I cappellani militari replicano all’Uaar, ma mancano l’obbiettivo

La denuncia dei costi pubblici dell’”aggiornamento spirituale” dei cappellani militari, fatta dalle Ultimissime Uaar il 22 agosto, non è passata inosservata. È stata infatti ripresa da Riccardo Bianchi dell’Espresso, che ha anche ospitato le repliche degli uffici dell’Ordinariato. Che sono andate completamente fuori bersaglio. Vediamo perché.

La differenza tra il prezzo di mercato della Domus Pacis e quello applicato ai cappellani sarebbe «dovuta all’affitto delle stanze e del salone per i convegni». 16 euro per 200 cappellani fa 3.200 euro al giorno: è un costo paragonabile all’affitto di un cinema a Roma. Senza considerare che, a fronte di una prenotazione di un elevato numero di camere, qualsiasi albergatore indipendente concederebbe forti sconti.

«Non esiste una struttura delle forze armate che possa ospitare così tante persone». Ma figuriamoci: non esisterebbero strutture militari in grado di accogliere duecento persone? La Città militare della Cecchignola, dove tra l’altro ha sede il seminario dei cappellani militari (anche quello pagato dai contribuenti), è per esempio più estesa della Città del Vaticano.

«Non potremmo far dormire in una caserma i relatori non militari». Come ha fatto notare lo stesso giornalista, «potevano farci riposare i religiosi con le stellette, e i relatori ospitarli in un hotel». La domanda sorge spontanea: ma quanti saranno mai tali relatori? Quanto costano? Chi li sceglie? E chi li paga?

L’arcivescovo Ordinario militare per l’Italia nonché generale di corpo d’armata Pelvi «ha tagliato al massimo le spese e ha richiamato più volte alla sobrietà». Interessante. Implica dunque che negli anni passati lo spreco di denaro pubblico era persino maggiore.

«La Domus Pacis è la casa più economica che abbiamo trovato». Non è vero, basta fare un giro su internet. Tra parentesi, se si decide di fare l’aggiornamento spirituale ad Assisi, è pressoché inevitabile a) rivolgersi a una struttura di proprietà cattolica b) trovare prezzi più alti di altre città c) visto che Assisi non è servitissima, innalzare anche i costi di trasporto, che sono a loro volta a carico dei contribuenti. Domanda: mai pensato di cambiare il luogo della riunione?

«Inoltre la formazione è obbligatoria, lo prevede il ministero». L’aggiornamento spirituale è dunque «formazione»? I cappellani forniscono assistenza morale, oppure sono un mero strumento di evangelizzazione cattolica pagato dalle casse pubbliche?

«Chi sta dentro i nostri ambienti sa che queste lamentele sono ridicole». Piace il gioco facile? Chi è all’interno dell’ambiente militare difficilmente protesterà contro le disposizioni di un generale di corpo d’armata. E chi è al di fuori? Dobbiamo «crederci» senza poter verificare, mettendo da parte i criteri di buona amministrazione e trasparenza che dovrebbero sempre contraddistinguere la gestione della «cosa pubblica»?

«I cappellani aiutano tutti i giorni le famiglie dei soldati che hanno problemi di ogni tipo. Queste, però, sono storie che non si raccontano». Pensavamo che la gestione dei problemi delle famiglie dei soldati fosse a carico dell’autorità militare. Sarebbe interessante sapere quando, come e perché avrebbe avuto luogo questa delega. Chissà se si può raccontare.

Come si vede, le risposte fornite dai cappellani militari non diradano affatto, e semmai amplificano, il sospetto che si sia di fronte a un notevole spreco di denaro pubblico che, per quanto (forse) legittimato da norme arcaiche, non è tollerabile in tempi in cui si chiedono durissimi sacrifici a tutta la popolazione. L’Uaar si augura che l’Ordinariato e lo stesso ministero della Difesa forniscano spiegazioni più plausibili. In caso contrario, sarebbe la conferma che è venuto il tempo di intervenire su una struttura, quella dei cappellani militari, autorizzata senza alcun controllo a dirottare fondi pubblici su altre articolazioni della sua stessa confessione.

La redazione

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 27 agosto 2012 alle 21:51 e classificato in Generale, Notizie, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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160 commenti a “I cappellani militari replicano all’Uaar, ma mancano l’obbiettivo”

  1. Francesco scrive:

    Papa: Ma questi dell’Uarren ci essere o ci faren?
    Segretario: Perchè?
    Papa: Come possono predentere che cappellanen militaren si adattino a stare in lurida casermen o in qualche alberghetten di infima categorien, allora perchè uno diventa sacerdoten? Per godere di certi privilegen. Oppure sono convinten che uno lo fare perchè chiamato da qualche essere superioren inesistenten per donare la propria vita agli altren?
    Segretario: Effettivamente.

  2. Samuel scrive:

    I relatori potevano essere tranquillamenti ospitati ( ma quanti potevano essere?) nelle foresterie (quattro stelle) dell’Esercito di Roma al Castro Pretorio e alla Lungara e che possono ospitare anche non militari al prezzo di 30 euro la camera singola e 55 quella matrimoniale.

  3. Enrico scrive:

    Perchè non abolire i cappelani delle carceri?Io ritengo che l’amministrazione debba pensare ad assolvere alle esigenze pratiche dei detunuti non un cappelano.
    Perchè abolire solo i cappelani aboliamo anche gli atleti militari o ciò non vi interessa?
    Saggia l’idea di riunirsi ad Assisi centro di spiritualità.

    • certo, aboliamo anche i cappellani nelle carceri e negli ospedali: i detenuti o i pazienti possono chiamarli in orario di visita, e i cappellani dovrebbero andare come volontari, non pagati dallo Stato o dalle ASL (che pagano “assistenti religiosi cattolici” al posto di assumere infermieri)

      e gli atleti cosa c’entrano con l’Uaar?

      • Enrico scrive:

        Ma selo stato non fà nulla. I nuovi giunti spesso non hanno nemmeno di che vestirsi e poi una parola di conforto può essere utile come è utile uno che spieghi il sistema delle domandine ed altro.

      • Enrico scrive:

        Voi siete fissati con il cattolicesimo e lo attacate di continuamente metre davanti a chi può fare paura per conseguenze anche fisiche non vi vedo.Perchè ai gay pride non vi vestite da iman?

      • manimal scrive:

        @ Enrico

        fammi capire, secondo te è logico che siccome l’amministrazione carceraria fa pena, siano pagati stipendi a cappellani perchè aiutino i carcerati?

        ma sono pagati per assistenza spirituale o materiale?

        e comunque, se proprio senza cappellani in carcere non si riuscisse a stare, cosa vieterebbe ad un sacerdote di prestare la medesima meritoria opera da “esterno”?

      • Enrico scrive:

        Assistenza spirituale e materiale, molto spesso poi un atto dell’una lo è anche dell’altra.

        Anche i sacerdoti devono vivere oppure sia il DAP a fornirgli vitto ed alloggio vestiario ed altro.

      • manimal scrive:

        “anche i sacerdoti devono vivere”

        mi stai dicendo che un sacerdote che non trova impiego nella pubblica amministrazione non ha stipendio dalla curia?
        se da parte dei religiosi è così sentita l’esigenza di confortare spiritualmente i carcerati, o i militari, perchè mai non si provvede tramite la parrocchia che ha competenza territoriale sul carcere o la caserma?

        il vescovo può predisporre un aiuto parroco per queste parrocchie, data la maggior mole di lavoro che si avrebbe. perchè mai è necessario che si debba operare da “inquadrato” nell’amministrazione carceraria o militare?

      • Enrico scrive:

        Lei confonde il cappelano del carcere solitamente presbitero diocesano che viene assegnato magari non esclusivamente al carcere ed il cappelano militare sacerdote appartenente ad una diocesi particolare ovvero l’ordinariato militare.
        il fatto di avere sacerdoti più o meno dedicati è il fatto che sono in entrambi casi comunità particolari e necessitano di persone esperte.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Perché uno psicologo o quantomeno una persona richiesta dal diretto interessato non ha la stessa qualifica per sostenere un soldato.

      • manimal scrive:

        @Enrico

        e tutto ciò che mi hai obiettato in che modo implica che per il contribuente debba esservi un aggravio di costi oltre all’8x 1000?

        prete in divisa da ufficiale(altrimenti lo fucilano!! ma perchè, la convenzione di ginevra per i soldati semplici non vale?) esperto di problematiche militari. mi sta bene, ma perchè deve avere anche il trattamento economico da parte del ministero della difesa?

        se la religione è servizio pubblico (mah!!!), mi pare che questo servizio sia già finanziato più che adeguatamente dalla Repubblica Italiana.

        o preferisci i tagli a pensioni e sanità?

      • Enrico scrive:

        *Mosconi

        Il sacerdote non è uno psicologo. Ad esempio non può assolvere dai peccati oppure distribuire l’eucarestia.

        *manimal

        Un soldato semplice può essere adibito a lavori manuali un ufficiale no ed latre diversità.

      • manimal scrive:

        o poverino il prete col badile in mano….
        poi gli vengono le vesciche, scoppiano e si rischia una crisi mistica per stimmate immaginarie…

        non hai risposto: dà loro il grado che preferisci, ma perchè debbono per forza essere stipendiati dalle F.F.A.A.?

        pensi che grado senza emolumenti corrispondenti sia una “anomalia”?
        perchè, un militare di carriera designato da un vescovo (o chi per lui tra l’alto clero) non ti pare anomalo?

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        E ritieni che tutti i soldati siano cattolici praticanti tanto da sentire questo bisogno?
        Che facciamo, discriminiamo hindu, zoroastriani, musulmani, buddhisti, lamaisti, taoisti, confuciani e via andando fino ai non credenti ed agli agnostici?
        Chi è la Chiesa Cattolica per mandarla a dire a tutti questi che potrebbero (e alcuni lo sono non solo in linea ipotetica) cittadini italiani?

      • Enrico scrive:

        Anche i preti mangiano.

        Senza grado non si è militari.

        Mosconi legga sotto.

      • gmd85 scrive:

        Vengano stipendiati dalla Chiesa come tutti gli altri. Tio ho chiesto, sotto, tu, da cittadino, pagheresti anche epr gli altri cappellani o assistenti spirituali o come meglio li vogliamo chiamare?

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Peccato che la risposta “di sotto” non risponda alla domanda. Ma se proprio vuoi una reazione: perché si dovrebbe pagare un non-statale per fare sul campo prettamente statale (difesa dello Stato appunto) una cosa che uno statale sa far uguale e può essere maggiormente controllato?

      • Enrico scrive:

        Leggete bene cosa scrivo.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Tolto che hai scritto davvero da cani, posso cortesemente ricordarti che io non essendo te non uso la tua stessa terminologia (arbitraria del tutto nella sua accezione idiosincratica aggiungo)?
        Ma poi: rispiegare bene te invece di rimandare ignorando volontariamente il senso delle tue dichiarazioni per un comune mortale no?

      • manimal scrive:

        “Anche i preti mangiano.”

        anche io mangio. e infatti lavoro per mantenermi.
        il poco che faccio per il prossimo è gratis…

        “Senza grado non si è militari.”

        ah! e io che mi son fatto un anno di soldato semplice.
        vestivo di verde con le stellette al colletto perchè era di moda?

      • moltostanco scrive:

        @enrico,

        mah, io trovo comunque strano che una persona che decide volontariamente (perchè non c’è più la leva obbligatoria) che la sua vocazione è fare la guerra (cioè ammazzare delle persone, spesso civili) si ponga poi il problema di dover confessare i peccati.

        Ma poi, visto che la chiesa è così attenta ai principi e alla sacralità della vita, i cappellani non dovrebbero invitare continuamente i militari a cambiare mestiere. Durante la campagna di Russia, per citare un esempio di guerra di aggressione, c’erano i cappellani militari ? invitavano i militari a fare obiezione di coscienza e a rifiutarsi di combattere o no ? Forse però li si ammazzavano i comunisti … e allora in Francia ? in Grecia ? In africa ?

      • Enrico scrive:

        Lei quindi è difeso da assassini?

        Si documenti su Don Gnocchi.

      • manimal scrive:

        @Enrico

        potenziali assassini.
        il fucile non serve solo per fare addestramento formale od il presentat arm.

        comunque, i nostri militari in afghanistan, ci stanno difendendo da chi?

        potresti spiegare ad un ateo ignorante quale sono il significato preciso del “porgere l’altra guancia” detto da 1/3 di trinità?

      • Enrico scrive:

        Io so di essere un potenziale assassino in quanto essere umano dotato di libero arbitrio.Esiste la guerra giusta e la legittima difesa, immagino che lei se subisce u furto in casa faccia denuncia a persone armate.

        Afghanistan difesa dal terrorismo quel paese era un santuario del terrorismo islamico.

        Porgere l’altra guancia non significa essere passivi davanti alle violenze contro sè stessi.

      • manimal scrive:

        “Porgere l’altra guancia non significa essere passivi davanti alle violenze contro sè stessi.”

        ripeto, visto che non ho capito: e allora quale è il significato di quella frase detta dal suo Gesù?

        l’italia era sotto attacco del terrorismo islamico, al momento dell’impegno militare in afghanistan?
        e l’Iraq aveva mosso atti di guerra contro l’Italia?

      • moltostanco scrive:

        Enrico,

        io non li ho chiamati assassini, questo nome l’ha usato lei. Certo è necessario avere una certa propensione all’uso della violenza estrema per fare i militari con successo.

        Lei parla di Afghanistan: le pare che quella che stiamo eseguendo oggi sia una missione di pace, noi e i nostri alleati ? E l’iraq ?

