Terni 22/09/2014 - 15:53


1. Immagine, antropologia e politica di Isis
Nel recente testo collettivo “Barbarie: la nostra civiltà è al tramonto? (a cura di Ivano Dionigi, Bur, Milano, 2013) non si registrano interventi memorabili.
Certo, interessanti, ma sempre in linea con la produzione degli autori (Givone, Rodotà, Cavarero, Cardini) chiamati al ciclo di seminari del 2012, del dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna, di cui il testo è trascrizione.
È invece degna di attenzione l’anteprima del curatore che fissa, in poche pagine, almeno tre definizioni di “barbaro” che ricorrono nella cultura classica prima e in quella occidentale poi.
La prima proveniente dall’Iliade di Omero dove il barbaro, barbaros, è colui “le cui parole somigliano ad un balbettio”, di qui la stessa onomatopea in latino tra barbarus (appunto, barbaro) e balbus (balbuziente).
La seconda è la definizione di barbaro tratta dalla “Politica” di Aristotele, dove barbaro è concetto usato per un popolo generalmente asiatico, superstizioso, ignorante ed incline alla schiavitù.
Un frame cognitivo, che sembra tratto da “300″ solo che, a differenza della serie sceneggiata da Frank Miller e Zack Snyder, nella “Politica” di Aristotele si teorizza, ad occidente, la naturalità della schiavitù. Nell’amministrazione dello Stato secondo Aristotele, la “Politica” è un testo amministrativo; si pensa, infatti, ad un tipo di integrazione tra Stato e popolazione entro una naturale funzionalità di barbarie e schiavitù.
La terza definizione di barbaro viene invece da Marcel Proust: non colui che non conosce la civiltà, ma colui che, avendola conosciuta, ne tradisce i valori.
Le tre categorie di barbaro, che si sono diffuse e formate su strati di sapere differenti tra loro, arrivano ai giorni nostri, tra breaking news e rammemorazioni ataviche, e sembrano comporsi per definire Isis.
Per cui Isis è barbara perché le parole dei suoi militanti magari sembrano un balbettio di lingue incomprensibili e perché si mostrano inclini alla superstizione ed alla schiavitù (sottomettendosi incondizionatamente alla parola del Corano interpretata in modo radicale).
Inoltre, nella continua attenzione mediatica sui militanti Isis provenienti da occidente, si applica la categoria più moderna di barbaro: quella che si riserva a colui che ha conosciuto la civilizzazione e ne tradisce i valori. Continua

Padova uaarpadova 21/09/2014 - 17:54

Ho voluto cercare di capire quanto più possibile di questo avvenimento leggendo le (di solito) poco affidabili notizie pubblicate sui giornali locali relativamente al cosiddetto "miracolo" del bambino americano che, muto, avrebbe detto per la prima volta a 8 anni la parola MAMMA.
Sono partito dalle notizie che dovrebbero permettere di capire di che cosa stiamo parlando. Cito dal Mattino di Padova del 15/92014:

Il bambino è nato prematuramente a sei mesi. Il suo peso alla nascita era di 900 grammi ed è affetto da aprassia motoria moderata e verbale grave. Il bambino si chiama John Paul (Giovanni Paolo), ha otto anni e vive in una famiglia formata da mamma Jacquelyn, dal padre e dal fratello minore normodotato di 4 anni. La famiglia abita nei pressi di Boston. John Paul ha subito diversi interventi chirurgici per risolvere consistenti problemi dovuti alla nascita prematura. Oggi fisicamente sta molto meglio e viene educato a comunicare con i segni e ad utilizzare un tablet. John Paul dimostra di avere coscienza della realtà; e di essere in grado di esprimere la propria volontà attraverso il tablet e di comunicare i propri sentimenti attraverso il linguaggio dei segni.
Domenica pomeriggio la coppia di amici della famiglia era presente alla celebrazione con la reliquia arrivata da Padova nella chiesa di sant'Antonio di Springfield. Al termine della celebrazione, avendo ricevuto un biglietto del «Caro sant'Antonio» su cui poter scrivere la propria preghiera ha pensato di affidare al taumaturgo padovano il bambino. Il giorno successivo, presente la madre e due persone, tra cui la terapista del bambino che gli insegna a comunicare attraverso i segni, il bambino chiama a chiara voce per la prima volta e per due volte consecutive la propria madre con la parola: «Mamma».

