Quaresima per atei?

Il nostro intervento sulla Sunday Assembly, la ‘chiesa’ atea britanica, ha dato vita a una discussione interessante. Che vale la pena continuare, anche perché il tema dell’approccio ateo alla religione è uno dei più dibattuti, di questi tempi, anche all’interno delle pagine culturali.

In particolare, l’interesse sembra ruotare intorno alla “proficuità”, per i non credenti, di far proprie alcune pratiche religiose. Ci si chiede possano essere concretamente utili o convenienti, sebbene spogliate da riferimenti fideistici. Per i cristiani siamo in periodo di quaresima. E sorprenderà qualcuno sapere che esiste un gruppo di atei che la osserva.

Come scrive Religion News, un gruppo di giovani non credenti sta volontariamente rinunciando all’alcool, ai prodotti animali e a certi utilizzi di internet e del cellulare nel periodo di quaresima. Tutto ciò, ispirandosi esplicitamente a Religion for Atheists di Alain De Botton. Non è la prima volta: già l’intellettuale ateo Julian Baggini lo scorso ottobre aveva provato i dieci giorni di digiuno degli hindu durante la festività di Navratri. Ritenendo, sulla scorta di una lunga tradizione religiosa, che fosse un esercizio di autocontrollo.

Ma in realtà cosa stanno facendo questi giovani? Una dieta vegetariana e una disintossicazione dalla tecnologia: cose perfettamente lecite e che già fanno tanti altri. Però proprio in un determinato periodo caratterizzato religiosamente. Una di loro, Chelsea Link, apprezza l’idea che ci sia un periodo in cui rinunciare alle bevande alcooliche per “rompere con le vecchie abitudini”. “Non lo facciamo perché ce l’ha detto Dio”, spiega, “lo facciamo perché ci dà dei benefici”. Un altro, Vald Chituc, spiega che per migliaia di anni le religioni hanno fornito regole per “vivere come buoni esseri umani”, quindi “ha senso che abbiano compreso alcune cose che da cui può imparare chi tra noi sta provando a vivere una buona vita laica”. Chituc è tra gli animatori del blog NonProphet Status, che ha invitato alla quaresima ed è tenuto da alcuni giovani redattori atei.

non prophet

Tra gli umanisti c’è dibattito: altri non sono d’accordo nell’integrare pratiche religiose, ritenendole non solo uno scimmiottamento ma anche una forma di sudditanza. E hanno criticato la scelta di questi giovani. È intervenuto anche Tom Flynn, direttore esecutivo del Council for Secular Humanism. Egli ritiene che la quaresima sia “una delle caratteristiche più anti-umaniste del cristianesimo”, che colpevolizza la persone e le spinge a sacrifici per “purificarsi”. Non credendo nel peccato, non capisce perché fare la quaresima. Se una persona ha fatto del male, aggiunge, “è ridicolo immaginare che il modo migliore per provare a rimettere le cose a posto sia accollarsi una privazione arbitraria e che non c’entra nulla”. Rinunciare alla carne non ha senso, occorre rivolgersi a chi è stato danneggiato per scusarsi o fare qualcosa di concreto.

Così commenta la pratica di Chituc: “è più come se stesse prendendo in prestito il meme del sacrifico dalla quaresima come strumento a portata di mano, per rendere a se stesso più facile provare un po’ di auto-privazione terapeutica che voleva da tempo affrontare”. Ma perché prendere proprio un lasso di tempo arbitrariamente deciso dal cristianesimo sulla base di credenze irrazionali, si chiede Flynn? “Uno dei grandi vantaggi di essere laici”, continua, “è non avere alcun bisogno di essere legati a calendari tradizionali che ci dicano quando fare festa, sacrificarci o fare qualunque altra cosa”. Si può diventare vegani quando e per quanto si vuole.

Intanto ai digiunatori laici si è unito Chris Stedman, autore di Faitheist, libro in cui racconta il suo passaggio dal cristianesimo all’ateismo, senza però rinunciare a una certa attitudine che potrebbe essere definita ‘religiosa’. La parola è intraducibile e lui spiega che gli è stata affibbiata quando, dopo che si era allontanato da una comunità cristiana integralista in quanto gay, aveva cercato di avvicinarsi a un gruppo di atei militanti. A suo dire, per aver fatto presente quanto le convinzioni religiose avessero avuto importanza nell’attività svolta da Gandhi e Martin Luther King.

Stedman è impegnato nel movimento ‘interfedi’, altro tema “caldo” nel mondo ateo Usa: l’obiettivo del movimento è quello di trovare una base morale comune con i credenti più aperti e disponibili al dialogo — di certo, non quelli integralisti o che diffamano gli atei — per costruire un mondo migliore. Stedman critica quegli atei che considera poco rispettosi e aperti e altri umanisti, dal canto loro, contestano il suo approccio troppo accomodante ed ‘ecumenico’.