        Noto che non mi ha risposto sulle missioni non di pace del passato

      • Enrico scrive:

        Afghanistan aggressione di Osama e sodali a stato NATO.

        Iraq aiuto post guerra alle popolazioni locali.

      • moltostanco scrive:

        @enrico,

        la sua risposta era ovvia, visto che crede alle favole ….
        aspetto ancora di sapere cosa dicevano i cappellani militari ai nostri soldati che gasavano gli africani

    • manimal scrive:

      guarda, a parte Assisi, con me sfondi una porta aperta.

      gli atleti, che si trovino una squadra. se non ne esistono, che si associno in società sportive. dei bei risultati (o magre figure) alle olimpiadi, a me sinceramente, non viene un tubo.

      e dubito che se il medagliere fosse stato il triplo, sarebbe cambiato qualcosa nell’opinione che all’estero hanno dell’italia.

      • Enrico scrive:

        Si ma per arrivare a certi livelli devi essere professionista e nessuno di paga e mantiene per fare sport olimpici sconosciuti come scherma o ginnastica.

      • manimal scrive:

        e a me?

        organizzazione, iniziativa, impegno. si creino delle associazioni e si trovino sponsor.
        se penso che quel burino di Tomba, oltre alle sponsorizzazioni miliardarie, si beccava anche lo stipendio da carabiniere… e non so se gli toccherà la pensione.

      • Enrico scrive:

        A lei direttamente niente come le gallerie d’arte ed i teatri che cosa danno a mè di utile?Stesso discorso per gli stadi di proprietà dei comuni,

      • manimal scrive:

        sugli stadi concordo.
        gallerie d’arte e teatri non so. immagino dipendano da enti che hanno a che fare con la cultura.

        lo sport con le forze armate cosa c’entra?
        e soprattutto: cosa c’entra la religione cattolica con le forze armate?
        addirittura i cappellani non sono neanche personale civile: hanno i gradi di ufficiale. che senso ha?

      • Enrico scrive:

        Se fossero civili e venissero catturati dal nemico potrebbero essere fucilati.

      • gmd85 scrive:

        E pensi che i gradi li mettano automaticamente al sicuro dall’essere uccisi? Secondo questa logica, dei militari catturati non ne sarebbe dovuto morire nessuno, non trovi?

      • Enrico scrive:

        *gmd85

        Lei crede che il codice penale garantisca di non essere uccisi?

        *manimal

        La e forze armate sono costituite da persone.

      • gmd85 scrive:

        Ma che domanda è? Tu hai scritto: “Se fossero civili e venissero catturati dal nemico potrebbero essere fucilati.”
        Il che lascia presupporre che attribuisci ai gradi l’implicito potere di evitare che, in caso di cattura, un ufficiale venga ucciso. Bene, pur con l’esistenza della convenzione di Ginevra, che tra l’altro prevede anche la protezione dei civili, non è così e i prigionieri militari uccisi ne sono la dimostrazione.

      • manimal scrive:

        @Enrico
        La e forze armate sono costituite da persone

        embè? che significa?
        le persone hanno molteplici necessità: tra cui tagliarsi i capelli, risuolare gli anfibi, ricucire una tasca. non mi pare che il barbiere, il calzolaio, il sarto della caserma dove io ho svolto l’obbligo di leva, fossero arruolati.

        credo fossero pagati dalle FFAA (anche se il barbiere prendeva la “mancia” obbligatoria), ma non è che l’immaginario ordine professionale dei parrucchieri prendesse una percentuale dell’irpef dei cittadini.

      • Enrico scrive:

        Catturati in borgese e fucilati come franchi tiratori.

        *manimal

        La persona può avere bisogno di assistenza spirituale.

      • gmd85 scrive:

        A parte il fatto che la frasetta scritta senza riportare il fatto non serve a nulla, è la guerra, ragazzo mio. Muoiono civilie e muoiono soldati. Se il nemico se ne infischia delle convenzioni internazionali, non c’è divisa che tenga.

      • Enrico scrive:

        Fucilare i franchi tiratori catturati in borghese oppure le spie è legale,fucilare chi è catturato in divisa no.

        Il codice civile proibisce l’omicidio allora lo legalizziamo?

        *FSMosconi

        Favorevole a stipendiare cappelani di varie religioni.Comunque l’assistenza spirituale religiosa lo stato non può darla se non con ministri di culto.

      • gmd85 scrive:

        Enrico, o non capisci, o non vuoi capire. Legale o meno, se un guerrigliere decide di uccidere un soldato catturato, lo fa. ll codice civile proibisce l’omicido, ma la gente uccide. Ovvio che non lo legalizziamo, non fare domande stupide. ma una legge non è garanzia assoluta. Così come non lo è una uniforme.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Ma perché lo Stato dovrebbe darla essendo rappresentante anche di non credenti ed avendo nella sua Costituzione l’equidistanza da qualsiasi culto e organizzazione ecclesiastica?!

      • Enrico scrive:

        Perchè i soldati sono uomini.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        ma uomo non è sinonimo di religioso men che meno di cattolico.
        Un cattolico è necessariamente un essere umano ma non tutti gli esseri umani sono cattolici allo stesso modo in cui non tutti sono religiosi.
        E se questo vale per il mondo a maggior ragione vale per lo Stato Italiano.
        Spero che la tua astrazione sia sufficientemente sviluppata per arrivare a tale ovvietà.

      • Enrico scrive:

        Ho forse detto che i cappellani devono essere solo cattolici?

      • robby scrive:

        @ENRICO IL LENTO….,tu dici che qui siamo fissati col cattolicesimo.ìì?,ma tu che sta sempre qui perche hai? sta fissa di fare comunella con gli atei,stai sempre costantemente qui.,io certo
        volte volte mi chiedo ma non ti sei stufato,ti essere,sgamato,fai figure barbine di fila sarranno mesi ,che ogni volta che entro qui ti trovo qui,ed inivitabilmente dici castronerie che vengono sconfessate.
        PS…… tu dici i sacerdoti devono mangiare,,pure io..ììì, .dunque ho lavoro ho dovrei fare cose non lecite,dunque cosa centra se un sacerdote deve mangiare,pure un valdese pastore deve mangiare,eppure fino a pochi anni fa mangiava senza che lo stato lo finanziasse con l 8xmille….cioè enrico ,non lo dico con affettazione,ho per appunto di superba superiorita,ma te prego,cercate un sito di cattolici….e cerca di capi che cavolo vuoi dirci sè non ha senso propio il tuo commentare,qua,sembri uno un soldato di paglia ,dove tutti ti fanno zompa la testa con l ovvio,e tu non te nè accorgi,e continui a camminare come uno zombi…

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Poco importa: stiamo parlando di qui ed ora, e lo stato attuale favorisce solo i cattolici.
        Ciò detto, l’obiezione rimane valida sino a prova contraria.

      • manimal scrive:

        “Perchè i soldati sono uomini.”

        infatti. sono uomini (recentemente anche donne, per la verità…).
        “possono” avere bisogno di assistenza spirituale.
        lei “può” aver bisogno del medico, anzi, quasi certamente ne avrà, di qui alla fine dei suoi giorni (come tutti). ne prende uno in casa sua, gli da vitto, alloggio stipendio e status di familiare o ne chiamerà uno all’occorrenza?

        inoltre, gli uomini (soldati), possono aver bisogno d’altro che di assistenza spirituale… ad esempio (inorridirà, lo so) di sfogare certe pulsioni dei sensi.
        si chiamano delle professioniste ad hoc (credo sia stata prassi comune negli eserciti)? e le si arruola col grado di ufficiali? troppo? sottufficiali, via!

      • Enrico scrive:

        *manimal

        Lei ritiene la donna un oggetto e basta.Il medico di famiglia l’ho a spese dello stato.

      • gmd85 scrive:

        Per la stessa logica, il cappellano pagatelo da solo o lo paghi la CCAR.

      • manimal scrive:

        Enrico, la donna la ritengo un SOGGETTO.
        e anche un BEL soggetto.

        il medico di famiglia l’ha a spese dello stato.
        anche il prete.
        però non se lo stipendia un altra volta offrendogli pure vitto, alloggio, vestiario e trasferte.

    • Tiziana scrive:

      @Enrico

      Sono d’accordo.E’ insopprtabile che abbiamo pochi poliziotti carabinieri finanzieri e poi vengono spesi soldi pubblici per fargli vincere inutili medaglie alle olimpiadi.

      • Enrico scrive:

        Guardi che io sono favorevole agli atleti militari cosi come sono faverevole ai cappelani militari. mi chiedevo invece perchè l’UAAR cosi attenta alle spese dello stato non attacca anche queste spese collaterali?

      • gmd85 scrive:

        Suppongo, allora, che saresti favorevole anche al supoporto spirituale di militari di altre confessioni? O vogliamo applicare due pesi e due misure?

        Io non sono favorevole agli atelti militari. Senza nulla togliere al loro impegno e alle loro capacità, non trovo giusto che i cittadini li paghino come gli altri militari per dar loro modo di allenarsi e gareggiare. Potrei accettare la cosa solo se l’attività sportiva fosse secondaria all’attività militare. Invece, è al contrario. L’attività militare viene svolta al termine della cariera sportiva. E neanche sempre.

      • Enrico scrive:

        *gmd85

        Nulla in contrario a cappelani di altre religioni.

        L’atleta militare dà anche prestigio al corpo.

      • gmd85 scrive:

        Quindi, saresti dispsoto a pagar anche per gli altri cappellani?

        Atleti: motivazione insufficiente. Il cittadino paga le forze armate per la tutela dell’ordine. Punto.

      • manimal scrive:

        @gmd8
        infatti.
        del prestigio di un corpo militare, conquistato perchè un ragazzo/a che risulta nei ruoli del corpo stesso, è molto bravo in una disciplina sportiva, non me ne può fregare di meno.

        a parte che semmai il prestigio che è da auspicare è per la Nazione, e non per un ente espressione dello stato, il prestigio delle FFAA, a mio avviso, si infanga nel caso in cui vengano meno ai doveri nei confronti dei cittadini italiani.

        ad esempio, trovo ripugnante vedere carabinieri di pattuglia che infrangono impunemente il codice della strada, con la sicumera derivante dal fatto di essere intoccabili nei fatti.
        e che poi alle olimpiadi un carabiniere vinca la medaglia d’oro, che so, nella scherma, non mi compensa dal vedere disonorata la divisa da parte di alcuni appartenenti all’arma.

      • Enrico scrive:

        Anche i titoli sportivi danno prestigio.

      • gmd85 scrive:

        Ancora? Anche non vuol dire soprattutto. Continua a essere una motivazione insufficiente.

      • Gianluca scrive:

        E’ un cane che si morde la coda. Se venisse investito più denaro nello sport molte società ce la farebbero a sovvenzionare i propri atleti a tempo pieno, invece c’è una sorta di “sussidiarietà malata” anche qui, con i gruppi sportivi militari che sono gli unici a consentire ad un atleta di dedicarsi a tempo pieno al suo sport, dandogli lo stipendio. Guarda caso nelle altre nazioni dove lo sport è tenuto più in considerazione, chi vince non appartiene alle forze armate di quel Paese.

      • RobertoV scrive:

        Gianluca
        Infatti fino ad una ventina di anni fa le principali società sportive erano civili, poi c’è stata questa tendenza a sovvenzionare lo sport tramite i gruppi militari, probabilmente per una questione di pubblicità ed immagine delle forze armate e per giustificare le loro sovvenzioni. Così oggi sono i gruppi militari ad avere gli atleti più forti e le società sportive civili sono relegate ad un ruolo di secondo piano.

  4. date una occhiata alle immagini che scorrono nel sito dell’Ordinariato militare in Italia:
    http://www.ordinariato.it/
    quanto sono… vecchie? sembrano fotografie di una aristocrazia decadente

    • Enrico scrive:

      A mè sembrano foto dei tempi odierni.

      • manimal scrive:

        Enrico, va bene che hai detto che tendi a non rileggere ciò che scrivi, ma un minimo di attenzione agli accenti gioverebbe alla tua reputazione di “dottore”…

    • lector scrive:

      @–>Roberto Grendene

      O.T.
      Sentita l’intervista al TG5 delle 8:00 al direttore del Bioparco di Roma?
      Si tratta del nuovo percorso tematico sugli “Animali della Bibbia”, dove ciascun animale viene presentato con una scheda in cui è riportato anche il versetto biblico che lo cita.
      Nel presentare l’iniziativa, il direttore ha precisato che si tratta d’un idea per significare “soprattutto ai giovani visitatori la stretta correlazione che esiste tra natura e spiritualità, tra la vita come la vediamo e il creato descritto nell’Antico Testamento”.
      Per inciso, chissà con la raccomandazione di chi, questo personaggio è stato messo in quel posto.
      Non sarebbe il caso che l’UAAR ci buttasse un’occhiatina?
      Non si possono dire impunemente certe cose, pagati col denaro pubblico per giunta.

  5. utopista scrive:

    Vediamo. Il militare è un ‘mestiere’ che consiste istituzionalmente nel ‘fare la guerra’. Lasciamo perdere adesso il discorso delle guerre giuste o sbagliate, il ‘conforto’ che i militari ricevono dai cappellani in cosa dovrebbe consistere? Nel compiere al meglio il loro mestiere di ‘guerrieri’, cioè ammazzare il nemico prima di essere ammazzati, perchè è questo a cui debbono essere preparati, che si tratti di ‘missioni di pace’ o altro? Ma come si concilia ciò col ‘non uccidere’? L’unica ragione che ‘giustifica’ la loro presenza sembra allora essere quella di tranquillizzare le coscienze (quelle cristiane), perchè il ‘non uccidere’ non vale quando si tratta del ‘nemico’. Il quale nemico (I e II GM insegnano) magari ha poi i suoi cappellani con la stessa funzione…
    In realtà servono solo per legittimare ‘moralmente’ le guerre,

    • manimal scrive:

      credo proprio tu abbia colto nel segno.

