Là dove i presepi sono più che un semplice simbolo

Le festività natalizie hanno sempre portato con loro, oltre ai regali, le altrettanto consuete polemiche sui presepi. Non solo sui presepi, per la verità, anche su tutto quello che fa da contorno religioso a una ricorrenza che ha in sé una consistente parte laica, il che in ambito scolastico si traduce in canti, recite, benedizioni e, soprattutto, messe. Capita la scuola che, sbagliando, sposta il baricentro più sull’interpretazione confessionale; capita il genitore a cui la cosa non va giù, perché giustamente non ci sta a essere considerato utente di serie B per il semplice fatto di non essere cattolico; capita l’integralista di turno a tuonare che bisogna togliere le mani dalle sue tradizioni, che a un tratto diventano universali e perfino coatte.

Quest’anno però il dibattito è forse stato un po’ più acceso che in passato. A fare notizia non sono state solo le contestazioni di chi chiedeva una scuola statale più laica, più rispettosa di tutte le culture e le tradizioni, ma sono state quelle di chi invece la vorrebbe come una sorta di madrasa cristiana, dove l’indottrinamento pre­cede l’inse­gna­mento delle scienze e della cultura universale. Contestazioni, queste ultime, in genere più violente delle prime, per via della superiorità numerica di chi considera l’italianità sinonimo di cattolicità ma anche per la spiccata propensione degli identitaristi all’esibizione muscolare. Vedasi per esempio il caso Rozzano, balzato velocemente alle cronache, con annesse incursioni di leghisti e compagnia crocifissante, e altrettanto velocemente sgonfiatosi per conclamata insussistenza dei fatti.

Chiuse le aule per le vacanze, un susseguirsi di azioni e reazioni con il presepe come oggetto ha caratterizzato tutta la fase centrale del periodo festivo, con le reazioni sempre molto al di sopra delle azioni e in qualche caso perfino gratuite. Non si può definire diversamente la polemica sulla vignetta in cui Vauro ha accostato la natività, visto che comunque di periodo natalizio trattavasi, e la legalizzazione delle unioni civili in Grecia. Inopportuna per Il Giornale, addirittura illecita per Avvenire secondo cui non tutto è permesso in nome della libertà di stampa — ma scrivendolo dimostra allo stesso tempo il contrario — e offendere non è un diritto di nessuno. Almeno non per gli uomini veri, cioè loro. In realtà quello che non può essere un diritto è invocare una tutela dalle offese. Ci si può certamente sentire offesi, si può criticare per la presunta offesa pur tenendo presente che questa è sempre negli occhi di chi la riceve ma non sempre in quelli di chi la fa, ma arrivare al punto da dire che chiunque ha il dovere civile di non offendere no, questo è troppo.

mattarella-presepe2

Più comprensibile l’indignazione per i vari casi di vandalismo contro i presepi. Deturpare con il favore dell’ombra le cose altrui è sempre un gesto vile e deprecabile, ma sappiamo tutti che la madre dei deficienti è sempre gravida e ci rassegniamo al fatto che ci saranno sempre dei vandali a prendere di mira le cose pubbliche, e a volte anche quelle private. Non potremo invece mai rassegnarci alle reazioni spropositate quando a essere argomento di discussione sono cose ritenute sacre. Se la pensilina della fermata del bus viene divelta è solo vandalismo, la targa del locale circolo Uaar frantumata dai teppisti che risparmiano tutte le altre vicine non fa nemmeno notizia, ma se il portone della chiesa viene schizzato con le bombolette di vernice allora diventa improvvisamente un atto irriverente, offensivo e con chissà quale significato. Così quando degli idioti mettono le mani su qualche presepe esposto al pubblico si inizia subito a parlare di “furia contro i presepi” e finanche di “disegno misterioso contro i cattolici”.

Il caso più eclatante è stato in questa fine d’anno quello del Gesù bambino di Pitelli (SP), di fatto un bambolotto di plastica, asportato da un vicino presepe in piazza e appeso per il collo a un albero con una corda da impiccato. È proprio il caso di dirlo: apriti cielo! Stampa e televisione nazionale tutti a parlare del bambinello impiccato, il vescovo di La Spezia a prendere subito carta e penna per manifestare la propria vicinanza al parroco e ai fedeli, neanche fosse morto qualcuno. E naturalmente il balletto delle prese di posizione dei politici, posizione più o meno genuflessa in tutti i casi nella speranza di ottenere qualche punticino cattolico in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali.

