Tony Nicklinson e il suo diritto di dire “basta”

Tony Nicklinson, da sette anni affetto da sindrome locked-in, voleva dire “basta”. L’Alta Corte inglese gli ha risposto “no”. E lui si è lasciato morire. Perché non gli avevano lasciato alcun altro modo per poter dire “basta”.

Per farla finita ha dovuto rifiutare il cibo per una settimana: una polmonite è rapidamente insorta e il decorso è stato tutto sommato rapido. Ciò non toglie che, per lui, sia stata una settimana di ulteriori sofferenze. E di profondissimo dolore per la decisione dei giudici, scrive la Bbc. Anche perché, prima che fosse colpito dall’infarto, aveva già redatto direttive di fine vita in cui rifiutava ogni trattamento inutile. Il suo ultimo messaggio è stato: “addio mondo, il mio tempo è venuto, mi sono anche divertito”. La famiglia ha scritto che è morto pacificamente. Forse per aver finalmente capito che il suo incubo stava finendo.

C’è chi ha paragonato Nicklinson al caso Welby, ma la vicenda ricorda assai di più quella di Giovanni Nuvoli, l’ex arbitro sardo che morì “naturalmente” dopo aver rifiutato cibo e acqua. Non sono affatto casi infrequenti. Per cui è più che legittimo porsi per l’ennesima volta la domanda: si può costringere un essere umano a vivere giorno dopo giorno, minuto dopo minuto “un vero e proprio incubo”, come Nicklinson descriveva la propria realtà quotidiana?

Secondo i giudici inglesi, e i parlamentari della maggioranza dei paesi europei, sì, è legittimo farlo. La legalizzazione dell’eutanasia volontaria è un obbiettivo non facile da conseguire: specialmente in Italia, dove continuiamo a rischiare che il parlamento approvi una legge contro il testamento biologico.

Pensavamo che l’Inghilterra fosse aliena dall’apologia del dolore, ma ci sbagliavamo. Richard Dawkins ne ha documentato un esempio eclatante sul suo sito: “la sofferenza è inevitabile”, ha scritto un politico conservatore. E invece no: spesso è evitabile,  e ogni cittadino adulto dovrebbe avere il diritto di evitarla.

Da un punto di vista ateo, il morboso attaccamento alla vita di chi crede in quella eterna è difficilmente spiegabile. Parlano di “diritto naturale”, ma quanto è naturale lasciar torturare esseri umani, costringendoli a rifiutare “innaturalmente” il cibo pur di porre termine a sofferenze indicibili? Il mondo è cambiato, l’aspettativa di vita è mutata, ma anche l’atteggiamento nei confronti della vita (e soprattutto della qualità della vita) non è più lo stesso.

Che la Chiesa e una parte dei suoi fedeli non ne prendano atto rientra nelle loro facoltà, che nessuno vuole toccare. Non è tuttavia accettabile che le “radici cristiane” influenzino ancora oggi le legislazioni, infliggendo sofferenze infernali a chi nell’inferno non crede.

E’ inaccettabile che, nel ventunesimo secolo, mi sia impedito di porre termine alla mia vita soltanto perché sono una persona portatrice di handicap” (Tony Nicklinson, 1954-2012)

La redazione, in memoria di un uomo che ha combattuto per i diritti di tutti

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109 commenti

fab

Chissà che nobile scopo credono di aver ottenuto quegli stolidi giudici.

manimal

se davvero tutto questo derivasse dalla parola di dio, e non solamente da dementi che nel loro delirio di onnipotenza si fanno anche il segno della croce, non avrebbe alcuna importanza l’esistenza o meno di un creatore.

a proposito di etiche superiori… e di sete di dio.
l’unica sete da appagare in modo sensato è quella di birra, in modo da attenuare la coscienza di quanta sia l’ipocrisia che si aggroviglia al DNA umano.

manimal

quando parlo di dementi non mi riferisco ai magistrati britannici…

Gianluca

Profonda stima ed affetto per Tony Nicklinson.
Che le sofferenze che ha passato possano essere una spinta in più per l’affermazione del diritto di poter disporre liberamente della propria vita.

romeno182

qua ce ben di piu dietro. ce un pericoloso concetto di individualismo e di decisione individuale.. pericolosa per le elite socio-economiche

Fetente

Come sempre, chi ha soldi e potere se ne può infischiare delle leggi, e andare o farsi portare in una clinica all’estero dove lo accontentano.

E come sempre, qualsiasi legge proibizionista ha effetto solo sui poveracci e sui meno abbienti.

E come sempre, le religioni appoggiano le leggi fatte da chi ha il potere, e chi ha il potere obbedisce alle richieste delle religioni.

E come sempre, i poveracci e i meno abbienti non sono in grado / non hanno i mezzi / non hanno la cultura necessaria per capire tutto ciò.

E quindi i forconi e le spranghe rimangono parcheggiati nei capanni degli attrezzi, mentre potrebbero essere usati con proficui risultati.

Tizio

Ma le religioni sono fatte proprio per i poveracci meno abbienti, affinché accettino passivamente il potere, affinhé lo subiscano senza far troppo baccano.

E più sono poveracci, più difenderanno quella stessa arma che viene usata contro di loro, che si chiama appunto religione.

Lorenzo Galoppini

“…Che la Chiesa e una parte dei suoi fedeli non ne prendano atto rientra nelle loro facoltà, che nessuno vuole toccare. …”

Io ci andrei molto cauto a fare questo tipo di affermazioni: il fatto che la chiesa si rifiuti di prendere atto che il mondo è cambiato, l’aspettativa di vita è mutata, ed anche l’atteggiamento nei confronti della vita e della sua qualità non è più lo stesso, IMPLICA AUTOMATICAMENTE che imponga questa sua visione a tutti, anche per legge. Non é pensabile, cioé, che certi cattolici non vogliano prendere atto di questo ma che al tempo stesso lascino tutti gli altri liberi di farlo, limitandosi a tenere per sè questa loro convinzione: chi é così retrogrado da non riconoscere questi dati di fatto quasi sempre lo é al punto da imporre questa sua visione anche a chi non la condivide. Perciò mi pare perlomeno dubbio e discutibile che rientri “nelle loro facoltà che nessuno vuole toccare”.
Gente con certe idee nella testa costituirà sempre un pericolo per l’umanità.

DanielN

bè non è che possiamo eutanalizzarli tutti no?
Il punto è che loro posso avere le idee che vogliono e fare ciò che vogliono delle loro vite! Ma lo stato laico dovrebbe legiferare consentendo sia a loro che a noi di scegliere come vivere/morire. Sarebbe sbagliato per esempio che lo stato faccia una legge che rende obbligatorio l’eutanasia per tutti i malati di un certo tipo. Così come lo è ora la legge che vieta l’eutanasia volontaria.