Le dottrine religiose in materia di cibo sono un’indiscutibile tradizione religiosa, ma più forte della religione stessa. Persino il sociologo Phil Zuckerman, ateo dichiarato e autore di Society without God e Faith No More, si dichiara “un ebreo culturale” e le osserva. Si possono definire comportamenti del genere come “religione senza Dio”? Proprio Religion Without God si intitola un libro di prossima uscita dell’influente filosofo e giurista statunitense Ronald Dworkin, deceduto il mese scorso e anch’egli non credente. In un estratto pubblicato postumo sul New York Review of Books tratteggia un’idea di “religione” che a suo dire può mettere d’accordo credenti e non credenti. Basata su una comunanza di sentimenti ed emozioni, una connessione profonda e sublime con l’universo e un senso etico-valoriale che dà significato alla vita umana. Non a caso, cita come esempi di non credenti “religiosi” lo scienziato Albert Einstein e il poeta romantico Percy Bysshe Shelley (autore de La necessità dell’ateismo).

Non è però corretto dire che esiste una irriducibile dicotomia tra atei ‘giovani’ a là De Botton e ‘vecchi’ che disprezzano la religione. È una visione fin troppo manichea e anche caricaturale, considerando che certe reazioni positive o negative non solo hanno un ricco ventaglio di sfumature, ma prescindono dall’età e fanno più riferimento ad attitudini caratteriali dei singoli non credenti e ai rapporti che hanno avuto (o meno) con una qualche religione. Il pensiero umanista è variegato e fecondo, perché basato sulla libera discussione critica e non su dogmi cui attenersi. Autodeterminarsi è uno dei tanti aspetti positivi della non credenza. I digiuni quaresimali atei sono atteggiamenti criticabili? Ogni ateo che ha fatto scelte differenti è ovviamente libero di criticare tutti costoro. E sappiamo già che molti lettori lo faranno.

Ma non si vede perché l’Uaar dovrebbe fare altrettanto. In fondo, nelle nostre tesi scriviamo:

L’Uaar si distingue dalla maggior parte delle religioni, sette o conventicole anche perché non aspira a “omogeneizzare” il pensiero dei suoi aderenti. Anzi, è contraria a ogni forma di pensiero unico, in qualsiasi campo lo si voglia imporre. Vi sono molti modi diversi di vivere l’agnosticismo o l’ateismo, e l’Uaar li rispetta tutti.

Di più: ribadisce che un ateo non è assolutamente “meno ateo” se sceglie di praticare il digiuno quaresimale, dato che non esiste un canone per l’ateismo e l’agnosticismo e questi non sono dei dogmi. È semmai il cattolico a non essere considerato un “vero cattolico” dalle gerarchie ecclesiastiche, se decide di non rispettarlo. Come qualsiasi altro fedele di religioni deve attenersi a certi principi dogmatici e a determinate pratiche per essere tale. L’ateo è inevitabilmente più libero del fedele. Lo scopo dell’Uaar è di avere una società priva di discriminazioni basate sulla religione. E questo è uno scopo condivisibile sia dagli atei che vedono con orrore ogni pratica religiosa, sia da quelli che le seguono non solo per tradizione, ma addirittura per scelta.

E comunque, è utile avere un blog dove discutere di queste cose.

La redazione

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 23 marzo 2013 alle 9:18 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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87 commenti a “Quaresima per atei?”

  1. faber scrive:

    Non entro nel merito della rinuncia alla carne, all’alcool o alla tecnologia perché non mi sembra il tema fondamentale. Certo mi sembra una scelta discutibile l’aver scelto il periodo quaresimale, essenzialmente per due motivi. Primo: questi periodi di sacrificio hanno un’essenza religiosa nel senso che pretendono di “lavare via” i peccatucci della vita di tutti i giorni e, pertanto, rispondono all’ancestrale senso di colpa su cui si fondano le religioni monoteiste. O forse qualcuno crede davvero che rinunciare alla carne o all’alcool per 1 mese e continuare come se niente fosse per il resto dell’anno faccia realmente bene alla salute? Secondo: la scelta del periodo quaresimale dà l’impressione (non dico che sia realmente così) che da atei ci si senta orfani della religione e pertanto si cerchi una via atea al comportamento religioso, in particolare attraverso il recupero delle tradizione proprie della religione “ufficiale”.

    • Ignorant scrive:

      Pienamente d’accordo, commento enciclopedico.

    • Diocleziano scrive:

      Concordo; il digiuno che non abbia unicamente una ragione dietetica,
      è solo superstizione. Paranoia il digiuno ‘tecnologico’: dio non vuole che
      si mangi il frutto  dell’albero di internet?

      • Laverdure scrive:

        @Diocleziano
        “Paranoia il digiuno ‘tecnologico’: dio non vuole che
        si mangi il frutto dell’albero di internet?”
        Piu’ che paranoico : e’ blasfemo !
        La Curia ha da tempo il suo sito ufficiale su internet,e il papa in persona si e’ servito di Twitter.
        Vogliamo forse insinuare che i servitori di Dio abbiano un comportamento meno che in-te-ger-ri-mo ?