Per il presidente della Liguria Giovanni Toti si è trattato di un gesto “folle” (?) e «con grave valenza in un momento in cui attorno ai nostri valori e simboli che rappresentano la nostra cultura si consuma uno scontro molto grave». Ti pareva che nessuno ne approfittasse per tirare fuori la minaccia terroristica, laddove il terrorismo sembra entrarci quanto i proverbiali cavoli con la merenda? Ancora Toti prosegue: «Mi auguro che la magistratura, nel caso si individuino i responsabili, sappia giudicare con il rigore che episodi come questo meritano». Addirittura?! Per una bravata?! Non sono da meno gli esponenti del Pd Paita e Patriarca; la prima ribadisce, peraltro con scarsa originalità, che sono stati offesi «i nostri valori e le nostre tradizioni», mentre il secondo si spinge fino a definire i simboli religiosi «portatori di pace e riconciliazione».Ho la sensazione che durante le ore di storia Patriarca (nomen omen?) abbia avuto altro da fare. La riconciliazione sotto il simbolo di una parte ha un nome ben preciso: si chiama prevaricazione.

Alla fine, tra una polemica sulla natività “profanata”, aggettivo che fa tanto Indiana Jones, e una sensazionale notizia su una gatta che crede di essere un bue o un asinello, che fa tutt’altro ma mi avvalgo della facoltà di non argomentare oltre, ci è toccato pure vedere la natività cristiana in bella mostra durante il discorso di fine anno del presidente Mattarella, per leggere poi i commenti di chi plaude e chi contesta. Il tutto dopo la carrellata di presepi già esposti al Quirinale. Mi chiedo che sarebbe successo se alle spalle di un presidente ebreo avesse fatto capolino una menorah; sai i titoloni del giorno dopo sull’attentato alle radici culturali? Di certo il presepe non era lì per caso, perché non esiste il caso quando si parla di discorsi ufficiali. E visto che stiamo parlando della più alta carica dello Stato, rappresentativa di tutti gli italiani e garante dell’unità nazionale, la presenza di un simbolo di parte, di qualunque parte, è decisamente fuori luogo in quel contesto. Ma auspichiamo che comunque le future iniziative del presidente siano guidate dalla laicità in quanto supremo principio costituzionale. Del resto, non è forse vero che il Presidente della Repubblica ha giurato fedeltà alla Repubblica e osservanza della Costituzione?

Massimo Maiurana

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64 commenti

MetaLocX

Veramente fastidioso il comportamento di Avvenire, ancora una volta bolla come offesa il semplice esercizio della libertà di espressione (diversa dalla loro).
E fastidiosissimo il loro vittimismo.

Ma Vauro sa bene che a offendere i cattolici, a differenza di qualche altro, non si rischia niente. Sa, che i cristiani quando vedono derisi i fondamenti della loro fede, si rattristano e soffrono, ma non si vendicano.
I cristiani, non tutti ma molti di quelli che scrivono su Avvenire evidentemente sì, non si pongono problemi a soffocare il dissenso e ogni manifestazione di pensiero diverso del loro in un mare di fango, vittimismo ingiustificato e gogna mediatica.

MetaLocX

Ho sbagliato qualcosa nel chiudere il blockquote.
Queste ultime righe commentano la citazione:
“I cristiani, non tutti ma molti di quelli che scrivono su Avvenire evidentemente sì, non si pongono problemi a soffocare il dissenso e ogni manifestazione di pensiero diverso del loro in un mare di fango, vittimismo ingiustificato e gogna mediatica.”

Diocleziano

Il solito modo abietto di argomentare: ”Infierite su noi vili pecorelle, ma non osate su qualcun altro”, evitando perfino di nominare chi è il qualcun’altro.

Quindi biasimerebbero un siciliano onesto se non alza la voce contro il suo dirimpettaio mafioso e pluriomicida… dunque, delinquente vs onesto 2-0. Amen

Stefano ™

@ MetaLocX

Ma Vauro sa bene che a offendere i cattolici, a differenza di qualche altro, non si rischia niente

Lo scrivono con invidia? Evidentemente si, altrimenti non lo scriverebbero. Ovvio, se glielo chiedi diranno di no ma, di nuovo, perché affermarlo allora?
Se vendicare questi “affronti” è sbagliato non dovrebbero lasciar intendere che loro sono bravi perché non lo fanno (o non lo possono fare). Insomma, è veramente un’affermazione idiota.