La questione è sempre la stessa:
sei cristicolo e vuoi seguire i precetti della tua chiesa sui valori morali/etici relativi alla sfera individuale? Allora non abortisci, non divorzi, non fai sesso prima del matrimonio, non ti avvali della fecondazione assistita, non bestemmi etc… etc.
Nessuna legge ti obbliga a farlo, giusto?
Perchè, al contrario, devono esistere leggi che t’ impediscono di farlo?

Lorenzo Galoppini

Esatto, ma allora io avrei detto piuttosto “non voler morire nonostante sofferenze indicibili rientra nel loro diritto che nessuno vuole toccare”, e su questo non ci piove. Ma forse qui é solo una questione di sfumature e di forma.

Roberto Grendene

non vedo perché lo debba implicare

io posso non prendere atto di un sacco di cose e vivere come gli amish, ma non per questo impongo a tutti di vivere come gli amish

Lorenzo Galoppini

In genere chi é contrario ai diritti civili come la chiesa cattolica lo é non solo per sè ma anche per gli altri. Poi ci sono certamente anche le eccezioni, ma non pochi cattolici sono così.

Roberto Grendene

@ Lorenzo

ma infatti si è detto proprio questo : non si vuol toccare il diritto di non prenderne atto, ossia di continuare a pensarla come vogliono

quello che è inaccettabile è che
“le “radici cristiane” influenzino ancora oggi le legislazioni, infliggendo sofferenze infernali a chi nell’inferno non crede.”

mi sembra lineare

Giorgio Pozzo

Ogni giudice deve applicare la legge: in questo caso, è la legge inglese che dovrebbe essere modificata, piuttosto che i giudici biasimati.

Così come da noi, in Italia, è la legge che dovrebbe essere modificata. Ma, mentre in Inghilterra stanno pensando a come modificarla in meglio, per andare incontro alle esigenze di persone come Tony Nicklinson, in Italia stanno pensando a come modificarla in peggio, per fregare ulteriormente persone come Tony Nicklinson.

Gianluca

@ Giorgio Pozzo

“Ogni giudice deve applicare la legge: in questo caso, è la legge inglese che dovrebbe essere modificata, piuttosto che i giudici biasimati.”

Non proprio, almeno in Inghilterra. Nei paesi anglosassoni vige il “common law” che è contrapposto al “civil law” che è usato da noi. Il nostro sistema, che sulla carta è migliore, prevede quello che dici tu, cioè che nessun giudice possa emettere una sentenza se non in virtù di una legge. In caso abbia dubbi sulla presunta legittimità costituzionale di una legge deve sospendere il processo e rimandare la decisione alla Corte Costituzionale che si pronuncia (di solito…). Il common low inglese invece prevede che per le situazioni nuove non previste dalla legge in cui ci si può trovare (vedansi, ad esempio, i diritti alla privacy telematica che per forza di cose non potevano essere previsti dai legislatori prima dell’avvento di massa dei pc) la sentenza diventi legge, ossia diventi un precedente al quale una successiva sentenza possa appellarsi. Per questo questa sentenza inglese è doppiamente infamante: perchè sarebbe bastato riconoscere il diritto a Nicklinson che esso si sarebbe automaticamente recepito dalla legge inglese e quindi esteso a tutti.

Ma per fare i giudici bisognerebbe prima essere Uomini…

Laverdure

@Gianluca
“…
la sentenza diventi legge, ossia diventi un precedente al quale una successiva sentenza possa appellarsi”

Sapevo di questo,ma c’e qualcosa che non mi e’ molto chiaro .
Con quel dire “la sentenza diventa legge” sembrerebbe che quando capita che un caso completamente nuovo e senza precedenti viene affrontato da un magistrato,
in pratica e’ come se quel magistrato,con la sua decisione ,”creasse” una nuova legge”,creando quel precedente.
E ovviamente se il caso fosse stato affidato ad un altro magistrato la sua decisione poteva essere diametralmente opposta.
Mi chiedo se in un nuovo caso analogo un altro magistrato sarebbe obbligato a seguire quell’ esempio o potrebbe appunto esprimere una decisione opposta.
Qualcuno e’ informato in materia ?
?

Giorgio Pozzo

La BBC riporta

However, three High Court judges rejected his plea for the law to be changed, saying the issue should be left to Parliament.

Quindi, i giudici hanno rimesso la modifica alla legge al parlamento. Questo farebbe supporre che il caso non sia affatto completamente nuovo, altrimenti ci sarebbe stato un precedente (in un senso o nell’altro), e non ci sarebbe stata la decisione di rimandare la modifica alla legge al parlamento.

Quindi, questa decisione NON e’ un precedente da Common Law.

O sbaglio?

Gianluca

“La BBC riporta

However, three High Court judges rejected his plea for the law to be changed, saying the issue should be left to Parliament.

Quindi, questa decisione NON e’ un precedente da Common Law.

O sbaglio?”

Non saprei, attendo l’intervento di un giurista. Posso solo ipotizzare che, vista la richiesta, il pronunciamento positivo della corte avrebbe portato a qualche precedente a cui riallacciarsi in futuro. In caso contrario, non avrebbe avuto senso presentare ricorso (o domanda). Invece i giudici hanno fatto come spesso fa la Consulta da noi, che decide… di non decidere rimandando al parlamento la facoltà di legiferare, così da lavarsene pilatescamente le mani.

DanielN

Un’ulteriore considerazione:
in questo caso lui ha potuto in qualche modo, infliggendosi ulteriore sofferenza, rifiutare cibo ed acqua. In questo modo ha potuto portare avanti la sua battaglia e la perseguire la sua volontà.
Se però si fosse trovato anche nell’impossibilità di poter rifiutare acqua e cibo, perchè magari in condizioni vegatali tipo Eluana, avrebbe dovuto subire la violenza di essere intubato e tenuto in vita contro la sua volontà…. per la gioia dei militanti cristicoli.

SilviaBO

Una persona locked-in non può muoversi, non è in condizione di rifiutare fisicamente il cibo. Se avessero voluto avrebbero potuto attaccargli una flebo o mettergli un sondino naso-gastrico e lui non avrebbe potuto opporsi fisicamente in alcun modo.
Evidentemente, per fortuna, la sua volontà almeno in questo è stata rispettata.

francesco s.

Certo che ci vuol un coraggio a costringere un uomo a farsi morire per digiuno per porre fine alle sue sofferenze.

Batrakos

‘La sofferenza è inevitabile’.
Allo stato attuale della scienza e per molto tempo ancora (o forse per tutta la Storia che verrà), ciò è vero, ma questo non vuol dire che dove è evitabile o mitigabile non vada evitata o mitigata.
Sono vicende che mettono addosso tanto dolore.

gmd85

Un appunto, però, che scaturisce da constatazioni personali. Il punto di vista non è solamente ateo. Ci sono anche credenti – quelli più aperti e meno avvezzi ai fanatismi – che condividono l’idea che la scelta dev’essere libera anche su un argomento delicato come questo e con qualcuno ci ho parlato di persona.

