarebbe il loro tenore di vita se dovessero affrontare le spese per un secondo figlio. Questo è il problema! Affinché in Italia si passi da una media di 1,2 a una di 2 figli per coppia - che occorrerebbe per mantenere stabile la popolazione italiana - servirebbero 300 euro in più al mese per una ventina d’anni a partire dalla nascita del secondo figlio!

Il “mistero”, cioè la rassegnazione, può servire a indurre le giovani coppie a tornare a proliferare come i conigli, come usavano i nostri nonni, ma, con il “mistero” i figli non si nutrono, non si vestono, non si istruiscono, non…

Ora, è chiaro che, l’Occidente in generale e l’Italia in particolare già hanno problemi a mantenere il tenore di vita a cui erano abituati: se si tolgono le risorse alla produzione vi sarà declino economico; se si tolgono le risorse alle famiglie vi sarà declino demografico; se si tampona il declino demografico chiamando in Italia i prolifici extracomunitari, essi si portano dietro la loro cultura e la loro religione e la Chiesa cattolica si sente minacciata nella sua egemonia!

Da tutto ciò sorge il teorema dei teo-con italici: convincere gli italiani a fare più figli senza però pretendere le risorse necessarie a mantenere, almeno, il tenore di vita attuale. Infatti, tali “egoistiche” pretese economiche sono la “logica” conseguenza di comunismo, ateismo, darwinismo, laicismo, che generano edonismo, avarizia, cattiveria, superbia, terremoti, alluvioni, sbarco di marziani, etc.

E come faranno i nostri prodi teo-con, capitanati dal prode Luigi Negri a convincere gli Italiani della bontà del loro teorema? È semplice: diffondendo la sacra musica del “mistero”! Amici e amici degli amici, interessati e pronti a diffonderla, non mancano di certo.

Come controprova ho cercato di proporre il teorema a un giovane metalmeccanico. Sentito il discorso, l’umile lavoratore ha afferrato una spranga e mi è corso dietro gridando: se invece dei soldi mi vuoi dare il “mistero”, ti garantisco che ti faccio il culo nero. Eppure gli avevo chiaramente premesso che il teorema non è il mio. Fortuna che ho le gambe buone e sono riuscito a scappare.

Chi finanzia il “Centro Studi Oriente Occidente”?

Sull’invito al ciclo di conversazioni intitolato Il sacro e la sua ombra si può leggere:

Con il patrocinio e la compartecipazione di:
Consiglio regionale delle Marche, Ufficio di Presidenza;
Provincia di Ancona, Assessorato alla Cultura;
Università Politecnica delle Marche;
Banca delle Marche.

A parte la Banca delle Marche, ciò viene confermato da quanto scritto alla voce “presupposti e finalità” che si trova sul sito internet del “Centro Studi Oriente Occidente”.

Ai responsabili degli Enti patrocinatori e compartecipanti, io chiedo: a quando un convegno dei sostenitori della piattezza del pianeta Terra, nel rettorato di Ancona, con il vostro patrocinio e con la vostra compartecipazione?

Visto quello che abbiamo già dovuto ascoltare il 19, 20 e 21 ottobre 2006 nella sala del rettorato, perché no?

Senigallia, 23 ottobre 2006