RobertoV

Non si rischierà la vita, ma il posto e la carriera si, oltre al linciaggio mediatico.
Comunque visto il clima e certi soggetti non escluderei anche il rischio di qualche pestaggio.

Michele Casale

Ho un’idea. facciamo un falò di tutti i simboli cristiani ragà!!!

Mauro

Un ateo deve dire che tutto ciò che scrive Avvenire è falso?
Io sono ateo ma non posso non constatare che, nel caso specifico, quel che dice Avvenire è semplicemente, banalmente vero, è sotto gli occhi, lo tocchiamo con mano tutti i giorni.
I cristiani si offendono in silenzio e con mortificazione, i musulmani si comportano in maniera molto diversa, pertanto la satira nei loro confronti è merce rara.
E chi fa satira dovrebbe porsi un problemino, quanomeno dovrebbe smetterla con quel fastidioso atteggiamento di superiorità morale di chi presume di potersi mettere in cattedra.
A tal proposito, il sig. Vauro (un poveraccio fondamentalmente, anche se certe sue vignette sono davvero esilaranti) a suo tempo aveva fortemente criticato la satira contro l’Islam di Charlie hebdo ed era stato giustamente sbugiardato da P.G. Battista.

RobertoV

I cristiani si offendono in silenzio e con mortificazione? Ma dove? Salvini, La Gelmini e la Russa si sono “offesi” in silenzio e con mortificazione? Il fatto che non ammazzino (in occidente) non significa che se ne stiano tranquilli.
Poveri perseguitati in occidente senza diritto di parola e senza potere ……..
La satira si fa contro il potere, non contro le minoranze.

Sandra

Mauro,
scrivi che “I cristiani si offendono in silenzio e con mortificazione”. Avvenire “che i cristiani quando vedono derisi i fondamenti della loro fede, si rattristano e soffrono, ma non si vendicano.” Come al solito Avvenire scrive cristiani ma intende cattolici. Si offendono per cosa poi, per la sostituzione all’interno del presepe della coppia Maria-Giuseppe con una coppia omosessuale che dovrebbe ricorrere a una fecondazione non naturale (proprio come per Giuseppe che secondo loro non era il padre naturale!) per poter avere un figlio.
Non si vendicano dici? Ma mi risulta che proprio per l’azione dei cattolici le coppie omosessuali abbiano meno di diritti di quanto sono già garantiti altrove. E anche da cristiani, dato che in Svezia e in Norvegia possono sposarsi nelle rispettive chiese CRISTIANE.
Così come non hanno brigato a destra e a manca contro il divorzio e l’aborto: nessuno ha mai obbligato i cristiani a sposarsi, divorziare o abortire. Sembra proprio invece che specialmente i cattolici facciano di tutto per impedire a chi non la pensa come loro di comportarsi diversamente da come loro vorrebbero (e se non è un atteggiamento di superiorità morale questo…) In silenzio e mortificazione, se permetti, mi sembra che abbiano subito e subiscano tutti gli altri.

Diocleziano

Concordo assolutamente con R V e soprattutto con ”…La satira si fa contro il potere, non contro le minoranze…”

Ribadisco il concetto che se si fa poca satira verso l’islam è perché sono dei delinquenti: si temono i delinquenti non le loro idee.

gmd85

@Mauro

quanomeno dovrebbe smetterla con quel fastidioso atteggiamento di superiorità morale di chi presume di potersi mettere in cattedra.

Curioso… è proprio l’atteggiamento che ostenti tu.