  2. Ottone scrive:

    Hanno bisogno del periodo quaresimale per farlo? Altri periodi dell’anno perché non vanno bene?
    Mi sembra tutto questo abbastanza ridicolo.

    • Agnos XVI scrive:

      Io ho iniziato da poco una dieta piuttosto stretta, che elimina anche il vino; ma la ho iniziata solo perchè ormai avevo qualche (leggera) difficoltà ad allacciarmi le scarpe da solo; prima di questo articolo non avevo mai associato la quaresima all’inizio della dieta.

      • emmebi scrive:

        io la dieta la inizio lunedì sempre per gli stessi motivi ed anche prechè: la salute innanzi tutto, ma della quaresima non me ne può importar di meno.

  3. giancarlo bonini scrive:

    Invito questi giovani ignoranti o malinformati a leggersi ” Tom Sawyer” di Mark Twain, per ridere un po’ sul fatto delle momentanee rinunce e purificazioni varie!
    Circa l’idea che siano le religioni a dare indirizzi di buon comportamento all’uomo, mi sembra che tutte in prima battuta, pretendano dai loro seguaci obbedienza assoluta e odio, o quantomeno sospetto, per tutti gli altri.
    Gli sporadici e generici inviti al bene (essenziali per una buona propaganda) non sono certo originali dei religiosi, ma ricalcano quanto già detto da filosofi, umanisti o comunque, persone che non facevano parte di culti religiosi specifici.

  4. Tiziana scrive:

    Non comprendo, si vuole sostenere che anche chi non crede ha unanima e la esprime facendo scelte etiche di valore?
    Ammesso che sia una scelta etica di valore rinunciare al cibo, in caso lo è per la salute. Io credo che certe tradizioni sono molto osservate quando si è minoranza. Osservo che la kasheruth è osservata iin maniera più o meno rigida tra gli ebrei che vivono in diaspora, sicuramente quasi per niente in Israele e molto poco dove gli ebrei sono tanti come in Canada e negli Stati Uniti. Evidentemente questi atei di De Botton (che ha progettato anche un tempio) si sentono minoranza.

  5. Stefano scrive:

    Per quanto mi riguarda sono assolutamene d’accordo su come Diocleziano ha definito queste cose: metadone in sostituzione dell’oppio dei popoli.

  6. MASSIMO scrive:

    Il bello di essere atei è proprio quello di fregarserene di tutte le tradizioni e i cerimoniali del cattolicesimo.
    Ma se poi uno queste cazzate le deve fare lo stesso allora che senso ha essere atei?
    Allora tanto vale essere cattolici, almeno uno raccatta qualche buona raccomandazione per entrare in politica.

  7. amigdala scrive:

    Se solo penso al concetto di “Chiesa Atea”, mi viene prurito da per tutto e quasi mi pento di essere un “non credente”. Io conosco veri Vegani che si sforzano di esserlo e conosco anche persone che invece come me cercano solo di avere una vita equilibrata e sana, limitando cibi dannosi alcool e schifezze varie. La differenza è che i primi sono pseudo-fondamentalisti (con tutti i meccanismi tipici dei fanatici religiosi), i secondi invece sono (siamo) persone libere che mangiano quello che vogliono senza rinunce forzate e frustrazioni. Ho semplificato molto, non vorrei offendere nessuno, però la mia esperienza è questa.

    • Kaworu scrive:

      sai che stavo pensando proprio a quelli che diventano vegani ma poi pretendono di avere sostituti di carne, latte o formaggi “identici” agli originali?

      oltre al discorso che fai tu.

      • Francesco s. scrive:

        Per favore non parlate di vegani o ci ritroviamo un tipo fastidioso di nome Artemio, peggio dei vari catto-troll.

    • manimal scrive:

      amigdala, la contrapposizione che tu fai tra vegani e salutisti non credo abbia senso.
      i primi rifiutano la carne, e tutti gli alimenti di origine animale, per motivi etici.
      i secondi, tentano semplicemente di segire una condotta alimentare che suppongono possa influire beneficamente sullo stato di salute.

      non ha senso postulare che i primi siano la frangia fanatica dei secondi.

      io spero di arrivare ad una condotta alimentare vegana, pur non avendo nessun contatto, e non essendo interessato ad averne, con associazioni o movimenti vegani.

      intendo quindi, in futuro, rinunciare a nutrirmi di qualsiasi cosa comporti sofferenza degli animali, se possibile.

      non intendo fare opera di propaganda del tipo TDG, ma sicuramente capita e capiterà di parlarne con le persone (già adesso, con gli inviti a cena è un mezzo dramma, non mangiando carne nè uova) e di difendere la mia
      scelta.

      ora, dove sta il fanatismo in ciò?

      tu, che immagino tu sia ateo, per non passare da fanatico dell’ateismo, ti sentiresti in dovere di andare a messa almeno a pasqua e natale?
      o semplicemente segui quelle che sono le tue convinzioni?

      il rifiuto dei cibi animali non è considerabile fanatismo, allo stesso modo: è semplicemente agire conseguentemente e coerentemente alle proprie idee.

      poi, se i vegani di tua conoscenza hanno atteggiamenti che nella fattispecie giustificano la classificazione di fanatici, beh, considera il mio intervento una noiosa digressione.