Come si può dedurre da quanto riportato, c'è ben poca "sostanza" su cui si possa ragionare. Infatti ci vorrebbero degli specialisti per chiarire il livello di deficit di cui è affetto il bambino, per avere delle statistiche su casi analoghi e per capire dal punto di vista medico i dettagli dell'avvenimento.
Si potrebbe comunque pensare che le circostanze particolari a cui è stato sottoposto il bambino, vale a dire la partecipazione a celebrazioni pompose e la situazione "anomala" in cui egli si trovava, abbiano favorito un gesto, un atto che nulla ha di miracoloso, ma che come tale può essere interpretato da chi si trova in uno stato di forte attesa e che, partendo da una situazione di disagio (la malattia/deficit del bambino), nutre una forte speranza di cambiamento. E qualsiasi cambiamento può essere in queste condizioni interpretato come straordinario e quindi, per chi ci crede, miracoloso.

Ricordiamo che viene definito "miracolo" un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura.
Ma, come viene ricordato nel sito dell'UAAR: In realtà la definizione di miracolo quale "evento che supera le leggi di natura" riflette solo una carenza attuale di valide spiegazioni, che risulteranno in genere possibili in un secondo tempo. http://www.uaar.it/news/2008/02/24/come-scienza-spiega-cosiddetti-miracoli/

Se poi a questo aggiungiamo la suggestione, capiamo anche come questo tipo di notizie sia un po' come le ciliege: una tira l'altra.
E infatti pochi giorni dopo sul Gazzettino compare un nuovo "miracolo":
«Miracolo a Medjugorje: avevo "la sclerosi multipla e sono guarita" http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/medjugorje_gigliola_candian_g...

Ricordo che in medicina esistono le cosiddette "guarigioni spontanee". Sono rare percentualmente, ma non così infrequenti come numero assoluto, visto che si contano almeno 176 casi negli ultimi 60 anni, certamente più dei 68 miracoli "certificati" di Lourdes nell'ultimo secolo e mezzo. Come dire che è statisticamente più probabile guarire "miracolosamente" standosene a casa che andando in pellegrinaggio.
Di guarigioni miracolose parla in maniera documentata il blog medbunker: http://medbunker.blogspot.it/2013/10/guarire-miracolosamente-o-spontanea...

È impossibile perciò rincorrere il susseguirsi di notizie di questo tipo.
Chiunque può gridare al "miracolo" e trovare una cassa di risonanza nei media che cavalcano le notizie "gridate" mentre non amano le analisi razionali e approfondite: la notizia del miracolo fa titolo e fa vendere, mentre la sua smentita è noiosa e non la legge nessuno.

La conclusione allora può essere una sola: se si vuole conoscere la realtà dei fatti bisogna controllare le notizie, verificare le informazioni e le fonti e avere la pazienza di leggere spiegazioni che possono essere lunghe e noiose, ma che superano quel livello di superficialità che caratterizza invece la maggior parte degli annunci relativi a miracoli e fenomeni prodigiosi.

Dott. Massimo Albertin

Verona Gian_Maria 21/09/2014 - 11:54

L'Arena
sabato 20 settembre 2014 – CRONACA – Pagina 21

PROTESTA. Corteo delle vittime di pedofilia
Provolo, gli ex allievi sfilano per chiedere giustizia dagli abusi
 
«La Chiesa non ci ha dato risposte»
 
Hanno sfilato da stradone Provolo, di fronte all'omonimo istituto per bambini sordomuti, fino in piazza Bra, con striscioni di protesta e distribuendo volantini. Ieri pomeriggio, una trentina di ex allievi del Provolo ha partecipato al corteo «per la memoria delle vittime dei reati di pedofilia commessi da religiosi». È la quinta marcia organizzata dall'Associazione sordi del Provolo, presieduta da Giorgio Dalla Bernardina, e per la quale Marco Lodi Rizzini fa da portavoce.
«Chiediamo attenzione, giustizia, e i dovuti risarcimenti», spiega quest'ultimo. E riepiloga la denuncia: «Soprattutto tra gli anni '60 e '70, ma anche in seguito, decine di bambini sordomuti accuditi al Provolo subirono gli abusi sessuali dei sacerdoti. Per molto tempo le vittime non osarono divulgare questi fatti, in parte per vergogna, in parte per la loro oggettiva difficoltà di comunicazione. Ma poi le vicende vennero a galla, e le famiglie ne chiesero conto al clero veronese e romano. Senza però mai ottenere le risposte cercate».
Sono 15, ad oggi, gli ex allievi che hanno messo per iscritto le vicende di cui sarebbero stati vittime. «Ma il numero delle persone abusate è molto più alto. Non tutti, hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto», chiarisce Lodi Rizzini. Va specificato che la maggior parte dei presunti reati, anche venisse aperta un'inchiesta, sarebbe già in prescrizione.
Ma il portavoce insiste: «La Cei non ha ancora promosso una commissione d'indagine indipendente. La stessa richiesta è stata rivolta a papa Francesco a dicembre, tutt'oggi inevasa. Ma non ci arrendiamo, e porteremo il caso all'attenzione della Commissione per i diritti umani e per i diritti dei bambini». Il più giovane dei manifestanti, ieri, era Giuseppe Consiglio, 24 anni, d'origine calabrese, sordo dalla nascita: lui avrebbe subito le violenze più recenti, dal 1995 al 2001, quando era ospite dell'istituto Gresner per la rieducazione fonetica. «Sono tre i sacerdoti che mi hanno fatto del male, questi vorrei vedere assicurati alla giustizia». L.CO.
Venezia 20/09/2014 - 21:36

