Venezia Mar, 25/11/2014 - 21:49

MESTRE IL MOVIMENTO PER LA VITA E' GIA' IN OSPEDALE IN BARBA ALLA LEGGE REGIONALE DEL VENETO 27/2012 IL CUI REGOLAMENTO ATTUATIVO NON E' STATO APPROVATO (maggio 2014) PROPRIO PER I DUBBI CHE HA GENERATO RIGUARDO IL RISPETTO DELLA AUTODETERMINAZIONE DELLA DONNA

Oggi è il 25 novembre giornata internazionale contro la violenza alle donne. Abbiamo pensato che all'ospedale di Mestre c'era qualcosa da segnalare e cioè la presenza di volantini e volontari del movimento per la vita che può purtroppo essere ricompresa in questa violenza. Abbiamo fatto delle foto all’ingresso di ostetricia come quella qui a lato e altre al piano terra e addirittura parlato con questi volontari ospitati nell’ufficio della cappellania - spazio pubblico che il Cappellano ha avuto in utilizzo per merito del Concordato (ma che non è suo!) - ... ospitati dicevamo, non si sa a che titolo (sub-affitto?), proprio nei due giorni della settimana in cui all'ospedale si pratica l'interruzione di gravidanza. Allora abbiamo contattato altre associazioni che lavorano per la difesa e la conquista dei diritti civili, oltre a noi dell’UAAR si tratta: dell’AIED, LUCA COSCIONI, SENONORAQUANDO, SOSDIRITTI e VENGOPRIMA  e insieme abbiamo stilato una lettera che è stata inviata proprio oggi all'ospedale e ai giornali locali, per chiedere un incontro con il Direttore Generale dell’Ulss12.

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un po’ troppo sensazionalistico già pubblicato sul Gazzettino, siamo in prima pagina! Non è poco...forse non cambieremo la mentalità di chi non riconosce alla donna la sua autodeterminazione ma è facile che per un po' i volantini del mpv e i volontari abusivi presenti nel nostro ospedale pubblico si mettano più tranquilli!

Riportiamo qui di seguito il testo scritto sul tabellone all’ingresso di Ostetricia esposto a cura della Cappellania (cosa c’entra con Ostetricia?) e che invita le donne a non abortire con frasi non proprio rasserenanti per chi si trova in quella difficile decisione, e a rivolgersi al Centro Aiuto alla Vita ospitato proprio nell’ufficio del Cappellano:
Mamma.. sei incinta e non sai cosa  fare? Mamma... sei impaurita per una gravidanza imprevista?
ASPETTA! Non prendere decisioni affrettate contro il tuo bambino e contro te stessa.
Conta su di noi, Vieni,  Ti aspettiamo
Grazie mamma di aver detto SI’ alla mia vita – Ti amo tanto
Ogni bambino chiede alla mamma la vita e l’amore

Bari Autore: cygni84 Lun, 24/11/2014 - 18:39

Nuova puntata dello show satirico su credenze e religioni di Uaar Radio Bari. Ascolta la puntata ogni volta che vuoi qui:

Gli SvitAtei 42 – Islam Attack! by Uaar Radio Bari on Mixcloud

Temi
- Navigando nell’ Islam
- Ospite: Repper Barese: Il Fluido
- Deliri sulla spiritualità
- Le Avventure di Jesù Pig: Jesù Pig con Ganesh Elefante e Rabbit Rabbino


Ravenna Autore: admin Lun, 24/11/2014 - 11:30

Gentili amiche e amici,

 

come simpatizzante dell’UAAR ricevo regolarmente la vostra newsletter. Ho molto apprezzato che abbiate posto ad alcune liste per le imminenti elezioni regionali quattro molto puntuali domande laiche. Confesso che mi dispiace non abbiate sentito la necessità di porle anche ai candidati di Emilia Romagna Civica, la lista di ispirazione più schiettamente laica tra quelle concorrenti alle elezioni.

