Usa, crescono ancora i non religiosi

Una nuova ricerca del Pew Research Forum evidenzia come aumenti la percentuale di non credenti tra gli statunitensi, soprattutto tra i più giovani. Un trend che continua, tanto che nel 2011 circa il 19% degli americani fa parte dei Nones, ovvero di coloro che non hanno alcuna appartenenza religiosa. Tanto da diventare ormai la seconda denominazione (non) religiosa del paese per numero, molti di più di mormoni, islamici, ebrei ed aderenti a religioni asiatiche messi insieme. Nel 1990 erano il 6%, mentre nel 2008 sono arrivati al 15%, toccando il picco del 18% nel 2010.

Secondo Barry Kosmin, tra gli autori dell’American Religious Identification Survey, i non religiosi sono ormai una “categoria di default“. Perché non solo i “giovani refrattari all’autorità di una religione istituzionale”, ma anche “i più anziani se ne allontanano a causa della politicizzazione della religione, e la gente è semplicemente meno interessata alla teologia rispetto a prima”. Subiscono invece una flessione battisti, metodisti e luterani.

I ricercatori evidenziano però che alcuni fattori giocano contro l’aumento dei non credenti. Perché si tratta principalmente di giovani, single e molto istruiti, ovvero gruppi che fanno pochi figli. Ma anche a causa della massiccia immigrazione da paesi molto religiosi come quelli latino-americani. Non è un caso che i cattolici siano i più numerosi (circa il 25%), specie grazie al massiccio ingresso di latinos. È rilevante comunque la categoria degli “switchers“, ovvero di coloro che pur crescendo in un contesto molto religioso finiscono per diventare da adulti Nones. Nel 2009 erano circa il 10% degli americani.

Il coming out di atei e agnostici quindi si fa sempre più evidente, grazie anche al deciso attivismo delle associazioni laiche americane. E nonostante la diffusa intolleranza nei confronti dei non credenti e gli stereotipi veicolati dagli integralisti religiosi.

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38 commenti

crebs

Penso che se veramente fanno attivismo sfruttando tecniche, finanziamenti, media e internet al meglio, sono vicinissimi al punto in cui non potranno più essere insultati, derisi o ignorati.
E se negli Stati Uniti gli atei diventano un gruppo corteggiato, lo diventano in (quasi) tutto il mondo.
Ma avendo conosciuto un pochino la middle class fuori dalle grandi città non sono molto ottimista.

Stefano Grassino

Si, è quello il punto dolente. Il mondo rurale degli USA è terribilmente arretrato. Lì si trova la maggior parte di coloro che caldeggiano per il creazionismo.
Quello che però mi rende ottimista è che dove esiste cultura, di pari passo cammina l’economia e di conseguenza il benessere che è il maggior nemico della religione. Durante la guerra di secessione, il nord vinse perché era industrializzato, a differenza del sud.

Federico Tonizzo

Anche in Italia il grado di istruzione è positivamente correlato con la non-credenza.
A suo tempo, lo stesso Garibaldi si era reso conto che per poter attaccare lo Stato Pontificio poteva arruolare volontari da molte classi sociali tranne che dai contadini – la classe meno istruita – perchè, diceva “quelli stanno con il papa”.

Paul Manoni

@Federico
Parlerai mica dei contadini che lavoravano nei fondi e nei campi appartenenti allo Stato Pontificio spero!? ;)

Federico Tonizzo

@ Paul
E’ una notizia che ho sentito tempo fa in un documentario televisivo su Garibaldi e che mi aveva colpito; sfortunatamente ora non ricordo il particolare che mi chiedi.

Paul Manoni

No Federico, la mia è un’affermazione mascherata da domanda. ;)
E’ che Garibaldi aveva tratto quelle conclusioni, per via del fatto che i contadini, più che per la loro eventuale ingoranza, non si aruolavano perchè per la CCAR, ovvero lo Stato Pontificio ci lavoravano in stragrande maggioranza.

Francesco

Papa: Usa, crescere ancora i non religiosen. Potremmo farli potaren.
Segretario: Quando fa questo tipo di battute non lo sopporto.

Federico Tonizzo

Papa: Ach! In Usa krescere ankora i non reliciosen! Tofremo skrokkaren più solden ai religiosen, ja!!!
Segretario: Ogni tanto ha qualche trovata geniale!