      • Francesco s. scrive:

        Manimal, hai ragione ognuno fa le scelte che vuole, basta non imporle.

        Comunque un ateo se vuole può andare a seguire la messa di Natale e Pasqua, perchè è libero di fare quel che vuole, non è costretto da nessun precetto religioso o etico.

        Purtroppo ci sono scelte “inclusive” e scelte “esclusive” (nel senso che escludono). L’ateismo è una scelta inclusiva (poichè non pone divieti, non esiste una chiesa come questi burloni britannici scimmiottano), altre scelte per loro natura sono “esclusive” perchè prevedono precetti e cose da non fare per rimanere coerenti.

      • manimal scrive:

        francesco, non mi devo essere spiegato bene.
        tre giorni fa sono andato ad una messa funebre. non ero obbligato a farlo, non ho pregato, non ho certo bestemmiato e me ne sono stato in rispettoso silenzio (rispettoso del defunto, del dolore dei congiunti, e del luogo che i credenti reputano sacro).
        non mi sento certo meno ateo.

        di certo non andrei a messa solo per non farmi dare dell’ateo estremista.
        sono ateo, non credo in dio, non mi vergogno di ciò che sono e se capita nel discorso lo rendo noto. non faccio il pistolotto ad ogni amico/conoscente/incontro occasionale che so essere credente su quanto illogica sia la sua religione o su quanti scheletri ha nell’armadio la sua chiesa. lo faccio se si cade nell’argomento.

        ora, uno che ha deciso di non mangiare carne perchè ritiene eticamente inaccettabile il nutrirsi di sofferenza di esseri viventi, è da considerarsi estremista/fanatico/talebano solo per questo motivo?
        o nel caso che parli delle proprie idee?
        o magari se nel diffondere le proprie convinzioni usa esclusivamente violenza verbale e un contegno irrispettoso dell’interlocutore?

      • Francesco s. scrive:

        Chi si esprime solo con la violenza verbale oltre che fanatico ottiene anche l’effetto contrario.

      • Francesco s. scrive:

        Ora a me cosa entra nella bocca non interessa e mi sembra di esser chiaro, mi interessa cosa ne esce.

        Ma il pre-giudizio amigdala è colpa di quei vegani verbalmente violenti che ammorbano internet e che danno del nazista a destra e a manca anche su questo blog è accaduto (sai di chi sto parlando) e che non vengono isolati dai moderati (forse perchè fanno comodo?)

        E la chiudo qui.

      • manimal scrive:

        la chiudo anch’io, chiedendomi a chi dovrebbe far comodo cosa e perchè …

  8. giuseppe scrive:

    per costruire un mondo migliore. Stedman critica quegli atei che considera poco rispettosi e aperti e altri umanisti

    Cioé gli uaarini.

  9. Manlio Padovan scrive:

    Mi paiono cose fatte tanto per occupare il tempo e avere qualcosa da dire. Un volere apparire per forza di cose originali. Il darsi un atteggiamento.
    Da parecchio tempo io bevo un solo caffè al giorno, alla mattina tra le 9,30 e le 10. Ciò in quanto esco per prendere il pane e ne approfitto per passare dal bar e salutare chi c’è; mi ero accorto che berne due, uno magari al pomeriggio, mi rendeva nervoso e mia moglie me lo fece notare.
    Debbo ritenerla una pratica religiosa? Ma il sano autocontrollo non è sufficiente?
    Però a colazione, da sempre, mangio pane ed olio con un pizzico di sale, tipo bruschetta; oppure pane e mortadella; o pane e prosciutto; o pane e pomodoro spruzzato ‘n coppa con un pizzico di sale; o, quando fa freddo, pane e lardo. Non nominatemi il latte che, diceva mia madre, nemmeno da poppante amavo se non, raramente, quello di vacca ed appena munto. Poi, diventato grandino, non ho più sopportato nermmeno quello di vacca. A nove mesi camminavo!! E a 10 spiantavo le angurie appena spuntate che il nonno aveva seminato davanti alla casa: immaginate il piacere del nonno.
    A quale religione appartengo? Ma io sono certo di essere ateo!

    • faber scrive:

      Probabilmente alla religione del Manlismo :) Comunque sono d’accordo con te, ci sono persone che sentono la necessità di ritualizzare qualsiasi abitudine. Del resto il comportamento religioso nasce, almeno in parte, proprio da questo.

      • Sandra scrive:

        Mi sembra che il motivo di questa faccenda della quaresima fosse legato all’agricoltura. In primavera le provviste potevano essere al lumicino, e la fame indurre a macellare troppi animali, con una conseguente penuria di nuovi capi nella stagione successiva. Alle nostre latitudini fu dunque introdotto questo periodo di rinunce per evitare sprechi, ma la motivazione non è per niente religiosa. Semmai è stata poi la religione a “coprire” il significato originario dell’usanza contadina.