    • Federico Tonizzo scrive:

      Chi non ricorda il “Dio è con noi” che hanno più volte ripetuto i due Bush nelle loro guerre contro l’Irak? Anche Saddam, ognuna delle due volte, diceva la stessa frase!!!
      Chi non ricorda il “Gott mit Uns” di Hitler”?
      Chi non ricorda il “Dio lo vuole” del Crociati?
      Chi non ricorda il “Dio ti farà sterminare i tuoi/suoi nemici” (o similia), che più volte compare nell’A.T.? Esempio in 2Samuele 7:9 “Sono stato con te dovunque sei andato, ho sterminato tutti i tuoi nemici davanti a te e ho reso il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.”

      «Dio è con noi!» | UAAR, in http://www.uaar.it/ateismo/opere/55.html

      E chi non ricorda la benedizione delle armi, citata anche qui: http://www.uaar.it/laicita/invadenze-clericali ?

      Chissà se il “Programma” del corso per cappellani militari includeva cose tipo “Tecniche di autoconvincimento che si sta facendo una guerra giusta e doverosa”.

    • moltostanco scrive:

      … mi sono in parte sovrapposto con un mio commento sopra…

      Ripeto la seconda parte, che ha più senso qui: cosa dicevano i cappellani militari ai nostri militari durante la IIGM e prima ancora nel periodo coloniale (tutte, per parte nostra, guerre di aggressione e invasioni) in Russia, Francia, Africa, Grecia, Albania …. li incitavano all’obiezione di coscienza o no ?
      Chissà, forse se lo avessero fatto, quella guerra poteva finire diversamente, con molti meno morti e un dopoguerra meno tragico.

  6. Folletto Baldanzoso scrive:

    “«I cappellani aiutano tutti i giorni le famiglie dei soldati che hanno problemi di ogni tipo. Queste, però, sono storie che non si raccontano». Pensavamo che la gestione dei problemi delle famiglie dei soldati fosse a carico dell’autorità militare. Sarebbe interessante sapere quando, come perché avrebbe avuto luogo questa delega. Chissà se si può raccontare.”
    Questo è allucinante.

    In quanto Associazione di Promozione Sociale l’UAAR potrebbe scrivere una lettera di diffida al Ministero.

    • Giorgio Pozzo scrive:

      Quando avevo fatto il servizio militare io, era obbligatorio, e i cappellani (del CAR) servivano a raccomandare i militari che volevano essere trasferiti ad un’unità più vicina a casa (questa domanda si chiamava “avvicinamento”).

  7. Francesco scrive:

    Sono convinto che questa canzone valga molto di più delle tante cappellate che un cappellano militare possa dire ai soldati.

    La guerra di Piero

    Fabrizio de André

    Dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
    ma son mille papaveri rossi

    lungo le sponde del mio torrente
    voglio che scendano i lucci argentati
    non più i cadaveri dei soldati
    portati in braccio dalla corrente

    così dicevi ed era inverno
    e come gli altri verso l’inferno
    te ne vai triste come chi deve
    il vento ti sputa in faccia la neve

    fermati Piero , fermati adesso
    lascia che il vento ti passi un po’ addosso
    dei morti in battaglia ti porti la voce
    chi diede la vita ebbe in cambio una croce

    ma tu no lo udisti e il tempo passava
    con le stagioni a passo di giava
    ed arrivasti a varcar la frontiera
    in un bel giorno di primavera

    e mentre marciavi con l’anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle
    che aveva il tuo stesso identico umore
    ma la divisa di un altro colore

    sparagli Piero , sparagli ora
    e dopo un colpo sparagli ancora
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra a coprire il suo sangue

    e se gli sparo in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avrà per morire
    ma il tempo a me resterà per vedere
    vedere gli occhi di un uomo che muore

    e mentre gli usi questa premura
    quello si volta , ti vede e ha paura
    ed imbracciata l’artiglieria
    non ti ricambia la cortesia

    cadesti in terra senza un lamento
    e ti accorgesti in un solo momento
    che il tempo non ti sarebbe bastato
    a chiedere perdono per ogni peccato

    cadesti interra senza un lamento
    e ti accorgesti in un solo momento
    che la tua vita finiva quel giorno
    e non ci sarebbe stato un ritorno

    Ninetta mia crepare di maggio
    ci vuole tanto troppo coraggio
    Ninetta bella dritto all’inferno
    avrei preferito andarci in inverno

    e mentre il grano ti stava a sentire
    dentro alle mani stringevi un fucile
    dentro alla bocca stringevi parole
    troppo gelate per sciogliersi al sole

    dormi sepolto in un campo di grano
    non è la rosa non è il tulipano
    che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
    ma sono mille papaveri rossi.

  8. Manlio Padovan scrive:

    Che all’interno del loro ambiente non si protesti (questo può significare e solo questo: “Chi sta dentro inostri ambienti sa che queste lamentele sono ridicole”) è la dimostrazione della ipocrisia che regna fra i militari o della loro incapacità a ragionare…mi pare sia sufficiente per condannare la mentalità dell’ambiente militare.
    Distruggere gli eserciti deve essere una delle priorità del genere umano.

    • Antonio scrive:

      Da “interno” all’ambiente militare mi sento offeso. E non per il suo giudizio sui militari (ognuno ha legittimamente il suo, e io lo rispetto, anche se il giudicare qualcuno un ipocrita e un incapace a ragionare solo perchè appartiene ad una certa categoria, non lo ritengo certo un valore proprio dell’Uaar, anzi…).

      Le dirò che mi sono sempre esposto in prima persona, vincendo tutte le mie battaglie, ad esempio per non partecipare ai cosiddetti precetti. E l’ho sempre fatto apertamente, scontrandomi anche con dei superiori, spuntandola ogni volta, carte alla mano. Non ho mai avuto ritorsioni per questo.

      E non sono l’unico. Per esperienza personale, la scarsa utilità dei cappellani militari è sentita fra gran parte dei militari stessi.

      Cordialità.

      • Stefano scrive:

        @ Antonio.

        Bene.
        In effetti Manlio esagera…. :-)

      • bruno gualerzi scrive:

        Hai ragione, non bisogna mai generalizzare… ma è difficile separare i singoli militari dalle conseguenze che la loro scelta, quali ne siano stati i motivi, comporta. E che ci sia chi… si tratti di cappellani o altro… deve confermarli per rendere accettabile psicologicamente ciò che ci si aspetta da loro (uccidere perchè non si uccida) come modo per potenziare la loro indispensabile aggressività, non può non rimandare prima di tutto all’assurdo di ogni istituzione militare, all’assurdità della loro necessità.
        La protesta di cui parla Manlio Padovan a questo credo si riferisse, non alla protesta per eventuali assurdità di certi aspetti particolari. E’ assurdo pretenderla proprio dai militari? Certamente, ma sono loro più di ogni altro che vivono sulla propria pelle questo assurdo, e quindi loro più di ogni altro è messo nelle condizioni di denunciarlo con cognizione di causa.
        E’ per impedire questo che ci sono i ‘cappellani’… che siano religiosi o meno.

      • Antonio72 scrive:

        ..di denunciarlo o, molto più spesso, di subirlo.
        Il cappellano riveste quindi un mero ruolo consolatorio per il soldato, soprattutto in tempo di guerra. E’ inevitabile infatti che il soldato aneli a qualcosa di più alto e spirituale quando è costretto a vivere sulla propria pelle le brutture e le miserie della guerra, come guardare i propri compagni che cadono uno dopo l’altro (per es. nelle trincee sono state ritrovate lettere commoventi, e per certi versi poetiche, scritte alle famiglie da soldati semianalfabeti – anche la scrittura rappresenta infatti un conforto; in tempo fascista invece il soldato elevava ad ideale patriottico la propria missione di guerra).
        Poi certo, per qualcuno potrebbe essere sufficiente il sorriso di una crocerossina.
        L’assurdità della guerra, che scaturisce spesso da motivazioni razionalissime (accaparramento delle materie prime, occupazione territoriale, imposizione di un modello economico-monetario, ecc.. ma anche anelito alla giustizia, alla democrazia, ecc…) dimostra che i lumi della ragione talvolta rivelino i mostri ancestrali che si agitano nelle tenebre dell’animo umano. Non a caso il mondo globalizzato moderno, fondato sul raziocinio occidentale, a qualcuno appare poco ragionevole.

      • Stefano scrive:

        @ Antonio_ 72

        “Non a caso il mondo globalizzato moderno, fondato sul raziocinio occidentale, a qualcuno appare poco ragionevole”

        “i lumi della ragione talvolta rivelino i mostri ancestrali che si agitano nelle tenebre dell’animo umano”

        Non capisco e mai capirò la tua approssimazione. O meglio, la comprendo benissimo: devi fare spazio per l’irrazionalità. Solo lì si possono annidare le tue credenze.

      • gmd85 scrive:

        Per qualcuno potrebbe non essere sufficiente nè il soriso della crocerossina (continua sempre con questo tuo sarcasmo antocentrista, mi raccomando), ne il supporto del cappellano, il quale non ha una formuletta magica pronta a lenire le ferite dell’animo causate dall’orrore della guerra. Le ripercussioni psicologiche possono essere talmente profonde da rendere il cappellano una figura praticamente inutile. Poi c’è chi non ha bisogno nè dell’uno nè dell’altro. O credi che per elaborare detetminate vicende ci sia necessariamente bisogno di un conforto esterno?

      • gmd85 scrive:

        Sulla spinda di democratizzazione e di giustizia ho seri dubbi. Considerala più che altro una motivazione di facciata. Le motivazioni sono economiche e di legittimazione e mantenimento dello status quo.

      • Antonio72 scrive:

        @gmd85

        Io credo che il giudizio su cosa debba considerarsi confortante o meno spetti al soggetto sofferente e non debba divenire tema di discussione da salotto, al fine di ricavare una sorta di formuletta scientifica valida per tutti quanti. Paradossalmente, in determinate circostanze, potrebbe ricevere conforto da un cappellano anche un soldato miscredente. Anzi sono certo che è già avvenuto innumerevoli volte.

      • Antonio72 scrive:

        @gmd85

        Anche in Siria i ribelli vogliono mantenere lo status quo? Ed in Egitto, in Libia, ecc..
        La verità è che la motivazione non è mai unica, muta la sua forma a seconda della prospettiva da cui la si osserva.

      • RobertoV scrive:

        …in tempo fascista invece il soldato elevava ad ideale patriottico la propria missione di guerra..
        Infatti gli italiani inviati nella campagna di Russia ci andavano tutti come convinti patrioti perchè volevano la Grande Italia… Curioso che abbia parlato di patriottismo sotto i fascismi e non delle guerre di resistenza.
        “L’assurdità della guerra, che scaturisce spesso da motivazioni razionalissime (accaparramento delle materie prime, occupazione territoriale, imposizione di un modello economico-monetario, ecc.. ….) dimostra che i lumi della ragione talvolta rivelino i mostri ancestrali che si agitano nelle tenebre dell’animo umano. Cioè quindi prima dell’epoca della ragione che a lei non piace queste motivazioni non c’erano? Solo in epoca moderna si fanno guerre con motivazioni “razionali”? Non ha mai pensato che invece sia un trascinamento nell’era moderna del modo di pensare precedente proprio dei tradizionalisti e che è proprio nell’era moderna che è aumentata l’opposizione alla guerra e la coscienza dei danni che provoca? E che proprio nell’era moderna sia aumentata l’attività diplomatica per evitarle e la minore disponibilità dei popoli evoluti a combatterle?

      • Antonio72 scrive:

        @RobertoV

        Lei può vedere questo ideale in senso negativo, confrontandolo con quello positivo del partigiano, tuttavia secondo il mio ragionamento la cosa non cambia, in quanto ininfluente.
        In parole povere non era mia intenzione dare un giudizio sui diversi ideali, ovvero se sia più etico il fanatismo patriottico tricolore fascista o il fanatismo comunista falce e martello. Lascio queste valutazione ai vari storici.
        Non fraintenda, non volevo di certo affermare che i lumi della ragione sono sempre dannosi, ma solo che la fredda razionalità non può essere l’unico metro di giudizio idoneo a valutare le azioni umane.
        Per es. la razionalità è quella che spinse gli americani, per vincere la guerra contro il Giappone, a sganciare le bombe atomiche che fecero strage in pochi minuti di centinaia di migliaia di civili innocenti. Ancora oggi si discute se la scelta americana fosse ragionevole o meno. Inoltre è razionale uccidere un individuo per impedire che questo commetta in futuro una strage o per punirlo perchè lo ha già fatto? E’ quindi razionale la pena di morte?
        E’ razionale che due uomini mantengano la pace reciproca minacciandosi con le pistole puntate alla testa? E’ ciò che ha vissuto il mondo nel dopoguerra, con la guerra fredda. Lei dice che oggi siamo più evoluti, coscienziosi e diplomatici, tuttavia si potrebbe obiettare che quelle pistole, ancorchè abbassate, sono tuttora cariche; in particolare la vecchia URSS ha preferito il disastro economico civile piuttosto che la dismissione delle costose testate. E questo perchè oggi la Russia, in quanto potenza nucleare, abbia voce in capitolo nelle questioni internazionali. Chi crede che protegga il regime siriano?
        Ne deduco che non ho affatto la sua visione ottimistica dell’evoluzione coscienziosa dell’uomo. In ogni caso, se esiste, non credo sia lineare. Anzi, questa certezza europea nella propria presunta superiorità culturale, per certi versi, mi spaventa, anche perchè oggi si fonda di fatto solo su parametri economici. Non si parla d’altro che di spread, pil, euro, bilanci, banche, prestiti, ecc… come se l’anima europea fosse rappresentabile esclusivamente in termini matematici.