Rainbow Eyes

Meno male, vuol dire che la specie umana inizia ad adoperare correttamente il cervello.

Federico Tonizzo

E pensare che Freud scrisse chiaramente le sue idee sulla religione in “Totem e tabù” e in “Il destino di un’illusione” un po’ meno di un secolo fa… E c’è stato anche Nietzsche, con “Umano, troppo umano”… E altri… Mi chiedo quanta gente poi li abbia letti…
Pochi decenni fa c’era Lennon che cantava “Imagine”, ma pare che anche questa canzone sia passata inosservata ai più…

Nippur di Lagash

“L’età della ragione” di Thomas Paine è stato pubblicato più di 200 anni fa. Evidentemente moltissimi americani hanno deciso di leggerlo.

scommettitore

Mi sbaglio o gli usa sono ancora molto indietro rispetto alla nostra Europa ?

whichgood

Peccato, inizia a mancarmi l’ipocrisia e l’arroganza e supponenza religiose. Perfino l’America potrebbe diventare un luogo migliore per tutti, è troppo in poco tempo, ho bisogno di addattarmi.

Federico Tonizzo

Penso che in America per almeno un po’ di tempo si formerà una contrapposizione sempre più forte tra persone religiose e non religiose, con scintille, fuoco e fiamme (soprattutto del clero e delle persone religiose): quindi suppongo che potrai contere su “l’ipocrisia e l’arroganza e supponenza religiose” ancora per un po’ ;-)

Markus

Ok, ma non credere comporta anche una certa maturità, altrimenti da nones si fa presto a diventare credenti, forse non in una religone, ma in una qualunque leggenda o superstizione locale.

Stefano Grassino

Markus, la penso come te ma ogni tanto guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Pensiamo a quanti gonnelloni in vaticano cominciano a passare le notti in bianco…………….

Federico Tonizzo

Il problema che intravedo è che quei gonnelloni stanno reagendo comprandosi sempre di più la complicità del potere politico in tutti gli stati in cui riescono, col risultato finale di arraffare quanti più beni materiali e finanziari possono.
Se un ipotetico giorno la chiesa cattolica si trovasse senza più un fedele in tutto il mondo, le resterebbe comunque una ricchezza spropositata… E, nel caso, sarei curioso di vedere cosa ne farebbe, oltre che in cosa si trasformerebbe…
Mi fermo qui per non rischiare di fantasticare troppo.

Priapus

Coraggio, il Vaticano è in grosse difficoltà per lo IOR, però se ne parla poco, persino la bocciatura
di Moneywal, su gran parte della stampa passa per promozione, bisognerebbe far conoscere a
tutti la realtà dello scandalo.

Federico Tonizzo

Infatti la cosa migliore da fare è diffondere simili notizie “urbi et orbi”; in genere io lo faccio via e-mail verso la maggior parte degli indirizzi della mia rubrica :-)

Otto Permille

Siamo ancora lontani da quel punto di equilibrio in cui è possibile garantire una cultura della tolleranza. Sarebbe opportuno un ulteriore e più decisivo incremento dei non credenti, o almeno del numero di coloro per cui l’appartenenza ad una confessione religiosa rappresenti un particolare irrilevante. Però la strada da fare è lunga e per la maggioranza delle persone è quasi impossibile immaginare un mondo che non sia governato da un cuoco divino.

Stefano Grassino

“e per la maggioranza delle persone è quasi impossibile immaginare un mondo che non sia governato da un cuoco divino.”

Più che credere in un cuoco divino, è il bisogno di credere nella vita eterna che muove la mente dei deboli e cioè della maggioranza dei credenti. Prova loro a dire che potrebbe esistere un dio che non sa neanche che esistiamo, tanto grande è l’universo; oppure un dio che non si interessa a noi e una volta morti tutto finisce, o ancora: dio esiste ma è come quel chimico che fatto l’esperimento, visto che non lo ha ritenuto valido, lo ha gettato via e noi siamo qua in un angolo sperduto del suo creato. Li fai morire dalla paura e possono arrivare al punto di essere violenti di fronte a simili problematiche.

