Tar Liguria: il sacerdote può essere preside, basta la laurea vaticana

Dopo la buona notizia dal Tar del Molise, ecco quella brutta proveniente dall’omologo tribunale ligure. Secondo i giudici amministrativi, i docenti di religioni possono diventare presidi in una scuola pubblica. Anche quando sono sacerdoti. E anche quando il loro titolo di studio è una laurea in teologia conseguita presso un’università vaticana.

La vicenda è stata raccontata da Repubblica. Il protagonista è Giovanni Pietraglia, sposato con tre figli, entrato in ruolo nel 2005 come docente di religione. Non pago, in seguito ha cercato di fare un ulteriore salto, diventando preside. Il dirigente scolastico ligure si è opposto: a suo dire, e a dire dello stesso ministero, la laurea in teologia, conseguita peraltro in un ateneo cattolico, non poteva costituire un titolo valido. Ma il Tar ha deciso diversamente:  la laurea in “Scienze teologiche” presso la “Facoltà Teologica Settentrionale” equivale a una laurea conseguita all’estero. Anche un sacerdote può accedere all’incarico.

Va detto che, per Petraglia, la vittoria personale è limitata: non ha infatti superato gli scritti. Il precedente è tuttavia di peso: la casta di docenti entrata in ruolo grazie alla corsia preferenziale episcopale per insegnare la loro dottrina ha ora il grimaldello giusto per accrescere la propria influenza nella scuola pubblica. Peraltro sempre meno considerata dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, a beneficio di quella privata. A maggioranza cattolica.

Come noto, gli insegnanti di religione cattolica, benché pagati dallo Stato, sono scelti dai vescovi. Ma una volta entrati in ruolo (la legge, del 2003, fu votata dal centrodestra e dai cattolici del centrosinistra) chiedono ormai di essere trattati come gli altri docenti, che hanno ottenuto una cattedra con un concorso pubblico, magari dopo anni e anni di precariato.

Per l’Uaar anche un prete può partecipare ai concorsi per dirigente scolastico. Deve però dimostrare di essere come gli altri, rispettando le regole che valgono per tutti i cittadini: deve pertanto essere docente di una materia obbligatoria il cui insegnamento non sia impartito in conformità alla dottrina di nessuna chiesa (e quindi senza indossare l’abito, e senza fare proselitismo). Un insegnante di religione cattolica è invece formato e selezionato dai vescovi con il preciso scopo di impartire lezioni conformi alla dottrina della Chiesa. Non ha i titoli per rappresentare e dirigere una scuola della Repubblica. Non può prendere decisioni per tutti. Sarebbe come se un funzionario di partito potesse insegnare la sua dottrina politica e diventare preside di una scuola dello Stato solo in base alla propria militanza politica: curioso che i metodi dei regimi totalitari che spesso critica vengano di fatto adottati anche dalla Chiesa.

La vicenda della scuola di Adro, “appaltata” alla Lega, scandalizzò l’arco parlamentare e il Presidente Napolitano: ci attenderemmo analogo sdegno per le corsie preferenziali gestite dai vescovi. Abbiamo per già avuto modo di osservare migliaia di volte che, quando è in gioco la Chiesa, i pesi e le misure sono sempre regolarmente due.

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58 commenti

MetaLocX

Si può diventare insegnante di religione e poi preside anche con bella laurea in Ateologia?
Non esiste? Possiamo rimediare.

ladroni a casa nostra

Anche con una laurea albanese alla Renzo Bossi, se hai agganci in alto.

Losna

Dopo qualche bottiglia di sciachetrà potranno anche farlo diventare ministro dell’istruzione!

Christian d'IOR

Ministro dell’istruzione con la facoltà di annunciare gaudium magnum l’esistenza di tunnel per neutrini tra la Riviera di Levante e il Triangolo delle Bermuda.

