Venezia 25/07/2014 - 07:22

Proprio non si può stare tranquilli, impossibile starne fuori! I paventati  tagli alle iniziative culturali mestrine, e a seguire a quelle per i cittadini veneziani, stanno per diventare una realtà. I tagli riguarderanno probabilmente molto presto il Candiani, il Teatro Toniolo e la Biblioteca VEZ. Già alcune persone occupate in questi ambiti attraverso le cooperative stanno perdendo il posto di lavoro.

Beh, lo sai, non si tratta solo di cattiva amministrazione...c'è lo scandalo Mose e quello che uscirà dalle altre operazioni sulle altre opere comunali. In molti si sono arricchiti a scapito del bene pubblico, anche la lobby religiosa e non solo la Marcianum...

L'UAAR ha deciso di reagire e insieme a tante altre associazioni, a turno, sta raccogliendo le firme al Candiani per una petizione al Commissario perché riconsideri le priorità: e la cultura é una priorità per un territorio devastato non solo dalla corruzione ma anche da molto altro! La cultura -non la tradizione- è il pane per nutrire un futuro consapevole non ripiegato su se stesso.

 

Questo  è lo striscione che stiamo utilizzando per raccogliere firme. Vieni nel tardo pomeriggio a firmare al Candiani. Qui puoi

SCARICARE L'APPELLO e

SCARICARE LA PETIZIONE

che ti chiedo di stampare e di utilizzare per raccogliere le firme fra i tuoi conoscenti. Una volta completati i fogli con le firme chiamaci al 311 1331225 o portali all'ufficio che trovi a sinistra dopo l'ingresso del cinema nato in seno al Candiani.

Contiamo di raccogliere almeno 300 firme da consegnare al Commissario per fine luglio e molte di più per il 15 settembre. i tempi sono stretti...ma la questione è importante e urgente!

Te l'avevo detto, non possiamo starne fuori.

Sempre libera di non credere ma di tentare il possibile.

Cathiatea

Bari cygni84 23/07/2014 - 00:54

E’ terminata  la mostra Sacrosante Risate, organizzata dal circolo di Bari presso la Sala Murat. Aperta gratuitamente al pubblico per tutto il finesettimana (dal venerdì al sabato), ha visto l’affluenza di molte persone, di ogni età, sesso e nazionalità (gradita è stata la scoperta dell’esistenza dell’Uaar Istanbul, ovvero di turisti turchi dichiaratisi atei e facenti parte di un’associazione simile alla nostra). Una cosa, però, le accomunava: i sogghigni che lasciavano trapelare.

Esatto, la nostra mostra di vignette di satira anticlericale aveva per obbiettivo le risate. Che scandalo, atei che ridono invece di filosofeggiare! Come si permettono costoro di ridere quando ci sono ben più gravi ponderazioni da elucubrare, come la lettura dei Vangeli Apocrifi per dimostrare che Gesù non è mai storicamente esistito. Di atei tanto svalvolati è pieno il mondo, che gran sfiga. Graditissima invece la totale assenza di cattobigotti; forse sono andati anche loro a mare a godere della luce divina. La satira è il termometro dell’effettiva libertà di un Paese, perché se di tutto si può ridere, tutto è criticabile e, pertanto, nulla è sacro. La risata è la vera arma con cui si vincono le battaglie culturali e di civiltà che affrontiamo in questo delicatissima fase storica in cui stanno creando nuove identità, con le vecchie che sfoderano tutto il loro armamentario di vis polemica (o violenta, quand’è) per non scomparire. A tutti i difensori del vecchio, non resta che dire “una risata vi sommergerà”.


Ravenna admin 15/07/2014 - 18:20

Da un articolo di Carcano pubblicato da Micromega.

