Presentazione del Progetto ora alternativa

«I bambini sono troppo piccoli per conoscere le proprie opinioni religiose. Esattamente come non si può votare fino a 18 anni, si dovrebbe essere liberi di scegliere la propria cosmologia e la propria etica senza l’impertinente presunzione da parte della società che si erediteranno quelle dei genitori. Dovremmo restare allibiti se ci raccontassero di un bambino leninista o di uno neoconservatore. I bambini non dovrebbero sentirsi descritti come “bambini cristiani” ma come “bambini di genitori cristiani”. Questo di per sé darebbe loro consapevolezza, rendendoli in grado di formare le proprie menti e scegliere se avere una religione e quale, anziché credere che religione significhi solo “stesse credenze dei genitori”»
(Richard Dawkins)

A livello nazionale, nel 2005/06, secondo dati CEI il 91,6% degli studenti delle scuole pubbliche si avvale dell’IRC (materne 94,7%, elementari 95,2%, medie 93,1%, superiori 85%).

Benché tali dati facciano pensare a una massiccia frequenza dell’ora di religione, evidenziano anche che circa 650.000 studenti non se ne avvalgono.

Chi non partecipa all’ora di religione ha sostanzialmente le seguenti scelte:

  • attività didattiche e formative (i c.d. “insegnamenti alternativi”);
  • studio individuale con assistenza di personale docente;
  • studio individuale libero, senza assistenza di personale docente (solo per studenti delle superiori);
  • uscita dall’edificio scolastico.

L’UAAR, che ha tra i suoi obbiettivi l’abolizione dell’IRC nelle scuole pubbliche, non fornisce alcun suggerimento a genitori e studenti: qualunque scelta compiano è senz’altro da rispettare. Tra le scelte a disposizione la prima, però, è quella che necessita di maggior supporto: laddove l’insegnamento della religione cattolica è garantito, strutturato e finanziato adeguatamente, le altre attività sono precarie e senza alcuna regola nell’assegnazione degli insegnanti e dei finanziamenti.

Ne risulta una doppia discriminazione:

  • Il diritto a un insegnamento previsto dalla legge viene, nei fatti, negato
  • La libertà di coscienza dei non cattolici viene violata

Il panorama religioso italiano è peraltro radicalmente mutato, in quanto:

  • Con l’aumento dell’immigrazione sono aumentati notevolmente i piccoli studenti con genitori non cattolici
  • Sono in aumento anche le nuove religioni (New Age, Scientology, Testimoni di Geova…)
  • Il Paese è sempre più secolarizzato: anche il numero dei non credenti è in aumento

Per rimediare a questa situazione, e per far affermare concretamente il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, l’UAAR ha deciso di lanciare un progetto sull’ora alternativa, in fase di elaborazione e da attuarsi all’inizio del prossimo anno scolastico, che prevede di:

  • Dare assistenza ai genitori e agli studenti che chiedono l’attivazione di insegnamenti alternativi
  • Creare uno spazio online dove genitori, studenti e insegnanti possano trovare informazioni, documentazione, materiale di studio e supporto didattico sugli insegnamenti attivati, contribuendo essi stessi all’arricchimento della piattaforma.
  • Sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su queste tematiche, affinché tutti soggetti coinvolti siano in grado di effettuare consapevolmente le proprie scelte

Prof. Rosalba Sgroia
Responsabile UAAR “Progetto ora alternativa” dal 2006 al 2009