Milano, Curia contro il registro delle unioni civili

Il Consiglio comunale di Milano voterà in questi giorni sulla proposta di istituire un registro delle unioni civili, come già accaduto in alcune città. Pochi giorni fa Il Giornale ha pubblicato una lettera di una presunta associazione LGBT contro il registro, subito contestata da Arcigay. La condanna categorica della Curia è arrivata ieri tramite una lettera pubblicata sul settimanale ecclesiastico Milano7.

Prima obiezione: “i registri sono inefficaci, hanno avuto poco successo.” Di solito perché svuotati da amendamenti ad hoc. Segue lezione di rapporti istituzionali: “le unioni civili vanno trattate dal Parlamento, non dai comuni” e sulla gestione delle risorse: “il sostegno è da indirizzare a chi con il matrimonio si prende impegni pubblici e stabili verso la società diventandone una risorsa”. Ma i registri sono impegni pubblici e stabili non meno che i matrimoni (di cui circa la metà termina in separazione o divorzio, magari per annullamento rotale).

La Curia attacca anche i matrimoni gay e agita il pericolo di riconoscere la poligamia: “posto che il registro non limiterebbe tale unione solo a quella tra due persone”.

I cattolici di ogni colore hanno risposto alla chiamata: secondo quanto riporta il Corriere, via dal testo il valore anagrafico del registro, via la dicitura “insieme di persone” per un preciso “due persone”; ok a “tutelare” ma non “sostenere”. In bilico anche unioni gay e adozioni. Si è anche deciso per votare secondo libertà di coscienza.

Ecco come si crea un registro “inefficace”.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 23 luglio 2012 alle 13:13 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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131 commenti a “Milano, Curia contro il registro delle unioni civili”

  1. Kaworu scrive:

    oh beh allora non c’è altra soluzione che quella di dare a tutti pari diritti, e quindi permettere anche alle coppie omosessuali di sposarsi.

    così il pericolo poligamia (strano che non abbiano tirato in ballo l’evergreen “si sposeranno anche cani e cavalli”) sarà scongiurato.

    • Walter scrive:

      Si, ormai non ha più senso lottare per diritti civili visto che li osteggiano in ogni modo! Tocca sbattere la testa anche per i riconoscementi più miseri?? Ok, allora tanto vale lottare per per il matrimonio e l’adozione per coppie omosessuali.

      • Kaworu scrive:

        difatti.

        soprattutto se certe miserie poi le possono pure sventolare come il biscotto col cane.

        anche no, grazie.

        spariamo alto.

  2. Marco scrive:

    Ma la Chiesa, che rappresenta i credenti in Cristo (che sono, più o meno, il 90 % della popolazione italiana), ha il diritto di esprimere le proprie opinioni sugli argomenti su cui ritiene opportuno esprimersi.
    O la vostra idea di laicità è quella dell’Unione Sovietica, in cui chi veniva beccato mentre pregava veniva rinchiuso in carcere e “laicizzato a forza”?

    • Kaworu scrive:

      nessuno vieta ai cattolici di scartavetrarsi le gonadi se si scoprono omosessuali.

      ma non hanno nessun diritto di impedire ad altre persone di avere gli stessi diritti di tutti.

      o la tua idea di laicità è l’iran?

    • Kaworu scrive:

      potresti poi dimostrare che i cattolici sono “più o meno” il 90% della popolazione italiana?

      perchè a casa mia “essere cattolico” significa anche comportarsi come tale.

      ho come la sensazione che i divorzi siano invece un pochino di più. e le coppie conviventi (per non parlare dei matrimoni civili) stanno leggerissimamente superando quelli cattolici.

      tanto per basarci sulla realtà.

      senza contare che si stima che i gay stiano tra il 10 e il 5% della popolazione (imho comunque per difetto), e considerando che non son certo tutti atei…

    • faber scrive:

      A proposito di “sentito dire”: quale legge dell’Unione Sovietica vietava di pregare? Mi sapresti citare un caso di credenti che vennero arrestati e laicizzati in quanto tali? A me risulta che in Unione Sovietica fossero perseguitati gli oppositori politici e che il credo religioso non fosse minimamente tenuto in considerazione.

      • Ferrer scrive:

        Ti risulta bene, in Urss la libertà religiosa era garantita in Costituzione.

        “Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell’U.R.S.S. è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare i culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.”
        (Costituzione dell’URSS art. 124.)

    • Nathan scrive:

      La chiesa ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni su tutto, e dare prescrizioni di comportamento AI SUOI FEDELI, ma la deve piantare una volta per tutte di mettere becco nella legislazione civile, che riguarda TUTTI I CITTADINI DI UNO STATO, INDIPENDENTEMENTE DALLE OPZIONI RELIGIOSE. Del resto è una cosa che si permettono di fare ormai solo in Italia e pochi altri stati. qUANDO VA IN VISITA IN fRANCIA, PER ESEMPIO, PURE IL PAPA SI GUARDA BENE dal fare discorsi che potrebbero suonarre critica di leggi vigenti francesi, perchè sa che scatenerebbe un incidente diplomatico. Purtroppo, come laicità dello stato, l’italia assomiglia più all’Iran che alla francia, che pure è confinante.

      • paride scrive:

        Non mi risulta (l’incidente diplomatico); per esempio il papa si è espresso contro il recente ntervento armato in Libia, sebbene questo fosse stato sostenuto e promosso dalla Francia; non ci pare si sia avuto un incidente diplomatico. Ritenti. Saluti

      • Kaworu scrive:

        ogni tanto deve dire qualche ovvietà peace and love.

        poi andrà a stringere la mano di qualche dittatore. il suo predecessore era un esperto in questo

      • Gérard scrive:

        @ Paride
        All’ interno del suo staterello, il Papa puo racontare tutto quello che vuole sulla politica d’un paese straniero . Come d’altronde si era opposto Woitila alla guerra in Iraq .
        Pero guai se un Papa venisse a criticare una legge che riguarda le affari interni di un paese straniero ( inanzzitutto in Francia ) Si chiama ingerenza nelle affari interni di un paese ( dovrebbe essere valido anche in Italia no ? )
        Per esempio, quando furono istituiti i PACS in Francia, la chiesa si è espressa contraria ma in un modo molto discreto .

