Ora alternativa: le testimonianze

Questa pagina riporta gli estratti di alcuni messaggi inviati alla mailing list [oraalternativa] a partire dall’1 gennaio 2010.

La prima parte raccoglie numerose testimonianze di discriminazioni subite da chi non intende avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

Dal 2011, grazie anche all’impegno dell’UAAR nel progetto ORA ALTERNATIVA e all’aiuto reciproco dei partecipanti alla mailing list, ha visto la luce una seconda raccolta di testimonianze, fatta invece di buone notizie.


TESTIMONIANZE DI DISCRIMINAZIONI

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Adesso si stanno riaprendo le iscrizioni (premetto che quest’anno non devo iscrivere nessuno dei miei figli) ma ho notato che nella modulistica messa a disposizione su internet dalla scuola, non c’è (come del resto l’anno scorso) il modulo di scelta della materia alternativa. Mi sembra che a suo tempo tu mi avessi detto che era obbligatorio e di sicuro sarebbe d’aiuto a chi fosse in dubbio se optare per l’ora di religione o meno. Anche se non coinvolta direttamente, posso fare qualcosa per obbligarli ad allegarlo?»

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Nel febbraio 2009 ho effettuato la domanda di preiscrizione alla scuola materna per mia figlia. Poiché all’epoca abitavamo a Roma, pur essendo residenti a Torino, la domanda è stata inviata via fax alla scuola comunale […] come seconda preferenza. Nessuno dei moduli da compilare menzionava la frequenza dell’ora di religione. A maggio ho accettato, sempre via fax, il posto che era stato assegnato a mia figlia presso la scuola statale […] La direzione scolastica mi ha inviato dei moduli aggiuntivi che richiedevano informazioni sulla salute della bambina, la sua scolarizzazione precedente, il suo carattere, le lingue parlate, etc. In nessuno di tali moduli è menzionata la religione, né tanto meno viene chiesto se la famiglia voglia che il minore frequenti l’ora di religione a scuola. A giugno mi sono recata personalmente presso la direzione scolastica, che all’epoca si trovava in via Buniva, per segnalare che la bambina avrebbe cominciato a frequentare a metà ottobre in quanto solo a quell’epoca ci saremmo trasferiti. Ho dunque richiesto quale fosse la procedura da seguire per non perdere il posto all’asilo. Mi è stato detto di chiamare la scuola a metà settembre per la segnalazione. Nemmeno in questa occasione mi è stato detto nulla riguardo all’ora di religione. A metà settembre ho chiamato la scuola […] per la segnalazione, ho mandato il fax che mi è stato chiesto, e mi è stato detto che la bambina doveva cominciare a frequentare la scuola entro un mese, se no il posto sarebbe stato assegnato ad un altro bambino. Nemmeno in questa fase mi è stato detto nulla riguardo all’ora di religione. Il 14 ottobre, come previsto, la bambina ha cominciato a frequentare la scuola. Ho ricevuto materiale informativo sulla struttura della scuola ed il suo funzionamento, la mensa, l’attività motoria che sarebbe cominciata prossimamente, la pediculosi. Qualche giorno dopo c’è stata una riunione dei genitori in cui le maestre hanno presentato il programma didattico e le attività, ma non si è parlato dell’ora di religione. Il 19 gennaio, alla riunione dei genitori successiva, dopo aver parlato del programma didattico e delle attività, è arrivata la maestra di religione, che ha presentato il suo programma. A quel punto ho chiesto informazioni e ho scoperto casualmente che da ottobre mia figlia frequenta l’ora di religione cattolica. Quando ho chiesto spiegazione alle maestre, mi hanno detto che a loro arriva una scheda nella quale sono indicati i bambini che frequentano l’ora di religione e loro si attengono a quella. Mia figlia era stata inserita in tale lista. Il 20 gennaio ho telefonato alla direzione scolastica dell’Istituto Comprensivo […] e ho parlato con il dirigente scolastico. Dopo avergli esposto la situazione, mi ha detto che avrebbe fatto le dovute ricerche e mi avrebbe richiamata. Poco dopo mi ha telefonato una sua assistente di cui non conosco il nome, la quale mi ha detto che in effetti nella domanda da noi compilata manca il modulo che chiede di indicare se la bambina deve frequentare o meno l’ora di religione. Ho chiesto come mai senza documentazione la bambina sia stata inserita nel gruppo di chi frequenta l’ora di religione, invece di contattare la famiglia o di inserirla nel gruppo di chi non frequenta l’ora di religione, come sarebbe stato più logico. La signora mi ha risposto che è colpa nostra che non siamo informati e non abbiamo compilato il modulo, e a nulla sono valse le mie rimostranze nel far presente che loro non avevano nessun diritto di prendere una decisione al posto dei genitori in mancanza della documentazione inerente. La signora ha continuato ad accusare noi di essere disinformati e non aver compilato il foglio, e mi ha detto che ad anno scolastico iniziato non si può cambiare e quindi mia figlia continuerà a frequentare l’ora di religione per tutto l’anno. Ha aggiunto che la situazione si è già verificata con altri genitori, i quali, dopo aver indicato come preferenza l’ora di religione, hanno cambiato idea ed avrebbero voluto che i loro figli non la frequentassero. Le ho fatto presente che la questione è ben diversa nel mio caso, dal momento che io non ho effettuato alcuna scelta, come dimostra il fatto che la scuola non ha il modulo che avrei dovuto compilare. Lei mi ha risposto che potrei averlo perso io e che la legge dice che se non si effettua alcuna scelta automaticamente i bambini devono frequentare l’ora di religione. Ho fatto presente più volte alla signora nel corso della telefonata che ero disposta ad assumermi una parte di responsabilità nella mancata compilazione di tale modulo, e le ho proposto di scrivere una lettera nella quale indico che desidero che mia figlia non frequenti l’ora di religione, ma lei è stata inflessibile. Ho ritelefonato al direttore, il quale ha confermato che è colpa dei genitori, ha espresso delle perplessità sul fatto che mia figlia abbia potuto frequentare l’ora di religione senza che io ne fossi a conoscenza, e infine mi ha promesso che farà il possibile per non far più frequentare l’ora di religione a mia figlia, facendo cadere il tutto dall’alto come se gli stessi chiedendo una cosa fuori dal mondo. Nessuno si è peritato di ammettere l’errore della direzione scolastica, né tanto meno di porgermi delle scuse.

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Durante l’incontro con i genitori, la preside è stata a parlare per un’ora di pof, programmi, sport e lavagna interattiva. Nulla sulla materia alternativa. Quando glielo ho domandato mi ha risposto che di solito trattano di temi ecologici… oppure, se non c’è l’insegnante, i ragazzi vanno in altre classi. Quando le ho fatto notare che questo è vietato, mi ha detto: «Sì, ma se l’insegnante non c’è…» Quando le ho fatto notare che l’insegnante deve esserci, lei: «Guardi che non troverà a Roma una scuola che lo garantisca…» Allora le ho risposto che forse le altre scuole non sanno che è il ministero a garantire gli insegnanti, basta che una lettera del preside lo richieda e… mi ha interrotto, affermando davanti a tutti: «Signora, lei è disinformata…»