FSMosconi

In sintesi:

Un insegnante
ma che non ha subito alcun vaglio per essere ritenuto tale di fatto
che sta dove sta per via di un concordato
concordato che prevede per altro che sia il rappresentante di un’”istituzione” non statale a scegliere tale persona
se ne esce che vuol fare il preside
stanti i dati cui sopra porta a suo carico una laurea che non ha granché a vedere con il ruolo proprio dell’insegnante (e per estensione del ruolo della presidenza di una scuola)
e il TAR che fa? Lo accetta

Ma serio: ci siam bevuti il cervello? :shock: :shock: :shock:

FSMosconi

Uh, e m’ero dimenticato di sottolineare:

una laurea conseguita dalle stesse “istituzioni” facenti capo allo stesso stato estero che gli ha concesso il lavoro

whichgood

Beh, può sempre fare l’università teologica, non credo che ci voglia chissà quale cervello.

Beatrice

Se si fossero presentati autori di libri di soggetto religioso come Hans Küng oppure Leonardo Boff, non avrebbero potuto insegnare religione nelle scuole italiane visto che devono avere il gradimento del vescovo non trattandosi di un corso “neutrale” di storia delle religioni ma di un corso di parte di “religione cattolica”. (Mi sarebbe ovviamente piaciuto avere come insegnate Hans Küng, no, non sono per niente cattolica).
Se invece una persona ha l’approvazione del vescovo e una “laurea” extracomunitaria vaticana, possiamo stare tranquilli che l’Italia trova subito una corsia preferenziale per distinguere fra una altra laurea extracomunitaria (anche AELE, Svizzera, Lichtenstein, Irlanda o Norvegia) e una laurea che sì è anche lei extracomunitaria (Vaticano) ma assegnata dagli amici degli amici.

Ma come volete mai che gli altri paesi prendano sul serio un paese come questo ? Lo “spread” non è una buona fotografia dell’Italia, è ancora troppo basso …

Otzi

Beatrice, hai detto cose vere. Papa, vescovi, preti, frati, insegnanti (?) di religione cattolica e politici alla Dalema e alla Bindi e compagnia brutta costituiscono l’autentico male, il più vile tradimento per una autentica democrazia laica. Insomma, dio padre vogliono ficcarcelo in tasca per forza fin dalla pancia della madre, la società democratica che vogliono imporci è quella di Cristo, il che significa soffocare ogni libertà, negare ogni diritto a chi il loro Cristo e il loro dio non vuol servire perchè razionalmente e politicamente sicuro che con tali assurde premesse non ci sarà mai vera democrazia sociale umana. Anzi neppure autentica morale da persone umane!
Povera Italia! Ci sono italiani che faticano a procurarsi da mangiare. Il nostro Presidente (ex comunista?) mangia in Italia ed ancor più spesso in Vaticano con Ratzinger. Queste sinistre italiane fanno autenticamente SCHIFO.

gmd85

Ma… il TAR? Queste sono questioni ministeriali. Possibile che una questione simile sia stata fatta rientrare nelle competenze regionali?

Christian d'IOR

In effetti mi puzza un po’ d’inghippo. Vuoi vedere che c’è lo zampino di Bagnasco, che comunque con la Liguria ha qualche affinità.

Cesare b

@gmd85 che scrive: “Ma… il TAR? Queste sono questioni ministeriali. Possibile che una questione simile sia stata fatta rientrare nelle competenze regionali?”.
Il Tribunale Ammnistrativo Regionale si chiama cosi’ perche’ ha competenza sul territorio regionale, ma e’ un Tribunale di Stato che giudica le cause di diritto amministrativo.
E poi qui si legge un giorno si’ e l’altro pure che l’ignoranza sarebbe prerogativa dei cattolici!
Saluti.

Francesco

Cesare b, l’ignoranza per i cattolici e’ una necessita’. Non puoi credere in esseri mitologici, che passeggiano sulle acque e resuscitano, figli di madri che restano sempre vergini se hai un briciolo di cultura, a meno che uno non sia un bigotto o uno scimunito.

nightshade90

prerogativa no, un tratto spesso distintivo sì, in particolare nelle questioni che riguardano la loro stessa dottrina (tra coloro che si professano cattolici, quelli che hanno letto il loro stesso libro sacro saranno l’1% ad esagerare)

nightshade90

@francesco
in realtà si può benissimo fare anche in tali casi (la rimozione e la negazione della realtà sono processi mentali che funzionano anche nelle persone intelligenti e sane).
solo che, in tali casi, è molto ma molto più difficile farlo che quando si è ignoranti, come dimostrano le statistiche (quasti totalità di credenti tra gli analfabeti, sempre meno al crescere del grado di istrizione, praticamente mosche bianche tra i premi nobel, specie in ambito scientifico).

whichgood

Chissà perchè non mi stupisce. E’ già da un po che cercano di distruggere la scuola pubblica (e università). Prima con i tagli ai finanziamenti e riforma della Gelmini, ora mettendo i ciarlatani come preside. Quale sarà Il prossimo passo, mettere la preghiera obbligatoria nelle pause e inculcare il creazionismo ?. Mi viene da vomitare sulla faccia dell’omino crocifisso.

