Ravenna admin 21/10/2014 - 12:27

 

Una mamma della nostra città, è stata costretta a dichiararsi appartenente ad un’altra religione, per potere avere l’esenzione per il proprio figlio.  E’ vero che all’atto dell’iscrizione alla scuola è necessario scegliere se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione a scuola, entro fine febbraio, ma se un bambino cambia idea, come si fa?

Si legga il link allegato sotto.

 

 

http://www.romagnamamma.it/2014/10/non-vuole-avvalersi-dellora-religione-mamma-costretta-dichiararsi-buddista/

Ravenna admin 20/10/2014 - 11:10

E’ di questi giorni la polemica sorta fra Regioni e Governo circa i tagli che le prime devono apportare per fare quadrare il bilancio statale nel Patto di Stabilità per il 2015. Da semplice cittadino non ho la conoscenza globale del problema, tuttavia un taglio la Regione Emilia Romagna lo potrebbe fare benissimo sulle Convenzioni stipulate fra AUSL e relative Diocesi Vescovili cattoliche, circa i conforti religiosi assicurati ai degenti. Nessuno può immaginare che tali prestazioni siano a pagamento e ricadano quindi sui soldi pubblici che TUTTI i cittadini pagano attraverso le tasse. Siano essi credenti di altre confessioni religiose o non credenti. Basterebbe non rinnovare più dette convenzioni di cui allego per comodità in questo link

https://www.dropbox.com/sh/trarla2g08ruj6g/AAB57XP1VQSCX-MXVOGnrzaPa/Convenzioni%20di%20AVR/AUSL%20Ravenna.pdf?dl=0

dal quale si possono vedere le singole intese fra le varie AUSL regionali.   Per la Provincia di Ravenna basti sapere che per mantenere 7 sacerdoti, con relative attrezzature, uffici, suppellettili e  spazi dedicati al Culto, utenze, pulizie ecc.ecc. il costo annuo è pari a 136.000 euro, Considerato che tale convenzione ha durata quinquennale dal 2011 al 2016, il costo totale complessivo è di 680.000 euro.   Per l’intera Regione il costo complessivo annuo è di 2,2 mln di euro, e negli ultimi 4 anni (2010,2011,2012,2013) il costo totale è stato di 8,8 mln di euro. Se si considera il costo unitario per un posto letto in Regione di 638 euro al giorno, si potrebbero avere 13,793 posti letto in più.

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Firenze uaarfirenze 20/10/2014 - 00:23
Livorno iorobot@excite.it (Vincenzo Moggia) 19/10/2014 - 19:08

Invitiamo tutti i soci e gli amici del nostro circolo alla prima riunione dell'annata 2014/15, che si terrà sabato 25 ottobre alle ore 17:30 nella sede operativa (via Pieroni 27, 3° piano, presso UNICOBAS).

All'ordine

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Verona Gian_Maria 18/10/2014 - 12:09
Lettera inviata a L'Arena il 07 ottobre 2014 (in rosso le parti tagliate nella pubblicazione del giornale):

Funerale cattolico ad un ateo

Alcuni di noi iscritti al Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona abbiamo partecipato, venerdì scorso, al funerale religioso (cattolico) dell’amico e socio Giulio Segato, per una decina d’anni iscritto all’UAAR. Tutti, negli ambienti politici e societari da lui frequentati e vissuti, sapevano che Giulio era ateo, ma evidentemente ciò non è bastato per fare in modo che il suo ultimo saluto avvenisse nel rispetto del suo pensiero e del suo modo d’essere.
Nel corso della cerimonia funebre hanno preso la parola diverse persone (parenti, politici, amici, rappresentanti di istituzioni) a ricordare il suo impegno politico, sociale, e umano, ma solo il genero ha ricordato che “Giulio Segato non era un credente” (L’Arena, 04 ottobre 2014).
Un bellissimo ricordo di lui l’ha fatto l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) la quale, in un suo comunicato stampa, scrive che Segato “si è fatto conoscere per l’onestà, l’apertura mentale, la disponibilità, la laicità, la capacità di ascolto, l’intelligenza, l’affabilità”. La laicità: al giorno d’oggi si potrebbe dire “questa sconosciuta”! Pare, infatti, che ormai quasi solo sparute associazioni civili, quali l’UAAR e poche altre, siano assurte a ruolo di estremi baluardi difensori e, nello stesso tempo, propugnatori della laicità (valore supremo continuamente ignorato e addirittura calpestato). Come pure l’onestà e l’apertura mentale: altri due valori che se non sconosciuti sono quantomeno rari.
Volgo un accorato appello a tutte le persone atee, agnostiche, e diversamente credenti (non cattoliche) invitandole a cancellarsi ufficialmente, con un documento scritto, dalla Chiesa Cattolica alla quale si è stati involontariamente iscritti mediante il battesimo. Tale documento scritto si chiama “sbattezzo”, ed è regolato dalla legge italiana sulla tenuta dei dati personali sensibili. Con lo sbattezzo non si è più iscritti alla CCAR (Chiesa Cattolica Apostolica Romana) e non si ha più diritto ai suoi sacramenti né ai suoi riti religiosi, compreso l’ultimo: quello del funerale.
Campedelli Angelo (Circolo UAAR Verona).