 

 

mobilitazione contro il piano Renzi-Giannini » UAAR – Renzi e la scuola: annunci pubblici e vizi privati

Dopo Berlusconi, persino Alfano ha dato il via libera a una legge che riconosca le unioni civili gay. Una conferma che il clima è cambiato: essere clericale non va più di moda, non si porta più. Il cambiamento porta però con sé un indesiderato effetto collaterale: la privatizzazione del clericalismo. Si continua a coltivare il vizio nell’ombra, con il vantaggio non da poco che non va nemmeno confessato. Lo si coltiva insieme al confessore.

Viene da pensarlo, leggendo alcune notizie di questi giorni. Grande enfasi è stata posta sul piano di edilizia scolastica voluto da Renzi. Annunci roboanti: sarà speso più di un miliardo per effettuare lavori in una scuola su due. I lavori sono stati immaginificamente suddivisi in tre tipologie: #scuolenuove, #scuolesicure, #scuolebelle. Tutto molto bello, in effetti. Pare che ci sia persino una copertura finanziaria.

Nel contempo, però, il governo si è stranamente dimenticato (nonostante le rassicurazioni) della possibilità di attingere all’Otto per Mille di competenza statale. Il termine per i Comuni per presentare le domande è il 30 settembre, ma non è ancora stato emanato il regolamento, né è stata fatta alcuna propaganda in merito alla possibilità di utilizzarne una quota per l’edilizia scolastica, come chiesto dall’Uaar. Il tempo delle dichiarazioni dei redditi è ormai passato per tutti: un’occasione sprecata. A tutto vantaggio delle scelte a favore della Chiesa cattolica, il competitor dello Stato con cui lo Stato non vuol competere.

Dal canto suo, il 26 giugno il Ministero dell’Economia e delle finanze ha emanato un decreto con cui, nei fatti, esenta le scuole cattoliche dal pagamento dell’Imu e della Tasi. Non è scritto esplicitamente, farebbe brutto. È nascosto tra le pieghe del regolamento, che per godere dell’esenzione è stata introdotta una soglia di rette pro-capite da non superare. E che non sarà superata: a parte quelle per figli di vip che si beano di far pagare rette mostruose, gran parte delle altre scuole private (per due terzi cattoliche) si situano sotto. E le poche che non ci stanno le abbasseranno poco sotto l’asticella. Qualcuna magari le alzerà fin poco sotto l’asticella. Il gioco vale la candela accesa per san Matteo.

Un regolamento non approvato dimenticato da tutti, un nuovo regolamento astruso celato a molti. Si vergognano dei loro vizi privati e fanno di tutto per nasconderli. Non diversamente si comporta la ministra dell’istruzione (ormai non più pubblica), Stefania Giannini. Che ha adottato una variante: spacciare il proprio vizio per una diversa virtù. Il problema è che è difficile, veramente difficile scambiare un ubriaco per un sommelier. La ministra, abbandonata dagli elettori, si aggira come un’anima in pena per le sette chiese, anzi, per i sette mass media cattolici (Radio Vaticana, Tv2000, Tempi…) ripetendo che “la scuola privata fa risparmiare allo Stato sei miliardi ogni anno”. Mera amplificazione della vulgata cattolica, che non sta in piedi ed è stata ormai smentita anche dalla Fondazione Agnelli.

Nel libro Sua Santità Gianluigi Nuzzi rese note le relazioni segrete tra il governo Berlusconi e i vertici dello Ior per non far pagare l’Ici alla Chiesa. Cambiano i governi, cambiano i papi, cambiano persino le tasse, ma la musica rimane sempre la stessa: paga Pantalone, la Tonaca no. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano disposte a tollerare qualunque legge sgradita, ma non vogliono in alcun modo rinunciare ad alleggerire le esauste casse pubbliche per parecchi miliardi ogni anno. Di non negoziabile, per i vescovi, sembrano rimasti pochi valori: quelli mobiliari.

Raffaele Carcano, segretario Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

(9 luglio 2014)

 

 

Bari cygni84 15/07/2014 - 12:35

Vi aspettiamo alla nostra mostra di vignette che hanno come tema la satira religiosa. Dal 18 al 20 luglio a Bari presso la Sala Murat (Piazza del Ferrarese).

