L’eccezione religiosa che incide sulla vita di tutti

Una corrente di pensiero, diffusa anche nel mondo laico, ritiene che sia giustificato riconoscere eccezioni alla legge basate sulle convinzioni religiose. In modo non illimitato: non sono certo molti, per esempio, i giuristi non musulmani che pretendono di estenderle alla poligamia. Il riconoscimento dovrebbe essere invece circoscritto ai casi in cui il diritto alla libertà di religione viene considerato preponderante rispetto all’eventuale vulnus all’universalità dei diritti. Il problema che immediatamente ne scaturisce è che è controverso stabilire se è effettivamente preponderante.

Particolarmente viva è la questione nei paesi occidentali con forte presenza di comunità islamiche e che hanno avviato una politica di multiculturalismo. Approccio spesso problematico, tanto che alcuni stati come Gran Bretagna o Germania pensano piuttosto di rivederlo. Proprio in Germania è scoppiata in questi giorni la polemica per la proposta del socialdemocratico Peer Steinbrueck, probabile avversario di Angela Merkel alle prossime elezioni, di tenere lezioni di ginnastica separate tra maschi e femmine per alunni musulmani. Merkel ha invece chiarito che la proposta è sbagliata: “se decidiamo di separare gruppi di persone da altri gruppi di persone a scuola, realizziamo il contrario dell’integrazione”.

Steinbrueck ribatte che “in alcuni casi” la separazione per generi può essere una “soluzione”, considerando che “molti genitori musulmani risolvono il problema dichiarando malati i loro figli e ancor più spesso le loro figlie nel giorno dell’ora di ginnastica”. In diverse scuole dei Länder di Baviera e Baden-Wuerttenberg già sono previste lezioni separate. Ma tra i socialdemocratici ci sono posizioni contrarie a quella del futuro candidato premier, come quella espressa da Heinz Buschkowsky. È da anni sindaco di Neukölln, sobborgo di Berlino con alta concentrazione di abitanti di origine turca, e nel suo recente e contestato libro Neukölln ist überall affronta proprio la difficoltà di integrazione tra comunità. “Bisogna dare ai giovani un orientamento sociale moderno, a fianco oppure in contrapposizione con le tradizioni familiari”, ha detto, “da noi scuole maschili e femminili separate esistevano 150 anni fa, è assurdo rimettere di tanto indietro l’orologio della storia”.

steinbruck

Da una parte il rispetto per le convinzioni religiose, dall’altra la richiesta perentoria di integrazione. Due approcci che rischiano di essere entrambi poco laici e che ricordano certe controversie italiane. Come quando il centrodestra brandisce in maniera identitaria e clericale il crocifisso contro insegnanti che lo tolgono dai muri giustificandosi non ricorrendo al principio di laicità, ma invocando il “rispetto per l’islam”. A perderci sono soprattutto le ragazze di famiglia islamica, che finiscono ghettizzate. Ma possono perderci anche tutte le ragazze, se passa il concetto della separazione dei generi. Che è marcatamente di origine religiosa, come evidenziano alcune recrudescenze anche nel mondo cattolico.

Allo stesso modo, lede i diritti di tutti i viaggiatori quanto deciso dalla Qantas, compagnia di bandiera australiana. Dopo aver siglato un accordo con Air Emirates, la compagnia aerea australiana ha dovuto togliere dai menu di bordo ogni bevanda alcoolica e i piatti che contengono carne di maiale, come imposto dall’islam. La Qantas, in crisi da anni, ha quindi ceduto alle pressioni della finanza halal. Posto di fronte alle lamentele di passeggeri e utenti, l’amministratore delegato Alan Joyce si è affrettato a precisare che i cambiamenti avranno una influenza “minima”. Anche la Turkish Airlines, oltre a un recente restyling più “morale” delle divise degli assistenti di volo, ha proibito nei voli interni gli alcoolici.

Siamo in un ambito privato, ma il risultato è lo stesso. L’interesse politico o economico nei confronti dei musulmani porta a riconoscere eccezioni che possono riverberarsi indiscriminatamente su tutti. Teniamo presente anche l’altro aspetto della questione: le organizzazioni islamiche stanno iniziando a capire che, per ottenere l’applicazione sempre più estesa della propria dottrina religiosa, la strada più facile è solleticare gli interessi politici o economici delle leadership occidentali. Inviti particolarmente allettanti in una situazione di pesante crisi economica e finanziaria internazionale, considerando che soprattutto negli stati arabi ci sono grandi capitali generati dal petrolio che cercano investimenti di cui l’Occidente ha bisogno. Do ut des. Il mondo democratico non dà una bella immagine di se stesso.

