Si è concluso l’XI Congresso nazionale Uaar

Si è concluso l’undicesimo Congresso nazionale dell’Uaar, svoltosi a Parma il 27 e 28 marzo (preceduto il sabato dall’assemblea dei circoli e referenti territoriali).

Tre giorni che hanno riunito soci e socie provenienti da tutta Italia all’insegna della condivisione di esperienze e di traguardi raggiunti, oltre allo scambio di proposte e idee per il futuro.

I lavori congressuali sono andati avanti a ritmo serrato con la discussione di proposte e mozioni e si sono conclusi con il rinnovo degli organi elettivi: il nuovo segretario nazionale è Stefano Incàni; il Comitato di coordinamento è composto da Cesare Bisleri, Anna Bucci, Roberto Grendene, Massimo Maiurana, Paul Manoni, Liana Moca, Adele Orioli, Massimo Redaelli.

“L’esperienza di coordinatore a Cagliari prima e di membro del Comitato di coordinamento poi mi ha dato grande soddisfazione e ulteriore stimolo per proseguire l’impegno associativo.” — ha dichiarato il segretario neoeletto — “Ecco perché ho preso la decisione di candidarmi, per lavorare con rinnovata energia alla difesa dei diritti di atei e agnostici e all’affermazione della laicità dello Stato, proseguendo la preziosa opera sinora svolta: prima fra tutte la tutela dei diritti dei non credenti ai quali offriamo, col nostro sportello «SOS Laicità», assistenza legale gratuita.”

Comunicato stampa Uaar

32 commenti

Francesco S.

A breve spero di poter leggere un sunto dell’esito dei lavori.

T800

io però l’avrei chiamato non congresso ma anticoncistoro o anticonclave che elegge non un segretario ma un antipapa :-)

bruno gualerzi

@ T800
Ecco un esempio della insopprimibile tendenza del credente a proiettare negli altri quelli che in realtà sono i suoi limiti mal sopportati.
Insomma, la solita spuntata accusa che ‘anche l’ateismo è una religione’. Come si dice, mal comune, mezzo gaudio.

Daniele

perchè, l’ateismo, il vostro ateismo, non è forse una religione? Su professore, un po’ di obiettività …!

bruno gualerzi

@ Daniele
Non si può certo negare ci POSSANO essere atei che vivono più o meno consapevolmente l’ateismo come una religione, con i suoi dogmi, i suoi rituali, le sue verità assolute… ma mentre qui si tratterebbe di scelte personali (non esiste un’ortodossia atea e una eretica, che a te piaccia o no), le religioni istituzionalizzate DEBBONO reggersi su verità assolute, dogmi, rituali ecc., pena la loro estinzione.
Compresa la differenza?
In quanto al ‘vostro'(immagino ti riferisca a UAAR) ateismo… certo che alla chiesa fanno più comodo gli ‘atei devoti’, quelli che le riconoscono in ogni caso una sorta di ruolo insostituibile nella società civile, un ruolo da rispettare a prescindere.

dissection

@Daniele, T800 e troll vari.
A parte che l’antipapa s’è arrangiata la chiesa di suo, ad eleggerselo, senza bisogno di atei e quant’altro, e a parte anche il vittimismo che trasuda da certi atteggiamenti, la storia dell’ateismo come religione comincia a mostrare la corda. La vostra insistenza nel volerlo ridurre a religione è solo un becero stratagemma, a quanto pare l’unico che conoscete, per portare il discorso al vostro livello in modo da avere argomenti da intavolare che altrimenti non reggerebbero. Il che, oltre a essere una fallacia logica, è anche segno di disonestà intellettuale, alla quale siete talmente abituati da non rendervene conto. Certe cose, oltre a non diventare vere con la pedissequa ripetizione, cominciano anche a dare un po’ di fastidio, sapete? Usateci almeno la cortesia di inventarvi delle fregnacce nuove, ogni tanto, invece di annoiarci sempre con le stesse. La gente inizia infatti a stancarsi di perdere tempo a star lì a smontare sempre le solite, sembra di stare con dei bambini a ripetergli che no, non devono rubare la marmellata dal frigo, e tutto questo comincia a diventare seccante. Ve lo chiedo per favore, poi non lamentatevi se ricevete delle risposte non proprio educatissime…

bruno gualerzi

@ dissection
Hai scritto molto efficacemente quanto avrei dovuto scrivere anch’io, ma, trattandosi di bambini – come sottolinei tu – nonostante il fastidio scatta l’istinto pedagogico…
e allora via con la lezioncina :)

RobertoV

Daniele
Potrebbe fare una cosa che non fa mai chi fa queste affermazioni. Cercare di dimostrarlo.
Affermare è una cosa, dimostrarlo un’altra.
Una cosa non diventa vera a continuare a ripeterla.

gmd85

@Daniele

Ogni volta che qualche genio propone la solfa dell’ateismo come religione, io chiedo quali sono i parametri tipici per definire la religione e chiedo se riescono ad applicarli all’ateismo. Puntualmente nessuno ha la faccia per rispondere. Inoltre, chiedo a te: se definisci l’ateismo come religione, con chiara connotazione negativa, implicitamente dai ragione a chi definisce negativamente la religione in generale. O vale solo per l’ateismo?

