Terni Mar, 31/03/2015 - 10:37

Esprimo la massima solidarietà alla Preside, “rea” di aver applicato la Legge dello Stato italiano e di aver difeso la Laicità, peraltro agonizzante, come la stessa Scuola Pubblica, della Repubblica.
Valerio Bruschini. Continua

Venezia Ven, 27/03/2015 - 12:20

ABBIAMO PUBBLICATO IL NUOVO PROGRAMMA DI PRIMAVERA DEL CIRCOLO UAAR DI VENEZIA
(aprile-giugno 2015)

clicca sull'immagine qui a lato per andare nella pagina di questo sito dedicata al programma...dove potrai anche scaricare il relativo pdf.

...tieni presente che tutti i dibattiti compresi quelli tenuti presso le sedi di circolo, sono aperti anche ai non iscritti.

Verona Autore: Gian_Maria Mer, 25/03/2015 - 19:38
"MORTE E 'DOPO VITA': ELABORAZIONE DEL LUTTO".
Una visione atea-agnostica della morte.
Come metabolizzare un triste evento.

Ne parleremo MARTEDI' 31 MARZO 2015 alle ORE 21.00 presso la SEDE DEL CIRCOLO UAAR DI VERONA (via Nichesola 9, San Michele Extra, vicinissimo a Piazza del Popolo).
Introduce e conduce Angelo Campedelli (coordinatore del circolo UAAR di Verona).

Saranno presenti due persone che giusto un anno fa hanno subito la perdita di un loro caro.
Salerno Autore: noreply@blogger.com (Fabio Milito Pagliara) Mer, 25/03/2015 - 13:59
Gesù: "Ciao sono Gesù"

Maometto: "ed io sono Mo"

Gesù e Maometto insieme: "ed insieme noi siamo Gesù e Mo"

Presentatore: "e cosa farete per noi stanotte, Gesù e Mo?"

Gesù: "Stanotte Mo difenderà il suo assolutismo religioso pretendendo di essere un relativista"

Presentatore: "Ma non è un po' disonesto?"

Maometto: "Chi sei tu per giudicare?"



Striscia Originale: http://www.jesusandmo.net/2015/03/25/a-bit/
Ravenna Autore: admin Mar, 24/03/2015 - 17:18

Venerdì 20/03/2015 presso la sala Buzzi della seconda circoscrizione di viale Berlinguer 11 a Ravenna, si è tenuta la conferenza/dibattito sul tema del Testamento Biologico e dell’ Euatanasia, insieme alla Associazione Exit-Italia di Torino.

La conferenza è iniziata alle 18 ed è terminata alle ore 20. Dato il grande interesse che ha suscitato fra i presenti, si sarebbe potuta protrarre ulteriormente , ma inderogabili ragioni di tempo, ci hanno obbligato a chiudere all’orario previsto. C’è stata una presenza di 30/35 persone e l’intervento da parte dei relatori ha riscosso molto interesse.  Ha iniziato il Dr. Emilio Coveri, presidente e fondatore di Exit-Italia che ha illustrato gli scopi di questa associazione, le difficoltà che si incontrano nel nostro paese a discutere di questi argomenti e del silenzio delle Istituzioni circa il comune “sentire” dei cittadini. Nonostante una raccolta firme di ben 67.000 persone le quali chiedono  la legalizzazione del Testamento biologico e dell’Eutanasia, tramite  una proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento dal settembre 2013,e questa  non sia ancora stata calendarizzata.

Ha continuato il Dr.Silvio Viale, medico e ginecologo presso l’Ospedale S.Anna di Torino, presidente del Comitato etico.scientifico di Exit e pricipale estensore del testamento biologico adottato da Exit-italia, nonchè socio dell’Associazione Luca Coscioni. Molte le domande del pubblico che avrebbero richiesto maggior tempo a disposizione per esaudirle tutte.

 

 

 

Livorno Autore: iorobot@excite.it (Vincenzo Moggia) Mar, 24/03/2015 - 14:20

Anche nel 2014 abbiamo voluto festeggiare insieme il solstizio d'inverno, legato alla festività del "Sol Invictus" d'antica memoria, con un brindisi augurale tra amici. Ringraziamo tutti coloro che lo hanno celebrato con noi, è stato un bel momento di festa. Pubblichiamo di

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Ragusa Autore: Massimo Maiurana Dom, 22/03/2015 - 14:12

Passano gli anni ma la situazione a Vittoria per quanto riguarda la possibilità di accedere a un’interruzione volontaria di gravidanza rimane critica. E lo diventa ancora di più se si considera che esiste tuttora un alto tasso di gravidanze indesiderate tra le donne immigrate rumene che lavorano nelle aziende agricole del comprensorio, donne che non solo vengono sfruttate economicamente ma sono anche costrette a subire abusi sessuali. Un aspetto vergognoso dell’immigrazione intracomunitaria – perché ricordiamo che la Romania è un paese dell’Ue – che appena pochi mesi fa si era guadagnato (per modo di dire) il disonore della ribalta mediatica in un servizio della Rai.