Felix

Vero, risulta anche a me.
Di fronte a sofferenze incontenibili, quelle VERE, non tutti si sentono in dovere di imitare San Lorenzo.
Per quanto mi riguarda ribadisco qui ed ora che della mia vita ed eventualmente della mia morte ho diritto di disporre io e solo io.
Checchè ne dicano le leggi stilate da cerebrolesi.

RobertoV

I fedeli (e spesso molti preti) sono in genere molto più progrediti e aperti delle loro gerarchie, anche perchè si confrontano con i problemi reali, ma purtroppo a parlare, decidere e detenere il potere sono in genere i fondamentalisti ed i fedeli “adulti” non osano contraddirli pubblicamente, nè scontrarsi con loro: grande invenzione per la chiesa cattolica il vincolo dell’obbedienza e la struttura gerarchica.

lector

Vi ringrazio. Purtroppo, chiunque abbia vissuto in prima persona – tantissimi anni or sono oramai, nel mio caso, ma son cose che non si dimenticano – la tragedia d’un proprio caro malato terminale, non può non provare un fortissimo senso di vera e propria rabbia e disgusto di fronte alla pretesa d’intromissione di certi cialtroni nell’intimità e nel privato di ciascuno.

DucaLamberti74

Il dio barbitto e barbuto talmudico coranico madrassato che piace tanto al popolino se vuole zittire noi laici può procedere come segue.

Se uno sta soffrendo e la sua vita NON è più degna di tal nome gli manda l’angelo della morte.

Il sofferente può quindi esprimere le sue volontà all’angelo della morte ed in tal modo questo dio tanto buono e bello che piace al popolino beota viene incontro alla volontà del sofferente.

Come effetto secondario si potrebbero anche zittire laici e atei di ogni risma sul discorso eutanasia.

Pertanto fino a quando il signor dio NON crea un efficace ed efficiente sistema di angeli della morte o similare come descritto sopra i casi possibili sono tre.

#01) Il dio in questione NON esiste.
#02) Il dio in questione esiste ma rimane su in cielo guardando senza fare nulla e confidando anche lui che la sofferenza della persona finisca quanto prima.

OPPURE (e questa è la più probabile e che preusmo piace tanto ai cattolici ed a tutti i devoti)

#03) Il dio gode ed anche tanto e si compiace della sofferenza dei malati.

DucaLamberti74

paride

Non c’è verso, l’ottusità è vostra tipicità: chi ha negato a Tony l’eutanasia? Risposta “una legge laica”. La Chiesa è intervenuta direttamente nella vicenda? Risposta “NO”. La corte britannica ha agito con la bibbia in mano? Risposta “NO”, ha deciso consultando le leggi secolari.
Capisco che vi faccia male, ma come ho già detto la legge, laica, razionale, talvolta è terribile, “cattiva” e senza pietà.
Che riposi in pace

Stefano

@ Al gran figlio di Ilio

Capisco che vi faccia male, ma come ho già detto la legge, laica, razionale, talvolta è terribile, “cattiva” e senza pietà

Spero la cosa ti metta l’anima in pace per l’aborto….

Stefano

@ Al gran figlio di Ilio

l’ottusità è vostra tipicità: no caro, la tua.

Ogni legge è formalmente “laica”, a meno che si tratti di “Diritto Canonico” o “Sharia”. Ciò non toglie che possa risentire di influenze e giustificazioni clericali.
Ma non ci si può aspettare che simili distinzioni possano essere fatte da chi si è specializzato in interventi credini.

gmd85

Non so se per paraculare – senza riuscirci – o per ignoranza, ma è chiaro che il grandissimo figlio di Ilio considera una legge come laica solo partendo dal dato di provenienza, senza tenere conto del background in cui è tata emanata.

manimal

@ Paride

immagino tu metta molto fervore nel farti il segno della croce.

Priapus

Ma quale legge laica, la maggioranza delle leggi d’Europa sono ancora influenzate dalla
follia religiosa, che ha decretato che “l’uomo deve soffrire”.
Ricordati che l’ UK ha abolito la pena di morte non molti anni fa.

fab

paride, ti è mai giunta voce che il diritto anglosassone dipende più dalle sentenze che dalle leggi?
Ripeto quello che ho scritto all’inizio: chissà che nobile scopo credi di ottenere con queste stolide e ripugnanti giustificazioni dell’esistente.

manimal

“Che riposi in pace”

gia… per questa “pace”, che tutti raggiungeremo, ha dovuto pagare, però, un prezzo più alto del dovuto.

colpa di leggi laiche fatte da laici bigotti creduli.

giancarlo bonini

Provo sempre un enorme disgusto nel leggere che giudici, preti, papi, presidenti, ecc. siano ” tanto addolorati” per le persone alle quali molte volte sono proprio loro ad aver provocato immani sofferenze, dovute a fisime allucinatorie irrazionali che sono riusciti ad imporre a tutti.
Non ne posso più.

manimal

@giancarlo

condivido appieno il digusto di cui parli.
soprattutto per gli “eccetera”, che con la faccia più bronzea di un portone di cattedrale, si presentano poi in questo forum, parlando di cause prime, di etiche superiori e di atei dogmatici e illiberali.

se avessero il coraggio dell’onestà intellettuale, potrebbero chiedersi se mai sarebbe stato possibile un forum come questo nel caso la loro amata chiesa universale, avesse mai mantenuto il potere secolare che aveva.

dubito che l’esistenza di noi apostati e/o eretici in questa valle di lacrime avrebbe avuto maggiori possibilità di un cammello che si vuole infilare in una cruna d’ago.

Francesco

Papa: Cosa essere sindromen di locked-in?
Segretario: La condizione opposta in cui si trova lei.

Antonio72

E’ doverosa una precisazione. Il testamento biologico esprime la volontà del paziente di sottrarsi alle cure in determinati casi, e quindi non c’entra nulla con l’eutanasia volontaria, piuttosto con l’art. 32 della Costituzione che prevede la libertà del paziente di non sottoporsi a qualsiasi trattamento terapeutico, coerentemente con le direttive della Convenzione di Oviedo sul consenso informato e sulla libertà di scelta del paziente.
Dall’articolo invece sembra che vi dovrebbe essere la libertà arbitraria ad accedere all’eutanasia attiva sempre e cmq, quando nemmeno nella legislazione dei Paesi Bassi sull’eutanasia è prevista questa arbitrarietà secondo la quale sarebbe solo il paziente, in maniera del tutto autonoma, a giudicare la propria condizione disperante del suo stato. Forse sarà una bestemmia da questa parti, ma se ciò non avviene, l’eutanasia attiva diventa punibile anche in Olanda. La non punibilità rappresenta quindi l’eccezione, non la regola, in particolare quando si rispettino i cosiddetti requisiti di accuratezza.
Ricordo inoltre che in Europa solo l’Olanda e pochi altri paesi l’eutanasia è legalizzata (o meglio impunita) a fronte di una quarantina di stati autonomi. Altrimenti pare che l’Italia sia l’unica eccezione nel panorama europeo dovuta alla presenza dello Stato Vaticano. Ora, o si crede nella sciocca ipotesi che l’ombra lunga vaticana investi quasi tutto il vecchio continente, oppure si riconosce più ragionevolmente che le questioni bioetiche frammentano le coscienze laiche.

