Sikh, no riconoscimento per pugnale rituale

Si riapre il dibattito sulla religione sikh, dopo che il ministero dell’Interno ha negato il riconoscimento proprio per il pugnare rituale (kirpan). In Italia infatti non è possibile avere con sé lame potenzialmente pericolose che superino le misure consentite, ma gli uomini sikh hanno l’obbligo di portare i pugnali. E quindi per il ministero sono da considerarsi vere e proprie armi, come sancito anche dal Consiglio di Stato nel giugno 2010.

In Italia i sikh sono circa 60mila e hanno inaugurato l’anno scorso un tempio a Pessina Cremonese. Anche un altro elemento caratteristico di questa religione, il turbante imposto ai maschi, ha creato in passato dei problemi soprattutto negli aeroporti. Secondo il credo sikh, il kirpan va indossato per mostrare simbolicamente di essere un “soldato” della Akal Purakh de Fauj (Armata di Dio) e in linea teorica può essere usato per difendere i deboli dalle ingiustizie quando la legge fallisce, ma non per scatti d’ira o questioni personali.

Ancora una volta ci si chiede se far proprio un approccio multiculturalista che concede privilegi alle varie fedi in quanto tali rispetto ai comuni cittadini, come nel caso del velo integrale per gli islamici, sia davvero funzionale all’integrazione e alla diffusione dei diritti anche nelle comunità di immigrati fortemente connotate da identità religiosa. Un approccio che trova estimatori in Italia soprattutto a sinistra, ma su cui si dovrebbe riflettere viste anche esperienze fallimentari come quella in Gran Bretagna. Dove lo sdoganamento di pratiche ‘tradizionali’ è arrivata al punto di rendere legali i tribunali islamici, a danno delle componenti più deboli come donne e bambini.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 25 luglio 2012 alle 11:32 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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119 commenti a “Sikh, no riconoscimento per pugnale rituale”

  1. Kaworu scrive:

    finchè non capiranno che TUTTE le fedi devono sottostare alle leggi dello stato… avoja.

    che poi, pugnale sikh no, ma uomo come portavoce per non prendere ordini da una donna si?

    cos’è, le leggi si fanno in base al numero di voti che si possono raccattare? (si, lo so che la risposta è affermativa…)

  2. MASSIMO scrive:

    Io invece sono di una relgione che mi impone di portare sempre con me un fucile d’assalto calibro 5,56 e una pistola calibro 9 parabellum.
    Che dite, me lo accettano?

    • Loris scrive:

      Certo,basta che t’inventi qualche cazzata che anche lontanamente abbia a che fare con un tuo bisstrato credo,si può fare……

    • Gérard scrive:

      Negli Stati Uniti probabilmente di si….

      • Loris scrive:

        Mi ha sempre sorpreso il fiorire sregolato di fedi negli Stati Uniti.Che abbondino (gli U.S.A.) di idioti?

      • Lucman scrive:

        Stavo per scrivere la stessa cosa.
        Un pugnale rituale non può essere ammesso, ma un fucile d’assalto automatico si(ok quello non si può nemmeno negli States ma un normale fucile da caccia si)?
        Per carità non sono per l’uno e ne per l’altro ma ci sono paesi considerati civili, tipo gli USA, che hanno regole tribali tanto quanto quelle dei pugnali dei Sikh.
        E credo che un fucile possa fare più danni di un pugnale.
        Comunque se passassero certi riconoscimenti ne proporrei uno sul poter pugnalare i funzionari statali e politici quando si manifestano disonesti.
        Nel giro di 3 giorni ci sarebbero un sacco di posti vuoti, che ne dite?

      • LAVERDURE scrive:

        @Lucman
        Guarda che qui un fucile da caccia puoi portarlo per strada soltanto scarico e dentro la custodia.
        E’ permesso caricarlo solo al poligono o in zona di caccia.

      • @ Lucman

        per quanto sia contrario alla diffusione di armi (come avviene negli USA), non mi risulta che l’accesso ad esse sia discriminato per religione (o razza, o genere)

        il tema in discussione, invece, è che se sei di una certa religione puoi eludere una legge che vale per tutti gli altri cittadini: portare una lama (sikhismo), menomare i genitali con la circoncisione dei neonati(ebraismo) o dei bambini (islam), coprirsi il viso nei luoghi dove agli altri non è permesso (islam), ecc.

      • Giovanni Duovi scrive:

        Lucman

        La libertà di possedere armi per la propria DIFESA personale ,è sancita nella costituzione usa.

        Capisco che per gli italiani questo è inconcepibile,del resto qui se si spara a ladri che mettono a rischio la nostra incolumità,si passa il resto della propria vita frà carceri e tribunali.
        Noi non abbiamo creato una società più giusta di quella americana,quindi stiamo cortesemente Z I T T I . …e rassegnati.

      • Laverdure scrive:

        @Giovanni Duovi
        Vuoi un esempio ?
        In un blog dedicato ai tiratori,un signore lamentava questo :dopo avere subito diversi furti nel suo podere,e averli denunciati,le autorita hanno preso seri provvedimenti ,vale a dire gli hanno sequestrato tutti i fucili da caccia,regolarmente denunciati,con una motivazione che, tradotta dal burocratichese,significa semplicemente che intendono prevenire una sua (puramente ipotetica)azione contro i ladri nel caso di un nuovo furto.
        E qualcuno si e’ meravigliato se tempo fa ho scritto che la “criminofilia”dei nostri magistrati non e’ un semplice neologismo ma andrebbe iscritta tra le malattie
        professionali,tanto si manifesta frequentemente.
        Anche se “perversione” rende meglio l’idea.

    • MASSIMO scrive:

      P.S.

      Per chi non lo sapesse, il fucile d’assalto calibro 5,56 mm è stata l’arma scelta dagli assassini Breivik e Holmes.
      Si tratta di un tipo di fucile particolare che serve soltanto in guerra, ed è poco adatto a scopi sportivi o venatori. Quindi non so perchè lo vendano ai civili.

      • Stefano scrive:

        Perché, per questa legge malata, sono a scopo di difesa personale. Questi calibri sono capaci di infliggere danni gravi anche se il bersaglio è protetto da un corpetto anti proiettile.
        In America è proibito possedere armi automatiche (quelle che sparano a raffica per intenderci), ma se le si possedeva prima di un determinato anno (1974, credo) è ancora possibile detenerle in alcuni stati. E’ ovvio, se mi entra un ladro in casa, la cosa migliore da fare è sventagliargli contro una raffica di 7,65… *sarcasmo*.

        Anche la limitazione sulle armi semi-automatiche (che sparano un colpo per volta) è in realtà problematica, un tiratore esperto è in grado di tirare con precisione 3-4 colpi in rapida successione.

        Tornando al discorso dei Sikh, ma ‘sti cavolo di pugnali devono essere per forza veri? Se è solamente un “simbolo”, non possono farseli in plastica, palesemente finti, a simboleggiarne la funzione?