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Nella classe di mia figlia, scuola materna pubblica del Comune di Firenze, sono successi due casi del genere, ovvero bambini inseriti «per sbaglio» nel gruppo di religione. Ma qui non si trattava di una semplice omissione, di un foglio perso o di una casella lasciata in bianco, ma proprio di un errore plateale, che ha riguardato bambini i cui genitori avevano chiaramente detto di no. Quindi, è stato immediatamente consentito loro di cambiare, sottoscrivendo una semplice autodichiarazione. Le maestre si sono sperticate di scuse (e anzi, in uno dei due casi erano state proprio loro a sospettare lo sbaglio e a far notare l’incongruenza ai genitori, proprio perché li conoscevano come laici convinti, il bambino già non aveva fatto religione l’anno prima, e le maestre stesse trovavano molto strano che avessero cambiato idea in corso d’opera)… e io non ho dubbi sulla loro buona fede, perché a loro volta hanno fama di laiche abbastanza battagliere e si sono sempre sbattute con grande convinzione per organizzare delle attività alternative valide. Hanno spiegato che nel nostro piccolo plesso non si fa alcun lavoro autonomo di segreteria, e che la raccolta delle iscrizioni e l’assegnazione delle classi dipende tutta dall’istituto comprensivo di quartiere (che è a direzione statale, non del Comune) e che include svariate scuole, sia statali sia comunali. A loro, la lista di chi fa religione e chi no, è semplicemente arrivata già pronta dalla sede centrale. Tuttavia, due errori nella stessa classe e nello stesso anno scolastico, puzzano un po’ troppo per essere un puro caso. E mi piacerebbe sapere se ce ne sono stati anche degli altri, magari in altre scuole del circondario, che stanno sotto la stessa presidenza. Non mi stupirebbe affatto se venisse fuori che in quell’ufficio, o magari anche più in alto a livello provinciale e regionale, ci sia qualcuno che punta a far aumentare gli iscritti, e che ogni tanto «ce prova» con tre o quattro nomi casuali alla spicciolata, contando sul fatto che qualcuno non se ne accorga o che se ne accorga in ritardo e rinunci a piantare grane ad anno scolastico già iniziato.

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Mia figlia frequenta la I elementare e, al momento della sua prima iscrizione segnai nella scelta alternativa “attività didattiche e formative” inserendo però una postilla che avrei optato per l’uscita anticipata dalla scuola qualora l’IRC fosse coincisa con le ultime ore di lezione. Ero infatti preoccupata del fatto che la bambina potesse sentirsi emarginata, che fosse sballottata tra l’atrio della scuola e altre classi , ecc. Dopo un po’ di peripezie e spiacevoli discussioni con la dirigente scolastica, si è giunti alla conclusione dell’uscita anticipata visto che l’alternativa era il parcheggio in una classe non parallela (la scuola, che è un distaccamento di un istituto più grande, ha una sezione unica). A distanza di quasi un anno, grazie anche a questa mailing list, io sono molto più agguerrita. Così ho deciso di rinnovare la scelta relativa all’OA, eliminando del tutto l’opzione uscita dalla scuola… ma ecco cosa ho trovato nei nuovi moduli. Riporto testualmente: 1. Entrata posticipata/uscita anticipata dalla scuola 2. Attività didattiche nella classe parallela 3. Attività didattiche con assistenza di personale docente (solo per le classi/sezioni che non hanno classe/sezione parallela) Scusate la lungaggine, ma vorrei un consiglio su come procedere (inserisco nel modulo l’opzione giusta e specifico che il punto 2-3 non sono conformi alla legge?).

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Dialogo di ieri con mia figlia. - papà, ieri c’era religione, la maestra di italiano non poteva fare l’ora alternativa, e quella di matematica era impegnata quindi mi hanno lasciato nella classe e siccome ero l’unica che non faceva religione la maestra - di religione - mi ha detto di guardare il silenzio - e cosa significa? - che dovevo segnare alla lavagna i bambini che parlavano; quando è finita la lezione tutti quanti mi hanno urlato «scema scema» e «perdente». Ma io non gli ho dato soddisfazione e ho pianto solo un pochino mentre lo dicevo alla maestra di italiano che li ha sgridati e dato doppio assegno. Non so cosa mi irrita di più: - la struttura scolastica che pensa di dare / levare la disponibilità del docente di ora alternativa come un tappabuchi - la maestra incaricata di fare l’ora alternativa che non gestisce al meglio la situazione - l’idiozia della maestra di religione (ulteriore conferma che bene faccio a non fidarmi di questi figuri) - l’indifferenza di alcuni conoscenti / colleghi che di fronte al racconto che riporto sopra mi guardano con l’aria di chi ti dice «e che vuoi, lo scegli tu di darle questa educazione estremistica». Forse volendo fare una classifica, forse quelli dell’ultimo punto sono l’humus su cui la barbarie fiorisce. Penso di diffidare - ulteriormente - la scuola… ma sinceramente credo che è fondamentalmente un problema socio culturale che non si risolve con norme e diffide… siamo socialmente accerchiati.

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Nella scuola media dove insegno il docente che fa l’ora alternativa viene mooooolte volte mandato a fare supplenza in qualche classe. L’alunno/alunni lasciati soli in biblioteca, aula prof, dove capita capita. I ragazzi che fanno alternativa sono perlopiù musulmani con genitori non italiani; i genitori non conoscono il loro diritto all’ora alternativa (anche perché nessuno gliel’ha spiegato) e quindi la scuola ne approfitta.

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All’inizio del secondo anno di Scuola Materna, due anni fa, la maestra di mio figlio mi chiede «signora, volevo chiedervi se per caso avete cambiato idea riguardo la religione, magari quest’anno il bambino potrebbe frequentare…». «No, non abbiamo cambiato idea. Ma volevo sapere, per caso chiedete anche a quelli che fanno religione se ‘per caso’ hanno cambiato idea?». Inizio della Scuola Elementare, dialogo con la segretaria: «Ah, il bambino non farà religione. Guardi che molti poi la vogliono fare e durante l’anno non è possibile cambiare. E sono solo canzoncine, glielo faccia fare».

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Al Dirigente dell’Istituto Comprensivo […] Al Consiglio d’Istituto dell’I.C. […] Al Comitato Genitori dell’I.C. […] OGGETTO: Moduli iscrizione scuola media: mancanza modulo scelta attività alternative alla religione cattolica PREMESSA Ieri, 2 febbraio 2010, mia figlia, frequentante la V C scuola […], ha ricevuto i moduli di iscrizione alla scuola media. Ho notato che è regolarmente presente il modello D (modulo per l’esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) per l’a.s. 2010/11). Manca però il modello E, ossia il «Modulo integrativo per le scelte degli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica». Se l’istituto avesse voluto seguire la strada di chiedere la compilazione del modello E successivamente all’iscrizione, come descritto sul sito del ministero: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot427_10.shtml avrebbe comunque dovuto specificarlo in modo evidente ai genitori, aggiungendo che l’istituto garantisce attività didattica e formativa alternativa alla religione cattolica senza discriminazione alcuna (legge 25 marzo 1985, n. 121), anche in presenza di una sola richiesta in tal senso. Trovo comunque sbagliato non fornire il modello all’atto della consegna di tutta la documentazione per l’iscrizione: si omette una informazione essenziale, che determina una discriminazione verso chi vorrebbe per il proprio figlio o la propria figlia una attività didattica e formativa come hanno coloro che si avvalgono dell’IRC, quindi con insegnante certo non utilizzato per supplenze o altre attività durante l’ora alternativa, e con programma, spazi, materiale didattico idonei. La non presenza di informazioni in tal senso è una lacuna che deve essere colmata al più presto. CHIEDO: 1. che venga immediatamente consegnata a tutti gli alunni frequentanti le classi quinte dell’IC una comunicazione integrativa ai moduli di iscrizione recentemente consegnati, destinata ai genitori e volta ad assicurare che l’istututo garantisce l’attività didattica alternativa alla religione cattolica, con insegnante dedicato e spazi idonei, anche in presenza di una sola richiesta per classe. 2. chiedo che analoga comunicazione ai genitori sia inviata tempestivamente anche agli altri alunni, specificando che la scelta tra avvalersi e non avvalersi dell’IRC è modificabile di anno in anno, di norma entro il termine delle iscrizioni all’anno scolastico successivo, e ricordando che l’istituto garantisce e ha sempre garantito attività didattiche e formative a chi esercitava la scelta di non avvalersi dell’IRC, con ampio gradimento di alunni e genitori 3. che nelle comunicazioni dei punti 1. e 2.venga descritto il programma scelto per l’anno scolastico 2010/2011 per l’ora alternativa, come da POF di istituto 4. che si tenga conto del vademecum presente sul sito oraalternativa.it: http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ora-alt-vademe… 5. che si tenga conto della lettera allegata, inviata dal Comitato Scuola e Costituzione a tutti i dirigenti scolastici, con particolare riferimento al fatto di utilizzare il modello E degli anni scolastici precedenti, in cui e’ presente in chiaro la scelta «ATTIVITÀ DIDATTICHE E FORMATIVE». 6. che tutto quanto esposto venga considerato dal Comitato Genitori e dal Consiglio di Istituto. In attesa di tempestivo riscontro positivo, riconosciuto l’impegno dell’Istituto e degli insegnanti (al fianco dei genitori), per non discriminare bambini e ragazzi che finora hanno scelto di non avvalersi dell’IRC, invio i miei più cordiali saluti.