        Personalmente trovo che il periodo più adatto a ridurre carne e pietanze elaborate sia l’estate, quando si può abbondare in frutta, verdura e ortaggi di stagione.

      • Francesco s. scrive:

        Hai ragione Sandra. Personalmente d’estate quasi non mangio carne m’appesantisce. :D

      • Il venerdì fu proibita la carne ma i motivi religiosi furono la solita scusa. I ricchi mangiavano molta carne ma non essendoci i frigoriferi, le carni marcivano, si coprivano con le spezie ma il male restava. La gotta allora non si curava.

  10. gmd85 scrive:

    Ma una sana alimentazione e un po’ di buonsenso nell’utilizzo della tecnologia, da applicare tutti i giorni, non sarebbero meglio?

    • faber scrive:

      Seee scherzi! E quello mica fa notizia sui giornali! Un buon 90% delle persone che ho conosciuto che andavano dietro a fricchettonate come il new-age, l’omeopatia, cristalloterapia o stupidaggini simili, primitivismo anti-tecnologico (rigorosamente propagandato su internet) ecc, sono delle persone con una voglia insana di distinguersi dagli altri e mettersi in mostra. Kaworu mi potrà aiutare o smentire, ma l’impressione personale è che siano delle persone con una sorta di paura dell’anonimato, un’insicurezza continua che li porta a pensare che essere “troppo normali” potrebbe celarli al resto del mondo. Così invece di cercare di distinguersi per le loro capacità personali (di cui dubitano a volte a torto) intraprendono la strada dell’essere alternativi a tutti i costi.

      • gmd85 scrive:

        E non hai tutti i torti, eh. Penso che si una sorta di fobia dell’omologazione, laddove per omologazione si intende un eccessivo uniformarsi e appiattirsi nel contesto main stream.

  11. Mi interessa il tema… non tanto per i suoi aspetti ‘pittoreschi’ riportati, ma perché tocca la solita questione del rapporto tra religione e ateismo. Naturalmente un tema così complesso e intrigante non può essere trattato in un post (come del resto tanti altri), ma si può tentarne una sintesi e ed esprimere un giudizio, necessariamente nei limiti suddetti.
    In estrema sintesi: tra religione e ateismo c’è frattura o continuità? La prima risposta, dettata dal buon senso, è che sono presenti… non possono non essere presenti in ragione della loro lunga storia… entrambi gli aspetti, che emergono inevitabilmente ad un’analisi non preconcetta, non ‘ideologica’. Ecco, ma poi si ripropone la domanda in funzione di un giudizio: si deve dare maggior peso alla frattura o alla continuità? Per quanto mi riguarda credo si debba dare maggior peso alla continuità. In che senso? Nel senso di un passaggio graduale dall’una all’altra avendo soprattutto ben presente che all’origine di entrambe sta una comune condizione umana con le sue esigenze, ciò che costituisce una sorta di filo d’Arianna da non perdere mai di vista per non finire fuori strada. Ma poi, in senso più specifico, in cosa si potrebbe/dovrebbe constatare questa continuità?
    Ricorro ad un’analogia. Il passaggio dal geocentrismo all’eliocentrismo ha costituito indubbiamente una frattura… resa però possibile dalle ricerche dei tolemaici che nello sforzo sempre più approfondito di ‘sistemare’ il cielo confrontandosi continuamente con tesi che invece di aiutare ostacolavano l’obiettivo, hanno spianato la strada al rovesciamento di prospettiva. La quale, sarebbe stata possibile senza gli studi dei tolemaici, senza i loro errori resi evidenti proprio perché emersi da un lavoro di ricerca sempre più approfondito? Del resto, non è proprio della ricerca scientifica procedere e progredire per errori, ciò che vale ovviamente anche dopo Galileo?
    Allo stesso modo (per analogia, sia chiaro) ad un ateismo maturo si può giungere solo se si prendono in considerazione le istanze che hanno mosso e muovono le religioni, puntando non tanto a negarne in toto l’esigenza, ma – proprio sulla base di questa esigenza sempre più disattesa di fronte agli sforzi per soddisfarla – ‘sfruttando’ questi errori per far sì che – per ricorrere ad una frase fatta – la religione cacciata dalla porta non rientri poi dalla finestra. Pericolo incombente su tanti aspetti della secolarizzazione.

    Per entrare nel merito del post… non è certo questo tipo di continuità che potrebbe avere i caratteri che ho richiamato, in quanto, se mai, è proprio un esempio di rifiuto della religione che però ne conserva gli aspetti più esteriori, folkloristici, senza entrare nel merito delle sue istanze più profonde.

