Armando Massarenti - Dizionario delle idee non comuni

Dizionario delle idee non comuni
Armando Massarenti
Guanda 2010, 262 pagine, 14 euro
ISBN 978-88-6088-851-8

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Deve necessariamente piacerci questo dizionario, soltanto perché comincia con la voce ‘agnosticismo’, alla voce ‘applausi’ ricorda quelli ricevuti da Alain Prochiantz quando fece una pubblica professione di incredulità, e dedica la voce ‘credere’ ai trucchi di maghi e imbonitori che fanno leva su quella mentalità intuitiva e sintetica che ci porta a compiere molti errori di ragionamento? Non necessariamente. Se si ha un approccio laico e razionale, tutto questo non può certo essere sufficiente ad avere un buon libro: e questo libro presenta anche, e soprattutto, ‘voci’ non strettamente legate alla laicità e alla non credenza. Tuttavia, se si ha un approccio laico e razionale, sarà facile apprezzare l’approccio laico e razionale che l’autore impiega anche quando tratta altri temi.

Armando Massarenti riesce spesso, analizzando vicende apparentemente banali, a evidenziare come vi si possano celare questioni molto profonde e spinose. E mostra poi una strada che permette non certo di risolverle, ma quantomeno di cercare di affrontarle, con la riflessione e il ragionamento. ‘Esercizi minimi’ stimolanti, che non pretendono nemmeno di avere una soluzione: anche perché oggi nessuno ha infallibili soluzioni in tasca, nemmeno Ratzinger o il magistero religioso. Ed è per questo che, semmai, è venuto il tempo di «costruire una morale al passo coi tempi, che sappia tener conto di ciò che abbiamo imparato da Darwin». Con tutti i limiti che già sappiamo avrà: che sono poi i limiti con cui noi, esseri umani, siamo continuamente chiamati a fare i conti.

Riflettere e ragionare - e bene - aiuta quantomeno a migliorare la società in cui viviamo. Non è di aiuto, invece, tagliare i fondi alla ricerca (o canalizzarli su chi condivide le nostre preferenze ideologiche), cloroformizzare il confronto (con i risultati che si possono osservare, per esempio, nel Comitato Nazionale di Bioetica) o addirittura rifiutarsi pervicacemente di ascoltare voci come quella di Piergiorgio Welby. Abbiamo invece bisogno di «scetticismo, spirito critico, sospetto verso l’autorità, capacità di resistere senza paura a pregiudizio e propaganda». Tutti valori che dovrebbero costituire le basi di una comunità laica, civile e democratica, che arrivano dritti dall’Età dei Lumi, e di cui spesso e volentieri ci dimentichiamo.

In qualche modo siamo anche giustificati: è lo stesso autore a notare come manchino «buoni maestri» in grado di insegnarceli. Senza però pretendere di essere lui a salire in cattedra. Come già i precedenti, anche questo libro di Massarenti costituisce un ottimo strumento per ricordarci di quei valori e per applicarli più spesso.

 

Raffaele Carcano

dicembre 2010