Ragusa Autore: Massimo Maiurana Gio, 27/08/2015 - 18:56

Non è ancora scemato il momento di tensione che ha visto contrapporsi il segretario della Cei Nunzio Galantino da una parte e il segretario della Lega Matteo Salvini dall’altra, ed ecco che nel ristretto ambito del ragusano nasce un nuovo conflitto tra un esponente ecclesiastico, nella persona del vescovo emerito di Agrigento Carmelo Ferraro, e un rappresentante istituzionale qual è Franca Iurato, sindaco di Santa Croce Camerina. Il tutto si è svolto nella frazione marinara di Punta Braccetto in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Tindari, presente il sindaco Iurato ma assente quello di Ragusa Piccitto: durante l’omelia l’arcivescovo ha attaccato entrambe le amministrazioni comunali che condividono la frazione criticandone l’operato, cosa che non è andata giù al sindaco Iurato che per tutta risposta ha dismesso la fascia tricolore e ha disertato la processione seguente.

«Non ci si dovrebbe chiedere come mai il sindaco abbia dismesso la fascia tricolore, ci si dovrebbe chiedere per quale motivo l’abbia indossata. Un rappresentante delle istituzioni che, in quanto tale e non da semplice fedele, va a rendere omaggio in un rito religioso riconosce implicitamente il primato della religione. Quello che è accaduto a Punta Braccetto ne è la conseguenza». Con questo commento interviene Massimo Maiurana, coordinatore del circolo Uaar di Ragusa. La stessa Iurato ha peraltro dichiarato di aver tolto il simbolo istituzionale per poter continuare a prendere parte alla funzione religiosa da cattolica praticante, non più da esponente politico, nel rispetto verso la Chiesa ma amareggiata per l’offesa al suo ruolo. Ricordiamo che per la Costituzione “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”, e dunque né lo Stato può interferire nelle questioni religiose né la Chiesa può ingerire negli affari politici.

«È già troppo che un Paese laico riconosca a una sola confessione una certa indipendenza da esso, se poi questa confessione si permette pure di mettere becco in ciò che non la riguarda abbiamo creato, di fatto, uno Stato confessionale», aggiunge Maiurana che prosegue: «Al di là di queste considerazioni non possiamo che apprezzare il fatto che, seppur tardivamente, il sindaco Iurato abbia voluto tutelare la dignità dell’istituzione che rappresenta e del ruolo che riveste, investita a ciò da un mandato elettorale e non cooptata da “un harem di furbi” come l’arcivescovo Ferraro». Il riferimento di Maiurana in questo caso è alle recenti dichiarazioni del vescovo Galantino, che però erano state rivolte dal segretario della Cei al mondo politico italiano e non alle gerarchie della Chiesa cattolica.

Comunicato stampa Uaar Ragusa


Bari Autore: Francesco Dom, 23/08/2015 - 22:17

L’estate sta ormai volgendo al termine e piano piano tutti stanno smaltendo la sbornia di Ferragosto. Anche il circolo di Bari sta lentamente tornando a palesarsi. Ma anche quando dorme, il circolo lo fa con un occhio chiuso ed uno aperto. Si noti infatti che, tra luglio e agosto, abbiamo avviato un paio di azioni, così giusto per tenerci occupati e disturbare il sano riposo di tutti con del sano attivismo, ma non quello italiota tipo “firmo petizioni che non capisco, abbasta che posso fare tutto da pc”, bensì quello vecchio stampo, del tipo “andiamo a rompere i maroni alla direzione” (si colga la citazione di Luca Nervi).

E così si è fatto. Ai primi di luglio ci siamo presi la briga di reperire tutte le vie e piazze della città di Bari che, per ragioni ignote (o forse sin troppo note, a chi abbia un pizzico di malizia) hanno cambiato designazione, scalzando grandi nomi della nostra storia con pretucoli e suorine senza spessore, sia esso culturale o sociale (per vedere le foto, andate sulla nostra pagina facebook, sezione foto), e siamo andati a fotografarle mettendoci le nostre belle facce e la nostra bandiera a mo’ di contraltare, provando a far ricordare che Bari non è il feudo di Santa Romana Ecclesia. Questo mese, invece, stimolati dalle sentenze della Corte di Cassazione di Livorno circa il dovere da parte delle scuole paritarie cattoliche di pagare almeno le tasse comunali (sentenze che volenti o nolenti, signori miei, faranno giurisprudenza), ci siam presi la briga di scrivere una lettera con relativo comunicato stampa ai sindaci di quei Comuni della Provincia in cui son risultati esserci scuole paritarie (vedi il link per visionare la lettera) che abbiamo inviato per ora tramite e-mail ed a breve consegneremo a mano nei singoli uffici comunali… anzi, abbiamo già iniziato, in quanto una nostra socia ha già consegnato tale lettera al Comune di Valenzano.