      • gmd85 scrive:

        @Antonio72

        Che tu ne sia certo, non mi riguarda, per quanto non si possa escluderne la probabilità.
        Certo, il giudizio spetta a chi vive le vicende, tu, allora, perché lo hai espresso? Al solito, bravo.

        Siria: no, certo. Mi riferisco piuttosto alle missioni delle grandi potenze economiche. O sei convinto che l’attività militare USA sia tutta anti terrorismo e pro sviluppo per i paesi in cui si svolge?

      • gmd85 scrive:

        @Antonio72

        Io credo che il giudizio su cosa debba considerarsi confortante o meno spetti al soggetto sofferente e non debba divenire tema di discussione da salotto, al fine di ricavare una sorta di formuletta scientifica valida per tutti quanti.

        Però tu i giudizi li dai eccome. Predichi bene e razzoli male. Che tu sia convinto del fatto che anche un non credente possa trovare conforto in un cappellano (e bisogna vedere le motivazioni della non credenza) è una tua convinzione. Allo stesso modo, non tutti i credenti potrebbero sentire la necessità di rivolgersi al cappellano.

        Siria: si, beh, sono le ondate di desiderio di libertà. Abbiamo visto come è andatata finire la primavera araba. Piuttosto, mi riferivo alle missioni delle grandi potenze economiche. Sei davvero convinto che le facciano per sostenere i paesi inr ivolta o per combattere il terrorismo?

      • RobertoV scrive:

        Antonio 72
        Io stavo contestando l’interpretazione di patriottismo sotto il fascismo perchè non mi pare che questo fosse l’atteggiamento della maggior parte dei soldati. Non mi pare che i soldati della campagna di Russia vi siano andati con spirito convinto e patriottico, ma semplicemente perchè erano costretti a farlo. Una cosa è la propaganda della dittatura, un’altra ciò che le persone pensano realmente e fanno realmente.
        …Il cappellano riveste quindi un mero ruolo consolatorio per il soldato, soprattutto in tempo di guerra…
        Ha mai pensato che invece il cappellano alleato col potere avesse come compito di giustificare la guerra e far combattere bene i soldati, cioè di aiutare il potere nel suo obiettivo. Pensi alla I Guerra mondiale dove un popolo di contadini e montanari non aveva nessuna voglia di combattere una guerra sostanzialmente inutile.

        Nel ’700 l’imperatore di Prussia spendeva il 70% del bilancio dello stato per la guerra: crede che oggi sarebbe possibile una cosa del genere?
        La bomba atomica è una patata bollente che ci è stata lasciata in eredità da quelle generazioni che hanno dato vita ai vari fascismi e a due guerre mondiali, continuando a ragionare con i vecchi schemi dell’ottenere un vantaggio sugli altri. Non è un problema facile da risolvere, ma l’abbiamo gestito razionalmente con faticosi trattati rispettati, con controlli e con la consapevolezza razionale che nessuno avrebbe vinto una guerra perchè i danni sarebbero stati enormi. Per esempio durante la guerra di Corea il generale in capo propose di attaccarre i russi oltre confine con le atomiche: fu rimosso proprio da Truman che aveva fatto sganciare l’atomica sul Giappone.
        Organismi come l’ONU pur con tutti i suoi problemi ed inefficienze sarebbero stati impensabili in passato.

      • Antonio72 scrive:

        RobertoV

        Quella del cappellano a servizio del potere è un’altra lettura, legittima quanto vuoi, ma che conferma la mia interpretazione sulla diverse prospettive.
        Mettiamo che sia così: il cappellano serve per aumentare il morale dei soldati e dunque per limitare il fenomeno della diserzione. Dal punto di vista del soldato cosa cambia rispetto a ciò che ho affermato?
        Meglio un soldato moralizzato che fa la guerra o uno demoralizzato che cmq è costretto a fare la guerra?
        Una volta ho visto un documentario nel quale, per aumentare il morale dei soldati, si distribuivano tra le truppe bambole gonfiabili. Nel Vietnam, come sappiamo, si distibuiva qualcos’altro. Ma se la guerra è veramente un’assurdità razionale, come dice Gualerzi e come in effetti è, è meglio incentivare l’irrazionalità positiva della speranza o quella nichilista della disperazione?
        Infine non mi risulta che gli USA, i soli nella storia ad avere sganciato bombe atomiche, siano mai stati fascisti, o almeno non ufficialmente.

    • giuseppe scrive:

      “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto …”
      Manlio, come li distruggi gli eserciti?

      • FSMosconi scrive:

        Una guerra si vince prima della battaglia. Vuoi vincere? Non è detto che ce la farai anche con un esercito enorme, di contro, porre le condizioni favorevoli in stato di pace pre-bellica e dello stallo pre-militare è il miglior modo di riuscire ad avere la meglio.

        Poi, è necessario conoscere il terreno, il nemico, il tuoi generali, i suoi generali, le tue spie, le sue spie. Te stesso e l’avversario. E usare le sue forze e le sue debolezze contro di lui, attirarlo in trappola, sorprenderlo e sfiancarlo. Creare voltafaccia nei suoi alleati. Usare le crisi dei tuoi uomini, anche la loro disperazione per sopravvivere se è inevitabile. L’inganno è il segreto.

        Se si riesce però, come detto, a fare tutto ciò prima di una vera guerra con le armi, si avrà vinto nel modo migliore: senza versare sangue.

        Sì, insomma: si capisce che non hai letto Sun Tzu se ritieni che la guerra sia solo quell’accozzaglia di cadaveri, armi e disperazione…
        Con permesso.

      • giuseppe scrive:

        Dipende se chi hai di fronte valuta conveniente non usare le forza: “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.” (Carl von Clausewitz)

      • FSMosconi scrive:

        @Giuseppe

        Ovvietà: le guerre si fanno sempre in due. Come minimo.

        Sia come sia, sta anche a te non creare quelle condizioni: non a caso Sun Tzu sconsiglia la spedizione per conquista (avrebbe certo odiato Kautilya). Poi le se condizioni sono preesistenti ed irreversibili si tratta di guerra inevitabile ancor che necessaria. Ma anche qui è sempre inutile partire per primi alle armi: la stessa sicumera nazionalista dei guerrieri del primi giorno può essere la loro stessa rovina, ed è spesso la premessa per una ancor più inutile e deleteria insistenza. Il Vietnam e la strategia nazista ne sono la prova schiacciante.

      • manimal scrive:

        come li distruggi gli eserciti?

        opinione da ignorantone: con la scuola.
        e ti stupirò: anche la religione potrebbe fare la sua parte, visto il credito che ancora le si concede.
        magari se le religioni fossero meno ipocrite…
        pacifiste a parole. fiancheggiatrici di eserciti nei fatti.

        e non venirmi a dire che non è questo il ruolo degli ordinariati militari.

      • giuseppe scrive:

        @FSMosconi
        Se non fossero intervenuti gli americani con la loro macchina bellica, l’Europa sarebbe nazista.
        Se i vietcong non si fossero opposti alle bombe americane con le “tane di topo”, sarebbero stati annientati.
        Ogni guerra è un’atrocità a se stante: lascia perdere i libri…

        @manimal
        Cristo ci ha comandato di amare il nostro prossimo come noi stessi: se qualcuno predica queste parole ma non le applica, non può certo essere considerato una persona coerente e saranno ca**i suoi.
        Il Magistero della Chiesa ammette unicamente la guerra per legittima difesa: se qualcuno insegna queste cose ma non le applica, non può certo essere considerato una persona coerente e saranno ca**i suoi.

      • FSMosconi scrive:

        @Giuseppe

        Non per giustificare il nazismo, ma v’è anche da dire che intervennero per puro e semplice interesse, visto che si minaccia di invadere i loro alleati e le rispettive colonie. Al più che non han fatto nulla per sradicare i movimenti simili al loro interno: la proliferazione del Ku Klux Klan e di Christian Identity ne son la prova lampante.
        Gli ideali stanno conflitti come e quanto l’onestà sta al Principe di Machiavelli.
        Lo stesso discorso di può dire del Vietnam: se non avessero intaccato gli interessi americani avrebbero pure accettato sottobanco la dittatura, come fecero con i gerarchi Sud Americani.

        Che la guerra sia un’atrocità, poi, non lo metto in dubbio. Mi sarei rifatto altrimenti ad una dottrina che ritiene il miglior modo di combattere il non combattere?

      • FSMosconi scrive:

        Specifico: non che intervenire per interesse sia errato di per sé, anzi è accettato dalla Costituzione degli Stati Uniti. L’obiezione è da intendersi come:
        “Non hanno intervenuto tempestivamente come altrimenti avrebbero fatto se la motivazione fosse stata un ideale”
        Insomma: se la motivazione fosse stata che la Germania era sotto dittatura anti-americana avrebbero tagliato i ponti diplomatici subito dopo l’ascesa di Hitler.

      • giuseppe scrive:

        Pienamente d’accordo con le tue conclusioni, solo che, anche se “il miglior modo di combattere (è) il non combattere “, non sempre è possibile adeguarvisi senza i rischio di venire annientati: magari l’uomo imparasse a vivere senza odiare…

      • manimal scrive:

        no caro giuseppe.
        è la chiesa a non essere coerente col suo magistero (oltre che con le parole di cristo).
        e sono ca**i di tutti, perchè tutti pagano i cappellani.

      • moltostanco scrive:

        @FSmosconi

        Da sempre gli americani (e non solo loro) sono intervenuti solamente per il proprio interesse politico / economico. Infatti anche in tempi recenti sono stati molto attenti a dove “esportare” la democrazia.
        Sempre in tema di coerenza, al termine della seconda guerra mondiale, alcuni tedeschi prigionieri di guerra si trovavano negli stati del sud degli USA. Bene, questi prigionieri godevano di maggiore libertà degli americani di colore che vivevano in quei luoghi.

    • gmd85 scrive:

      Chiedo preventivamente scusa nel caso dovessero sucire due commenti diversi ma con lo stesso significato. Bizze della moderazione.

  9. faidate scrive:

    Non spostiamo sempre su quisquilie il nocciolo del problema. Ci sono troppi cappellani militari, in assoluto e specialmente per un esercito non di leva. Per le forze armate (eccetto le poche impegmate in azioni “di pace” c’è sempre un prete nella chiesa vicino alla caserma,. Non c’è ragione che esistano cappellani con grado equivalente ai generali ( e relativa pensione cfr. Bagnasco). Non è giusto che i non credenti paghino per le anime candide dei soldati cattolici.

    • Florenskij scrive:

      @ Bruno Gualerzi. Premesso che deploro non meno di altri le spese inutili e con motivazioni pretestuose in tutto o in parte, ove esse siano effettivamente verificate, le chiedo se l’espressione “ASSURDITA’ DI TUTTE LE GUERRE” non abbia molto di retorico, sia pure nel senso buono di una forma di “pubblicità progresso” come si può dire della sopraesposta notissima “Guerra di Piero”).

      E’ certamente una mia “fissa” quella di vedere ovunque nel mondo la violenza che francescanamente vorrei sempre evitata, anche quella apparentemente nascosta del mondo microbiologico oltre a quella plateale della “giungla”, però credo che la necessità di mantenere l’isituzione militare rimanga.

      Se una potenza volta all’espansione di un modello “tirannico” ( facciamo qualcosa di simile all’Iran ) volesse installarsi nel nostro territorio basterebbe il pacifismo gandhiano ( di quel Gandhi che nel 1948 dovette assistere al divampare di una terrificante violenza tra induisti e musulmani)? I Finlandesi nel ’39-’40 non dovevano resistere con le armi all’invasione russa? Negli ambienti progressisti non si plaude tuttora alla Resistenza contro i Nazisti e i loro alleati Fascisti ( armata e dunque violenta, con anche episodi di tassazione “in natura” non sempre volontaria delle popolazioni contadine oltre che in denaro dei proprietari )? Ci si scandalizza perchè dal catechismo della CCAR non è stato eliminato anche un ultimo spiraglio alla legittimità della pena di morte; perchè, i partigiani di una “causa giusta” di ieri e quelli di oggi non hanno inflitto e non infliggono la “indispensabile” pena di morte ( “colpirne uno oper educarne cento” ) a spie, informatori e traditori ( senza parlare delle uccisioni per “legittima vendetta” dopo la vittoria )?
      Se per ipotesi su un pianeta vicino si installasse una colonia di alieni bellicosi , imperialisti e tecnologicamente superdotati non sarebbe logico e ammissibile che i terrestri incentivassero a loro volta le loro tecnologie di guerra e diffondessero tra i giovani il culto dei valori militari, almeno quelli della “legittima difesa”?

      Ribadisco un’altra mia fissa connessa alla prima: come si può non dico AUSPICARE, com’è giusto, ma PRETENDERE in tutto e per tutto una situazione di serafico pacifismo in un universo di per sè conflittuale e immersi in un un mondo biologico il cui progresso di dichiara darwinisticanamente ( e spencerianamente ) dovuta in larghissima misura ( anche se non esclusivamente ) alla selezione naturale violenta?
      Leopardi proponeva lo spostamento dell’aggressività umana dalla guerra fra i popoli alla guerra contro la natura matrigna, e questo è senz’altro una condivisibile meta ideale; ma pur sempre ideale, irrealizzabile al cento per cento nel momento presente.

