Solidarietà

L’Uaar non ha tra i suoi scopi sociali il sostegno a forme di solidarietà nei confronti dell’umanità più svantaggiata. Del resto, non dispone nemmeno delle centinaia di milioni di euro che lo Stato, per questi fini, mette ogni anno a disposizione della Chiesa cattolica, che ne utilizza poi una parte per finanziare la sua campagna pubblicitaria in occasione dell’Otto per Mille: con esiti a volte paradossali, come nel caso, ricordato da Curzio Maltese ne La Questua, di uno spot in cui la Chiesa si vantava di aver destinato i fondi raccolti per le vittime dello tsunami del 2005 ‘dimenticandosi’ di comunicare che quella campagna era costata il triplo della somma effettivamente inviata alle popolazioni colpite.

In generale, i non credenti ritengono che gli aiuti ai paesi in via di sviluppo debbano essere seguiti a livello statale: e non è un caso che le nazioni più prodighe siano anche quelle con più alte percentuali di non credenti, mentre gli stati occidentali più parsimoniosi (USA, Italia, Grecia…) sono anche quelli in cui la religione è più influente. Un’ulteriore difficoltà è data dal fatto che è difficile individuare iniziative chiaramente ‘laiche’ nei paesi più poveri, che si contraddistinguono tutti per altissimi livelli di religiosità delle popolazioni e clericalismo delle istituzioni.

Ciononostante, da anni l’Uaar destina una parte del suo bilancio a progetti a sostegno dell’umanità. Di seguito l’elenco anno per anno.

  • 2020. L’emergenza coronavirus ha spinto l’Uaar a sostenere la ricerca. Ha donato 10mila euro all’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” e ha lanciato una raccolta fondi che ne ha raccolto ulteriori 7.346,90.
  • 2019. Donati 10mila euro per tre progetti a  sostegno dei diritti i diritti riproduttivi delle donne. 5.000 euro a Vita di donna onlus, per il progetto che a Roma fornisce impianti gratuiti di dispositivi intrauterini a donne in ristrettezze economiche, sia per la prevenzione di gravidanze che per la terapia di fibromi. 3.000 euro a Women on Waves, che pratica interruzioni volontarie di gravidanza in acque extraterritoriali a ridosso delle coste europee in favore di donne provenienti da paesi in cui vigono leggi restrittive. Infine  2.000 euro sono stati versati a Ipas, s, che promuove l’accesso sicuro all’aborto e alla contraccezione nei paesi in via di sviluppo attaverso progetti di formazione, informazione e assistenza.
  • 2018. Essendo sempre più numerosi gli atei, agnostici e umanisti perseguitati nel mondo, l’Uaar ha sostenuto con 5.000 euro l’iniziativa Protect Humanist At Risk. La donazione è stata annunciata mercoledì 7 novembre, al termine di Liberare il pensiero libero, una giornata in difesa del diritto di non credere.
  • 2017. Sostenuto con 4.484 euro Global Giving, progetto in sostegno delle donne africane esiliate e vessate perché accusate di stregoneria.
    E con 4.859 euro l’associazione All Out per un progetto che sostiene gli omosessuali perseguitati in Cecenia.
  • 2014. Finanziata la conferenza di presentazione dell’Associazione guatemalteca degli umanisti secolari, nella convinzione che aiutare la nascita di nuove realtà laico umaniste dove non esistono costituisce il primo passo per creare occasioni d’aiuto laico nel breve termine e una società più solidale e avanzata sul lungo termine.
  • 2013. In seguito al tifone che ha colpito l’arcipelago facendo numerose vittime, l’Uaar ha donato 500 euro all’associazione filippina degli atei e degli agnostici, impegnata negli aiuti umanitari.
  • 2012. Donati mille euro a Ugandan Humanist Effort to Save Women (traducibile come “Impegno umanista ugandese per salvare le donne”), un’associazione impegnata per i diritti delle donne e per promuovere tra di esse una concezione laica del mondo. Tra le altre cose, ha avviato diversi progetti per sottrarre alcune di esse dall’esercizio della prostituzione. Awaited Dawn, un video che ne descrive l’impegno ha vinto un premio come miglior cortometraggio est-africano allo European Film Festival 2012.
  • 2011. Devoluti 500 euro in favore dell’Emitos Girls Humanist Football Club, in Uganda: un progetto che ha lo scopo di utilizzare lo sport del calcio per aggregare ragazze tra i 12 e i 20 anni ed educarle su vari temi, principalmente le gravidanze indesiderate e la trasmissione dell’HIV; in pratica una sorta di centro di assistenza non confessionale.
  • 2008. L’Uaar decise per la prima volta di impegnarsi in una campagna di solidarietà internazionale. Fu finanziato uno dei progetti dell’IHEU, l’organizzazione internazionale della quale fa parte. Il progetto riguardava l’istruzione in Uganda: l’Uaar aiutò due scuole, la Isaac Newton School e la Mustard Seed School, nella raccolta di fondi per finanziare la costruzione in entrambi gli istituti di laboratori di scienze, oltre a garantire l’accesso all’istruzione a bambini provenienti da famiglie non in grado di pagare una retta (circa la metà degli studenti). La Isaac Newton School, sorgendo in un’area rurale, necessitava inoltre di un generatore di corrente. Alla fine del 2008, l’Uaar inviò, sempre tramite l’IHEU, 3.250 euro alle due scuole: 2.790 donati dai sottoscrittori e 460 devoluti direttamente dall’Uaar.



L’Uaar segnala inoltre ai soci e ai simpatizzanti interessati a contribuire, alcuni progetti di solidarietà internazionale che possono essere sostenuti direttamente:

Emitos Football club

Alcune associazioni estere affini all’Uaar hanno avviato intensi programmi di cooperazione. Citiamo, tra queste:

Un’altra associazione specializzata negli interventi nei paesi svantaggiati è Foundation Beyond Belief.

Un’intensa attività di cooperazione in loco è invece quella assicurata dall’Atheist Centre.

Si segnalano inoltre tre organizzazioni specializzate nella raccolta di contributi da parte di non credenti finalizzati a far fronte a calamità naturali:

Di assistenza ai senzatetto si occupa invece Atheists Helping the Homeless: il Brighter Brains Institute promuove invece l’educazione.

Infine, si ricorda l’esistenza di Kiva Microfunds: un’organizzazione che, attraverso internet, consente di prestare del denaro a istituzioni di microfinanza che, a loro volta, finanzieranno piccoli progetti economici. E’ possibile donare anche in nome di uno specifico gruppo. Ebbene, il gruppo formato da Atheists, Agnostics, Skpetics, Freethinkers and the Non-Religious è al primo posto nella speciale classifica riservata ai gruppi, sia come numero, sia come contribuzione totale.