La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar. L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest'ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea a nostro avviso lontana dalla realtà, e chiaramente sconfessata da Strasburgo. Il circolo UAAR di Verona organizza una pubblica assemblea per giovedì 12 novembre, alle ore 21, presso il salone di via Brunelleschi (zona stadio). Interverranno Massimo Albertin, il genitore socio UAAR che ha avviato il procedimento; Giorgio Villella, segretario UAAR dal 1999 al 2007 e Fabio Corvaja, avvocato del gruppo legali UAAR. A richiesta possiamo spedire il testo completo della sentenza.
Per informazioni: verona@uaar.it