Beatrice

Sono andata un po’ a curiosare sul sito internet della Facoltà teologica settentrionale e ci leggo al punto 3 della “Documentazione ulteriore richiesta agli studenti stranieri” (http://www.teologiamilano.it/teologiamilano/allegati/98/Documenti%20per%20studenti%20stranieri.pdf):

La presentazione dell’Ordinario della Diocesi di provenienza dello studente (e non, in alternativa, la semplice presentazione di un ecclesiastico) debitamente controfirmata dal Nunzio Apostolico residente nel Paese di provenienza.

Ora un posto da preside pagato del bilancio pubblico deve esere assegnato con un concorso non-discriminante, con uguaglianza di trattamento fra i candidati, trasparente.

Ammettiamo per un momento che quello che insegnano in questi corsi della Facoltà teologica settentrionale possa anche essre utile ad un preside, potrebbe presentarsi qualche ateo / protestante / ebreo e dire salve i vostri corsi mi sembrano ben fatti, mi interessano tanto e vorrei studiare qui ? Oppure lo mandano all’inferno nel girone per gli atei / protestanti / ebrei rispettivamente ?

Se un’ente ha una politica di accettazione discriminante del suo personale e degli studenti il suo titolo di studio non deve potere essere eleggibile per partecipare ad un concorso pubblico.
Ma il TAR Liguria non ha pensato di farsi mandare lo statuto e le regole per la selezione degli studenti e dei professori in uso in questa Facoltà teologica settentrionale ?

Fino che per gli amici degli amici si fanno dei trattamenti “molto elastici” e questo è chiaramente visibile, l’italia sarà sempre considerata una grande zona grigia dove le cose si possono aggiustare a favore degli amici degli amici, e lo “spread” andrà sempre in su …

Beatrice

Scusate se ritorno su questo articolo, sto leggendo lo statuto della Facoltà teologica settentrionale, la cui laurea secondo il TAR Liguria sarebbe titolo valida per partecipare ai concorsi per una posizione da preside pagata dal bilancio pubblico italiano:
http://www.teologiamilano.it/teologiamilano/allegati/6/Statuto_FTIS.pdf

Art. 16.1. “I Professori ordinari e straordinari devono essere di fede cattolica.”
Art. 16.4. “I Docenti che insegnano discipline concernenti la fede e la morale devono ricevere, dopo aver emesso la professione di fede, la missione canonica dal Gran Cancelliere o da un suo delegato; essi, infatti, non insegnano per autorità propria, ma in forza della missione ricevuta dalla Chiesa.”

Quando l’Italia andrà a chiedere soldi in prestito alla Germania, spero tanto che l’eretica luterana Angela Merkel e l’eretico luterano Joachim Gauck glieli neghino e rispondano “Hier stehe ich und kann nicht anders”. (Traduzione molto libera: Soldi non ve diamo).

whichgood

Ci meritiamo una risposta migliore ancora, del tipo: “che dio vi aiuti”.

fra pallino

più probabile invece che la Merkel vi faccia notare che non solo i suddetti articoli di fatto valgono anche per le università statali tedesche (in chiave cattolica o riformata), ma che da loro teologia è appunto una materia (una serie di materie) insegnata nelle università statali da insegnanti pagati dallo stato ma con approvazione ecclesiastica.

firestarter

la cosa che fa piu’ ridere e’ che approvi e ne vai fiero. Sei un servo e te ne vanti, mentre se avessi dignita’ andresti a nasconderti tirando a campare da parassita quale sei.

Sandra

Potresti leggere “Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone” di Augias, capiresti il legame tra la mentalità da servi di molti italiani e la presenza della Chiesa cattolica in Italia.