La redazione

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58 commenti

gmd85

I genitori danno malati i figli? Le scuole comincino a far pesare le assenze. Mi viene spontaneo chiedermi se questo è l’Islam che Lain e gli altri difendono.

faber

Concordo anche se bocciare i figli non risolve il problema. Semmai dovrebbero “bocciare” i genitori in qualche modo (multe?limitazioni della potestà?). Ovviamente ciò vale per tutte le motivazioni (religiose, sociali,economiche ecc.)

gmd85

Si, lo so. Ma, di fatto, le assenze continuative corrispondono mancanza d’istruzione e di capacità utili per passare agli anni successivi. Poi, ovvio, il problema sono gli integralismi dei genitori.

Titti

Dove sono gli assistenti sociali così zelanti, quando si tratta di rompere le scatole ai genitori di figli autoctoni? Se tu non mandi tua figlia a scuola, che ti venga tolta la patria potestà, punto.

MarcusPrometheus

Non rinnovare permessi di soggiorno e di lavoro, non rinnovare patenti a chi impedisce l’integrazione. Escludere la possibilita’ di concedere cittadinanze a simili persone, anzi introdurre la possibilita’ di revocare le cittadinanze a chi dimostri di lottare contro l’integrazione.

ser joe

Quello che è assurdo è togliere le bevande alcoliche dai voli di linea. Ma, pensavano forse che ne davano un litro a testa? e per quanto riguarda il maiale non si sono mai chiesti se allah non vuole che mangiamo la sua carne perché caxxo l’ha creato ?

Sandra

Forse chi ha scritto il corano allevava e vendeva capre, e aveva un parente che detestava che invece allevava e vendeva maiali. Un banale caso di conflitto di interessi nel commercio alimentare.

il mercatone della Fede

E in quel momento è iniziato l’odio con gli ebrei, i quali avevano gli stessi interessi.

faber

O più banalmente allevare dei maiali (che necessitano di acqua molto più di capre e ovini vari) nei paesi arabi non è proprio vantaggiosissimo. Senza considerare che con 45 gradi all’ombra la cassoeula può risultare più indigesta rispetto ad un arrosticino o una fettina arrosto…Tempo fa lessi un libro molto interessante (chiedo venia ma me lo avevano prestato e non ricordo nè titolo nè autore) in cui si analizzavano proprio le cause “reali” che c’erano dietro alle tradizioni alimentari di vari popoli.

gmd85

@faber

Ricordo che il mio docente di sociologia delle migrazioni spiegò che a temperature e levate, le carni suine possono sviluppare tossine. 🙂

Sandra

faber,
se ti può interessare l’argomento in generale, ti consiglierei due libri di Tom Standage, “Una storia commestibile dell’umanità” e “Storia del mondo in sei bicchieri”.
Comunque, sì, probabilmente i maiali erano in competizione con l’uomo per le stesse risorse, oltre ai problemi di mangiarne la carne poco cotta.

Laverdure

Oppure la proibizione si e’ basata proprio sulla mancanza di reali motivi concreti per evitare la carne di maiale,per costituire esclusivamente una prova di fede.
Infatti fare qualcosa avendo motivi reali per farla che prova di fede sarebbe ?

MarcusPrometheus

Gli storici delle religioni ebraica e mussulmana che ho letto io
(o almeno alcuni) sostengono che l’inizio del divieto alimentare nell’ebraismo eppoi nell’islam NON fu dovuto principalmente ad argomenti pratici alimentari, bensi’ alla utilita’ ideologica psicologica e comunitaristica di DISTINGUERSI E DI SEPARARSI dai popoli vicini, (notevole vantaggio dal punto di vista dei caporioni nazional religiosi).
Ed infatti le norme sul non mangiare maiale (o anche varie altre cose come molluschi, conigli ecc. per gli ebrei, ma non per i mussulmani) sono accompagnate da molte altre norme che incoraggiano o ordinano la separatezza da altre comunita’
di diversamente credenti.
Poi nell’islam c’e’ il divieto dell’alcol in questa vita, mentre e’ addirittura promesso a fiumi nel paradiso di Allah.
Ebbene questo divieto e’ narrato e spiegato benissimo nella Sunna: Maometto trovo’ i suoi guerrieri completamente ubriachi ed incapaci di combattere nella battaglia che si preparava per cui da quel momento vieto’ l’alcol in vita, ma lo promise post mortem!!!!!!

