Ravenna admin 30/08/2014 - 09:23

Buongiorno, con l’arrivo di settembre riprendono le nostre attività di circolo, pertanto la informo che Mercoledì 10/09/2014 ci sarà la nostra riunione mensile alle ore 20,45/21,00 presso l’Arci di Ravenna in via G.Rasponi 5 con il seguente O.d.G.

1) Congresso dei Circoli a Rimini nei giorni 11 e 12 Ottobre 2014

Si tratta di un incontro fra tutti i Circoli d’Italia in cui si affrontano le problematiche degli stessi, cui possono partecipare i Coordinatori o un loro rappresentante nel caso fosse impossibilitato, Referenti, Coordinatori Regionali e i soci con specifiche funzioni e nominati a tale scopo dal Comitato di Coordinamento di Roma . Costoro hanno diritto di intervento e di votazione. Hanno diritto ad un rimborso parziale di 55 euro più un extra calcolato in base alla distanza dalla propria sede alla città di Rimini. Qui sotto la scheda di prenotazione con le quote di rimborso.

 

Assemblea circoli – Scheda prenotazione 2014

Possono partecipare anche i soci iscritti dei singoli circoli, ma solo come uditori, senza diritto di intervento,nè di votazione e senza alcun rimborso.

Claudio Pagnani

 

Venezia 22/08/2014 - 10:27
CASPITA SE E' VERO! Abbiamo avuto al Centro Culturale Candiani di Mestre all'inaugurazione della mostra di vignette satiriche "Sacrosante Risate" di questo giugno, nientepopodimeno che il simpaticissimo Sergio Staino, copresidente onorario dell'Uaar, che "dal vero e in diretta" ci ha dedicato su una parete della mostra la grande vignetta (1x1 m) che qui riproduciamo per condividerla con voi :-) Insomma, Bobo esiste...altri non si sa!
Ragusa Massimo 19/08/2014 - 09:12

La tendenza delle parti politiche a fare quadrato intorno ai propri uomini e donne, quando questi sono coinvolti in vicende a dir poco sconvenienti, è nota e probabilmente è anche naturale, anche se oggettivamente non si manifesta allo stesso modo in tutte le realtà e a tutte le latitudini. Quando poi, soprattutto da noi, sotto la lente finiscono esponenti del culto dominante ecco che il quadrato si estende a tutte, o quasi, le parti in gioco. Perché il chierico non è quasi mai un avversario, è sempre un alleato o potenziale tale, quindi la sua difesa non può essere delegata ad altri ma, anzi, occorre fare in modo di distinguersi in essa, magari di metterci per primi il cappello sopra. E nel momento in cui morte, inevitabilmente, sopraggiunge i trascorsi vengono convenientemente filtrati in base alla regola che ci vuole tutti belli alla nascita e tutti bravi alla morte.

Così, appreso della morte di Pierino Gelmini, ex don già insignito della cittadinanza onoraria di Vittoria, il sindaco del comune ipparino ha pensato di prendere metaforicamente penna e calamaio e affidare a un comunicato stampa ufficiale il cordoglio per la sua scomparsa, scrivendo tra le altre cose che “ogni vittoriese amava e ama don Gelmini”. Proprio tutti tutti? Sicuro che tra i sessantamila e passa abitanti non ce ne sia nemmeno uno a cui invece stava antipatico? Eppure di motivi ce ne sarebbero, al netto ovviamente della fondazione di una rete di comunità di recupero per tossicodipendenti che oggi sembra essere l’unica cosa che ha fatto. In realtà Gelmini ha fatto molto altro, e ben poco di cui potersi vantare. Nel lontano 1965 decise di acquistare una splendida tenuta sull’Appennino toscano, pagandola con assegni per 200 milioni di lire dell’epoca, una cifra non certo modesta. Il problema fu che quegli assegni risultarono scoperti, quindi il sacerdote finì denunciato, processato e condannato a tre mesi di reclusione. Dopo soli altri quattro anni Gelmini subisce un’altra condanna per emissione di assegni a vuoto (“il lupo perde il pelo…”), truffa e bancarotta fraudolenta per il fallimento di una cooperativa edilizia targata Acli di cui era tesoriere. In tutto quattro anni di reclusione interamente scontati in carcere.

