Tar Molise: “Possibile scegliere di non avvalersi dell’ora di religione anche durante l’anno scolastico”

Spesso la frequentazione dell’ora di religione cattolica in Italia diventa di fatto obbligatoria. Tra scuole che non garantiscono l’insegnamento alternativo e famiglie che si trovano sotto pressione più o meno velata da parte di dirigenti scolastici e insegnanti. E che cedono per fanno frequentare ai figli l’Irc.

In questi ultimi anni, anche grazie all’impegno dell’Uaar e al supporto che fornisce tramite lo sportello legale, il problema si è fatto sempre più evidente. Considerando anche, in linea con la secolarizzazione che si fa strada seppure in sordina, che calano i ragazzi che frequentano l’ora di religione.

Una recente sentenza del Tar del Molise potrebbe aprire nuove prospettive, ribadendo ancora una volta che le scuole devono garantire un’alternativa all’Irc. I genitori di due studenti di un liceo classico di Larino (CB) si sono rivolti al tribunale amministrativo regionale per poter esercitare la scelta di non avvalersi dell’ora di religione, oltre i termini previsti. Inizialmente il dirigente scolastico aveva permesso che i loro figli non frequentassero l’ora di religione, nonostante avessero optato per l’Irc. Ma poi aveva cambiato idea, costringendo i ragazzi a seguire l’insegnamento religioso. Facendo leva sull’aspetto “culturale” e negando che si trattasse di una forma di catechesi.

Ma è difficile non notare nel programma Irc un’attenzione alla dottrina e alla dogmatica. Gli insegnanti sono scelti dai vescovi, ma pagati con fondi pubblici. Tra l’altro, nonostante i tagli alla scuola sono tra le pochissime categorie favorite, soprattutto dall’ex ministro per l’Istruzione Maria Stella Gelmini. E possono insegnare persino a ‘classi’ composte da un solo alunno.

Il ricorso, presentato dagli avvocati Marcella Ceniccola, Michele Coromano e Michele Franchella, ha fatto leva sulla violazione della libertà di scelta e di pensiero. I giudici hanno convenuto sul fatto che negare la possibilità di cambiare nel corso dell’anno va contro i principi costituzionali e che l’Irc deve essere davvero facoltativo per gli studenti, annullando il provvedimento dell’istituto.

L’avvocato Ceniccola ci ha fatto presente come sia una sentenza “importante, perché garantisce la libertà incondizionata di scelta di avvalersi o meno dell’ora di religione a scuola”. La scelta “può essere effettuata e modificata in qualsiasi momento dell’anno scolastico, a prescindere dalle norme meramente organizzative che fissano il termine all’atto di iscrizione”, ha aggiunto il legale. Proprio a tutela di “supremi principi costituzionali, quali la libertà di religione e la libertà di pensiero, che attengono a diritti assoluti ed indisponibili della persona”.

Resta da capire se questo pronunciamento sarà considerato un precedente anche in altri casi simili. Comunque è incoraggiante, anche se la strada per avere una scuola davvero laica è ancora lunga.

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 12 luglio 2012 alle 20:10 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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61 commenti a “Tar Molise: “Possibile scegliere di non avvalersi dell’ora di religione anche durante l’anno scolastico””

  1. Kaworu scrive:

    mi pare “sacrosanto”

  2. Perfetto! :-) Anche se, sì, il cammino è ancora lungo e impervio !

  3. Southsun scrive:

    E’ pazzesco che i Tribunali italiani siano intasati da cause ASSURDE che finiscono sempre con sentenze OVVIE. A ‘sto punto il dirigente scolastico dovrebbe essere condannato in prima persona a risarcire le spese di giudizio della famiglia, altro che tarallucci e vino!

  4. Murdega scrive:

    Il trono stà scricchiolando, tutta la teoria della nuova
    evangelizzazione nasce dalla paura di perdere potere e quindi soldi,
    è dura per loro rinunciare eh ehh ehhhhhhhh .