Le considerazioni pratiche sui maiali disadatti all’ allevamento nei climi caldi aridi (ma non nei climi caldi se ricchi di acque) sono valide, ma rappresentano solo due cose:
1 il motivo della scelta specifica del maiale (piuttosto che di altri animali) per differenziarsi da altri popoli.
2 teorizzazioni fasulle per dare motivi razionali a posteriori, e per coprire il vero motivo che e’ DIFFERENZIARSI E SEPARARSI, cosa che vogliono fare sempre tutti i settari e gli estremisti, si veda quello che fanno appunto gli islamisti immigrati per mantenersi come unita’ combattenti e demograficamente in espansione in territorio nemico (DAL EL HARB).

Per approfondire il tema delle scelte e rifiuti alimentari causati sia da religioni che da molti altri motivi raccomando molto caldamente un libro eccellente di
Marvin Harris, Buono da mangiare – Einaudi http://www.einaudi.it
(Perché alcuni mangiano cani, gatti e dingo, mentre altri evitano la carne di mucca, maiale o cavallo? Perché alcuni odiano il latte e i suoi derivati…)

Gérard

Buona sera Marcus

Ho appena chiesto al mio amico Mohammed, quello che di Islam se ne intende, il motivo reale del divieto del maiale . Esso mi conferma dunque che il motivo reale era di differenziarsi dagli altri popoli…

Bertrand Russel2 la vendetta

ser joe

E’ inutile cercare di far ragionare un fanatico dogmatico, per loro non contano i risultati o le conseguenze, conta solo l’obbedienza al comandamento, ordine o principio che hanno ricevuto.

Se il loro testo sacro di turno dice che non si può bere alcol non si può bere alcol, se dice che non si può mangiare maiale non si può mangiare maiale, non gli importa se tu e io siamo di idee differenti e non gli importa se lo facciamo con moderazione e equilibrio per un vero fanatico conta solo obbedire ciecamente a ciò che gli è stato insegnato ad obbedire.

Per fortuna non ci credono tutti a queste storie e per fortuna anche molti che ci credono non le mettono in pratica alla lettera ma solo quando gli gira. Io ho diversi amici marocchini che consumano alcol tutte le volte che escono di casa e alcuni non si fanno troppi problemi neanche a mangiare carne di maiale, conosco anche degli Indù che mangiano carne bovina.

gianni rosso

Credo che il problema vada affrontato con una certa elasticità. Trovo giusta la decisione riguardo agli aerei, anche se si potrebbe prevedere la possibilità di scelta da parte dei passeggeri(anche per evitare contrapposizioni religiose). Lo stesso per quanto riguarda il velo delle donne musulmane,se non copre l’intero volto. Sono invece contrario alle lezioni separate di ginnastica:il rispetto della libertà religiosa non può farci tornare indietro con la civiltà!

Kaworu

scusa ma quando mai sui voli di linea c’è stato l’obbligo di prendere alcolici?

faber

Già me la immagino la hostess che si avvicina con la bottiglia di rum e un imbuto: “Fa da solo o le serve una mano?” 😀

Francesco S.

In che senso “giusto”? Come ha detto Kaworu, mica ti obbligano a bere alcol e mangiare maiale?

gmd85

In effetti, non capisco perché ci vogliano tanti divieti. Resistere alle tentazioni non dovrebbe essere più edificante? Sarà che preferiscono non correre il rischio di cadere nel peccato?

Gérard

E torniamo sempre al problema dell’ eccezione religiosa : il motivo per il divieto di bevande alcooliche è che la loro vista offende gli occhi degli ” credenti mussulmani ” !
Per questo è che di solito, nei paesi mussulmani, puoi soltanto bere in locali con finestre oscurate….
( idem in certi stati degli Stati Uniti…. ) .

Bertrand Russel2 la vendetta

Rispetto delle tradizioni o scelte spregiudicate?

Dal punto di vista di uno stato laico non dovrebbe fare molta differenza se un individuo segua ciecamente le tradizioni della sua cultura o se decida di violarle sistematicamente, ovviamente finché non diventa violento con altri.