Molte di queste donne rimangono incinte, evidentemente perché ai loro sfruttatori non passa per la testa nemmeno di prevenire le conseguenze del loro disgustoso sopruso, e la maggior parte di queste non hanno chiaramente né la possibilità né la volontà di portare a termine una gravidanza che le costringerebbe a un certo punto a rinunciare al lavoro. Quel lavoro che per loro è tutto, per cui sono perfino costrette a subire sporchi ricatti ma in mancanza del quale andrebbero incontro a un futuro incerto. O forse fin troppo certo. Il Guzzardi di Vittoria rappresenta la struttura sanitaria pubblica geograficamente più vicina alla maggior parte di queste donne, ma purtroppo tutto il personale del reparto di ginecologia del Guzzardi è obiettore di coscienza. Oltre al danno, la beffa.

Questa non è purtroppo una novità, è così da anni e né l’Azienda ospedaliera né l’Asp di Ragusa hanno fino a questo momento fatto nulla per risolvere il problema. Anzi, adesso la situazione si è ulteriormente aggravata perché, stando a quanto ha raccontato la ricercatrice Letizia Palumbo nel corso di un seminario svoltosi recentemente a Palermo, gli accordi che prevedevano la trasferta di un’intera equipe medica da Modica a Vittoria una volta a settimana per eseguire le interruzioni di gravidanza sono scaduti un anno fa. Sarebbe interessante sapere se nel frattempo è stata trovata una soluzione, perché in mancanza cosa ne sarebbe di quelle donne? Stiamo parlando di una media di sei aborti a settimana, di cui quattro o cinque sono praticati a braccianti agricole rumene. Stiamo parlando di donne che hanno tutto il diritto di ricevere un servizio che in teoria verrebbe garantito dalla legge ma che in pratica non viene erogato per via di ragioni più che discutibili.

È notorio infatti che alla base della scelta di non praticare aborti spesso non vi siano ragioni etiche ma piuttosto pratiche, legate alla possibilità di fare carriera. Non è infrequente che medici che si dichiarano obiettori di coscienza nel pubblico eseguano interruzioni di gravidanza in privato, sebbene ciò sia espressamente vietato dalla legislazione attuale. Ma le donne di cui sopra avrebbero difficoltà anche a ricorrere ad aborti clandestini praticati da medici, che verosimilmente richiederebbero un (dis)onorario superiore alle loro possibilità. Dovrebbero accontentarsi di rivolgersi a praticoni, a moderne ed economiche mammane, con seri rischi per la propria salute e incolumità. Un’alternativa avrebbe potuto essere quella della cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, ma nonostante le raccomandazioni dell’Ema (l’agenzia del farmaco europea) per garantirne la soministrazione senza bisogno di prescrizione medica il Consiglio superiore della Sanità ha espresso il parere opposto. E se serve comunque un medico non obiettore che la prescriva, siamo di fatto al punto di partenza.

Al di là di questo fatto, comunque, un ospedale che non eroga il servizio di interruzione di gravidanza è un ospedale fuorilegge. Questo è semplicemente incontestabile perché è esattamente ciò che prescrive la legge 194 all’articolo 9: “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti”. Non ci sono ragioni che tengano, l’ospedale deve attrezzarsi per far fronte alle richieste. Lo stesso articolo prosegue poi dicendo: “La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale”. Che è poi esattamente quello che è stato fatto con le trasferte dell’equipe modicana.

E allora occorrerebbe forse intervenire proprio su quest’ultima previsione per far sì che la 194 venga correttamente applicata ovunque. Dare la possibilità di ricorrere a personale esterno per erogare un servizio essenziale e obbligatorio significa porre le basi perché il servizio subisca interruzioni più o meno lunghe e più o meno frequenti. Sarebbe inoltre auspicabile che all’obiettore di coscienza venisse precluso l’accesso alle strutture pubbliche, se non del tutto (e non ci sarebbe nulla di male) almeno in parte prevedendo una soglia minima di personale non obiettore. Solo allora l’obiezione potrebbe essere effettivamente quella che è per definizione: un problema di coscienza, non di opportunità.

Massimo Maiurana


Venezia Ven, 20/03/2015 - 20:44

MARTEDI 24 MARZO VENEZIA AI CAEGHERI, ore 18,00 CAMPO s. TOMA', "ESORCISMO, ESORCISTI, ESORCIZZATI"

Da Gesù Cristo a padre Amorth. Ignoranza, arroganza, superstizione, prevaricazione, magia, malattia mentale nel calderone immaginifico di santa madre Chiesa.
Relazione a cura di Giuseppe F. Merenda, psichiatra;
con la visione di alcuni filmati "diabolici".
Giuseppe Merenda ci presenta una perla di patologia cattolica e di inno all'ignoranza attraverso il filone dei possessi diabolici e degli esorcismi. Pratiche che la chiesa ufficiale non ha mai formalmente disconosciuto, e che anzi alimenta attraverso la paura di satana nell'intento di dare una spiegazione e una soluzione divina del male e della sofferenza. Purtroppo però non si tratta solo di parole, teatro e rappresentazione in quanto gli esorcisti non disdegnano di utilizzare per le loro performance povere persone realmente ammalate e squilibrate e i loro familiari,  contribuendo a peggiorare la loro situazione, e tutto ciò in nome del padre e in dispregio non solo della razionalità ma anche della morale.
L'ingresso è libero. Seguirà dibattito.