      • O.F.M. scrive:

        L’Arcidiocesi di Milano non ha fatto un pronunciamento ufficiale né ha lanciato una scomunica contro Pisapia o i consiglieri che voteranno. Semplicemente, di fronte a esplicite domande di giornalisti, ha espresso il proprio parere.
        Se qualsiasi cittadino o organizzazione ha il diritto di dire la propria opinione, perché negarlo ai vescovi, preti o anche semplici cittadini cattolici, che sono a tutti gli effetti cittadini italiani? Non parlerei, almeno in questo caso, di ingerenza negli affari interni. Se viene richiesto il mio parere, io lo dico in semplicità.

        La vera differenza tra l’Italia e la “laicissima” Francia, caro Gérard, non è nella differenza di tono della Chiesa. Anche in Francia la conferenza episcopale locale si oppose all’approvazione dei PACS e lo fece anche con forza e decisione ben maggiore di quella del Card. Scola a Milano.
        La vera differenza sta nei mezzi di comunicazione, che in Italia sono pronti a correre a intervistare ogni prelato o porporato su qualsiasi questione e a riportare (e talvolta a distorcere…) ogni suo sospiro. Perché lo fanno? Perché in Italia il voto dei cosiddetti “cattolici” è in percentuale molto più consistente rispetto alla Francia e ad altri paesi. Da qui la maggiore attenzione e la sensazione di “onnipresenza”.

        Un abbraccio a tutti.

    • ANCIA LIBERA scrive:

      ma smettila di dire pagliacciate !!!!

    • faber scrive:

      Ah altra piccola precisazione (questa volta faccio la parte di spapicchio): la chiesa non rappresenta i credenti in cristo, ma i credenti in una particolare disciplina del cristianesimo stabilita dai principi di suddetta chiesa. Tant’è che si chiama chiesa cattolica, non chiesa cristiana.
      Sul 90%….be dai non ti senti almeno un poco ridicolo? Le chiese sono vuote, i seminari pure, gli avvocati divorzisti pieni, le vendite di profilattici vanno alla grande e il chiacchierricio del papa risulta per molte persone equivalente al ronzio delle zanzare. Ora, scommettiamo che neanche il 90% di quelli che vanno regolarmente in chiesa seguono i principi della CCAR? Ma potrei spingermi anche fino al 50%…fino al 10% se togliamo gli over 65.

    • Odino scrive:

      “la Chiesa … ha il diritto di esprimere le proprie opinioni sugli argomenti su cui ritiene opportuno esprimersi”.

      Ci mancherebbe altro! La Chiesa ha tutto il diritto di continuare a dire fregnacce.
      Se la Chiesa e il papa venissero zittiti io dovrei rinunciare alla mia dose quotidiana di risate.

    • fab scrive:

      La chiesa, o meglio la sua dirigenza, ha anche e soprattutto il dovere di pensare prima di cambiare aria ai denti,

    • Dino scrive:

      La chiesa cattolica rappresenta i credenti in Cristo??? Ma se quando nacque, 1700 anni fa (quando non era ancora “chiesa cattolica” [e non è mai stata né mai sarà davvero "cattolica"!]), ha preso in mano direttamente l’eredità peggiore dei farisei dei tempi di Gesù e ne ha solo rinnovato parzialmente la facciata, in combutta col Costantino (non poi così grande), prendendo come scudo la figura del Cristo che, stando al racconto evangelico, avevano essi stessi portato alla croce! Bisogna essere proprio plagiati fino all’ultimo neurone per credere che i cattolici, chierici in particolare (di qualsiasi ordine), siano cristiani o rappresentino in qualche modo i cristiani (al di là delle parole). Oppure bisogna essere (è proprio il caso di dire) in malafede!

      La chiesa cattolica e tutti i suoi mebri rappresentano solo i propri interessi materiali, oltreché le proprie superstizioni, spacciandoli per interessi spirituali di tutti: la più grande bestemmia che mai si possa dire.

      • O.F.M. scrive:

        Mamma mia, caro Dino!
        Essendo io un frate, che cattivo che sarei! Non me ne sono mai accorto! :)

        Tralasciando la tua visione molto “particolare” della storia della Chiesa (a proposito, potresti consigliarmi qualche lettura che abbia fondamenti storici e non sia il frutto di qualche film, sito o giornaletto di qualche storico improvvisato…?), io non penso che sia giusto generalizzare. Conosco confratelli che hanno rinunciato a una vita di lussi e ricchezze per rinunciare a tutto e andare a curare i lebbrosi e i malati di AIDS in Africa. Non penso che si possa dire che “perseguono i propri interessi materiali”.

        Un saluto e un abbraccio.

      • Fri scrive:

        Non penso che si possa dire che “perseguono i propri interessi materiali”.

        perseguono la loro buona coscienza, sperando di salvarsi l’anima! ma quanto la tua chiesa (e quelle affini) e’ responsabile delle miserie dell’Africa te lo chiedi mai?

      • O.F.M. scrive:

        Carissimo
        Al di là di un po’ di vuota retorica, sei mai venuto in Africa?
        Hai mai parlato con medici ed esperti di qualche ospedale africano?
        Hai mai paragonato quanto fanno le missioni cristiane (cattoliche, protestanti, etc…) con le organizzazioni internazionali il cui budget viene speso al 90% per stipendi e alberghi dei funzionari e degli operatori stessi?

        Sul ruolo della Chiesa in Africa c’è più disinformazione che informazione.
        Potrai non credermi o pensare che sono un mistificatore, ma ci ho vissuto per alcuni anni proprio come missionario. E ti posso dire che sono più i bimbi e le donne salvati che quelli battezzati, a riprova che non scendiamo con l’obiettivo di spargere acqua benedetta sulle teste del maggior numero di persone.

        Un caro abbraccio.

      • Kaworu scrive:

        ma quanta gente s’è rifatta il nick? così eh, per sapere…

      • O.F.M. scrive:

        Presumo che la domanda sia rivolta a me. :)
        Però non l’ho capita, scusa.