    • Dino scrive:

      Sembra che il trono scricchioli… da parecchi secoli; ma non cade mai! Mi sa che ci s’illude troppo sull’uomo: bisogna tener presente che “morto un papa se ne fa sempre un altro,” indipendentemente che sia cattolico o no. Mi vien quasi da pensare che ci sia un disegno divino, sotto sotto… (u[h]aar, u[h]aar, u[h]aar!!!)

  5. Senjin scrive:

    Sentenza giusta… ma questi genitori non li capisco. Prima iscrivono i figli a IRC; poi cambiano idea. Che senso ha?

    • Kaworu scrive:

      magari i ragazzi si rompono le scatole di perdere tempo facendo qualcosa di inutile e comprendono il vantaggio di un’ora in più per studiare (o di uscire un’ora prima/entrare un’ora dopo, se capita) :P

    • Gianluca scrive:

      Può anche darsi che abbiano incontrato l’ostruzionismo dei dipendenti della scuola e che si siano trovati iscritti default… Non sarebbe la prima volta. In questo modo si può rimediare e questo dovrebbe anche disincentivare la disonestà di alcuni impiegati, che fingevano di dimenticare o non ottemperavano alle scelte dei genitori perchè tanto sapevano che una volta iscritti, almeno per un anno i bambini erano obbligati a frequentare l’IRC

    • Tiziana scrive:

      @Senjin

      Sarebbe opportuno anche discutere serenamente sulla serietà di chi fa figli che , spesso, vengono fatti con la stessa leggerezza con cui si comprano un paio di scarpe.
      Anni fa durante una manifestazione conobbi una militante uaar (di cui ovviamente ricordo il nome) che mi raccontò di aver battezzato i figli su pressione della famiglia, poi magari ci stupiamo di politici coorrotti ecc.
      Mettere un pò d’ordine a casa propria sarebbe una buona partenza per poter fare proposte credibili anche all’esterno

      • sarei più cauto a denigrare chi cerca di uscire da situazioni di pesante condizionamento sociale

        io mi sento di offrire comprensione e, nel caso specifico, il mio esempio di genitore di due figli felicemente non battezzati e frequentanti fin dalla scuola dell’infanzia l’ora alternativa (alcuni anni lo studio assistitito e l’uscita dalla scuola)

        pensa che abbiamo avuto esempi anche in questo spazio di discussione di gente che argomentava sulla coerenza e poi usava altre identità per darsi ragione e lodarsi (e non solo cattolicisti!)

      • Tiziana scrive:

        @Grendene
        L’ora alternativa all’ora facoltativa è perfino un ossimoro.
        Non offro comprensione a chi perpetua l’ora facoltativa di religione così come vuole la Cei.

        Pur non avendo figli pago più che volentieri tasse per l’istruzione e la formazione, ma che debba contrbuire anche a perpetrare l’ora facoltativa di religione così come vuole la Cei mi sembra incredibile.
        hai fatto benissimo a non battezzare i tuoi figli, se ne avessi avuti anche io avrei scelto di non dargli una educazine religiosa così come hanno fatto i miei con me. In effetti sono rimasta turbatissima quando quella persona, anche molto più giovane di me, mi raccontò di aver battezzato i figlioli.
        Avendo 55 anni come puoi immaginare ho freuentato scuole dove l’ora di religione era obbligatoria anche se, in vuirtù di una apprtenenza etnica minoritaria, avevo l’esonero. Ho passato gli anni delle medie (scuola Col Di Lana Roma) e del ginnasio (liceo Visconti, Roma) molte ore in giro per i corridoi.
        Capisco la tua angoscia di genitore, ma qualche prezzo bisogna pure pagarlo per stare con la schiena dritta.

        Per la gente che usa nomi di fantasia sono d’accordo con te, trovo anche io imbarazzante rispondere a pincopallo. Io mi firmo solo col nome ma sono ampiamente rintracciabile visto che indico la pagina del sito dove scrivo qualcosa.
        Denigrare è diverso da criticare come sicuramente sai bene.

    • massimo scrive:

      M’è successo decine di volte di dover rispondere ai ragazzi “mi dispiace ma non si può fare, occorre far richiesta all’inizio dell’a.s.” – cosa dovrò rispondere adesso? Che la scuola li costringe a far l’irc anche se loro non vogliono?