Lunedì 22 settembre alle ore 17,30
a Favaro in Via Cima Rosetta 19

Dibattito su, IL XX SETTEMBRE 1870 - una festività laica abolita da Mussolini con i Patti Lateranensi del 1929 ... e festeggiata insieme da autorità dello Stato Italiano e dallo Stato Pontificio, escludendo i laici che non avrebbero colto lo spirito di riconciliazione, nel 2010!

Leggeremo e commenteremo il bell’intervento, breve ma significativamente attuale, pubblicato dal segretario nazionale UAAR, Raffaele Carcano su Micromega on line dal titolo:  XX Settembre: c’è sempre più voglia di laicità.

LEGGI QUI L'ARTICOLO MICROMEGA ON LINE DI CARCANO

Nell'incontro a Favaro ripercorreremo una tappa storica, quella del XX settembre 1870  in cui un esercito di 50000 uomini apriva una breccia sulle mura di Porta Pia e con brevi schermaglie, finalmente, liberava Roma dal regime dittatoriale papalino. Un piccolo episodio militare ma di grande significato, salutato dai cittadini con entusiasmo nella speranza di venire liberati dalla miseria quotidianamente offesa dagli sfarzi di una Curia aristocratica e di casta. Seguì il plebiscito del 2 ottobre che con 40000 sì e 46 no che assegnò Roma all’Italia della quale divenne capitale.

Il papa Pio IX condannò aspramente l’atto, non riconobbe la sovranità italiana su Roma e si ritirò in Vaticano dichiarandosi prigioniero e scatenando la sua ira “divina” sullo stato italiano con il non expedit. Una prigionia “dorata” peraltro, con tutte le garanzie e attenzioni da parte del governo italiano che avanzava varie proposte di riappacificazione senza riuscire a far mutare l’atteggiamento rancoroso del Vaticano fino ai Patti Lateranensi del 1929 stipulati con Mussolini che introdussero ufficialmente il concetto di religione di Stato.

Cercheremo insieme  di capire se questa prigionia non sia stata piuttosto una liberazione. Da uno Stato Pontificio –piccolo e limitato- a un Vaticano che ritroviamo ancora oggi estesamente ramificato in una fitta ragnatela di ingerenze su tutto il territorio italiano cercando di capirne i motivi.

Ti aspettiamo con le tue considerazioni sull’argomento. L’ingresso è libero.

Ravenna admin 19/09/2014 - 16:22

Domani 20 settembre, anche a Ravenna vogliame tentare di festeggiare questa ricorrenza e pensiamo di andare in Piazza XX Settembre, appunto, a presenziare con un volantinaggio nel primo pomeriggio dalle ore 17,00. Inoltre vogliamo ricordare che oramai da un anno giace in Parlamento una proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la legalizzazione dell’Eutanasia e del Testamento Biologico, che ancora non è stato calendarizzato.

20 Set 1870 retro

 

20 Set 1870 fronte

Roma UAAR Roma 19/09/2014 - 07:35
Il sindaco Marino anche a Roma annuncia il riconoscimento dei matrimoni gay celebrati all'estero e il vicariato attacca. Secondo il settimanale della diocesi, l'iniziativa è uno dei "tentativi di forzare il diritto a scopo ideologico", una "idea-grimaldello, per scardinare la politica e il diritto"


Unioni gay, il Vicariato insorge contro il sindaco Marino
www.agi.it
(AGI) - CdV, 17 set. - Dopo la dichiarazione di intenti del sindaco di Roma Ignazio Marino di avviare "il processo per il riconoscimento dei matrimoni contratti all'estero, sia di eterosessuali sia di omosessuali, di coppie che si trasferiscono a vivere qui", insorge "Romasette.it", organo ufficiale…
Roma UAAR Roma 18/09/2014 - 19:39
Uaar Roma è tra le associazioni copromotrici.