Beatrice

Non ho niente contro lo studio della teologia, ho letto e trovato molto interessanti “Judentum”, “Christentum” e “Islam” di Hans Küng, e ne consiglio la lettura.
Quello che va contro le regole degli appalti pubblici è l’approvazione ecclesiastica. Un ente pubblico stato / regione / provincia / comune può delegare compiti meramente esecutivi ad altre agenzie, ma non può delegare dei compiti di autorità pubblica oppure compiti con troppo margine di valutazione.
Altrimenti si possono aggirare a piacere le regole di non discriminazione e di parità di accesso dei bilancio pubblici.
Non mi serve un libro che rappresenti malamente le varie posizioni spirituali, né quella cattolica né quelle riformate, e questo mi aspetto da un insegnante: in questo le materie umanistiche sono “scientifiche” e possono stare nelle università.
Quello che non deve essere ammesso in uno stato di diritto è che si vada a vedere cose nella vita privata dell’insegnante, ad es. se è sposato con rito cattolico o con rito protestante o civile (quindi non con un matrimonio sacramentale) per decidere se può insegnare o meno.

La Germania si salva dal rischio della “monocultura” perché è divisa (30% cattolici, 30% riformati, 30% non dichiarano l’appartenenza) e qusto fa una grade differenza rispetto all’Italia.
In più ci sono state recentemente delle sentenze a proposito di licenziamenti di personale da parte di istituzioni cattoliche per motivi non legati a comportamenti sul lavoro ma nella loro vita privata che non sono sempre puri prolungamenti delle regole cattoliche sul territorio statale tedesco, ma fanno delle distinzioni.
Ad es. la Süddeutsche Zeitung riferiva di una persona che dopo anni di servizio impeccabile presso organizzazione cattolica era stato licenziato per vivere con una compagna senza essere sposati cattolicamente, e il tribunale tedesco ha dato torto al datore di lavoro cattolico, sostenendo che dopo tanti anni di servizio impeccabile il licenziamento non era un comportamento bilanciato. Non è l’ideale, ma si respira già un’aria diversa dall’Italia cioè i tribunali tedeschi non mettono subito la coda fra le gambe quando si presenta un funzionario del vescovo, ma cercano di bilanciare i due punti di vista.

gmd85

@fra pallino

1) Non è la norma

http://www.mulino.it/rivisteweb/scheda_articolo.php?id_articolo=6489&from=%2Fws%2FrwDirectDownload.php%3Fdoi%3D10.1440%2F6489

2) Tutto ciò che deriva dal concordato, è da considerarsi privo di credito. Vorrei proprio sapere quali competenze di gestione scolastica accumula chi studia un cumulo di menate che altro non sono se non un tentativo non riuscito di razionalizzare l’irrazionale. Fatto sta che il soggetto in questione non ha passato l’esame.

Maurizio da Gorizia

Una laurea vaticana ha perfetta equipollenza con una italiana, a norma del Concordato.
E non solo le lauree: gira voce (ma di questi tempi si comincia a intuire non sia vero) che il famigerato “pesce riccioluto” possa aver fatto il diploma in un istituto di diritto pontificio, e il diploma sarebbe (se reale) assolutamente pari a uno italiano.

Christian d'IOR

Vuoi vedere che magari il Trota si prende una laurea in teologia all’ombra del Cupolone e poi ce lo ritroviamo a dirigere qualche istituto scolastico pubblico?

Maurizio da Gorizia

Stanno osservando in diversi che il diploma del Trota del 2009 non sia mai stato mostrato ma solo annunciato.
Da qui è facile arrivare alla conclusione che questo diploma il “pesce riccioluto” non lo abbia mai preso.

Federico Tonizzo

Il TAR, nel suo documento http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Genova/Sezione%202/2011/201101032/Provvedimenti/201200939_20.XML , così si è espresso:
“(…) Il ricorso è fondato.
Il ricorrente [Giovanni Pietraglia] è in possesso, né è prova il deposito in giudizio il documento attestante, di laurea magistrale in scienze religiose che corrisponde, per espressa previsione nel titolo stesso, alla licenza in scienze religiose, ossia al titolo ritenuto necessario dall’amministrazione resistente per accedere al concorso di dirigente scolastico.
Conseguentemente il ricorso deve essere accolto. (…)”

A me sembra un cavillo da cui segue una violenza alla società “civile”… :-(

whichgood

Entro un po potrà insegnare all’università chi sia in possesso del titolo “Amolatura e scienze dell’affilatura”, comunemente chiamato “arrotino”.