Qualcuno magari potrà pensare che questi siano stati errori di gioventù, che poi il prete sia rinsavito e abbia dedicato la sua vita ai derelitti come vuole la vulgata comune. In realtà a questo punto siamo semplicemente all’apice, non all’epilogo. Negli anni successivi Gelmini riesce a collezionare una condanna in primo grado per corruzione, che viene poi ribaltata in appello, una denuncia per abuso edilizio e, dulcis in fundo, un processo per presunti abusi sessuali commessi nelle sue case di accoglienza, che è stato temporaneamente sospeso per l’aggravarsi delle condizioni di salute di Gelmini e che avrebbe dovuto riprendere l’anno prossimo. In seguito a quest’ultima accusa Gelmini ha chiesto di essere ridotto allo stato laicale. Già, perché nonostante tutti i trascorsi e le condanne passate in giudicato, la Chiesa non ha mai preso nessun provvedimento nei suoi confronti. Giusto un’ammonizione per l’utilizzo indebito del titolo di monsignore.

Perfino la gestione delle sue comunità incontro è stata sempre opacissima, al punto da dare adito a diverse voci che vi vedevano un business messo in piedi per rastrellare denaro e favori. Politicamente vicino alla destra ha potuto contare sull’amicizia di personaggi del calibro di Berlusconi, Fini e Gasparri. In particolare l’ex cavaliere aveva pensato a Gelmini come possibile ministro del suo primo governo, e in occasione dei festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno del sacerdote si presentò con un regalo strabiliante: un assegno di ben cinque milioni di euro. Tuttavia, in varie occasioni il don ha messo in imbarazzo i suoi amici pronunciando frasi contro i musulmani, le toghe rosse, i poliziotti infami e addirittura invitando un cardinale a lanciarsi in un burrone.

Alla luce di tutto questo, sindaco Nicosia, continua a pensare che non esistano vittoriesi che non abbiano amato Gelmini? E che valga veramente la pena di lanciarsi a nome della cittadinanza in lodi per un personaggio a dir poco equivoco? Già che ci siamo rivolgiamo la stessa domanda anche all’ex sindaco di Vittoria, ed ex deputato regionale, Aiello che si unisce nelle lodi al compagno di partito (ma non di percorso) Nicosia. Alla fine un prete mette temporaneamente d’accordo tutti, il giorno dopo si può ricominciare con le rivalità.


Venezia 13/08/2014 - 14:45
IL NUOVO PROGRAMMA SETTEMBRE - DICEMBRE 2014
DEL CIRCOLO UAAR DI VENEZIA

Eccolo qua, il programma autunnale che abbiamo preparato mentre ci siamo riparati in casa dal caldo........ma anche dalla pioggia di questa umida estate.
E abbastanza definito, alcune date sono da confermare, altre potrebbero variare. Ricordatevi quindi di tornare a verificare su questo sito eventuali aggiornamenti prima di venire agli appuntamenti.
Ci vediamo in settembre, ciao a presto.

VISUALIZZA E SCARICA IL PROGRAMMA UAAR VENEZIA AUTUNNO 2014

Terni 12/08/2014 - 12:24


1) La domanda sorge spontanea, leggendo l’articolo di Sandro Magister, che, peraltro, inizia con un’affermazione, che per molti seguaci, cattolici e “laici devoti” di PFI, risulterà scioccante:
“In Francesco la collegialità di governo è più evocata che praticata.
Lo stile è quello di un generale dei gesuiti che alla fine decide tutto da solo.
Lo si capisce dai suoi gesti, dalle sue parole, dai suoi silenzi” [1].
Naturalmente, Magister  porta solidi argomenti a sostegno della sua tesi:
“Ad esempio, sono settimane che dietro le quinte Bergoglio coltiva i rapporti con i capi delle potenti comunità “evangelical” degli Stati Uniti.
Nel residence di Santa Marta ha passato ore e ore in loro compagnia. Li ha invitati a pranzo.
In uno di questi momenti conviviali si è fatto immortalare battendo il “cinque” a palme aperte tra grandi risate con il pastore James Robinson, uno dei televangelisti americani di maggior successo.
Quando ancora nessuno ne sapeva nulla, è stato Francesco ad anticipare a costoro il suo proposito di andare a trovare a Caserta il loro collega italiano e a spiegarne il motivo: “porgere le scuse della Chiesa cattolica per i danni che ha loro arrecato ostacolando la crescita delle loro comunità” [2]”.
Da bravo Gesuita qual è, PFI ha agito in questo modo, non perché sopraffatto dallo spirito ecumenico, ma perché consapevole di quali siano gli attuali rapporti di forza: Continua