Mauro

Diocleziano,
praticamente lei ha espresso un po’ lo stesso mio concetto: sono dei delinquenti invasati e pericolosi (quelli che lo sono ovviamente) e anche se costituiscono una minoranza (osservazioni molto faziose e ipocrite quelle di nascondersi dietro al discorso della minoranza e dietro le “vendette” che descrive Sandra), costituiscono una minaccia reale. Pertanto i coraggiosissimi comici che presumono di fare satira, di fronte alla minaccia dell’islam fanatico e all’ambiguità dell’islam cosiddetto moderato, se la danno a gambe levate e preferiscono infierire sui cattolici (perchè non venitemi a dire che solo il Potere ecclesiastico cristiano-cattolico viene preso di mira).
Con questa faziosità gli atei continueranno a essere oggetto di pregiudizi, ma per fortuna non tutti gli atei sono uguali ……

gmd85

@Mauro

Praticamente, li definisci codardi perché hanno aggiustato il tiro? Eppure non è che prima non facessero satira sull’islam.
Ora, dimmi, il tuo atteggiamento non è di superiorità morale, vero?

gmd85

@Mauro

Faresti le stesse critiche ala squadra di calcio indoor femminile che ha chiuso per minacce e poi ha ripreso l’attività?

Stefano ™

@ Mauro

Scusa ma la “soluzione” è che si faccia satira e si venga ammazzati da musulmani (e dai cristiani, magari)?
O che sia gli uni sia gli altri (o chiunque altro) la tollerino?
O, visto che i musulmani ammazzano chi fa satira, non la si può fare con altri?
La conclusione sarebbe, dunque? Che devi far satira coi musulmani e venire ammazzato per poterla fare coi cristiani? O che i cristiani (invidiosi) abbiano la possibilità anche loro di far fuori chi fa satira nei loro confronti?
Io vorrei sapere come ragionate…

Diocleziano

Mauro
(dammi pure del tu, sono un imperatore democratico :-) )

Nel post del 5 alle 14.39 ho esposto la mia opinione, confermata dal post successivo e vedo che tutti più o meno la pensiamo così. Chi fa satira non deve essere un eroe, appare con nome e cognome; chi ha ucciso Theo Van Gogh o quelli di CH non si è fatto annunciare… chi è il vile? Ci sarà un motivo se si deride la chiesa cattolica e non, per esempio, quella Valdese, no?

dissection

E il premio “non so che cosa sto dicendo” per l’ateo più devoto dell’anno va a: Mauro!
E tu saresti ateo? Con queste idee? Non ti ho mai letto una volta che concordassi con noi/criticassi la CCAR, e viceversa. Sai, non è che l’ateismo sia una cosa trendy o di moda, né una cosa da prendere alla leggera. Secondo me dovresti rivedere un po’ le tue priorità, così mi sembra più ateo Salvini…

FrancoA

Altra vignetta provocatoria di oggi è quella di Charlie Hebdo “L’Assassin”. Sembra che numerosi credenti, in particolare cattolici e musulmani, si siano offesi per tale vignetta . A mio parere la raffigurazione di un disperato scamiciato con in testa un triangolo di tipo automobile in panne e col kalashnikov a tracolla non dovrebbe per loro ricordare in nessun modo Dio che per molti è un’entità astratta (per esempio infinito). e non rappresentabile. Sicuramente non può avere sembianze umane, in particolare virili. Mi chiedo: se si rappresentasse Dio come un tranquillo pensionato che nutre i piccioni o una piacente matrona che distribuisce fette di panettone ai bambini o ai mendicanti, sarebbe accettato dai credenti (e il vignettista lodato)?

dissection

Io penso di no. Non per i mussulmani, per i quali la divinità non può comunque essere giammai rappresentata, in nessun modo; è non per i cattolici, per i quali una rappresentazione tipo quelle che hai proposto tu farebbe tirar fuori loro ciance del tipo sminuire, banalizzare e quant’altro.

Gérard

I musulmani non sono offesi quando si bestemmia contro Allah come quanto se si tratta di Maometo .
In realta, hanno divinizzato il Razul ( Maometo ) ma non vogliono ammeterlo

gmd85

Direi che la reazione alla vignetta conferma la visione che i cattolici hanno di dio. Insomma, l’occhio della provvidenza un aiutino nell’interpretare l’immagine l’avrà dato… :-p

Francesco S.

I musulmani fanno finta di sentirsi offesi, quello è il dio cristiano, il triangolo con l’occhio è la classica rappresentazione della trinità oltre che simbolo massonico. Al più potrebbero sentirsi offesa qualche mummia egizia, perché ricorda l’occhio di Horo. La rappresentazione più sacra per l’islam di Allah è il suo nome in arabo. Se avessero messo il nome insanguinato di Allah non oso immaginare che sarebbe successo.

mafalda

Ottima la vignetta di Charlie, sembrano sulla strada della riscossa dopo un periodo di comprensibile smarrimento. Non toccano ancora i musulmani, ma finché non ci sarà una legge internazionale che abolisce il reato di blasfemia, anche la satira ha le mani legate.