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Anche a Genova mio nipote non ha potuto usufruire di un insegnamento alternativo, restava il ripostiglio dei bidelli nelle medie inferiori e nelle superiori piena libertà di uscire e andare al parco, senza controllo s’intende. Non c’erano soldi e inoltre i miscredenti erano uno o due, nelle inferiori e qualcuno di più nelle superiori. Quando mio nipote ha deciso di presenziare alle lezioni di religione, l’insegnante che non aveva sicuramente nessuna preparazione e nessuna dote per farlo, ha preso a sfottere il ragazzo con domande tipo: perchè non vai a messa? e la comunione quando la fai? provocando e destando l’attenzione dei compagni in vena di battute derisorie.

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Mi ha telefonato una madre di una bimba di 7 anni che frequenta IRC, scandalizzata perché ha scoperto che in classe era esposta una gerarchia con tanto di foto con in cima il papa, sotto il vescovo di Pisa, e a seguire i vari gestori delle parrocchie. Siamo a Pisa, in una scuola pubblica, e non fra i Talebani. Queste cose non succedono MAI per caso, perchè gli insegnanti di religione sono controllati strettamente dalla diocesi. Vuole ritirare la figlia dall’IRC durante l’anno scolastico.

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Sono un genitore di un bambino che non si avvale dell’insegnamento della religione a scuola, avrei bisogno si sapere chi ha diritto a rimanere in classe. Nel nostro caso la classe è formata da 21 bambini di cui 11 non si avvalgono dell’insegnamento della religione, il collegio docenti ha stabilito che per i non avvalentesi si proceda al rinforzo di materie curricolari e nel nostro caso, ad un lavoro di giornalismo con il computer che si trova nell’aula, vorrei sapere chi ha diritto a rimanere in classe?

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Scuola primaria: le insegnanti con la dirigente hanno stabilito che nell’ora alternativa va evitato tutto ciò che “penalizzerebbe” chi fa religione. Per dire, rinforzare le materie curricolari ad alcuni e non ad altri probabilmente genera uno squilibrio. In teoria anche un progetto molto interessante come quello di costruire un giornale col computer penalizza chi non lo fa? Ci hanno detto che anche una visita all’esterno (mostra di pittura o redazione di un giornale ma aggiungerei dal panificatore ecc ecc) non andrebbe fatta. Inoltre tutti gli argomenti attinenti ai principi laici della Costituzione sono “già trattati nelle altre materie”.

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La mia secondogenita (6 anni) deve “per forza” avvalersi dell’IRC in quanto l’insegnante è la maestra di classe e distribuisce le due ore di religione in mezzorette sparse durante la settimana, in cui sarebbe assurdo far alzare la bambina e trasferirla in un’altra classe, unica alternativa possibile. Ho protestato, insieme alla famiglia musulmana e a quella testimone di Geova, ma niente, le cose stanno così. All’inizio dell’anno ero preoccupata, ma ora non più: è troppo grande la soddisfazione di vedere la mia piccola che sorride sdentata con aria d’intesa quando mi dice “mamma..oggi abbiamo fatto religione..secondo me la maestra crede anche a babbo natale, ma non le hanno mai spiegato niente?!”.. lei ascolta educatamente, colora quello che deve colorare e cerca cortesemente di non togliere alla maestra le sue illusioni. Nota: mio marito è credente, io no, e non indottriniamo in nessun modo i bambini, semplicemente vedono quello che facciamo, fanno domande e ricevono risposte precedute da “secondo me è così, secondo papà/mamma no”, e si orientano spontaneamente su ciò che sembra loro più logico. Sono ancora molto piccoli, ma per ora va bene. E la maestra non può non aver notato che la bambina più altruista, generosa e amorevole con gli altri (penso dipenda dal fatto che il suo fratellino maggiore ha un handicap) non sa cosa sia il segno della croce!! (commento pubblicato sul sito UAAR)

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Ero convinto che mio figlio avesse a disposizione un’aula per lo svolgimento dell’ora alternativa, che frequenta solo lui e dall’inizio dell’anno. Ho appena saputo - lui mi aveva detto «una specie di aula», io ero stato ottimista - che la lezione si svolge in corridoio. Parlato con la maestra, non mi aveva detto niente per non sembrare agli occhi della dirigente che provocava lei i problemi laddove non ce n’erano (mah, tralasciamo questo punto) ma ha messo per iscritto questa questione per tutelarsi e condividere la responsabilità con la scuola. Ora ho avuto la copia del programma di attività (aldilà degli aspetti didattici carenti), ve la allego. C’è la frase «spazi: corridoio antistante l’aula».

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Oggi mi sono trovata questo cartello alla scuola materna che frequenta mio figlio: «ATTENZIONE: in data 14 GIUGNO alle ore 10:30 tutti i BIMBI dell’ULTIMO ANNO faranno un’USCITA con l’INSEGNANTE di RELIGIONE CATTOLICA INSIEME ad ALTRE EDUCATRICI per VISITARE LA CHIESA di SAN PIETRO IN SALA. Cordiali saluti. Simona (insegnante di religione)».

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Buonasera. Quest’anno mio figlio ha frequentato la prima elementare e, insieme ad altri due compagni, non si è avvalso dell’IRC. Passato lo stupore iniziale delle insegnanti che gli continuavano a chiedere di portare il quaderno di religione (è l’unico italiano della classe e forse della scuola che non si avvale), è stato spedito nella classe parallela. Successivamente, i non avvalentisi sono passati al tristemente noto corridoio, a svolgere attivià in autonomia. Io scrissi una lettera alla dirigente scolastica sull’argomento e lei mi rispose che, date le difficoltà economiche della scuola, non era possibile fare altrimenti.

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Lo scorso anno l’insegnante di alternativa era arrivato dal primo di novembre e, per garantire la parità di trattamento ai due gruppi, l’insegnante di IRC si era astenuto dal trattare il suo programma nel periodo di attesa ed aveva tenuto un ciclo di lezioni non confessionali sui diritti dell’uomo. Quest’anno ha detto ai suoi 12 allievi di occupare le prime file, agli 8 allievi di alternativa di occupare le ultime ed ha iniziato a tenere le sue lezioni dicendo agli allievi di alternativa di non ascoltare.

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I miei figli fino all’ anno scorso erano costretti al ”pellegrinaggio dell’ aula libera” per poter svolgere attività di studio individuale durante l’ora alternativa. Quest’anno invece uno rimane in classe con l’ insegnante di religione - stiamo cercando il preside da 2 settimane, per fare un punto sulla situazione, ma sembra volatilizzato - . Per l’ altro invece siamo arrivati ad un compromesso con il dirigente scolastico che piange miseria, che non ha risosre per attivare l’ora alternativa: il ragazzo, che fino alla settimana scorsa è stato costretto a rimanere in classe e cantare le lodi durante l’ ora di religiona cattolica, - perchè è bene saperlo, durante quelle ore lì si possono anche cantare le lodi e recitare le preghiere con la tacita approvazione di tutti - stazionerà in un’aula libera vicino alla sala insegnanti dove potrà svolgere attività di studio individuale! le conquiste di un paese laico, civile e democratico. (commento pubblicato sul sito UAAR)

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Salve a tutti, sono una studentessa di un istituto superiore. Mi trovo in una classe in cui nessuno si avvale dell’insegnamento della religine cattolica, e in cui da tutti è stato compilato il modulo di iscrizione specificando la volotà di avvalersi dell’insegnamento di un’attività alternativa. Ci siamo però trovati di fronte un muro, ossia il preside, che affermando l’assenza di fondi assegnati dalla regione (o chicchessia )per l’anno scolastico in corso (pur essendo stati da lui richiesti l’anno scorso), ci sta di fatto negando un nostro diritto. Inoltre, dalla discussione con lui e con gli insegnanti di religione è emersa la presenza di una legge che limiterebbe l’attività alternativa al solo campo religioso, etico e morale.