      Alcuni padri della Chiesa “scusavano” la proprietà privata, la guerra ( in teoria almeno di difesa ) e la “spada” punitrice della legittima autorità con la corruzione del mondo, nato come “cosa molto buona”, a causa del Peccato Originale; inoltre nella prospettiva di una restaurazione e per così dire di un “rifacimento dell’universo” da parte di Dio.
      In un simile contesto non è spiegabile, ove svolta in modo non truffaldino, anche l’azione di religiosi volti a confortare psicologicamente e ad assistere materialmente militari e condannati? A questo proposito ricordo l’azione ( non si fino a che punto eccezionale ed isolata ) dell’appera santificata suor Enrichetta Alfieri, “l’angelo di San Vittore”, che fu a un pelo dalla deportazione, con relativa angoscia personale, per aver aiutato di soppiatto moltissimi prigionieri politici tra il ’43 e il ’45 ( come ebbero a testimoniare di tutto cuore Indro Montanelli e … Mike Bongiorno )? Che dire e che pensare di don Carlo Gnocchi, andato in Russia volontario per non svicolarsela mentre i suoi ex alunni andavano a rischiare la vita, il quale raccolse messaggi e oggetti dei morenti durante la ritirata nella neve e che nel dopoguerra, girando di famiglia in famiglia, si rese conto di quanto numerosi fossero i piccoli mutilati per eventi bellici e postbellici e si diede da fare per creare un’opera di assistenza a loro espressamente dedicata?

      Ovviamente la presenza dei cappellani militari va proporzionata all’effettiva fruizione del loro servizio; in un paese ( ormai ) pochissimo cattolico essa dovrebbe essere essere ridimensionata; in un paese non cattolico eliminata del tutto.

      Quanto all’incitamento alla guerra, mi viene da citare il frate ( san ) Marco D’Aviano, che ( per espresso incarico papale ) fu l’anima della resistenza vdi Vienna ai Turchi nel 1683 ( e che fece di tutto per proteggere i prigionieri di altra religione ). Certo, se per voi i gonnelloni si equivalgono agli ajatollah, cassate senz’altro il personaggio.
      Però, se vi piace villeggiare alle Cinque Terre in Liguria o
      nella Penisola Sorrentina, tenete presente che nel ’500 quei luoghi furono oggetto di incursioni gravissime da parte dei Barbareschi, con saccheggi e rapimento degli abitanti; per cui anche la questione delle Crociate ( Lepanto docet ) andrebbe considerata in modo meno stereotipato..

      Ultima citazione della “spatafiata”: ricordate l’episodio dei tre cappellani militari ( cattolico, protestante, ebreo ) in un convento francescano nell’Appennino nel film “Paisà” di Rossellini?

      • FSMosconi scrive:

        Fino a prova contraria Green Peace non ha mai usato violenza e guarda un po’ quanti Paesi hanno il Ministero dell’Ambiente?!

        Curioso poi che al solito rimandi in modo chiuso solo a ciò che a te interessa: Darwin da screditare (la guerra è ingiusta sempre MA è accettata anche grazie a quello ovviamente dai liberali) e l’auto-giustificazione tramite appelli a dottrine che solo te accetti come assolute.

        Lepanto docet? Bello stereotipo sì, hai ben detto: visto che fu la più clamorosa Vittoria di Pirro della controffensiva verso gli Ottomani, sarebbe stato invece meno stereotipato ricordare come alcune di queste spedizioni finirono guardacaso in territori ufficialmente cristiani. O sarai caso uno di quelli che ritiene da bravo ignorantello appartenenza religiosa e appartenenza culturale-etnica come sinonimi?

      • bruno gualerzi scrive:

        Il mio era un concetto volutamente paradossale, un porre in evidenza un circolo vizioso che compare sempre di fronte ad una ‘assurdità necessaria’. L’stituzione militare è una necessità, per le ragioni che richiami? Certo, però sia ben chiaro che di una necessità assurda si tratta… il che non significa retorico pacifismo, ma aver sempre presente questa assurdità per non scadere in un ‘realismo’ che, per forza di cose (cioè di questo preteso realismo), alla fine è solo un cedimento alla necessità dimenticandone l’assurdità. Chi il vero ‘calabraghe’?
        Il tutto è ben rapppresentato da quel micidiale circolo vizioso che è il ‘si vis pacem para bellum’, cioè il rassegnato assenso al fatto che alla guerra non ci sarà mai fine… perchè la natura umana è questa, perchè c’è da scontare il peccato originale, e altre amenità del genere.
        Utopia? Di fronte ad un realismo che prospetta solo un processo inarrestabile verso l’autodistruzione, l’utopia finisce per essere il solo vero realismo sostenibile. E oggi ancor più di ieri le ‘giustificazioni per un conflitto armato (Iraq, Afghanista, e in tante altre parti del pianeta più o meno dimenticate) si trovano sempre:

      • bruno gualerzi scrive:

        Il mioo intervento si riferisce ovviamente a Florenskij.

      • RobertoV scrive:

        ….alla guerra non ci sarà mai fine… perchè la natura umana è questa….
        Per giustificare le guerre si utilizza spesso l’affermazione che gli uomini sono naturalmente aggressivi e questo li porta a fare la guerra.
        Ma quante sarebbero state le guerre se fosse stato il popolo a deciderle? La maggior parte delle guerre è stata spesso decisa unicamente dai loro governi o capi, spesso regimi non democratici, supportata da gruppi ristretti che avevano interesse a scatenarla. La I Guerra mondiale non era certo una guerra di popolo, per non parlare delle miriadi di guerre dell’aristocrazia. Credo che l’aggressività sia insita nel potere, sia politico che economico, perchè chi vuole raggiungerlo deve essere aggressivo per ottenerlo ai danni degli altri, la maggior parte della gente vorrebbe invece vivere tranquillamente la propria vita, ma purtroppo si presta ad essere obbligata o manovrata da altri.

      • Francesco scrive:

        Per Florenskij.

        La “Guerra di Piero” è solo una canzone che fa retorica, sia pure nel senso buono di una forma di pubblicità progresso, sulla guerra? Il suo è un giudizio molto superficiale, ma l’ha mai ascoltata questa canzone o letto il testo? Non è in grado di compredere un testo molto profondo ma alla portata di tutti?
        Lei accusa Bruno Gualerzi di fare retorica, peccato che disprezzando il suo giudizio si autoaccusa di bigottaggine, come fa a conciliare il messaggio di Gesù che VOI cattolici dichiarate che sia non violento, che VOI cattolici dichiarate che sia il figlio di un dio e che chi non lo ascolta finirà all’inferno, se io credessi in tutto ciò preferirei farmi uccidere che non ascoltare la parola di una persona che ritengo figlio di un dio, perchè molto coerentemente la riterrei che dovrebbe essere al di sopra di tutto. Ma per voi bigotti dire di credere in una cosa e poi farsi i propri comodi non è mai
        stato un problema.

      • Francesco scrive:

        “coerentemente riterrei che”

      • Priapus scrive:

        Temo che fra le sue “fisse” non ci sia solo la pena di morte nel catechismo. Ricorda
        la crociata contro i Cattari, rei di combattere la “sacra auri fames ” di Santa Madre
        Chiesa e lo sterminio delle popolazioni precolombiane, sempre per accumulare oro,
        terra e schiavi, ma condotto al grido di “nulla salus sine ecclesia”?

  10. Francesco non da Assisisi scrive:

    Se il cappellano militare capobranco è generale di corpo d’armata, al papa spetta certamente il grado di maresciallo d’Italia o primo maresciallo dell’impero come mussolini e vittorio. La cosa se non fosse collocata in questo paese disgraziato sarebbe di una comicità eccezionale.
    Tutto questo ambaradam cattolicista è invedente e ridicolo. Vanga, piccone e fonderia ecco la cura per la preteria!

    • Florenskij scrive:

      @ Francesco. Il sottoscritto guerrafondaio “La guerra di Piero” l’ha fatta sentire e STUDIARE A MEMORIA ad alunni undicenni. Del resto non romperebbe una zampa nemmeno a una formica se non ce ne fosse bisogno.
      Quanto ai comodi propri, se c’è qualcuno abituato a non farseli ( in piccolo ) è il sottoscritto e così sono state tiraate su le figlie. Non dico altro.

      L’espressione “assurdità della guerra” è di uso comune e il prof. Gualerzi non ha fatto che riprenderla. Io, come insegnante di Storia ho dovuto farmi un panorama piuttosto ampio della storia dell’umanità ( obbligo professionale, se non altro per i concorsi ) anche in parecchi aspetti cronachistici e ho dovuto consatatare “di che lagrime grondi e di che sangue”, come dice Foscolo riportando il pensiero del laicista e razionalissimo trattatista Niccolò Machiavelli. ( A proposito, perchè come gente feroce perchè oltre ai soliti Ebrei non ricordate popoli come gli Assiri che sistematicamente impalavano e scuoiavano vivi i nemici? Perfino certe tribù di Indiani d’America, considerati retoricamente tanto buoni, facevano arrosto i prigionieri come wurstel e si facevano grasse risate se urlavano, dimostrandosi “poco eroici” ) Su questo, si riveda “L’ultimo dei Mohicani” ).

      Del resto che la guerra sia un fenomeno naturale è affermato dagli etologi ( come combattono gli animali, così gli uomini ). Ieri addirittura, riprendendo “L’illusione di Dio” ho visto come Dawkins consideri la guerra fra tribù come un fattore di selezione naturale, quindi di progresso evolutivo ( purtroppo ). Idem alcuni filosofi, come il greco Eraclito ( ” Polemos ( la guerra ) di tutte le cose è padre, di tutte è re” ) La invito a leggere si Wikipedia i suoi aforismi, secondo cui nel mondo NECESSARIAMENTE si alternano e si intrecciano armonia e caos, ordine e disordine. Non partliamo dello stranoto Friedrich Nietzsche.

      Personalmente ritengo più realistica l’espressione “l’ORRORE DELLA GUERRA”; questo per in determinate circostanze anche forze progressiste si sono viste costrette ad ammettere l’uso delle armi. Ad esempio Gandhi, grande ammiratore di gesù, accettò di mitigare l’opposizione agli Inglesi impegnati nella guerra contro Hitler. Le basta?

      Paradossalmente secondo la dottrina cattolica la missione di Gesù è stata non quella di rimanere “al di sopra di tutto”, ma di scendere fino all’abisso del dolore, non diversamente da qualsiasi vittima di Auschwitz ( guardi o riguardi le scene di strazio inaudito de “La passione di Cristo” di Mel Gibson ); questo perchè la divinità si rendesse partecipe della situazione umana coi fatti ( la pelle, la carne e le ossa ) e non a parole. Si è innalzato appunto perchè si è abbassato.

      Se invece per “al di sopra di tutto” intende il pacifismo assoluto le rispondo che di fronte a certi nemici feroci ( ha presenti Unni e Vandali, specializzati in torture ?) si è costretti a scegleier il male minore, non tanto per se stessi ( si può scegliere il martirio ), quanto per la gente inerme di cui si è responsabili. Nei primi secoli, prima di Costantino, ALCUNI cristiani ritenevano di dover rifiutare il servizio militare, ma a quanto alla maggioranza, non c’erano opposizioni importanti.

      Si può combattere anche mantenendo per quanto possibile un minimo di umanità e di cavalleresco “fair play”. S’immagini che durante l’ultima guerra mondiale un vescovo anglicano alzò la sua voce contro i feroci bombardamenti aerei voluti dal generale Arthur ( ? ) Harris, che qulche colta provocavano volutamente la “tempesta di fuoco” con le bombe al fosforo, come ad Amburgo. Ho letto che negli anni ’30 il regista Mario Camerini rifiutò di stringere la mano al gerarca Achille Starace, perchè durante la Grande Guerra come ufficiale aveva ordinato al suo reparto di assaltare una posizione austriaca in cima a un’erta vertiginosa. I soldati nemici avevano fatto gesti frenetici per mostrare agli Italiani che stavano andando inutilmente al macello. Niente da fare: Starace era stato irremovibile, con conseguente “inutile strage”.

      Un’altra “chicca” è che il suo nome non esisterebbe senza quel bigottone di san Francesco, che in realtà si chiamava Giovanni, ma che il padre, che commerciava con la Francia meridionale e lì aveva preso moglie, non l’avesse soprannominato “il mio Francese” ( Francesco in volgare del medioevo ). Un catrame bigotto che lei non si potrà mai togliere. Quanto al pacifismo assoluto di san Francesco, ho letto che ci sono state esagerazione e strumentalizzazione. Nel suo celebre incontro col Sultano non disse semplicemente “Volemose bene”, ma che i cristiani avevano ragione a combattere i Musulmani; tuttavia sarebbe stato molto meglio evitarlo.

      • Francesco non da Assisisi scrive:

        Non ci siamo intesi! 1° I cappellani militari sono una istituzione inutile, nel periodo successivo all’unità e fino alla prima guerra mondiale non esistevano, furono istituiti da Cadorna, massacratore di soldati italiani, assieme – non a caso – ai casini militari; 2° al di là delle questioni di fede, non sono tollerabili i privilegi dei preti e della chiesa cattolica, i cattolici se li paghino i loro sciamani; 3° è talmente evidente e stridente la contraddizione fra il cristianesimo “religione di pace” e i cappellani militari, da non avere bisogno di commenti. Oltretutto i cappellani militari esistono in molti eserciti – che teoricamente potrebbero trovarsi su fronti opposti (è già successo), in questo chissà che imbarazzo per il povero dio.