Ed infine, il momento epicureo che giammai manca nel nostro circolo. Giusto pochi giorni fa (22 agosto) si è celebrato nelle campagne tra Santeramo e Cassano delle Murge, in località da noi chiamata “Il Trullo”, una “seratea” Uaar Giovani che voleva essere sia evento conclusivo dell’estate 2015, sia momento di ritrovo per la nuova stagione 2015-2016 del circolo che sta per aprirsi (questo il gruppo facebook per i soci pugliesi e materani, invitando tutti i giovani che ci seguono ad iscriversi). Insomma, come potete vedere, il circolo è duro a morire.

Che altro dire, se non che vi attendiamo freschi, riposati e numerosi all’apertura ufficiale delle attività del circolo, il 20 settembre del corrente anno. A breve vi daremo aggiornamenti anche su questo.

A presto!


Verona Autore: Gian_Maria Mer, 19/08/2015 - 21:19
Egregio signor Sindaco del comune di Casaleone, Andrea Gennari
(e p.c. egregio signor Vescovo della diocesi di Verona, Giuseppe Zenti).
Ai rispettivi indirizzi di posta elettronica.
 
Oggetto: Statuetta della Madonna distrutta a Casaleone.
                (articolo sul giornale L’Arena del 29 luglio 2015).

 
L'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ha come scopo la promozione della laicità dello Stato e delle Istituzioni, ritenendo la laicità l'unico vero strumento politico-sociale per costruire una serena convivenza tra cittadini di differenti religioni.
La laicità delle nostre Istituzioni dovrebbe essere un valore supremo difeso da ogni cittadino ed in primis dai politici. La laicità è stata definita dalla Consulta come “supremo principio costituzionale” (sentenza 203 del 1989), e ciò vale maggiormente ai giorni nostri in cui anche la società italiana è sempre più multi culturale e multi religiosa. Con tale sentenza, la Corte Costituzionale ha inteso affermare l’esistenza, nel nostro ordinamento, della cosiddetta Laicità Positiva, quella cioè della “non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale”.
In una società italiana sempre più multi religiosa (anche indipendentemente dalla presenza degli immigrati), l'UAAR trova sbagliato imporre a tutti, quindi ad atei, agnostici, e diversamente credenti, i simboli di una determinata religione (in questo caso la cattolica).
Ciò premesso, signor Sindaco, desidero commentare il fatto successo nella pubblica piazza del Suo Paese riprendendo quanto descritto nell’articolo de L’Arena.
Lei, signor Sindaco, si è augurato che "non si tratti di un'azione legata a motivi religiosi bensì una semplice bravata". Personalmente ritengo che non stia qui il problema, ma più a monte. Infatti, collocare una statua religiosa nella pubblica piazza vuol dire (né più né meno) marcare il territorio con un simbolo della propria religione, trascurando il fatto che un sindaco dovrebbe essere il sindaco di tutti, e la piazza dovrebbe essere la piazza di tutti. E poi, cosa succederebbe se il prossimo sindaco fosse (ad esempio) di religione buddista? Dovrebbe togliere la statua della Madonna e sostituirla con la statua di Buddha? Potrebbe anche succedere quello che è successo sul monte Pirio (nei Colli Euganei) dove, nel 2011, dalla cima della montagna è sparita la statua della Madonna e al suo posto è comparsa la statua dell’ottavo nano di Biancaneve, chiamato Piriolo.