Stefano

@ Antonio

Dall’articolo invece sembra che vi dovrebbe essere la libertà arbitraria ad accedere all’eutanasia attiva sempre e cmq

Dove “sembra”?
Se clicchi sui link scopri qualche informazione in più…

Il fatto che qualcosa non trovi d’accordo tutti i laici non è scandaloso: si discute e magari si cambia idea. Come su ogni altro argomento. Il punto è che SI PUO’ cambiare idea sulla base di nuove considerazioni. Non tutti hanno tale facoltà su certi temi…
E non vogliono che altri la abbiano.Questione di ombre, se corte o lunghe lo lascio decidere a te.

Antonio72

Mi riferivo al fatto evidente che si dà per scontato, già dalla lettura del titolo, che un uomo affetto da una certa sindrome abbia il diritto automatico ad accedere all’eutanasia. Cosa, come ho già spiegato, dubitabile anche in quei paesi laici dove l’eutanasia è legalizzata.

maxalber

Tu per esempio che cos’hai contro l’eutanasia attiva?
Se la legislazione la prevedesse, che problemi creerebbe ai cattolici?
Gli stessi che ha provocato la legge sul divorzio 40 anni fa?
Qualcuno obbligava forse i cattolici a divorziare?
Pochi anni e vi dovrete mettere in tasca anche questa.

Antonio72

Il problema è come determinare oggettivamente un il livello sopportabile di sofferenza, indispensabile se si vuole legiferare senza causare discriminazioni.
Faccio un esempio.
Mettiamo che ad un uomo affetto dalla sindrome X sia accettata la richiesta di eutanasia attiva, mentre ad un altro affetto dalla sindrome Y sia respinta. Quest’ultimo si vedrà discriminato rispetto al primo e probabilmente lotterà per ottenere un diritto che non gli è stato riconosciuto. Alla fine, è ovvio, che l’eutanasia si estenderà a tutti i casi, anche per i malati non terminali. Anzi, sarebbe ragionevolmente più giusto applicarla ai malati non terminali, i quali hanno un’aspettativa di vita superiore e quindi una maggiore quantità di sofferenza da sopportare. Ma è anche vero che probabilmente l’intensità della sofferenza è inversamente proporzionale alla sua persistenza. Mettiamo che si decida all’eutanasia attiva mediante la somministrazione di farmaci che abbiano la doppia funzione di allievare il dolore ed accelerare il processo che conduce al decesso. D’altronde è giusto e ragionevole allievare il dolore di un moribondo, ovvero di un malato terminale. Ma allora non è dovere del medico curante allievare la sofferenza ed allo stesso tempo prolungare la vita del malato? Si dirà, ma c’è anche la sofferenza psichica! Ma come sappiamo quando si entra nei labirinti della psicologia i contorni della sofferenza si fanno ancora più sfumati e contraddittori ed il nostro problema iniziale appare quasi insormontabile. Non a caso l’introduzione dell’eutanasia apre la strada al suicidio assistito. Per me è naturale, proprio per il concetto di sofferenza prettamente soggettivo. Mi si obietterà che ci si suicida cmq, con o senza legge. Ma la differenza sostanziale è che una società che legiferi in tal senso accetta eticamente il suicidio come una valida opzione per la risoluzione dei problemi. Lo Stato quindi appoggia di fatto il suicidio. Non si compatisce o si biasima il suicida per il gesto estremo, ma lo si giustifica, lo si condivide, in certi casi lo si idolatra (mi ricordo in un blog di Repubblica i vari commenti sul suicidio di quel famoso regista). In un certo senso la legge stessa esplicita l’istigazione al suicidio.
E tutto ciò è inaccettabile in quanto brutale e disumano. Per me è l’avvisaglia del tramonto di qualsiasi convivenza civile.

gmd85

Dopo tutto questo ragionamento, fallace in diversi punti, io ti chiedo: chi sei per dire che il suicidio per sofferenza è da condannare? Giudichi a priori la tematica come negativa senza fermati a riflettere. Comunque il problema non è se un malato è terminale o no, ma le condizioni in cui la malattia lo costringe. Condizioni che tu non vivi e non puoi permetterti di giudicare solo secondo schemi mentali tuoi. E smetta di fare panegirici per poi dire che le tematiche sono complesse.

Antonio72

Non ho affermato affatto che il suicidio per sofferenza è da condannare, ma che lo è il suicidio!
E paradossalmente proprio perchè non posso giudicare la sofferenza psichica di un altro soggetto, mentre mi è più facile con quella fisica, per es. un mal di denti. Ma se non posso giudicarla significa che il dolore del giovane Werther, ovvero l’amorino adolescenziale non corrisposto, è una sofferenza sufficiente che giustifica il suicidio (ed infatti all’uscita del celebre romanzo ci fu un picco di suicidi tra la gioventù ariana).
Qualcuno dirà che sono un pazzo, un folle, a sostenere una tesi del genere, ma sarà certamente un mio coetaneo o più vecchio, oppure un giovane privo di sensibilità e passioni, e non un vergine sedicenne lasciato dal suo grande amore che si getta da un viadotto (caso di cronaca reale). Non mi permetterei mai di giudicare la passione travolgente ormonale di un sedicenne disperato….figuriamoci, chi sono io per giudicare?
Ti dò una notizia: l’uomo nasce per giudicare e per essere giudicato dai suoi simili. E proprio per questo è meglio lasciare quest’insopportabile incombenza a Dio.

manimal

@Antonio 72

in altre parole, poichè trovi immorale che lo stato consenta il suicidio assistito (i suicidi non assistiti di questi mesi, di persone stroncate dalla crisi economica, come li porresti in un ottica di moralità delle istituzioni?),
allora ne deve discendere che anche su eutanasia per i malati terminali, testamento biologico atto a impedire accanimento terapeutico è inopportuna un opera legislativa?

un pò estremista come posizione, se mi consenti.

mi sorge un sospetto….
cosa pensi della pena di morte?

Osvaldo

“Il problema è come determinare oggettivamente un il livello sopportabile di sofferenza, indispensabile se si vuole legiferare senza causare discriminazioni.”

Quindi se si trovasse un metodo per distinguere il livello sopprtabile di soffenza accetteresti l’eutanasia?