Milano marco 02/08/2014 - 12:01

Ormai ne leggiamo giornalmente, non ci sono fondi per le famiglie, ma per altri motivi ne deliberano in continuo...

L'Espresso

La Repubblica

Facciamo sentire anche la nostra opinione:

leggi tutto

Verona Gian_Maria 30/07/2014 - 14:06
L'Arena
martedì 29 luglio 2014 – PROVINCIA – Pagina 26

ROVERÈ
L'appello del vescovo di Verona ospite alla Festa del tricolore, a Conca dei Parpari, promossa dalle penne nere:

«Voi che avete difeso la patria, adesso difendete la famiglia»
È partito da Conca dei Parpari l'appello accorato del vescovo monsignor Giuseppe Zenti perché gli alpini, che lì festeggiavano la Festa del tricolore e il loro pellegrinaggio sezionale, si facciano «difensori della famiglia, un tesoro che rischia di essere inquinato». «Voi che avete difeso la patria, che si identifica con la famiglia, e non avete paura di nulla, difendete la famiglia, perché se si sfalda è distrutta tutta la società e l'intera nostra civiltà», ha detto il vescovo.
Poi, toccando un tasto sensibile, ha citato il vino doc «del quale un bicchiere, e anche due, piace a voi alpini. La famiglia è doc come il vino, difendetela perché i bambini di domani possano chiamare un uomo papà e una donna mamma, le prime e ultime due parole che pronunciamo nella nostra vita», ha detto concludendo l'omelia fra gli applausi.

La risposta di Campedelli Angelo (coordinatore del Circolo UAAR di Verona) pubblicata su
L'Arena
mercoledì 30 luglio 2014 – LETTERE – Pagina 23

ZENTI

Gli alpini e la famiglia

In altri Stati, molto più civili e democratici del nostro nonché veramente laici, è ormai una normalità trovare famiglie di diversa composizione. Da noi, invece, deve essere proprio un incubo se il Vescovo di Verona arriva ad appellarsi agli alpini invitandoli a farsi “difensori della famiglia (ovviamente intende quella cosiddetta tradizionale), un tesoro che rischia di essere inquinato” (da L’Arena, 29 luglio).
In primo luogo una domanda: gli alpini assurgerebbero quale ultimo baluardo a difesa non più di un avamposto militare bensì di una struttura sociale? Mah…!
In secondo luogo una considerazione: qui nessuno vuole inquinare niente. Chi è per la famiglia tradizionale non corre alcun pericolo e non deve temere impedimenti di sorta alcuno.
E ancora il presule: “Voi che avete difeso la patria, che si identifica con la famiglia, e non avete paura di nulla, difendete la famiglia, perché se si sfalda è distrutta tutta la società e l'intera nostra civiltà”. Evidentemente Zenti è ancora fermo allo slogan di fascista memoria: “Dio, patria, famiglia”. Come, poi, sia possibile identificare la patria con la famiglia è tutto da dimostrare. Inoltre, non mi pare che nei Paesi in cui la famiglia è diversificata sia venuto meno il senso della patria, così come non mi pare che ivi sia stata distrutta la società. Infine, c’è del catastrofismo nell’ipotizzare e nel paventare addirittura la distruzione de “l’intera nostra civiltà”: mi pare di rivivere il clima intimidatorio del 1974, anno in cui vi è stato il referendum sul divorzio….
Non mi stancherò mai di ripetere le parole (che qui ben si addicono) di Gaetano Salvemini il quale, negli anni ’50, così diceva a riguardo dei cattolici: “Essi (i cattolici) rivendicano le loro libertà in base ai nostri principi (laicisti), e negano le nostre libertà in base ai loro principi (religiosi)”.
Campedelli Angelo