Finché un individuo non fa male ad altri e non viola la legge quello che fa sono solo affari suoi, ovviamente la legge non deve essere scritta per violare i diritti di qualcuno ne deve imporre a qualcuno obblighi assurdi e inutile che lo costringano a scegliere tra le sue convinzioni e il rispetto della legge, inoltre spesso non è molto praticabile la via del multiculturalismo del modificare le leggi a seconda del gruppo etnico-religioso d’appartenenza e non è neanche giusto visto che difronte alla legge siamo tutti uguali, o almeno dovremmo esserlo. Finché non si fa male a nessuno lo stato non dovrebbe ne imporre il rispetto delle tradizioni ne imporre il loro abbandono.

Ma nel caso dei minori, che sono sotto tutela dei genitori il discorso cambia, infatti un minore non può disporre pienamente di se stesso ma dipende delle scelte della sua famiglia, se i genitori proibiscono di frequentare delle scuole di buona qualità per mandarlo in scuole confessionali di scarsa qualità, che hanno la caratteristica di perpetuare le tradizioni della propria religione, danneggiano il loro figlio, più spesso figlia, impedendogli di autorealizzarsi e costringendolo a restare ai margini della società, danneggiano i propri figli.

Nel caso delle lezioni di ginnastica il danno è quasi sempre minimo, si ci saranno poche ragazze che magari sarebbero diventate atlete professioniste ma sarebbero state in pochissime, quindi bocciarle finirebbe per creare più danni di quanti ne risolve, visto che molte di quelle ragazze finirebbero senza titoli di studio o con titoli macchiati da tante bocciature da penalizzarle sul mercato del lavoro.

Togliere la patria podestà rischia di creare traumi emotivi peggiori dell’esclusione dalle ore di ginnastica, limitarla, magari stabilendo che alcune decisioni possano essere prese in autonomia dal minore prima dei 18 anni, senza bisogno del approvazione dei genitori, sarebbe una soluzione tenendo presente che ciò comporterà almeno nel breve termine un aumento della conflittualità familiare che necessiterebbe di un maggior intervento dei servizi sociali, questi provvedimenti però potrebbe spingere molte famiglie a mandare i figli in scuole confessionali, dove le limitazioni alla podestà genitoriale sarebbero inutili, perché ci sarebbero più o meno gli stessi limiti alla libertà individuale solo che sarebbero imposti con i regolamenti scolastici, senza contare che simili scuole potrebbero portare alla nascita di generazioni di fanatici pericolosi.

Una soluzione nel lungo termine potrebbe essere quella di affidarsi alle pressioni sociale e economiche, che li costringano a cambiare le loro scelte, per necessità, ma questo tipo di approccio richiede molto tempo e lascia sempre delle sacche di arretratezza.

Per arrivare finalmente alle conclusioni, a mio parere ritengo che, l’atteggiamento più opportuno per affrontare la questione sia farlo contemporaneamente da diverse angolazioni.

Si dovrebbero avere delle scuole pubbliche che permettano anche alla maggioranza dei genitori bigotti di mandare a studiare i propri figlie e le proprie figlie senza avere troppo da lamentarsi, quindi potrei anche accettare le ore di ginnastica separate se venisse fatta un esplicita richiesta da parte dei genitori, in questo modo non ci sarebbero abbastanza famiglie bigotte da riempire gli istituti confessionali. Si potrebbero proibire per legge le scuole confessionali troppo oltranziste o che utilizzano metodi troppo coercettivi, si potrebbe insegnare un educazione civica totalmente laica per aprire la mente delle nuove generazioni con idee che li spingerebbero a rifiutare “spontaneamente” le tradizioni troppo invasive.

Si potrebbe evitare di dare troppi aiuti alle famiglie numerose, quasi sempre di immigrati molto conservatori, in assenza di tali aiuti tali famiglie dovrebbero modificare il loro stile di vita o accettando che anche le figlie lavorino, aprendo la via alla loro emancipazione, o riducendo il numero dei figli, il che riducendo il tempo che le madri debbono passare dietro i figli aprirebbe la via al emancipazione delle madri, che prima o poi dovranno andare a lavorare anche loro per contribuire economicamente ai bisogni familiari.

Infine nei casi di genitori un po troppo invasivi e vecchio stampo si potrebbe limitare la podestà e nei casi più gravi toglierla completamente.