Francesco s.

Le leggi non servono a nulla se non sono fatte proprie dai cittadini, ci sono voluti quasi 2000 perché il cristianesimo smettesse di ammazzare in nome di Dio.

Michele Casale

Sì sì esatto!!! Viva la laicità. Via ogni credo, ogni confessione. Causa di tutti i mali di questo mondo!!!!

mafalda

Francesco
Concordo, ma sarebbe un segno molto importante per i cittadini se un’organizzazione internazionale scrivesse nero su bianco. Ricordi le polemiche sulla legge contro il fumo? Ebbene, ora nessuno si sognerebbe di fumare in un ristorante o in una scuola, per dire. È un esempio semplice, ma rende l’idea.

Engy

(tanto per rispondere prontamente alla tua intimidazione: ah sì? dici così? allora di mò cosa ne pensi della vignetta di charlie!).
Mafalda (non userò più i nomignoli e i vezzeggiativi, vedo che per voi è un’offesa …. poi difendete charlie!) La vignetta mi pare buona anche se colpisce una sola religione in particolare.
Detto questo Mafalda, ritengo di poter intervenire quando voglio, dicendo ciò che voglio, dicendolo su ciò che voglio. Et capi??

Engy

e ti svelo un segreto Mafalda: le vignette di charlie o di vattelapesca possono anche fare cagare sai? Non è che debbano piacere per forza.
e questo (ti sembrerà di sicuro incredibile, chiusa e schematica come sei), non c’entra con il ribadire la libertà piena di espressione, anche dell’espressione più volgare e offensiva, e la condanna degli atti di violenza e di morte che hanno riguardato purtroppo charlie.

gmd85

@E.n.g.y

I nomignoli che usi sono fini a se stessi.

Detto questo Mafalda, ritengo di poter intervenire quando voglio, dicendo ciò che voglio, dicendolo su ciò che voglio. Et capi??

E di fatti ti hanno mandato affancuore da diversi blog.
E Mafalda sarebbe rozza e violenta? Ah, quali alte doti argomentative.

gmd85

@E.n.g.y

A parte il fatto che Mafalda, non ha detto che devono piacere per forza, resta da capire perché non piacciono. Perché è la religione a essere toccata? Sintomo di integralismo o di buonismo.
Oppure, sotto, sotto, le vignette mettono in lucetl’aspetto più becero del religione e allora i credenti si indignano per non ammettere che sono messaggi pertinenti?

Tiziana

Difficilmente, caro Maiurana, in Italia ci sarà un presidente ebreo. Ricordo qualche anno fa quando Montanelli propose , così per dire, il nome di Tullia Zevi, una donna di laicità specchiatissima a lungo presidente, la migliore che io ricordi, dell’Ucei. Si gridò allo scandalo…
Più modestamente un giornlista rai, tal Raffaele Genah che è stato a lungo vicedirettore di rai1, venne proposto per fare il vaticamista, e anche lì si gridò allo scandalo considerata la sua non limpieza de sangre. Comunque, il presidente Mattarella cattolico avrebeb dovuto ricordare che la laicità è talmente superiore che garantisce qualsiasi religione. E l’unico simbolo di chi ha il senso dello stato è la bandiera.

Francesco S.

Tenuto anche presente che in Italia gli ebrei sono lo 0,6 per mille della popolazione (0,7 per mille se si ponsidera anche chi non è iscritto alle comunità) lo vedo improbabile pure statisticamente.

Secondo me chi è stato capo di una comunità religiosa non può fare il presidente della Repubblica, sarebbe come permettere ad un ex papa di fare il capo di stato italiano, al di là del fatto che a volte sembra che già lo sia. Anche se è una persona laicissima come lo era la Zevi.

Francesco S.

Era il presidente dell’UCEI. Se uno ha fatto il presidente di UCEI, UCOI, CCAR (che ha il papa essendo una monarchia) etc secondo me non potrà mai aspirare a rappresentare tutti gli italiani, si tratta di ruoli troppo religiosamente orientati.

Francesco S.