RobertoV

“è meglio lasciare quest’insopportabile incombenza a Dio”
Quale dio? Il suo ovviamente, perchè sembra che il dio cristiano dei Valdesi pensi in modo differente sulla questione. E sembra anche che il dio di diversi preti cattolici non abbia le sue certezze.
Ha mai assistitito un famigliare malato terminale?

Antonio72

manimal
Hai un po’ troppo semplificato il mio intervento. Volevo dimostrare che la ragione spinta agli estremi è potenzialmente in grado di fare piazza pulita di qualsiasi sentimento morale.
Se l’eutanasia e l’accanimento terapeutico fossero la stessa cosa non saremmo qui a discuterne.
Sono contrario alla pena di morte, soprattutto in Italia. Secondo l’Eurispes in Italia dal dopoguerra ci sono stati quattro milioni di errori giudiziari. Come lo risarcisci un innocente condannato a morte, quando gli hai portato via tutto quello che è? Ed anche la deterrenza della pena di morte è dubbia, visto che le zone metropolitane negli USA hanno il più alto tasso di omicidi, credo al mondo.

Osvaldo
Ma non lo si potrà mai provare! Su quale basi oggettive posso sostenere che il dolore del mio mal di denti sia identico, per intensità e qualità, al tuo, o a quello di un altro? Per non parlare della sofferenza psichica. E’ proprio la sofferenza che caratterizza di più la nostra individualità. Possiamo ridere insieme quando vogliamo, ma il mio mal di denti resta sempre solo mio.

RobertoV
Mi riferivo in particolare al suicidio.

maxalber

Antonio, sei riuscito a sbagliare approccio dalla prima riga:
“Il problema è come determinare oggettivamente un il livello sopportabile di sofferenza,”
Non riesci a capire che quello da ddeterminare è il livello SOGGETTIVO di sofferenza, non quello oggettivo.
Infatti poi aggiungi:
“Non ho affermato affatto che il suicidio per sofferenza è da condannare, ma che lo è il suicidio!”
E naturalmente il livello di sofferenza lo dovete decidere tu e i tuoi amici, vero?

Comunque tu sostieni che il suicidio è socialmente inaccettabile.
Padrone di pensarlo, ma non di imporlo.
Nella (sempre più ristretta) cerchia dei tuoi amici potete sicuramente applicare tale principio, come potete decidere di non divorziare.
Ma in realtà sono ben pochi all’interno del vostro circolo che rispettano le vostre stesse regole.

Osvaldo

Antonio72

Non hai risposto alla mia domanda. Te la ripeto: se si trovasse un metodo per distinguere il livello sopportabile di sofferenza accetteresti l’eutanasia?

Attendo una risposta nel merito

gmd85

@Antonio72

Ti dò una notizia: l’uomo nasce per giudicare e per essere giudicato dai suoi simili.

E questa da chi l’hai sentita? Da qualche vecchio e incartapecorito padre spirituale? o te la sei inventata sul momento? Stando alla tua affermazione, il tuo dio avrebbe creato il genere umano per guardalo distruggersi mentre lui se ne sta comodamente seduto su una poltrona king size a gustarsi lo spettacolo. Te la do io una notizia: si ansce per vivere, riprodursi e morire. Ciò che avviene nel mezzo è accessorio, non causale, giudizi compresi.

E proprio per questo è meglio lasciare quest’insopportabile incombenza a Dio.

Beh, tu non lo fai. I tuoi commenti sono una sequela di giudizi a priori. Cosa ne sai dei dolori del giovane Werther o di chi, come lui, soffre per amore. o di chi soffre per qualsiasi altro motivo. Già solo il fatto di parlare di tempesta ormonale adolescenziale è un giudizio, ironico e arrogante che tu ti permetti di dare senza conoscere i fatti, nonostante tu ammetta il contrario. Dalle mie parti, questa si chiama ipocrisia. Poi, fai un po’ tu.

E paradossalmente proprio perchè non posso giudicare la sofferenza psichica di un altro soggetto, mentre mi è più facile con quella fisica, per es. un mal di denti

Proprio per questo sarebbe buona norma che tu e la tua combriccola impariate a farvi i cazzi vostri.

Tornando al tema principale: se il mal di denti diventa insopportabile e uno si vuole uccidere, sia libero di farlo. Il dolore non va giudicato oggettivamente, ma soggettivamente, anche perché le soglie di sopportazione variano da individuo a individuo. Se ti tirano un calcio nei cosiddetti, soffrirai orribilmente. In quel caso vuoi ancora trovare un criterio oggttivo per definire il dolore? Dubito seriamente.

manimal

@Antonio 72

sulla pena di morte abbiamo identità di vedute. ne sono lieto, nel senso che temevo tu potessi essere uno di quei credenti paladini della difesa della vita sempre e comunque, eccetto in caso di condanna alla pena capitale.
apprezzo la coerenza nelle proprie idee, anche se contrarie alle mie.

certo che eutanasia e accanimento terapeutico sono concetti ben distinti, anche se poi nella realtà le applicazioni pratiche sfumano le differenze, ma il fatto è che per quel che riguarda me, la legge dovrebbe lasciare in entrambi i casi libertà di scelta all’individuo, anche attraverso il testamento biologico. ritengo che il poter disporre liberamente del propèrio corpo sia il caposaldo dei diritti umani.

per quel che riguarda il suicidio assistito, ammetto che vi sono problematiche complesse da affrontare, ma non ho pregiudiziali ostative sul tema. ovvero, non dubito che tra i diritti della persona dovrebbe esservi anche quello di porre fine alla propria esistenza, ma ho dubbi se l’apirante suicida abbia il diritto di farsi assistere nell’atto.
certamente trovo che un’eventuale condanna di chi volontariamente aiuta una persona a suicidarsi, sia un controsenso (non così le indagini, per accertare che non si tratti di omicidio contro la volontà dell’ucciso).

alessandro pendesini

Le religioni monoteiste -cattolici in primis- hanno sempre sostenuto e predicato che il mondo è una valle di lacrime e che LA SOFFERENZA PORTA ALLA REDENZIONE… ritardando cosi considerabilmente la lotta e la ricerca contro il dolore….Una concezione calvinista dice che l’uomo è predestinato a far soffrire, oltre che soffrire, a causa del peccato originale : « se voi soffrite è perché avete peccato ! questa è l’inevitabilità di un disegno divino… cosi sia…», questo è sempre stato il loro discorso da secoli e NON E’ FINITA !
Basti dire che moltissimi « illuminati » considerano le malattie, tra le quali l’AIDS, una punizione divina…ma rifiutano anche di amministrare sedativi (morfina ecc..) cioè l’aiuto richiesto, sovente con insistenza, da certi malati incurabili che soffrono « le pene dell’inferno », per aiutarli a morire dignitosamente….E loro rispondono : è dio che deve decidere !!!! Pazzesco !
P.S. Da diversi dati psichiatrici risulta che le persone che praticano « l’astinenza sessuale » possono generare vari tipi di perversioni sessuali a volte associate a diverse forme di sadismo, cioé la ricerca del piacere nella sofferenza fisica o morale inflitta agli altri. La perversione è particolarmente presente in certi fanatici e/o paranoici dominanti religiosi -sovente con una faccina angelica- di qualsiasi orizzonte…Questo caso ne è un esempio lampante, anche se non unico, di ideologie psicologicamente incoerenti, parassitarie e/o assurde !