Altra risposta di Angelo:
L'Arena
giovedì 07 agosto 2014 – LETTERE – Pagina 23

ZENTI
Patria e famiglia

Alla mia lettera su «Zenti: gli alpini e la famiglia» hanno fatto seguito altre lettere in difesa del presule. Tutti a difendere, a spada tratta, una dichiarazione («Voi che avete difeso la patria adesso difendete la famiglia») senza che a nessuno venga in mente di porre, al vescovo scaligero, una domanda semplice semplice: cosa, concretamente, dovrebbero fare gli alpini per "difendere la famiglia", così come per anni hanno difeso la patria?
Angelo Campedelli
VERONA 
Verona Gian_Maria 29/07/2014 - 12:42


Lettera aperta.

Egregio sig. Presidente del Consiglio Comunale di Verona, dott. Luca Zanotto
(con preghiera di trasmissione ad Assessori e Consiglieri)
e p. c.
egregio sig. Sindaco del Comune di Verona, Flavio Tosi
egregio sig. Consigliere del Comune di Verona, dott. Alberto Zelger
spett.le UAAR nella persona del suo Segretario nazionale, dott. Raffaele Càrcano
a tutti i circoli LGBT veronesi.
(tutti tramite i rispettivi indirizzi di posta elettronica).

Oggetto:
Ordine del Giorno 426 del 09-04-2014, 
approvato dal Consiglio Comunale il 23-07-2014,
dal titolo “Famiglia, educazione e libertà di espressione”. 

(link al documento in formato PDF)
 
Sono l’architetto Campedelli Angelo, coordinatore del Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) della Provincia di Verona.
Vi scrivo in merito all’Ordine del Giorno 426 indicato in oggetto, presentato dal consigliere Zelger e sottoscritto da altri sedici consiglieri.
Con questo O.d.G., IL CONSIGLIO COMUNALE RICONOSCE solo alla famiglia tradizionale “un ruolo primario nella trasmissione dei valori”, nonché “il diritto della famiglia” (ovviamente quella tradizionale) “a non essere contraddetta o danneggiata nel suo compito educativo” da azioni “che ne violino le convinzioni morali e religiose, con particolare riferimento all’educazione sessuale”, ED INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA “a vigilare affinché, nelle scuole di competenza comunale, venga data un’adeguata informazione ai genitori”  su “progetti di educazione all’affettività e alla sessualità”, nonché a raccogliere “segnalazioni sui progetti di educazione, sugli spettacoli, e sul materiale didattico in contrasto con i loro principi morali e religiosi”, predisponendo (per lo scopo) un “apposito spazio sul portale del Comune anche attraverso un numero verde”.
 