 

Come candidato di Emilia Romagna Civica nel collegio di Ravenna ho voluto rispondere, anche non richiesto, alle vostre domande e ve le giro di seguito, sperando che possiate accoglierle come un contributo di discussione politica.

 

Vi ringrazio per il vostro costante lavoro di promozione della laicità, cordiali saluti, Marco Cavalcoli

 

 

1) Testamento Biologico: le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento nel Fascicolo sanitario elettronico La nuova tessera sanitaria-carta regionale dei servizi permette ai cittadini della nostra regione di accedere al fascicolo sanitario elettronico.

Come recentemente deliberato dalla regione Toscana, sosterrà l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento?

 

L’autodeterminazione di ciascun cittadino in materia di salute e di fine vita è un tema da affermare con convinzione in ogni ambito. Considerare le conquiste scientifiche come strumenti che ciascuno di noi può liberamente scegliere per se stesso è un passo ineludibile per concepire uno Stato formato dai cittadini e non superiore ad essi. Come membro fin dalla sua fondazione dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica considero questa una battaglia di civiltà e di democrazia. Sostengo quindi l’inserimento nel fascicolo sanitario elettronico delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento.

 

 

2) Assistenza religiosa non più a carico delle AUSL Grazie alle inchieste dell’Uaar, nello scorso mese di gennaio nella nostra regione è venuto a galla lo scandalo degli stipendi dei preti in corsia a carico delle AUSL: ogni anno le convenzioni stipulate dalle AUSL con le Curie pesano per oltre 2,2 milioni di euro sulle casse del Servizio Sanitario Regionale. Milioni di euro che sarebbero molto utili a un sistema sanitario sempre più in difficoltà.

Si adopererà affinché l’assistenza religiosa non sia più a carico delle AUSL?

 

Tenendo fermo il diritto dei malati a ricevere un’assistenza religiosa, e sia ben chiaro, di qualunque religione, trovo non giustificabile che i religiosi assistenti percepiscano un compenso pagato da tutti i cittadini. Ciascuna religione deve essere libera di organizzarsi autonomamente, senza aiuti di Stato. Il meccanismo dell’8 per mille finanzia già a sufficienza le confessioni religiose, tra l’altro con un meccanismo referendario da riformare radicalmente, che attualmente obbliga anche chi non vuole a versare una parte delle proprie tasse a questa o quella religione. L’assistenza religiosa non deve essere a carico delle AUSL.

 

 

3) Tutelare la salute e l’autodeterminazione delle donne L’obiezione di coscienza in materia di interruzione volontaria di gravidanza doveva essere una temporanea tutela per chi aveva intrapreso la carriera di medico ginecologo prima della legalizzazione dell’aborto. A 36 anni di distanza l’obiezione selvaggia lede la salute e l’autodeterminazione delle donne.

Si impegnerà per garantire interventi informativi sulla contraccezione nelle scuole, accesso senza ostacoli alla contraccezione post-coitale (pillola del giorno dopo) e all’aborto farmacologico (RU-486), e per avere almeno il 50% di ginecologi non obiettori nei nostri ospedali?

 

Coloro che hanno lottato per la legalizzazione dell’aborto in Italia vengono chiamati erroneamente abortisti, quando è sotto gli occhi di tutti che proprio grazie alla legalizzazione è stato quasi definitivamente raggiunto negli anni il loro dichiarato obiettivo di sconfiggere il flagello dell’aborto di massa. Le politiche oscurantiste producono i mali che dichiarano di combattere. Il buon funzionamento dei consultori e l’informazione nelle scuole sono strumenti fondamentali per tutelare la salute e l’autodeterminazione delle donne, anche informando gli uomini. Bisogna informare sui metodi contraccettivi, sul fatto che la pillola del giorno dopo non è una pillola abortiva, sull’aborto farmacologico. Personalmente trovo paradossale che i medici formatisi dopo il 1978 possano dichiararsi obiettori, ad ogni modo a livello regionale dobbiamo garantire che almeno il 50% dei ginecologi non siano obiettori, in ciascuno dei nostri ospedali, e che non vi siano obiettori nei consultori.