      • Francesco scrive:

        Florenskij, possibile che ancora faccia confusione con il tasto rispondi? Anche se in questo caso sembrerebbe aver fatto confusione con i nickname (il che non rende la cosa meno grave, anzi).
        Ha letto il mio commento? Le proponevo delle possibilità, a causa del suo superficiale giudizio sulla canzone di De Andrè, che in sintesi sono: che lei non la conoscesse o non l’avesse capita, mi conferma che la conosce ma che non l’ha capita.
        Lei ha accusato Bruno Gualerzi di essere retorico (non io), a causa dell’espressione “assurdità di tutte le guerre, chiaro che qualsiasi persona sana di mente pensi che sia stato Bruno Gualerzi a scriverla, se non è cosi peggio per lei. Ha causa di questa assurdità che lei ha scritto, io le ho sottolineato come può un cattolico, che ha suo dire crede che Gesù sia figlio di un dio e che abbia stabilito delle regole per ottenere la salvezza eterna, non io ma sempre a detta dei cattolici, tra cui la non violenza, possa conciliare questo messaggio con l’accettazione della guerra anche se per fini difensivi, come lei rinfacciava, a suo dire al “retorico” Gualerzi, se non essendo un bigotto?

        P.s.

        A proposito della sua “chicca di saggezza”.

        Sapevo da dove derivasse il mio nome, non le viene il dubbio che proprio perchè mi chiamo Francesco mi possa essere informato? Ebbene, eccole la mia versione, Francesco che non era il nome di San Francesco, il cui vero nome era Giovanni, deriva da Franco (quindi non è di origine francese ma germanica) e che significhi colui che sta con i Franchi (il padre aveva fatto molti affari con loro e aveva voluto dare questo nome al figlio per rendere loro omaggio, addirittura alcuni dicono che significhi “appartenente al popolo dei Franchi”), ma a parte la provenienza etimologica del nome, non sono un esperto e potrebbe avere ragione lei, il padre a cambiato il nome al figlio solo per meri motivi materialistici, senza nasconderli sotto l’apparenza di motivivazioni religiose, quindi cosa c’entra la bigottaggine?

    • Florenskij scrive:

      FS Mosconi.

      Devo dire che siamo alle solite. Non ho niente contro il gentiluomo di campagna e diligente scienziato Charles Darwin, di cui si legge che in Argentina rimase inorridito dal trattamento delle donne indie da parte dei pionieri perchè “figliavano troppo”. A farsi portavoce delle implicazioni filosofiche e culturali delle sue idee non fu lui personalmente, che nutrì sempre dei dubbi in proposito, ma Thomas Henry Huxley ( il cosiddetto “mastino di Darwin”, biologo e pensatore ), in modo clamoroso in un celebre dibattito con il vescovo anglicano Wilberforce sulla discendenza dell’uomo dalla scimmia.

      Non sono stato certo io a inventarmi l’espressione “Darwinismo sociale”( che, come ho appreso grazie a voi, avrebbe dovuto essere denominato piuttosto “spencerismo sociale” ). Su questo può leggersi il testo “E’ tutta colpa di Darwin” del prof. Antonello La Vergata ( non è affatto un apologista cattolico ), esperto delle implicazioni culturali del tema della “violenza della natura” secondo biologi, teologi e poeti ( “L’equilibrio e la guerra della natura” ).

      Semplicemnete è da ribadire il dato, del tutto scontato nella storia della cultura, per cui una teoria scientifica PUO’ essere usata coma base di appoggio di una ideologia, a prescindere dalle consapevoli intenzioni dell’autore. Questo è appunto a mio parere per gli uarrini, per i quali i valori laicistiliberaldemocraticoradicali sono la cosa che conta veramente; Darwin serve solo come “insetticida ideologico” per spazzare via le concezioni animistiche-spiritualistiche religiose relegando gli “avversari” nello sgabuzzino-discarica dei minchioni, degli ignoranti e dei disonesti. Basta dichiarare che la sua spiegazione casualistico-meccanicistica è “semplice ed elegante” e si può passare oltre, in molti casi anche senza leggere nulla in proposito, da “spiriti critici” e razionalisti a pieno titolo.

      Riprendiamo. In qualche caso la trasposizione tra toria scientifica e ideologia può essere molto facile. L’ateissimo biologo Jacques Monod, nel suo celebre saggio “Il caso e la necessità” ( formula diventata di universale dominio ) concluse che, sulla base dei dati oggettivi della biologia più aggiornata, l’uomo è LO ZINGARO DELL’UNIVERSO ( direi come gli astronauti di “2001 Odissea nello spazio” ). Nessuna forza superiore, che sia la PROVVIDENZA cristiana o la LEGGE DEL PROGRESSO STORICO o gli IMMANCABILI DESTINI ( alias “Sole dell’Avvenire” ) può garantire che il progresso scientifico, tecnologico e civile proseguirà indefinitamente; potrebbe anche essere che la civiltà umana retroceda, si dissolva o sparisca ( magari distrutta secondo le diverse ipotesi prospettate da Isaac Asimov in “Catastrofi a scelta”, come deflagrazioni atomiche volute o non volute oppure l’impatto di un meteorite gigante ). Anzi, per Monod le ideologie progressiste laico-”umanitarie” del ’900, come il Comunismo, sono basate su un non riconosciuto filone “provvidenzialistico-pseudoreligioso” che non ha nessuna base oggettiva: una pura illusione consolatoria, tale da tenere in piedi in qualche modo ( assai acciaccato ) l’Utopia umanistica.

      Sulla base delle teorie evoluzioniste propugnate dal Darwinismo l’umanità potrebbe anche orientarsi verso un sistema sociopolitico supertecnologico-classista, una specie di formicaio come ne “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley ( un nipote del primo ). In questo senso non c’è alcun leegame NECESSARIO fra scientismo darwinista e valori laico-democratici. Certo, ci può anche essere, ma per una scelta arbitraria, sulla base di una comprensibile e anche condivisibile intuizione etica e anche estetica. Ovviamente un sistema di valori e di leggi deve essere in sè coerente; tuttavia può essere scelto ( oppure imposto ) un sistema di valore invece di un altro. E’ questa la base del Relativismo continuamente richiamato da Benedetto XVI, che, per qunato ormai vecchio è un notevole pensatore alla tedesca e non un chierico ricitrullito stile Sturmtruppen come qui si usa rappresentarlo con penoso pseudoumorismo.

      In realtà le idee del Nazismo contengono anche un elemento “vitalistico-animistico” tratto da pensatori come Schopenauer, studioso del pensiero induista ( non senza attenzioni alle tradizioni magiche e alla religione ancestrale germanica – vedasi società “Thule” ); tuttavia il contributo del “Darwinismo sociale”, a dispetto dell’umanitarismo pensoso dell’uomo Darwin è larghissimo e innegabile; questo per dare una veste scientifica al tutto.

      Il sottoscritto “ignorantello”, come insegnante di Storia, ha letto anche quella delle Crociate, compresa la “crociata dei pezzenti” di Pier L’Eremita, che provvide a far fuori le comunità ebraiche sul suo cammino nei Balcani, la strage seguita alla presa di Gerusalemme ( “Il sangue arrivava fino alle ginocchia dei cavalli – forse le imbrattava” ), la moralmente miserevole conclusione della Quarta Crociata con il saccheggio di Costantinopoli e quant’altro. Il tutto come per quasi tutte le imprese politico-militari-ideologiche di molti popoli, gruppi e movimenti.

      Però è accertato che la Cavalleria e le Crociate si basarono ANCHE su una grandissima spinta idealistica ( diciamo “adrenalinica” ) come il Risorgimento. In particolare sono convinto che Luigi IX di Francia, che guidò la Sesta e la Settima Crociata fu, al modo medievale, un vero santo ( ben diverso dal fratello “spregiudicato” Carlo d’Angiò ).

      Quanto alla difesa di Vienna 1683, se per lei gonnelloni e ayatollah si equivalgono, a piacer suo. Però le chiedo: se i Turchi avessero conquistato la città, nei due secoli seguenti ci sarebbero stati il barocchetto di Fischer Von Erlach, fior, anzi fiorin di redditizia attrattiva turistica, Haydn, Mozart, Beethoven, il valzer degli Strauss ( per allora ballo spinto e rivoluzionario, in quanto per la prima volta il cavaliere stringeva a sè la dama – non in chador ma spesso a spalle nude )? Lei preferirebbe le nenie islamiche, magari come Battiato? Danubio blu, assistilo tu nella risposta.

      Grazie per il “bravo”; ma “ignorantello” se lo tenga per sè.
      La falsa modestia è stretta parente dell’ipocrisia, un vizio che non mi piace affatto.

      • FSMosconi scrive:

        Notizia dell’ultim’ora. Il fatto che una teoria, vale a dire descrizione più o meno veritiera accertata sulla moda di frequenza di dati reali e verificabili crei effetti negativi non ha implicazioni sulla teoria stessa.
        La gente muore cadendo dai palazzi. Che facciamo? Eliminiamo i principi di gravità universale dagli insegnamenti scolastici per questo “motivo”?

        Darwin serve solo come “insetticida ideologico” per spazzare via le concezioni animistiche-spiritualistiche religiose relegando gli “avversari” nello sgabuzzino-discarica dei minchioni, degli ignoranti e dei disonesti.

        Perché a fronte di numerose prove contrarie non è da disonesti e da minchioni riproporre un’idea che l’ignora e li contraddice.
        Perché l’avere ragione è più importante della realtà dei fatti.
        *Visto che noto come tendi ad auto-includerti nella categoria, non avresti polarizzato in questo modo altrimenti, e visto che la categoria non è per definizione sagace te lo spiego in breve: chiamasi sarcasmo*

        Basta dichiarare che la sua spiegazione casualistico-meccanicistica è “semplice ed elegante” e si può passare oltre, in molti casi anche senza leggere nulla in proposito, da “spiriti critici” e razionalisti a pieno titolo.

        Come può essere razionale una persona che ignora volontariamente i dati a suo sfavore? Lo decide lei per caso, genio?

        Noto poi come sulla riduzione del tuo ego basata sulla riduzione dell’uomo dell’essere umano a mero elemento del tutto si intestardisce non poco (solo uno spacciaparole poteva mettere insieme Huxley, lo Stalinismo e Asimov…). Ma le dirò: io non ho nessun problema col resto dell’universo. Non richiedo alcun trattamento speciale e la mia adesione ad una mia linea di pensiero laica non ha bisogno di appigli verso l’alto per essere tale: mi basta vedere la proliferazioni tromboni come lei e lo spreco di risorse pubbliche per optare per la “controparte”.
        Lei invece che mi può dire in proposito della sua fede? E’identitaria, vale a dire che lo usa in mancanza di una sincera motivazione per la sua esuberanza? E’ tradizionalista, vale a dire l’ultimo relitto di un passato morto e sepolto? Su, aspetto. Faccia con comodo.

        Oh: e faccia per favore meno Ad Hitlerum. Altrimenti se non è capace dovrò rimanere della mia valutazione sul suo conto: non saprà usar solo fallacie spero?

        Rileggo ora l’ultima parte e confermo: ignorantello. Uno: i turchi erano tendenzialmente inclusivi, tant’è che nei loro strumenti musicali tradizionali appaiono anche alcuni di diretta derivazione iranica e greca. Due: la musica turca sarebbe comunque cambiata. Se davvero lei tiene la musica classica in così alto valore, secondo i suoi stessi parametri il conquistato non avrebbe potuto conquistare il conquistatore? Tre: confermo, non sei capace di scindere etnie da religioni. Confondi islamico con Ottomano (anche se i cristiani erano molto tollerati per non dir di più), e ritieni che in Turchia esistessero solo le nenie (e allora il violino turco per cos’è famoso?). Cos’è questo se non ignoranza?

        La falsa modestia è stretta parente dell’ipocrisia, un vizio che non mi piace affatto.

        Appunto è meglio apparire tronfi e vantarsene portando a pretesto solo l’aver citato nomi famosi e concetti pseudo-intellettuali. Ogni riferimento a fatti o a persone reali è puramente casuale.

      • Ferrer scrive:

        Invece di andare a cercare nel passato (con rischio di colossali figure barbine, di cui ha già dato ampia prova) o esercitarsi nella fantastoria del “se avessero vinto i Turchi…” (che nessuno può immaginare cosa sarebbe successo: magari un Impero Ottomano dominante in Europa avrebbe generato al suo interno una potente borghesia e la Rivoluzione democratico-borghese sarebbe così scoppiata a Istanbul invece che a Parigi) perché non guarda all’oggi?
        In questi giorni si sta svolgendo negli Usa la convention repubblicana, e l’ideologia neo/teo-con di Romney e dei suoi compari è un perfetto esempio di Darwinismo Sociale (via il Welfare, liberismo e competizione sregolata e selvaggia); ebbene, da che parte stanno i suoi amichetti anti-evoluzionisti dell’ID? Chi è più popolare tra i creazionisti vecchi e nuovi? Da che parte si è schierata la conferenza episcopale cattolica statunitense?
        Se ha un po’ di onestà, vedrà che all’anti-evoluzionismo e all’anti-scientismo corrisponde quasi sempre l’adesione entusiastica al peggiore darwinismo sociale dei Tea Party e della Palin. Tragga lei le conseguenze…

      • FSMosconi scrive:

        @Ferrer

        Eh, ma sai: lor sono giustificati dalla Conferenza Episcopale, e poi si schierano contro i massoni rivoluzionari americani che han osato (qual orrore!) ribellarsi al giogo Inglese, vale a dire ad un’intera Chiesa (anche se non cattolica, anche se gli anglicani non furono perseguitati) per non parlare del Trono! Ah, però loro rimangono nazionalisti…
        Vuoi mettere? ;) :(

      • Priapus scrive:

        @ Caro Florenskij
        apprezzo molto la sua idea dello sgabuzzino/discarica, ma le chiedo una piccola
        prova di coerenza, prenda per mano il “grande teologo”, da noi più apprezzato
        come “pastore tedesco”, lo porti nello sgabuzzino e ce lo tenga. Grazie.