Verona Autore: Gian_Maria Lun, 16/03/2015 - 20:13
ISTRUZIONE
Finanziamenti alle paritarie
L'Arena, sabato 14 marzo 2015 LETTERE, pagina 29

Più volte questa testata ha dato spazio a lettere (l’ultima è del 10 marzo scorso) che affrontano il tema del finanziamento pubblico alle scuole paritarie (vale a dire private). Io sono tra quelli che vogliono negare il contributo alle scuole paritarie (non statali) per alcuni semplici motivi.
C’è un chiaro articolo della Costituzione, il 33 (terzo comma), che recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Credo che quel “senza oneri per lo Stato” non abbia bisogno di interpretazioni, e basterebbe solo quello per escludere ogni finanziamento alle scuole private.
Il fatto che una scuola privata possa avere conseguito il titolo di “paritaria” non vuol dire che debba essere finanziata dallo Stato. A tale riguardo, lo stesso articolo 33 (quarto comma) così continua: “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”, senza alcun riferimento a costi né a contributi.
Se lo Stato non ha i soldi per le proprie scuole, perché mai (in virtù dei primi due punti) dovrebbe finanziare quelle dei privati?
Per quanto riguarda “la libertà di scelta educativa delle famiglie, garantita dalla Costituzione” (il virgolettato è ripreso dalla lettera menzionata), alcuni si richiamano all’articolo 30 (primo comma), altri all’articolo 3 (secondo comma): in entrambi i casi, gli articoli citati si riferiscono a ben altro, trattando argomenti che nulla hanno a che fare con la “libertà di scelta educativa delle famiglie”.
Infine, se lo Stato rivedesse tutti i privilegi (tra contributi ed esenzioni) concessi alla Chiesa Cattolica, troverebbe i soldi per finanziare tutte le scuole di cui ha bisogno (si veda l’inchiesta condotta dall’UAAR “I costi della Chiesa. Con 6 miliardi l’anno l’Italia farebbe miracoli”).
Campedelli Angelo (Verona)
Bari Autore: cygni84 Lun, 16/03/2015 - 18:05

Come sa chi ha partecipato alla settimana degli incontri programmatici, il circolo Uaar di Bari ha deciso di inaugurare una serie di rent party per finanziare le sue attività, prossime e/o future.

Questo sabato 14 marzo abbiamo inaugurato la serie col Pi Greco Party, in occasione del Pi Greco Day, festa anglosassone che celebra la razionalità; questo perché, all’anglosassone, la data 14/03/2015 viene scritta in siffatta maniera 3.14.15, il valore del pi greco appunto. Grande è stato il concorso di soci e simpatizzanti, che tra AC/DC, Blind Guardian e pezzi classici di rock anni 60’-’70, hanno apprezzato il clima cordiale e sereno instauratosi nel corso della serata. Ciò naturalmente è stato possibile grazie all’emergere dell’anima barese del circolo, che ha offerto ai partecipanti un desco composto da Peroni, focaccia, mortadella, mozzarelle, noci, arachidi, crostata, primitivo dolce e un panettone al cioccolato, ospite illustre della serata. Il tutto rigorosamente in forma rotonda, come esigeva il tema della serata.

Addirittura, un giovane simpatizzante, il cui compleanno cadeva proprio lo stesso giorno, ha scelto di passare la serata con noi e questo perché Uaar Bari è figa, sissignori! La serata ha poi volto al termine alle 02.00 circa, lasciando gli avventori sazi e dissetati. Ma nemmeno l’ora tarda ha impedito agli impavidi soci di lanciare i loro cervelli in edotte elucubrazioni (probabilmente il mix tra Peroni e primitivo deve aver oliato le rotelle straordinariamente bene) circa nuove e fantasmagoriche attività da programmare nel prossimo futuro… qualcuno ha anche provato a proporne per il recente passato, ma siamo abbastanza sicuri che ciò non sia possibile, fatto salvo che Bacco tutto può ;-)

Un grazie infinito a tutti gli avventori, soci e simpatizzanti, che hanno reso possibile con la loro partecipazione questa fantastica “seratea” e vi invitiamo tutti a rimanere sintonizzati sui nostri canali (questo blog come le nostre pagine fb Uaar Bari Uaar Radio Bari, e ovviamente la nostra radio ufficiale  per essere sempre sul pezzo!


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