 

 

4) Fine dei finanziamenti pubblici dell’edilizia di culto La Regione Emilia Romagna, con Delibera di Consiglio 849/1998, fissò al 7% la quota indicativa di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto.

Le amministrazioni comunali, per disinformazione o per clericalismo, ritengono erroneamente che sia un balzello dovuto per legge, quando invece la stessa delibera regionale prevede che i comuni possano variare le percentuali indicate.

Si impegna modificare la normativa regionale eliminando l’edilizia di culto dalle destinazioni degli oneri di urbanizzazione secondaria?

 

Come ben argomentate nella domanda, gli oneri di urbanizzazione secondaria da destinare all’edilizia di culto vengono percepiti come un obbligo, sull’onda della cultura monoreligiosa che ha caratterizzato a lungo il nostro Paese. E’ tempo di chiarire l’equivoco, aggiornando le leggi alla realtà di una società che non ha più una religione di Stato e che vede crescere l’influenza di culti diversi sul territorio. Come ho scritto sopra, ciascuna religione deve essere libera di organizzarsi autonomamente, senza aiuti di Stato. L’eliminazione dell’edilizia di culto dalle destinazioni degli oneri di urbanizzazione secondaria aiuta a ristabilire condizioni di normalità democratica nella nostra Repubblica.

 

 

Roma Autore: UAAR Roma Dom, 23/11/2014 - 19:07
Esistono diversi approcci al problema. uno è quello pietista, che vede unicamente le donne come vittime da proteggere e ce le mostra in ogni dove con occhi neri e lividi, Un altro approccio vede le donne come temporaneamente vittime che hanno bisogno di protezione in un determinato momento difficile della loro vita poiché hanno detto no alla violenza. Queste sono donne forti che chiedono con forza alle istituzioni non pietismo ma risposte concrete. La cultura della violenza contro le donne ha radici antiche, il femminicidio è l'esito finale di violenze quotidiane cui le donne italiane sono sottoposte: non è forse violenza quella delle istituzioni pubbliche che abbandonano le donne ad abortire nei bagni dei nosocomi o sole urlando dal dolore in n letto di ospedale nell'indifferenza dei vari operatori sanitari che entrano e escono dalla stanza occupandosi solo delle altre pazienti? E non è violenza rifiutare di fare una ricetta per la pillola del giorno dopo a due giovani? Ci sono solo due possibilità: o combattiamo la cultura patriarcale e clericale che infetta le istituzioni e stiamo con le donne o stiamo contro di loro. (di Cinzia Visciano, UAAR Roma)
Roma Autore: UAAR Roma Dom, 23/11/2014 - 15:52
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
22 novembre, Stadio di Domiziano
Intervento dell nostra socia Cinzia Visciano


Venezia Sab, 22/11/2014 - 18:56
LUNEDI' 24 NOVEMBRE, ore 17,30 a Favaro via cima Rosetta 19 LIBROFORUM tavola di discussione su IL MIO PAPA, il primo settimanale al mondo su Francesco, il papa mediatico dei cattolici.