    • DanielN scrive:

      Sarebbe comunque ben strano che un sistema del genere le crei tanto disturbo non le pare?
      Ha mai sentito parlare di eccidi e massacri perpetrati dalla sua santa madre chiesa per convertire gli infedeli?
      Ha mai provato ad immaginare come poteva essere per circa 1500/1600 anni dichiararsi ateo o agnostico?
      O semplicemente non attenersi rigorosamente a tutte le indicazioni della sua santa madre chiesa?
      Per avere una pallida idea provi per esempio a mettere il suo dito mignolo sulla fiammella di un accendino per circa 10minuti e poi ne riparliamo ;-)

    • Stefano scrive:

      @ Marco

      O la vostra idea di laicità è quella dell’Unione Sovietica, in cui chi veniva beccato mentre pregava veniva rinchiuso in carcere e “laicizzato a forza”?

      E questa balla gigantesca da dove viene fuori?

    • Federico Tonizzo scrive:

      @ Marco delle 14:25
      1) La curia “potrebbe” avere il diritto di dire la sua, se TUTTI i cittadini potessero dire la loro!
      2) Il cattolici NON sono il 90% della popolazione: anche coloro che “si dicono cattolici”, hanno storie sessuo-affettive quante ne vogliono, e vanno a messa in pochissimi e sempre meno, quindi i cattolici “veri” saranno sì e no il 5-10% della popolazione!
      3) La curia non si deve quindi MAI PIU’ permettersi di mettere il becco in faccende che NON LA RIGUARDANO!!!
      4) Se anche un cattolico vuol farsi tutti i “peccati” del mondo sono fatti suoi (purchè non faccia del male a nessuno), poi se la vedrà lui con “chi di dovere” (nel caso assolutamente improbabile che un “chi di dovere” divino esista), e LA CURIA NON DEVE INTERFERIRE CON LA LEGISLAZIONE CIVILE, legislazione che tra l’altro riguarda TUTTI!

    • Leonardo scrive:

      La chiesa non si limita ad esprimere opinioni, ma pretende dx’imporre le pèroprie stupide superstizioni9 anche a chi superstizioso non è.
      Se proprio t’appassiona tanto trovare similitudini con l’ex Unione Sovietica, direi che l’aspirante dittatore è il Papa.

      • Federico Tonizzo scrive:

        Concordo con Leonardo e aggiungo: paragonare le “purghe” staliniste con i roghi di eretici e le crociate sotto il regime del papa!!!

    • oty scrive:

      “Ma la Chiesa, che rappresenta i credenti in Cristo (che sono, più o meno, il 90 %)”
      MA NON DI FATTO, VISTO CHE IL BATTESIMO NON E’ STATA UNA SCELTA PERSONALE MA DECISO DA ALTRI AL POSTO NOSTRO CHE ESSENDO PICCOLI NON ERAVAMO INGRADO NE DI INTENDERE NE DI VOLERE. CI E’ STATO IMPOSTO CONTRO LA NOSTRA VOLONTA’ PER CUI NON VIENE CONSIDERATO VALIDO. IN NUMERO DEI CREDENTI NON FA LA REALTA’ DI CIO’ CHE IN FONDO NON C’E’.

    • FSMosconi scrive:

      @Marco

      Ma il sommo pontefice dei vicari del cosiddetto Dio in Terra non aveva asserito che “La Chiesa non fa politica”? Cos’è questa se non contraddittorietà a fronte per giunta di una tanto decantata infallibilità?

      Prima di sparare a zero coi soliti luoghi comuni pensa un attimo a monte invece di guardare il proverbiale dito: non ha controindicazione sa’…

      :roll: :roll: :roll:

    • Marco Uno scrive:

      No, la Chiesa non ne ha diritto.

      Anche se i cattolici fossero il 99.9% della popolazione non avrebbero diritto di imporre la loro visione a quello 0.1% imponendogli come vivere e negando loro i diritti che tutti gli altri hanno.

      La dittatura è l’imposizione di una visione a tutti.
      La dimocrazia è la difesa di ogni minoranza.
      Emmaremma con questo continuo voltafrittata catto/vittimistico.

    • Ferrer scrive:

      “Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell’U.R.S.S. è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare i culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini.”

      (Costituzione dell’URSS art. 124.)

      • O.F.M. scrive:

        Che la libertà religiosa fosse garantita dalla costituzione non significa che fosse reale. Era solo uno specchietto per le “allodole” occidentali.

        Ho avuto la fortuna di conoscere persone internate in campi di prigionia in URSS, Albania e Romania perché credenti e vi assicuro che le umiliazioni e le torture non erano “teoriche”. Vi è tutta una letteratura indipendente che testimonia le migliaia di vittime a vario livello delle persecuzioni contro i credenti (non solo cattolici, ma anche ortodossi, ebrei e musulmani).

        http://www.raistoria.rai.it/articoli/stato-sovietico-e-persecuzione-religiosa-la-russia-dopo-la-rivoluzione/5009/default.aspx
        Il filmato è curato da Arrigo Levi, che certo non è cattolico.

        Un saluto.

      • Fri scrive:

        perché credenti

        o, meglio, perche’ oppositori del regime

        persecuzioni contro i credenti

        che sono state tante quanto, o probabilmente meno, in percentuale, delle persecuzioni nei confronti degli anarchici (atei) e degli omosessuali di qualunque religione o non religione

        PS: tutto questo c’entra con la notizia perche’…?

      • O.F.M. scrive:

        E’ secondario se sono meno o più: era comunque gente ingiustamente torturata o uccisa. Ferrer citava la costituzione sovietica come corretto esempio di laicità dello stato. Da qui il mio dissenso.

        Comunque accetto il tuo rimprovero: non divaghiamo :)

  3. Florasol scrive:

    ha diritto di esprimersi sulla legislazione. Nello stato del vaticano a lei pertinente.

    Fuori però dalla legislazione di altri stati, che riguarda tutti i cittadini, credenti e no e tutti deve tutelare.
    Tanto chi è fervente cattolico non andrà a convivere, giusto? (ooooops, buona parte dei conviventi dello stesso o di diverso genere che conosco si definisce cattolico! ma come, le vostre regole non vanno bene nemmeno ai vostri affiliati? ma allora chi le ha votate? ah già, voi NON siete uno stato democratico ma una teocrazia assoluta… che gaffe….)

  4. Florasol scrive:

    ….eh? il 90%?
    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH ragazzi ne abbuiamo trovato uno che ci crede davvero alle statistiche vaticane!!!!

    ma vai fuori da una chiesa alla domenica a contemplare le folle oceaniche di fedeli che accorrono alla squilla!!! ma vai a gridare per fare l’eco nei monasteri vuoti, nei seminari deserti! :lol:

    • Kaworu scrive:

      sarebbe anche carino valutare l’effettiva verginità delle giuovin sposine cattoliche al momento del matrimonio.

      a volte è facile, c’è già una discreta panza o il paggetto è il figlio di uno dei due sposi semprevergini fino al matrimonio cattolico.