L'Arena
martedì 14 ottobre 2014 – LETTERE – Pagina 24
 
FUNERALI
Rito cattolico per un ateo
 
Alcuni di noi iscritti al Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona abbiamo partecipato, venerdì scorso, al funerale religioso (cattolico) dell'amico e socio Giulio Segato, per una decina d'anni iscritto all'UAAR. Tutti, negli ambienti politici e societari da lui frequentati e vissuti, sapevano che Giulio era ateo, ma evidentemente ciò non è bastato per fare in modo che il suo ultimo saluto avvenisse nel rispetto del suo pensiero e del suo modo d'essere. Nel corso della cerimonia funebre hanno preso la parola diverse persone (parenti, politici, amici, rappresentanti di istituzioni) a ricordare il suo impegno politico, sociale, e umano, ma solo il genero ha ricordato che «Giulio Segato non era un credente».
Un bellissimo ricordo di lui l'ha fatto l'Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED), la quale, in un suo comunicato, scrive che Segato «si è fatto conoscere per l'onestà, l'apertura mentale, la disponibilità, la capacità di ascolto, l'intelligenza, l'affabilità». La laicità: al giorno d'oggi si potrebbe dire «questa sconosciuta»! Pare, che ormai quasi solo sparute associazioni civili, quali l'UAAR e poche altre, siano assurte a ruolo di estremi baluardi difensori e, nello stesso tempo, propugnatori della laicità (valore supremo continuamente ignorato e addirittura calpestato). Come pure l'onestà e l'apertura mentale: altri due valori che se non sconosciuti sono quantomeno rari.
Angelo Campedelli, CIRCOLO UAAR VERONA 


La risposta dei familiari di Giulio Segato:

L'Arena
sabato 18 ottobre 2014 – LETTERE – Pagina 27
 

SEGATO 
Commemorato degnamente
 
Sentiamo il dovere morale di replicare alla sgradevole, inopportuna e offensiva lettera pubblicata su L'Arena del 14 ottobre a firma del signor Angelo Campedelli, Coordinatore del Circolo Unione Atei e Agnostici Razionalisti di Verona, nella quale noi, amatissimi parenti stretti di Giulio Segato, siamo stati apertamente accusati di non aver rispettato «il pensiero e il modo d'essere» del nostro amatissimo suocero, nonno e compagno, avendo organizzando per lui un funerale «religioso (cattolico)» nella chiesa della S.S.Trinità.
Seppure, a rigor di logico rispetto della nostra libertà di comportamento, non saremmo affatto tenuti a fornire spiegazioni e tantomeno giustificazioni riguardanti la nostra libera, serena e condivisa scelta, vogliamo precisare che la chiesa nella quale Giulio si era religiosamente sposato, ci è sembrato il luogo più adatto per celebrare un caloroso addio, che avrebbe sicuramente visto un grande afflusso di parenti, amici, compagni di partito e semplici conoscenti, certi inoltre, al mille per mille, che uno come lui, dotato di un'apertura mentale sicuramente molto più ampia di quella curiosamente e indebitamente citata al termine della lettera prima citata, non si sarebbe irrigidito di fronte a formalismi inutili e davvero poco sensati, non avendolo mai fatto nella sua lunga e intensa esistenza. Senza contare che, a fronte di chiare indicazioni riguardanti il desiderio di essere cremato, Giulio non ne aveva data alcuna sul luogo delle esequie.
Quanto alla cerimonia religiosa, tutti i presenti, dunque anche i graditi rappresentanti del Circolo UAAR, hanno potuto constatare che il parroco don Graziello Martinelli, quello sì dotato di grande apertura mentale, oltre che di squisito senso di cristiana accoglienza, ha speso bellissime e più che mirate parole di elogio nei confronti del notoriamente ateo Giulio, da lui definito «semplice nel parlare, attento nell'ascoltare, saggio nel consigliare» e ha consentito a diverse persone di prendere la parola per commemorarlo degnamente e laicamente come uomo politico di sinistra di grande spessore e di grande umanità.
Lorenzo Bolomini, Arianna Vittori, Matteo Bolomini Vittori, Lucia Panato. VERONA 
Venezia 17/10/2014 - 21:25
20 ottobre Lunedì alle ore 17,30 a FAVARO in Via Cima Rosetta 19 VENEZIA - IL GALATEO DEL POLITICO DI TUTTI