  6. dal protocollo addizionale al Concordato:
    «L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole [...] é impartito – in conformità alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunni – da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall’autorità ecclesiastica, nominati, d’intesa con essa, dall’autorità scolastica»

    altro che “cultura”: è letteralmente un insegnamento dottrinale, impartito da persone selezionate dalle gerarchie ecclesiastiche

    • Antonio72 scrive:

      Sostituisca “Chiesa” con “Stato” ed “autorità ecclesiastica” con “autorità statale” e si accorgerà che concettualmente non cambia nulla.
      La vera domanda è: l’insegnamento religioso, che in gran parte è riconducibile a determinati valori morali, è compatibile con i valori civili che lo Stato deve impatire, attraverso lo strumento scolastico, per contribuire a formare un cittadino cosciente e responsabile?
      La risposta è sì, se non lo fosse, semplicemente non ci sarebbe alcun Concordato e scuole paritarie o altro del genere.
      Resta da capire se un eventuale insegnamento relativista ateo-agnostico, con evidenti sfumature anarchiche, sia altrettanto compatibile.

      • Stefano scrive:

        @ Antonio

        In che modo la ricerca della verità chiedendo prove, utilizzando il pensiero critico e revisionando le conoscenze è:

        1) relativismo;
        2) indottrinamento;
        3) anarchismo.

        Basta slogan Antonio.

        Al contrario la chiesa IN-DOTTRINA con verità e giudizi morali:

        1) Ritenuti assoluti senza fornire alcuna prova;
        2) Non revisionabili in base all’esperienza;
        3) Scoraggiando il pensiero critico.

        Quindi è relativismo assolutizzato.

        Non attacca, ancora non avessi capito.

        Il fatto che molti sbaglino non fa diventare una menzogna verità, nel caso tu volessi far ricorso a “maggioranze”, per mancanza di migliori argomenti.

      • Antonio72 scrive:

        @Stefano

        Mi riferivo alla verità democratica, ovvero ai valori propugnati dallo Stato repubblicano, senza i quali parole come “uguaglianza”, “giustizia”, “solidarietà”, ecc.. verrebbero totalmente svuotate di qualsiasi significato.
        O vorresti contestare anche quelli?
        L’esercizio della critica globale, spesso fine a se stessa, è una caratteristica intrinseca del pensatore anarchico.
        L’eccesso di critica porta inevitabilmente ad avvilire qualsiasi valore condiviso, sociale e democratico, fino ad annullarlo.

      • FSMosconi scrive:

        @Antonio

        Ovviamente che il Concordato sia stato ratificato sotto una dittatura che coi valori civili ha ben poco a che vedere passa in secondo piano.
        :roll:

      • Tizio scrive:

        L’anarchia a mio figlio gliela insegnerò io, non mi fido dei professori.

        Quanto all’ora di regligione io non vedo il problema. Basta scegliere di non farla.

        A me l’autorità, religiosa, statale, divini, quel che è, non piace a priori, proprio in quanto autorità. Non è che lo Stato sia meglio della Chiesa, fosse per me abolirei entrambi.

      • FSMosconi scrive:

        @Antonio

        Mi riferivo alla verità democratica, ovvero ai valori propugnati dallo Stato repubblicano

        Appunto già l’idea di dover fare una cosa per forza perché non ci sono alternative è molto democratica.

        L’esercizio della critica globale, spesso fine a se stessa, è una caratteristica intrinseca del pensatore anarchico.

        Perché pensiero critico = pensiero anarchico. Allo stesso modo potrei ribattere con “pensiero dogmatico = pensiero dittatoriale”…

        L’eccesso di critica porta inevitabilmente ad avvilire qualsiasi valore condiviso,

        Non vagliare invece da valore alle cose, così come è vero che la non critica all’esistenza delle fate ne certifica l’esistenza su basi logiche. Ma sei serio?

        fino ad annullarlo.