Le Istituzioni ed i luoghi pubblici non dovrebbero (meglio sarebbe dire non devono) avere connotati religiosi, indipendentemente da quale sia il credo professato dalla maggioranza dei cittadini.
Inoltre, Lei ha ammonito: "non lasceremo che episodi simili ci intimidiscano impedendoci di professare apertamente la nostra fede". Credo che nessuno voglia né intimidire né impedire ai cattolici (ed in primis a Lei, signor Sindaco) di professare apertamente la propria fede, semmai c'è da parte dei cattolici (ed in primis da parte Sua) la volontà di imporre a tutti la propria fede.
Non si contrasta la paura di altre religioni, diverse dalla nostra, con l’imposizione a tutti della nostra. Anzi: così facendo si sortisce proprio l'effetto contrario! L'unico strumento per evitare le guerre di religione è solo la LAICITA’ delle Istituzioni, la quale garantisce pari libertà a tutte le religioni e nel contempo evita qualsiasi privilegio per qualcuna.
La domanda che voglio porre a Lei come politico, ma anche come privato cittadino, è: ma perché voi cattolici avete questo viscerale bisogno di marcare il territorio?! Perché volete imporre i vostri simboli religiosi a tutti, quindi anche ad atei, agnostici, e diversamente credenti? La collocazione di tali simboli religiosi (croci, crocifissi, statue di madonne), nei luoghi pubblici, avrebbe una giustificazione se in Italia ci fosse ancora la Religione di Stato (cattolica) com’era prima della revisione dei Patti Lateranensi, revisione avvenuta nell’ormai lontano 1984: in quell’occasione lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano sottoscrissero, congiuntamente, che la religione cattolica non fosse più la religione dello Stato. Ora i casi sono due: o le parole scritte hanno un senso e allora a queste devono seguire fatti corrispondenti, o le parole scritte non hanno un senso e allora a queste seguono ipocrisia e retorica. Mi sembra che rientriamo abbondantemente nel secondo caso (purtroppo).
Non è la prima volta che si solleva il problema dei simboli religiosi (cattolici) collocati nei luoghi pubblici quali scuole, tribunali, istituzioni (sedi di Comuni, Province, Regioni, Ministeri), uffici postali, caserme e finanche luoghi aperti (c'è una croce perfino sul monte Cervino), e Le confesso che non se ne può davvero più della vostra prepotenza e arroganza nel voler imporre a tutti i VOSTRI simboli religiosi.
Ha trovato l’esecutore materiale dello “scempio commesso in centro a Casaleone”? Spero vivamente di no! In ogni caso, se proprio ha bisogno di un colpevole, può denunciare me come “fiancheggiatore morale”.
 
Distinti saluti, Angelo Campedelli (coordinatore del Circolo UAAR di Verona).
Verona Autore: Gian_Maria Sab, 15/08/2015 - 11:55
RELIGIONE
La questione della fede
L'ARENA giovedì 13 agosto 2015 LETTERE, pagina 23
 