      • Kaworu scrive:

        metti di doverti difendere da un’orda di zombie rettiliani plutogiudaicomassonomosessualisti…

      • Loris scrive:

        Laverdure,tu parli di fucili da caccia,è vero,ma non riguarda le armi “cosidette” leggere. Se hai un porto d’armi sportivo,i fucili evon essere scarichi,ma puoi benissimo girare con un 9×21 carico e nessuno ti dice niente…..

      • Maurizio da Gorizia scrive:

        La variante civile .223 Remington in Italia è legale, Un fucile che la spari è legale basta che non spari a raffica (ne aveva addirittura due uno dei fratelli Savi, quelli della Uno bianca).
        Non è ammessa per la caccia, ma si può fare tiro sportivo con essa.

      • Milamber scrive:

        Immagino sia una domanda retorica, ma nel dubbio…
        Per soldi. E per che altro se no?
        Se ti capita di vedere il magnifico docu-film Bowling a Columbine di Michael Moore, che tratta del massacro della Colmbine High School, appunto, vedrai di quale e quanta sensibilità è capace la lobby armaiola.
        Il problema del denaro è che è un dio reale, e i suoi sacerdoti sono fanatici e pericolosi quanto gli altri.

      • Laverdure scrive:

        @massimo
        Guarda che una banalissima doppietta caricata a pallettoni ha ben poco da invidiare
        ad un fucile semiautomatico,quanto ad effetti distruttivi,specialmete in mano ad un tiratore mediocre.
        E accorciando le canne ed il calcio,(cosa impossibile in un kalashnikov)si puo’
        occultare in un borsello.

      • Laverdure scrive:

        @Loris
        Invece no,con una licenza di tiro sportiva e’ possibile detenere armi in casa e portarle,scariche ed entro custodia ,al poligono o dall’armaiolo per revisioni.
        In Italia armi cariche possono essere porttate per strada solo con porto d’armi,che e’
        piu’ difficile da ottere,richiedendo un motivo specifico.

    • Giovanni Duovi scrive:

      Massimo

      con quelle caratteristiche ti consiglio la s92
      ottima arma,e in più sostieni il made in italy.

    • ancia libera scrive:

      MA PERCHE’ SOLO UN FUCILE D’ASSALTO, MEGLIO UN BAZZOOKA, UN CARRO ARMATO, ….. UNA BOMABA ATOMICA !

  3. Loris scrive:

    Riguardo al prendere voti “leccando” le varie “fedi”,in iTALIA siamo CAMPIONI!

  4. DanielN scrive:

    …e pensare che ci definiamo Homo Sapiens Sapiens ….

    Non sarebbe stato meglio definirci Homo Superstiziosus o Homo religiosus ?

    Il giorno che riusciremo a debellare l’ultimo dio dalle nostre vite e cominceremo finalmente ad essere consapevoli e responsabili delle nostre azioni allora sì che potremo darci l’appellativo di Homo Sapiens Sapiens, ma fino ad allora…

    Davvero no comment.

  5. rederik scrive:

    Se è “rituale” e quindi proforma io gli consentirei di tenere addosso un pugnale con la lama finta, di gomma… ;-)

    No, seriamente: a me in aeroporto fanno storie per il victorinox portachiavi di 4 cm, e questi vogliono girare con un pugnale di 20 cm addosso? mavaffanculto!

  6. Francesco scrive:

    “Sikh, no riconoscimento per pugnale rituale”

    Sikh: “Sigh”!

  7. Giorgio Pozzo scrive:

    Mi chiedo come farebbero a prendere un aereo…

    • faber scrive:

      Scommettiamo che per loro farebbero delle eccezioni pur di non sentire le polemiche per la “libertà religiosa”? Io so solo che l’anno scorso, tornando da un congresso scientifico, all’aereoporto di Siviglia mi fecere delle storie infinite per il tubo di plastica in cui trasportavo il poster che avevo presentato…

    • whichgood scrive:

      Forse si fanno mettere in estiva insieme al loro pugnale.

  8. giulio scrive:

    Quella del Ministero è una decisione di puro buonsenso, ma fino a quando reggerà?

  9. faber scrive:

    Ogni volta che ci sono news di questo tipo, tra i commenti riscontro quello che a mio parere è un errore fondamentale. Ci si mette a disquisire, cioè, della pericolosità o meno dell’usanza religiosa che si vorrebbe fare oggetto di deroga. Vale per il velo integrale come per il pugnale, per le processioni per strada come per la preghiera sul marciapiede, per l’esenzione fiscale come per il rumore delle campane e così via. Il problema è un altro: non importa, in termini giuridici e civici, quale sia la natura dell’usanza religiosa. Per quanto innocua possa essere, infatti, essa sarà inevitabilmente oggetto di discriminazione proprio per la natura soggettiva e per niente assoluta del credo religioso. E il diritto di uno stato laico non può accettare discriminazioni di matrice religiosa. Piuttosto che chiedere deroghe, si diano da fare per provare, con gli strumenti democratici, a cambiare la legge. Ma, attenzione, tale legge deve valere per tutti i cittadini e non solo per chi si dichiara di una religione piuttosto che di un’altra. Nel caso in questione, i Sikh promuovano un ddl in cui si depenalizza il possesso dei pugnali. Poi, a quel punto, si potrà discutere della pericolosità o meno di un tale provvedimento e i cittadini, con gli strumenti previsti dalla costituzione, decideranno in maniera più o meno diretta (diretta nel caso del referendum, indiretta scegliendo i propri rappresentanti anche in base alle istanze di cui si faranno portatori).

  10. whichgood scrive:

    Ma che cosa ridicola è questa?. Lo Stato non riconosce la religione per via dell’arma però consente comunque di portare quell’arma?. I Sikh hanno obbiettato nel 2011 che la loro religione non impone una lunghezza particolare per il Kirpan e possono tranquillamente portare uno di 3 o 4 cm. A me sembra la solita scusa per spartirsi in pochi la torta dei privilegi religiosi.

  11. ser joe scrive:

    Imporre a tutti i costi le proprie tradizioni sopratutto religiose è mancanza di rispetto verso gli altri e il paese che ti ha accolto specialmente se questo ha leggi migliori di quello che hai lasciato.

  12. francesco s. scrive:

    Ma non possono usare un pugnale finto di plastica? In qualsiasi negozio di giocattoli è possibile comprarne uno.

  13. whichgood scrive:

    I cattolici non portano arme bianche ma fanno istigazione alla violenza portando un uomo crocifisso in giro per le strade pubbliche e incitando a portare ognuno la propria croce.

  14. whichgood scrive:

    Scusate, i Sikh entrano anche in piscina col pugnale?.

  15. whichgood scrive:

    Leggo sul sito sikhismo.com :

    La religione Sikh è stata fondata da Shri Guru Nanak ji, nato nel 1469, d.c. a Talwandi, un villaggio che attualmente viene chiamato ‘Nankana Sahib’ e che si trova nei pressi di Lahore (Pakistan).
    Fin dalla sua infanzia la sua acuta intelligenza non accettava tutti i rituali senza fondamento, le superstizioni e i dogmi che in quei tempi erano alla base della maggior parte dei comportamenti religiosi.

    Mi chiedo: per quale motivo i seguaci di questa setta hanno abbandonato il buon senso del fondatore del movimento (tenendo presente il momento storico) essendo così orgogliosi del suo rifiuto della superstizione e dei dogmi ???.

