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Elisabeth Badinter: “Alle donne che portano volontariamente il burqa”.
Da Elisabeth Badinter alle musulmane velate d’occidente
Dopo che le più alte cariche religiose musulmane hanno dichiarato che coprire completamente il corpo e il viso non deriva dai comandamenti religiosi, ma dalla tradizione, quella wahabita (Arabia Saudita) e l’altra pastum (Afganistan e Pakistan), continuerete a nascondere integralmente il vostro viso? Nascoste allo sguardo altrui, dovreste capire che suscitate la diffidenza e la paura dei bambini come degli adulti. Ai vostri occhi siamo così disprezzabili e impuri al punto da rifiutarci ogni contatto, ogni relazione e anche la condivisione di un sorriso? In una democrazia moderna, dove si cerca di affermare la trasparenza e la parità dei sessi, voi ci manifestate brutalmente che non è affar vostro, che le relazioni con gli altri non vi riguardano e che le nostre lotte non sono le vostre.
Allora mi chiedo: perché non raggiungete le terre saudite o afgane dove nessuno vi chiederà di mostrare il vostro viso, dove le vostre figlie saranno a loro volta oscurate, dove il vostro sposo potrà essere poligamo e potrà ripudiarvi quando gli pare, cosa che fa soffrire tante donne laggiù? Di fatto, voi utilizzate le libertà democratiche per ritorcerle/rivoltarle contro la democrazia. Sovversione, provocazione o ignoranza, più che l’offesa del vostro rifiuto, lo scandalo è lo schiaffo che date a tutte le vostre sorelle oppresse, che rischiano la morte per gustare le libertà che voi disprezzate.
Oggi è una vostra scelta, ma chissà se domani non sarete felici di poterla cambiare. Loro non possono … pensateci.
Traduzione di un testo di Elisabeth Badinter originariamente pubblicato su Le Nouvel Observateur n. 2331, 9 luglio 2009.
