Il PD di Padova “urtato” dalla presenza dell’Uaar

La pre­sen­za di un ta­vo­lo in­for­ma­ti­vo di un’as­so­cia­zio­ne di pro­mo­zio­ne so­cia­le de­mo­cra­ti­ca a una Fe­sta De­mo­cra­ti­ca può ur­ta­re l’e­mo­ti­vi­tà di una par­te im­por­tan­te del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co. L’in­cre­di­bi­le tesi non è sta­ta espo­sta da un qua­lun­que pin­co­pal­li­no, ma da Fe­de­ri­co Os­sa­ri, se­gre­ta­rio pro­vin­cia­le del PD di Pa­do­va. Il re­sto del par­ti­to che ne pen­sa?

La pre­mes­sa. L’Uaar è un’as­so­cia­zio­ne di pro­mo­zio­ne so­cia­le, iscrit­ta nel re­la­ti­vo re­gi­stro na­zio­na­le crea­to pres­so il mi­ni­ste­ro del la­vo­ro: per es­se­re iscrit­ta a tale re­gi­stro deve ave­re uno sta­tu­to espli­ci­ta­men­te im­pron­ta­to a prin­ci­pi de­mo­cra­ti­ci. Il suo cir­co­lo di Pa­do­va ha, con am­pio an­ti­ci­po, pre­sen­ta­to una for­ma­le ri­chie­sta di po­ter ge­sti­re un ta­vo­lo in­for­ma­ti­vo alla lo­ca­le Fe­sta De­mo­cra­ti­ca. Non ha mai ri­ce­vu­to al­cu­na ri­spo­sta. Co­min­cia­ta la Fe­sta, il cir­co­lo Uaar ha pub­bli­ca­to sul suo sito una let­te­ra aper­ta rivolta agli iscrit­ti e agli elet­to­ri del PD.  Il do­cu­men­to si do­man­da­va, tra l’al­tro, se è pos­si­bi­le per “un par­ti­to di gran­de ra­di­ca­men­to, “a vo­ca­zio­ne mag­gio­ri­ta­ria”, can­di­da­to al go­ver­no del Pae­se, con­ti­nua­re a col­ti­va­re, e non solo in os­se­quio a pro­ble­ma­ti­ci equi­li­bri in­ter­ni ma per scel­ta po­li­ti­ca espli­ci­ta, rap­por­ti pri­vi­le­gia­ti con cu­rie lo­ca­li e ver­ti­ci ec­cle­sia­sti­ci sen­za pa­gar­ne il con­se­guen­te prez­zo, e sen­za fare stra­me dei prin­ci­pi in­car­di­na­ti dal­le più avan­za­te de­mo­cra­zie oc­ci­den­ta­li a cui af­fer­ma di ispi­rar­si (sal­va­guar­dia dei di­rit­ti in­di­vi­dua­li e lai­ci­tà del­le Isti­tu­zio­ni, per ci­tar­ne un paio)”. E si chiu­de­va so­ste­nen­do che evidentemente “le di­scri­mi­na­zio­ni non han­no a che fare solo con la me­la­ni­na o con l’o­rien­ta­men­to ses­sua­le”.

La let­te­ra è sta­ta ri­pre­sa dal Cor­rie­re del Ve­ne­to, che ha rac­col­to an­che le di­chia­ra­zio­ni del se­gre­ta­rio provinciale del PD Fe­de­ri­co Os­sa­ri. Che alla ri­chie­sta di spie­ga­zio­ni del­l’Uaar ha ri­spo­sto so­ste­nen­do che “la pre­sen­za di un loro ban­chet­to alla no­stra fe­sta avreb­be po­tu­to ur­ta­re l’e­mo­ti­vi­tà di una par­te im­por­tan­te del par­ti­to”. Im­ma­gi­na­bi­le qua­le. An­co­ra una vol­ta è emer­so il dog­ma cen­tra­le del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co: la sal­va­guar­dia a ogni co­sto del­l’u­ni­tà tra ex DS ed ex po­po­la­ri. Os­sa­ri ha in­fat­ti af­fer­ma­to che “ab­bia­mo bi­so­gno di uni­tà e non di ul­te­rio­ri di­vi­sio­ni”. Sen­za di­men­ti­ca­re il be­nal­tri­smo: “cre­do che, in que­sto mo­men­to dif­fi­ci­le per il no­stro Pae­se, i temi che in­te­res­sa­no dav­ve­ro gli ita­lia­ni sia­no al­tri”.

Con­tro­re­pli­can­do, il cir­co­lo Uaar di Pa­do­va si è chie­sto se “una for­za di go­ver­no può ri­te­ne­re tra­scu­ra­bi­li le priorità che toc­ca­no i di­rit­ti in­di­vi­dua­li di cit­ta­di­ni e cit­ta­di­ne: è dav­ve­ro ir­ri­le­van­te par­la­re con la gen­te di unio­ni ci­vi­li, con­trac­ce­zio­ne d’e­mer­gen­za, obie­zio­ne di co­scien­za ne­gli ospe­da­li, fine vita, pro­crea­zio­ne as­si­sti­ta, sale del com­mia­to, scuo­la e ri­cer­ca, fino alla ma­dre di tut­te le que­stio­ni, quel­la che ha a che fare con i mi­liar­di di euro che ali­men­ta­no pri­vi­le­gi ana­cro­ni­sti­ci?”

Per quan­to for­te sia l’in­va­den­za cle­ri­ca­le an­che a Pa­do­va (Se­ba­stia­no Ca­net­ta ed Er­ne­sto Mi­la­ne­si l’han­no ben de­scrit­ta in Cosa loro), un par­ti­to come il PD non può rassegnarsi a fare una scel­ta di cam­po così net­ta. Una scel­ta che, pe­ral­tro, vio­le­reb­be l’ar­ti­co­lo due del suo co­di­ce eti­co, lad­do­ve scri­ve che “le don­ne e gli uo­mi­ni del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co con­si­de­ra­no il plu­ra­li­smo una ric­chez­za e scel­go­no il con­fron­to de­mo­cra­ti­co come me­to­do per ri­cer­ca­re sin­te­si con­di­vi­se. Ri­co­no­sco­no e pro­muo­vo­no il prin­ci­pio di lai­ci­tà del­la po­li­ti­ca e del­le isti­tu­zio­ni”­.

L’im­pres­sio­ne è che sia sta­ta la sban­da­ta, un’im­pres­si­onan­te sban­da­ta, da par­te di una dirigenza lo­ca­le. Vi sono coor­di­na­to­ri Uaar iscrit­ti al PD, e al­tro­ve non ci sono pro­ble­mi ad ac­co­glie­re analoghe richieste dei nostri circoli.  L’as­so­cia­zio­ne è apar­ti­ti­ca, come tan­te al­tre as­so­cia­zio­ni che uti­liz­za­no spa­zi pres­so le fe­ste di par­ti­to, qua­lun­que par­ti­to. E’ un’oc­ca­sio­ne per far­si co­no­sce­re, ma è an­che un’oc­ca­sio­ne per quel par­ti­to di mo­stra­re la pro­pria aper­tu­ra men­ta­le.