    • DanielN scrive:

      Lo stesso discorso si può applicare pari pari ai cattolici / chiesa.

      Essi pretendono di congelare un certo momento storico scimmiottando ciò che “forse” un certo gesù potrebbe aver detto, piuttosto che cercare di coglierne il messaggio fondamentale.
      Molto spesso il loro gesù, ai tempi in cui predicava, si divertiva a rivoltare completamente dogmi ed usanze di allora.
      Il suo messaggio era sostanzialmente un messaggio spesso basato su una buona dose di ragionevolezza e di comportamenti che, lungi dall’essere rigidi, contemplavano la situazione al contorno.
      Se questo loro gesù rinascesse oggi “riderebbe” della loro chiesa e dei suoi dogmi e probabilmente le farebbe fare la stessa fine del tempio dei farisei.

      Non penso, per fare un esempio, che quel gesù oggi si scaglierebbe contro le unioni omesessuali e probabilmente se ne uscirebbe con qualcosa del tipo :
      “Sappiatevi amare e vivere sereni perchè in verità vi dico che chi non sa amare il suo simile non saprà amare neanche il suo opposto” o cose del genere.

      Questo per dire che il grande errore che viene comunemente compiuto da chi segue un “maestro” è il fatto di cristallizzare il suo insegnamento.
      Questo avviene perchè i suoi segugi non hanno idea di quali fossero i ragionamenti ed i processi logico/deduttivi del loro maestro.
      Pertanto invece di sforzarsi di ragionare preferiscono mangiare la pappa pronta.

      • Dino scrive:

        Concordo. E è un discorso che vale per tutti, anche al di fuori delle religioni: solo pochi hanno voglia di far fatica per procurarsi da sé cibo di prima qualità, mentre i più s’accontentano solo della pappa predigerita da altri e rigurgitata; allora vanno a rimestare tra i rifiuti pensando di nutrirsi con nettare e ambrosia, e invece… È così si diffondono le malattie virulente (una delle quali si chiama “religione”). L’importante è stare attenti a non farsi contagiare, anche da chi pretende di vendere degli antidoti che sono, comunque, sempre e solo avanzi di vomito altrui.

  16. francesco s. scrive:

    [Attenzione discorso potenzialmente comunista, tenersi alla larga chi ne è allergico]

    Penso che questa storia del multiculturalismo di una certa sinistra derivi da una perdita dei veri valori che erano tipici: il lavoro, l’economia, la lotta alle disuguaglianze sociali derivanti da disuguaglianze economiche.

    Non potendo (o volendo?) più portare avanti questi temi, si cerca di riconvertirsi al new age esasperando il tema del rispetto verso l’altro trasformandolo in multiculturalismo, ovvero “faccio mia la tua culture” invece del corretto “rimango neutrale rispetto a qualsiasi cultura, a patto che rispetti la legge”.

    Ovvero manca una sinistra realmente socialista (socialismo scientifico, così lo chiamava un certo tizio tedesco).

    • francesco s. scrive:

      Errata Corrige

      culture = cultura

    • faber scrive:

      Da un certo punto di vista sono d’accordo con te. In realtà penso che lo scivolamento verso posizioni patologicamente multiculturali (per quanto mi riguarda penso che possa esistere un multiculturalismo buono, fondato sul rispetto di tutti per tutti e non sulle rivendicazioni di tutti verso tutti) sia stato una sorta di reazione idiota al nazionalismo bieco di certa destra. Mi spiego meglio: la destra populista ha sventolato in Europa e negli USA lo spauracchio islamico, specialmente nel post 11/09, e la reazione della sinistra è stata quella di accogliere le istanze delle minoranze islamiche invece di capire che la vera via per la convivenza civile è quella che passa per la laicità vera, quella che si tiene equidistante sia dalle discriminazioni che dai privilegi su base religiosa. Chiamiamola pure una falsa dicotomia su scala molto grande. D’altro canto, venendo a mancare (almeno agli occhi di molti degli intellettualoidi pseudo-comunisti) un chiaro soggetto di riferimento che si rifacesse al modello ottocentesco della massa proletaria, i vari geniacci (Bertinotti & friends) hanno creduto bene di abbandonare, come facevi notare, i temi classici del socialismo scientifico, riconvertendosi ad una assurda lotta pro-immigrazione. Dico assurda non perché sia un nazionalista (per quanto mi riguarda ritengo il concetto di nazione ormai vecchio e consunto) ma perché, condotta in un clima di totale menefreghismo rispetto alla massa lavoratrice (indigena e immigrata), ha finito per portare ancora più acqua ai due mulini opposti: la destra populista e gli integralismi di ogni sorta.

      • baudopippo scrive:

        @francesco s. e @faber
        Finalmente 2 commetti validi ed approfonditi. Fa sempre piacere leggere commenti che non siano le solite frasi qualunquiste prive di ogni argomentazione.
        Grazie

      • Batrakos scrive:

        Aggiungerei una piccola integrazione a Faber.

        Il disprezzo delle altre culture è stato un topos dell’imperialismo classico: il bianco civilizzatore andava dai ‘selvaggi’ a portar loro la civiltà, e intanto li depredava.
        Così è stato fatto per i nativi americani e per gli aborigeni, così è stato fatto per i ‘selvaggi’ dell’Africa (con propaganda di cannibalismo e altre amenità), così fece l’Italia fascista nei confronti dell’Etiopia, presentata come terra di selvaggi, quando era uno Stato della Società delle Nazioni.
        Insomma, io ti depredo perchè comunque la tua cultura è incivile e io che ti porto la civiltà devo pur avere qualcosa in cambio…

        Ora, però, la sinistra deve capire che ormai il neoimperialismo finanziario non usa più queste armi retoriche perchè non ha più bisogno di legittimarsi, perchè ormai basta dire ‘lo vogliono i mercati’, come se fossero un’entità metafisica, per affamare i popoli, Europa compresa.

        Per cui, condordando con Francesco e Faber, dico che una reazione alla cultura imperialista che sia imperniata sul multiculturalismo comunitarista anzichè sulla lotta di classe, è sbagliata, perchè davanti alla lotta di classe il comunitarismo è quasi una dimensione corporativa, in quanto dentro la stessa cultura ci possono stare sia lo sfruttatore che lo sfruttato e perchè il comunitarismo non produce miglioramenti per gli strati subalterni della società.