    • nightshade90 scrive:

      nemmeno quelli che si DEFINISCONO cattolici (e ho detto si definiscono, non che si comportano da cattolici, che seguono o hanno un minimo interesse per il penseiero del papa e della chiesa o anche solo vanno in chiesa una volta all’anno) arrivano al 90%. nemmeno quelli che si definiscono CRISTIANI arrivano a tale cifra, quelli che si definiscono cattolici non arrivano nemmeno al 50%. figurarasi quelli che lo sono davvero, cioè seguono i precetti con un minimo di impegno e/o conoscono almeno un minimo la bibbia. quanti sedicenti ctatolici sanno chi fu elia e cosa fece? e geremia? e cosa avvenne a mosè dopo la fuga dall’egitto e i 10 comandamenti? chi fu lot? cosa fece davvero salomone, al di fuori della storiella delle donne che litigavano per il bimbo, da chi furono conquistati gli ebrei, chi costruì e chi distrusse il tempio d’israele, dove venne trovata l’arca dell’alleanza, cosa fece giosè oltre ad abbattere le mura di gericho, cosa fece giona oltre a frasi mangiare da una balena, cosa fece ezechiele e chi fu la regina di saba?
      o almeno, chi sa quali e quanti sono i dogmi del cattolicesimo ed in cosa consistono?

      nessun cattolico al di fuori di chi ha fatto il seminario sa mai queste cose, e spesso nemmeno i catechisti sannoq euste cose. i cattolici affermano di professare una religione che nemmeno conoscono.

  5. whichgood scrive:

    Poligamia?. E come definirebbero tutti quei matrimoni CATTOLICI che finiscono in divorzio per via delle corna?. Poligamia temporanea?. Hanno perso di mano il controllo della società, si rassegnino. Il loro dio è un relito arcaico.
    Evidentemente è meglio stabilire regole chiare per il complesso “famiglia”, tanto ai bambini ci pensano i preti pedofili.

  6. MASSIMO scrive:

    Scusate gente.
    Io noto che nel tempo c’è sempre un nuovo catto-troll del forum.
    Prima era Calogero, poi Giuseppe, poi Enrico ed adesso Marco.
    Ma non sarà che è la stessa persona che nel tempo si cambia il nick?

    • whichgood scrive:

      Vedi Massimo, so che per te è difficile da capire ma nel cattolicesimo è possibile stabilire che tre anime sono in realtà una. Non vedo difficoltà a stabilire che questo rapporto possa estendersi all’infinito (e non chiamiamoli poligamia eh! ).

    • alle scrive:

      @ massimo
      No, fanno i turni

    • diego scrive:

      la presenza di troll totalmente incapaci di argomentare favorisce la causa atea. E’ un peccato che ce ne siano pochi.

  7. paride scrive:

    Ineccepibile la posizione della Curia nel merito e nel diritto. La famiglia si compone del genere maschile e femminile, chi non è credente può convolare a giuste nozze utilizzando l’istituito del matrimonio civile.

    • Odino scrive:

      Ancestrale e illogica altro che ineccepibile.

    • Kaworu scrive:

      perchè, qualcuno ha chiesto i matrimoni gay in chiesa?

      (che poi sono i preti che dicono di sposarsi con dio…)

    • Rudy scrive:

      Certo che sentire parlare di ineccepibile diritto relativamente ad una fluidissima “entità” che si fonda sulla più grande truffa giuridica della storia europea fa morire dal ridere.

    • Southsun scrive:

      Sì, infatti la posizione della Curia è “ineccepibile” tanto quanto quella del ’35 che celebrava l’invasione dell’Etiopia da parte del regime fascista, con cui la Chiesa era pappa-e-ciccia.

      Così mentre la manina ossuta del “beato” card. Shuster gesticolava e la sua boccaccia bavosa belava lodi al dio degli eserciti, gli etiopi morivano in massa sotto le bombe a gas e i proiettili esplosivi del criminale di guerra generale Graziani. Dovevano essere “convertiti”, che diamine!

      Sempre dalla parte della Verità e della Giustizia, la Curia di Milano, sì sì… “Ineccepibile”.

  8. fab scrive:

    Il solito delirio. Intanto, opporsi a qualcosa che si dichiara inutile è sempre da cretini (d’altronde, sappiamo con chi abbiamo a che fare): se è inutile, qual è il problema? Poi parte il solito aggancio pretestuoso: se apriamo la porta ai laici, poi ci si infilano anche i musulmani. Come se quelli che somigliano ai musulmani fossimo noi e non i cattolici. Questa è davvero gente senza il ben dell’intelletto: se fossero soltanto in malade, troverebbero scuse meno ridicole.

  9. neverclean scrive:

    La cosa più vergognosa della politica politicante attuale è quella di permettere ai nostri rappresentanti eletti – a qualunque livello e particolarmente a livello parlamentare – di votare
    secondo COSCIENZA in nome di una pretesa autonomia dell’individuo eletto dal partito in cui si è candidato.
    Ora a me pare questo un trucco ignobile, ben chiaro a tutti i nostri politicanti di qualunque colore politico, per fornire una giustificazione “logica” al loro esplicito o implicito clericalismo e poter continuare a fregare il popolo e le minoranze non cattoliche negando loro diritti. Certi come sono che qualche sprovveduto, anche fra i rappresentanti eletti dal popolo, abbocchi
    a un ragionamento volutamente fatto a mezzo.
    Infatti la COSCIENZA individuale di cui si ciancia NON PUO’ ESSERE UNA COSCIENZA RELIGIOSA!
    Perchè se tale fosse, e i nostri rappresentanti fossero in maggioranza ad es. di religione islamica, allora avremmo la situazione in cui un uomo puo’ sposare 4 donne, ma non sarebbe vero il viceversa.
    E perchè non sarebbe giusto il 4 donne a 1, senza il 4 uomini a 1?
    Perchè violerebbe i diritti di uguglianza fra i sessi sanciti dalla nostra Costituzione e da tante altre leggi delle nostra Repubblica.
    Non essendo plausibile la coscienza religiosa islamica come criterio guida dell’orientamento nel voto dei nostri rappresentanti, non può esserlo nessun’altro orientamento religioso. SOPRATTUTTO quello CATTOLICO: in Italia la coscienza cattolica non può dettare i comportamenti dei rappresentanti nelle istituzioni perchè, se così fosse, verrebbero discriminate le altre confessioni religiose e le tendenze filosofiche non confessionali.
    Piaccia o no, il cattolico eletto deve votare secondo una coscienza che non è quella religiosa.
    E quale sarà mai questa coscienza?
    E’ la coscienza che lo ha fatto eleggere come rappresentante della Repubblica, di cui deve rispettarne le leggi e, fra di esse, la più importante legge che è la Costituzione della Repubblica.
    La coscienza del cattolico viene dopo la coscienza repubblicana quando costui opera in un campo che esula dal proprio individuo e diventa pubblico, come è il caso delle leggi e regolamento che emanano a ttti i livelli le istituzioni repubblicane.
    E la coscienza repubblicana è innanzi tutto adesione alla Costituzione CHE E’ LAICA!!!
    Come ha più volte ribadito la Corte Costituzionale, se qualcuno lo avvesse scordato.
    Quindi si vota con una coscienza LAICA se si vuole essere un buon rappresentate del popolo che vota secondo coscienza. E il cattolico, islamico, ateo eletto in Consiglio Comunale vota in favore dei diritti delle minoranze se è una persona seria che ha capito qualcosa del voto in coscienza. Perchè i diritti delle minoranze sono lo specchio della democrazia e quindi della laicità. Oltretutto questi diritti sono solitamentesolo possibilità che vengono date alle minoranze che non VANNO MAI A LEDERE i diritti garantiti alle maggioranze.
    ETSI DEUS NON DARETUR. ETSI DEUS NON DARETUR.
    Il diritto è laico.

    • Dino scrive:

      Dovrebbe funzionare così, ma… l’uomo è sempre uomo. E poi tutto quel pasticcio dei Patti Lateranensi rende la Costituzione italiana meno laica di quel che dovrebbe essere, proprio perché citati nella Costituzione stessa. E la prima parte dell’articolo 7 è stata disattesa, pare, anche dai più alti vertici dello Stato italiano, come dimostrerebbero le carte fuoriuscite recentemente dal Vaticano.

      Esiste, infine, anche il diritto ecclesiastico, che non è estraneo al diritto italiano, proprio a causa dei Patti Lateranensi (vedi i privilegi di cui gode il clero cattolico qui in Italia).

      • Dino scrive:

        A veder bene, anche la prima parte dell’articolo 7 della Costituzione è un pasticcio. “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” La Chiesa cattolica è radicata in tutt’Italia, e non confinata alla sola Città del Vaticano, quindi convive con ciò che Chiesa cattolica non è, nello stesso Stato italiano. Ma, a differenza di ciò che Chiesa cattolica non è, questa ha diritto d’indipendenza e sovranità nel “proprio ordine.” Quindi è uno Stato nello Stato, con privilegi che lo Stato italiano non concede a tutti gli altri cittadini e associazioni di cittadini.

        Finché rimane quell’articolo tra i princìpi fondamentali della nazione, quindi, figuriamoci se si può parlare di coscienza religiosa o non religiosa!

      • neverclean scrive:

        I Patti Lateranensi citati in Costituzione, che avrebbero dovuto essere modificati, sono un insieme di 3 Trattati che riguardano anche la definizione del territorio assegnato a uno Stato estero contenuto all’interno del territorio della Repubblica.
        Il fatto che siano stati citati in Costituzione è opinabile, ma non c’entra assolutamente nulla con il comportamenteo dei cittadini italiani di fede cattolica eletti nelle varie assemble della Repubblica.
        “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.” e’ la traduzione in termini novecenteschi della “libera Chiesa in libero Stato”, o, se si preferisce, del “date a Cesare etc.”.
        L’ordine della Chiesa cattolica riguarda evidentemente la coscienza individuale dei singoli cattolici, verso cui la Chiesa cattolica sollecita comportamenti a cui il singolo cattolico può o meno aderire.
        Se la Chiesa cattolica suggerisse comportamenti da tenere in assemblee elettive della Repubblica ai propri adepti, violerebbe la nostra carta costituzionale e i Patti che ha liberamente sottoscritto con la nostra Repubblica perchè uscirebbe dall’ordine in cui è sovrana: quello delle coscienze individuali dei cattolici.
        Che poi lo faccia spesso e che i politici e gli uomini di “Stato” italiano glielo permettano è un altro fatto. Ma ciò non significa che sia un comportamento corretto, anche alla luce del dettato costituzionale.

    • robby scrive:

      quoto neverclen……….cmq non capisco il problema della poligamia,e si fossero oppure non sappiamo sette Ho societa mistiche ecc…dove la poligamia e accettata,perche,in base e in contrasto al islam,dovrebbero non partecipare a dei logici diritti di riconoscenza che lo stato deve,se è democratico riconoscere…cioè se io trovo 2 donne che vogliono convivere con me,una avra un privilegio,e l altra no……e questo non e equo….

  10. paride scrive:

    Chi è contro il matrimonio omogenere, opera secondo una coscienza laica, repubblicana e conforme ai dettami della Costituzione. Mi spiace.
    Ossequi

    • Kaworu scrive:

      dov’è che sta scritto che il matrimonio omosessuale è incostituzionale?

      hai studiato con la bindi?

      Art. 29
      1 – La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
      2 – Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

      non vedo “i coniugi devono obbligatoriamente essere maschio e femmina”.

      anzi, si parla di uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

      • Federico Tonizzo scrive:

        Costituzione italiana, art 3:
        <>.

      • Federico Tonizzo scrive:

        “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di SESSO, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della repubblica RIMUOVERE gli ostacoli di ordine sociale che limitano di fatto la libertà è l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…)”

      • Kaworu scrive:

        tra le altre cose…

        Art. 2

        La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

        Art. 3

        Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

        È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

      • Zeno scrive:

        A leggere bene non è indicato nemmeno quanti coniugi formano la famiglia

      • Kaworu scrive:

        ah beh se più di due persone riuscissero a mantenere equilibrio e rapporti paritari… personalmente la vedo dura, ma è un’idea personale.

        poi vabbè si sa mai che i denobulani esistano davvero eh

      • firestarter scrive:

        @ Federico Tonizzo e Kaworu

        effettivamente l’articolo 3 della costituzione fornisce la soluzione del problema: RIMUOVERE l’articolo 7 + concordato, che sono l’espressione della feccia vaticana nella sua azione continua di impedimento del raggiungimento dell’uguaglianza da parte di certi gruppi di cittadini in base ad una disgustosa, ignobile, e anacronistica ideologia criminale.