Bertrand Russel2 la vendetta

MarcusPrometheus

Grazie e chiedo venia a quasi quasi cambio il nome e tolgo la vendetta mi sta scocciando un po.

gmd85

@Bertrand

Posso concordare. ma dare consentire la divisione per sesso, secondo me, darebbe agio a visioni eccessivamente sessiste. Qui il problema è proprio a monte. Integrazione, per come la vedo io, vuol dire prendere atto delle leggi e delle dinamiche del paese in cui si vive. Se a queste si vuole anteporre la propria fissazione religiosa, beh, non ci si vuole integrare.

Bertrand Russel2 la vendetta

gmd85

Hai ragione ma secondo me se si tenta di integrarli troppo alla svelta si rischiano reazioni di senso opposto, sopratutto in un periodo in cui l’estremismo religioso va di moda, quindi penso che, per rubare delle espressioni dalla Boxe, se non li si può buttare al tappeto con un colpo d’incontro, bisognerebbe lavorarli hai fianchi per poi stenderli con una bella combinazione di destro, sinistro, destro.

Lasciando stare queste metafore pugilistiche quello che propongo è essenzialmente uno sistema che riduca all’irrilevanza, anche all’interno della propria comunità, gli estremisti e che tenga aperte le porte a chi si vuole integrare, facilitando il tutto con un po di spinte discrete in quella direzione, nella convinzione che alla lunga, un paio di generazioni al massimo, si integreranno quasi tutti, senza bisogno di troppa coercizione.

gmd85

Beh, ma chi si vuole integrare, dubito che sia un integralista. Dovrebbe già di per sé essere aperto alla collaborazione. Spero.

Bertrand Russel2 la vendetta

gmd85

Ci sono quelli che si vogliono integrare completamente.

Ci sono i fondamentalisti che voglio restare nella loro cultura anche se vivono in mezzo a noi.

Ci sono quelli che vorrebbero integrarsi in alcune cose, come il lavoro e le amicizie, ma che pensano di poter mantenere una parte del loro stile di vita e dei loro dogmi religiosi.

Quest’ultima categoria secondo me è la più numerosa, se gli si chiede di integrarsi completamente in una generazione c’è il rischio che una parte più o meno ampia di loro finisca per reagire assumendo alcune idee e comportamenti fondamentalisti.

Se li si integra per gradi accettando che solo una parte si integrerà completamente in una generazione e che la maggior parte completerà il processo in due generazioni secondo me lo si può fare senza troppi conflitti.

gmd85

Si, non hai tutti i torti. ma penso che quelli della news non vi rientrino. E anzi penso che chi pone problemi come quello dell’ora di ginnastica faccia parte della seconda categoria.

Bertrand Russel2 la vendetta

gmd85

Be allora se proprio sono troppo ottusi e non vogliono ne integrarsi ne lasciare la possibilità ai loro figli di integrarsi arrivati a un certo punto li si potrebbe espellere.

Ma penso che nella maggioranza dei casi sia meglio cercare di evitare lo scontro frontale, sopratutto per delle questioni che in fin dei conti non danneggiano più di tanto le ragazze, mentre l’essere mandate in una scuola confessionale le danneggerebbe molto di più.

Gérard

Bertrand Russel – La vendetta 2

Il problema è che con le generazioni precedenti, l’ integrazione non poneva problemi . Nessuno portava il velo , nemmeno le vecchiette algerine ..
Soltanto adesso, le nuove generazioni rigettono la cultura occidentale e il vivere assieme . Non ci sono mai visti cosi tante donne velate, giovane, della 3 generazione e mai viste tante richieste di ” eccezione religiose ” .
Portati da questa breccia nella laicita, i cattolici conservatori vengono di nuovo rompere le scatole …

Bertrand Russel2 la vendetta

Gérard

Messa sotto questo punto di vista ci sono le seguenti possibilità:

aspettare che la religione passi di moda tra i mussulmani e nel frattempo limitarne l’arrivo nei nostri paesi a coloro che sono più desiderosi si integrarsi;

agire per far passare questo revival religioso nei paesi mussulmani.

La prima cosa la possiamo fare, anche se con un bel po di difficoltà, la seconda no, almeno non lo possiamo fare noi almeno non in tempi utili.

Quindi dovremo fare una chiusura parziale all’immigrazione proveniente in questi paesi finché non si stancheranno del fondamentalismo, in Iran pare che molti giovani, sopratutto quelli degli ambienti urbani pare che si siano stancati di tutto ciò, il che prima o poi capiterà visto che il fondamentalismo si presa poco a far funzionare una società moderna.