VitaGrama

Un arrotino, almeno, avrebbe qualcosa di concreto da insegnare, che potrebbe forse tornare utile.
Le scienze religiose stanno al livello della magia, a cosa serve saper recitare “magicabulamencicabulabibidibibidibù”?
mi chiedo come sia possibile che venga riconosciuta una laurea in scienze religiose, cioè una laurea in nulla.
Fossi nei genitori che si ritrovano questo tale come preside della scuola, ritirerei immediatamente mio figlio. Le tasse le pago e voglio insegnanti veri ad occuparsi dell’educazine scolastica di mio figlio. Non dei costosissimi vannamarchi qualunque.

giancarlo bonini

Il più classico degli oximoron: “scienze religiose”.

fab

I giudizi di primo grado a volte sono aberranti, come in questo caso. La laurea in teologia non ha valore legale e per fare il preside serve quella. Non credo che sia una sentenza che lascerà il segno. In ogni caso, chi l’ha pronunciata dovrebbe essere destituito all’istante per manifesta incompetenza.

Francesco

“il sacerdote può essere preside”

Da adesso la frase “ti mando dal preside” diventa ancora piu’ inquietante.

G.B.

Vorrei aggiungere che, oltre all’insegnamento della religione, c’è anche un’altra “corsia preferenziale” per i clericali, peraltro risalente a parecchi decenni fa, ovvero farsi raccomandare per insegnare nelle scuole private parificate o legalmente riconosciute (poi, grazie a Berlinguer e soci, paritarie), maturare lo stesso punteggio che avrebbero maturato insegnando per lo stesso periodo nelle scuole pubbliche, e quindi insegnare nelle scuole statali, magari scavalcando precari con minore servizio, anche se integralmente prestato nella scuola pubblica. Questo si chiama, in corretto italiano, legalizzare le raccomandazioni, cosa che peraltro, a quanto mi risulta, se non interverranno il governo e/o la magistratura, avverrà di norma in Lombardia, grazie a una legge regionale che consente alle singole scuole di scegliere autonomamente i docenti.

Francesco non da Assisi

L’unica cosa seria è fare come in Francia (dal 1905 credo), i genitori che vogliono impartire un insegnamento religioso ai loro figli hanno la facoltà di avvalersi di un pomeriggio libero dagli impegni scolastici per farli frequentare corsi in parrocchia.
Via l’insegnamento religioso dalla scuola pubblica,, unica seria riforma.

Murdega

la cosa che fa piu’ ridere e’ che approvi e ne vai fiero.

Concordo senza aggiungere alcunchè!!!!!