Eh? UCEI è l’unione delle comunità ebraiche italiane e rappresenta l’ebraismo in italia e percepisce l’8×1000 in qualità di religione. E’ lei che è confusa.

Francesco S.

L’UCOII, l’UCEI o Unione delle chiese metodiste ed evangeliche sono lo stesso tipo di organizzazione religiosa non etnica.

RobertoV

Francesco S.
Il presidente della Germania Gauck è un pastore e teologo protestante e la Germania è più laica dell’Italia.
Se le religioni hanno strutture democratiche la cosa è accettabile: non lo è per la chiesa cattolica che è un’istituzione apertamente e dichiaratamente non democratica e mai lo sarà.

Tiziana

@Roberto V.

hai sintetizzato benissimo quel che volevo dire (tra l’altro anche Merkel è figlia di un pastore) .
non sono mai stata religiosa, ma credo che un religioso serio (si parlava di Tullia Zevi presidente Ucei) potrebbe dare maggiori garanzie di rispetto e laicità di tanti senzaidee che girano per il nostro paese
Inoltre
@francesc s

mi ha dato un pò noia il numero citato come se si dovesse essre maggioranza per accedere a una carica.

Francesco s.

Tiziana, ma no era una semplice affermazione statistica, i numeri sono solo numeri.
Tra l’altro la fonte è la comunità ebraica di Milano.

Francesco s.

Roberto V.
Ma non è stato il rappresentante capo del protestantesimo tedesco.

Francesco s.

Così come essere figlia di un pastore non significa nulla. Si stava parlando di rappresentanti capo di religioni / enti di culto quali sono Ucei, Ucoii, Ccar, unione delle chiese evangeliche etc.

RobertoV

Francesco s.
E’ come essere un capo di industria, di un partito, di un’associazione. L’importante è non cumulare le cariche e che non vi sia conflitto di interessi. Ti devi essere dimesso o dimetterti al momento dell’elezione. Poi ovviamente sono le tue idee ed i tuoi comportamenti sui quali vieni valutato, il tuo curriculum ed i comportamenti successivi. Non escluderei a priori che un religioso possa essere laico nell’agire.
Così come purtroppo l’essere un non religioso non garantisce dal non essere un clericale.

Francesco s.

Neanche io escludo che un religioso possa comportarsi laicamente, ma ho dubbi sulla rappresentanza di un intero Paese da parte di uno che è stato anche il capo rappresentante di una confessione religiosa.

mafalda

Bellissimo articolo, caro Maiurana (come quello sulle donne di qualche giorno fa).
Sono preoccupata per la micia, spero che qualche bravo cristiano, di quelli che s’inteneriscono davanti al bambinello di plastica, l’abbia adottata. Comunque i felini non c’entrano col presepe, direi che sono gli animali meno appropriati per l’adorazione, a meno che non si tratti di una bella bistecca.

Frank

Dialogo della foto.

Voci dietro: Ma come ve venuto in mente di rinchiuderci in una campana di vetro! Stiamo soffocando! Il bambino è paonazzo! Che te ne fotte di lui tanto resuscita! Scusami cara hai ragione! FATECI USCIRE!!!
Presidente: Ma da dove provengono queste voci?

Marjo

Mi piacciono gli scritti di M. Maiurana. Scrive dei bei articoli molto equilibrati ed espliciti.

Frank

Capitano Kirk: Per arrivare…. là dove i presepi sono più che un semplice simbolo.
Mr Spock: A fare in culo o in Italia?
Capitano Kirk: Da un vulcaniano non mi sarei aspettato un tipo di umorismo simile.
Mr Spock: Sono vulcaniano solo di padre….
Capitano Kirk: Giusto, avevo dimenticato.

Michele Casale

Anche parlare semplicemente italiano è un di parte. La cultura classica è tutta di parte. Voi siete di parte!

dissection

Se si è in Italia, parlare italiano è normale, non di parte… ma la tua cos’è, una specie di strategia “a cuneo”? Sappi fin da subito che qui non attacca. Ah, da uno a dieci quanto troll sei? Giusto così, per sapere…

gmd85

Vista la punteggiatura che hai usato fino a ora, non sei nelle migliori condizioni per parlare di lingua italiana. Inoltre, suppongo che il fatto che la cultura classica discende da quelle greca e latina sia irrilevante…

Sandra

La parte che un presidente della repubblica italiana dovrebbe rappresentare è semplicemente quella dell’essere italiano, e il simbolo dello stato italiano è la bandiera.
Il papa non si fa riprendere con la bandiera argentina alle spalle, o sbaglio? Se parli a fedeli uso i simboli della fede, se parli ai connazionali usi i simboli della nazione. Non mi pare difficile.