Dopo la bufera giudiziaria a Venezia, con il comune commissariato, e in vista delle amministrative per eleggere un nuovo sindaco, imbastiremo un simpatico ma puntuale vademecum di laicità da inviare alle forze politiche, che comprenda anche la questione delle benedizioni di opere pubbliche come per esempio il “battesimo” del MOSE del maggio 2003, con tanto di segno della croce dei vari Berlusconi, Galan, Matteoli, di fronte alla benedizione da parte dell'allora patriarca dei cattolici veneziani Angelo Scola. Parleremo anche di scuola pubblica, di fondazioni e di ingerenze nel Comune che hanno bloccato per anni il registro DAT. Inoltre della questione della sanità che appare anche questa fagocitata dalla pratica confessionale, basta fare un giro all'ospedale all'Angelo...e non solo, e poi la stampa...e tanto altro, insomma sembra che qualcuno abbia messo le mani sulla città!

 

Che fare? Proponiamo una Consulta per la laicità a Venezia? Vieni a parlarne con noi! L'ingresso è libero.

la foto, tratta dal secondo concorso fotografico Liberi di non credere, è di Maria Rosaria Marchetti: "La crocifissione".

Ravenna admin 17/10/2014 - 13:27

Ecco il link con la seduta del Consiglio Comunale di Ravenna del 16/10/2014 a partire dal minuto 1.08.48 al minuto 2.07.33. La mozione per l’azzeramento degli OU” in questione, presentata dal M5S, è stata respinta dalla maggioranza. I voti favorevoli all’azzeramento sono stati 6 ( 3 del M5S, 1 FDS, 1 SEL, 1 IDV) contrari tutti gli altri. (24).

Pietosi gli interventi del consigliere Stampa (Lista per Ancisi-UDC), Perini (PD).

Xenofobo l’intervento del consigliere Guerra (Lega Nord) che lascia capire facilmente di essere favorevole alle dazioni degli OU2 alla chiesa cattolica, ma contrario a quelle (eventuali) dei mussulmani.

Patetico l’intervento di Foschini (Nuovo Centro Destra), uno dei maggiori plaudenti all’incontro del novembre 2013 presso il Seminario arcivescovile di Ravenna, in una conferenza pubblica per la possibile approvazione della Legge contro l’omofobia sostenuta dall’Avv. Cirielli (CL) e dall’allora parroco di Piangipane e ora di Cervia, padre Caboussat o qualcosa del genere. Notoriamente vicino a posizioni di Alleanza nazionale-F.lli ‘Italia)

Il Consigliere Ancisi (Lista omonima-UDC) parla più da “prete” che non da Consigliere.  Grande confusione intellettuale e culturale. Tuttavia afferma che porrebbe più in discussione  l’8 x mille che non gli OU2.

Quanto al Consigliere Fussi (PRI) dov’è il tradizionale senso dello Stato Laico ?

Ancarani (FI) è provocatorio ed arrogante, pietoso ma tutto questo è un mio PERSONALE parere.

Claudio Pagnani

 

 

http://www.comune.ra.it/Comune/Consiglio-Comunale/Il-Consiglio-Comunale/Sedute-consiliari/Archivio-video-riprese/Consiglio-Comunale-del-16-10-2014

Firenze uaarfirenze 17/10/2014 - 00:37
SCROCIFIGGIAMO L’UNIVERSITÀ a partire dall’UniFI

 

Su proposta degli Studenti di Sinistra, l’Università degli Studi di Firenze è il primo ateneo italiano a discutere della presenza dei simboli religiosi nei propri ambienti (in particolare crocifissi appesi al muro, in ossequio alla confessione dominante).
Abbiamo promosso in Senato Accademico una discussione sul tema, chiedendo esplicitamente che fosse messa all’ordine del giorno. Abbiamo presentato una mozione per la rimozione dei simboli religiosi in tutti i luoghi dell’UniFI.

Mozione_simboli_religiosi  

Riteniamo che il muro bianco spoglio di simboli religiosi incarni proprio quegli aspetti di morale dell’equidistanza e di rispetto reciproco, di pluralismo non discriminante che lascia il confronto dei cittadini e delle cittadine tra pari.
L’Università e le istituzioni non possono dare preferenze proprio affinché non si creino differenze. Riteniamo che i luoghi consoni all’esposizione di simboli religiosi siano i luoghi di culto o le proprie abitazioni private, non le aule, le sale e gli ambienti delle Università, e che non possano essere concordati spazi privilegiati, nemmeno in minima parte, a nessuna confessione – a meno di violare i princìpi costituzionali.