      • Gérard scrive:

        Discorso che condivido anch’io .
        Voto ( in Francia ovviamente, non avendo la cittadinanza italiana ) da sempre sinistra ma rimango molto preoccupato della deriva pro-multiculturalista del partito . Hanno perso la bussola ideologica e cosi navigano a vista e senza riferimento . Cosi possono portarci verso certi abissi ! Mi chiedo certe volte se alcuni imigrati non pensano in questo modo ” Ci avete colonizzati ? Adesso tocca a noi colonizzarvi ! ”
        I socialisti si callano di continuazione le braghe davanti a rivendicazioni identitarie come per esempio ieri una donna totalmente imburqata ha rifiutato di farsi controllare dichiarando ” Non rispetto le leggi della Repubblica ! ” E successo una rissa fra poliziotti e ” fratelli ” accorsi per aiutarla ma il commandante di polizia ha preferito lasciare tutto perche ” E Ramadan e bisogna placare ogni rischio di problemi … ”
        Poi in un cittadina vicina Lione, in un rione a prevalenza mussulmana, una chiesa è stata data al fuoco …
        Non è stata dato nessun seguito…
        Per tornare ai nostri Sikh, tanti anni fa, un amica tedesca mia ando sposa con un Sikh . Mi ricordo bene che questo non aveva niente di Sikh adosso, nemmeno il turbante . Ebbene, al matrimonio vennero diversi amici anche loro Sikh, ma nessuno portava un segno distintivo e non era un problema per loro .
        La discussione in merito al perchè un segno distintivo era indifferente prima e importante oggi puo essere lunga….

      • Laverdure scrive:

        @Batrakos
        “Il disprezzo delle altre culture è stato un topos dell’imperialismo classico…”
        E,ironicamente,e’ anche spesso e volentieri una caratteristica di certo progressimo.
        Basta guardare ad un ‘infinita di intelletuali noti e meno noti,da Noam Chomsky a Michael Moore,che da sempre hanno concentrato le loro critiche sugli USA ( dove per inciso molti di loro risiedono comodamente)trascurando completamente tutto il resto del mondo.
        Per loro regimi piu’ o meno totalitari in Russia,Cina,Corea del nord ecc non hanno mai rappresentato un pericolo per la pace mondiale,i loro arsenali nucleari erano del tutto innocui,personaggi come Saddam Hussein ,Khomeini,Pol Pot ,Assad ,Gheddafi erano semplici macchiette.
        Ancora piu’ esplicitamente uno degli argomenti piu’ usati dai “complottisti”dopo
        l’11 settembre per accusare CIA e Mossad era semplicemente che gli arabi non sarebbero stati in grado di organizzare un attentato simile.(e chi potrebbe pensare che degli “untermensch” simili siano capaci di pilotare un aereo ?Ditemi chi ?)

      • Batrakos scrive:

        Lav.

        Vediamo di fare un po’ di chiarezza, perchè la matassa è ingarbugliata e mette insieme situazioni diverse…quella sull’ 11 settembre te la quoto (anche se credo che questa posizione, per quanto sbagliando valutazione, si riferisse alle possibilità economico-tecnologiche e non alle facoltà intellettive)
        Così come ho molto sullo stomaco l’aristocrazia radical-liberal alla Chomsky alla Moore.

        Ma non ho mai capito, parlando della società civile, perchè i progressisti vengono accusati di svolgere opera critica verso gli Usa e basta.
        Noi siamo occidentali ed atlantici, ed è ovvio che la voce in capitolo la si può avere solo verso gli Stati occidentali ed atlantici…avrebbe senso criticare la Corea del Nord o l’Iran attraverso movimenti popolari? Assolutamente no, sarebbe assurdo e spreco di energie; e infatti solitamente si usano le petizioni.
        Se ognuno, per criticare la sua controparte naturale (perchè a capo dell’area politica in cui vive) dovesse ogni volta dire che è contrario anche agli abusi iraniani ecc…stiamo freschi!
        Il progressista di solito vuole i diritti democratici (dal divorzio, all’aborto, ai matrimoni gay, la laicità): questo credo che comprenda già la dichiarazione pregressa anti iraniana o coreana.
        Altrimenti, se per criticare uno devo criticare tutti, non criticherò mai nessuno; e infatti chi subisce la critica usa sempre, spesso strumentalmente questo argomento: un esempio è proprio qua quando alcuni cattolici fanno notare che si dovrebbe smettere di criticare a senso unico la Chiesa o le religioni ma parlare anche di quel che non va nella laicità.
        La dialettica sociale e politica è diversa: ci sono posizioni diverse che si confrontano; ma se ogni posizione le dovesse comprendere tutte sarebbe un minestrone.
        Cosa diversa è tacere o omettere fatti ed eventi per disonestà intellettuale: questa è cosa che capita sia al progressismo sia al conservatorismo.

      • Laverdure scrive:

        @Batrakos
        “(anche se credo che questa posizione, per quanto sbagliando valutazione, si riferisse alle possibilità economico-tecnologiche e non alle facoltà intellettive)”
        Di bene in meglio !
        Infatti e’ risaputo che quei poveri arabi non hanno altri introiti che la vendita dei cammelli, e quel pezzente di Bin Laden campava di elemosine agli angoli delle strade.
        Come e’ risaputo che tutti gli individui di etnia araba hanno un’istruzione che non supera la prima elementare.

        “avrebbe senso criticare la Corea del Nord o l’Iran attraverso movimenti popolari?”
        Dato che evidentemente aveva senso criticare Israele, che a quanto mi risulta non fa parte dell’Occidente,dato che in passato manifestazioni anche violente non sono certo mancate nelle nostre strade,non vedo perche’ qualche dignitoso sit in davanti alle ambasciate di Iran, Siria ecc sarebbe tanto da deprecare.
        A meno di richiamarci a quell’ubriaco che cercava dentro l’osteria,durante un temporale,le chiavi di casa che aveva perso in strada poco prima.
        “Tanto non le troverei comunque,qui almeno non mi bagno !”
        Dato che Corea del Nord,Iran e compagni se ne strafottono delle manifestazioni nostrane,e’ meglio limitarci a bersagli “politicamente corretti” per avere almeno l’appoggio della stampa e degli intellettuali impegnati,vero ?

      • Batrakos scrive:

        Lav.

        Non fare il finto tonto: tutta la critica all’impossibilità dei musulmani di compiere l’attentato 11 settembre era basata sul sistema di sicurezza e controspionaggio considerato quasi inviolabile se non da altre potenze e non sulle nozioni di volo..
        Posizione errata (già detto, quindi il tuo sarcasmo è digitazione sprecata), come ha dimostrato Attivissimo (e che si basa su una concezione della Cia quasi onnipotente), ma che è comunque più complicata delle semplici nozioni di volo.

        Da quanti anni in Italia non ci sono da parte della sinistra di movimento grandi manifestazioni anti-israeliane?
        Non rimaniamo a 10 anni fa e più solo perchè è una posizione che ci fa comodo.
        Sul resto, riproduco la tua logica (visto che tu riproduci la mia con ingiusto sarcasmo, ingiusto perchè non c’è un’obiezione circostanziata ma solo evidente rancore che il sarcasmo non camuffa): siccome con Iran e Corea non abbiamo possibilità di essere incisivi non provIamo ad essere incisivi dove possiamo…par condicio alla Berlusconi insomma!
        Se per te (e per le forze che cercano di evitare le critiche attraverso la generalizzazione forse indebita, tipo gli Usa o, come detto, alcuni cattolici che qua scrivono) è meglio così, per me no.
        Siamo in democrazia, e, volente o nolente tu, ognuno è libero, entro certi limiti, di pensarla come vuole.