RobertoV

“non esiste il caso quando si parla di discorsi ufficiali”
Sono assolutamente d’accordo. Un discorso del presidente, previsto già istituzionalmente, non è un discorso improvvisato. Le riprese vengono curate e preparate e si deve vedere ciò che si deve vedere. E’ un discorso simbolico, a maggior ragione dopo le polemiche.
Scuole ed enti pubblici che non volessero uniformarsi al modello standard nazionale sono avvisati per il futuro, sanno ciò che pensa di loro lo stato e quali sono i riferimenti.
Ho appena visto che in un paese di montagna della “cattolica e tradizionalista” bergamasca hanno organizzato la corsa degli elfi ed hanno costruito il villaggio di babbo natale (non di gesù bambino!): a quando le prime denunce per il non rispetto delle tradizioni cattoliche?

Gérard

@ Roberto
Mi permetto un breve OT per informarti ( e chi capisce tedesco o francese ) che la rete tv Arte propone martedi prossimo alle 20.50 un servizio su i soldi delle Chiese cattoliche e protestante tedesche e l’ uso ( dubitoso ) che ne fanno . Da non perdere .

VHEMT

Vorrei tornare al discorso sui cristiani “offendibili” e sui musulmani “non offendibili”.
La spiegazione è nota ed è giù stata data, in questo blog, in parecchie altre occasioni: i cristiani sono stati “addomesticati” da eventi provvidenziali come l’illuminismo, la Gloriosa Rivoluzione di Francia, Napoleone, i risorgimenti, il diffondersi delle idee marxiste.
Sono stati questi “calci nel s….e” a far capire alla chiesa che “non è cosa” riproporre idee come l’alleanza fra il trono e l’altare e la convergenza fra peccato e reato.
Naturalmente, dietro le quinte, il mondo cattolico ci prova sempre ad influenzare l’azione dei governi e dei corpi legislativi, ma non può più farlo apertamente, senza provocare pericolose reazioni come nel caso del divorzio e dell’aborto. Agisce in modo sotterraneo, furbesco, senza più arrivare allo scontro diretto.
Per questo motivo i cattolici (o meglio: il clero) sopportano le offese che vengono loro rivolte: per calcolo, per opportunità.
Gli ebrei sopportano per altri motivi: in primis, perchè non essendo l’ebraismo una religione missionaria, tende a fregarsene di quello che fanno gli “altri” nelle loro nazioni, soprattutto quando si tratta solo di parole; e poi perchè le continue persecuzioni, durate secoli e un po’ dappertutto, li hanno resi prudenti e non tendono perciò a raccogliere le provocazioni.
Nulla di tutto questo è avvenuto all’islam.
Ma cosa vorrebbero i nostri amici cattolici? Che non potendo prendercela coi musulmani, dovremmo astenerci da dire quello che ci pare anche nei loro confronti?
E’ per caso l’invidia che parla? Attenzione, amici cattolici, che l’invidia è più irreconciliabile dell’odio.
Il nostro scopo, invece, cari amici è portare anche i maomettani ad accettare la libertà di critica. Per ora è difficile, ma non sottovalutiamo il potere di dissoluzione che comporta la circolazione delle idee in un mondo come il nostro.
Il fatto che l’integralismo islamico deve imporre la sharia sempre più con la forza e sempre meno col consenso, può essere visto come l’inizio di un processo analogo a quello che portò nel corso dell’800 alla separazione fra stato e chiesa. Almeno si “spera”, si “ipotizza”: nulla è certo, beninteso!

Francesco S.

Vhemt
allora vedi che ci credi un pochino, tu nell’Uomo?

VHEMT

Caro Francesco, più che nell’uomo, io credo nei suoi difetti, nelle sue carenze, nella sua corruttibilità ed è su questa base, che io ritengo possibile “l’annacquamento”, “l’indebolimento”, “l’imborghesimento” del carattere dei popoli musulmani a contatto con il mondo occidentale. Però, attenzione! la vedo solo come un’ipotesi e una possibilità.

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