Antonio72

Questa è buona!
La perversione sessuale sadomasochista emerge nelle persone che praticano l’astinenza sessuale.
E come fanno a praticarla ed allo stesso tempo astenersene?

manimal

domanda da porre a tuoi correligionari che sovente qui scrivono.

Antonio72

Resta il fatto che se si astengono sono innocui perchè la perversione evidentemente resta confinata nella fantasia, mentre se praticano non possono astenersi. Ma anche se praticassero, non è affatto detto che i patner non siano consenzienti. Inoltre mi risulta che la perversione diventa conclamata quando sostituisce in modo stabile i rapporti eterosessuali genitali (ed anche omosessuali). E’ quindi naturale che un pervertito si astenga da rapporti “normali”, ma durante la perversione e non prima. Per quanto riguarda l’origine delle perversioni, credere che si generino dall’astinenza sessuale è come credere che si compensa l’insufficienza della fase orale nel rapporto con la madre succhiando una sigaretta dietro l’altra. Liberi di farlo.
Semmai, come ho già detto, è appunto il contrario, ovvero il pervertito si astiene dall’attività sessuale “classica” da cui non ricava alcun piacere.

alessandro pendesini

@Caro Antonio 72
Se Lei studiasse la psichiatria (forse) capirebbe che la CASTITA’ -regola (inumana) imposta della Chiesa cattolica come obligo sacerdotale- è la PRIMA CAUSA NON SOLO DELLA PERVERSIONE SESSUALE MA ANCHE ALTRE DEVIANZE COMPRESO IL SADISMO!!!
Questa regola ha generato -e genera tutt’ora- delle perversioni sessuali di centinaia di migliaia di preti cattolici coinvolti in un sistema non solo assurdo ma anche ipocrita voluto dal papa che colpevolizza SOLO i preti VITTIME DI QUESTA REGOLA, senza minimamente tener conto delle vere cause di queste diffusissime devianze. Le faccio inoltre presente che il Vaticano ha sempre coperto (e continua a coprire fin che puo’) qualsiasi tipo di abuso generalmente su soggetti incapaci di difendersi cioé BAMBINI ! Quello che noi conosciamo attualmente è solo la punta dell’iceberg ! Ho difficoltà ad immaginare cosa succedeva in orfanatrofi, istituzioni, collegi ecc… quando la Chiesa CRIMINALE aveva un potere assoluto.
Negli USA la pedofilia (ma non solo) è diffusissima nella Chiesa Cattolica la quale ammette che nel 2001 il 40% dei preti USA avevano rapporti omosessuali, e circa 55.000 erano preti pedofili attivi ! Questo non succede ai ministri di culto di altre chiese dove non viene imposto il celibato ! Da notare che questa statistica si limita solo all’USA ; cioè NON include il resto del mondo Italia compresa !

Sandra

La perversione non è manifesta solo in ambito sessuale, si può essere estremamente sadici senza togliersi nemmeno il cappotto (o la tonaca!)

Antonio72

Sandra

Ma l’attività sessuale non è riducibile al rapporto coitale, come già detto. Quindi se la perversione non fuoriesce dalla sfera privata della propria fantasia, non si può affermare che determini un pericolo per gli altri. Forse le sembrerà strano che le perversioni sessuali consenzienti (compreso il sadomasochismo) oggigiorno non hanno difficoltà a trovare il loro naturale sfogo. Ma chi è il moralista qui?

alessandra pendesini

ritengo valida l’opera della psichiatria quando cura i sintomi e lenisce le sofferenze dell’animo, anche con la prescrizione di farmaci. Quando invece si abbarbica sulle origini delle devianze della personalità, allora ricadiamo in ambito psicoanalitico e qui si frammentano le diverse interpretazioni, non scientificamente provate. Qual è l’origine dell’omosessualità? Nessuno lo può affermare con certezza. E come sappiamo l’omosessualità fino a qualche decennio fa rientrava a pieno titolo nella casistica delle perversioni sessuali, e quindi nel manuale diagnostico della psichiatria.
A proposito di omosessualità. Fino a pochi decenni fa chi frequentava il seminario veniva bollato spregiamente di essere un omosessuale intonacato. Ed oggi l’omosessualità non viene più considerata una perversione. Oggi il prete viene invece accusato di essere un pedofilo…..

gmd85

@Antonio72

Ma chi è il moralista qui?

Magari chi le chiama perversioni e non preferenze o tendenze.

A proposito di omosessualità. Fino a pochi decenni fa chi frequentava il seminario veniva bollato spregiamente di essere un omosessuale intonacato. Ed oggi l’omosessualità non viene più considerata una perversione. Oggi il prete viene invece accusato di essere un pedofilo…..

E non ti chiedi mai perché avvengano di questi etichettamenti? Ingiusto il primo, sicuramente. Troppo esteso il secondo, ma lo schifo che ha portato a questa associazione ha colpito pesantemente l’opinione pubblica e non solo quella atea e laica. Che ti aspetti. Baci, abbracci e una pacca sulla spalla?

Sandra

Antonio,
devi leggere bene prima di commentare: alessandro pendesini nel suo intervento delle 21 aveva scritto “diverse forme di sadismo”, sei tu che hai tirato in ballo il sadomasochismo, e per ben due volte, tutto da solo: un laspus, forse?

Osvaldo

Alessandro, parlavi di perversioni solo a livello di fantasie o di atti concreti?

alessandro pendesini

@Osvaldo :
Se le perversioni si limiitassero alla « fantasia » non ci sarebbero bambini manipolati, stuprati o violentati ma anche comportamenti sadici tra i quali la violenza verbale (a volte anche fisica) e l’umiliazione ! caratteristiche assai diffuse in istituzioni religiose, particolarmente in certi orfanatrofi cristiani, cattolici inclusi. L’ipocrisia e testardaggine di certi « illuminati » NON ha limiti……

Francesco

Papa: E se qualcuno ti percuoten la guancia destren tu stendilo con una raffichen di mitra.
Segretario: Ma c’è scritto tu porgigli anche l’altra.
Papa: Esegesi, figluolen, esegesi.

giuseppe

La vicenda ricorda quella di Giovanni Nuvoli?
Un mio amico che vive ad Alghero, mi ha detto che chi ha convinto il sig. Nuvoli a lasciarsi morire è stata la moglie Maddalena Soro.
Ha agito su due fronti: da una parte ha fatto in modo di farlo sentire gravemente in colpa perché lei stava sacrificando la sua vita per accudirlo; dall’altra gli aveva fatto credere che la madre, la sorella e gli altri parenti si fossero completamente disinteressati di lui e non gli volessero più bene.
Quella del sig. Giovanni Nuvoli non è eutanasia: è istigazione al suicidio, perfettamente riuscita e per motivi abbietti, da parte di Maddalena Soro.

giuseppe

Io credo che quel mio amico non abbia motivo, conscendolo, di inventarsi storie (tuttavia tutto è possibile).
Se fosse veramente come dice lui, quelle parole del sig. Giovanni Nuvoli si spiegherebbero benissimo.

giuseppe

Ad ogni modo la chiudo qui perché, su questo argomento, ho già detto troppo.
Giusto per tua informazione, sono contrario sia all’accanimento terapeutico sia all’eutanasia.