Siamo consapevoli che la loro presenza nelle nostre università è secondaria rispetto agli effetti nefasti della loro esposizione in luoghi ancora più drammatici perché frequentati da soggetti da tutelare (bambini degli asili, ragazzi delle scuole, malati negli ospedali, imputati e vittime nei tribunali), ma la battaglia per il “muro bianco” negli Atenei è solo l’inizio e fa parte di un progetto più grande che a medio termine preveda la rimozione di ogni suppellettile religiosa in tutte le strutture pubbliche – puntando proprio su asili, scuole, ospedali, tribunali – e a lungo termine che realizzi compiutamente la laicità dello Stato e l’estinzione di ogni forma di clericalismo (di qualsiasi religione).

Studenti di Sinistra – www.studentidisinistra.org

Roberto Amabile
“Ognuno di noi deve dare qualcosa,
per fare in modo che alcuni di noi
non siano costretti a dare tutto.”

Ragusa Massimo 16/10/2014 - 19:16

Ultimamente sembra che l’argomento delle unioni matrimoniali, o simili, sia uno dei più gettonati. Perfino i vescovi ne hanno dibattuto nel recente sinodo sulla famiglia, anche se come sempre accade nel loro caso si è venduto parecchio fumo e si è visto ben poco arrosto. Diciamo pure che si è tirato abbastanza la cinghia, visto che al di là dei soliti proclami sulla necessità di accogliere le pecorelle smarrite (in questo caso divorziati e omosessuali), senza per questo modificare di una virgola la dottrina che li vuole peccatori a pieno titolo, non si è andato. Nessun ammorbidimento nemmeno sul ribadito no ai matrimoni omosessuali, solo una manifestazione di interesse a più snelle procedure di annullamento dei matrimoni religiosi. E no, nessuno ha visto nell’annullamento facile una contraddizione con il principio del divorziato peccatore. Ma nemmeno con il contrasto clericale al divorzio breve, se è per quello.

Sul fronte politico la situazione è abbastanza variegata. Il già citato disegno di legge sul divorzio breve è tuttora arenato nelle secche del Senato, mentre il governo, forse rincuorato dalle parole di misericordia scaturite dal sinodo, o forse incalzato dai sondaggi che vogliono Forza Italia più aperta del Pd su questo tema, ha rilanciato una proposta per l’istituzione di unioni civili riservate agli omosessuali, con la possibilità di adottare solo i figli biologici di uno dei partner e con buona parte dei diritti riservati al matrimonio. Allo stesso tempo l’altra parte del governo, nella persona del ministro dell’Interno Alfano, si è lanciata in un’iniziativa di senso diametralmente opposto: ha diramato una circolare con cui si ammoniscono i sindaci dal trascrivere nozze gay contratte all’estero, e contestualmente si ordina ai prefetti di vigilare.

L’iniziativa alfaniana non è però piaciuta a diversi sindaci, a cominciare da quelli che hanno già iniziato a trascrivere queste nozze e finendo con quelli che si oppongono a priori per una questione di principio, tra cui il ragusano Federico Piccitto al quale va il nostro plauso. Quanto scritto nel comunicato diramato dal Comune è di una logica incontrovertibile: Ragusa è già andata avanti su questo fronte con l’istituzione del registro delle unioni civili, per cui agire in difformità da quell’atto sarebbe semplicemente contraddittorio e privo di senso. Piccitto spiega inoltre che non esiste nessuna legge che vieti queste trascrizioni, quindi non solo è errato affidare simili divieti a circolari ministeriali ma occorrerebbe anche fare in modo che una vera legge sia approvata. Magari tenendo conto di quanto già sentenziato nel 2010, e poi ribadito pochi mesi fa, dalla Corte Costituzionale, e cioè che la tutela delle coppie omosessuali è un dovere dello Stato.

Sempre in tema di matrimoni, il comune di Ragusa ha manifestato pubblicamente interesse per ottenere in comodato d’uso gratuito strutture idonee alla celebrazione di matrimoni civili, sull’onda di simili iniziative intraprese da altre amministrazioni. Attualmente gli unici luoghi deputati alla celebrazione di matrimoni a Ragusa sono a Palazzo dell’Aquila (sede del Comune), al Castello di Donnafugata e nell’auditorium San Vincenzo Ferreri, e certamente ha senso l’idea di ampliare il ventaglio di proposte con immobili di pregio. Si tratta pur sempre di un giorno importantissimo nella maggior parte dei casi. Non si capisce però perché limitarsi al comodato gratuito. Anzi, se c’è la possibilità di utilizzare location suggestive a pagamento, e magari con un introito anche per le casse comunali, perché non farlo? Tra l’altro, grazie al Dpr 396/2000 le funzioni di ufficiale di stato civile possono essere delegate a qualunque cittadino, quindi se non vi sono impedimenti di sorta il rito può anche essere celebrato da un cerimoniere laico-umanista, come quelli della rete Uaar. Ma questo lo verificheremo alla prima occasione in cui qualcuno lo chiederà.