        Se la feccia vaticana rifiuta, rimuovere la feccia vaticana in quanto radice del problema.

      • Federico Tonizzo scrive:

        @ firestarter
        Sono sempre d’accordo sulla rimozione dellart. 7 e del Concordato.
        Aggiungo che lo stato italiano dovrebbe farsi restituire dalla chiesa tutto quello che le ha regalato dal concordato in poi, in particolare, requisire quel “20-25%” del patrimonio immobiliare italiano che è attualmente posseduto dalla chiesa (sai quante tasse e quante “manovre” di quanti Monti ci potremmo risparmiare?).

    • neverclean scrive:

      Come ha già dimostrato Kaworu le conoscenze di Paride relativamente alla Costituzione sono carenti.
      Comunque proviamo a farlo ragionare laicamente e quindi concretamente:
      Paride, perchè confondi il Registro delle Unioni Civili a Milano (ne esistono in molti Comuni d’Italia) con l’istituto del matrimonio?
      a quali diritti da’ luogo l’iscrizione al Registro e quali doveri vengono posti in essere per le coppie registrate?
      Questo significa per prima cosa essere laici: ragionare in concreto al di fuori dei dogmi. E poi verificare se cio’ che ne viene fuori rientra nell’ambito delle leggi in essere, senza distorcerle con le lenti di una ideologia religiosa anacronistica.
      E facendosi eventualmente aiutare dal buon senso (= ragionamento basato sull’esperienza), laddove la legge sia carente.

  11. giulio scrive:

    via la dicitura “insieme di persone” per un preciso “due persone”

    Scusate, ma questo mi sembra giusto.
    Perché riconoscere la poligamia che è strutturalmente non egualitaria?
    Mi sembra giusto limitare il riconoscimento comunale alle coppie.

    • Paul Manoni scrive:

      Anche secondo me non fa una piega…Si tratterebbe di un emendamento per fissare le cose, ed ostruire quei buchi che lascerebbero spazio proprio alla poligamia. Se qualcuno ha altre opinioni sulla questione, le sollevi. ;)

      • Davidez scrive:

        Assolutamente contrario a limitazioni della libertà altrui. Perchè impedire a qualcuno di concepire l’affettività in termini “plurali”: es. due donne e tre uomini, quattro uomini e una donna, ecc. ecc.? Se un modo di vivere è scelto nella piena consapevolezza e libertà (non imposto), non capisco perchè lo si debba vietare. Capisco che qui ci si preoccupi della poligamia in quanto vigente nella religione islamica e simbolo della sottomissione della donna all’uomo ma, vietando forme di famiglie “allargate”, ci si preclude un concetto di famiglia veramente nuovo e libero da qualsiasi vincolo. Troppo astratto? Troppo lontano dalla realtà odierna? Può darsi. Ma porre paletti al concetto di famiglia non farebbe che renderci simili ai nostri avversari credenti.

      • Paul Manoni scrive:

        @Davidez
        No, la poligamia non centra un bel nulla con le Unioni Civili. Possiamo essere a favore o contro la poligamia, ne possiamo discutere e possiamo perfino lavorare su una legge che la introduca per quel che mi riguarda.
        Ma le Unioni Civili, servono per dare alle coppie conviventi etero o alle coppie omosessuali, gli stessi diritti di cui godono le altre coppie, quelle sposate, sulla base del semplicissimo principio di uguaglianza costituzionale (Art. 3).
        La poligamia in Italia non è legale per nessuno, quindi non vedo, proprio sulla base del suddetto principio costituzionale, perchè dovrebbe nel caso valere ed essere legale per chi usufruisce di un’Unione Civile.

      • giulio scrive:

        @ davidez

        Scusa ma chi ha parlato di VIETARE la poligamia?
        Nessuno vieta nulla a nessuno, si sta parlando di cosa tutelare con diritti successori, previdenziali, di solidarietà reciproca etc… e cosa eventualmente lasciare senza garanzie statali.

    • Paul Manoni scrive:

      Bruttissimo semmai è quel “ok a “tutelare” ma non “sostenere””.
      Permetterebbe una disugualianza tra coppie sposate e coppie unite civilmente, soprattutto sulle questioni economiche.

  12. Massimo scrive:

    Qualunque esercizio retorico (caro a gesuiti e papisti in genere) volto a leggere fra le righe cosa si nascondesse dietro la definizione “coniugi” nell’Italia del 1948 si scontra miseramente contro il feticcio della “Costituzione intoccabile”.

    Viviamo in un paese in cui, nello stesso tempo, ci viene venduta l’idea che è stata istituita la “Seconda Repubblica” (in procinto di promozione a “Terza”) senza il passaggio obbligato di un’assemblea costituente (vedi Francia) e, insieme, l’idea che, alla chetichella, è giusto e santo mettere le mani sulla Carta per introdurvi surrettiziamente il pareggio di bilancio perché conta più il Mercato della Borsa del mercato con la borsa (quello ortofrutticolo, frequentato dagli italiani in carne ed ossa).

    Nel frattempo, nessuno osa – nemmeno per gusto del paradosso fantapolitico – mettere in discussione iln Concordato, origine di buona parte dei mali nostrani e responsabile di una collezione di multe comminate all’Italia dall’Unione europea – senza parlare dell’utilità di qualche “ritocchino”proprio per contruibuire al tanto sbandierato… pareggio di bilancio.

    La domanda vera è piuttosto questa: “è la società di un paese a dover essere lo specchio della propria Costituzione o è piuttosto la Costituzione a dover riflettere le condizioni sociali di cui è espressione?”.

    Se si opta – come sarebbe il caso – per la seconda scelta, significata appunto che il vero nodo sta in un’ulteriore domanda: “così com’è, la Costituzione italiana VIETA esplicitamente le unioni omosessuali come, ad esempio, quella polacca?” – la risposta è NO.