Stefano

@ Giuseppe

Anche se non fosse. Come per Welby e per Tony Nicklinson.

Fri

Io credo che quel mio amico non abbia motivo, conscendolo, di inventarsi storie

Il tuo amico conosceva personalmente Giovanni Nuvoli o sua moglie o un parente/amico stretto che ha seguito la vicenda in prima persona?

Stefano

@ Giuseppe

Giusto per tua informazione: nessuno vuole importi qualcosa contro la tua volontà. Io per primo mi opporrei.

manimal

anche secondo me hai detto troppo.
hai accusato pubblicamente una persona di un reato.

sarebbe interessante sapere se sulla base di queste tue informazioni, che in questa sede evidentemente giudichi degne della maggior fede, hai pensato di sporgere denuncia nei confronti della persona che hai accusato di un reato così grave (mica blasfemia, per dire…).

sarebbe anche interessante sapere se la persona in oggetto possa invece sporgere denuncia per diffamazione.
credo avrebbe maggior ascolto.

nightshade90

probabile che sia la solita storia della serie “l’amico di un mio amico ha detto”.

funziona così: tizio muore suicida, caio, a cui non sta simpatica la moglie di tizio, ipotizza che ciò possa essere dovuto al fatto che lei gli rendeva la vita difficile e ciò lo ha portato alla depressione. sempronio, amico di caio e anche lui poco amico della moglie di tizio, sente questa idea di caio e racconta ad asdrubale che probabilmente la donna ha spinto tizio al suicidio. asdrubale quindi, contrario al suicidio e convinto che nessuno possa sciegliere di suicidarsi se non spinto in modo maligno da altri, racconta al “cuggino” che tizio si è sucidato perchè spinto dalla maglio e di saperlo tramite una fonte sicura, pur non avendo mai neanche visto tizio in vita sua….

chissà perchè questo tipo di catena è particolarmente usata dai bigotti, abituati a parlare per pregiudizi e a non portare mai prove a sostegno delle proprie tesi, ma limitandosi sempre a citare i “sentito dire” spacciandoli per certezze, sempre lasciando intendere che le proprie fonti siano più valide ed informate di quanto realmebnte siano.

ma in fondo su cosa si basa l’intera religione cattolica (e quasi tutte le altre), se non i “sentito dire” da parte di perfetti sconosciuti dell’età del bronzo, che parlano di eventi a cui a loro volta non hanno mai partecipato che si sono fatti raccontare da “amici di amici”, sempre rigorosamente senza mai presentare uno straccio di prova a sostegno delle proprie asserzioni, per quanto riguardanti eventi straordinari (e quindi necessitanti di prove straordinarie per essere credute) esse siano? la religione intera si basa del concetto di “completa fiducia a chi esprime idee che ci piacciono e/o supportano i nostri pregiudizi od idee preconcette, massimo dubbio verso le asserzioni di chi esprime idee che non ci piaccio e/o vanno contro i nostri pregiudizi, fan*ulo alle prove o ai fatti copntrollabili, quelle cose non ci servono”

Antonio72

Resta il fatto oggettivo che Giovanni Nuvoli si è suicidato e che sua moglie ha approvato il suo gesto, almeno da quanto si evince nell’articolo del link. Ora, se lo ha approvato dopo è lecito pensare che l’abbia approvato anche prima. Anzi forse la coppia ha addirittura discusso della cosa. In ogni caso Giovani Nuvoli si è suicidato confortato dall’appoggio della moglie. Questa di certo non può dirsi istigazione, tuttavia viene da chiedersi se la vicenda si sarebbe conclusa col medesimo epilogo qualora la moglie non avesse approvato il “lasciarsi morire” del marito.

Osvaldo

“tuttavia viene da chiedersi se la vicenda si sarebbe conclusa col medesimo epilogo qualora la moglie non avesse approvato il “lasciarsi morire” del marito.”

Non lo potremo mai sapere, ma, anche ammesso non si sarebbe suicidato, ciò avrebbe comportato il protrarsi di intense sofferenze.
Qual è la cosa migliore delle due?
Perchè la morte deve essere vista necessariamente come la cosa peggiore, invece del male minore?

gmd85

No, qui resta il fatto oggettivo che i maledetti bigotti zeloti sono pronti a diffamare pur di avere ragione, senza sapere niente della vicenda e delle sofferenze che Nuvoli e la moglie hanno passato. Ma quanta schifosa ipocrisia.

manimal

@Antonio 72
” In ogni caso Giovani Nuvoli si è suicidato confortato dall’appoggio della moglie. Questa di certo non può dirsi istigazione, tuttavia viene da chiedersi se la vicenda si sarebbe conclusa col medesimo epilogo qualora la moglie non avesse approvato il “lasciarsi morire” del marito.”

domanda oziosa, Antonio.
che una persona approvi o meno una libera scelta di un altra, non è rilevante: a meno che anche tu non sia certo dell’”istigazione al suicidio” parimenti a chi sopra lo ha dato per certo.

Roberto Grendene

la famiglia naturale, proprio in questo caso, diventa un covo di serpi
e diventa attendibile un tizio al di fuori della famiglia che riferisce di conoscere retroscena di livello più basso del pettegolezzo

Roberto Grendene

crudeltà già sentite anche nel caso di Eluana Englaro

ed anche dopo il suicidio di Maurizio Cevenini, qui a Bologna, quando una esponente dell’UDC puntò il dito meschino contro i suoi cari dicendo che era stato lasciato solo

Giorgio Pozzo

Infatti, la logica perversa e crudele dei detrattori della libera scelta li obbliga a insistere a negare la libera scelta per poter avere un capro espiatorio che in realtà invece sono essi stessi.

Mi spiego meglio: senza possibilità di suicidio assistito, il disperato di turno si trova costretto a trovare un modo per fare tutto da solo. Ed essendo quindi solo nell’intento e nel suo tentativo, diventa comodo puntare il meschino ditino contro la famiglia che apparentemente lo ha isolato. Questo circolo vizioso, comodo per i detrattori perchè permette loro di far spostare i riflettori via da essi stessi, verrebbe rotto se lo status quo venisse modificato.