  12. riproverare chi per le sue ragioni personali (anche le più assurde) digiuna, corre, salta, o fa qualsiasi altra cosa che riguarda lui solo mi sembra moralista

    finché costoro non impongono nulla agli altri e non chiedono eccezioni alla legge che vale per tutti, per me possono fare quel che vogliono

    poi liberi tutti di fare ironia
    e di esserne oggetto: ad esempio a me fa sorridere se qualcsuno fa la predica a qualcun altro mettendolo all’indice perché scimmiotta le religioni :)

    • maxalber scrive:

      Mmmmh…. Roberto io non ho letto quella fatta da alcuni come critica (o predica) agli individui quanto piuttosto come considerazioni su scelte individuali che tendono però a farsi sociali (o associative).
      La predica agli individui mi trova d’accordo con te.
      Ma nel momento in cui questi si associano e propongono certi atteggiamenti come “rituali associativi” allora si espongono a critiche e prediche.

      • Su facebook adesso trovi le foto di agnelli con la scritta “salva la vita a questa creatura” della serie “tu sei un assassino”.
        Parliamoci chiaro: molti vegetariani ma soprattutto i vegani, guardano a chi mangia la carne come a degli individui che compiono un delitto e li accusano. A me non sta bene. Sotto sotto ma poi non più di tanto, ci vedo un atto fideistico bello e buono.
        Il fatto di scimmiottare io lo vedo come un indice di irrazionalità e visto che finisce con il coinvolgere altre persone, alla fine una “chiesa” la si forma sempre, volenti o nolenti.

      • manimal scrive:

        cosa non ti sta bene? che ti si ricordi che l’abbacchio non si è suicidato per finire nel tuo piatto?

        sotto sotto anche i credenti possono vedere un atto fideistico nelle prese di posizione degli atei, e lo fanno.

        ci vedi sta gran differenza?

    • Francesco s. scrive:

      Stefano se ti danno dell’assassino tu rispondi che preferisci salvare i “cuccioli” di pianta e che a pasqua eviterai tutti i semi. :D

      • manimal scrive:

        dovresti rispettarti di più….

      • manimal, il pietismo va contro natura. Non è un sentire razionale. Può far male sul lato emotivo, può commuovere ma noi, come specie animale siamo carnivori. Non te lo scordare. In ogni caso lo sbattere in faccia a chi mangia care “tu sei un criminale” non va bene. Chiaro?

      • manimal scrive:

        Stefano, capisco la tua posizione, e non pretendo che tu condivida la mia.
        vorrei però indurti a riflettere su la fondatezza di affermare che una cosa sia “contro natura”.
        non ti pare di averlo sentito dire da altri?
        per esempio dai cattolici quando contestano posizione che trascendono il loro “fideismo”?

        sul fatto che noi siamo “carnivori” mi sento di dirti che sbagli.
        generalmente l’essere umano viene classificato come onnivoro.
        secondo alcuni (i vegani, generalmente) anche questa definizione è sbagliata.
        io non ho certo la preparazione per avallare la tesi che l’uomo sia in realtà frugivoro, però mi chiedo se qualcuno abbia mai fatto osservazioni scientificamente fondate sulla sopravvivenza elo stato di salute, in un periodo significativo, dei vegani in paragone a chi segue una dieta onnivora…

        riguardo lo sbattere in faccia a chi si nutre di carne “tu sei un criminale”, che dire… io non lo faccio e credo che non lo farò mai, visto che fino a non molto tempo fa mi nutrivo anch’io in modo onnivoro, ma mi sembrava tu ti riferissi a certi post che si trovano su Facebook.
        intanto vorrei dire che se ci si dovesse turbare per ogni ca**ata che appare in bacheca del social network blu, forse sarebbe il caso di evitare di aprire la pagina (cosa che in effetti sto valutando di fare), e aggiungo che in definitiva, basta non leggere le boiate.
        non è che in definitiva qualcuno ti stia dicendo direttamente “tu, sig. Stefano Grassino, mi ripugni in quanto assassino di agnelli”, ma penso si tratti semplicemente di un tentativo di sensabilizzare su una questione.

        una riflessione estemporanea sul pietismo: non credi che dire che “il pietismo vada contro natura, e che non è un sentire razionale” possa essere pericoloso nelle sue implicazioni?
        in fondo, basta sostituire gli animali con gli schiavi, le donne, gli omosessuali, o qualsiasi altra categoria discriminata, e il discorso potrebbe avere la medesima valenza.

        concludo riaffermando che offendersi nel sentire criticate la propria scelta di alimentarsi di carne, mi ricorda molto l’atteggiamento di certi credenti nei confronti delle istanze che sorgono dall’ateismo.

        approfitto dell’occasione per dirti che, anche se non sempre condivido il tuo approccio alle questioni (come è evidente in questo caso), apprezzo la maggior parte dei tuoi interventi.
        mi auguro che si possano superare certe ruggini del passato.
        in ogni caso, ti auguro buona domenica.