MarcusPrometheus

Chi si vuole integrare si trova davanti i caporioni religiosi integralisti RICONOSCIUTI dalle autorita’ italiane e soli interlocutori delle sinistre che li ghettizzano. Anche i “mediatori culturali” troopo spesso fanno parte dell’apparato di gregarizzazione comunitaristica e svariati di essi sono stati indagati ed arrestati per favoreggiamento dei terroristi.
Anche le sinistre che strillano di dare cittadinanze a tutti INDISCRIMINATAMENTE e senza prevedere anche una modalita’ per revocare le cittadinanzea chi si dimostri traditore estremista, terrorista o semplicemente lotti contro la integrazione dei suoi simili, incoraggiano a NON integrarsi.

Bertrand Russel2 la vendetta

parolaio

Molto coinciso! Se non ti costa troppo dammi pure una tua definizione di razzismo o un tuo approccio alternativo te ne sarei grato cosi si può discutere.

Se per razzismo intendi che io attribuisco a delle persone dei determinati comportamenti in base a motivazioni razziali, chiaramente io detto cose differenti visto che dico che possono cambiare, se ritieni che lo sia perché attribuisco delle caratteristiche immutabili a gruppi socio culturali, invece ti faccio notare che io parlo della gestione del cambiamento di cambiare solo non dalla sera alla mattina.

Se noti bene faccio proposte concrete per integrarli facendo un uso misto di vari strumenti, cercando di non fare salire troppo il conflitto.

Se invece mi dai del folle per le metafore pugilistiche va be che ci posso fare.

MarcusPrometheus

Non so se stavi rispondendo a parolaio o a me.

Se stavi rispondendo a me io non ho mai parlato di intermediari culturali ho solo detto di compiere il processo di integrazione con una certa calma senza forzare troppo i tempi.

Il perché di queste mie idee lo già spiegato.

Poi io non ho mai parlato di riconoscere i capo locali come interlocutori, io detesto l’idea di questo tipo di funzionamento istituzionale.

Per il concedere la cittadinanza e con lo stabilire alcuni requisiti per decidere se concederla o meno e lo stabilire anche, in alcuni casi, la possibilità di revocarla e di espulsione dal territorio nazionale sono d’accordo con te.

diego

integrazione con eccezione religiosa… ha perfettamente senso. Ma aggiungerei anche eccezioni raziali, patrimoniali, di genere, di orientamento ecc. ecc., altrimenti che integrazione è?

tommaso

Tanto prima o poi succederà: un musulmano regolarmente immigrato pretenderà di avere 2- 3 o 4 mogli !!! Non vedo l’ ora di assistere !!

🙂

faber

Infatti secondo me è tutto un complotto della lobby degli avvocati divorzisti 😀

Stefano Grassino

E poi? Vorrà tre o quattro assegni familiari? Con la crisi che c’è va a finire che il razzismo (scusa economica) monta davvero.
Andrà a finire che si aprirà la caccia agli extra comunitari, ai Rom ed ai mussulmani. Cosa diremo quel giorno? Che il mal voluto non è mai troppo?

MarcusPrometheus

Gia’ ci sono in Italia ed in altri paesi europei immigrati che hanno fatto entrare per ricongiungimento familiare piu’ di una moglie, e che prendono gli assegni familiari e benefici fiscali vari per tutte.

E specialmente in UK ci sono molti islamisti (estremisti religiosi) che non lavorano e campano bene di assistenza sociale con famiglie di una dozzina di persone.

In pratica stiamo finanziando la nostra sostituzione demografica.

cesares

Mi sembra evidente che in nome della tolleranza non si possa tollerare l’intolleranza.

faber

Non vale l’ho postato prima io 😀 Guarda spero intensamente che sia qualche fake tipo guerrilla marketing. Potrebbe essere lo spot del nuovo saccoccio Buitoni 😀

whichgood

Non l’avevo visto!.
Mi dispiace deluderti ma potrebbe essere verìssimo. Sono vissuto 3 anni in Israele e ho visto delle cose che neanche nei cartoni animati.

whichgood

Potrebbe anche trattarsi di un’apertura degli ortodossi all’uso del preservativo.