    Segue il corollario: “Per evitare contorcimenti esegetici sui Quattro Sensi della Scrittura costituzionale, non sarebbe il caso di modificarla rendendo esplicito (anche in forza dell’art. 3) che nel 2012 la società italiana non è quella del 1948 e che, ai nostri giorni ‘coniugi’ vuol dire ‘contraenti un accordo legalmente riconosciuto, a prescindere dal sesso’ “?

    Qualsiasi tentennamento equivarebbe a sancire il principio che la grammatica scritta di una lingua (la Costituzione fondativa) è nata prima della lingua stessa (la società messa nero su bianco in Costituzione).

    Questa sì che sarebbe/è fantapolitica!

    • moltostanco scrive:

      si potrebbe anche ricordate che il diritto di famiglia è cambiato dal 1948. Il matrimonio attuale è decisamente diverso, per il codice civile, dal matrimonio del 1948 (parlo ovviamente del matrimonio vero e legale, quello cosiddetto “civile”, non quello religioso che non ha alcuna validità legale)

  13. diego scrive:

    daltronde il non fare una legge per le coppie di fatto potrebbe avere altre conseguenze, per esempio costruire campi di sterminio per gli omosessuali.

  14. stefano scrive:

    un giorno non so quanto lontano l’Ue ci obbligherà a riconoscere le coppie di fatto pena pesanti multe in caso contrario, e forse obbligherà i nostri pavidi politici a legiferare in modo che anche gli omosessuali possano sposarsi almeno con rito civile.

    • Kaworu scrive:

      a quel punto, si scopriranno tutti indefessi paladini dei gay dalla notte dei tempi

      • stefano scrive:

        penso comunque che cambierà poco.
        i gay resteranno discriminati, e come con la 194, le loro unioni resteranno appunto solo una legge in gran parte dell’italietta vaticana.
        i pregiudizi sono duri a morire :(

    • francesco s. scrive:

      Spero che non ci debba costringere UE, ma che avvenga prima. Comunque nella prossima legislatura si potrebbe fare una proposta di iniziativa popolare (non parlo di referendum) per l’estensione del matrimonio a coppie dello stesso sesso. Potrebbe servire come strumento di pressione se si raggiunge la quota di firme.

      Comprendo anche la rabbia che possono provare le persone omosessuali per una legge che volendo si potrebbe approvare anche domani, totalmente a costo zero, un solo articolo senza alcuno sforzo intellettivo:

      “Lo stato riconosce il matrimonio con rito civile di persone maggiorenni anche dello stesso sesso con i seguenti requisiti bla … bla … “

    • Reiuky scrive:

      Multe che i nostri parlamentari saranno ben felici di pagare per non scontentare le gerarchie ecclesiastiche.

  15. Alfonso scrive:

    La monogomia è una grandisssima presa in giro, un’invenzione delle religioni monoteiste patriarcali. I mussulmani sono stati più “furbi” dei loro cugini superiori ebrei e cattolci, perchè si sono inenvetati una poligamia a senso unico, ovvero a favore dell’esemplare maschio. In realtà l’uomo, inteso come essere umano NON è monogamo, è poligamo!

    Concludendo, anche coloro che reclamano la “coppia di fatto” fanno comunque il gioco delle organizzazioni religiose, che certamente loro “malgrado” (come già accade in tanti paesi) “concederanno” anche questo diritto.

  16. MEVI scrive:

    Alla Curia
    Come è stato detto in un film – fatti i caz… tuoi!

  17. Paul Manoni scrive:

    Ci sono da aggiungere ulteriori dettagli alla news. ;)
    Primo tra tutti, un Pisapia in gran spolvero che non la manda a dire alla curia di Milano:
    http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/07/23/news/coppie_di_fatto_pisapia_alla_curia_rispettare_le_scelte_della_politica-39575060/?ref=HREC1-1

  18. whichgood scrive:

    Alla fine la questione principale è che la Chiesa è preoccupata per i diritti dei bambini.
    Ogni bambino ha il diritto ad essere violentato dal proprio parroco.
    http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/pedofilia-ecclesiastica
    Ogni bambino ha diritto ad essere idottrinato e marchiato con la religione dei genitori perchè la religione non è una scelta personale. Dio è un obbligo da amare.
    Ogni bambino può cambiare mille volte di genitori purchè eterosessuali. L’eterosessualità è la garanzia della famiglia felice e della crescita sana del bambino.
    Ogni bambino ha il diritto a un papà e una mama. Non importa se il primo è tossicodipendente e la seconda è schizzofrenica. L’importante è l’unione familiare e la fede.

  19. vime scrive:

    Proprio questa settimana su Famiglia Cristiana c’è uuna lettera che chiede “cosa direi a mia figlia se fosse omosessuale”… tra le risposte varie banalità assortite tipo: mancata procreazione, ecc. c’è anche il fatto che è inutile perché i gay non si iscrivono ai registri delle unioni civili… e sono pochissimi.
    Adesso invece si oppongono a questi registri?

    • Paul Manoni scrive:

      Che molti omosessuali non vogliano usufruire di un registro per le unioni civili, è una cosa inspiegabile, ma che posso anche accettare, per carità.
      Il problema secondo me è a monte. Ovvero, come sono stati regolamentati nelle diverse città questi registri?
      In Germania per esempio, il “Lebenspartnerschaft” (Unione Civile), fu introdotta nel 2001, ma non concedeva pieni diritti alle coppie gay. Per questo fu considerata sin da subito una “leggina”, che accontentava tutti ed al tempo stesso non accontentava nessuno…All’italiana si potrebbe dire. ;)
      A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale federale tedesca del 2009, la Germania fu costretta ad equiparare i diritti concessi dal matrimonio, a quelli concessi dal Lebenspartnerschaft.
      Fu in quel momento che molti omosessuali tedeschi (e non)cominciarono ad usufruire in massa di queste possibilità. Piena equiparazione dei diritti.
      Non è un caso che l’On. Concia del PD (sposata con una donna tedesca in Germania) sia contraria alla soluzione che vuole adottare il suo partito. Perchè fosse per il PD, la soluzione sarebbe quella di un’Unione Civile alla tedesca (vers. 2001), mentre invece lei e tutta la corrente interna laica, vorrebbero il “matrimonio” vero e proprio, con pieno riconoscimento di tutti i diritti.
      E fare i matrimoni anzichè le unioni civili, secondo lei, sarebbe anche un modo per non dover rimettere di nuovo le mani sulle quella legge in futuro.
      Quindi uno dei primi limiti dei registri che molti comuni hanno istituito, sta tutto nel suo regolamento. Minore concessione di diritti significa scarsa partecipazione e registrazione da parte degli omosessuali. Maggiore concessione di diritti, significa anche maggiore utilizzo del registro. ;)

      • Kaworu scrive:

        diciamo che è spiegabile col pensiero del “che cosa può darmi a livello pratico questo registro? poco e niente, e al momento c’è l’aria quasi del registro degli ebrei, quindi a che pro farlo?”.