Non è tut­ta­via la pri­ma vol­ta che l’Uaar in­cap­pa in di­ri­gen­ti PD par­ti­co­lar­men­te cle­ri­ca­li: come di­men­ti­ca­re i di­ri­gen­ti di Va­sto che vo­le­va­no stac­ca­re di per­so­na i nostri ma­ni­fe­sti? E al­lo­ra la do­man­da è le­ci­ta: qual è l’at­teg­gia­men­to che il PD, tut­to, in­ten­de man­te­ne­re nei con­fron­ti dei die­ci mi­lio­ni di non cre­den­ti (una par­te dei qua­li iscrit­to a que­llo stes­so par­ti­to) e del­l’as­so­cia­zio­ne che si bat­te per i loro di­rit­ti ci­vi­li?

Un’ul­ti­ma chiosa, al di là del fatto contingente: ma non meriterebbe, anche il nostro Paese, un ceto politico un po’ meno fragile e ispirato da reazioni pavloviane, ma in grado di portare avanti un’idea alta di società moderna?

La redazione

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 7 settembre 2012 alle 12:05 e classificato in Generale, Notizie, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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100 commenti a “Il PD di Padova “urtato” dalla presenza dell’Uaar”

  1. Giorgio Pozzo scrive:

    Com’è che si dice… chi non mi vuole, non mi merita.

    • francesco s. scrive:

      Concordo, hanno perso l’occasione di dar almeno una parvenza di pluralismo

    • Marjo scrive:

      Ma il PD è un partito o una frangia di religione. Perché se è così, non hanno capito niente
      della libertà di pensiero. Noi accettiamo i religiosi ma i religiosi non accettano i non credenti?

      • Laverdure scrive:

        @Marjo
        Temo che tu non abbia seguito bene l’evoluzione (piu’ o meno darwiniana)subita dai partiti negli ultimi decenni.
        IL PD non e’ altro che l’estrema mutazione di quello che fu il PCI,che per decenni fu di fatto la nunziatura italiana del comunismo sovietico,e come tale fu di fatto una religione,completa di dogmi, di martiri,di reliquie (vedi la mummia di Lenin)e ovviamente completa del tratto caratteristico di ogni religione :l’intolleranza.
        Ora che il Cremlino ha smesso di essere il punto di riferimento,i suoi ex fedeli ne hanno cercato istintivamente uno il piu’ possibile analogo, e quale riferimento migliore del Vaticano ?
        Quale fonte migliore di dogmi,verita assolute,intolleranza e,ovviamente,all’occorrenza,aiuti finanziari “disinteressati “?

      • Tiziana scrive:

        @laverdure
        il pci più la vecchia dc.
        due partiti che entrambi hanno bisogno di idee forti che al momento non hanno e che cercano nella Chiesa.
        Del restoil comunismo in genere pare abbia bisogno della Chiesa vedi Russia e paesi dell’Est tutti che ormai hanno sostituto la falce e il martello (che peraltro davano in testa ai lavoratori) con il cappello dei preti ortodossi. Niente di nuovo del resto

  2. Gianni scrive:

    non credo sia una sbandata di un dirigente locale, tutt’altro. il fatto è che come il Crocifisso può dare fastidio a un non credente (mi sembra si una vostra battaglia quella di togliere i crocifissi dai luoghi pubblici) così un tavolo dell’UAAR può dare fastidio a un credente.. e una buona fetta del PD è credente…(Vendola compreso)…

    • francesco s. scrive:

      Vendola non è del PD anzi ultimamente ha litigato con la Bindi sulla questione del matrimonio omosessuale. Sì è credente e a tratti clericale (lui, il partito meno).

    • fab scrive:

      Anca mò. Gianni, è l’imposizione del crocifisso che indigna. Dato che il banchetto UAAR non è un’imposizione, non c’è analogia.
      Se sfuggono concetti così semplici, diventa automatico pensare a seri problemi cognitivi da parte di chi per il crocifisso sbava.

    • Southsun scrive:

      A un non credente darebbe fastidio vedere il candelabro a 7 braccia su tutti i muri delle scuole, tribunali e aule comunali.

      Darebbe (molto) fastidio anche ai musulmani, per inciso….

      Darebbe fastidio anche ai cattolicastri come te, che non sopportano nessun altro simbolo oltre a quello papista. Chissà perchè, però, il suddetto simbolo papista “non può e non deve” dare fastidio a nessuno.

      Ne riparliamo quando (speriamo di no) gli adepti delle altre religioni pretenderanno stesso trattamento verso i loro simboli, per il principio dell’eguaglianza davanti alla legge e della separazione tra Chiesa e Stato.

  3. Francesco scrive:

    Federico Ossari: “Un ceto politico un po’ meno fragile e ispirato da reazioni pavloviane”, reazioni pavloviane? E cosa sono le reazioni pavloviane?
    DIN, DIN, DIN!
    Federico Ossari: Eccellenza è qui! Vengo subito a salutarla.
    Vescovo: Si, ma non mi sbavare sull’abito talare come fai sempre.

  4. Dinathos scrive:

    PDL, braccio destro del Vaticano.
    PD, braccio sinistro del Vaticano?

  5. Federico Tonizzo scrive:

    Sarebbe veramente ora che i “non cattolici”, ed in particolare gli atei, venissero contati con precisione (per esempio con un’apposita facile domanda nei censimenti della popolazione, o almeno mediante la sostituzione dell’8 per mille con la “tassa per la chiesa” sul modello tedesco): allora i politici si accorgerebbero che non è affatto il caso di disprezzare i “non cattolici”, anzi!
    A parte il fatto che anche tra i politici io vorrei sapere “chi è (rimasto) cattolico” (probabilmente pochissimi: Bindi, Binetti, e… e… chi altri? ah, Di Pietro, ma non è del PD… chi altri?) e chi è solo filoclericale per supposta convenienza “elettorale” (quasi tutti?).

    • RobertoV scrive:

      L’anno scorso in Austria durante il censimento c’era la domanda sulla religione e 1,12 milioni di persone ha detto chiaramente di non essere credente, cioè il 13,5% della popolazione, ma più del 25% della popolazione non risulta ufficialmente iscritto ad una religione. Indagini più recenti danno addirittura un 17% di non credenti, con il 39% tra i giovani.
      In Italia invece viene sempre lasciato tutto nel vago, nell’ambiguo e si evita la chiarezza e la trasparenza.
      Da noi si è evitato di porre la domanda durante il censimento adducendo motivazioni risibili e si evita di fare indagini serie su che cosa pensino gli italiani su determinati argomenti. Così ci si continua a comportare come se niente fosse cambiato da quando la religione cattolica era imposta come religione di stato, meglio non verificare e meglio far credere che il papa sia seguito dai suoi stessi fedeli.
      All’estero reperire dati è abbastanza facile e vengono fatte indagini anche dalle stesse chiese sui propri fedeli. Così scoprono che l’80% dei fedeli cattolici austriaci vuole riforme (il 70% tra gli stessi preti) e solo il 10% dei cattolici ritiene vincolanti gli insegnamenti del papa, che in Germania 3 anni fa, prima del pesante scandalo pedofilia, solo il 17% dei fedeli si riconosceva sempre nella propria chiesa cattolica e ben la metà si sentiva addirittura lontana da essa.
      Qui solo qualche timido tentativo di indagine, poco pubblicizzato, ma che dovrebbe già far pensare: come solo il 15% effettivamente regolarmente a messa, poco più del 20% che ha un’opinione positiva della chiesa, 2/3 dei fedeli che ha una visione personale della religione molto differente da quella della chiesa cattolica e sui temi sensibili la maggioranza stessa dei fedeli ha opinioni differenti da quelle riportate dalle gerarchie della chiesa. Insomma ci sarebbero degli indizi consistenti che i cattolici non sono di certo rappresentati dalle posizioni dei loro vertici e dei politici e non risponderebbero ad una chiamata come quella del 1946.
      Gli stessi valdesi assieme a critica liberale nel rapporto sulla secolarizzazione facevano vedere dati alla mano come a fronte di una monopolizzazione dell’informazione da parte della chiesa cattolica che non lascia spazio anche politico agli altri la società è ormai molto secolarizzata.

      • Federico Tonizzo scrive:

        Grazie per tutti i dati che hai elencato!

      • Folletto Baldanzoso scrive:

        Questa volta è andata male, ma dovremmo impegnarci a inserire nel prossimo censimento domande sulla RELIGIONE, e che siano scritte per bene!

      • Federico Tonizzo scrive:

        @ Folletto Baldanzoso
        Ehm… ma come proponi di fare?
        Tu hai forse accesso alla “stanza dei bottoni” in cui si decide che domande scrivere nei questionari dei censimenti?

      • Folletto Baldanzoso scrive:

        No non ho accesso a niente ma discutere, confrontarsi, proporre, anche pubblicizzare questa cosa fa bene.

      • Tiziana scrive:

        @Roberto V

        Io sono d’accordo invece che non ci siano domande sulla religione. Che cosa può interssare all’Istat? In realtà in Italia c’è una cosa che si chiama battesimo che ha una base del tutto volontaria ( e personalmente credo che la cosa in assoluto piiù eccelsa dell’uaar sia lo sbattezzo)
        Del resto la gravità dell’insegnamento della religione a scuola sta – secondo me – proprio nel fatto che censisce i convincimenti e appartenenze religiose di ognuno (ovviamente oltre al peso economico che grava anche sui non cattolici) .
        Personalmente non credo, ma il problema non è questo, quanto piuttosto lo spazio pubblico che la religione ha nel nostro Paese. E che nel breve periodo creerà grossi problemi di integrazione ai musulmani che vengono nel nostro Paese.

      • Tiziana scrive:

        @Roberto V.

        Ti segnalo inoltre che sui sondaggi (di vario tipo) che sono fatti sul corriere della sera da Mannheimer è definito cattolico chi va a messa almeno due volte al mese.

        E anche, tutte le fedi hanno il polso dei loro fedeli, la Chjiesa in parte lo vuole ignorare, ma ribadisco , non c’è nessun obbligo in Italia di battezzare i propri bambini come fanno un pò troppe persone con estrema superficialità

    • benjamin l'@sino scrive:

      “Credente” è una cosa. “Cattolico” un’altra. A me piacerebbe, con un controllo minuzioso sui comportamenti, quanti e quali di coloro che nelle alte sfere si dichiarano “cattolici” hanno un comportamento coerente con i princìpi che il cattolicesimo ostenta ad ogni pie’ sospinto. In particolare, tale indagine potrebbe partire dall’analisi dei comportamenti delle gerarchie ecclesiastiche, e da lì allargarsi alle altre componenti dirigenziali in ogni ambito. Spero sia chiaro che con “ogni ambito” intendo “ogni ambito”.

      In altre parole, il cattolicesimo teorico è compatibile con il concetto e la pratica della dirigenza? Qualora sia compatibile (cosa della quale dubito), CHI incarna nella realtà quotidiana tale arduo connubio?

      • Federico Tonizzo scrive:

        @ benjamin
        Forse allora potresti trovere interessante il libro “I SENZA DIO – L’INCHIESTA SUL VATICANO” di Stefano Livadiotti ;-)
        Il titolo è eloquente: parla proprio di quello che chiedi tu :-)
        Non è proprio “minuzioso”, ma dà, qualitativamente, un quadro generele molto esplicito di quello che si combina in Vaticano, il regno dei “senza dio” ;-)

      • benjamin l'@sino scrive:

        Federico, grazie per la segnalazione. Vado a vedere di che si tratta.

  6. Mirko scrive:

    Io posso dire solo che la tessera del PD (partito pseudo di sinistra) l’ho strappata da tempo!
    IL PD non è ne plurale ne democratico, aimè!

  7. fab scrive:

    Un altro chiodo nella ben rivettata bara del PD.

  8. ancia libera scrive:

    il PD o meglio Pd-L ovvero il nullaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!!

  9. whichgood scrive:

    “credo che, in questo momento difficile per il nostro Paese, i temi che interessano davvero gli italiani siano altri”

    Se si considera italiani soltanto i cattolici.

    • ateo3 scrive:

      O se si considera di nessun interesse il continuo sperpero di denaro pubblico per mantenere uno stato estero (il vaticano) dai tempi del concordato.

      • Federico Tonizzo scrive:

        Non solo “mantenere”, ma anche “ingrasssare”, “obesizzare” il Vaticano con i soldi degli Italiani, mentre in Italia la popolazione stringe sempre più la cinghia…

  10. Stefano scrive:

    Qualche informazione in più torna utile al momento del voto…

  11. macellaio scrive:

    Scusate, ma con tutti gli insulti che da queste pagine piovono sui credenti in generale e su noi cattolici in particolare vi sembra anche strano che la vostra presenza sia percepita con disagio? Sicuramente ci sono persone che accettano gli insulti senza troppi problemi, convinti che magari con qualcuno è anche possibile ragionare, ma per favore non fate le verginelle se qualcuno è più permaloso.

  12. dv64 scrive:

    Il PD può portare in dote alla sua coalizione il 25% dell’elettorato che pavlovianamente ancora lo vota e null’altro, la sua dirigenza è da rottamare senza pietà e non solo per le questioni etiche.
    Lo si è visto nelle amministrative dello scorso anno, la formula vincente è SEL e IdV alla guida e i dirigenti del PD in mutismo assoluto, ma come volevasi dimostrare stanno facendo di tutto per non riproporla nelle prossime politiche. Gli lasciarono giusto il contentino sicuro di Torino tanto per riciclare una vecchia carcassa ma dove la vittoria era incerta il PD servì solo da gregario.