Orari : 10-13 ; 19.30-22.30 . Ingresso Libero.


Milano marco 10/07/2014 - 18:14

Siete tutti invitati alla prima Giornata UaarGiovani, Domenica 13 luglio! Contemporaneamente a Bari e a Milano, non potete mancare!

leggi tutto

Verona Gian_Maria 10/07/2014 - 12:16
Portiamo a conoscenza della lettera che abbiamo inviato al Sindaco del comune di Padova ed al Sindaco del comune di Isola della scala (nonché Presidente della nostra provincia) a seguito di questi due articoli apparsi l'uno su L'Arena e l'altro su Verona Sera.
L'ARENA, giovedì 26 giugno 2014 – LETTERE – Pagina 22

BITONCI: CROCEFISSO OBBLIGATORIO NEI LUOGHI PUBBLICI
È legittima l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici - in particolare nelle scuole, nelle aule di giustizia e nei seggi elettorali - o è in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini, di libertà di religione e di laicità dello Stato? La controversa questione - che contrappone da decenni cattolici e laici - si ripropone periodicamente e torna ora di nuovo di attualità alla luce dell'annuncio del neo sindaco di Padova Massimo Bitonci: non solo sì al crocifisso nei luoghi pubblici, ma esposizione perfino «obbligatoria».
Sull'argomento, l'ultima pronuncia giurisdizionale è del 2011 ed è stata della Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo, che, accogliendo un ricorso dell'Italia, ha definitivamente ritenuto legittima l'esposizione del crocifisso, ribaltando una sentenza di segno opposto della stessa Corte europea. La vicenda, che ha origine in una scuola di Abano Terme (Padova) ha avuto un lunghissimo iter.

Verona, crocifissi obbligatori a scuola. Miozzi: "Bravo Bitonci. In provincia andrò io a consegnarli"
Il presidente veronese e sindaco di Isola della Scala porta nel Veronese la decisione assunta dal primo cittadino di Padova Bitonci: "Avevo ordinato la stessa cosa. Ora scriverò nuova lettera ai presidi per nuove forniture"
VERONA SERA, La Redazione, 26 giugno 2014.

La decisione del neo sindaco di Padova, Massimo Bitonci, è stata qualificata come "crociata". Un gioco di parole forse involontario a simboleggiare la decisione dell'esponente della Lega Nord di reintrodurre in tutte le scuole il crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici. "E guai a chi lo tocca" aveva commentato il primo cittadino sul suo profilo Facebook. Ad accogliere l'iniziativa, a Verona, memore di quanto avvenuto in passato, è stato per primo il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, anche sindaco di Isola della Scala. Le sue parole sono affidate ad una nota diffusa nelle scorse ore:
"Ho sentito con piacere la decisione del sindaco di Padova Bitonci di mettere i crocefissi obbligatori negli edifici pubblici del suo Comune, come simbolo delle nostre tradizioni. Mi fa piacere perché anch'io, come sindaco di Isola della Scala avevo ordinato lo stesso atto qualche tempo fa, e l'ho fatto con convinzione. Allo stesso modo, nel 2009, fra i primi atti della mia Giunta c'è stata la distribuzione alle scuole superiori veronesi dei crocefissi che erano stati acquistati precedentemente. Oggi, la posizione di Bitonci mi ha fatto ripensare alla vicenda e ho deciso che scriverò una nuova lettera ai dirigenti scolastici chiedendo se con l'aumento delle classi di questi ultimi anni hanno altre necessità. Nel qual caso, la Provincia è in grado di fornire altri crocefissi e andrò personalmente a consegnarli. Un gesto simbolico che mi auguro venga interpretato nella giusta maniera: le aule scolastiche sono i luoghi nei quali i nostri ragazzi trascorrono molto del loro tempo e dove si formano come cittadini italiani”.

alla c.a. del signor Sindaco del comune di Padova.
alla c.a. del signor Presidente della provincia di Verona.
alla c.a. del signor Sindaco del comune di Isola della Scala.
e p.c.
alla Cancelleria della Diocesi di Padova.
alla Cancelleria della Diocesi di Verona.
alla Redazione del giornale L'Arena.
al Coordinatore del Circolo UAAR di Padova.
al Segretario nazionale dell'UAAR.