Daniele

Gualerzi, Dissection, ecc
sono o non sono un bambino e un troll quanto voi.
Queste cose chi le disse e chi continua a pensarle?
“è stato disconosciuta la qualificazione non solo di confessione religiosa, ma anche quel­­la di associazione religiosa: ma un’u­­nione di atei non è né una società sportiva né un partito politico né può essere qualcosa di diverso da una associazione con fine di religione. La qualità oggettiva di associazione religiosa di ogni gruppo di ateismo militante è rafforzata dal­l’auto­in­ter­pre­ta­zio­ne effettuata dai soci all’interno della loro libertà di associazione: e l’UAAR, come si è detto, si interpreta come religione”.

bruno gualerzi

@ Daniele
“Queste cose chi le disse e chi continua a pensarle?”
Chi?

dissection

@Daniele: con Gualerzi, sono qui a chiederti chi: estrapolata così, dal contesto, e senza fonte, sa tanto di mistificazione. E in ogni caso, se ti piacciamo così poco, perché continui a frequentare (infestare) il blog? In ogni caso, per l’ennesima volta, non hai dimostrato nulla né risposto nel merito a quello che ti è stato ribattuto. Niente di nuovo sul fronte occidentale…

Francesco S.

@Tutti
E’ un documento dell’UAAR di un ricorso straordinario al capo dello stato del 1996, dell’allora segretario UAAR Romano Oss per il riconoscimento all’Uaar di un’intesa con lo stato come per le confessioni religiose.

bruno gualerzi

@ Francesco S.
L’avevo sospettato, non so se in riferimento a quanto da te riportato, ma in relazione ad un post recente in cui si lamentava l’approvazione del ricorso del governo contro la richiesta di UAAR di essere trattato alla stregua delle confessioni religiose. Indubbiamente quanto riportato da Daniele lascia perplessi, ma intanto, con riferimento al post recente, molti dei commenti non erano d’accordo con questa iniziativa proprio perchè rischiava… non tanto di vedersi negati privilegi concessi alle religioni (questo in realtà si chiedeva)… quanto di essere intesa come riconoscimento dell’ateismo come religione. In realtà, rischio a parte – sempre restando al post recente – non si affermava niente di simile, e tale passaggio mi sembra abbastanza chiaro:
“In quanto regime privilegiato, il sistema di intese attribuisce dunque alle confessioni religiose stipulanti vantaggi concreti che le pongono in posizione di forza rispetto agli atei: poiché ogni propaganda religiosa è inevitabilmente antiateistica, come la propaganda ateistica è antireligiosa, con le intese sono state attribuite alle confessioni stipulanti mezzi sostanziosi di condizionamento antiateistico.”
Quindi difesa non ‘di’ una presunta religione atea, ma ‘dalle’ religioni antiatee.
Però si tratta di un testo come minimo ambiguo, che si presta alle speculazioni come quella di Daniele.

gmd85

@Daniele

Tanto meglio. Ma Gualerzi ha fornito una spiegazione alla quale si arriva con un minimo di sforzo. Ciò detto, riesci ad applicare le caratteristiche ottiche della religione all’ateismo o no?

Diocleziano

Infatti, tutto nasce dall’anacronistico riconoscimento di ‘una’ religione.

Quindi è fondamentale derubricare la religione ad ‘associazione culturale’ o a qualcosa di simile. Tanto è assurdo assimilare l’ateismo a una religione, quanto il riconoscere la religione in quanto tale da parte dello stato: se lo stato non riconosce l’ateismo come religione, per coerenza deve dimostrare l’esistenza di dio, altrimenti in cosa si differenzia la chiesa da una combriccola di spiritisti?

RobertoV

In altre nazioni come la Germania da decenni le associazioni filosofiche vengono equiparate a quelle religiose, ma solo ai fini dell’accesso a dei finanziamenti. Equiparare ai fini del trattamento economico, non significa essere la stessa cosa, ma serve ad allargare l’utilizzo di leggi nate storicamente specificatamente per le religioni. Cioè anzichè rifare la legge, vista come soluzione più complicata, si cambia il senso della legge. In effetti al di là della struttura anche una religione è una associazione filosofica: francamente non si comprende per quale ragione le associazioni filosofiche con un dio debbano essere privilegiate rispetto alle altre. Lo stato riconosce dio?
Nel caso dell’otto per mille essendo stato creato ad hoc per la chiesa cattolica anche le stesse altre religioni per accedervi devono essere “equiparate” alla chiesa cattolica.
Basterebbe comunque andare sulla definizione di religione della Treccani, per rendersi conto di quanto l’ateismo e lo stesso UAAR ne siano distanti. Cosa che ovviamente Daniele ha evitato accuratamente di fare.