      • Batrakos scrive:

        Faccio anche presente che il centro del dibattito tra te e me era nato sul fatto che anche a sinistra si considera una civiltà ‘inferiore’ quella non occidentale.
        I cavalli di battaglia erano: l’11 settembre e la mancanza di proteste fuori dell’Occidente.
        Sul primo punto mi pare che fai il finto tonto; sul secondo, ho già detto e aggiungo che purtroppo una concezione troppo manichea porta la sinistra a sottovalutare il nemico che non fa parte dello schieramento atlantico, e dunque in parte sono d’accordo col lassismo.
        Ma tra questo e il dire che questa concezione sia comune a quella del colonialista ottocentesco c’è di mezzo l’Oceano.

  17. paride scrive:

    Alleluia, l’unico che si è tenuto al tema della news.

  18. Beatrice scrive:

    Si potrebbe sostituire l’Art. 7 della Costituzione italiana con il Secondo emendamento alla Costituzione degli USA, così si fanno contenti sia i non-cattolici che i Sikh, …, lo so, lo so, quello che ho scritto è politicamente scorretto, chiedo scusa.

    • Laverdure scrive:

      @Beatrice
      E fai bene a scusarti,ti rendi conto dell’oscenita della tua proposta ?
      Se rapinatori,stupratori,terroristi cominciassero a finire al cimitero con qualche grammo di piombo in corpo,dove lo troverebbeo Corrado Carnevale e compagni il cavillo per
      rimetterli in circolazione ?
      Ti sembra concepibile che davantio all’ingiunzione di un rispettabile teppista una vecchietta estragga dalla sporta ,invece del borsellino, una 45′ e gli impiombi la dentatura,come in USA ?(non e’ un esempio inventato )

  19. whichgood scrive:

    - Amore, mi presti un secondo il tuo kirpan che non riesco a tagliare questa maledetta bistecca?. -

    - No, cara, si può usare soltanto per difendere i deboli dall’ingiustizia quando la legge falisce -

    - Allora me lo presti che devo andare dal macellaio ? -

  20. ALESSIO DI MICHELE scrive:

    @ Francesco S.:

    Magari esistesse in Italia una sinistra “scientifica”: ne sarei felice persino io, pur lontano 1000 anni luce da essa (e 1000 anni luce + 1 metro da questa destra). Purtroppo l’ asinistra italiana si è ricordata di discendere dall’ idealismo hegeliano, e quindi ha cominciato ad andare a braccetto con la più sinistra (ah ! ah !: battutona) ideologia idealistica italiana: il cattolicesimo. Così ha tradotto universalismo cattolico con multuculturalismo e via di seguito; d’ altronde anche il liberalismo italiano ha prodotto Croce, di cui Baima Bollone (direttore di “Le scienze”) più o meno disse che è costato alla scienza italiana più di una guerra persa. E’ ovvio che “sciocchezze” sperimentali quali: le lame oltre cm. x sono proibite perchè pericolose comunque, indipendentemente dalla fede del proprietario, oppure che se mi circoncidi hai fatto violenza su un bambino e la tua fede non fa certo ricrescere il prepuzio, e dovresti essere punito tanto è vero che se sei ateo vai sotto processo, rilievi come questi non hanno nessun peso sulla valutazione della realtà. Solo che sfidare la Chiesa cattolica sull’ idealismo equivale a sfidare Federer a tennis avendo un braccio rotto: lo definirei “temerario”.

  21. Leonardo scrive:

    Parecchio mistificante l’articolo, quando vuole attribuire alla “sinistra” posizioni che invece non le appartengono.
    Io, ad esempio, mi considero di sinistra, e non sono certo favorevole alla minima concessioni di privilegi per alcuna confessione religiosa! Da sempre infatti sostengo che ognuno dev’essere libero di vestirsi come gli pare, indipendentemente dalle motivazioni che lo portano a fare questa scelta (di cui non dev’essere tenuto a rispondere ad alcuno).

    • ALESSIO DI MICHELE scrive:

      La ringrazio assai: ha dimostrato esattamente quello che ho scritto alle 17,21: “nessuno può sindacare come mi vesto”: ma certo, un bel chador e non posso certo discutere se sei tu o tua cugina a sostenere l’ esame od a tentare di espatriare da Fiumicino: non vorremo mica attentare all’ impotenza concettuale ed al buonismo melenso di tanti nostrani politici, vero ?

      • baudopippo scrive:

        Il chador lascia completamente scoperto il viso!
        Forse ti riferivi al niquab o al burqua. :-)

      • Leonardo scrive:

        Chi cerca di deformare il pensiero altrui, non è molto saldo sul proprio.
        Io non ho mai detto che non ci si debba far riconoscere, nelle situazioni che lo richiedano (davanti all’autorità investigativa, piuttosto che per sostenere un esame): in linea di massima, il buon senso vuole che nelle situazioni in cui è richiesto di mostrare un documento d’identità si debba anche mostrare il volto (o ci si debba far prendere le impronte digitali, se serve).
        Io mi riferisco al rimanente 99.9% del tempo che trascorre la gente, in cui dev’essere libera di vestirsi come vuole (indipendentemente dalla fede religiosa), e non ha nessun obbligo d’esser riconoscibile.

    • gmd85 scrive:

      @Leonardo

      Cercavo proprio un tuo commento. Non sei favorevole alle concessionir eligiose, però il velo integrae come concessione religioa non lo critichi. Qui non parliamo di libertà nel vestire, ma di aggirare una legge. Non vedo per quale motvio i Sikh devono rispettare una legge esistente e rinunciare al pugnale (come è giusto che sia) e le donne musulmane no. Questa è la naturale conclusione del buonismo paraculo del nostro governo.

      • Leonardo scrive:

        Io non sono favorevole a *nessuna* concessione religiosa. Il velo integrale, se lo desidero, devo potermelo mettere anch’io, che sono ateo. Lo stesso vale per il turbante: non devono essere liberi solo i sikh d’indossarlo, ma chiunque lo desideri.
        Discorso diverso invece per la detenzioni delle armi, che nel nostro paese, al contrario del vestiario, è rigidamente controllata.

  22. mistergrey2 scrive:

    “Lucman
    La libertà di possedere armi per la propria DIFESA personale ,è sancita nella costituzione usa.
    Capisco che per gli italiani questo è inconcepibile,del resto qui se si spara a ladri che mettono a rischio la nostra incolumità,si passa il resto della propria vita frà carceri e tribunali.
    Noi non abbiamo creato una società più giusta di quella americana,quindi stiamo cortesemente Z I T T I . …e rassegnati.”

    Un’altra leggenda nata ad uso e consumo della maggioranza silenziosa, anzi berciante.

    Se in Italia un tabaccaio insegue un rapinatore che sta scappando senza refurtiva e gli spara alle spalle, freddandolo, può avere qualche seccatura, niente di drammatico.
    Stai tranquillo che non lo mandano alla Caienna nè buttano via la chiave.

    “La libertà di possedere armi per la propria DIFESA personale ,è sancita nella costituzione usa.”

    Vallo a spiegare alle vittime del pazzo di Denver, l’ultimo di una lunga serie.