A seguito della "questione" sollevata dal Sindaco di Padova sull'obbligatorietà dei crocifissi da appendere in ogni dove, caldamente condivisa dal suo collega di Isola della Scala nonché Presidente della Provincia di Verona, allego la seguente lettera aperta.
distinti saluti, Campedelli Angelo (coordinatore del Circolo UAAR di Verona)

Lettera aperta.

Egregio sig. Sindaco del Comune di Padova, dott. Massimo Bitonci.
Egregio sig. Presidente della Provincia di Verona, geom. Giovanni Miozzi.
Egregio sig. Sindaco del Comune di Isola della Scala, geom. Giovanni Miozzi.
(tramite i rispettivi indirizzi di posta elettronica).

Sono l’architetto Campedelli Angelo, coordinatore del Circolo UAAR (Unione degli
Atei e degli Agnostici Razionalisti) della Provincia di Verona.
Vi scrivo in merito ai crocifissi che volete obbligatoriamente appendere in ogni dove.
Sappiamo tutti quali sono i veri motivi che inducono la Chiesa (da un lato) e voi Politici
(dall’altro) nel volere i crocifissi appesi in ogni aula di ogni edificio delle nostre
Istituzioni Pubbliche: quello di marcare il territorio (come i cani che pisciano ad ogni
angolo della città) per la Chiesa e quello del meschino interesse elettorale (i voti dei
cattolici, come se i cattolici fossero tutti uguali) per voi Politici.
La Grande Camera della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nel dare ragione al
ricorso presentato dal nostro Stato, ha dovuto definire il crocifisso un “simbolo
essenzialmente passivo”, con buona pace per la Chiesa che lo considera “attivo”!
Egregi Signori Politici, io vi chiedo: quando capirete che la LAICITA’ delle nostre
Istituzioni è IL valore massimo al di sopra di ogni altro valore? Quand’è che andrete a
leggervi la sentenza n° 203 del 1989 emessa dalla Consulta che ha definito la laicità
dello Stato come “supremo principio costituzionale”? Quando vi renderete conto che già
dall’ormai lontano 1984 (trent’anni trascorsi inutilmente!), con la revisione dei Patti
Lateranensi, è stata abrogata la cosiddetta “Religione di Stato”? Quando vi accorgerete
che anche la nostra società italiana è ormai una società multi etnica, multi culturale, e
multi religiosa? Quando capirete che la multi religiosità in Italia è un dato di fatto
acquisito indipendentemente dalla presenza degli stranieri? Quando entrerà nella vostra
testa l’articolo 3 della nostra Costituzione che vuole “pari dignità sociale” per tutti i
cittadini “senza distinzione di religione”? Ma perché al posto del crocifisso non mettete
l’emblema (stella a cinque punte avvolta nell’alloro) della nostra Repubblica Italiana?

 
La laicità dovrebbe essere la guida per ogni partito e per ogni politico, ed invece...!
Voler imporre a tutti, quindi ai diversamente credenti, agli atei ed agli agnostici, il
simbolo per eccellenza della religione cristiana è un sopruso bell’e buono!
Circa il crocifisso inteso come “simbolo delle nostre tradizioni” che tanto rivendicate e
difendete, vi invito ad andarvi a studiare la Storia del Cristianesimo: forse capirete
perché il cristianesimo è così tanto diffuso sul nostro pianeta...! Chissà che, poi, non
rivediate il concetto stesso delle tanto reclamate e sbandierate “radici cristiane”!
Distinti saluti, Campedelli Angelo.
Verona Gian_Maria 07/07/2014 - 11:01
Lettera di un lettore pubblicata su L'Arena:

L'Arena
sabato 05 luglio 2014 – LETTERE – Pagina 29
CHIESE
Obolo inusuale

Invio per conoscenza la lettera indirizzata a Mons. Zenti, vescovo di Verona, concernente le attività «extra religiose» della Curia della città. Voglio anzitutto garantire che non ho alcun risentimento verso Verona e i suoi abitanti, splendida la prima e generalmente gentili e disponibili i secondi. Ho potuto però constatare parecchi commenti del tutto negativi, sul pagamento di biglietti di ingresso per le chiese, che non esistono in (quasi) nessuna parte del mondo. Soprattutto quando le persone tengono un atteggiamento rispettoso e discreto all'interno dei luoghi di culto. Sebbene sia del tutto avverso alle accalorate esternazioni del dottor Sgarbi, devo concordare sull'affermazione per la quale tutti i musei ed i luoghi d'arte pubblici dovrebbero essere portati alla libera fruizione quantomeno degli italiani, così come avviene per biblioteche, università ecc. Se qualcuno deve pagare, questi dovrebbero essere unicamente gli stranieri.
«A Sua Eminenza Mons. Giuseppe Zenti Vescovo di Verona.
Scrivo la presente spiacente nel dover constatare che per pregare, a Verona, sia necessario versare un “obolo d'ingresso”, attendere un'improbabile apertura oppure, peggio ancora, camminare per chilometri alla ricerca di una chiesa forse chiusa od aver fortuna, solo per caso, di trovare un tempio accogliente, dove Nostro Signore abbia già scacciato i mercanti dal santuario.
Mi si può facilmente contestare con mille argomentazioni, che certo non difettano in un uomo di cultura, sebbene possa affermare che questi non siamo “I sentieri” indicati dal nostro amato Papa Francesco. Faccio presente che nei diversi giorni passati a Verona ho sentito più di una persona lamentarsi di questo inusuale trattamento».
Gianfranco Carta, GENOVA



Risposta di Angelo Campedelli pubblicata dal giornale:
 
L'Arena
mercoledì 09 luglio 2014 – LETTERE – Pagina 21
CHIESE
Obolo dovuto

Nella lettera aperta indirizzata al vescovo Zenti, un turista di Genova si lamentava del fatto che si debba versare un «obolo d'ingresso» per le attività «extrareligiose» della Curia veronese.
A parte il fatto che pretendere di trovare le chiese aperte a tutte le ore la trovo una pretesa tanto assurda quanto ingiusta, al contrario del lettore io sono dell'avviso che sia corretto non solo far pagare per le attività «extrareligiose», ma anche per quelle più propriamente religiose: la Chiesa eroga servizi, e come tutte le società di servizi è giusto che si faccia pagare (anche con tanto di tariffario a seconda della parrocchia).
Ciò che non trovo giusto, e che dovrebbe far indignare la Chiesa tutta (i suoi fedeli e le sue gerarchie) perché le toglie dignità, è il fatto di percepire dallo Stato italiano più di sei miliardi di euro ogni anno pagati da tutti i contribuenti: credenti, diversamente credenti, atei, agnostici. Tutto questo denaro è costituito da fondi pubblici e da esenzioni che annualmente la Chiesa Cattolica percepisce da Stato, Regione, Provincia, Comuni ed Enti pubblici (fonte UAAR dalla sua inchiesta documentata «I costi della Chiesa»). Sappiamo, inoltre, che dell'introito proveniente dal solo «8x1.000» (1.148 milioni del 2012) appena il 22% è destinato per «interventi caritativi» (documento Cei del 2013).
Credo sia moralmente ed eticamente giusto che tutte le confessioni religiose si mantengano con l'erogazione dei propri servizi e con le donazioni dei propri fedeli.
Si fa un continuo richiamo ai discorsi pronunciati dal papa, ma forse pochi ricordano che, proprio tra i suoi primi discorsi, papa Francesco ha detto di volere una Chiesa povera...
Angelo Campedelli, coordinatore del circolo Unione Atei e Agnostici Razionalisti, VERONA
Terni 07/07/2014 - 09:21