  11. Cagliostro scrive:

    A Perugia – tra l’altro – che è appena a 20 km da Assisi esiste la Scuola Lingue Estere dell’Esercito Italiano e di sicuro a Perugia gli alberghi non mancano. Strano che non abbiano sfruttato le strutture militari che erano appena a 20 km da Assisi.

    • Florenskij scrive:

      FS Mosconi. Errore di digitazione molto grave e stravolgente il senso: “E’ tutta colpa di Darwin?” con il punto interrogativo. La Vergata vuol verificare se Darwin sia stato davvero responsabile del “Darwinismo sociale”.

      • FSMosconi scrive:

        Vedi la risposta di sopra.
        Oh,e notizia dell’ultim’ora:
        i razzisti dei primordi tentavano di giustificarsi per elezion divina, il libro di Ronald H. Fritze, Falsi Miti, ne da sufficienti prove con tanto di cronologia.
        Poi, sempre libero di fare le scaricabarile e razzolare male denigrando la cultura turco-ottomana. Non sarò io a decidere per te.

      • Ferrer scrive:

        @ FSMosconi,

        Il nostro Flo ha una sua visione tutta particolare della Storia, del resto cosa aspettarsi da uno che pensa che il P.O.U.M. fosse composto da anarchici e ha citato “Il mattino dei maghi” come fonte storica affidabile…

    • Florenskij scrive:

      @ Ferrer. Un illustre esempio di “esercitazioni sul passato” è stata data nel ’900 da personaggi di altissimo rilievo come lo storico “sistematico” inglese Arnold Toynbee. Questo “professorissimo” cercò di mettere a punto un modello di “dialettica della storia” come incontro-scontro di civiltà con meccanismi di “sfida-risposta” ( pensi alla reazione del Giappone dell’Occidente tecnologizzato all’”intrusione” di metà ’800 ); direi una specie di “dinamica dei fluidi” con ciascuna civilizzazione ( ad esempio l’Ellenismo, la Cristianità, l’Islamismo la Cristianità “papista-controriformistica” e la Cristianità protestante, il Comunismo, il Liberalcapitalismo ) come una “bolla” che tende al espandersi, premendo su altre “bolle”; oppure come una specie di “deriva dei continenti” con terremoti e tsunami prodotti dagli scontri in vari punti di “contatto armato”. E’ da citare anche il diffusissimo ( e grossissimo ) testo di Oswald Spengler “Il tramonto dell’Occidente” , in cui è proposta in termini estremamente precisi, anche se evidentemente opinabili, una aplissima “tipologia” delle civiltà.

      Nel caso dell’Islamismo praticato nella Turchia del ’600 posso citarle l’autorevolissimo parere dello storico medievista Franco Cardini ( cattolico ma tutt’altro che tenero nei confronti delle “guerre sante” e di altre forme di oppressione esercitate dalla Cristianità ), secondo cui la classe dirigente dell’Impero turco, affetta da militarismo acuto, era costituzionalmente incapace di produrre sviluppo scientifico e tecnologico, per cui, oltre a ricorrere ai Greci ( cristiano-ortodossi ) come personale amministrativo, era letteralmente affamata di tecnici provenienti dall’Occidente. Quindi non è proprio il caso di parlare di sviluppo di una borghesia emergente.

      Evidentemente la raffinatezza del “pensiero strutturante” della musica va in parallelo con quella del pensiero scientifico. Esempi: Galileo era figlio di un musicologo; nell’Italia di inizio ’800 che aveva ( ancora per poco ) il primato musicale si sviluppò l’opera scientifica di Alessandro Volta.
      Ciò detto, appare estremamente plausibile che L’Austria sotto il dominio turco sarebbe rimasta un’area culturalmente depressa. Se vuole darmi una controrisposta valida, mi illustri i progressi scientifico-tecnologici-culturali della civiltà islamica dal 1683 in poi, meglio ancora a partire dal ’500.

      Quanto alla corrispondenza “quasi sempre” verificata tra istanze darwinistico-sociali, conservatorismo coi paraocchi e creazionismo ID, direi che l’onestà intellettuale richiede di allargare quel “quasi”. La storia sociale è come un torrente di montagna, in cui i rivoli si incontrano, si scontrano con increspature e mulinelli, si suddividono e quant’altro; per cui si riscontrano alleanze e convergenze anche molto anomale, come quelle auspicate da certi prelati tra istanze religiose cristiane ed islamiche. Non sono informato esattamente sulla situazione politico-culturale statunitense per cui non posso risponderle decentemente nel dettaglio. In ogni caso la CCAR non si è mai pronunciata a favore del darwinismo sociale, nemmeno in forma mascherata.

      Quanto all’ID, chi fa d’ogni erba un fascio ( o un mazzo, se preferisce ) è proprio lei. Potrà illuminarla un poco Wikipedia.

      L’ID è una teoria a cui sono propensi “scienziati” ( le virgolette sono per farle piacere PREVALENTEMENTE MA NON ESCLUSIVAMENTE DI MATRICE CRISTIANA. Un esempio collaterale è fornito dal fatto che i noti ricercatori Piattelli Palmarini- Fodor, coautori del volume “Gli errori di Darwin” ( pubblicato in Italia da Feltrinelli, non dalle Edizioni Paoline ) si dichiarano atei: LA LORO CONVINZIONE CHE IL MECCANISMO ESPLICATIVO DI DARWIN NON STA IN PIEDI PERCHE’ MANCA UN ELEMENTO ESSENZIALE ( “la scatola nera di Darwin” ) non deriva da esigenze di apologetica religiosa.

      Oltre a rifiutare il “Darwinismo sociale” la CCAR si è definitivamente pronunciata con l’enciclica “Divino afflante Spiritu” di Pio XII ( 1943 ) contro lo stretto fondamentalismo biblico di alcuni gruppi protestanti che allignano ancora negli USA. Un cattolico non è affatto tenuto a credere che il mondo sia stato creato seimila anni fa.

      Quanto all’ID, i pronunciamenti in campo cattolico sono pochissimi e fin troppo esitanti. Io personalmente, come ho già detto, sono portato a credere non a UN Disegno Intelligente, ma a MOLTI Disegni Intelligenti ( sia pure in un più ampio spazio di razionalità universale ) in un ambivalente rapporto di convivenza ( “simbiosi” ) e concorrenza ( predazione; lotta per la conquista e la difesa delle nicchie ecologiche – si dice così? Mah! ). Questo perchè le specie viventi sono sìMIRABILMENTE PROGETTATE, ma in larghissima misura PER SFRUTTARSI E PREDARSI A VICENDA. A mio parere, come illazione individuale, perchè il Peccato Originale ha coinvolto l’intero universo in un immane disastro ( constatabilissimo ), il che rende estremamente difficile a mente lucida pensare che l’Uomo con le sue sole forze possa creare una convivenza sociale e una biosfera esente dal male della peggior specie.

      Le faccio anche presente che sono antidarwiniano principalmente per motivi di semplice buon senso non annebbiato dai fumi dell’ideologia, e non per motivi religiosi. La invito a cercare su Wikipedia quanto scritto sui PESCI ELETTRICI e sul SISTEMA RADAR DEI PIPISTRELLI. Non capisco come si faccia ad attribuire al gioco del caso, per complicato che sia, lo sviluppo di apparati che per la loro sofisticazione in relazione a una conoscenza precisa dell’ambiente circostante nel mondo umano potrebbero essere progettati e realizzati solo da ingegneri elettrotecnici ed elettronici.
      Vorrei che mi rispondesse con qualcosa di più valido della formuletta “SEMPLICE ED ELEGANTE”. In più le più faccio presente a che si può essere benissimo agnostici. laicisti e anticlericali a go go pur credendo a qualche forma di evoluzionismo diversa da quella darwinista.

      A proposito del termine “AMICHETTI”: ma è mai possibile che per affermare il proprio laicismo-anticlericalismo-anarchismo libertario ( pacifista! ) sia necessario usare un TONO SFOTTENTE ? Personalmente ho una mia spiegazione, ma non la scrivo per educazione.

      • Ferrer scrive:

        Naturalmente un’altra risposta piena di bla bla per non rispondere nel merito a quanto le è stato chiesto. Non che da un par suo mi aspettassi altro…

        Che lei ammiri il mediocrissimo Spengler non mi stupisce affatto, è un riferimento costante del peggiore pensiero reazionario contemporaneo.

        Come ho scritto nella mia precedente, nessuno storico serio si pronuncia su “come sarebbe andata se…” questo è un gioco per scrittori di fantascienza. Le ho solo fatto notare il dato elementare (e lei dovrebbe saperlo se è docente di Storia) che un evento storico influenza gli eventi successivi. Per cui, se l’Impero Ottomano avesse vinto sull’Austria nel 1683, avrebbe certo avuto uno sviluppo diverso da quello che ha effettivamente avuto avendo perso. Quindi, il suo sostenere che, in caso di vittoria turca, l’Austria oggi sarebbe qualcosa di simile agli attuali stati islamici, dimostra semplicemente la sua ignoranza e la sua retorica da “scontro delle civiltà” tutta ideologica e per nulla storica (da bravo nipotino di Spengler che lei infatti cita).

        Sul darwinismo scientifico le è già stato risposto fino alla nausea, anche da gente più competente di me, che le ha fatto più volte notare l’inconsistenza scientifica dei suoi argomenti che lei ripropone ogni volta identici.
        Le faccio, infine, presente che è stato lei a sostenere che la visione evoluzionistico-scientifica (darwinismo) porterebbe per conseguenza logica (che solo lei vede) ad un’ideologia politica (darwinismo sociale); io le ho fatto solamente notare – con fatti concreti verificabili (può leggersi in internet i programmi del Tea party) – che gli anti-darwiniani sono in massima parte dei darwinisti sociali sfegatati.

      • Priapus scrive:

        Credo proprio che i Turchi non sarebbero mai riusciti a conquistare e poi tenere
        Vienna, la loro società era troppo arcaica, feudale e medioevale, mentre l’europa
        era in piena rivoluzione sociale, oltre che riforma religiosa, inoltre, si erano procu
        rati le armi da fuoco, ma non le sapevano usare e rimasero sempre indietro nella
        fabbricazione. Vienna era all’estremo limite dell’orizzonte stratetgico turco; il pri mo assedio, 1529, fu un chiaro esempio di sfinimento strategico, l’assedio fu con dotto solo dalle avanguardie turche, per di più mal supportate e rifornite dal grosso del l’esercito, occupato a presidiare il territorio; la successiva ritirata fu disastrosa quasi quanto quella di Napoleone in Russia.
        Il successivo assedio del 1689 ebbero esito anche peggiore, l’esercito assediante fu annientato dalla coalizione ; meno della metà dei Turchi, ma meglio comandati
        ed organizzati; i Turchi non adattarono per tempo la loro mentalità di nomadi del la steppa, usi a vivere razziando il territorio, alla logistica di un esercito moderno ed alla necessità di fare arrivare artiglierie e rifornimenti al momento giusto e nel posto giusto .
        Inoltre, se il papato favorì la coalizione cristiana del 1689, ritengo non credibile che gli stati centroeuropei non si sarebbero coalizzati per far fronte al comune pe
        ricolo e, se Venezia potè resistere tanto a lungo, arrivando a distruggere la flotta
        turca e minacciare Istambul, con una classe dirigente decrepita e senza ricambio,
        cosa avrebbero potuto fare i crucchi in pieno rinnovamento sociale?

      • RobertoV scrive:

        Nel suo libro sull’assedio di Vienna lo storico cattolico Cardini non sembra così convinto dell’assoluta centralità di quella battaglia (come altri storici).
        “I turchi assediarono due volte la capitale asburgica: nel 1529 col sultano Solimano il Magnifico e, appunto, nel 1683, col sultano Mehmet IV e il suo gran vizir Kara Mustafà: fallirono entrambe le volte. Ma se anche fossero riusciti, sembra dire Cardini, gli ottomani non avrebbero travolto l’Europa. Nel 1397 e nel 1444 i turchi avevano distrutto interi eserciti crociati, nel 1459 l’ottomano Mehmet II aveva conquistato Costantinopoli e nel 1541 Solimano aveva preso Buda: ma in nessuna di queste occasioni il Turco era riuscito ad andare oltre la pianura balcano-danubiana.
        A Vienna, nel 1683, un immenso esercito turco fu tenuto in scacco per due mesi sotto una città dalle fortificazioni in gran parte inadeguate e da una guarnigione che non raggiungeva i 20mila uomini: anche se avessero conquistato Vienna, gli ottomani non sarebbero andati oltre perché non ne avevano né le forze, né l’intenzione.”
        In realtà la Francia non aiuterà gli Absburgo mantenendo buoni rapporti con i turchi e approfitterà dell’indebolimento degli Absburgo per portargli via diversi territori. Gli stessi Absburgo pur sotto la minaccia dei turchi si preoccuperanno della minaccia ben più grave da parte di Luigi XIV. Buona parte degli Ungheresi (che avevano sperimentato la severità della controriforma) si alleerà coi turchi, perdendo, dopo la sconfitta, la loro sovranità. Diversi principi tedeschi ne rimarranno estranei. Insomma non sembra che il problema fosse così sentito dai vari principi europei (che si fecero pagare per intervenire a favore), ma che lo scontro facesse parte delle loro varie lotte sullo scacchiere europeo di cui anche gli ottomani facevano parte.