      • Manimal, noi abbiamo i denti canini che sono fatti apposta per sbranare. Siamo onnivori è vero e di conseguenza mangiamo di tutto. L’esempio che tu fai riguardo alla schiavitù lo trovo sbagliato: non si possono mischiare questioni sociali a fatti naturali nell’essere umano.
        Noi della carne abbiamo bisogno. L’unico guaio è che se ne fa un abuso. Le madri non stanno più in casa come una volta ed è diventato comodo fare una fettina al volo.
        Quando io ero ragazzo la carne la mangiavamo una volta a settimana, massimo due. Il resto erano farinacei, uova, formaggi e tante verdure. Si stava molto meglio fisicamente (io sono del 53) anche perché essendo meno, si trovava la carne buona, assieme agli ortaggi.
        Purtroppo, e qui nasce un altro problema, con il mondo odierno, causa varie contaminazioni, i tumori stanno aumentando ma questo vale per tutti i cibi. Io comunque tra un bambino che muore ed un agnello, mi preoccupo più del bambino; poi non mi offendo se mi criticano quando mangio carne, mi arrabbio perché in certe persone (vedo che tu non lo fai, altrimenti non ti avrei risposto) vive la mentalità dell’essere vegetariani come fosse una religione. Saluti Stefano.

  13. klement scrive:

    La quaresima di un non cristiano è la stessa farsa che lo yoga di un non-indù. Contro il consumismo si fa la giornata de non-acquisto tanto per far spettacolo, basta comprare il giorno prima o il giorno dopo. Lo sanno tutti che la bici non consuma benzina, che serve scriverci No oil? Pare nessuno sappia far niente senza proclamarlo urbi et orbi, specialmente da quando c’è Facebook
    Credere o non credere cosa cambia?

  14. kundalini444 scrive:

    moderarsi nell’uso di alcol, carne e internet è saggio e ragionevole.
    Farlo solo in determinate date e ore invece è idiota.
    Ognuno fa i suoi digiuni quando lo ritiene più opportuno, non occorrono regole collettive per queste cose, basta darsi una regola individuale.

  15. cartman666 scrive:

    l’idea delle quaresime per atei mi sembra decisamente iddiota. Se ti vuoi disintossicare di qualcosa, dovresti farlo quando senti di stare male, non quando c’e’ una festa religiosa.
    Se il venerdi’ di pasqua, quando non c’e’ niente in tv, hai voglia di vedere un pornazzo su internet, che fai ti trattieni per solidarietà con i religiosi, nonostante tu sia ateo?
    Mi sembra una forma di sottomisssione indiretta verso la religione.

  16. Gianluca scrive:

    Questi comportamenti mi sembrano una beffa per il cristianesimo, che ha fatto tanto per sostuirsi alle feste pagane facendone coincidere le date (così da assicurare continuità di comportamenti nella popolazione) e che ora vede gli atei fare lo stesso con le festività cristiane.

  17. Kaworu scrive:

    io l’uovo di pasqua (del galak, rigorosamente) l’ho già aperto.

    ho ancora in giro le uova confettate al fondente però

  18. Losna scrive:

    Essendo pastafariano ho deciso di rinunciare alla carbonara nel periodo del Ramadan!

  19. Ciliegia scrive:

    Quaresima per atei oppure effetto Monti?
    Anche questo è stato contestualizzato? Fatemi capire meglio, grazie.

  20. gcr scrive:

    non capisco perchè bisogna scimiottare le abitudini religiose.

    • whichgood scrive:

      Perche a volte sono sagge. Ad esempio, non è una cattiva abitudine risparmiare qualche soldo invece di spendersi tutto lo stipendio, senza arrivare al limite della tirchità e l’ingordigia dei religiosi, ovviamente.

      • Kaworu scrive:

        perchè, i cattolici sono tutti morigerati? :lol:

        (ma forse volevi dire “a volte sarebbe saggio fare come i vari precetti di vita che i cattolici per primi non rispettano”?)

  21. Francesco scrive:

    All’interno di una rosticceria romana:

    Cliente: Scusi ha qualcosa senza carne? Sa, siamo in periodo di Quaresima.
    Gestore: Certamente…
    Altro cliente: A Quaresima? Non è quer brocco che s’era comprato l’inter?
    Gestore: Abbiamo questo tipo di pizzette fatto apposta per i vegani, può stare tranquillo non troverà nulla di origine animale.
    Altro cliente: Per i “vegani”? A state attenti perchè io da piccolo tefavo pe Goldrake.
    Gestore: Ecco a lei, qui c’è il resto grazie e auguri di Buona Pasqua.
    Cliente: Veramente sono Ateo.
    Gestore: E’ ateo? Come non detto, mi scusi.
    Cliente: Ma si figuri, buongiorno.
    Altro cliente: E’ ateo? Allora deve essere pure recchione.
    Gestore: Che tipo strano di Ateo.
    Altro cliente: Ora tocca a me, damme du be calzoni carichi de prosciutto perchè tanto a me di sta Quaresima non me ne frega niente.
    Gestore: Ecco a lei, grazie, ecco il resto.
    Altro cliente: Embè?
    Gestore: Desidera?
    Altro cliente: A quell’ateo de mer…..
    Gestore: Ssssst… per favore!
    Altro: …..gliel’hai fatti auguri e me che so un “fervente” cattolico no?
    Gestore: Mi scusi ha ragione, auguri.
    Cliente cattolico: Recambio. (e va via)
    Gestore: Il mondo sta impazzendo, ci sono atei che rispettano i precetti religiosi mentre i cattolici, bisogna riconoscerlo, rimangono sempre gli stessi.