Lo IOR

Scrive Marco Preve [1]:
“Cosa lega una società, che fornisce distributori automatici di caffè e merendine, l’ospedale pediatrico del Vaticano, la Carige e alcuni tra gli uomini  -  in doppio petto o talare  -  più potenti d’Italia?
I soldi.
Quello che vogliono capire la procura e i finanzieri di Genova è se una serie di operazioni finanziarie, appalti ed erogazioni liberali, possano essere tra loro collegati o se abbiano invece seguito percorsi del tutto indipendenti.
Il punto di partenza è quel “regalo” che la Fondazione Carige presieduta da Flavio Repetto nel 2011 fa allo Ior, riprendendosi cento milioni di obbligazioni senza pretendere il pagamento (tra i 7 e i 9 milioni di euro) dei diritti d’opzione.
Nel 2009, ovvero proprio mentre si stava pianificando in gran segreto l’operazione di rafforzamento di Carige attraverso una “santa alleanza” (sfumata nel 2011) appunto con lo Ior e con la Cassa di Risparmio di Torino, la Generale Ristorazione, ovvero la società di ristorazione collettiva di Flavio Repetto, otteneva un importante appalto per l’installazione di distributori automatici nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Continua

Salerno noreply@blogger.com (Fabio Milito Pagliara) 04/07/2014 - 20:20
Lunedì 14 luglio 2014 è il 7' anniversario della fondazione del Circolo UAAR di Salerno.

Per festeggiare degnamente propongo una PizzAtea per valutare la proposta di utilizzare la PizzAtea come simbolo della tradizione italica al posto del ben noto pezzo di legno.

Insomma una serata a base di Pizza e birra.

Ci si ritrova alle 20 presso il locale Pummarola 'Ncoppa di mercatello dove ci siamo già trovati altre volte, la pizzeria si trova al n.341 del Lungomare Colombo di Salerno.

L'occasione festaiola servirà anche per rivedersi e ragionare sulle attività del circolo per l'autunno.

link: https://goo.gl/maps/xiCN9

e qui la mappa:


Terni 04/07/2014 - 15:34

Karlheinz Deschner  nacque a Bamberga, il 23 Maggio 1924, ed è morto ad Hassfurt, l’8 Aprile 2014.

1) Il padre era una guardia forestale a Bamberga, nel land della Baviera, ed era cattolico, mentre la madre, inizialmente protestante,  si convertì, poi,  al Cattolicesimo.
Terminata la Scuola elementare, frequentò  il seminario francescano a Dettelbach, studiando, dal 1934 al 1942, nel collegio tenuto da Carmelitani e suore inglesi; pertanto, si potrebbe dire sia che, così, conobbe il nemico dall’interno, sia che lì si forgiò le armi, che, poi, magistralmente rivolse contro lo stesso.
Nel 1942, superati gli esami finali, fu immediatamente arruolato, come il resto della sua classe, nell’esercito tedesco, nel quale rimarrà sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, venendo ferito più volte nel corso del conflitto.
Tra il 1946 ed il 1947, frequentò lezioni di Diritto, Teologia, Filosofia e Psicologia presso il collegio Filosofico-Teologico di Bamberga.
Dal 1947 al 1951, presso l’Università di Würzburg studiò Letteratura tedesca contemporanea, Filosofia e Storia, laureandosi nel 1951 con una tesi intitolata: “Le liriche di Lenau come espressione della disperazione metafisica”.
Nello stesso anno, sposò Elfi Tuch con cui ha avuto tre figli: Katja (1951), Bärbel (1958) e Thomas (1959 – 1984). Continua