Vorrei rispondere alla lettera del signor Giuliano Zanella pubblicata sull'Arena il 28 luglio. Devo dire che su alcune cose mi trovo d'accordo con lui. Per esempio sottoscrivo in pieno la citazione di Voltaire: «La teologia è una collezione di risposte incomprensibili a domande senza senso». Ma Zanella prosegue osservando: «Tanto ché più ci si inoltra nello studio delle religioni più ci si rende conto della nostra ignoranza»; io invece, ritenendo di interpretare correttamente il pensiero di Voltaire, concludo che proprio le religioni, appunto con le loro assurde teologie, sono quelle che forniscono risposte incomprensibili a domande senza senso. E perciò è meglio ignorarle. Quanto a Socrate, egli diceva anche: «Io ho fatto sempre in modo di seguire solo quel ragionamento che, fra i vari che rimugino dentro di me, dopo ponderata riflessione risultasse il migliore» (Critone). Socrate non era affatto un fideista, ma un razionalista, uno che riflette sulle cose, le pondera e sceglie a ragion veduta. In certo qual modo è stato un precursore del metodo scientifico il quale esige che le affermazioni siano supportate da argomentazioni e prove controllabili. Perciò chi si affida alla ragione o alla scienza o al semplice buon senso, se si rende conto - come fa lei, Zanella - che l'esistenza di Dio non è dimostrabile, onestamente conclude che Dio non esiste. Almeno fino a prova contraria. Veniamo alla Bibbia. La Chiesa afferma perentoriamente: «Dio è l'Autore della Sacra Scrittura» (Catechismo della Chiesa cattolica, 105). E papa Leone XIII, nell'enciclica Providentissimus Deus (1893), a sua volta spiegava: «Tutti i libri e nella loro integrità, che la chiesa riceve come sacri e canonici, con tutte le loro parti, furono scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, ed è perciò tanto impossibile che la divina ispirazione possa contenere alcun errore, che essa, per sua natura, non solo esclude anche il minimo errore, ma lo esclude e rigetta così necessariamente, come necessariamente Dio, somma verità, non può essere nel modo più assoluto autore di alcun errore». Parole chiarissime, inequivocabili. Un'affermazione del genere oggi è assolutamente indifendibile, tant'è vero che la stessa Chiesa cerca di prenderne goffamente le distanze. Cito di contro Piergiorgio Odifreddi: «Se la Bibbia fosse un'opera ispirata da un Dio, dovrebbe essere corretta, coerente, veritiera, intelligente, giusta e bella. E come mai trabocca invece di assurdità scientifiche, contraddizioni logiche, falsità storiche, sciocchezze umane, perversioni etiche e bruttezze letterarie?» (Perché non possiamo essere cristiani - e meno che mai cattolici -, Milano 2007). Io, caro Zanella, l'ho letta, e ci ho scritto pure un libro: «La malafede. Perché è indecente essere cristiani» (ed. Albatros), dove con puntuali argomentazioni confermo pienamente le parole di Odifreddi. La fede, infine. Lei dice che la fede è indiscutibile. Ma allora perché stiamo qui a discutere? Non si accorge che ad usare giudizi e toni perentori è proprio lei? Io ho discusso con impegno, con franchezza, cercando di portare argomenti e lei se ne esce bel bello che la fede è indiscutibile!? Sì, ma quale fede? Quella in Geova, quella in Zeus, quella in Brahma, quella in Wotan, quella in Allah, quella in Manitù, quella in Cristo? Quale? Se non se ne può parlare come possiamo sapere qual è quella giusta? Se vogliamo difendere la nostra credenza rispetto alle altre dobbiamo giocoforza ragionare, argomentare, discutere. Non si scappa. Vero è che tra coloro che sono abituati ad usare la ragione si sta facendo strada un convincimento di puro buon senso: la fede non è dono di Dio, ma frutto nella maggior parte dei casi dell'indottrinamento infantile. Infatti «il bambino se lo metti in una sinagoga diverrà di religione ebraica, se lo metti in una scuola coranica diverrà islamico, se lo metti in un monastero tibetano diverrà buddista, se lo metti nella parrocchia cattolica diverrà cattolico» (Ennio Montesi). Mi raccomando, però, non lo fate sapere ai credenti, potrebbero perdere la fede!
Renato Testa VERONA

Commenti alla lettera di Testa:
 
Ho letto con gusto la lettera del Sig. Renato Testa. Che dire: ha le idee chiare. Citando Odifreddi, che molti in Italia lo vedono come "satana" (sic), il sig. Testa ha dato ulteriormente risonanza a quel suo libro che è servito anche a me per avere un po' di chiarimenti sulla confusione che avevo in gioventù sulle religioni, da quel pantano mentale che ti provocano, e sapete bene che dove c'è torbido ci sono pure tante insidie. Dovrebbero leggerlo tutti, prima o poi. Così ho iniziato a leggere vari autori da Dokings alla Hach, ma ve ne consiglio uno italiano che ha scritto tre libri ed è un accanito, ma molto delicato allo stesso tempo, sferzante contro la chiesa, le sue istituzioni e il suo fasullo messaggio. Si tratta di Dante Svarca (ha anche un profilo facebook). Ci siamo sentiti spesso in chat ed è una persona gradevolissima e di una gentilezza unica. Ha pubblicato il primo libro "Nika" e il secondo "Maometto, Dio, Allah: false divinità", poi un terzo che è la revisione del secondo… Ha avuto una recensione bellissima dalla grande Margherita Hach… In ogni modo era per dire che chi ha un briciolo di cervello che funziona si rende conto della montagna di menzogna e falsità su cui si basano tutte le religioni, ed è giusto che chi se ne "accorge" (come noi e il sig. Testa) di ripeterlo continuamente perché non abbiamo bisogno di religioni per aiutarci gli uni gli altri (la misericordia cattolica), la Pietas non è stata inventata da Cristo o dalla chiesa cattolica, era un sentimento già descritto dai greci secoli prima… del messaggio di Cristo… Comunque sia… mi piace quando mi mandate queste cose da leggere…
Vi auguro un buon ferragosto in famiglia o in giro per il mondo… ma spero che prima o poi ci conosciamo. Un abbraccio, Alberto.