  13. vico zanetti scrive:

    alcune considerazioni.
    Il PD è una realtà complessa, un contenitore con molto componenti, alcune purtroppo assai poco laiche, altre all’avanguardia su questi temi. Ridurci, (io sono un iscritto) a una filiale di teodem è una sciocchezza, allo stesso modo di considerare tutti gli atei alla stregua di “bombardiamo il vaticano” …
    Per una Padova che non ci vuole, il PD in moltissime città ci ospita. Molti iscritti del PD sono anche soci o simpatizzanti Uaar, alcuni anche tra i dirigenti. A Forlì abbiamo fatto per 20 sere il banchetto alla festa democratica, mi risulta che siamo a Roma, Venezia, la prima tessera la feci allo stand de L’Unità di Bologna.
    Lo scopo dell’Uaar deve essere quello di stimolare la laicità, anche nelle singole componenti, come i partiti. Ben venga, quindi, una riflessione su questi temi, anche con toni aspri, ma perseguendo finalità inclusive. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di far sì che l’anno prossimo il PD sia lieto di ospitarci e magari un po’ più laico.

    • dv64 scrive:

      “…un po’ più laico.”
      O lo si è o non lo si è, in questa chiusura ha sintetizzato tutto il doppiogiochismo del PD.
      Poi, a dirla tutta, finchè il suo Presidente è suor Rosy Bindi…

    • RobertoV scrive:

      In effetti Padova è nel Veneto bigotto e abbiamo visto poco fa con le scuole di quale potere goda ancora la chiesa cattolica in quella regione.

    • Alfonso scrive:

      @vico zanetti
      Dopo gli atei devoti, ora arrivano i laici devoti. Mi raccomando: poco, poco; piano, piano. Altrimenti Joseph potrebbe urtarsi.
      Le prossime elezioni spazzeranno via tutto questo ciarpame clericale. Tienti ben stretta la tessera del PD (Partito Democristiani, degno erede del PCI – Partito Cattolico Italiano)

      • vico zanetti scrive:

        Alfonso, ti rinvio il laico devoto al mittente. Credo che si adatti di più a te, che credi in miracoli, tipo la scomparsa del ciarpame clericale. Io, ai miracoli non credo. So che i percorsi sono lunghi e complessi, e che non avrebbe molto senso, se tu avessi ragione, chiedere di fare un banchetto a una loro festa. So che per cambiare le cose, bisogna pure sporcarsi le mani. Le anime belle continueranno a dire che fa schifo il PD. Io continuerò a cercare di cambiarlo.

      • Alfonso scrive:

        @vico zanetti
        Odifreddi non ci mise molto a capire in che ambientino venne a trovarsi…..
        http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=HAY7E

      • vico zanetti scrive:

        per me Odifreddi sbagliò, anche se le motivazioni erano giuste, come sbagliò Carlo Flamigni (glielo rinfaccio sempre) . Sarebbero dovuti restare, e fare in modo che fossero i cattolici integralisti ad andarsene. Fu una grande occasione perduta. Se il livello minimo di laicità ha provocato la fuga di Binetti e Teodem, una iniezione più significativa avrebbe ottenuto risultati migliori. Tant’è che quando intervengo io, alle riunioni del PD certi cattolici escono…

      • Southsun scrive:

        Spiacente, Alfonso. Il ciarpame clericale non scomparirà con le prossime elezioni, e nemmeno entro questo secolo, temo. Probabile che al clero daranno una ridimensionata, come avviene ogni tanto, ma certa gente senza ciarpame in casa non può vivere.

  14. vico zanetti scrive:

    Quanto a cosa ne pensa il resto del partito, ho inviato a Federico Ossari una mail, che ho pubblicato sul mio profilo, taggandolo.
    Attendo risposte. Alcuni dei commenti sono di esponenti di area cattolica e non condividono affatto le scelte del segretario padovano.
    https://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=480444945313491

    • Folletto Baldanzoso scrive:

      feisbuk non basta, qui quasi nessuno ce l’ha.

      • vico zanetti scrive:

        alla cortese attenzione del segretario provinciale del PD di PadovaFederico Ossari
        Mi permetto di disturbarla , perchè sono rimasto colpito dalla sua scelta di non offrire ospitalità all’UAAR, alla Festa Democratica . Come iscritto al PD, e membro dell’UAAR , fatico a capirla. Non trovo, infatti, nessuna incompatibilità tra questi ruoli. Uno dei principi di base sia dell’Uaar che del PD è quello della laicità.Vorrei ricordarle che codice etico del nostro partito recita all’articolo 2:
        Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo unaricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Riconoscono e promuovono il principio di laicità della politica e delleistituzioni. Si impegnano perché le differenze non siano ostacolo alla partecipazionema opportunità di dialogo e di crescita, e perché i diritti e le libertà si impongano sulrazzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale….
        Mi sembra che lei, con la sua scelta che sia venuto meno a questo concetto di laicità e pluralismo.E la motivazione da lei data, quella di eventuali divisioni, e della ricerca di unità, e di turbamento di una parte del partito sia debole, e, non esito a dirlo, il risultato ottenuto sia esattamente l’opposto. Perchè lei, con la sua scelta, scava tra noi un solco. Non solo, tra i miei associati forlivesi ci sono iscritti e militanti del nostro partito e simpatizzanti che ci hanno votato. Non crede che ora vedranno il PD con occhi diversi? Le leggo il commento di una ragazza , sul profilo FB dell’UAAR :“Il PD aveva scarse, scarsissime possibilità di riguadagnarsi il mio voto alle prossime elezioni. Se le è giocate irrimediabilmente con questa miserabile scenetta …”E mi sconcerta la dichiarazione, a lei attribuita :”…la presenza di un loro banchetto alla nostra festa avrebbe potuto urtare l’emotività di una parte importante del partito.” Le sarei grato mi spiegasse come potremmo turbare una parte importante del partito. Non ci crederà, ma anche gli atei sono persone civili, generalmente non puzzano, sono bene educati e non assalgono chi la pensa diversamente. Pensi, con un banchetto, ho personalmente partecipato alla Festa Democratica di Forlì, per venti serate, e nessuno si è sentito infastidito dalla mia presenza, a parte ,forse, dal fumo del mio Toscano, passione condivisa , per altro, dal nostro segretario nazionale e che la tessera Uaar, la prima volta, la feci proprio alla festa dell’Unità di Bologna …Quello che poi mi turba maggiormente, è che gruppi di estrazione cattolica si siano dimostrati più laici del mio partito. Un circolo ACLI forlivese , ad esempio, ha invitato la nostra associazione ad un confronto, che ha avuto risvolti di estremo interesse. E una delle esperienze più affascinanti che ho avuto,come coordinatore dell’Uaar, è stato un incontro, in compagnia di un sacerdote forlivese, con un gruppo di scout, aperto a tutte le tematiche, senza tabù. Credo mi abbia arricchito , e che la cosa sia stata reciproca.Carlo Maria Martini diceva che non esiste una differenza tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti. Sono certo che vorrà riconsiderare la sua posizione, perchè se qualcuno non accetta il dialogo, e si offende per un banchetto, credo rientri nella categoria dei non pensanti, e non sono orgoglioso di averne, nel mio partito. E che sia un suo dovere, da segretario, educarlo al confronto. La politica serve anche a questo. Cominci a farlo, magari invitando il segretario dell’UAAR ad un incontro sui temi etici. Credo che l’immagine del nostro partito ne gioverebbe. Suo
        Lodovico Zanettiiscritto del PD

  15. Losna scrive:

    Mia modestissima opinione sulla quale ragionare: votare PD ed essere dell’UAAR è come essere omosessuali e andare in chiesa, alla contraddizione e al masochismo non c’è limite.