Sono fermamente convinto che il Consiglio Comunale, nell’approvare tale documento, non si sia reso conto di cosa abbia approvato.
  1. Non è solo la famiglia tradizionale ad avere “un ruolo primario nella trasmissione dei valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi”.
  2. Non vi è da parte di alcuno né l’intenzione né la volontà di “contraddire od anneggiare” la famiglia tradizionale.
  3. Non vi è altresì da parte di alcuno l’intenzione o la volontà di “violare” le convinzioni morali e religiose di qualunque persona.
  4. Non si nega il diritto di ogni genitore cattolico ad educare i propri figli secondo le proprie convinzioni morali e religiose.
  5. “Vigilare” e “segnalare” ciò che riguarda educazione, affettività, sessualità, cultura e didattica significa, di fatto, emulare leggi censorie di fascista memoria.
  6. Un “apposito spazio” comunale con “numero verde” sarebbe piuttosto da istituirsi per le violenze che sempre più spesso sono perpetrate ai danni delle persone LGBT.
Chi oggi discrimina il mondo LGBT è paragonabile ai bianchi che ieri discriminavano i neri.
Per questo non mi sembra “cosa buona e giusta” dare libertà di espressione a chi discrimina
qualcuno: è come dare libertà di espressione al KKK.
Coloro che considerano l’omosessualità come “una malattia” (non è più considerata tale dal
lontano 1973!) e come “l’essere contro natura” (in questo dimostrando anche ignoranza perché in natura l’omosessualità esiste, eccome!), e che vogliono, in base alle due precedenti considerazioni, discriminare chi non è come loro (così come i bianchi discriminavano i neri) creando cittadini di serie A (gli eterosessuali, paragonati ai bianchi) contro cittadini di serie B (gli omosessuali, paragonati ai neri), come possono pretendere di rivendicare la libertà di espressione? Come possono arrogarsi il diritto di essere i detentori dell’educazione?
Gli omosessuali devono avere pari diritti e pari dignità degli eterosessuali, così come diritti e
dignità sono stati parimenti riconosciuti ai neri.
Se l’esempio e l’accostamento al razzismo sono chiari, dovrebbe essere altrettanto chiaro il
perché non ci deve più essere il diritto di esprimersi contro il mondo LGBT, ed il perché l’aver approvato quell’Ordine del Giorno omofobico colloca i loro sottoscrittori sul medesimo piano dei razzisti.
È passata la cultura del razzismo: altrettanto passerà quella dell’omofobia.
 
Nel documento si parla di famiglia “naturale” come se questa fosse l’unica forma di famiglia, ma le esperienze all’estero non insegnano proprio niente? Non dice niente il fatto che ci siano molte famiglie che volutamente non procreano figli? Non ha rilevanza il fatto che i figli allevati da coppie omosessuali non subiscano alcun trauma? A tale proposito l’associazione psicologi italiani scrive: “L’associazione Italiana di Psicologia ricorda che le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale. Infatti, i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico-sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano dello stesso sesso”.
 
Faccio presente che la legge contro l’omofobia (che spero sia approvata quanto prima) non
limiterà la libertà di pensiero: sarà solo vietata la propaganda delle idee sessiste e sessuofobiche mediante conferenze, e/o l’imposizione di tali idee mediante provvedimenti
legislativi come l’Ordine del Giorno in questione (alla stessa maniera in cui oggi è vietato fare apologia e propaganda del razzismo).
 
Vi segnalo il link http://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0 dove si dice (tra le altre cose) che “l’omosessualità si riscontra in molte specie animali” e che “nel 1977 il Quebec divenne il primo Stato al mondo a proibire a livello giuridico la discriminazione sulla base
dell’orientamento sessuale”.

Ricordo che l’articolo 3 della nostra Costituzione sancisce pari dignità sociale, e uguaglianza davanti alla legge, per tutti i cittadini “senza distinzione di sesso, di condizioni personali e sociali”.

Segnalo che la “Risoluzione del Parlamento europeo 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e
uomini nell’Unione europea” ribadisce chiaramente quanto segue: Il Parlamento europeo,
considerando che le famiglie nell’UE sono diverse e comprendono genitori coniugati, non
coniugati e in coppia stabile, genitori di sesso diverso e dello stesso sesso, genitori singoli e
genitori adottivi (…) invita gli Stati membri a elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni civili e delle famiglie omosessuali (…) al fine di garantire un
trattamento equo per quanto concerne il lavoro, la libera circolazione (…) e la tutela dei bambini. E si rammarica dell’adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di “famiglia” con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli.

 
Con l’approvazione del documento in questione, i sottoscrittori si sono arrogati la prerogativa di essere i detentori dell’educazione all’affettività e alla sessualità, alla stessa stregua degli inquisitori medievali (unici detentori, a quel tempo, della “conoscenza” di cosa era “giusto” e “sbagliato”).
Si rimane, quindi, ancora fermi al Medioevo quando vigeva il PENSIERO UNICO, senza rendersi conto che siamo ormai entrati da parecchio tempo nel LIBERO PENSIERO.
 