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Mio figlio frequenta la seconda classe della primaria e, insieme ad altri due bimbi, dovrebbe seguire l’ora alternativa. Dovrebbe… il primo giorno di scuola ci è stato detto che quest’anno ci sarebbe stata un’insegnante solo di religione e che la maestra di italiano avrebbe seguito i bambini durante l’ora alternativa. Un paio di settimane dopo vengo a scoprire tramite un’amica che l’ora alternativa sarebbe stata soppressa perché la maestra sarebbe stata mandata a «tappare buchi» in un altro plesso del comprensivo. Chiedo a mio figlio e scopro che è vero: lui e gli altri due piccoli vengono aggregati all’altra seconda. Tra l’altro, paradossale, non seguono nemmeno le lezioni, ma devono fare da soli delle «schede» diverse. Aspetto qualche tempo per vedere se la scuola si degna almeno di comunicare il cambiamento, ma non succede niente. Durante l’assemblea dei genitori le maestre finalmente comunicano il cambiamento adducendo naturalmente motivi economici. Scopro però che tale comunicazione è iniziativa personale delle maestre. In sostanza la scuola non si è nemmeno degnata di avvisarci del cambiamento. A casa faccio qualche ricerca veloce e scopro la circolare n. 343 emanata dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte (abito a Vercelli) che comunica che il ministero ha stanziato dei fondi specifici per assumere insegnanti di alternativa… Sono talmente esterrefatta da questa notizia che mi chiedo se ho capito bene: la scuola può attingere da questo fondo per assumere insegnanti di alternativa? Mi sembra così assurdo che non conoscano questa circolare!

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Mi trovo a iscrivermi al gruppo in occasione dei primi problemi a scuola… o meglio, al nido! per il giorno di san Martino il nido comunale porta tutti i bimbi a messa in chiesa. Al mio, di due anni e mezzo, non rimarebbe che restare a scuola con i lattanti che non andranno alla funzione. cioè con maestre che non conosce, in un ambiente nuovo… alla fine abbiamo scelto (si fa per dire): resterà al casa col nonno, disposto a farsi 3 ore di viaggio per farci il favore..

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Oggi sono andato alla segreteria del liceo frequentato dai miei figli presentando il modulo «F», quello con le opzioni per chi non frequenta l’Irc, e quando hanno visto che ho optato per le «attività didattiche e formative» mi hanno detto che quella opzione in quella scuola non è accettata e che è stato sempre così. Hanno poi aggiunto che non ci sono i soldi, ecc.

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[…] alla fine anch’io ho dovuto fare la diffida al dirigente scolastico della scuola di mio figlio.
L’anno scorso provò a inventarsi un «laboratorio» ritagliando dall’orario scolastico una «coincidenza» tra i laboratori delle classi omogenee e l’ora di religione, senza riuscirci; mio figlio finì in biblioteca, o disperso in altre classi, o in corridoio con qualche maestra.

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Mio figlio frequenta la prima classe della scuola media […] (Roma). La scuola non aveva previsto per quest’anno alcuna attività alternativa, usando la formula generica di studio presso la biblioteca quando questa fosse aperta. Con mia moglie avevamo deciso di sopportare per quest’anno il fatto che […] fosse spostato in altre classi durante l’IRC della sua classe proprio in funzione dell’aver firmato l’iscrizione con quelle clausole “vessatorie”, ripromettendoci però di chiedere l’attivazione dell’ora alternativa per il prossimo anno. Durante le scorse vacanze, sulla base della documentazione letta sul sito e sulle varie comunicazione passate su questo gruppo, abbiamo scritto la richiesta e per coincidenza, questa mattina, proprio in concomitanza con il varo della campagna, ho anticipato via fax alla scuola la lettera che partirà oggi per raccomandata AR.

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mio figlio […] frequenta la prima elementare […]. Anche noi abbiamo dovuto ricorrere a colloqui con la Preside per riuscire ad attivare un minimo di attività alternativa. Ora,insieme ad una altra bambina, fanno «informatica» ossia, da quello che capisco, giocherellano al pc e poco altro. Per ora anche io ho deciso di aspettare per pretendere qualcosa di piu’, ma mi piacerebbe, magari dal prossimo anno, che anche questa stessa attività di informatica sia gestita in modo piu’ adeguato.Comunque ci siamo fatti stampare una sorta di programma di studio «anche se non sarebbe obbligatorio..» ci hanno detto..

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Iscrivendo mia figlia alla prima elementare ho preso visione del POF nel quale si recita:
[…]
Durante la presenza dell’insegnante di religione in classe, l’insegnante di classe in servizio propone, agli alunni non avvalentesi, delle attività didattiche di approfondimento o consolidamento (a seconda delle necessità del singolo alunno).
Può accadere che l’insegnante di classe in compresenza con l’insegnante di religione cattolica sia utilizzato per supplenze in altre classi o sezioni. In questo caso alunni non avvalentesi accompagnano l’insegnante di classe o sezione là dove si è resa necessaria la supplenza.
In caso di assenza dell’insegnante di classe durante la presenza dell’insegnante di religione, gli alunni non avvalentesi vengono affidati ad una classe parallela o vicina.
I genitori possono autorizzare la permanenza del proprio figlio nella classe di appartenenza (in questo caso il bambino svolgerà attività didattiche individuali assegnate) o un’altra soluzione se non desiderano tali spostamenti.

Tutto questo è legale?
Qualcune mi sa dire perchè mia figlia dovrebbe essere «transumata» da una classe all’altra senza fare alcuna attività alternativa?

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Sto iscrivendo mia figlia alla prima elementare, dopo tre anni di lotte per l’attivazione dell’ora alternativa per mio figlio nella stessa scuola, apparentemente vinta quest’anno dopo la presentazione della diffida «modello UAAR».
Mi trovo davanti un modulo d’iscrizione che, per quanto riguarda la scelta di avvalersi o non avvalersi, prevede:

«Qualora sia impossibile, per carenze di organico, assicurare lo svolgimento di attività alternative, il diritto di non avvalersi sarà assicurato con le modalità stabilite dal Consiglio dei Docenti, che prevedono l’inserimento dell’alunno all’interno di un’altra classe o gruppo di alunni che svolga contemporaneamente un’attività formativa specifica a carattere non strettamente disciplinare e il più possibile «trasversale» (progettuale, laboratoriale, espressiva, motoria, ecc.) scelta dal genitore tra le opzioni disponibili.»

A me pare sinceramente che non ci siamo.
A fronte del nostro diritto ad avere una materia formativa assicurata e specificata nel piano dell’offerta formativa della scuola, abbiamo un «non si sa cosa, non si sa come, non si sa con chi, non si sa dove», giustificabile con carenze di organico che noi sappiamo NON POTER ESSERE un motivo valido di mancata nomina di un supplente.
Mi si prospetta inoltre un lungo periodo di preparazione (verifica della «carenza di organico», strutturazione di un orario adatto, inserimento in una classe - o gruppo - che potrebbe essere anche disomogeneo), mentre gli altri bambini senz’altro inizieranno subito l’ora di religione.

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mio figlio frequenta le elementari dove la scelta del primo anno vale per tutto il ciclo, salvo la volontà di modificarla (alle elementari una volta iscritto alla prima classe non devi ripetere ogni anno l’iscrizione). Non ricordo se alla scuola materna l’iscrizione vada rinnovata ogni anno: se si, anche i moduli  per l’alternativa vanno consegnati al completo.
Da notare una cosa: a gennaio, ai genitori dei non avvalentesi dell’IRC nella nostra scuola hanno consegnato un foglio sul quale si ricordava la norma suddetta, aggiungendo anche che se avessimo voluto cambiare la nostra scelta c’era tempo, mi pare, fino al 12 febbraio. Mi piacerebbe sapere perche’ lo stesso dubbio non dovrebbero averlo i genitori di chi si avvale dell’IRC, visto che a loro non è stato consegnato nulla…..