  12. Martin L'Utero scrive:

    - Esercito in mano alle multinazionali dei munizionamenti, armamenti & affini;
    - “Cappellani militari” che riescono a portare tale titolo senza vergognarsi neanche un po’;

    Certo che rispetto al Medio Evo l’involuzione è netta.

    • Florenskij scrive:

      @ Ferrer. Spengler non mi sembra affatto “mediocrissimo” anche se non lo considero il Vangelo, tant’è vero che l’ho definito “opinabile”; in ogni caso si tratta di un importantissimo esempio di trattazione nel campo della “storia della cultura”. E di Toynbee che cosa mi dice?
      A proposito: perchè non scrive lei un libro con una erudizione almeno pari a quella di Spengler? Sarebbe così facile!

      Darwinismo sociale. Anch’io continuo a ripeterle che non considero il legame tra Darwinismo e Nazismo come assolutamente necessario, bensi come prmolto probabile, in relazione alla situazione culturale, sociale e politica di quei decenni; legame che comunque non ho inventato io.

      Sui Tea parties le ribadisco che io il tè lo bevo solitamente da solo e quando mi pare ( anacoluto intenzionale ).

      Quanto al resto, non può rimproverare me dei movimenti della cultura e della politica americana, se non per una forzatura da astio.

      Bla bla bla: ovviamente l’espressione sfottente non manca mai, non può mancare.

      Roberto V. Utilissima messa a punto. Non avrei avuto il tempo di prendere adesso Cardini; probabilmente lo farò presto, grazie a lei.

      Ancora, per lei e per Ferrer:

      1) Ma nel 1683 la Germania non era ancora stremata e culturalmente arretrata, almeno nei confronti della Francia per i disastri della Guerra dei Trent’anni?

      2) I processi di trasformazione delle civiltà di solito si svolgono in parecchie generazioni, a partire da un humus preesistente, oltre che dal livello e dal valore della nuova ondata civilizzatrice?

      Su questo non ho la risposta in tasca.

      @ Ferrer. Attendo risposta su pesci elettrici e radar dei pipistrelli.

  13. BennyHill scrive:

    Per le carceri, forse, può anche essere comprensibile la scelta di un cappellano “interno”, nel senso che ricorrere ad un prete esterno che entri ed esca in continuazione, magari più volte al giorno, vuol dire avere un paio di agenti di polizia penitenziaria impegnati quasi a tempo pieno a gestirne ingressi e uscite, a rispiegare da zero come funzionano le cose in un carcere ad ogni cambio di prete nella parrocchia di riferimento, a telefonargli per dirgli che qualche detenuto ne richiede la presenza, ecc.
    Insomma, si risparmia uno stipendio ma si rischia di dover assegnare del personale interno -pagato!- a “gestire” la presenza del prete.

    Diverso è però il caso delle caserme: siccome i militari, coi dovuti permessi, POSSONO TRANQUILLAMENTE USCIRE, non vedo perché non possa essere il singolo milite ad andare, fuori servizio, nella parrocchia più vicina, qualora ne senta la necessità.

    Purtroppo l’esercito, com’è noto, è una delle istituzioni più conservatrici e rigidamente tradizionaliste che esistano, anche più della CCAR direi, per cui che vi aspettate?
    Inoltre negli eserciti di tutto il mondo vale il tacito principio che la trasparenza è da evitare, che i panni sporchi si lavano in famiglia ecc.; per questo non permetteranno mai che un prete civile frequenti troppo i soldati, venendo magari a sapere cose poco edificanti sul mondo militare: i preti con le stellette danno più garanzie di essere in linea con la mentalità dell’ambiente e poi, se parlassero di cose poco pulite, potrebbero finire davanti alla corte marziale!

    Peccato che a pagare per tutti siano sempre i contribuenti (anche atei, agnostici, critici di un apparato militare che costa troppo in proporzione alla sua forza effettiva, ecc.)

    • manimal scrive:

      @ Benny Hill

      il tuo ragionamento è sensato, ma ciò che non capisco è perchè mai un prete che stia all’interno della struttura carceraria o militare, o che venga dall’esterno per operare la sua funzione spirituale (perchè è questa la sua mansione, no?!), debba essere pagato dall’amministrazione, che già gli concede il privilegio non da poco di penetrare in strutture interdette ai più, e non dalla curia come nel caso degli altri sacerdoti.
      e sappiamo già che il clero lo sostiene l’8×1000 (ovvero il popolo italiano anche non cattolico): quindi, perchè per esercitare una funzione che volontariamente scelgono di esercitare, e che è connaturata al loro status di sacerdote, gli italiani devono pagare 2 volte?

      che poi, eccetto carcerati e militari in tempo di guerra, il bisogno dei conforti religiosi lo si può appagare tranquillamente nella più vicina parrocchia se lo si vuole.

  14. francesco scrive:

    La presenza del clero cattolico all’interno delle forze armate è solo una delle varie conseguenze del tipo di rapporto imposto in italia tra stato e chiesa cattolica dal regime al potere.
    Come tutti dovrebbero sapere le relazioni tra stato e chiesa sono imposte dalle leggi dall’antidemocrazia che ha sempre dominato in assoulta continuità in questo paese (dalla monarchia, al fascisno fino all’attuale regime partitocratico postfascista).
    I cittadini non hanno mai avuto alcuna possibilità di decidere quale ruolo dovesse avere il clero cattolico nelle questioni di carattere pubblico.
    Questo fatto incontrovertibile ci riporta, come del resto in quasi tutti gli altri casi discussi in questo forum, al nocciolo del problema.
    La causa da cui deriva il flusso quotidiano ed apparentemente inarrestabile di illegalità, ruberie, corruzione generalizzata, arbitrii ed estorsioni ai danni del popolo è l’assoluta mancanza di democrazia in italia.
    Finchè saremo costretti a cedere ai cosiddetti ‘rappresentanti del popolo’ la quota di potere decisionale, che ci spetterebbe se fossimo in un sistema democratico, non potremo fare altro che emettere sussurri e grida, lagnarci e piangerci addosso.

  15. Losna scrive:

    Oltre a DeAndrè esiste anche una bellissimo testo di Gipo Farassino “dei bei tempi”, molto critico sul mestiere del soldato, da leggere e da ascoltare su You Tube:
    http://www.youtube.com/watch?v=JAoQeLbx2CM&feature=related

    Ballata per un eroe di Gipo Farassino

    Partire partirò partir bisogna
    Cacciando in fondo al cuore la vergogna
    Di appartenere a un gregge muto e vile
    Che non sa dir di no ad un fucile

    Partire partirò e un cappellano
    Con un sorriso mesto nella mano
    Mi porgerà un’immagine e un addio
    Nel nome intemerato del buon Dio

    Lo squillo sgangherato di una tromba
    Ed il fragore della prima bomba
    Per quanto possan essere potenti
    Non copriranno il batter dei miei denti

    E all’ordine imperioso dell’attacco
    indietro resterò da buon vigliacco
    E sconterò alfine la mia pena
    Crepando con sei palle nella schiena

    Andrò a ingrossare la nutrita schiera
    Di quelli che aggrappati a una bandiera
    Son morti bestemmiando di paura
    Ad occhi chiusi in una notte scura

    Diranno che ero un ottimo soldato
    Diranno ch’ero il più disciplinato
    E forse manderanno un telegramma
    Di condoglianze alla mia cara mamma

    La gente del mio piccolo paese
    Concorrerà orgogliosa a quelle spese
    Che serviranno un giorno a immortalare
    Il nome mio nel marmo di un altare

    E forse mi faranno un monumento
    Che sfiderà la collera del vento
    Il busto eretto i pugni sul fucile
    Lo sguardo fiero volto al campanile

    Si indignerà lo spirito immortale
    Di chi donò la vita a un ideale
    Per contro mille figlie di Maria
    Mi crederanno santo e così sia

    Io pregherò soltanto che il sorriso
    Di un bimbo non si posi sul mio viso
    Il marmo può arrossire di vergogna
    Partire partirò partir bisogna.

  16. Losna scrive:

    Oltre a DeAndrè esiste anche una bellissimo testo di Gipo Farassino “dei bei tempi”, molto critico sul mestiere del soldato, da leggere e da ascoltare su You Tube:
    http://www.youtube.com/watch?v=JAoQeLbx2CM&feature=related

    • Florenskij scrive:

      @ Losna. Canzone di buon livello, utilizzabile come quella di De Andrè. Però mi risulta che Farassino sia un importante esponente leghista, che ha ricoperto incarichi molto elevati, una volta sotto l’ala tutrice di Mario Borghezio, un tipo “pacifico” da “xxxxxxxxxxxx foeura di ball”. Come pensa di difendere i sacri confini della Padania, con tanto di sorgente del Po a cui attingere per la preziosa ampolla? E la storica Lega Lombarda, con i Carroccio come “rocca mobile” da usare nelle battaglie? E la “Compagnia della morte”? E i combattenti milanesi contro il Barbarossa e i suoi “Tedeschi lurchi” erano tutti volontari? E il film sulla battaglia di Legnano? E i Celti di riverita memoria per caso non conquistarono con le armi il loro vastissimo territorio ( dall’Irlanda al Nord Italia, con incursioni fino a Roma e all’Asia Minore )?
      Un pacifismo un poco dimentico, mi sembra.

  17. Beatrice scrive:

    “La domanda sorge spontanea: ma quanti saranno mai tali relatori? Quanto costano? Chi li sceglie? E chi li paga?”

    Visto che questi “aggiornamenti” sono pagati da un bilancio pubblico mi sembrerebbe corretto che i relatori fossero scelti mediante una gara a cui chi ha qualifiche adeguate possa partecipare invece di venire selezionati all’insaputa del pubblico mediante una procedura negoziata.
    Indipendentemente poi dalla procedura di attribuzione dei contratti di servizi fra l’autorità contraente e i relatori, mi sembrerebbe corretto che i contratti firmati siano adeguatamente pubblicizzati (procedura di attribuzione utilizzata, importo massimo del contratto comprensivo di tutto comprese spese di viaggio, vito e alloggio, titolo del contratto, e nome del contraente) perché i contribuenti possano rallegrarsi anche loro dell’aggiornamento dei cappellani militari e del buon uso dei bilanci pubblici.
    Non vorrei sembrare noiosa ma la Commissione europea mette in linea in internet l’elenco dei contratti firmati, in modo che tutti possano vedere cosa fa dei loro soldi (vedi link che segue), non è un sito perfetto (manca per es. la procedura di attibuzione del contratto), ma mi sembra già un buon esempio di trasparenza:
    http://ec.europa.eu/beneficiaries/fts/index_en.htm

    Sembrerebbe che in Italia non sia ancora arrivata la notizia che uno dei principi di base degli appalti pubblici sia la trasparenza … forse è dovuto al cattivo funzionamento delle ferrovie italiane ? speriamo che la nuova linea Ticino-Lombardia migliori la situazione e che queste notizie arrivino anche in Italia, ce n’è un grande bisogno.

  18. Federico Tonizzo scrive:

    Storie di abituale disonestà clerico-militare: i soldi pubblici vengono mangiati da qualcuno e dai suoi amici (e per farlo tutte le scuse sono buone), ma “non si deve sapere in giro”!!! :evil:

  19. Matteo scrive:

    Uaarini…
    Ho già detto tutto!!!

  20. faidate scrive:

    FT.
    Mi sembrerebbe utile suddividere le Ultimissime in due sezioni, con titoli all’inglese come usa adesso (spread, spending review, finger food etc.) Una sezione denominata “CONCRETE” = concreto, o anche cemento, ma non cement, pronunzia se-ment), l’altra SEGMENT (o seg-ment), più teorica, astratta. Uno sceglie quella più adatta al proprio modo di pensare e si trova a proprio agio.

  21. RobertoV scrive:

    Secondo dati forniti dal ministro della difesa in un’interrogazione parlamentare i circa 180 religiosi cappellani militari percepiscono uno stipendio di circa 43000 €/anno, valori simili per i 160 cappellani andati in pensione negli ultimi 20 anni (costo totale allo stato per l’intera istituzione di circa 17 milioni di €). Sembra che a questo stipendio sia da aggiungersi anche quello proveniente dall’8 per mille.
    Secondo i dati della CEI un parroco prende al massimo sui 1300 €/mese come stipendio, cioè meno della metà rispetto ai cappellani militari. Perché questa disparità di trattamento? Il lavoro di cappellano è più importante?
    Così si “comprende” perché debbano essere trattati in modo più adeguato al loro “rango” e spendere 75 €/giorno (se spendessero di meno non sarebbero così “efficienti”). Dei privilegiati che non rinunciano ai loro privilegi.
    “Già l’anno scorso lo stesso corso in Umbria aveva sollevato polemiche per un grande via vai di auto con autista. Fu proprio l’arcivescovo Pelvi (ordinariato militare, generale di corpo d’armata con 190 mila € di stipendio) ad adirarsi, scrivendo una lettera di fuoco ai confratelli: «l’andirivieni per le vie di Assisi o nelle aree marginali della sede del Convegno, di personale militare che in caserma collabora col cappellano [...] non risponde a criteri di economia accettabili e offre un’immagine inadeguata del mondo militare, dell’impiego del personale e della Chiesa Ordinariato Militare» (dall’Espresso).

    • Priapus scrive:

      Durante il mio servizio di naia sono stato alla larga dai cappell’ani, antipatici mi erano
      i preti ed altrettanto quelli con le stellette; ma non mi risulta neppure che avessero
      molto consenso, mi sembra di ricordare che a bazzicarli erano sopratutto gli atten
      denti dei vari ufficiali di carriera, già ampiamente provvisti di animo “gregario”.