Titti

@Giuseppe, in un paese dove si ci straccia le vesti per aborto ed eutanasia, dov’è la coerenza nell’aiutare chi si trova ad accudire un congiunto che versa in condizioni critiche? Bello parlare di sacrificio, croce da portare ecc. ecc. soprattutto se sono quelle degli altri. Visto che si fà un gran parlare che chi abortisce un feto con handicap pratica l’eugenetica, dove sono gli aiuti per sostenere in modo concreto chi vessa in condizioni simili? Chi istiga al suicidio, i famigliari, che sono sempre abbandonati a loro stessi, o questo Stato, così attaccato alla vita dei suoi cittadini, a parole?

Gérard

Si Titti.., un paese cosi attaccato alla vita dei suoi cittadini, alla famiglia… a parole !

Sandra

giuseppe,
ascolta Radio serva il tuo amico? Non capisci che sono malignità da comari pettegole e bigotte?
Ricordati che una certa persona disse “Lasciatemi andare alla casa del padre” e la sua volontà fu rispettata. Niente pettegolezzi in oratorio allora su chi avrebbe guadagnato dalla sua morte, vero? Certo, tenere in vita un papa per anni attaccato a un sondino….

Southsun

@ giuseppe.

Guarda che su Nuvoli tu e il tuo amico dite una marea di scemenze. Maddalena Soro dovrebbe querelare quel cialtrone per calunnia e diffamazione.

Piuttosto, te la do io una notiziola VERIFICABILE: mons. Atzei, arcivescovo di Sassari, quando andò in ospedale per “parlare con Nuvoli” NON PARLO’ AFFATTO CON LUI, nè con la “strega” sua moglie. Forse perchè avrebbe fatto una figuraccia mediaticamente sconveniente?

L’augusto presule tuttologo parlò invece COL PRIMARIO, poi uscì ed EMISE SENTENZA: Nuvoli doveva continuare a stare bloccato nel suo letto e soffrire le pene dell’inferno in terra.

Un Paese civile avrebbe preso l’Atzei a uova marce in faccia e lo avrebbe rivoltato come un calzino per essersi erto a giudice della vita e della sofferenza altrui.

Ma la Sardegna è quella regione povera e disperata che stanziò sull’unghia quasi 2 milioni di euro per la gita fuoriporta del santone romano nel 2007.
La stessa Regione povera e in tremendo deficit che regalò orripilanti “Sardi Graal” al riccone extracomunitario Ratzinger, che provvide ad addobbare di rose d’oro massiccio idoli mariani già carichi di tutto.

Ergo, se non fosse per questi corvi in gonna che avvelenano tutto quello che toccano, una legge civile sul fine vita l’avremmo approvata da un pezzo.

benjamin l'@sino

Esiste un bellissimo film sulla sindrome locked-in: Lo scafandro e la farfalla. Non è evidentemente un film per i deboli di stomaco, se è riuscito a toccare anche me che sono solitamente piuttosto “arido” di fronte alla finzione cinematografica. A chi lo stomaco ce l’ha forte, senz’altro ne consiglio la visione.

Gianluca

“Non è evidentemente un film per i deboli di stomaco, se è riuscito a toccare anche me che sono solitamente piuttosto “arido” di fronte alla finzione cinematografica”

Non per niente sei benjamin l’asino… :-D

Non l’ho (ancora) visto, ma ho letto in rete di un altro film simile meritevole:
“E johnny prese il fucile”

Priapus

@ Giuseppe Cattopiteco
ma l’amico che ti ha informato l’hai conosciuto in convento od in clinica psichiatrica?

fab

Quando i capelli crescono troppo, me li taglio. Accettato da tutte le persone di buon senso.

Quando ho il mal di denti, capita di doverne togliere. Accettato da tutte le persone di buon senso.

Quando la vita è insopportabile, capita di doversene sbarazzare. Accettato da tutte le persone di buon senso.

Poi ci sono quelli che usano un’ideologia fondata su fatti inverosimili, la cui infima qualità di pensiero e le cui ancor più infime giustificazioni sono continuamente sotto gli occhi di tutti su questo sito, per contrastare una decisione fondata su fatti certi.

Giorgio Pozzo

fab,

direi di più: quando ho mal di denti, se non voglio farmi cavare il dente, sono libero di farlo, e devo quindi essere altrettanto libero se decido di farmelo cavare.

fab

Perfettamente d’accordo, ma allo stato attuale l’obbligo di farsi togliere i denti non è un problema. Vero è che con questi heidelbergensis al potere nulla si può dare per scontato.

DucaLamberti74

Ma NON solo…

Se per caso uno dovesse avere un ascesso al molare inferiore ( NON lo auguro a nessuno…ricordi miei di venti anni addietro…che dolori :-S :-S :-@ ) e vuol tenersi il dente libera scelta sua e può affrontarne le dirette conseguenze:

- terribili dolori che ti tengono sveglio.
- possibilità di serie infezioni che possono portare alla morte.

Sono scelte di libertà…posso solo dire che in una situazione del genere:

- NON sognerai nessun angelo benefico che ti avverte del pericolo.
- NON appare nessuna madonna pellegrina ad alleviarti il dolore.
- NON arriva nessun dio a cavarti il dente se la situazione peggiora.

Viene quindi da chiedersi se questo dio tanto buono, bello e bravo se esiste NON gioisca dei nostri dolori e delle nostre sofferenze.

Dal momento che questo dio (ed i suoi vari amici delle sue numerose chiese e dottrine) NON interviene in nessuna fase della nostra vita..che diritto avrebbe costui di decidere di una persona sofferente la cui esistenza è soffrire giorno dopo giorno di decidere sulla nostra vita.

DucaLamberti74

Reiuky

A volte ho la sensazione che chi si oppone l’eutanasia, tema che, se venisse approvata, gli verrebbe praticata immediatamente, senza chiedere il suo consenso o accertarsi del suo effettivo stato di salute.

fab

E’ una spiegazione. In compenso, ben pochi temono di finire rinchiusi in un corpo intollerabile per decenni.
E’ la sindrome adolescenziale del “tanto a me non capita”, ma si sa che molti dell’adolescenza abbandonano soltanto ideali, curiosità e flessibilità.

alessandro pendesini

@Antonio 72
Come ho già affermato in un altri commenti, lei è abilissimo nel distorcere certi concetti e verità evidenti. Il machiavellismo, caratteristica che lei manifesta puntualmente, non è la sola….
Infatti dalla sua risposta sul sito UCCR « Esiste davvero il cervello gay ? » lei afferma :
« @Antonio 72 scrive il 28/07/2012 :
«… il cervello non sente alcunchè, il cervello non ama, non odia ecc…è sempre l’essere umano a sentire, amare, odiare ecc…E non esiste alcun neuro-qualcosa che possa provare il contrario… »

Antonio 72 : Complimenti !!! Lei ha veramente capito come funziona l’encefalo umano…

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