Sì, la lettera del Sig. Testa è davvero molto ben fatta e ragionata, e soprattutto a me colpisce la tranquillità del ragionamento e lacompostezza del linguaggio. Io non mi sforzo per proclamare la mia professione di ateo perché non lo sono e non sono credente, mi lascio convincere da ciò che trovogiusto e semplice. Credo di potermi proclamare agnostico ma non ne sono sicuro, e francamente non mi interessa essere catalogato: mi piace seguire le tesi di chi si impegna in ragionamenti senza preconcetti anche se è più facile dichiararlo che esserne privi, perché tutti si vive riferendoci alla nostra storia ed al nostro vissuto. Comunque ripeto: una lettera che è molto ben congegnata e rispettosa delle altrui credenze. Gaetano.
Padova Autore: uaarpadova Gio, 13/08/2015 - 11:38

Leggiamo oggi su un quotidiano che il ricavato delle multe comminate per illeciti urbanistici e amministrativi sarà destinato dalla Regione Veneto al completamento di “percorsi di fede”.
L’articolo fa riferimento al percorso di S. Antonio a cui sono destinati 660.000€, ma fa parte di un progetto da quasi tre milioni di euro che prevede la realizzazione di quattro cammini di fede in tutto il Veneto.
Si badi bene che (citando l’articolo): Il cammino di Sant’Antonio risulta di per sé un percorso dotato di accessibilità di buon livello, poiché privo di barriere architettoniche, percorribile in sicurezza essendo per buona parte separato dal traffico ed accessibile a mezzi come carrozzine. Il progetto prevede l’installazione di fontanelle, insegne, descrizioni e la sistemazione di alcuni capitelli votivi che si snodano lungo i 25 chilometri.
Quindi si tratta di interventi di rifinitura e abbellimento, visto che il percorso risulta essere già agevolmente percorribile.
A ben vedere, in un periodo di crisi e scarsità di risorse, mentre sappiamo che vengono effettuati tagli ai servizi essenziali dei cittadini e che i finanziamenti alle scuole pubbliche sono sempre più ridotti (mentre quelli alle private religiose aumentano), mentre il dissesto idrogeologico mostra la fragilità del territorio e disastri ambientali come la recente tromba d’aria sulla riviera del Brenta provocano danni per milioni di euro, l’impiego di ingenti risorse per motivazioni che appaiono ideologiche e molto parziali come quella menzionata sembra un segnale di cattiva gestione delle risorse.
Ci sembra che le priorità siano altre, e ne abbiamo elencate alcune.
Ci auguriamo che i cittadini terranno conto in futuro di come vengono utilizzate le scarse risorse pubbliche disponibili e spingano i nostri amministratori a un loro uso più oculato.
Comunicato stampa del Circolo UAAR di Padova

Tags: Percorsi di fedeS. AntonioRegione Veneto
Venezia Lun, 10/08/2015 - 22:32

E' Agosto ma noi siamo già pronti con le prossime attività per favorire l’affermarsi della laicità in questo “sacrosanto Paese”, ci piace pensarci come un salvagente, di quelli colorati che si vedono al mare!

Se sei in vacanza e hai un po' di tempo non perderti questi quattro brevi ma gustosissimi video dalla BHA (British Humanist Association) tradotti e doppiati in italiano a cura dell'UAAR. I filmati presentano in modo divulgativo e conciso il punto di vista umanista attraverso le risposte a quattro domande fondamentali sulla vita

Abbiamo caricato sul nostro sito il nuovo programma settembre-dicembre -lo trovi sul secondo bottone in alto a sinistra- che ha solo pochi da punti ancora da definire (come ad esempio la data di dicembre con l’appuntamento all’Ateneo). Ti invitiamo quindi a consultare il sito per gli aggiornamenti, sempre probabili, in una programmazione così a lungo termine, o meglio vieni a trovarci per essere informato di persona.