    • vico zanetti scrive:

      potresti spiegarlo a PPPasolini, che era masochista? e lui, sulla chiesa scriveva cose mica banali:
      La Chiesa, i peni e le vagine
      La Chiesa non può che essere reazionaria; la Chiesa non può che essere dalla parte del Potere; la Chiesa non può che accettare le regole autoritarie e formali della convivenza; la Chiesa non può che approvare le società gerarchiche in cui la classe dominante garantisca l’ordine; la Chiesa non può che detestare ogni forma di pensiero anche timidamente libero; la Chiesa non può che essere contraria a qualsiasi innovazione anti-repressiva (ciò non significa che non possa accettare forme, programmate dall’alto, di tolleranza: praticata, in realtà, da secoli, a-ideologicamente, secondo i dettami di una «Carità» dissociata – ripeto, a-ideologicamente – dalla Fede); la Chiesa non può che agire completamente al di fuori dell’insegnamento del Vangelo; la Chiesa non può che prendere decisioni pratiche riferendosi solo formalmente al nome di Dio, e qualche volta magari dimenticandosi di farlo; la Chiesa non può che imporre verbalmente la Speranza, perché la sua esperienza dei fatti umani le impedisce di nutrire alcuna specie di speranza; la Chiesa non può (per venire a temi di attualità) che considerare eternamente valido e paradigmatico il suo concordato col fascismo. Tutto questo risulta chiaro da una ventina di sentenze «tipiche» della Sacra Rota, antologizzate dai 55 volumi delle Sacrae Romanae Rotae Decisiones, pubblicati presso la Libreria Poliglotta Vaticana dal 1912 al 1972….

      • Antonio72 scrive:

        Pasolini (il masochista) docet.
        Per alcuni punti si potrebbe dire lo stesso anche del PD, anche se Pasolini non può ovviamente saperlo.
        Non credevo che l’ateo potesse essere etichettato sinistroide, visto che da queste parti si nega spesso l’ateismo di Stato sovietico, ovvero pressapoco la storia.
        Provate da Casaleggio che forse vi andrà meglio. L’ultimo che lo ha fatto ha avuto fortuna e non è certo meno anticlericale di voialtri.

      • fab scrive:

        Abbiamo scoperto che il socialismo sovietico è l’ideale dei “sinistroidi”. E io che credevo che fosse l’ideale dei Napolitano e la culla dei Putin.

  16. mistergrey2 scrive:

    Mah, l’Italia sta assomigliando sempre di più all’ Ungheria dell’Ammiraglio Horthy: un regime reazionario e clericale, afascista ma non antifascista, che conserva istituzioni parlamentari e multipartitismo, ma senza un’opposizione credibile.

    Negli anni 30 gli staterelli dell’Europa orientale, a parte la Cecoslovacchia, avevano regimi simili.

    Adesso sembra che proprio l’Ungheria sia intenzionata a ricreare quel clima politico da telefoni bianchi.

    Anche senza coltivare l’estremismo, chi non prova disgusto nel contemplare figuri come la Bindi, Bersani, Vendola, Di Pietro, il gigione Renzi e chi più ne ha più ne metta?

    Dove possono andare a sbattere la testa i lavoratori e i disoccupati in balia di ratti infami et azzimati sciacalli ?

  17. a Bologna è dal 2007 che siamo ospitati come Uaar nello spazio associazioni della Festa dell’Unità (tra l’altro nel 2007 era anche festa nazionale)
    e a Bologna abbiamo avuto come socio anche il capogruppo PD nel consiglio comunale Sergio Lo Giudice (lo aveva pubblicamente affermato lui stesso, non sto rivelando informazioni riservate)

    • vico zanetti scrive:

      Perfetto, Roberto, e, per la precisione , il nome di Lo Giudice è tra i “papabili” per una candidatura da parlamentare. Trovo che sarebbe più costruttivo piuttosto che discutere di quanto sia clericale il PD, o SEL o l’IDV o RC, cercare di mandare a rappresentarci persone che condividano i nostri obiettivi, invece di un teodem. Si chiama politica, ma pare sia diventata una parolaccia.

      • sta agli elettori mandare in Parlamento un laico piuttosto che un cattolicista

        a noi sta mettere allo scoperto le posizioni dei candidati, confrondole con quello che hanno fatto in concreto

      • vico zanetti scrive:

        Roberto, io mi riferivo agli elettori (credo lo siano) che discutono sulla poca laicità del PD. Tuttavia, ora che mi ci fai pensare non vedo perchè una associazione come la nostra non possa fare endorsement su specifiche candidature., ovviamente trasversalmente, in tutti i partiti (ok, sull’UDC uno laico sarebbe la prova dell’esistenza di dio) o quantomeno provarci. Dare un rating ai candidati, mi sembra che qualcosa si sia fatto, in passato. Potrebbe avere un senso.

      • promuovere candidati farebbe vacillare l’apartiticità dell’associazione

        in passato sono state rivolte le “domande laiche” ai candidati, in diverse città e in diverse competizioni elettorali

        a livello nazionale vengono analizzati i programmi delle liste
        e poi gli elettori e anche i soci (notoriamente pluralisti) decidano

  18. Tazz Jr scrive:

    “la presenza di un loro banchetto alla nostra festa avrebbe potuto urtare l’emotività di una parte importante del partito”.
    Non dissero nulla quando Violante “sdoganò” i “ragazzi di Salò”, però un banchetto gli mette in crisi “l’emotività”.

  19. diego scrive:

    quello che ha fatto questa sparata è lo stesso che protesta per la mancanza di democrazia in altri partiti?

  20. Luigi Tosti scrive:

    Un partito come il PD, che ha la sfrontatezza di autoproclamarsi “Democratico”, merita solo di scomparire

  21. lector scrive:

    Il PD non è un partito “laico”. Lo era formalmente il PCI, ma solo “formalmente”, come dimostra benissimo oggi Nichi Vendola, ex-Rifondazione o Cacciari.
    I “non credenti” non sono un’entità omogenea e organizzata, né potranno mai esserlo, perciò non catalizzano consenso prevedibile.
    Se non catalizzi consenso o non lo gestisci, non sei appetito dai politici, che ti preferiranno sempre il buon vecchio parroco e le sue dame di San Vincenzo.

    • Folletto Baldanzoso scrive:

      Quindi i Radicali non sono laici né tantomento anticlericali perché c’è stato Rutelli. Ma bravo!

      • lector scrive:

        No. I radicali non sono laici perché C’E’ Pannella, il loro surrogato di dio.
        In ogni caso, il fulcro del discorso non era questo: rileggi attentamente.
        Se poi sei convinto che il PD tuteli veramente il tuo punto di vista “laico”, beh, buona fortuna.