klement

Visto che nelle ore di ginnastica ci sono comunque un insegnante per sesso, dividere pure lo spazio fisico non mi pare cambi poi tanto. Si possono rivedere le regole a confronto con altre culture, ma non stabilire eccezioni in base all’appartenenza religiosa, perché non sono islamico ma potrebbe piacermi lo stesso la poligamia.
Facciamo presto a scandalizzarci dei padri padroni solo quando sono stranieri, ma proibire il piercing o la minigonna non è concettualmente diverso che imporre il velo. D’altra parte, la disciplina dell’immagine nei regolamenti scolastici non è certo meno integralista, e col patto di corresponsabilità della Gelmini scuola e famiglia si mettono in combutta per spadroneggiare.
Se le malattie degli scolari possono essere decise dai genitori, una volta cresciuti diventeranno assenteisti, perciò fin da piccoli le deve certificare il medico. Ci sono i genitori che si fanno la settimana bianca giustificando l’assenza dei figli come motivi famigliari, peggio ancora del padre padrone che lo portava via da scuola per fargli fare il pastore.
E pazienza almeno se i genitori mettono il burka alle loro figlie, ma è demenziale si aspettino che la scuola si adatti ai loro porci comodi, siano maggioranza o minoranza. Una volta il padre prendeva a sberle per i brutti voti, ma per il resto lasciava che si arrangiasse il maestro, mentre con gli organi collegiali ficcano il naso sempre di più, ora che si ciancia di partecipazione stakeholder ecc. Per i figli è molto meglio la schiavitù piuttosto che subire la libera autodeterminazione dei genitori.

gmd85

Dove starebbero gli insegnanti per ogni sesso? Cioè, ci sono, ma a ognuno vengono assegnate più classi.
Direi che piercing e minigonna sono su pino diverso, per quanto vietare, se non ci sono motivi validi, è eccessivo.
Per i figli sarebbe meglio vivere in un ambiente non oppressivo. E se la scuola deve intervenire affinché ciò avvenga, lo faccia.

DucaLamberti74

Ogni paese ha la classe politica che si merita..

I musulmani in Germania saranno sei milioni… i votanti saranno tre milioni… quelli integralisti e convinti dei precetti di allah…saranno volgiamo esagerare… un milione ???

Been, se il resto degli elettori tedeschi (penso sessanta milioni) la loro maggioranza la darà a questo socialdemocratico…si inizi a pensare che la Germanai diventerà una repubblica:

multiculturale
multietnica
multibarbittica

Ogni paese ha la classe politica che si merita…e la Germania non fa eccezione.
Se voteranno un politico che introduce delel regole religiose in una istituzione laica (la scuola)…beh a me questo NON mi sembra molto di sinistra.

Mi stupisco che la Merkel dica cose di sinistra…se si vuole favorire la integrazione…non puoi segregare o introdurre regole.

Poi che dire…se vogliono i musulmani barbitti si fanno la loro scuola e li facciano come vogliono…e se qualche comunistoide vuole assaporare il multiculturalismo si iscriva li e/o iscriva i suoi figli.

Ed ora DucaLamberti74 comedy show – la famiglia multiculturale:

mamma: Figlia mia è per il tuo bene…domani vivrai in uan società multiculturale e multietnica…indossa il burqua e mi raccomando NON guardare i ragazzi…

figlia: Ma mamma…e quell oche m iraccontavi prima di sessualità libera, di quando avevi tre amanti prima di conoscere tuo padre, che devo imparare ad apprezzare il mio corpo…

mamma: Basta con queste sciocchezze…sono il pssato quando eravamo monoetnici…adesso bisogna diventare multietnici e multiculturali…è questo il futuro…

babbo: Ehi tu donna…vedi di stirarmi la camicia e preparami al cena…NON ho ancora mangiato…sempre li tutto il giorno a perdere tempo…presto che dopo dobbiamo andare da abdul fatik per il comitato del laboratorio di quartiere multietnico per stabilire dove fare la nuova moschea…

figlia: Mamma…ma anche il babbo sta diventando multietnici e multiculturale ?

DucaLamberti74

Bertrand Russel2 la vendetta

DUCA

Lo sai che quando la Francia ha proibito l’esposizione dei simboli religiosi nelle scuole statali, anche quelli che gli studenti indossavano addosso, si è verificato un aumento delle iscrizioni alle scuole confessionali?

Secondo te gli studenti in questione saranno maggiormente ostacolati nel integrarsi nella società dal aver frequentato delle scuole confessionale o dal aver frequentato delle scuole statali con addosso simboli religiosi?

L’esempio che cito io non è proprio uno scontro tra multiculturalismo e integrazione me è più uno scontro tra integrazione forzata e il mantenimento delle tradizioni.