Con l'occasione, ci fa anche piacere farti un breve resoconto di quanto il Circolo ha espresso in primavera.

Gli impegni sono stati molteplici e hanno letteralmente “spaziato” da un incontro al Candiani dedicato all’astronauta Samantha Cristoforetti ad un’irruzione nella campagna elettorale veneziana per sensibilizzare i politici sui temi della laicità; da Virginia Woolf scrittrice impegnata nella parità di genere e interprete sensibile dell’omosessualità ad una serata organizzata ai Caegheri dal Gruppo Giovani dove due bravissime dottorande hanno relazionato sugli omosessuali credenti e sulle grandi e spettacolari chiese mediatiche americane; da Cibo religione e scienza al Candiani parlando dei piselli di Mendel e dei cibi "proibiti" dalle religioni ad una fantastica gita all’Orto botanico di Padova che per l’occasione primaverile era tutto verde e fiorito.

Infine, una partecipata e riuscita cena irriverente per la Festa del solstizio d’Estate. Alcuni di questi appuntamenti primaverili, ma anche molto di più,  li trovi ampiamente trattati nel secondo numero di 42 l'irriverente rivista del Circolo. 

In questi ultimi mesi ci sono stati anche una serie di incontri con altre associazioni sensibili ai nostri temi e, con una punta di ottimismo, vorremmo formalizzare un Gruppo Osservatore della Laicità con il quale tenere d’occhio – e contrastare - tutte le faccende che nel nostro territorio vanno contro la laicità ed i diritti: libretti gender e omofobia, scuole paritarie, obiezione di coscienza, finanziamenti alla religione cattolica,  e tanti altri puntini puntini…


E veniamo al nuovo programma settembre-dicembre: vi sono appuntamenti ormai “classici” come il premio Brian alla Mostra del Cinema di Venezia e la Bibbia e Psicoanalisi di fine anno. Farà capolino anche la storia con un  XX settembre spiegato e analizzato da Mario Isnenghi, e ancora di Botanica perché ci è piaciuta molto l’uscita di giugno grazie alle capacità divulgative e la competenza di Michele Zanetti.

Verrà dato spazio ai Caegheri– e speriamo sempre di più! -  al Gruppo Giovani per un approfondimento sul controverso caso dei matrimoni fra persone dello stesso sesso registrati nei comuni italiani anche con la presentazione del film, da parte delle autrici e registe, di "E lei disse sì".

Trovi anche la presentazione di due libri d’eccezione da parte dei rispettivi autori, il primo di Franco Ferrari Delfino e il secondo di Paolo Puppa.

In novembre terremo alcune relazioni per informare e  contrastare la violenza alle donne perché questo è il mese dedicato, a livello internazionale, a questo dramma: al Candiani abbiamo invitato Sandra Salmasi dell’AIED che come noi è convinta che un’ottima forma di prevenzione alla violenza sarebbe una “semplice” e concreta educazione sessuale e all’affettività da portare nelle scuole. Infine ricorderemo, a trent’anni dalla sua morte, Loris Fortuna il cui nome è legato soprattutto alla legge sul divorzio.

Dai un'occhiata a questo programma pensato come un "salvagente" e aiutaci a renderlo vivo con la tua partecipazione attiva, con le tue critiche e le tue osservazioni.

E la cena di fine anno? Certo che c’è! Non può mancare perché anche agli atei e agli agnostici piacciono le feste e non ci servono  simulacri di natività per ritrovarci in sorridente compagnia davanti a un piatto di pastasciutta e a un bicchiere "divino"...ops!
Ti aspettiamo quindi, vieni a trovarci, ci sono un sacco di belle occasioni!

Un caro ateo o agnostico saluto, buon ferragosto con il naso in sù per le Perseidi...mica dee eh, nè lacrime di santi! Spettacolo ben più bello, come una scia di meteore!