  23. Paul Manoni scrive:

    Se fosse stato un oggetto sacro alle “suore orsoline”, il Ministero degli Interni avrebbe concesso loro di portare perfino uno spadone a due mani, o una katana giapponese!! :shock:

  24. mistergrey2 scrive:

    Così scrisse La Verdure

    “@Giovanni Duovi
    Vuoi un esempio ?
    In un blog dedicato ai tiratori,un signore lamentava questo :dopo avere subito diversi furti nel suo podere,e averli denunciati,le autorita hanno preso seri provvedimenti ,vale a dire gli hanno sequestrato tutti i fucili da caccia,regolarmente denunciati,con una motivazione che, tradotta dal burocratichese,significa semplicemente che intendono prevenire una sua (puramente ipotetica)azione contro i ladri nel caso di un nuovo furto.
    E qualcuno si e’ meravigliato se tempo fa ho scritto che la “criminofilia”dei nostri magistrati non e’ un semplice neologismo ma andrebbe iscritta tra le malattie
    professionali,tanto si manifesta frequentemente.
    Anche se “perversione” rende meglio l’idea.”

    Sicchè, a tuo dire, i magistrati sarebbero “criminofili “, più o meno come quelli che amministrano la giustizia nel paese di acchiappacitrulli (vedi “le avventure di Pinocchio”).

    Buono a sapersi, nel caso che la crisi economica costringesse qualcuno di noi ad improvvisarsi fuorilegge. :-)

    Ma per favore!

    • Giovanni Duovi scrive:

      E’ esattamente cosi.
      In italia come in tutta l’europa occidentale,una certa corrente di pensiero buonista è riuscita ad imporre,senza consultare il popolo (che si sà,per alcuni è bue e ignorante),gli standard che a loro dire definiscono uno stato civile.
      Fra questi standard da mantenere a qualsiasi costo, c’è un rispetto e un garantismo per la vita umana,anche quella del peggior criminale,che curiosamente ricalca molto il pensiero cattolico sulla sacralità della vita e sul perdono,anche nei confronti della feccia più pericolosa e non redimibile.
      Ed è cosi che si arriva ad avere giustizia una giustizia,come quella dello stato italiano (ma vedo che in norvegia non stanno messi meglio…) che non riesce a comminare pene adeguate in base ai crimini commessi.E a tutto ciò si aggiungono sconti di pena,indulti,riti abbreviati,buona condotta ecc ecc,che hanno reso la pena detentive R I D I C O L E ed esclusivamente da intendersi come R I A B I L I T A T I V E,cancellando il sacrosanto concetto di pena PUNITIVA inflitta a chi infrange la legge.

      Tutto questo modo di vedere e amministrare la giustizia non è riuscito ad arginare l’illegalità che anzi è dilagata,costringendo le persone oneste a vivere in un clima di paura e insicurezza,e a provare ingiustificati sensi di colpa perfino quando devono esercitare il naturale istinto di autoconservazione (e qui mi beccherò una chiosa sul termine naturale…e nel caso vi anticipo che vi ci mando).

      Aggiungo che fra’ un pò qualche barbuto,troglodita cavernicolo ,con i suoi pur miseri strumenti intellettuali a disposizione,riuscirà ad ottenere i famosi tribunali sharitici,che saranno anche arretrati,ma riuscirebbero a gestire certi casi di giustizia in modo molto più efficiente di tanti tribunali italiani,e questo darà loro non solo legittimità ma anche fiducia,quella che il cittadino ha perso nello stato italiano (e questo vale anche per l’europeo occidentale in genere,non sorprendiamoci dunque del caso della GB).

      Si questo è l’inizio del fallimento della nostra civilità.Io lo individuo in questo.
      Adesso ridetemi pure dietro,cosi come fecero con la fallaci,ne riparliamo fra qualche anno.

      • mistergrey2 scrive:

        Ma quale buonismo!

        Scrivi di cose che non sai.
        In Italia si va e talvolta si muore in galera per aver coltivato qualche piantina di marjuana(Bianzino Docet).

        Uno che si fa le canne autarchiche minaccia il tuo “naturale istinto di conservazione”?

        Questo è uno spazio in cui si dovrebbe discutere di laicità e a volte sembra un ritrovo di appassionati di film poliziotteschi. :-)

        “Fra questi standard da mantenere a qualsiasi costo, c’è un rispetto e un garantismo per la vita umana,anche quella del peggior criminale,che curiosamente ricalca molto il pensiero cattolico sulla sacralità della vita e sul perdono,…”

        Sei male informato, quanto a forcaiolismo la chiesa non teme rivali.

        La sua sacralita della vita è limitata ai casi in cui essa è diventata una tortura oppure quando riguarda un grumo di cellule.

      • Giovanni Duovi scrive:

        bhuahahaha si muore in carcere per avere la piantina di maria.

        caschi male

        2 tizi che conoscevo si dettero allo spaccio (attento,non per uso personale quindi)

        beccati dai falchi dell’antiscippo con diverse centinaia di gr. di hashish e marja.
        Da incensurati, presero 6 mesi agli arresti domiciliari.

        Invece a sentire le tue leggende metropolitane pare che per tale reato si venga rinchiusi a guantanamo.
        Ma per favore! che poi abbiamo il coraggio di dire su un sito di razionalisti che quella roba provoca dei danni anche seri .

      • Batrakos scrive:

        Alcune precisazioni.

        Di solito, se si viene presi per spaccio (o produzione e coltivazione, che fino alla recente sentenza della Cassazione era sempre considerata per terzi e non solo per sè anche per pochissime piante, e dunque considerava già lo spaccio come automatico), l’arresto è discrezionale e comunque riguarda la cautelare sino all’interrogatorio di garanzia, in cui il giudice decide quali sanzioni applicare.
        Faccio presente che l’arresto domiciliare è identico alla carcerazione, e si da solo se si pensa che l’imputato non possa ragionevolmente fuggire, alterare le prove, o reiterare il reato.
        Un tempo, appena pescati, si veniva sbattuti dentro quasi in automatico, e ci sono stati casi di suicidio per la paura o la vergogna sociale, basta documentarsi,
        Viste le condizioni assurde delle carceri italiane, mi pare buona cosa, per un reato del genere, applicare misure alternative.

        Solitamente chi viene accusato di abuso di difesa non finisce in carcere o ai domiciliari, a meno che non spari a freddo e alle spalle al ladro in fuga.
        In un caso del genere, la legge prevede più importante la vita del reo che la difesa della proprietà (visto che non ci sono rischi oggettivi per la vita del derubato essendo il ladro in fuga di spalle).

        E’ vero però che spesso si esagera nell’applicare l’abuso di difesa, perchè finchè il malvivente è attivo, il confine è labile.
        Credo che spesso i giudici esagerino nel punire situazioni del genere, per paura che la società diventi un far west (se non ho paura della legge spareò sempre prima), perchè spesso le armi vanno sapute usare altrimenti si rischiano sparatorie colossali in cui può morire anche gente che capitava lì per caso (nei link portati, uno che preso dal panico svuota un intero caricatore senza sapere bene nemmeno dove spara, secondo me non è capace di gestire un’arma da fuoco, che per essere usara richiede controllo e sangue freddo).