Bari cygni84 18/09/2014 - 16:59

Nuova erotica puntata dello show che fa satira su religioni e credenze! Ascolta la puntata ogni volta che vuoi qui:

http://www.mixcloud.com/UaarRadioBari/gli-svitatei-39-religioni-e-sesso/

Temi:
– Vescovi e orge
– Sesso e tabù nel cattolicesimo e nell’islam
– Fringe Event: il dott. W. Bishop esamina il caso della Manna


Padova uaarpadova 17/09/2014 - 10:20

SABATO 20 SETTEMBRE 2014 – ORE 14,30
Presidio laico al Monumento al bersagliere di via XX settembre angolo piazza Castello – Padova

Alle 10.10 del 20 settembre 1870 Federico Cocito, bersagliere, fu il primo soldato italiano a violare il ciglio della breccia di Porta Pia. Fu una lunga giornata che terminò a tarda sera, iniziò così per il giovane Stato italiano una stagione di laicità, destinata a interrompersi bruscamente nel 1929 a opera del compromesso - che prese il nome di «Concordato» - firmato tra Mussolini e il card. Gasparri, segretario di Stato vaticano. Tali accordi furono in realtà una resa dello Stato, in quanto fu stabilito che quella cattolica era la «…Religione ufficiale…» italiana. Fino ad allora, il 20 settembre era regolarmente celebrato come festa nazionale. Dopo, fu di fatto abolito, per non turbare il clima di rinnovata «conciliazione».
Da allora, sebbene sia intervenuta una revisione dei Patti (secondo Concordato Craxi - Casaroli nel 1984) e quella cattolica non sia più la religione di Stato, il 20 settembre non viene più commemorato. Eppure rimane sempre il giorno in cui fu completato il processo di riunificazione nazionale.
Per noi dell’UAAR, laici e non per finta, quella giornata è motivo di orgoglio e in fondo anche di speranza.
Riteniamo importante che uno Stato laico, tale è o meglio dovrebbe essere il nostro, non debba agevolare e/o sostenere in alcun modo alcuna religione.
L’abolizione unilaterale del Concordato che contribuirebbe fattivamente alla fine delle continue ingerenze dello Stato vaticano e quindi della Chiesa Cattolica nella vita democratica dello Stato Italiano, rimane quindi per noi dell’Uaar obiettivo primario.
Così come è di primaria importanza la riaffermazione della laicità nella spesa pubblica, della scuola di tutti, delle istituzioni pubbliche prive di influenze di parte, l’ampliamento dei diritti di famiglia, dei diritti sessuali, della libertà di espressione, la fine di ogni contributo pubblico a favore di qualsivoglia religione.
Tanti sono anche i credenti che pensano che laicità e fede possano percorrere, nel pieno rispetto reciproco, binari paralleli e che la fede sia una questione personale, che non debba essere imposta attraverso nuove leggi illiberali o raggirando quelle liberali esistenti.

Tags: XX settembre
Venezia 17/09/2014 - 08:13

A conclusione delle iniziative di sensibilizzazione e raccolta firme contro i tagli alla cultura, con particolare riguardo al Candiani, Toniolo e Biblioteche, annunciati nel bilancio che verrà varato a fine settembre 2014, insieme con altri rappresentanti delle 30 associazioni promotrici la petizione, il giorno 11 settembre siamo stati ricevuti e abbiamo consegnato oltre 1800 firme sottoscritte dai cittadini al commissario alla cultura a Ca' Farsetti (vedi foto qui a lato). Un incontro cordiale dove è stato ribadito che la cultura merita grande attenzione perché apre prospettive verso il futuro e rappresenta un argine contro il degrado sociale. Il Commissario pur confermando a malincuore i tagli peraltro già decisi dalla ex giunta, si è assunto l’impegno di cercare una soluzione economica e il reperimento di fondi da destinare alle attività culturali di Mestre per gli ultimi due mesi dell’anno.

Sulla questione segnaliamo che è stato organizzato l'incontro: IL RUOLO DELLA CULTURA NEL FUTURO DI MESTRE
venerdì 19 settembre ore 18,00 presso la Pizzeria al Palco Piazzetta C. Battisti (di fronte al Toniolo) Mestre.

Un appuntamento a cui abbiamo invitato lo stesso Commissario e a cui parteciperanno il Direttore del Candiani e rappresentanti politici oltre che delle associazioni culturali