 


Da Cathiatea e dal Circolo UAAR di Venezia

Ragusa Autore: Massimo Maiurana Gio, 06/08/2015 - 12:41

La sentenza con cui la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune di Livorno contro due scuole paritarie sembra ispirare anche altre amministrazioni locali. A brevissima distanza le cronache hanno riportato analoghe iniziative intraprese dai comuni di Selvazzano Dentro (PD) e Bogliasco (GE), altri potrebbero essersi aggiunti o aggiungersi in seguito e reclamare, come il Comune toscano, il pagamento degli arretrati Ici. L’Uaar ha lanciato una campagna per esortare i cittadini a chiedere al proprio Comune di attivarsi in tal senso.

“La Costituzione dà a chiunque il diritto di istituire scuole purché ciò non comporti oneri per lo Stato” dichiara Massimo Maiurana, coordinatore del circolo Uaar di Ragusa, “ma purtroppo questo principio viene violato sistematicamente. Le scuole private, in larghissima parte cattoliche, ricevono contributi dalle istituzioni a vari livelli, fanno pagare una retta e pretendono anche di essere esentate dal pagamento delle tasse”. Il nodo della questione riguarda infatti l’esenzione di questi istituti dal pagamento dell’Ici/Imu, esenzione che non è stata ritenuta legittima dai giudici della massima Corte perché basata sull’assunto che l’attività svolta fosse di carattere non lucrativo. Per i magistrati la richiesta di una retta, la remunerazione dei fattori produttivi e l’obiettivo del pareggio di bilancio, rendono evidente il carattere imprenditoriale dell’attività e fanno venir meno l’ipotesi dell’assenza di lucro.

Tuttavia, la possibilità di incamerare gli arretrati per tutte le scuole non in grado di dimostrare l’assenza di lucro sembra essere limitata agli anni fino al 2014, quando il governo Monti varò un provvedimento in cui venne fissato un parametro oggettivo, richiesto dalla Commissione Europea, per la definizione di non lucrativo. Secondo il provvedimento, una scuola privata non è lucrativa se la retta che chiede è inferiore alla media del costo per ogni studente nella scuola pubblica, che equivale a un importo di circa 7 mila euro annui. “È paradossale che si ritenga simbolica una retta di tale entità”, commenta Maiurana, “tanto più se si pensa che le scuole private incamerano altri contributi statali, fanno leva sul precariato dei docenti ed erogano un servizio parecchio inferiore a quello pubblico, come ha certificato l’Ocse”.

Per l’Uaar le scuole private sono quasi tutte da considerare imprese, e come tali dovrebbero pagare le imposte che pagano tutte le altre imprese. Nessun privilegio dovrebbe essere ammesso. “Come circolo Uaar, abbiamo già scritto ai sindaci della provincia di Ragusa per chiedergli di valutare la posizione fiscale delle scuole private nel loro comune”, conclude Maiurana. “Specialmente dopo l’allarme della Corte dei Conti sulla difficile situazione economica dei Comuni italiani, non c’è veramente ragione di mantenere privilegi per alcuni e, di conseguenza, gravare maggiormente sugli altri”.

Comunicato stampa Uaar Ragusa


Padova Autore: uaarpadova Mer, 05/08/2015 - 12:23

Il circolo Uaar di Padova ha scritto ai principali Comuni della provincia, perché avviino tutte le iniziative necessarie affinché le scuole private del proprio territorio paghino le imposte dovute. E invita tutta la cittadinanza a unirsi in tale richiesta.
«La Chiesa è il più grande proprietario immobiliare italiano; non si capisce perché agevolarla, e perché farlo andando contro l'Europa e la Costituzione. Il Vaticano dice di voler essere povero, ma i fatti dimostrano che vuole essere ancor più ricco: non è disponibile a pagare nemmeno quanto già pagano gli altri».
Comunicato stampa Uaar
Firma la petizione

Tags: ICIIMUTasiscuole private paritarie
Venezia Mar, 04/08/2015 - 19:57

 

Ciao Jimmi.

Chissà cosa avresti  cantato e suonato – tu il più simpatico e bravo folksinger della città- al tuo funerale laico, con la chitarra, il capotasto e i campanelli sulla gamba:  Bob Dylan o  Simon e Garfunkel?

Ci resterà nelle orecchie la tua voce e la bella musica che emanavi con naturalezza sapiente, da professionista.