    • Federico Tonizzo scrive:

      Mario Staderini, l’attuale segretario dei Radicali Italiani, è abbastanza “anticlericale” da meritarsi la mia approvazione:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Staderini
      http://www.mariostaderini.it/staderini/

      • Paul Manoni scrive:

        Mario, con cui ho avuto il piacere di parlare qualche giorno fa, è anticlericale per troppa dignità religiosa. Ha studiato dai Francescani, ed è ancora lì che aspetta un Pontefice con il nome del noto santo di Assisi.
        Sulla sua totale e completa Laicità, metto non una, ma due mani sul fuoco!
        Come lui, praticamente tutti i Radicali…Fermo restando che si parla di Laicità e non di Ateismo. ;)

      • lector scrive:

        @–>Federico Tonizzo

        Se vai sul noto sito di Malvino, alias Luigi Castaldi, ex-dirigente radicale, tra i vari argomenti trattati scoprirai anche tantissime cose interessanti su chi è veramente e su come gestisce il partito Marco Pannella.
        In ogni caso, secondo me, oggi neppure i radicali sono un riferimento autenticamente laico.
        Come dicevo, bisognerà aspettare che il Grande Vecchio si tolga finalmente dalle palle.

      • Federico Tonizzo scrive:

        @ Paul Manoni
        Non sapevo della “francescanità” di Staderini, cmq, come dici tu, è uno dei pochi (non conosco tutti i Radicali) di cui mi pare ci si possa fidare.

        @ Lector
        Ho letto, per ora, la prima pagina del sito che citi.
        Pannella ha avuto (con altri) i suoi grossi meriti ai tempi dei referendum su aborto e divorzio e altro, però effettivamente mi è sempre sembrato avere un atteggiamento un po’ da “Io so’ er mejo”, che in passato tolleravo a motivo delle battaglie che sosteneva, ma che non ho tollerato più da quando, alcuni decenni fa, dopo un suo viaggio negli USA, Pannella ritornò in Italia un po’ cambiato ed iniziò a dire “qualcosa di troppo filo-liberal-capitalista” per i miei gusti, e “perse” o “abbandonò” la sua forte grinta iniziale per le battaglie su sani e grossi argomenti di democrazia e laicità, sfumandosi in atteggiamenti tutto sommato di retroguardia tipo “Lo dicevo io!”, o disperdendosi a fare il “Partito Radicale Transnazionale” (partito che non ho mai saputo cosa abbia combinato… magari un giorno mi ci documenterò), pur continuando – sporadicamente – a condurre battaglie molto valide tipo quella per il rispetto della volontà di fine-vita di Piergiorgio Welby.

  22. Ottone scrive:

    Si parla troppo del pd e della sinistra secondo me.

    Adesso mi spiego.

    In Italia ci sono tanti patti occulti: con le mafie (vedi papelli, papozzi ecc.), con gli evasori fiscali (vedasi accordi mai decollati con la Svizzera ecc.) e via di seguito.
    Ma ce anche un grande pattone con la ccar stipulato da quasi tutti all’atto di fondazione della repubblica, io penso (e i fatti, dai soldi a vicende come questa penso mi diano ragione) che ormai bisogna prendere atto di questo e andare oltre perchè se ci si aspetta che questi politici comincino a fare gli interessi del popolo stiamo freschi!

    Inutile illudersi, vedasi anche i vari Vendola, che secondo me deve ancora decidere cosa fare da grande, ai vari inchini a 90° del “non sono un santo”, per non parlare di cl e delle sue ramificazioni in regioni “non sospette” che per me appunto perchè non sospette sono anche più che sospette.

    Credo che questa associazione ne gioverebbe di più a non intrigarsi con certa gente.

  23. Francesco scrive:

    “la presenza di un loro banchetto alla nostra festa avrebbe potuto urtare l’emotività di una parte importante del partito”

    Al suo posto verrà messo un crocifisso gigante.

    “in questo momento difficile per il nostro Paese, i temi che interessano davvero gli italiani siano altri”

    Non lo sanno i soci dell’Uaar di Padova che è iniziato il campionato di calcio?

  24. Da militante iscritto nel pd mi sento autorizzato a dire che Ossari è un pirla e puzza di opportunismo

  25. watchdogs scrive:

    poverini, sono emotivi, più che navigati politici sembrano una copia spitata del pulcino pio

  26. watchdogs scrive:

    sallusti non li ha turbati…

  27. Francesco scrive:

    Totò alla festa democratica provinciale di Padova. (da Totò a colori)

    Segretario regionale: Allora, se mi permettete, io sono Il segretario regionale del PD Federico Ossari.
    Totò: Ossari?
    Segretario regionale: Sì.
    Totò: Ossari, Ossari… questo nome non mi è nuovo.
    Segretario regionale: Beh, l’avrete letto sul giornale.
    Totò: Io ho conosciuto anche suo padre, sa?
    Segretario regionale: Sì?
    Totò: Eh!
    Segretario regionale: Beh, non mi stupisce, mio padre è talmente conosciuto.
    Totò: Eh, chi è che non lo conosce quel Loculo di suo padre! Bravo!
    Segretario regionale: No, no, ma che Loculo! Ma siete in equivoco! Avete detto Loculo!
    Totò: Embè?
    Segretario regionale: Scusate, se io faccio Ossari, è chiaro che anche mio padre faccia Ossari.
    Totò: Lo so, ma alle volte…
    Segretario regionale: Ma no, per carità, Ossari è padre e Ossari è figlio.
    Totò: Beh, a prescindere…
    Segretario regionale: Viceversa mia sorella…
    Totò: Fa… Cappella!
    Segretario regionale: Ecco, Cappella… no, no, mi avete fatto confondere!
    Totò: Sua sorella fa Cappella!
    Segretario regionale: No, no, le garantisco che non fa Cappella.
    Segretario regionale: Insomma, io sono il segretario regionale del PD Federico Ossari!
    Totò: Chi è lei?
    Segretario regionale: il segretario regionale del PD!
    Totò: Ma chi?
    Segretario regionale: Io!
    Totò: Ma mi faccia il piacere!

  28. Marco Ferialdi scrive:

    Detto e stradetto, ma vale sempre la pena ribadirlo: una esigua parte dei commentatori di questo blog è iscritto e/o militante dell’UAAR, non fosse altro perché questi in genere il loro tempo all’associazione lo dedicano facendo cose un po’ più operative.
    Seconda questione: molti di noi sul piano del principio non gradiscono nemmeno di venir definiti anti-clericali (preferendo lasciare questa opzione ai credenti doc…).
    Figuriamoci se ci può interessare fare una battaglia contro uno specifico partito politico, si chiami PD o in qualsiasi altro modo. Nella stagnante situazione italiana l’unica speranza è far esplodere contraddizioni, riguardanti le nostre tematiche, nel maggior numero di direzioni possibile. Il senso di questa vicenda è così riassunto.
    Poi ciascuno, adulto e responsabile, per le altre questioni sceglierà di far riferimento alla forza politica che più gli aggrada, nello schieramento che preferisce, o anche di dedicarsi all’astensionismo attivo. Tutto questo, dentro l’UAAR, già avviene. Per fortuna.

