Tesi dell’UAAR: Situazione sociale, politica e legislativa

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  1. SITUAZIONE SOCIALE. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati, non solo nel nostro Paese, ma anche in gran parte delle altre nazioni europee, da evoluzioni sociali e politiche fra loro contrastanti che non permettono di individuare agevolmente la direzione che stanno prendendo le nostre società. A una spinta politica sempre più marcata verso l’integrazione internazionale, rappresentata dalla globalizzazione economica e dal consolidamento e allargamento dell’Unione Europea, si contrappone un’accentuazione delle rivendicazioni localistiche e, più in generale, un aumento dell’intolleranza e della paura di ampie fasce della popolazione verso il “diverso” e lo “straniero”. Un’analisi analoga può essere condotta su tematiche a noi più strettamente affini osservando il contrasto tra l’ulteriore, progressiva secolarizzazione del vecchio continente e il prepotente aumento dell’interventismo politico delle organizzazioni religiose.
    Probabilmente, la mancanza di certezze e di stabilità portano a comportamenti diametralmente opposti: da una parte l’accelerazione di processi in corso, dall’altra l’arroccamento a difesa di non meglio precisate “tradizioni”, più facilmente comprensibili se interpretate come il rimpianto per una presunta serenità perduta. I fenomeni religiosi non si sottraggono a questo andamento: il declino cattolico in Italia spinge le gerarchie vaticane a manifestazioni di massa destinate esclusivamente a fornir loro maggior potere contrattuale nei confronti delle autorità politiche, mentre i fedeli prendono con sempre maggior decisione altre strade: siano esse la ricerca di sicurezza rappresentata da piccole comunità religiose fondamentaliste, la fuga verso l’irrazionale attraverso gli oroscopi e le pratiche new age e orientaleggianti.
    L’UAAR si pone in antagonismo con il pensiero religioso in quanto componente dell’irrazionalità, la quale oggettivamente ostacola e limita la libertà di pensiero e la cultura illuminista a cui l’UAAR si richiama.
    Comunque se la Chiesa cattolica si propone come organizzazione-guida di un fronte religioso su scala planetaria, tendenzialmente totalitario, l’UAAR può coltivare l’ambizione di diventare, incominciando dall’Italia, la lucida promotrice del movimento opposto, quello della diffusione delle concezioni atee e agnostiche basate sull’esercizio della ricerca razionale, oltre che autenticamente democratiche.
  2. MOMENTO POLITICO. Dobbiamo constatare con preoccupazione come, negli ultimi anni, la vita politica italiana sia stata caratterizzata da un’ossessiva rincorsa al sostegno clericale. Il crollo della Democrazia Cristiana, anziché costituire la premessa di uno svincolo dalle ingerenze cattoliche nell’attività di governo, ha viceversa prodotto la “democristianizzazione” di tutte le altre forze politiche attraverso l’afflusso di quadri dirigenti legati a una tradizione confessionale. Di questo ha immediatamente approfittato il Vaticano accentuando un interventismo assolutamente non giustificato dalla realtà sociale italiana e differenziando la propria strategia di marketing conferendole, nel centro destra, accentuazioni più tradizionalmente “cattoliche” e, nel centro sinistra, movenze più “cristiane”; tirando comunque le fila delle due componenti e riscuotendo da entrambe.
    Il terreno del ristabilimento di un’autentica dignità e di una definizione in positivo di atei e agnostici è completamente disertato dal laicismo contemporaneo nostrano.
    Il risultato è stato l’impoverimento della democrazia, rappresentato eloquentemente da quelle competizioni elettorali in cui la scelta era limitata a due soli candidati, entrambi rivendicanti la propria etichetta di “buon cristiano”. I pochi, sparuti parlamentari coerentemente sostenitori di una concezione laica dell’impegno politico sono conseguentemente costretti sulla difensiva, il che rischia di mettere in discussione alcune conquiste come la legge 194 e di pregiudicare l’adeguamento del Paese alle linee di cambiamento prevalenti in Europa, attraverso il “no” alla clonazione terapeutica, all’eutanasia, alla fecondazione assistita e al riconoscimento delle unioni di fatto.
    Alla base della situazione italiana, in questo campo, c’è un’anomalia della cui portata bisogna prendere pienamente coscienza. Si tratta della presenza del cosiddetto Stato del Vaticano il quale, oltre a rappresentare una sorta di turlupinatura giuridica internazionale, è lo Stato più teocratico, autoritario e maschilista che si possa immaginare. Il suo riconoscimento internazionale è un’abnormità che si spiega con il suo ruolo-chiave nel garantire il prestigio e nell’affermare i valori dell’occidente. Per questo non possono essere considerate delle pure contingenze né l’art. 7 né il peso del Partito Cattolico Trasversale.
    Un importante campo di esercizio del potere clericale tende a costituirsi nell’ambito del cosiddetto “Terzo settore”. L’UAAR afferma con forza la sua contrarietà alla delega, quasi d’ufficio, alle organizzazioni religiose della gestione di iniziative di solidarietà, assistenza e volontariato. Nei fatti tale delega favorisce la manipolazione delle coscienze e la pratica del proselitismo. A fronte di ciò l’UAAR rivendica il principio per cui le attività di assistenza non veicolino in alcuna maniera manipolazioni sulle coscienze, in particolare con i finanziamenti pubblici. L’UAAR riafferma comunque la superiore dignità del volontariato laico in quanto il suo solidarismo è senza contropartite ultraterrene.
    Il medesimo modello di manipolazione delle coscienze viene riproposto nel campo dell’educazione con riferimento particolare alla scuola. L’UAAR ritiene che i processi educativi debbano caratterizzarsi quale ricerca libera e critica, supportata da procedure razionali e da onestà intellettuale, tendente al confronto dei punti di vista e al rispetto delle differenze. Le recenti tendenze, anche legislative, indirizzate a incardinare la scuola nei cosiddetti “valori cristiani” inseriscono un intollerabile riferimento dogmatico e unilaterale e pertanto l’UAAR dichiara la propria radicale contrarietà.
    In merito alla questione dell’Insegnamento della religione cattolica e all’assunzione di tali insegnanti, nominati e revocabili dal vescovo, nei quadri organici della scuola statale l’UAAR ribadisce la sua radicale contrarietà sia alla persistenza dell’ora di religione all’interno del curricolo scolastico, sia alla confessionalizzazione del corpo docente attraverso il recente, perverso, meccanismo legislativo. L’UAAR colloca questo impegno di lotta tra i sui obiettivi prioritari.

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