Il buon porto

Il buon porto è una difesa del cristianesimo incentrata sulla realtà della resurrezione di Gesù. È scritta come l’avrebbe scritta un teologo di fine Ottocento, utilizzando gli argomenti che avrebbe utilizzato un apologeta.

La grande abilità di Samuel Butler è stata proprio questa: scrivere una parodia che poteva essere presa sul serio. Come puntualmente accadde. Il buon porto è un sottilissimo gioco di specchi che si dipana attraverso molteplici livelli di lettura. Che finisce per porre il lettore di fronte ad argomenti che, con il passare delle pagine, diventano sempre meno credibili. Facendolo così dubitare dei fondamenti della fede.

Solo un brillante polemista come Butler poteva riuscire a congegnare un elaborato meccanismo come questo. Un classico — sempre a cavallo tra fede e ateismo, satira e ironia, serietà teologica e capacità di scrittura — che non mancherà di far riflettere credenti e non credenti.

Il libro, uno dei capolavori di un maestro della letteratura inglese, sinora non era mai stato tradotto in italiano.

SAMUEL BUTLER (1825-1902) è stato uno dei più grandi scrittori dell’età vittoriana, famoso per il suo spiccato anticonformismo. Molte sue opere sono state tradotte nella nostra lingua: tra tutte segnaliamo Alpi e santuari (Piemme), Dizionario dei luoghi non comuni (Guanda), Così muore la carne (Einaudi), e soprattutto il romanzo Erewhon (Adelphi), più volte ristampato.

 

Scheda libro

 

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