Antonio72

Confonde la cultura dell’individualismo con la cultura della tolleranza.
Non a caso i neo-atei sono giovani, single e con pochi figli, proprio di coloro che non vogliono assumersi le proprie responsabilità a livello familiare e quindi sociale. Non si fanno figli perchè non se ne sente la necessità visto l’amplio ventaglio di surrogati affettivi altrettanto appaganti anche se in proporzione poco impegnativi. La cultura atea avanza proporzionalmente a quella egoistica-individuale, la quale contribuisce non poco alla prevaricazione sociale e quindi alla disgregazione della società civile. Ricordo che negli USA l’ammontare del debito pubblico/privato equivale a quattro volte il PIL e che tra pochi anni è previsto che il rapporto debito pubblico/PIL raggiunga il 110%, pressapoco come l’Italia. Con la differenza non trascurabile che nel Bel Paese il debito privato rappresenta solo il 20% del PIL.
Detto in parole povere, l’oro (apparente) in cui continuano a nuotare gli americani (che ricordo consumano pro-capite cinque volte un cinese), contribuisce a determinare spinte individualistiche abnormi, tra le quali come sappiamo, una gigantesca che ha determinato la bolla speculativa di qualche anno fa e di cui paghiamo le conseguenze, e le pagheremo ancora.

Marco T.

Queste analisi socio-economiche in cui la causa della crisi economica mondiale viene connessa in qualche modo al calo di religiosità sono ridicole. Come se, se si tornasse tutti in chiesa, l’economia inizierebbe a girare come in passato…
Inoltre anche il discorso sulla crescita dell’egoismo in una società atea è falso.
Nella società patriarcale cristiana si sfornavano tanti figli mica per afflato amoroso, ma per affermare la propria posizione sociale, per darsi una discendenza, per contare sul lavoro della prole, per dominare su essi. Altro che amore e affetto…

Antonio72

Quindi, mi faccia capire..l’amore e l’affetto di una madre per i figli sarebbero delle innovazioni della società moderna, un po’ come l’Iphone.
Una società fondata sugli appettiti individuali, e quindi solo sulla competizione e prevaricazione, quale quella consumistica odierna, non può dirsi una società cristiana. Mentre la cosa non vale per gli atei, certamente non per gli atei che si dicono anti-cristiani.

fab

Antonio, ma davvero sei convinto delle sciocchezze che scrivi? Guarda che è evidente che non hai nemmeno una vaga idea di come si collegano cause ed effetti. Immagino che i tuoi studi, o tua la mancanza di studi, spieghino tanto disorientamento. Ma quello che non si spiega è come, dal basso di una sfacciata inettitudine, tu abbia la presunzione di calare qui le tue libere associazioni, che spiegano molto più te della realtà.

gmd85

@Antonio72

Dimmi, hai svolto una ricerca approfondita pr sostenere le tue affermazioni? O ne hai trovata qualcuna? Oppure ripeti il sentito dire? Mai sentito parlare di crisi dei subprime?
Per quanto l’articolo parli di un aumento della non religiosità, gli USA rimangono molto teocratici. Stando alle tue scempiaggini, dovremmo pensare che la crisi è scoppiata per quella parte di popolazione che non ha credenze. Ho letto e riletto il tuo commento, ma non si può interpretare diversamente. Non credere che le spinte individuali ed egoistiche siano caratteristica precipua dei non credenti. Anzi, da qul che vedo ogni giorno, posso affermare il contrario.
Io la famiglia voglio metterla su, pensa un po’.

vime

Allora io sono uno “switchers“, però non sono diventato Nones da adulto, ma molto molto prima.

Griccimon

Speriamo salga sempre più in fretta….Io vivo in Texas e la situazione è a malapena sostenibile. La gente chiede che chiesa frequenti per rompere il ghiaccio, il governatore prega per far piovere, gli atei non sono ammessi in impieghi pubblici, e vengono licenziati se fanno “coming out”, come se uno dovesse dare spiegazioni sul perchè non crede alle favole medioevali! Dovrebbe essere il contrario in un mondo normale.

Se qualcuno capisce che sei ateo ti considera senza morale, e ti allontanano, anche la polizia può trattarti male se appartieni a qualche gruppo o usi adesivi etc.. Croci ovunque, nelle case alcuni ne hanno più di 100 appese ai muri alcune alte più di 1 metro attaccate sulle facciate delle case. Insomma gli atei sono peggio dei gay, che vengono sicuramente più tollerati.