Pubblichiamo questa riflessione di Beppe e qui sopra una delle sue tante belle vignette:
Mi ero dimenticato del papa! Ma come è possibile? Lo avevo totalmente annullato, scotomizzato. Un'ora fa mi telefona Vittorio. Mi parla del settimanale "Il mio Papa". Totalmente rimosso dalla mia memoria. Ma come? Il settimanale che si è sovrapposto a "Miracoli". Rimossi tutti e due, i due santi settimanali. Eppure su "Miracoli" ero riuscito a farmi pubblicare tre lettere, tutte e tre inneggianti a tre miracoli fatti da Wojtyla, su tre casi (da me inventati) d'impotenza. A mio modo avevo voluto dare un contributo alla santificazione del papa polacco, facendolo diventare il santo protettore del pene. Che goduria. Poi mi sono stancato, annoiato, allontanato. Con Bergoglio avevo messo mano alla matita e disegnato alcune vignette. Nuovamente mi sono indispettito, stufato, schifato. La banalità e l'ipocrisia del suo dire: "Vergogna! Accogliete gli immigrati!" (Nei santi ospizi e nei conventi vuoti non c'è posto?); "La fede abbatte i muri dell'egoismo" (Vuoi vedere che il cardinale Bertone cede il suo attico?); "Dignità non elemosina per chi ha fame!" (Stasera tutti a cena in Vaticano); "Vivere senza pace è un tormento", (Esiste qualcuno al mondo che la pensa al contrario?); "Cercate il volto di Dio nei poveri" (Quindi, non fra i preti); "La chiesa è il capolavoro dello Spirito" (Beh, insomma in qualche sua espressione: crociate, inquisizione, cristianizzazione forzata, questo capolavoro dello Spirito non sembra tanto eccelso...); "Giustizia per i bambini violati", (Vuoi vedere che denuncia i preti pedofili?) e l'ultima "Basta con le tariffe fisse per i sacramenti!" (Con le libere offerte si guadagna di più). Conclusione: sono costretto (come tutti noi) a vederlo, a sentirlo. Lo giudico, lo critico e lo patisco, ma solo nella mia mente. Poi dimentico la sua esistenza. Sto bene così, in sonno. Svegliatemi quando deciderà di rifiutare l'8x1000.
Beppe Merenda.

Livorno Autore: iorobot@excite.it (Vincenzo Moggia) Ven, 21/11/2014 - 09:54

Pubblichiamo di seguito un sunto delle nostre iniziative e campagne di quest'anno. Un grande ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla loro realizzazione e a quanti hanno partecipato.

Mostra Sacrosante Risate

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Ravenna Autore: admin Ven, 21/11/2014 - 08:39

Riporto un link in merito ad un servizio di reportage svolto dalla BBC a Bologna riguardante lo “sbattezzo”.  Ci sono le interviste rilasciate dagli attivisti del circolo di Bologna.

 

 

http://www.bbc.com/news/world-europe-30125009

 

Ravenna Autore: admin Gio, 20/11/2014 - 14:35

 

 

Il mondo osservato dall’Uaar Le sentinelle in cattedra Dire che ormai è diventato un mantra sarebbe riduttivo, infatti siamo alla vera e propria ossessione. Ovunque si apra un dibattito sui diritti delle coppie omosessuali, e a volte perfino sullo stesso diritto di esserlo, omosessuali, ecco spuntare il reazionario di turno con la solita esclamazione: “Questa è l’ideologia del gender”! Il gender, questo mostro brutto e cattivo il cui scopo criminale sembra essere quello di far diventare tutti gay i nostri figli. Immagino già le fiabe monitrici per bambini, o magari anche le rivisitazioni di quelle tradizionali. “Quando Cappuccetto Rosso giunse nel bosco, incontrò il Gender”.

per la Chiesa l’insegnante di religione deve essere una sorta di prefetto

Così anche a don Gian Battista Rota, responsabile del Servizio Insegnamento Religione Cattolica della diocesi di Milano, o al collaboratore a cui ha in seguito scaricato la responsabilità, è venuto spontaneo farvi riferimento nella missiva inviata agli oltre seimila insegnanti di religione che operano nelle scuole della sua diocesi. «Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender” — queste le parole nel comunicato — vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte». Leggendo queste frasi non si può assolutamente negare, a prescindere dall’essere laici o cattolici, quello che è di una evidenza allo stesso tempo disarmante e sconcertante, e cioè che per la Chiesa l’insegnante di religione deve essere una sorta di prefetto, un presidio che deve non solo garantire l’insegnamento della dottrina cattolica ma finanche vegliare su tutto quanto accade all’interno dell’istituto. Una vera e propria sentinella, che però a differenza di quelle in piedi sta comodamente seduta dietro una cattedra e percepisce uno stipendio mensile. Offre lo Stato. Offriamo noi.