      • Paul Manoni scrive:

        @Kaworu
        Il pro in questi registri, consiste solo ed unicamente in un, seppur blando, riconoscimento dell’Egualianza tra omosessuali ed etero, e tra sposati e conviventi. Un minuscolo e piccolo passo che andrebbe fatto.
        Come dicevo sopra, è attraverso questo tipo di riconoscimenti che poi in Germania hanno avuto dei grossi margini di manovra per equiparare tutto quanto, ed ottenere un pieno riconscimento di tutti i diritti. ;)
        Insomma, come per la Germania ed altri paesi europei, occorre cominciare da qualche parte… ;)

      • Kaworu scrive:

        già ma credo che cominciare così, dopo tutto questo tempo e dopo che nel resto dei paesi civili (beh, larga parte di questi) hanno già praticamente la parità totale o quasi…

        sia un pochino demotivante.

        e faccia anche un po’ inca zza re…

  20. teologo cattolico scrive:

    Quello della coppia omosessuale non si capisce in cosa consista a livello sociale, che sia almeno di maggior rilievo che non l’apporto che può dare il singolo o qualunque altra forma di aggregazione sociale (gruppo di amici, di tre amici e un gatto, ec..)

  21. Francesco scrive:

    Segretario: Curia contro il registro delle unioni civili.
    Papa: L’incurien?
    Segretario: la Curia, Sua Santità.
    Papa: L’angurien.
    Segretario: La Curia!
    Papa: La curen.
    Segretario: La Curia! La Curia! La Curia! Sua Santità!
    Papa: E non ti inkazzaren, anche io sono nervoso quando mi fanno male i denti.
    Segretario: I denti e cosa c’entrano i denti.
    Papa: Hai parlaten di carien.
    Segretario: Ah bonanotte.

  22. Cesare b scrive:

    Dopo che il fulgido esempio della Spagna di Zapatero “Lumen Gentium” ha dimostrato come e qualmente certe riforme abbiano portato quel Paese all’avanguardia nel benessere e nel progresso, cosicché i suoi cittadini oggi, felici e contenti, scendono in piazza unicamente per rallegrarsi della propria felice condizione, sorprende invero che a Milano vi sia qualche sconsiderato il quale critichi i passi che l’ Amministrazione intende fare su analoga strada, altrettanto produttiva – s’intende – di pubblico bene.
    Mi permetto di suggerire che la delibera in discussione s’intitoli “Gaudium et spes”.
    Saluti.

    • Southsun scrive:

      @ Cesare b

      Solo i cattolici possono vedere un collegamento tra il matrimonio gay di Zapatero (perchè di questo stai parlando, cocco) e la crisi delle banche spagnole.

      Mi permetto anche di farti notare – poveretto te – che l’Italia quelle riforme sociali NON le ha fatte e sta quasi peggio della Spagna.

      Concludo facendoti notare che TUTTI i Paesi del Nord Europa QUELLE riforme le hanno fatte da ANNI e stanno meglio di tutti.

      Voi cattolici avete DAVVERO il cervello liquefatto, e la cannuccia è tra le labbra di quel vecchione in gonna e sottana coperto d’oro che alberga a Roma. E non paga l’acqua all’ACEA.

    • firestarter scrive:

      mi permetto di ricordarti che correntemente al governo spagnolo ci sono i tuoi ignobili amici clerico fascisti, i quali si accingono a risolvere tutti i problemi creati da zapatero.

      saluti alla perpetua e mi raccomando non scordarti di farti schifo allo specchio, squallido aguzzino autoritario senza la minima percezione di cosa siano i diritti civili.

    • Marco T. scrive:

      Esempio di intelligenza cattolica…

    • Fri scrive:

      E’ sicuramente colpa dei matrimoni gay se la spagna e’ in crisi economica. Non c’e’ alcun dubbio a riguardo! …

    • fab scrive:

      Signori italiani, Cesare è un cattolico d. o. c.; sicuri di voler essere cattolici?

    • Kaworu scrive:

      l’islanda infatti sta veramente malissimo. e ha avuto pure una premier omosessuale Oo

      regolarmente sposata! Oo

      sarà per questo ch efjannajokulstica$$i ha eruttato

      non ci sono dubbi in proposito.

      per curiosità, quanto tempo libero vi lasciano in casa di cura?

  23. Batrakos scrive:

    A chi vorrebbe legalizzare la poliamoria, io dico che secondo me è qualcosa di impossibile, a meno che non si fissi un paletto sul numero dei ‘legalizzati’, nel senso che, se ognuno potesse sposarsi con ognuno, non solo io avrei magari quattro mogli (non metto i mariti perchè personalmente non credo di essere bisex), ma ogni moglie potrebbe avere tipo cinque mariti e due mogli e ogni marito e moglie di ogni mia moglie potrebbe averne altrettanti e via così all’infinito fino a vanificare l’istituto giuridico, perchè, se tutti si sposassero con tutti, è come se nessuno fosse sposato, visto che non ci sarebbe più un nucleo familiare distinto dall’altro.
    Non voglio certo dire che la vita poliamorosa sia sbagliata o riprovevole, tutt’altro, ma semplicemente che dal punto di vista giuridico va per forza fissato un numero limite di coniugi; purtroppo è il paradosso delle leggi e della democrazia: per dare diritti succede che si debbano limitare alcune libertà. Un punto dolente, ma purtroppo la realtà è questa e meglio della democrazia (per quanto incompiuta, spesso plebiscitaria, talvolta qualunquista e chi più ne ha più ne metta) finora non abbiamo trovato, anche se poi una democrazia che ha troppe sproporzioni economiche al suo interno non è più tale per evidenti motivi…ma questo è un altro discorso.