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L’Istituto Comprensivo dove risiedo e dove mia figlia è iscritta sostiene che non si può fare una proposta alternativa in anticipo che possa risultare «competitiva» con l’ora di religione in quanto non si possono mettere i genitori nella situazione di aver la possibilità di scegliere fra la stessa ed un’attività possibilmente più interessante ed utile o semplicemente accattivante…

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Sono completamente scoraggiata sulla possibilità che mia figlia abbia riconosciuto il diritto di frequentare l’ora alternativa. E’ in seconda elementare e per il secondo anno è l’unica della sua classe a non fare religione. Abbiamo chiesto più volte, già l’anno scorso, un chiarimento in materia, ma ci hanno sempre risposto che non ci sono insegnanti disponibili, che non ci sono fondi. Quest’anno, in seguito agli ulteriori tagli, mia figlia ogni venerdì viene sballottata da una classe all’altra in supplenza con la maestra di turno. E’ stanca. Lo sono anche io di questa situazione. Oltre al danno la beffa, visto che quest’anno l’ora di religione era stata inserita le ultime ore del venerdì quindi, inizialmente, ho pensato: problema «risolto». Senonché, per evitare un sovraccarico per gli altri compagni di classe, che si sarebbero trovati a far religione le ultime due ore di venerdì (scarsa attenzione e stanchezza, sostiene giustamente l’insegnante di religione), hanno deciso di ruotare con l’altra seconda, quindi un venerdì l’ora di religione è dopo pranzo, quello successivo le due ore prima dell’uscita.

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Nella mia scuola, un liceo scientifico, con gran fatica stiamo cercando di attivare finalmente le attività alternative per gli studenti che non si avvalgono dell’IRC. Il collegio docenti ha deliberato di istituire una commissione (presieduta dal Dirigente)che presenterà al prossimo collegio docenti di maggio un progetto da inserire nel POF e da presentare a famiglie e studenti. Si sono offerti volontari 6 insegnanti tra cui, udite udite, un docente di IRC. Un rappresentante RSU (che partecipa alla commissione) ha sollevato la questione di incompatibilità in collegio ma è stato zittito dal Dirigente e da molti docenti. Alla prima riunione il Dirigente ha attaccato il rappresentante RSU sostenendo che il docente di IRC ha tutto il diritto a partecipare alla programmazione delle attività alternative e che la normativa non gli vieta nemmeno di insegnarle.

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c’è decisamente da continuare a fare informazione sull’ora alternativa.
Solo sabato mi hanno comunicato che la segreteria della scuola elementare […] di Torino,
dove è stata predisposta l’ora alternativa, dopo le richieste fatte dai genitori per ottenerla
all’inizio dell’anno scorso, ha scoraggiato alcuni genitori a fare tale richiesta per l’anno prossimo:(
Cosa che fa capire come certi dirigenti scolastici non abbiano capito bene (o fingono di non capire) che è possibile chiedere personale aggiuntivo per le AA.

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Nostra figlia frequenta il primo anno di una scuola primaria in provincia di Milano. All’atto dell’iscrizione abbiamo scelto di non avvalerci dell’IRC (come alla scuola materna), barrando la scelta «materia alternativa» (insomma, non lo studio assistito). Non ci è stato detto nulla nè ci è mai stato chiesto nulla sul programma di tale attività. Inizialmente, oltre a lei c’era un altro bambino «non-IRC», che dopo pochi mesi ha cambiato scuola. In questi primi mesi entrambi venivano aggregati ad una seconda in cui c’erano altri non avvalentisi e facevano attività varie. Da quando è rimasta l’unica della sua classe abbiamo scoperto che in alcuni casi (3 come minimo) è rimasta in classe a fare religione (!). Scoperta la cosa, abbiamo contattato il dirigente scolastico che si è scusato, ha redarguito le maestre, e non è più accaduto. Le insegnanti hanno avuto il coraggio di arrabbiarsi con noi perchè le avevamo «scavalcate» e si sono giustificate dicendo che la bambina chiedeva di restare in classe con gli altri, e che durante quelle ore non si faceva religione ma si parlava di temi «trasversali» come l’amicizia e la famiglia (sic!). Comunque, il fatto non si è ripetuto.
Di fronte al fatto che su due ore settimanali, in un’ora nostra figlia doveva restare da sola con l’insegnante di matematica che le faceva recuperare i compiti su cui era indietro (cioè di fatto studio individuale assistito), abbiamo chiesto che fosse fatta un’attività alternativa vera e propria, mostrandoci disponibili per attività comunque non particolarmente onerose sul piano della programamzione. Ci è stato detto che il collegio docenti non prevedeva ora alternativa, ma solo studio individuale assistito. Abbiamo scritto una lettera molto pesante al dirigente e al consiglio di istituto, siamo stati convocati e ci hanno garantito che avremmo concordato con l’insegnante di matematica (cioè di ora alternativa) qualcosa di davvero alternativo, e così è stato. Nel frattmepo ci è stato ovviamente promesso che il prossimo anno concorderemo per bene un’attività alternativa (su cui noi peraltro non abbiamo pretese particolari: il nostro obiettivo è che venga vissuta il meno possibile come una «punizione» per il fatto di non fare religione, che è invece evidentemente l’intento delle due insegnanti che hanno boicottato con tutti i mezzi a loro disposizione la nostra scelta). Non ci è stato fatto sapere nulla su altri aspetti, per noi marginali, che avevamo sollevato, come la non conformità della pagella alle leggi.
Ora, sotto pasqua, emerge il seguente episodio. L’insegnante di italiano, nell’ora di italiano, fa un dettato sulla pasqua. Introduce poi una parte in cui parla di gesù in relazione alla pasqua. Questo fatto di per sè è grave. Non solo: dice davanti a tutti a nostra figlia di lasciare in bianco sul quaderno questa parte perchè lei non fa religione.
Inutile dire che noi siamo su tutte le furie.
Scriveremo senz’altro qualcosa di ancora più duro della precedente lettera.

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Sono un genitore di una figlia al 3° anno di liceo scientifico che con un gruppo tenace di genitori è riuscito a far partire l’Attività Alternativa.
Alla terza settimana di scuola , mia figlia insieme a pochi altri hanno dovuto rimanere in ostaggio della scuola e non sapendo dove ospitarli hanno trascorso un’ora nell’angusto atrio senza sedie con un tavolo per giunta occupato da mille volantini e pieghevoli informativi.
Al mio reclamo con la Dirigente che non ci aveva neanche informato ufficialmente dell’attivazione dell’AA non ha fatto una piega anzi mi ha quasi rimbrottato «che si stanno organizzando e che la scuola ha 30 giorni di tempo per farlo».
E’ vero?
Trovo vergognoso che gli studenti che si avvalgono nel loro diritto di non frequentare l’ora di religione debbano vedersi trattare come un ingombro.
Aggiungo inoltre che la Ds del nostro Liceo […] si è fatta bella con la stampa cittadina annoverandosi con gli altri licei della città che hanno attivato l’AA in questo anno scolastico

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sono stato chiamato da un cittadino che ha scelto di non far frequentare l’ora di religione alla propria figlia di 3 anni e mezzo. dopo un po’ di tempo ha notato che la bimba tornava dall’asilo piangendo quasi sempre, e la bimba ha detto che viene tenuta separata senza fare niente, e che la settimana scorsa gli altri hanno fatto le uova di pasqua colorate e a lei non è stato fatto fare niente e non ha avuto alcun dono da portare a casa.