Priapus

Mi sorprende che vi meravigli tanto la convergenza di comportamenti ed interessi fra marxisti e cattolici eppure, quando in un mio intervento consigliai di leggere Conrad Lorenz ed Ireneus Eibl Eibesfeldt per capire meglio i cattopiteci, qualcuno mi rispose che un vostro dirigente è etologo.
I marxisti sono come i cattolici, assomigliano agli animali non evoluti, si dividono in greggi, dove
tante pecorelle seguono passivamente il pecorone capobranco e lui bela dietro il pastore. Entrambi i sistemi hanno avuto i loro cani pastori, che si chiamino KGB o Sant’Uffizio , poi diven tato Congregazione per la Dottrina della Fede, con a capo il pastore tedesco.
Entrambi i sistemi hanno sempre avuto per base il dogmatismo e la repressione, l’assoluta inconsistenza delle loro tesi che crollano come castelli di carte alla prima analisi obiettiva. Sulla fede ebraico/cristiana siamo tutti d’accordo, salvo fra pallino, su quella marxista bisogna riconsiderare alcuni fatti.
Marx proveniva da una famiglia di rabbini ed aveva una mentalità da haredin; benchè abbia rin
negato le sue origini, procedeva per dogmi non più dimostrabilii di quelli religiosi. Quando lessi
la sparata che la vera democrazia non era ad Atene, ma a Sparta, una società fondata sul lati
fondo e sulla servitù della gleba, cominciai a ridere, poi arrivato al “plusvalore”, abbandonai l’e
same. Ero ragazzino di sedici anni, più tardi mi toccò studiarlo in filosofia e lo riesamianai anco
ra, ma con spirito sempre più critico.
Gli eredi di Marx hanno dimostrato un’insopprimibile tendenza all’inciucio; prova conclusiva sia
l’art. 7 che ha introdotto il Concordato in Costituzone, accordo fra Togliatti e cattolici, che è all’o
rigine di tutte le storture che denunciate. Non è comico che una nuova costituzione di impronta
liberale, recepisca pari pari uno dei misfatti fascisti, il più nocivo per la nuova repubblica?
Il grande inciucio, detto ufficialmente Compromesso Storico ed ufficiosamente Consociativismo
ha aperto la strada ai cattocomunisti ed al sacco del denaro pubblico da parte di cattolici e so
cialcomunisti. Quando Craxi subentrò a De Martino e staccò il PSI dal PCI, insinuandosi fra DC e
PCI, separandoli a spallate ed isolando il PCI, divenne l’uomo più odiato d’Italia, scatenando Ma
ni Pulite, ma Berlusconi, a detta di Violante, ebbe l’assicurazione che le sue reti non erano in pericolo, proprio quando si stava perfezionando la sostituzione della repressione con la propa
ganda. D’alema, viceconte di Sua Santità, sanzionò l’inciucio con la Commissione Bilaterale.
Veltroni, non saprei se cameriere o valletto vaticano, si unì al PdL per votare il Porcellum e si
guardò bene dal mandare agli inferi il grande crucco, quando questi gli chiese conto di come
aveva ridotto la “sua” Roma.
Anzi pare che ci sia ressa di politici di sinistra che sgomitano per essere i primi a baciare la vez
zosa pantofolina rossa.

fab

Da comunista poco marxista, faccio sommessamente notare che in tutte le “sacre scritture” non c’è nulla di simile agli schemi di riproduzione allargata, che stanno alla base dei modelli di sviluppo multisettoriale, o al trattamento del cosiddetto “esercito dei lavoratori di riserva”, poi formalizzato da Goodwin nei modelli di predazione alla Volterra… vero è che troppi marxisti considerano queste parti di “Il capitale” qualcosa di secondario, se non deteriore,

Cesare b

Com’ e’ che nel titolo il Prof. Pietraglia e’ definito “prete” e poi il testo ci informa che ha moglie e figli?

Kaworu

“la castità è quella virtù che i preti si tramandano di padre in figlio” (non ricordo l’autore della citazione)

nightshade90

se uno diventa prete (cattolico) DOPO aver avuto figli ed essersi sposato….se non ricordo male fanno una speciale “eccezione” alla regola sul celibato per i preti precedentemente anglicani convertiti.

comunque petralia non è prete, è laico. e ho riletto tutto: non mi pare che venga definito da nessuna perte che è prete. nel titolo si dice che anche i sacerdoti, facendo il professore di religione e con laurea teologica vaticana come petralia, possono diventare presidi. il che è varo. non è il caso in questione, ma la sentenza non pone alcuna limitazione in tal termine, il titolo voleva sottolineare fin dove si può arrivare ora grazie a questa sentenza assurda: preti con laurea a mala pena teologica, fatti nelle universià vaticane (e, se sono come i licei e le università cattoliche, preticamente venduta) e aventi ottenuto la cattedra senza uno straccio di concorso ma tramite raccomandazione (è sostanzialmente a questo che si riduce la scelta del vescovo: una raccomandazione per chi gli pare) possono ora tranquillamente ambire a diventare presidi di una scuola vera, alla faccia di chi ha studiato davvero e che il suo lavoro lo ha ottenuto tramite concorso vero.