In un sondaggio che non ricordo, chiesero all’americano medio se in un’auto a caso fosse più facile trovare uno stupratore o un’ateo. La risposta fu la prima! Non concepiscono l’ateismo o l’inesistenza di un dio, sono così pieni di se che considerano se stessi le proprie famiglie e la razza umana, superiore a tutto e a tutti. Inutile dire che siamo animali evoluti da cellule su una roccia a caso nell’universo dalle dimensioni insignificanti, si offendono anche!

Gli US sono un grande paese ma mentalmente sono molto indietro rispetto all’Europa in quasi tutti gli stati grandi città escluse, speriamo le cose cambino entro 10 anni, questa maledetta religione dovrà uscire almeno fuori dalla politica e NON causare discriminazioni, violenze e distruzioni di amicizie e famiglie.

Internet è uno dei pochi mezzi utili a far aprire gli occhi alle persone con un minimo di intelligenza, mi verrebbe quasi da dire predicate l’ateismo! :D

Gérard

Conosco un po gli States per soggiorni che ci ho fatto e anche perchè ho tanta parentela e amici con i quali sono sempre in contatto ( La famiglia H. è presente in questo paese fin dall ‘ ottocento ) . Per quanto riguarda il fatto religioso, sono al livello dei paesi mussulmani dov’è meglio far credere che sei credente che il contrario .

MASSIMO

L’umanità non l’ha ancora capito. Gli strani sono i religiosi mica gli atei.

Per me è completamete assurdo pensare che esiste un Dio che ha creato un universo largo 15 miliardi di anni luce e poi ha detto “io mi faccio rappresentare da un omino vestito di bianco che sta in Vaticano (pianeta terra). E dovete tutti ubbidire a lui e pagargli l’8X1000″.
Ma chi l’ha detto? Esiste forse un contratto stilato da Dio che dice che il Papa è suo rappresentante?
E pi chi ha detto che il Papa rappresenta Cristo? La Chiesa è nata 300 anni dopo la morte di Cristo e quindi lui non poteva certo esprimere delle preferenze.
La risposta ovviamente è che queste cose sono tutte false credenze inventate dai preti per sottomettere la gente e spillargli i soldi.
Eppure su questo pianeta ci sono oltre un miliardo di persone che credono questo e si dichairano cattolici.

Secondo me si è credenti per tre motivi:
- perchè non si vuole usare il cervello e fare determinati ragionamenti logici anche molto semplici;
- per conformismo e tradizione;
- perchè essere credenti ti fa accettare meglio dalla società e anche far carriera (come ha detto qualcuno sopra).

Federico Tonizzo

Concordo, e aggiungo che si è credenti anche per ignoranza. In aggiunta, sfortunatamente, sono in genere le famiglie con figli a non avere tempo e voglia di leggere, documentarsi, cercare… e quindi sono loro quelli che più “rimangono” (in genere superficialmente e formalmente) “cattolici”; anche perchè in molti casi gruppi di genitori che si conoscono fanno frequentare ai loro bambini la stessa parrocchia, la qual cosa diventa di conseguenza un fatto di aggregazione e quindi di identificazione sociale… :-(

Francesco non da Assisi

Gli Stati Uniti non sono in cima alla mia scala personale di simpatie, tuttavia ritengo – per quel poco di conoscenza indiretta che ho – che non a caso si chiamano Stati Uniti. Fra le zone rurali del sud o del medio ovest e le grandi città come New York, San Francisco, Los Angeles, c’è tanta differenze quanto tra le zone interne della Baviera e Berlino ad esempio e noi italiani dovremmo saperne qualcosa.
I primi presidente fra l’altro non erano così religiosi come si vuol far credere, per lo più erano panteisti o liberi pensatori; Marta Washington richiesta della chiesa di appartenenza di suo marito, rispose: Non lo so, mi accompagnava sempre in chiesa, ma non vi entrava mai, mi aspettava fuori fino al termine della funzione e poi tornavamo a casa! Quello che voglio dire è: chissà quanti atei si nascondono dietro la formale adesione ad una fede.

Nippur di Lagash

Sebbene non possiamo essere certi sulle convinzioni religiose dei primi leader americani, hanno stabilito chiaramente il concetto che Stato e religione devono rimanere indipendenti (il famoso muro di separazione di cui parlava Jefferson).

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