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[Intervento di un insegnante allegato al verbale del collegio docenti]

Gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento religioso cattolico non chiedono facilitazioni o privilegî, ma rivendicano diritti tutelati dalla Costituzione e dalla legge. Sono invece quasi sempre depositati in classi parallele o affidati al personale ATA, mentre avrebbero diritto, all’interno del tempo scuola, a ore di istruzione così come avviene per gli studenti dell’IRC. Ci pare che questa situazione dovrebbe preoccupare tutti i docenti e tutti i cittadini al di là delle loro convinzioni politico-religiose. Appare incongruente che le scuole facciano ruotare i loro POF attorno a cardini costituzionali quali l’uguaglianza dei cittadini o il rifiuto delle discriminazioni e poi disattendano sistematicamente tali principi.

I colleghi della […] sanno quante volte sono intervenuto con risultati mediocri sull’argomento negli anni scorsi, citando puntualmente le singole disposizioni normative che impongono alle istituzioni scolastiche di offrire 4 opzioni per chi non si avvale dell’IRC, la redazione a parte della valutazione per l’IRC/alternativa, l’inserimento della programmazione dell’attività all’interno del POF e ovviamente la sua attivazione per tutti coloro che la richiedano, indipendentemente dal numero dei richiedenti per ciascuna classe.

Ho fatto presente la situazione di illegalità e di palese discriminazione a cui venivano sottoposti gli alunni, depositati come pacchi postali in classi parallele o addirittura nominati d’ufficio “uditori” e perciò costretti ad assistere all’ora di IRC.

Faccio presente che i fondi per l’attività alternativa non solo sono disponibili all’interno del capitolo di spesa che prevede il pagamento dei docenti di IRC non di ruolo ma rimangono quasi del tutto inutilizzati, con grande soddisfazione del Ministero che ricorda sempre ai dirigenti di operare in economia di spesa.

Ho qui con me la normativa a cui si fa riferimento circa gli obblighi da parte dell’istituzione scolastica, e la nota MEF del 07 marzo 2011, prot. n. 26482 sui criteri di reclutamento e sulle modalità di pagamento dei docenti incaricati, nota recepita dal MIUR prot. n. 1670 del 22 marzo 2011.

Spero che queste parole non rimangano come al solito lettera morta. Diversamente mi riservo di praticare altre strade che non siano i miei sterili richiami alla legalità rivolgendomi se necessario anche a terzi per tutelare i diritti dei non avvalentesi.

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Da noi […] ancora non hanno un aula dove poter fare lezione e li hanno mandati in un’altra classe. Divisi, per giunta. Gli do tempo 2 settimane e poi gli mando l’ennesima diffida.

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Si ricomincia con le disparità nella scuola.
Mia figlia , con richiesta già depositata presso la scuola ( 4° anno liceo scientifico), per usufruire dell’uscita anticipata da scuola perchè non frequentante l’IRC, si vede costretta insieme ad altri studenti a restare in classe durante l’ora stessa perchè la scuola non è stata in grado di realizzare, costruire, stampare il pass (un semplice cartoncino) che le verrà consegnato ad ottobre.

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L’insegnante principale della 3a […] ha suggerito di spostare il bambino in un’altra classe e lei avrebbe lasciato a lui «qualcosa da fare». Ci abbiamo provato, lui si sentiva a disagio per il fatto di essere in un’altra classe ed il «qualcosa da fare» erano 2 schede di ripasso di italiano. «Mamma, ho finito in 5 minuti e poi non sapevo cosa fare». Riprendiamo ad uscire a mezzogiorno.

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LE BUONE NOTIZIE

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Vi scrivo per aggiornarvi a proposito del mio colloquio con la dirigente della scuola di mio figlio in merito al mancato insegnamento alternativo all’ora di religione.
Devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. Intanto la dirigente era a conoscenza di tutte le normative, compresa la circolare relativa ai fondi specifici stanziati dal ministero. E’ riuscita ad applicarla per la scuola media e si è mostrata molto disponibile ad estendere la cosa anche alla scuola primaria.

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Vi informo che abbiamo ricevuto un riscontro dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia in merito alla «attività didattica alternativa all’insegnamento della religione cattolica».
Veniamo informati che «questo ufficio scolastico ha già trasmesso ai dirigenti scolastici della Regione la nota prot. MIUR AOODRLO RU 15541 (di cui vi allego copia) in cui si forniscono precise indicazioni sulle nomine dei docenti per le attività alternative e sul pagamento delle relative ore, ai fini della risoluzione della questione.».
Il semplice fatto che ci abbiano risposto, lo metto tra gli eventi positivi di questa iniziativa.

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Con immenso piacere vi informo che oggi ho parlato con la dirigente scolastica delle elementari di […] (scuola di mia figlia, per intenderci…) che, visionate le normative in merito fornitegli da me, è stata concorde nell’attivare un programma strutturato per l’ora alternativa, con tanto di testo scolastico, da inserire assolutamente nel POF, per l’anno prossimo (e spero anche per gli altri a venire…). Devo comunque aggiungere che ha sempre «fornito» un’insegnante e un abbozzo programmatico, in un’aula a parte, e in questo mi sento molto fortunata. Forse abbiamo fatto un passetto in più…
Ho comunicato la cosa (oltre che la campagna «Non c’è più religione, per chi non la vuole») anche all’Assessore Provinciale all’Istruzione, sollecitandolo ad estendere ciò a tutte le scuole.

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[…] questo Istituto ottempera agli obblighi di legge relativamente all’offerta di attività alternative (o attività didattiche formative). I programmi in atto sono i seguenti:

Scuola dell’Infanzia:
- Percorsi verso la pace
- Un mondo a colori: percorsi verso la pace
- Educazione convivenza interculturale:”Elmer l’elefante variopinto”

Scuola Primaria
- W le Storie: percorsi di educazione all’ascolto (storie lette o raccontate)
- Le modifiche dell’uomo sull’ambiente
- Educazione di cittadinanza con i generi narrativi

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

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[…] si comunica che nel nostro Istituto viene rispettato l’obbligo delle attività didattiche alternative , infatti gli allievi che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione svolgono ore di approfondimento con contenuti relativi alla sfera valoriale e con riferimento diretto ed indiretto agli ideali contenuti nella Costittuzione Italiana.

Cordiali  saluti
Il Dirigente Scolastico

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Si comunica che nella ns. istituzione scolastica come da Circolare Ministeriale  è stata proposta l’attività didattica alternativa all’insegnamento della religione cattolica  e per l’a.s 2010/2011 sono stati attivati tre corsi con i seguenti programmi formativi:
- 1^ programma: Diritti umani , Dichiarazione Universale dell’Uomo. (con supporti video). Docente […].
- 2^programma: geografia poltica ed economica della repubblica tedesca - confronto tra le altre politiche economiche degli altri stati europei evidenziando le politiche dei piccoli stati: San Marino, Andorra, Città del Vaticano, Principato di Monaco e Liechtenstein. Docente […] -
- 3^programma: Incontro tra più culture, cultura europea, cultura africana, cultuta asiatica, cultura americana.»Apertura alla diversità e all’arricchimento culturale» (supporti video). Docente […].

IL DIRIGENTE SCOLASTICO [Liceo classico]

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Ce l’abbiamo fatta!!!
La battaglia si è conclusa, dopo aver scritto all’ufficio regionale scolastico, la Dirigente ha capitolato!
La nostra bambina è esonerata dall’ora di religione ed inserita nel gruppo di materia alternativa.
Grazie a voi e all’aiuto e alla disponibilità che ci avete offerto.
Restiamo disponibili per la vostra associazione per tutti i comunicati stampa che vorrete inviarci

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vorrei condividere con voi un piccolo successo inaspettato.
Ieri sono andato all’incontro con le maestre di mio figlio per l’illustrazione delle attività del primo quadrimestre, e insieme alla pagella mi è stato mostrata una scheda che si chiama «Rilevazione degli apprendimenti attività didattico formativa alternativa all’IRC».
Mio figlio fa la terza elementare, e sono stati tre anni di battaglie, con il vostro fondamentale aiuto e appoggio tecnico-tattico; questa è la prima scheda di valutazione dell’attività alternativa, non sapevo neanche che esistesse, e penso che sia un passo avanti piuttosto importante, o almeno ho avuto questa netta sensazione.
Per la cronaca, l’attività è «Elementi di informatica» e l’alunno è stato valutato su «Conoscenza di base del funzionamento dei Personal Computer» e su «Utilizzo degli strumenti software Word, Paint e PowerPoint».
Colgo l’occasione quindi per ringraziare in particolare R. e A., e tutti quelli che con le loro indicazioni e la loro partecipazione, contribuiscono al nostro reciproco rafforzamento.