Cesare b

Il Prof. Pietraglia probabilmente non e’ “sacerdote”, se ha moglie e figli.
Nell’ Ordinamento Giuridico italiano, per effeto del Concordato vige il principio che se una norma prevede effetti dal conseguimento di una laurea qualsiasi, senza connetterli a una specifica disciplina (ed e’ appunto il caso dell’ammissione al concorso a Preside) l’effetto si produce anche per chi possiede una laurea conseguita presso le Università ecclesiastiche (cfr. A. C. Jemolo, “Lezioni di diritto ecclesiastico”).
Ma vi diro’ di piu’, per rovinarvi ulteriormente la digestione: un provvedimento del 2004 estende la suddetta disciplina, riconoscendo il titolo di studio in “Diritto Civile” conseguito presso la Pontificia Universita’ Lateranense equipollente alle lauree in Scienze Giuridiche conseguite presso le Università italiane. Dunque, cari amici, un laureato “pontificio” ve lo potrete benissimo trovare Magistrato (e forse ce n’e’ gia’ qualcuno) … Altro che Preside di scuola!
Saluti.

robby

allora un cretino teologo laico puo andare a fare lezioni in un ateneo magari in vaticano,è viceversa,credi che le leggi giustificano la plateale qui si vede struttura antiquata nel sistema scolastisco in europa,dominato per secoli da numeri chiusi per ebrei e non aperto a non ortodossi di qualsiasi professione,credi CESARE B,che mi metto in riga.
ma quanti anni hai??,ma guarda la chiesa si è sempre salvata per atti politici,dovè sta fede.domandati questo se sei un vero credente,sè no sei uno che difende cio che mangia è per me vali come un altro che dice cose che non fanno per me testo.

firestarter

Scusa prete b,

Non ho capito il senso del tuo intervento: stai forse affermando che il VaticAno gode di prilegi ignobili stabiliti per legge?

Saluti alla perpetua

Cesare b

Aggiungo che in moltissimi Paesi europei, a cominciare dalla Germania, le facoltà di teologia fanno parte a pieno titolo dell’Unversità dello Stato, e che l’insegnamento scolastico della religione e’ largamente presente in Europa.
Sarei, poi, curioso di sapere come fate a prendere vigorosamente le difese di quegli insegnanti di religione o di scuole cattoliche che perdono il posto per motivi di insegnamento o comportamento non conforme alle esigenze di quel particolare insegnamento o istituto, quando li considerate dannosi parassiti che, se dipendesse da voi, il posto dovrebbero perderlo in massa, tutti e istantaneamente.
Saluti.

spapicchio

Nei Paesi europei dove è presente (sul “largamente” non sarei così certo) l’insegnamento scolastico della religione viene inteso come pluriconfessionale, non monoconfessionale a religione unica come in Italia, gestito dalla CEI CCAR – stato del Vaticano, il quale stato del Vaticano – CCAR né fa uno strumento pretestuoso per ingerire nel sistema pubblico dell’istruzione assorbendo denaro pubblico indebitamente ed attuando una pericolosa dittatura delle coscienze, soprattutto nei giovani, limitandone fortemente la libertà di coscienza e di scelta.

Gérard

In Germania per esempio, il mio amico d’infanzia è anche insegnante di religione, però non è che viene nominato espressamente da un autorita religiosa . Esso ha imparato questa materia ed è autorizzato dunque a insegnarla agli alunni che ne fanno richiesta . Insegna dunque tutte le altre materie .
Da quanto mi ha riferito, su una trentina di alunni, soltanto 3 o 4 ne hanno fatto richiesta

spapicchio

Lo stato del Vaticano – CCAR dell’”insegnamento” scolastico della religione ne fa uno strumento pretestuoso per ingerire nel sistema pubblico dell’istruzione pubblica assorbendo denaro pubblico indebitamente ed attuando una pericolosa dittatura delle coscienze, e tutto questo in aggiunta all’insegnamento scolastico della dottrina cattolica nelle scuole paritarie confessionali cattoliche della CCAR – stato del Vaticano.

Davvero non c’è confronto con i Paesi europei più sviluppati dell’Italia.

lector

“curioso che i metodi dei regimi totalitari che spesso critica vengano di fatto adottati anche dalla Chiesa.”
Qui c’è una inversione storica: è la Chiesa che ha inventato questi metodi, poi adottati dai regimi totalitari perché perfettamente funzionali al loro modo d’essere.

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