Inoltre, quanto approvato è lesivo della laicità dello Stato e delle Istituzioni, le quali dovrebbero garantire pluralità e libertà nell’educazione dei figli senza imposizioni di carattere religioso alcuno (ricordo che la “Religione di Stato” è stata abrogata nell’ormai lontano 1984 con la revisione dei Patti Lateranensi: o non lo sapete, o volutamente lo ignorate).
La Consulta ha definito la laicità dello Stato come “supremo principio costituzionale” (sentenza 203 del 1989). La laicità dovrebbe essere la guida per ogni partito e per ogni politico (oltre che per ogni cittadino), ed invece…
 
Ed ancora: quanto approvato va contro ogni serena convivenza civile tra persone che hanno diversi orientamenti culturali e sessuali, proprio discriminando e vietando, a danno di altri, ciò che a taluni non aggrada.
 
Infine, non mi stancherò mai di ripetere le parole (che qui ben si addicono) di Gaetano
Salvemini il quale negli anni ’50 così diceva a riguardo dei cattolici: “Essi (i cattolici)
rivendicano le loro libertà in base ai nostri principi (laicisti), e negano le nostre libertà in
base ai loro principi
(religiosi).
 
Distinti saluti,
Campedelli Angelo (coordinatore del Circolo UAAR di Verona)


Lettera inviata il 09/08/2014 al giornale L'Arena (in rosso le parti non pubblicate):
Zelger: famiglia e omofobia

Leggo (articolo su L’Arena del 02 agosto) che il consigliere Zelger, dopo che il Consiglio Comunale ha approvato il suo Ordine del Giorno, “si dice dispiaciuto che il suo documento sia stato scambiato per un attacco agli omosessuali”. Mi permetto far notare al Consigliere che nessuno ha “scambiato” il suo documento per un attacco agli omosessuali: il suo documento è, a tutti gli effetti, un attacco agli omosessuali, oltre che alla laicità delle nostre Istituzioni e alla libertà di educazione ed informazione.
Noi dell’UAAR di Verona abbiamo mandato una lettera aperta a tutto il Consiglio Comunale nella quale si è fatto presente che l’omofobia è paragonabile al razzismo, e che quanto approvato dal Consiglio scaligero ci rimanda al medioevo quando regnava il “pensiero unico”, senza rendersi conto che siamo ormai entrati da parecchio tempo nel “libero pensiero”. Abbiamo altresì ricordato l’articolo 3 della nostra Costituzione, nonché la “Risoluzione del Parlamento europeo 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell’Unione europea”.
Si legge anche (stesso articolo citato) che per lui “ognuno è libero di comportarsi come vuole ma non può pretendere di inculcare ai bambini un’ideologia che non trova riscontro con il dato biologico e con la necessità di un equilibrato sviluppo psico-fisico”. Nessuno pretende di inculcare alcunché ai nostri bambini-studenti: si vorrebbe, semplicemente, informarli sull’esistenza di diverse forme di amore e di convivenza, oltre ad insegnare loro che l’omosessualità è ben presente in natura (basta andare su internet per trovare abbondanti documentazioni al riguardo), e che secondo l’Associazione Italiana di Psicologia “le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale”.
Nella nostra lettera abbiamo segnalato che quanto approvato va contro ogni serena convivenza civile tra persone che hanno diversi orientamenti culturali e sessuali, proprio discriminando e vietando, a danno di altri, ciò che a taluni non aggrada (e gli ultimi fatti di cronaca, con l’episodio di Bussolengo, lo stanno dimostrando).
Mi parrebbe buona cosa per il consigliere Zelger, e per gli altri sedici consiglieri co-firmatari, se lasciassero perdere certe posizioni ideologico-religiose obsolete e si documentassero serenamente su come stanno realmente le cose, anche alla luce dell’esperienza presente, ormai da qualche anno, in tanti Paesi civili, democratici, e più laici del nostro.
Mario Trevisan (Circolo UAAR di Verona).