Sei sicuro che l’integrazione forzata sia la soluzione dell’integrazione forzate sia la cosa migliore? Vuoi reintrodurre la pesante l’ingerenza dello stato nella vita dello stato nella vita delle persone per motivi diversi dalla stretta tutela della libertà contro la violenza mesa in atto da altri?

Il lasciare che le persone si risolvano la maggior parte dei problemi da soli senza troppe ingerenze governative ti fa cosi schifo? Pensi davvero che gli Italiani rinunceranno alla loro libera scelta per imitare degli immigrati in genere mal visti? Hai cosi poca fiducia negli altri?

Scusa ma stati facendo un discorso da Komunista per di più della vecchia scuola.

Bertrand Russel2 la vendetta

Scusate

Volevo scrivere “Sei sicuro che l’integrazione forzata sia la soluzione migliore?”

Invece ho scritto “Sei sicuro che l’integrazione forzata sia la soluzione dell’integrazione forzate sia la cosa migliore?”

Francesco S.

Duca, dirai anche cose più o meno giuste, ma hai un problema:

vedi Komunisti (con la ‘k’) ovunque peggio di Berlusconi, con tutti questi ‘komunisti’ in giro mi stupisco di non vedere altrettante repubbliche socialiste.

Veramente sembra quasi patologico, un caso di komunistite acuta, 😀

DucaLamberti74

Allora…io NON ho nulla contro i comunisti…che rispetto ed hannoanche dei puinti in comune con il ducalambertipensiero (la religione è oppio dei popoli, tutela dei più deboli, guerra la padrone se uno che sputa sul lavoro degli operai, ecc. ecc.)..

IO HO UN DISGUSTO PROFONDO VERSO I COMUNISTOIDI.

Che differenza c’è tra comunisti e comunistoidi…beh ve ne è parecchia..

Eccoti un copia & incolla di un mio post precedente…che è abbastanza eloquente sulla differenza

fonte:
http://www.uaar.it/news/2013/02/18/istruzione-ricerca-confronto-elettorale/
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Allora c’è una bella differenza tra comunista e comunistoide.

Esempio di Comunista è chi è coerente con questa ideologia, ne è orgoglioso, non la rinnega mai, e di questa valorizza i migliori punti (difesa dei diritti dei più deboli, il lavoro come punto centrale, lo stato deve tutelarti, ecc. ecc.).

Ho semplificato ma penso di aver reso bene l’idea.

Il comunistoide è invece chi prende il comunismo come un gioco, è pieno di soldi, disprezza il lavoro in ogni forma, vive in un mondo fatato tutto suo ed il capitalismo è sempre e comunque male assoluto così come il denaro.

Un esempio di comunista intelligente da cui c’è molto da imparare è ad esempio il personaggio di Claudio Bisio nel film:

http://it.wikipedia.org/wiki/Si_pu%C3%B2_fare_(film)

Mentre un esempio di comunistoide è il figlio di papà amico di Ovosodo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ovosodo

Il primo (Claudio Bisio) è uno che ha lavorato duro con i pavimenti, cerca di essere propositivo nella sua copperativa sociale (e NON trasformarla in uno statalificio italiota succursale del sindacato) e dare valore aggiunto alla società.

Il secondo (tale Tommaso) è un figlio di papà, pieno di soldi, che quando prenderà il posto del padre non gliene fregherà nulla di cercare di cambiare le cose.

Come vedete la matrice originaria di base è la stessa (il comunismo) ma il tipo di approccio alla vita è ben diverso.

Spero con questo chiaro esempio di avere chiarito la sostanziale differenza tra chi è Communista (messo in maiuscolo e con cue emme con in un film di Carlo Verdone ) ed invece chi è komunistoide (con la k dei centri socciali okkupati dei figli di papà).

Ben evidente che in ultimi anni ha prevalso nettamente l’approccio komunistoide ed infatti per farsi votare devono nascondere la falce e martello (simbolo che al suo meglio rappresenta lotte e conquiste sociali) dietro un quadro di fine ‘800.
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klemenT

Se all’università gli studenti adulti non sono onnipotenti, è sballato che nelle scuole lo debbano essere i genitori. Finché non li si argina, si bacerà pure la pantofola del [Santo] Padre. La scuola deve insegnare a crescere, e ciò non avviene calando le braghe allo spadroneggiamento delle famiglie. Dovrebbe rivoltarsi nella tomba il povero Kant, che voleva l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità. La scuola confessionale è lo stesso che la voglia il Mullah o mammà

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