      • Batrakos scrive:

        Aggiungo che ovviamente, come detto, spesso si esagera e dunque non va bene.
        Ma mi sembra che il continuo e ossessivo ricorso al ‘buonismo’ sia talvolta una semplificazione di comodo (e oggi anche un po’ di moda) che non ci fa vedere la ratio giuridica, su cui si può non essere d’accordo, ma che va sempre cercata per risolvere errori ed abusi.
        Attaccarsi a concetti vaghi come buonismo o politically correct non aiuta, secondo me, a fare chiarezza.

  25. El Topo scrive:

    Scusate ma sono trent’anni che ‘sti Sikh ci mungono le vacche, nel senso che lavorano perlopiù nel settore zootecnico, e non ho mai sentito di delitti perpetrati usando il pugnale rituale.
    Mah alla fin fine forse ne andrebbe riconosciuto il significato simbolico, almeno loro per precetto devono tenere il pugnale al riparo da ogni sguardo, non come quegli altri che se potessero appenderebbero crocifissi su ogni muro…

  26. mistergrey2 scrive:

    Comunque il turbante è simpatico e nasconde eventuali calvizie.
    Il pugnale è ganzo, ma in Italia dobbiamo stare attenti pure se compriamo una confezione di coltelli da cucina.

    Si devono adattare, il loro Dio capirà.

  27. Walter scrive:

    Se non si rispettano le leggi dello Stato vai in galera! Oppure vai in un paese dove le tue tradizioni e costumi sono ammessi… che bello sognare :(

  28. Fri scrive:

    Da quello che si dice nell’articolo questi sikh mi sembrano piuttosto ragionevoli. Chiedono il riconoscimento della loro religione: se l’Italia ne riconosce tante altre non vedo perche’ non possa riconoscere anche questa.
    Per quanto riguarda il coltello mi pare di capire che a loro ne basta uno di 4 cm legato sotto la cintura, il che rispettebbe le leggi italiane. Non vedo proprio quale sia il problema. Se si permette di andare in giro con un crocifisso al collo non vedo perche’ non si possa permettere un pugnaletto alla la cintura.

    • ALESSIO DI MICHELE scrive:

      Premesso che anche a me piacerebbe riconoscere qualche religione, vedendola su un tavolo di marmo col cartellino legato ad un alluce, la sua è una risposta cattolica: vabbè, vediamo di aggiustare, non litighiamo, facciamo pagare il conto a qualcun altro e ciccia. Il principio ? No, noi siamo flessibili andreottiani; questi non propongono LORO la lama da cm. 3,999, LORO vogliono la libertà IN QUANTO credenti. Credo che ormai solo la Francia sappia loro rispondere come si deve: cfr., in queste stesse Ultimissime, la storia della Germania sulla circoncisione.

      • Batrakos scrive:

        Alessio.

        Anche io penso che un mondo senza religioni organizzate potrebbe essere migliore, ma siccome tento di essere democratico e laico (e dunque di non voler per forza che il mio punto di vista divenga universale) penso anche che esse non si possano proibire, e, se se ne riconosce una, si devono riconoscerle tutte, a meno che, cosa fondamentale, non siano confliggenti con la Costituzione o con lo status giuridico.
        E, nel caso che porta Fri, dico che di fatto sarebbe una soluzione perfettamente auspicabile in uno Stato democratico, perchè, se è vero che sotto i 4 cm il coltello è consentito (non conosco le leggi in materia essendo cosa che non mi interessa) indistintamente a tutti, questo non sarebbe un privilegio religioso, ma un non-caso, cioè la regolare applicazione di legge, perchè il coltello sotto i 4 cm non lo potrebbero portare solo i sikh, ma anche io o lei o chiunque di noi.
        Il motivo per cui lo portano (o la via per cui sono arrivati a portarlo, anche fosse di tipo religioso, nel momento in cui accettano di uniformarsi ad una legge generale) è dunque indifferente, nel momento in cui, essendo concesso per legge, nessuno deve chiedere o addurre motivazioni particolari.
        Casomai la legge fosse diversa, mi scuso per aver parlato a vanvera, ma così mi pare di poter arguire.

      • Fri scrive:

        Se la loro liberta in quanto credenti NON lede la mia (e quella di chiunque altro) in quanto non credente/credente in altra religione non vedo quale sia il problema. Ma chi se ne frega se vogliono portare un coltello/crocifisso/kippa/scolapasta? Fatti loro, finche’ non lo impongono ad altri.
        PS: la circoncisione, e le mutilazioni genitali in genere, sono un altro discorso perche’ (1) imposte a bambini incapaci di opporsi e (2) causano danni irreversibili.

  29. Batrakos scrive:

    La sinistra, come evidenziato giustamente, spesso pecca di multiculturalismo, che di per sè non avrebbe nulla di male, se non diventa comunitarismo. Sui motivi della deriva a sinistra concordo con Francesco S. e Faber.

    Per dovere di informazione, va invece detto che la destra italiana è monoculturale: ovvero privilegi per una ed una sola religione, quella cattolica, in nome delle ‘radici cristiane’ e della ‘sana positiva laicità’.
    Fanno eccezione i Radicali, la cui religione di riferimento è il capitalismo liberista; religione che può piacere o non piacere. A me non piace.

    • Giorgio Pozzo scrive:

      Ho molti dubbi a proposito del fatto che il multiculturalismo sia positivo.

      Questo proprio in virtù del fatto che, nel nome del culturalismo, si possono allora avanzare richieste che contrastano apertamente con le leggi del Paese ospitante. E, guarda caso (!), il più delle volte queste pretese sono a sfondo religioso, o presunto tale. E infatti, la connotazione ricorrente che si fornisce a questo multiculturalismo è proprio quello di “multiprevaricazione di regole religiose”.

      In Italia abbiamo già abbastanza prevaricazione da parte delle regole cattoliche, e non abbiamo certo bisogno di altre regole religiose da adottare.

      Il guaio, piuttosto, è che chi, come gli atei, parla di laicità delle istituzioni, viene tacciato di essere un nemico di questo cosiddetto “multiculturalismo”. E chi non riconosce nessuna di tali regole (vedi ateo), sarà sempre multiplamente fregato, oltre che passato per antidemocratico o razzista. Oppure, vista l’abbietta equazione “cultura”=”religione”, ignorante e cafone.

      • Batrakos scrive:

        Dipende cosa si intende per multiculturalismo.
        Se lo si intende come comunitarismo (ottica ormai diffusissima) hai ragione.
        Se, come lo vedo io, si considera il multiculturalismo come apporto di diverse culture al bene comune, penso che sia qualcosa di positivo, a patto che le varie culture siano capaci di togliere da sè quel che non collima con la costituzione.
        D’altronde, il multiculturalismo inteso in quest’ultimo senso è la base dello sviluppo di una società, perchè senza di esso nessuna società sarebbe mutata e si sarebbe evoluta, mentre dall’apporto della diversità nasce sempre qualcosa di nuovo.
        Il punto, lo ripeto, è considerare come indeorgabili i principi generali della costituzione e dei diritti umani; se quelli non si toccano, a me personalmente piace entrare in contatto con forme differenti di modi di vestire, di cucinare, di rapportarsi e quant’altro.