L'Arena 
venerdì 15 agosto 2014 – LETTERE – Pagina 25

LAICITÀ
Famiglia e omofobia

Leggo su L'Arena del 2 agosto che il consigliere Alberto Zelger, dopo che il Consiglio Comunale ha approvato il suo ordine del giorno, «si dice dispiaciuto che il documento sia stato scambiato per un attacco agli omosessuali». Mi permetto far notare al Consigliere che nessuno ha «scambiato» il suo documento per un attacco agli omosessuali: il suo documento è, a tutti gli effetti, un attacco agli omosessuali, oltre che alla laicità delle nostre istituzioni e alla libertà di educazione ed informazione.
Noi dell'UAAR di Verona abbiamo mandato una lettera aperta a tutto il Consiglio Comunale nella quale si è fatto presente che l'omofobia è paragonabile al razzismo. Abbiamo altresì ricordato l'articolo 3 della nostra Costituzione, nonché la «risoluzione del Parlamento europeo 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea». 
Nella nostra lettera abbiamo segnalato che quanto approvato va contro ogni serena convivenza civile tra le persone che hanno diversi orientamenti culturali e sessuali, proprio discriminando e vietando, a danno di altri, ciò che a taluni non aggrada (e gli ultimi fatti di cronaca, con l'episodio di Bussolengo, lo stanno dimostrando).
Mi parrebbe buona cosa per il consigliere Zelger, e per gli altri sedici consiglieri co-firmatari, se lasciassero perdere certe posizioni ideologico-religiose e si documentassero serenamente su come stanno realmente le cose, anche alla luce dell'esperienza presente, ormai da qualche anno, in tanti Paesi civili, democratici, e più laici del nostro.
Mario Trevisan, Circolo UAAR di Verona.
Terni 27/07/2014 - 19:38


1) Così, Eugenio Scalfari, il “Papa del narcisismo devoto”, ne ha fatta un’altra delle sue, quando ha intervistato Papa Francesco I.
Stando al resoconto scalfariano il Pontefice avrebbe, tra l’altro, detto:
“Forse lei non sa che il celibato fu stabilito nel X secolo, cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore.
La Chiesa cattolica orientale ha facoltà fin d’ora che i suoi presbiteri si sposino.
Il problema certamente esiste ma non è di grande entità.
Ci vuole tempo ma le soluzioni ci sono e le troverò” [1].
A nostro avviso, l’Ego di Eugenio I ha avuto un trauma, quando ha registrato l’inaudibile:
“Forse, lei non sa …”.
Infatti, il Platone [2] de’ noantri, nella Sua infinita modestia, presume di conoscere non solo l’intera piramide [3] del Sapere elaborato dall’Umanità nel corso dei millenni, ma anche ciò che sarà scritto nei secoli dei secoli a venire.
In compenso, la vendetta, tremenda vendetta, è stata terribile, pur se escogitata all’insaputa della Dea  Ragione, che ha fatto della mente di Eugenio I il suo tabernacolo e lo ha eletto suo Sommo Pontefice.
Infatti, il giornalista, che la galassia tutta c’invidia, si è vendicato, mettendo in bocca al Papa vero frasi da Lui non pronunciate.   Continua

Terni 27/07/2014 - 19:31


1) Leggendo l’impeccabile articolo di Sandro Magister, viene da esclamare:
“Diavolo di un Papa!”.
Il  28 Luglio, infatti, PFI incontrerà a Caserta il Pastore di una comunità evangelica locale,Traettino, con cui è amico dal  2006, quando lo incontrò  a Buenos Aires in occasione di un dibattito.
Naturalmente, non tutti hanno fato salti di gioia nel mondo cattolico:
“Quando trapelò la notizia … che papa Francesco intendeva recarsi in forma privata a Caserta solo per incontrarvi un suo amico, pastore di una locale comunità evangelica, il vescovo della città, Giovanni D’Alise, cadde dalle nuvole.
Non ne sapeva nulla.
Per di più, il papa aveva programmato questa sua puntata a Caserta proprio nel giorno della festa di sant’Anna, patrona della città.
Vistisi trascurati, tra i fedeli ci fu la minaccia di una sollevazione.
Ci volle una settimana buona per convincere il papa a cambiare programma e a sdoppiare il viaggio in due momenti: il primo, sabato 26 luglio, in forma pubblica per i fedeli casertani e il secondo, in forma privata, il lunedì successivo per l’amico evangelico”  [1].
Così, per dirla con il Poeta:
“Passata è la tempesta Continua