bruno gualerzi

Dal documento programmatico di Stefano Incàni, candidato alla segreteria UAAR, poi eletto:
“Cercherò, seppur a modo mio e con i miei limiti, di seguire il percorso intrapreso da e con lui (Raffaele Carcano), a cominciare dalla sua esortazione a volare alto. Sì, dobbiamo e possiamo volare alto”

Perchè mi sento di concordare? Tra le altre cose, per prendere in contropiede questo papa ‘francescano’ che finge, gesuiticamente, di ‘volare basso’, entusiasticamente accolto da un mondo laico sempre più povero di prospettive al punto di esaltarsi per le quotidiane banalità profuse dal sacro soglio.

bruno gualerzi

@ FrancescoS.
Il fatto è che, nell’attuale circostanza, gli ovvi rischi impliciti nel ‘volare alto’ a me sembrano ben minori di quelli che si corrono ‘volando basso’, se questo significa lasciare alle varie religioni il monopolio delle risposte ai cosiddetti quesiti esistenziali. Perchè poi, in tempi di crisi epocale come quella che – anche se ci si sforza di rimuoverla – si sta vivendo, le religioni possono riguadagnare quanto hanno dovuto cedere (per altro fermandosi spesso alla facciata) in termini di secolarizzazione.
Si continua a sostenere da più parti che con quanto sta accadendo la religione non ha niente a che fare, come se il fanatismo non avesse le sue radici nella cultura religiosa, nella sua pratica.
Credo che ‘ateismo o barbarie’ sia un’alternativa da prendere sempre più in considerazione.

Francesco S.

Io propongo “laicità o barbarie”, che è anche un numero di Micromega. Purtroppo l’ateismo non è per tutti.

bruno gualerzi

@ FrancescoS.
Naturalmente è la laicità il ‘valore’ primario che UAAR, per statuto, intende salvaguardare, e certamente è soprattutto questo che deve ispirare la sua azione ‘politica’…
ma di fonte alla radicalizzazione che la cultura religiosa, intesa nella sua accezione più ampia (ogni forma di fideismo), sta imponendo nonostante un diffondersi della secolarizzazione, spesso più apparente che reale…
e di fronte alla ambiguità (soprattutto in Italia, ma non solo) che rende sempre più vaga la stessa nozione di laicità (e comunque al disorientamento di tanti laici)…
forse è proprio l’ateismo, inteso anch’esso nella sua accezione più comprensiva (contro ogni forma di fideismo) che – a mio parere – dovrebbe quanto meno costituire l’orizzonte culturale entro il quale consapevolmente muoversi.

Diocleziano

Bruno Gualerzi
Essendo il Banale fondamentalmente un uomo di marketing non può che ‘volare basso’, i teologi alla Ratzinger non tirano più, non sono compresi da un popolo religiosamente analfabeta come quello attuale (dimostrazione del fallimento della chiesa) non riuscendo a migliorarlo moralmente, ma solo rendendolo ipocrita e superstizioso, un aborto civile. Lo dimostra il gran daffare che si danno per sfornare santi: pio-pio è il prototipo del santo pistacchio e cioccolato che piace a tutti, elementare e con quel pizzico di ributtante che lo fa prendere sul serio.

Tiziana

@Gualerzi
Forse si definisce religione una filosofia indimostrabile ma sostenuta con vigore convinti di aver ragione. Setta o religione, e il numero che fa la differenza
@Francesco s.
Volare alto e nobile e chiunque ricopra un incarico ha il dovere di dirlo e farlo. Icaro in definitiva ci ha provato

Francesco

Giustissimo volare alto. Sono iscritto all’UAAR da un anno e mezzo, e ho fatto iscrivere qualche amico. Siamo in fase di crescita e penso che da una posizione “difensiva” di puro contrasto, pur necessario alla “sopravvivenza” in una società così irregimentata dalla religione, i tempi siano maturi per passare alla proposizione di contenuti umani e umanistici che ci facciano arrivare a dire, con Gramsci, che non c’è più bisogno di proclamarsi dei “senza dio” perché non si può non avere qualcosa che già di suo non esiste.

GIACOMO RICCI

un grande ringraziamento al segretario uscente Carcano e ovviamente un grande in bocca al lupo a Stefano per il nuovo incarico, esteso a tutto il nuovo comitato di coordinamento – Giacomo circolo di Forlì Cesena

John

Porgo i miei migliori auguri al nuovo segretario dell’Uaar.
L’Uaar in questi anni ha avuto, per me personalmente, un ruolo di grandioso stimolo intellettuale, (rafforzato, e non certo diminuito, dalle inevitabili diversità di vedute). Non so se sono migliorato in qualcosa, ma se è avvenuto è anche grazie all’Uaar; per questo ringrazio anche il segretario uscente, e auguro al nuovo segretario di proseguire sulle linee e i toni che l’Uaar ha assunto fino ad ora.

Gérard

Il Sig. Carcano, nuovo Cincinnatus, è tornato a coltivare i suoi campi ??

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