Ci resteranno in mente   anche le tue chiacchierate piene di umanità e il tuo modo di porti cortese ma stimolante di riflessioni e senza peli sulla lingua.

Jimmi, che senza mettere in imbarazzo poneva domande importanti cogliendo là, proprio quel punto in cui eri più vulnerabile, non per far male ma per far crescere e far pensare. E poi, sorridevi, si beveva qualcosa insieme! Ma pareva Jimmi, a ben vedere, che fossi tranquillo ma sempre di corsa con i pensieri.

Eri un menestrello generoso che ci ha accompagnato anche in qualche uscita di piazza atea e agnostica con la tua “musica guerriera” (il titolo del libro di Jimmi -Roberto Sergi-).

Non eri certo un  complottista Jimmi , ma eri “contro” il manierismo  ipocrita.

Insomma  cantavi  e suonavi guardandoti intorno soffrendo, tu un cantante di strada, di un  degrado culturale e fisico sempre più respirabile in centro come in periferia.

Ci resterà la tua immagine, un bel biondo, alto,  di circa sessant’anni che amava proprio tanto la sua città e le dedicava nei posti più caratteristici i suoi cinguettii più belli ben prima di Twitter.

Ci mancherai, eccome ci mancherai.

Per fortuna io ho un tuo cd che è splendido!

Cathiatea

Il saluto laico a Jimmi verrà dato sabato alle 15 nella saletta delle cerimonie del cimitero di Chirignago.

 

 

 

Verona Autore: Gian_Maria Lun, 03/08/2015 - 21:18
CROCIFISSI 
Religione e uffici pubblici
 
L'ARENA venerdì 31 luglio 2015 LETTERE, pagina 25
(in rosso le parole non pubblicate).

Non è la prima volta che si parla di crocifissi nelle aule degli edifici pubblici quali scuole, tribunali, istituzioni (sedi di Comuni, Province, Regioni, Ministeri), uffici postali, caserme, e finanche luoghi aperti (c’è una croce perfino sul Monte Cervino).
Leggo (da L’Arena del 25 luglio) che la questione è stata portata in Regione grazie al neo consigliere Stefano Casali il quale, dopo aver constatato che “in tutto il palazzo del Consiglio regionale non esiste un solo crocifisso”, considera la cosa “un'assenza grave”. La motivazione di tale gravità risiederebbe nel fatto che il crocifisso rappresenti “il segno di duemila anni di storia”.
Leggo ancora che il neo consigliere sarebbe un “esponente dell’area cattolica moderata liberale”, perciò mi viene subito da dire: “Meno male! Figuriamoci se non fosse un moderato!”.
La domanda che voglio porre ai politici, ma anche ai privati cittadini, è: ma perché i cattolici hanno questo viscerale bisogno di “marcare il territorio”? Perché vogliono imporre i loro simboli religiosi a tutti? (quindi anche ad atei, agnostici, e diversamente credenti). La collocazione di tali simboli religiosi (croci, crocifissi, statue di madonne) nei luoghi pubblici avrebbe una giustificazione se in Italia ci fosse ancora la Religione di Stato (cattolica) com’era prima della revisione dei Patti Lateranesni avvenuta nell’ormai lontano 1984: in quell’occasione lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano sottoscrissero, congiuntamente, che la religione cattolica non fosse più la religione dello Stato. Ora i casi sono due: o le parole scritte hanno un senso e allora a queste seguono fatti corrispondenti, o le parole scritte non hanno un senso e allora a queste seguono retorica e ipocrisia. Mi sembra che rientriamo abbondantemente nel secondo caso (purtroppo).
Circa il fatto che il crocifisso rappresenti duemila anni di storia questo è vero, ma invito il neo consigliere regionale a leggersi bene di quale storia si tratta…….
La laicità delle nostre Istituzioni dovrebbe essere un valore supremo difeso da ogni cittadino ed in primis dai politici (la laicità è stata definita dalla Consulta come “supremo principio costituzionale”, sentenza 203 del 1989), e ciò vale ancor più ai giorni nostri in cui anche la società italiana è sempre più multi culturale e multi religiosa.
Campedelli Angelo (circolo UAAR di Verona)

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