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c’è decisamente da continuare a fare informazione sull’ora alternativa.
[…] certi dirigenti scolastici non abbiano capito bene (o fingono di non capire) che è possibile chiedere
personale aggiuntivo per le AA.
Al contrario ci sono Dirigenti scolastici che l’hanno capito benissimo ed hanno inserito le AA nel POF dell’anno in corso.
Copio e incollo il programma per le AA che mi ha inviato la dirigente scolastica di […], 2° Circolo.
SCUOLA PRIMARIA/ SCUOLA DELL’INFANZIA PROGETTAZIONE ATTIVITAALTERNATIVA A.S. 2010/11
TEMATICA      EDUCAZIONE INTERCULTURALE    
[…]
Leggere il mondo
Aprire il cerchio del “NOI” accettando le differenze, mettendosi in una condizione di accoglienza, di rispetto, di curiosità … al fine di conoscere e condividere il mondo dell’”ALTRO” (dall’ambiente vicino –scuola/paese- al mondo)
Illustrare i valori della pace e della solidarietà, i diritti dei popoli, dell’uomo e del bambino attraverso fiabe e racconti.
Mettere in evidenza la varietà e la ricchezza delle culture presenti nella società attuale, a cominciare dagli aspetti concreti della vita quotidiana (cibo e alimentazione, giochi, lingue e scritture, musiche, poesia, feste e usanze religiose).
Svolgere attività di ricerca sui temi dell’immigrazione attuale verso l’Italia (desertificazione, sfruttamento incontrollato delle risorse, guerre, sfruttamento minorile, salute, fame …).

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Già averla attivata [l’ora alternativa] in due classi e inserita nel POF, dopo anni di lotte e grazie alla disponibilità del nuovo dirigente, mi sembra un passo importante per poter andare avanti in modo costruttivo e deciso.
[dove prendere i fondi per alternativa:] Non si usa il FIS nella mia scuola. Io faccio alternativa in una terza media e mi hanno dato l’incarico per una diciannovesima ora pagata dal ministero fino al 30 giugno.

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[Contributo pubblicato anche come opinione sulle Ultimissime UAAR]

Ho posto sempre al centro della mia attenzione la questione della laicità dello Stato e dalla scuola, in particolare per ciò che concerne l’attivazione dell’ora alternativa.

Come insegnante

All’interno del Collegio docenti della scuola media in cui lavoro mi sono costantemente battuto per attivare l’ora alternativa, nell’indifferenza/insofferenza generale, facendo mettere a verbale integralmente le mie dichiarazioni. Tutto si è risolto in votazioni bulgare a favore delle “indicazioni” dei presidi, i quali hanno di volta in volta affermato che i fondi necessari non erano disponibili o che si poteva istituire la figura dell’uditore (per far sì che l’alunno che non si avvaleva rimanesse in classe durante l’ora di IRC). Manca tra gli insegnanti la consapevolezza del significato di laicità e di come questa sia condizione non sufficiente ma necessaria per una scuola e un società realmente libera e democratica, secondo i dettami della Costituzione. Alcuni ritengono che questa sia una questione di nicchia, secondaria e marginale rispetto alle urgenze relative alla graduale dismissione della scuola pubblica attuata dagli ultimi governi; altri (la maggioranza) non si pongono problemi di alcuna natura.

Quest’anno nel mio Istituto, grazie a un dirigente in parte illuminato, si è attivata l’ora alternativa in due classi, poiché i non avvalentesi erano in numero pari o superiore a tre, nonostante avessi fatto presente che non esiste alcuna norma che vincoli l’attivazione del corso a questo numero minimo. Ho fatto richiesta per essere nominato docente di uno dei due corsi e ho ricevuto dal dirigente la relativa nomina; il compenso per la 19a ora mi viene retribuito dal Ministero, così come accade per tutti i docenti che accettano cattedre superiori alle 18 ore, senza quindi gravare sul Fondo dell’Istituzione Scolastica.

Sono sempre riuscito a far compilare la valutazione dell’IRC su scheda a parte e da quest’anno esiste nel POF di Istituto la programmazione per l’attività alternativa. Anche i moduli di iscrizione sono stati sempre presentati in modo corretto, ossia con le 4 opzioni per chi non si avvaleva, anche se poi la scelta sull’ora alternativa veniva sistematicamente disattesa.

Come genitore

Mia figlia più piccola frequenta la scuola d’infanzia e non si avvale dell’IRC. Quando entra l’insegnante di religione cattolica, lei esce con la sua educatrice con la quale prosegue le sue attività di gioco formativo. Qui faccio parte del Consiglio di Scuola come rappresentante dei genitori. Nel campo della difesa della laicità mi attivo a Natale per placare le ire di qualche genitore che vorrebbe assistere alle recite con Gesù Bambino e affini, e soprattutto con il presidente del Consiglio di Scuola, anch’egli rappresentante dei genitori: quest’anno ha chiesto di invitare il parroco perché portasse i suoi saluti ai bambini e ricordasse loro il vero significato del Natale, cioè quello della nascita di Gesù. Ho chiesto dove risiedesse il valore culturale di tale presenza, ravvedendo in questa solo una visita pastorale di natura confessionale. La sua proposta è stata respinta.

L’altra figlia frequenta la 1a elementare. Nella domanda di iscrizione, formulata dalla scuola in forma incompleta (appariva soltanto la dicitura: “si avvale dell’IRC sì/no”) avevo io stesso trascritto le 4 opzioni, selezionando la prima (attività didattiche). Il corso non è stato attivato. Mia figlia veniva spostata in classe parallela, dove avrebbe dovuto fare alternativa con tutta la classe che la accoglieva (!) secondo quanto deliberato dal loro collegio docenti (il 20% del monte orario delle ore curricolari si può destinare a attività e progetti vari). In realtà le venivano assegnati dei compiti di educazione alla cittadinanza dalla sua insegnante curriculare e la classe di accoglienza faceva altro.

La scelta di non farle frequentare l’IRC per la mia compagna e per me non è stata facile ed è stata fonte di una certa inquietudine. Nostra figlia ci aveva chiaramente comunicato il suo disagio nel dover uscire da sola dalla sua classe per poi affrontare due ore di imbarazzo e noia. Ricordo che nelle sue Osservazioni conclusive per l’Italia del 2003, all’art. 29 il Comitato Unicef esprimeva “preoccupazione relativamente al fatto che i bambini, soprattutto nelle scuole elementari, possano essere emarginati se si astengono dall’insegnamento religioso, incentrato essenzialmente sulla confessione cattolica”.

Ho scritto una lettera a settembre con tono molto conciliante e collaborativo, ed evidenziavo – riportando la normativa – come venissero disattesi numerosi obblighi da parte della scuola. Concludevo sottolineando che gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento religioso cattolico non chiedono facilitazioni o privilegî, ma rivendicano diritti tutelati dalla Costituzione e dalla legge. Sono invece quasi sempre depositati in classi parallele o affidati al personale ATA, mentre avrebbero diritto, all’interno del tempo scuola, a ore di istruzione così come avviene per gli studenti dell’IRC. Questa situazione dovrebbe preoccupare tutti i docenti e tutti i cittadini al di là delle loro convinzioni politico-religiose. Appare incongruente che le scuole facciano ruotare i loro POF attorno a cardini costituzionali quali l’uguaglianza dei cittadini o il rifiuto delle discriminazioni e poi disattendano sistematicamente tali principi.