La fedeltà degli emissari è talmente data per scontata che l’autore della lettera non si è minimamente posto il problema che la notizia sarebbe potuta uscire dall’ambito degli insegnanti di religione. Come se si fosse trattato di un consesso di qualche decina di persone al massimo, mentre, come già detto, si tratta di un esercito di oltre seimila persone, tutte naturalmente con sensibilità e modi di interpretare il proprio ruolo diversi. Non sorprende che tra di loro qualcuno si sia indignato quanto basta per decidere di diffondere il comunicato inviandolo al quotidiano Repubblica e alle associazioni Lgbt, e pare che qualcuno abbia addirittura deciso di ritirarsi dall’insegnamento della religione.

A nulla sono valsi lo stupore di Bagnasco, incomprensibile se si considera che già in passato l’Ufficio Catechistico Nazionale aveva iniziato a schedare gli alunni che non facevano religione a scuola, e il patetico tentativo di retromarcia della Curia. Con tanto di scuse annesse, è vero, ma che non è riuscito a fare di più che definire la comunicazione “formulata in modo inappropriato”. Perché stando a quanto affermato da don Rota (non il suo collaboratore, stavolta), l’intenzione originaria era quella di “conoscere dagli insegnanti di religione il loro bisogno di adeguata formazione”, per cui quella richiesta di informazioni era da intendersi come un’indagine informale tesa a tale scopo. E il bello è che lo ha detto seriamente. Per lui si può effettivamente scrivere una cosa pur intendendone una completamente diversa. Qui non siamo alla semplice arrampicata sullo specchio, qui lo specchio era perfino ben lubrificato.

espellere l’Irc dalla scuola pubblica, magari insieme a tutti gli altri privilegi

Non ci vuole nemmeno molta fantasia per immaginare in cosa potrebbe consistere l’eventuale formazione adeguata; verosimilmente si tratterebbe di istruire a insegnare l’opposto di quello che viene insegnato nei programmi scolastici, per cui mentre nelle altre ore si educherebbe al rispetto dell’orientamento sessuale di tutti, nell’ora di indottrinamento si ribalterebbe il concetto facendolo coincidere con quanto stabilito dai vescovi. Il che alla fine si tradurrebbe sostanzialmente nel mettere in guardia dall’ideologia del gender, sempre quel disgraziato. Se già prima era arduo sostenere che la Chiesa non ingerisce nelle questioni che riguardano lo Stato, adesso per farlo ci vuole una discreta dose di faccia tosta. Mettere il becco nei programmi della scuola pubblica è l’esempio più lampante di ingerenza, di cui qualunque genitore dovrebbe tenere conto quando arriva il momento di scegliere se far frequentare l’insegnamento della religione ai propri figli o optare per una delle quattro alternative possibili. Ma anche, perché no, lottare per espellere l’Irc dalla scuola pubblica, magari insieme a tutti gli altri privilegi riconosciuti alla Chiesa in forza dei Patti Lateranensi.

Nel quasi unanime coro di condanna, con tanto di interrogazioni parlamentari, non poteva certo mancare qualcuno che invece di fischiare applaude. È il caso di Carlo Giovanardi, ormai da tempo confermatosi quale esempio classico di politico clericalista. In una video-intervista pubblicata su Repubblica TV il senatore del Ncd mette in guardia dall’utilizzo dei bambini come cavie per opuscoli sul gender (ancora lui), da loro (i parlamentari clericali) denunciati più volte in parlamento e fatti ritirare, ed esorta i genitori a indignarsi e ribellarsi quando queste cose capitano ai loro bambini. Quando il giornalista gli dice che si tratta di ragazzi dei licei Giovanardi ribatte che purtroppo si tratta di una forma di violenza praticata su bambini di appena tre anni. Toh, la stessa età a cui vengono a volte destinati i corsi di precatechismo organizzati da molte parrocchie.

Massimo Maiurana

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Terni Gio, 20/11/2014 - 09:56

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