  29. mistergrey2 scrive:

    “Alfonso, ti rinvio il laico devoto al mittente. Credo che si adatti di più a te, che credi in miracoli, tipo la scomparsa del ciarpame clericale. Io, ai miracoli non credo. So che i percorsi sono lunghi e complessi, e che non avrebbe molto senso, se tu avessi ragione, chiedere di fare un banchetto a una loro festa. So che per cambiare le cose, bisogna pure sporcarsi le mani. Le anime belle continueranno a dire che fa schifo il PD. Io continuerò a cercare di cambiarlo”

    “Le anime belle continueranno a dire che fa schifo il PD. Io continuerò a cercare di cambiarlo”

    :-) :-) :-) :-)

    Ah , dire che il Pd fa schifo sarebbe un atteggiamento da anima bella.

    Uno che camminando per la strada vede un pezzo di merda e dice : “Toh, guarda che bel pezzo di merda”, va dunque considerato un’anima bella.

    Invece chi cerca di cambiare il PD che razza di anima è?

    Sporcarsi le mani ?

    Ma qui ci si rivoltola nel fango come i maiali, che almeno lo fanno per motivi igienici.

    State appoggiando il governo più reazionario nella storia della Repubblica.

    Abbiate il pudore di tacere.

    Sostenete un governo che provoca e vessa i lavoratori ;la popolazione è sempre più angosciata, ma a sentir voi sembra che la più grande minaccia per il nostro paese sia un comico chiacchierone.

    Appena un anno fa , invece, la grande minaccia per la democrazia era Berlusconi, del quale voi piddini , laici e non laici, siete alleati a tutti gli effetti.

    • vico zanetti scrive:

      com’era, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori… continui pure a fare il diamante, io continuerò a sporcarmi… detto questo, la ringrazio per il plurale maiestatis, ma non sono nobile. E , non essendo dogmatico, critico anche le scelte del partito cui sono iscritto, se non mi trovano consenziente, e , che per altro , non sono obbligato a rivotare. Di comici chiacchieroni ne conosco 2, e li reputo entrambi pericolosi, e entrambi, a sentire Favia, con dinamiche assai poco democratiche. Mi sembra un po’ OT discutere il programma politico del PD. Cmq ha ragione, potevamo anche andare a votare, e magari non avere con il porcellum la maggioranza, oppure ritrovarci con un governo tecnico Lega-PDL-UDC che sicuramente avrebbe fatto meglio su articolo 18 , esodati, IMU alla chiesa… certo, il governo Monti non piace neanche a me, e credo il PD debba segnare una netta discontinuità se vincesse. Ma sicuramente lei non legge Fassina (resp economico) o Orfini… probabilmente non sa che all’interno il PD è spaccato in due , una parte, con Renzi leader per continuare l’agenda Monti, una no… e che , visto che a lei non importa, se vincerà Renzi, avremo una riedizione del governo Monti per altri 5 anni. Ma , giustamente, perchè dovrebbe sporcarsi la mani?
      PS sa che mi ricorda un po’ Ossari? Questi atei , che non condividono le mie idee, dovrebbero avere il pudore di non chiedermi un banchetto :)

  30. Paul Manoni scrive:

    Che il PD sia un partito letteralmente spaccato in due sulle questioni laiche, non è mica una novità. E’ nota a tutti la loro ricerca di un equilibrio e di una chiarezza su certe politiche. Non potrebbe essere altrimenti, visto che si tratta di un partito, come ricorda anche l’articolo, nato dalla fusione di due soggetti (DS+Margherita o se volete PCI+DC) completamente diversi su certe tematiche.

    Il caso di un PD che si “urta” a Padova, potrebbe ben essere ribaltato come una frittata, se si analizzano alcune scelte fatte dal PD che amministra la città dove risiedo. Se a Padova si urtano per i banchetti UAAR che propongono un’offerta di dialogo sulle tematiche laiche, qui da me hanno accettato di buon grado tutte le proposte che l’UAAR locale ha rivolto loro. Abbiamo un registro per i Testamenti Biologici (DAT), ed abbiamo un registro per le Unioni Civili.
    Hanno intitolato un bosco urbano a Charles Darwin come avevamo chiesto noi dell’UAAR con una petizione popolare, e presto questa collaborazione improntata su tematiche condivise concernenti la Laicità, finirà per concretizzarsi anche sulle tematiche relative alle interruzioni volontarie di gravidanza, contraccezione, ed alla Legge40, visto che abbiamo in progetto degli incontri basati su queste questioni.

    Insomma, io personalmente, che da referente UAAR locale, non sono certo tesserato nel PD o particolarmente simpatizzante nei loro confronti, non posso certo lamentarmi della loro scarsa Laicità. Anzi…Diciamo che se il loro operato LAICO fosse riportato tale e quale a livello nazionale, l’Italia ne risentirebbe in modo decisamente positivo.

    Il PD, tirando le somme, paga di brutto per le sue indecisioni e per i conflitti interni delle diverse correnti…E se vuole rilanciarsi come un VERO partito “riformista”, non ho dubbi su quale corrente interna occorrerebbe intervenire ed agire per limitare la sua influenza su tutto il partito. Ci arriverebbe anche un bambino, ma se lo dicessi apertamente come lo dico apertamente dalle mie parti, a Padova si “urterebbero” in parecchi. ;)

  31. Francesco non da Assisisi scrive:

    Esistono i democratici (quelli veri) che sono pochi nel Pd ed i “demogratici” a parole, ma non nei fatti, molti nel Pd. Questi non si scuotono per la guerra, per l’abolizione di fatto dell’art.18, per la riforma “iniqua” delle pensioni, per la disoccupazione, per le aziende svendute, delocalizzate o chiuse, per l’attacco ai diritti civili e sociali, per l’invadenza del clero, ma mal sopportano un banchino dell’Usar. Mi chiedo, ma cosa aspettano a sciogliersi ed a confluire nel Pdl, che è la loro vera casa politica.

  32. BennyHill scrive:

    Ho l’impressione che, politicamente parlando, l’UAAR tenda talvolta ad essere relativamente vicina al PD. Da una parte posso anche capire, perché guardando altrove (cioé agli altri partiti) sul fronte della laicità non è che siamo messi meglio: però è ora di rendersi conto che il PD non è un soggetto politico credibile ma un’accozzaglia di opportunisti, di “riciclati” della prima repubblica, di arrivisti e portaborse senza nessuna competenza.