  22. whichgood scrive:

    Nonostante il mio ateismo d’ora in poi mi considero un “cattolico culturale”. Inizierò ad insultare gli omosessuali, le donne che abortiscono, le zittelle e le donne sposate senza figli, dirò agli altri come devono vivere ma personalmente farò del mio comodo, farò politica per proporre e far passare leggi ad personam, ruberò soldi pubblici e quando mi beccheranno andrò a farmi una settimanina di ritiro spirituale per diminuire la penna o addirittura annularla, quando non avrò scusanti dirò che siamo tutti peccatori, andrò con la donna del mio migliore amico e quando mi scoprirà gli dirò che è stato il maligno che si è impossessato delle mie azioni, risparmierò tanti soldi per comprarmi una Ferrari, andrò in Africa ad “aiutare” e fare il figo davanti alle povere persone e quando tornerò mi guarderanno come una persona altruista e umile, ingannerò mia moglie con la sua migliore amica e divorzierò se la scopro con un altro (dopo averla picchiata).

    • whichgood scrive:

      Chiederò anche al lavoro che mi vengano riconosciuti i giorni che dedico alla play station, al calcetto e al video pocker perchè sono ricorrenze spirituali per me.

      • Diocleziano scrive:

        whichgood,
        qualcosa di buono, però, è rimasto in te: un vero “cattolico culturale”
        si sarebbe fatto comprare la Ferrari dall’amico ciellino… :mrgreen:
        Non devi risparmiare i TUOI soldi, devi spendere quelli ALTRUI.
        Questa è la vera carità cristiana.
        Applicati, ce la puoi fare!

      • Kaworu scrive:

        dovresti anche avere un “coinquilino” e fare maglioni che sembra siano stati semplicemente lasciati sul selciato del duomo prima del passaggio di piccioni diarroici.

  23. MASSIMO scrive:

    Il mio primo verso l’ateismo (ero ragazzo) è stato proprio il rifiuto dei cerimoniali.
    Una volta una ragazza (mia coetanea) mi disse: “Perchè non vai a messa?”
    Io gli risposi: “Che ci vado a fare? Tanto dicono sempre le solite cose che ho sentito mille volte.”

  24. Ermete scrive:

    Io la quaresima non la faccio, ma a pasqua se posso la mangiata sì!
    Faccio il ‘cattolico culturale’ a metà!
    D’altronde non ho motivi di salute o di linea per purificarmi da eccessi di cibi, alcolici o altro, mentre a pasqua, di motivi per mangiare bene e tanto, me ne da mia moglie. ;)

  25. Halftrack scrive:

    Tenendo conto che la gran parte dell’umanità vive con meno di due dollari al giorno mi domando il senso della quaresima.
    Penso che quelle persone abbiano altri problemi da risolvere.
    E penso che anche in passato il problema della quaresima fosse secondario, probabilmente il digiuno è sempre stato praticato da una èlite, non dalla maggioranza dell’umanità.
    Tra i quattro cavalieri dell’apocalisse spiccava la fame, non la quaresima.
    E nel passato riguardava anche l’Europa.
    Forse è più importante preoccuparsi della fame che della quaresima.

    • Ermete scrive:

      Anche i poveri facevano il digiuno: innanzitutto perchè le occasioni per mangiare abbondantemente erano rare (solitamente natale e pasqua) mentre mangiare poco era pratica costante, e perchè la società agricola era modellata, anche nei tempi e nei ritmi, sulle stagioni e sui periodi delle festività, per cui era forma mentis comune che in quaresima si digiunasse, cosa nemmeno pesante per chi, i poveri, digiunava e atto ipocrita per le elite.
      L’esempio dell’assurdità è il pesce: nelle città di mare o di fiume a quaresima non si mangiava carne, ma pesce che era alimento che costava meno visto il luogo; oggi molti a quaresima mangiano pesce, che spesso è invece merce di lusso lontano da mari o fiumi.
      Interessante pensare invece come l’obesità oggi, nelle società occidentale, è oggi invece croce delle famiglie povere, che mangianocibo spazzatura a basso costo negli ipermercati, non mandano i figli alle palestre ma li lasciano a ingozzarsi di merdendine davanti a un pc, mentre, al contrario, le famiglie ricche spesso mangiano meglio, meno e magari bio o allo slow food,

      Per cui, certamente sono d’accordo con te, oggi parlare di digiuni in periodi precisi pare assurdo, visto che il problema è la diffusione della povertà generale, oppure, come dicevo per la chiesa atea, un passatempo per borghesi annoiati.