  30. Giovanni Bosticco scrive:

    Se qualcuno vuole giustificare il pugnale, donne mascherate,
    ed altro, in nome del multiculturalismo, vorrei chiedergli:
    “Nella cultura inglese, con la macchina si viaggia a sinistra.
    Se, allora, viene un inglese in auto, lo lasciamo viaggiare
    contromano, per rispettare una cultura diversa?”.

    • Fri scrive:

      Io non giustifico, ma tollero finche’ la liberta’ di ognuno e’ rispettata. Se un sikh porta un coltellino sotto la cintura non vedo quale danno possa arrecare a me/ad altri (non piu’ di tante persone che conosco che da decenni portano il coltellino svizzero in tasca). Guidare contromano ha chiaramente effetti collaterali dannosi per gli altri e quindi va vietato.

      • Giorgio Pozzo scrive:

        Io credo invece che le motivazioni del rifiuto siano altre. In Italia, nessuna associazione, gruppo organizzato, o setta religiosa, può essere autorizzata al porto di un’arma, quant’anche impropria come simbolo di appartenenza dell’individuo a quel gruppo o setta.

        Se io volessi fondare un’associazione che imponga ai suoi soci di portare, che so, una mazza da baseball alla cintura, credo che avrei dei problemi.

        In altre parole, non dovremmo paragonare il singolo portatore di coltellino svizzero con le regole di un gruppo religioso, o setta, che impongano un’arma, anche se impropria, a tutti i suoi adepti.

        Non sono avvocato, ma credo di non essere molto distante dall’interpretazione del rifiuto del ministero.

    • mistergrey2 scrive:

      Così scrisse Bosticco

      “Se qualcuno vuole giustificare il pugnale, donne mascherate,
      ed altro, in nome del multiculturalismo, vorrei chiedergli:
      “Nella cultura inglese, con la macchina si viaggia a sinistra.
      Se, allora, viene un inglese in auto, lo lasciamo viaggiare
      contromano, per rispettare una cultura diversa?”.”

      “Ora contromano vanno in tanti si sa , che scontrescion, che scontrescion”:-)

      E ,aggiungo io, avremmo il cuore di negare ad un selvaggio della Papuasia il suo filetto di nemico?

      E chi siamo noi,col nostro presuntuoso etnocentrismo, per defraudare i maomettani di quel toccante rito comunitario che è la pubblica lapidazione?

      El pueblo che amministra direttamente la giustizia, ma dove si era mai visto?

      Ah, forse in quell’altro faro di civiltà che sono gli U.S.A, almeno fino agli anni 30 del secolo scorso (“Padre, dacci oggi il nostro linciaggio quotidiano”).

    • Leonardo scrive:

      Ma di quale multiculturalismo vai parlando ?
      E’ la nostra cultura che sancisce la libertà delle persone di vestirsi come vogliono!
      Multiculturalista sarà chi, adottando le filosofie saudite o iraniane, vuole imporre o negare al prossimo particolari vestiari.

  31. mistergrey2 scrive:

    “bhuahahaha si muore in carcere per avere la piantina di maria.

    caschi male

    2 tizi che conoscevo si dettero allo spaccio (attento,non per uso personale quindi)

    beccati dai falchi dell’antiscippo con diverse centinaia di gr. di hashish e marja.
    Da incensurati, presero 6 mesi agli arresti domiciliari.

    Invece a sentire le tue leggende metropolitane pare che per tale reato si venga rinchiusi a guantanamo.
    Ma per favore! che poi abbiamo il coraggio di dire su un sito di razionalisti che quella roba provoca dei danni anche seri .”

    Dove l’hai letto che provoca danni anche seri?

    Su Gente motori o su qualche opuscolo parrocchiale.? :-)

    Provoca più danni del tabacco, dell’alcool, addiririttura della nutella?

    Io ho saputo di gente che è morta di alcool o di nicotina. Alcune di queste persone le ho pure conosciute.
    Non ho contezza di individui uccisi dalla cannabis, che tra l’altro, come dovresti sapere, ha anche delle applicazioni terapeutiche.

    “Ah, ma però-mi risponderai – è un dato di fatto che il consumo di cannabis porta all’eroina.”

    Anche questo argomento, che dovrebbe tagliare la testa al toro, l’avrai letto su qualche giornalucolo per borghesucci filistei.

    Non hai risposto alla mia domanda: uno che si fa le canne per i kazzi suoi attenta al tuo naturale
    istinto di consevazione?

    Pinelli, Aldobrandi, Cucchi, Brianzino, i seviziati di Genova (con tanto di bonissima seppur mitissima sentenza), i suicidi in carceri sovraffollate anche perchè piene di piccoli spacciatori, l’uso abnorme della carcerazione preventiva………

    Tutte leggende metropolitane………

    Tu preferirai sicuramente quella che gli zingari rubano i bambini.

    Vabbè, ognuno si tenga le leggende metropolitane a lui più congeniali.

    Eh quando c’era lui caro lei.

    Aveva ragione Catenacci :-)

  32. mistergrey2 scrive:

    “Così come ho molto sullo stomaco l’aristocrazia radical-liberal alla Chomsky alla Moore.”

    Però di quel paese di energumeni hi -tech con la bibbia in una mano e un cappio nell’altra,
    così somiglianti al tizio che cavalcava la bomba H in un film di Kubrick,
    non mi stroncare la minoranza illuminata!

    Saranno quattro gatti miagolanti nel deserto e magari se la tirano un po’, ma meglio di niente.

  33. birba scrive:

    ma sticazzi del pugnale.
    art.4 Legge 110/1975
    Porto di armi od oggetti atti ad offendere.

    Salve le autorizzazioni previste dal terzo comma dell’articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, numero 773, e successive modificazioni, non possono essere portati, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere.
    Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche, nonché qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona.
    [...]

    finchè nello Stivale c’è una maggioranza di persone che condividono cultura e tipologia genetica italica, le leggi le famo noi e gli ospiti devono rispettarle.
    altrimenti: prego li c’è la porta.

  34. benjamin l'@sino scrive:

    Visti i tempi che corrono e la pletora di criminali armati che infestano le strade e le campagne, direi che sarebbe una buona pratica rivedere le regole sul possesso e sul porto delle armi, anche da fuoco. I delinquenti sono armati e usano le armi che portano, leggi o non leggi. I non delinquenti, quelli che rispettano almeno nelle linee generali le leggi, non possono essere armati e girano quindi disarmati. Inoltre, leggi stupidamente restrittive rendono loro sconsigliabile difendersi sempre e comunque. Direi che le conseguenze di questo stato di cose sono fin troppo facilmente intuibili, e le cronache non fanno che proporcene una quotidiana rassegna.

    Ricordo un detto che circolava in altri continenti parecchi decenni fa: “Dio ha creato gli uomini diversi, Colt li ha resi uguali”. Ora, lasciando perdere la parte del “Dio ha creato gli uomini” (ehm…), non sarebbe ora di dare, tanto per dire, la possibilità a chi viene aggredito di ristabilire un po’ di equilibri?