    Tempo fa ebbi un’iluminante conversazione con una consigliera comunale del PD di una città abbastanza importante, consigliera nota per ficcare una preghiera a Dio o un richiamo al sacro verbo papale ogni volta che prende la parola in consiglio: ebbene, oltre a non capire assolutamente nulla della questione (prettamente tecnica) di cui si discuteva, ha cercato di convincermi che i politici sono praticamente dei martiri che si sacrificano per il bene comune (non faccio commenti…) e quando sono riuscito a farle cambiare discorso mi sono reso conto che, anche a livello di cultura generale, pur essendo (credo) laureata, era di un’ignoranza imbarazzante.
    Si noti che, avendo conosciuto alcuni altri esponenti del suo partito, posso affermare senz’ombra di dubbio che la consigliera in questione è la persona migliore tra i militanti del PD locale. Figuratevi gli altri…

    • Tiziana scrive:

      @BennyHill

      Qualche anno fa ho lavorato per un assessorato al Comune di Roma e anche i o sono rimasta basita constatando l’assoluta ignranza dei consiglieri comunali di Roma di qualsiasi partito. Però questo non dovrebbe stupirci più che tanto considerato l’iter che si deve fare per essere accettati all’interno di un partito. Una persona media che scrive in questo blog che più o meno crede nel ragionamento e nel pensiero libero, difficilmente accetetrebeb di regegre le fale della giacca di qualche capobastone di partito per la sua carriera. Quanro all’uaar )o altri) fanno bene a sfruittare le feste di partito per pubblicizzare le loro attività.

    • hpman scrive:

      Guarda che i politici , normalmente le lauree le comprano, il trota nel suo ambiente non faceva nulla di nuovo o di male, appartenere al pd non è mica sinonimo di onestà anzi.

  33. mistergrey2 scrive:

    Figuriamoci se non tiravi in ballo il povero De Andrè! :-)

    Come siete prevedibili!

    “Di comici chiacchieroni ne conosco 2, e li reputo entrambi pericolosi, e entrambi, a sentire Favia, con dinamiche assai poco democratiche…..”

    Appunto, secondo voi in questo momento il pericolo maggiore per il nostro paese sembrerebbe un comico
    che dice le stesse cose da almeno venti anni.

    Più che per il paese sembra pericoloso per le prospettive elettorali del vostro partito (già vi ha fatto perdere il Piemonte, Parma, persino Comacchio. Nemmeno le anguille vi cagano, ormai :-) )

    E allora, un giorno sì e l’altro pure, giù improperi e rivelazioni compromettenti sullo scocciatore (che a me non convince e fa pure toccare ferro, in quanto profeta della pocalisse), una delle occupazioni preferite dei giornali filopiddini , a parte le formule esoteriche sulla situazione finanziaria che dovrebbero far digerire ai lavoratori le batoste inflitte loro dal “vostro” governo.

    Eh già Favia…….

    Così parlò Zaratustra.

    :-)

    Con l’altro comico , se ho ben inteso l’allusione, state collaborando a livello di maggioranza governativa e in passato avete mostrato grande rispetto per il suo impero mediatico editoriale.

    “oppure ritrovarci con un governo tecnico Lega-PDL-UDC che sicuramente avrebbe fatto meglio su articolo 18 , esodati, IMU alla chiesa… certo”

    E cosa poteva fare di peggio?

    Ripristinare le leggi fascistissime del 25-26? Reintrodurre la servitù della gleba? Imporre l’apartheid nelle città padane? :-)

    “detto questo, la ringrazio per il plurale maiestatis, ma non sono nobile. E
    non essendo dogmatico, critico anche le scelte del partito cui sono iscritto, se non mi trovano consenziente, e , che per altro , non sono obbligato a rivotare”.

    Eh no caro mio , troppo comodo.

    E’ come se un nazista dicesse : ” io non approvo l’antisemitismo,almeno nelle suo forme più esagitate, ma rimango nel partito perchè ha un’anima popolare e si batte per la rinascita della Germania e contro la sovversione comunista”.

    “Ma sicuramente lei non legge Fassina (resp economico) o Orfini… probabilmente non sa che all’interno il PD è spaccato in due , una parte, con Renzi leader per continuare l’agenda Monti, una no”

    In effetti mi privo colpevolmente di sì deliziosi bocconcini. Comunque mi stai dicendo
    che la vittoria di Renzi piuttosto che di Bersani, influirebbe radicalmente sulla politica del P.D. Raccontale a un altro queste fole.

    Ps

    Dei banchetti me ne impipo.

    Il P.D fa molto peggio che boicottare (in alcune zone) tali lodevoli iniziative.
    E non credo nemmeno che la colpa sia tutta della componente democristiana.
    I nipotini di togliatti, nutriti in gioventù con un pastone di marxismo-leninismo alla matriciana, sono opportunisti come pochi, al punto da passare dal togliattismo al liberismo-clericalismo.

  34. MetaLocX scrive:

    La presenza dell’UAAR avrebbe potuto urtare l’emotività di una parte importante del partito, il cilicio della Binetti invece non la urtava.

  35. hpman scrive:

    Contraddizione, è il primo sostantivo che mi sento di accostare al, “Partito Democratico” per esteso, PD in abbreviazione. Gli altri termini che mi vengono in mente sono, compromesso, coalizione di larga intesa, inciucio, ammucchiata, magna magna ecc. ecc.
    Guardando alle origini del pd, uso il minuscolo perchè mi sembra più appropriato in confronto al vecchio P.C.I. padre e madre del P.D.S. primo figlio di una evoluzione ideologica autodistruttiva, che porterà, in meno di un ventennio, come risultato finale, questo partito scherzo di natura, essere senza testa, senza ideologia (a parte il mantenimento dei posti di potere). In due parole, un partito di sinistra, ma anche tante tante idee di destra, molto centro e tanto rispetto e ossequio per il vaticano sola guida morale in questo mondo corrotto, un partito per tutti i gusti in cui ogni italiano con un pò di confusione in testa può identificarsi.
    Per le prossime elezioni ovviamente una grande alleanza, Bersani e Renzi con Vendola, Casini, di Pietro e sorpresona anche ” Storace e Mussolini” (questi ultimi non vanno bene hanno ancora un’ideologia, vecchia ma pur sempre ideologia, mi sono lasciato trascinare scusate). L’importante è buttare giù il vecchio satrapo e le sue marionette e stoppare il nuovo che avanza non si sa mai che 5stelle facciano uno scherzetto tipo 94′.
    Questo i compagni…. ehm, i pdduini (mamma come sa di Gelli), i camerati no non va bene. Ok diciamo così gli amici del pd questo non lo diranno mai ai propri elettori, ma vogliono che questi stessi elettori un pò confusi, vedano in loro il partito rassicurante, votateci pensiamo a tutto noi, siamo bravi, onesti, patrioti e andiamo in chiesa.
    Quello che mi stupisce e che l’UAAR vada ancora cercando appoggio da questi del pd, chiedano aiuto a Bersani, Bindi, Franceschini e Renzi, gente che è imparentata stretta con comunione e liberazione! Su questi la UAAR non può contare, questi sono peggio di Giuda!

    Ovviamente se qualche elettore o rappresentante del pd non concorda con al mia personale idea, mi esponga una delle tante chiare posizioni del suo partito e mi spieghi bene, perchè quelli del pd più passa il tempo e meno li capisco, e se non li capisco non li voterò.