Ho poi inviato un’altra breve nota a febbraio in cui prendevo atto che quella lettera non aveva avuto alcun seguito e che avrei fatto di tutto per difendere i diritti degli studenti non avvalentesi. Quindi la diffida, sullo schema messo a disposizione nel sito UAAR.

Sono stato contattato quasi immediatamente e ho avuto l’incontro con il dirigente. Dopo ampio e civile colloquio, nel quale ho ribadito i concetti già espressi nelle lettere, abbiamo sottoscritto un verbale dell’incontro nel quale il dirigente si impegnava a portare alla discussione e alla approvazione in Collegio docenti l’attivazione in tutta la scuola dell’ora alternativa con docente dedicato e relativa valutazione a fine anno su scheda a parte con giudizio. In caso di contemporaneità con l’insegnante di IRC, il docente curriculare sarà il titolare dell’ora alternativa, a costo zero per la scuola. Nel caso in cui non ci dovesse essere la contemporaneità, si provvederà a nominare i docenti per svolgere le ore eccedenti non a carico del Fondo dell’Istituzione scolastica ma del ministero delle Finanze. Il docente che ha titolarità dell’ora alternativa non potrà fare ore di supplenze per sostituire colleghi assenti in altre classi.

Ho comunicato a mia figlia che avrà finalmente anche lei una insegnante, come avviene per i suoi compagni che frequentano l’IRC. Mi ha sorriso contenta.

Ho fatto solo il mio dovere di padre e di cittadino.

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L’IC1 di Ferrara offre online i moduli di scelta dell’attività alternativa con traduzioni in albanese, arabo, cinese, francese, inglese, rumeno, russo, urdu.
[pagina Intercultura dell’Istituto Comprensivo N. 1 Corrado Govoni, Ferrara]

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Sono rappresentante di classe di una classe prima primaria a Viterbo, nella classe di mio figlio ci sono 5 bambini (su 19) che non fanno IRC.
Per quest’anno, dopo lettera inviata a febbraio alla dirigente con varie richieste, sono state attuate le ore di OA. Nella lettera richiedevo l’attuazione dell’insegnamento di OA, la cedola libraria (almeno per i prossimi anni!), la pagella con il voto di OA (che nel primo quadrimestre non era stata consegnata), l’inserimento (sempre per il prossimo anno) del programma di OA nel POF.
La dirigente si è mostrata disponibile, subito dopo la mia lettera i bambini hanno iniziato a fare OA in modo sistematico con un insegnante dedicata e un programma decente.

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Il Politecnico di Milano indice ogni anno il concorso «Policultura» aperto alle scuole, da quelle dell’infanzia a quelle di istruzione secondaria superiore.
Una maestra ha partecipato con un lavoro fatto con i suoi bambini dell’ora alternativa, ha superato la prima fase di valutazione e adesso è nella fase finale. Il 6 Giugno [2012] ci saranno le premiazioni e sarà premiato il lavoro migliore. Indipendentemente da come andrà a finire la cosa, è una bella soddisfazione che ci sia anche, tra quelle convenzionali, una classe di ora alternativa.
Credo sia anche significativo il messaggio della maestra che vi riporto di seguito:
«L’ora alternativa è una grande conquista.
Sono contenta per i bambini che hanno vissuto questa esperienza con orgoglio, tra loro c’è una bambina di genitori atei; l’allontanamento dalla classe non è stato vissuto con disagio, ma come un’opportunità spesso invidiata dai compagni… ^_^»
A questo sito potete trovare i lavori finalisti; nella sezione Kids-Compatta c’è quello che voglio segnalarvi.
[Il progetto finalista Felicità a colori del laboratorio ora alternativa dell’I.C. Ignoto Militi, Saronno (VA)]

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[Revocata disposizione illegittima di un Collegio Docenti che negava l’ora alternativa se i richiedenti erano pochi]

Con i soli voti contrari dei docenti di IRC (ma Gesù non è amore?), è passata la mia mozione: alternativa per tutti.

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Quest’anno i sette bambini della sezione di mio figlio che si avvalgono dell’ora Alternativa (quarta elementare, scuola […] di Milano) studiano i miti greci, con grande invidia dei bambini che fanno religione. A volte ci sono anche buone notizie.

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[testimonianza di insegnante/genitore]

Firenze è come Torino, e forse forse più laica ancora. Ammetto di non essere sicura se si tratta di un fenomeno circoscritto a Firenze città o se è esteso a tutta la provincia, ma quello che posso dire è che alle elementari si viaggia sul 50%, e che alle superiori le classi con ZERO iscritti a religione sono piuttosto diffuse.

Il mio personalissimo parco-classi (liceo scientifico, quasi tutti italiani) di quest’anno prevede questo:
- una quinta in cui seguono religione in DUE su 25;
- un’altra quinta in cui la seguono in DUE su 23 (e queste due classi le accorpano per fare almeno lezione a «quattro gatti», letteralmente);
- una quarta con esattamente ZERO iscritti a religione;
- un’altra quarta in cui l’anno scorso la seguivano in 6, ma adesso credo che siano ulteriormente diminuiti;
- una terza in cui ancora non ho capito quanti facciano religione, ma sicuramente molto meno della metà.

Quanto lavoravo al tecnico agrario, le percentuali al triennio superiore erano molto simili.

In classe di mia figlia, terza elementare, a fare religione sono circa la metà (peraltro equamente divisi tra italiani e stranieri, quindi penso che il fattore-immigrazione c’entri poco); in quella di mio figlio, scuola materna con sezioni di età miste a scorrimento continuo, a fare religione sono in minoranza, circa 1/3 contro 2/3 (almeno, l’anno scorso era così, non so se sia cambiato qualcosa, ma credo di no, perché quest’anno il ricambio è stato scarso).

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… lo scorso anno ho mandato DUE lettere alla Preside, la prima molto gentile con la quale chiedevo l’attuazione dell’OA per la classe di mio figlio (su 17 bambini 5 non facevano religione cattolica), senza ottenere risposta scritta, ma solo una convocazione dove mi veniva spiegato l’impossibilità economica della scuola; la seconda lettera era la diffida, da me rimodulata partendo da quella dell’UAAR, inviata alla dirigente e anche al Consiglio d’Istituto dove richiedevo una risposta scritta. La risposta scritta è arrivata insieme all’attivazione immediata del progetto lettura.

Quest’anno avevamo l’OA già dalla prima settimana con tanto di convocazione per illustrarci il programma che i bambini avrebbero svolto quest’anno.

Quindi il consiglio che posso dare in base all’esperienza che ho vissuto, è quella di far valere i propri diritti, anche perché i Dirigenti scolastici quando si vedono paventata, tramite diffida, l’ipotesi di rispondere in solido (ovvero di tasca propria) provvedono a fare il loro lavoro immediatamente.

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Sono andata più volte a parlare con il dirigente scolastico, la solita storia, «non ci sono i fondi», ecc.
Ho parlato anche con le maestre… quella di religione è la stessa per tutte le classi, insegna anche altre materie.
Non è stato semplice, hanno dovuto cambiare gli orari, ma l’insegnante principale della classe 2a si è detta disponibile per fare l’ora alternativa con il mio piccolo. Oggi l’ha fatta per la prima volta ed è contentissimo, la maestra è entusiasta ed ha già preparato tante cose da fare con lui!

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Ho parlato poche ore fa con mio figlio (prima media, provincia di Bologna).
Per l’ora alternativa finora hanno letto assieme «Io non ho paura», e mi aveva detto che gli piaceva («l’insegnante è brava»).
Di recente hanno anche visto il film, e stanno confrontando le differenze tra il romanzo e la rappresentazione cinematografica.

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Nella nostra scuola elementare l’ora alternativa è molto ben strutturata e si fa anche se in classe c’è un solo bambino a sceglierla. Dal mio grande, in quarta, sono in sette a fare Alternativa (tutti italiani figli di atei o agnostici) e quest’anno sono l’invidia di quelli che fanno religione, perché stanno studiando i miti greci.

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[insegnante di scuola media] Ho appena avuto il completamento orario a scuola con delle ore di alternativa.

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