        Dimmi donde trai questa conoscenza superiore delle cose future sin a decretarne l’irrimediabile inevitabilità…

      • fab scrive:

        Antonio, l’eccesso di critica non esiste: se i valori condivisi non reggono la critica, meglio buttarli.
        Ma soprattutto: non esiste una “dottrina dello stato”, pertanto il giochino della sostituzione non regge. Senza contare che manca la parte relativa a chi paga: se la chiesa decide, come minimo la chiesa paga. Non con denaro nostro, ovviamente.
        Ma davvero, ops! ti eri dimenticato di questo aspetto trascurabile? Ma quanta ingenuità, nevvero?

      • Stefano scrive:

        @ Antonio

        I valori dello stato repubblicano non hanno bisogno dell’ora di religione, casomai di quella di educazione civica.

        L’eccesso di critica è quella che non rispetta le tue credenze di cartone?

      • Stefano scrive:

        @ FSMosconi

        “Perché pensiero critico = pensiero anarchico. Allo stesso modo potrei ribattere con “pensiero dogmatico = pensiero dittatoriale”…”

        Il punto è che la prima è falsa, la seconda vera.

      • FSMosconi scrive:

        @Stefano

        Vaglielo a spiegare… ;) ;) ;)

      • Antonio72 scrive:

        @FSMosconi

        Di tutte le repliche (sempre le stesse, più o meno) ritengo la sua la più interessante.
        Prendiamo i fatti: il Concordato fu ratificato sotto una dittatura e ripreso successivamente anche più di recente, nel periodo repubblicano.
        Chiediamoci allora perchè lo Stato italiano abbia convenienza a ratificare un Concordato con la Chiesa cattolica, a prescindere dalla propria connotazione istituzionale. Secondo me, la spiegazione proviene addirittura dallo spirito intrinseco tipico del latino-mediterraneo, se vogliamo antitetico a quello dei cittadini nordeuropei e che per certi versi ha contribuito a realizzare le fortune dell’Italia. Qualche antropologo potrebbe individuarne le origini proprio nel florido e solare ambiente mediterraneo che rispecchia anche l’anima dell’uomo che ci vive. Se ne accorse un certo Goethe quando ritornò in patria dal suo meraviglioso viaggio pluriennale italiano, deluso dall’impossibilità di contagiare i suoi amici e conoscenti del proprio entusiasmo riportato nella sua grigia e squallida patria.
        Prima parlavo di anarchia e di fatto l’uomo mediterraneo è un anarchico, in particolare quello italiano.
        Di prove mi pare che abbondino anche oggi, sarebbe anche inutile elencarle. Qualcuno disse che dopo aver unito l’Italia andrebbero uniti gli italiani. Ma cosa in realtà unisce da sempre gli italiani ed accomuna il siciliano con il padano, il pugliese con il veneto?
        E’ questo, secondo me, che si chiese il duce e che si chiede oggi anche lo Stato istituzionale repubblicano. In realtà, al contrario di come la si pensi da queste parti, lo Stato italiano, dittariorale prima e democratico dopo, per raggiungere i propri opposti fini, si è servito e si serve tuttora della Chiesa cattolica romana, in modo di contenere l’esuberanza indisciplinata che scorre nelle vene dell’italiano medio e che spesso ha prodotto la genialità italiana di cui dovremmo tutti andare fieri, ma che si disperderebbe nel nulla, se non fosse opportunamente incanalata.

      • Ferrer scrive:

        @ Stefano

        “Perché pensiero critico = pensiero anarchico. Allo stesso modo potrei ribattere con “pensiero dogmatico = pensiero dittatoriale”…”
        Il punto è che la prima è falsa, la seconda vera.”

        Sono d’accordo: il pensiero dogmatico, ammettendo un’autorità indiscutibile, è sempre intrinsecamente dittatoriale.
        Il pensiero anarchico è sempre critico, ma non necessariamente è vero l’inverso, anche il pensiero liberale e quello socialista sono pensieri critici, ma che giungono a conclusioni diverse.
        Essendo la Critica per definizione “un esame circostanziato di un fatto o di un’opera” la nozione di “eccesso di critica” è ridicola, significherebbe che l’esame è “troppo accurato”. Naturalmente si può capire quanto possa valere un “valore condiviso” che non regge ad un esame troppo accurato…

      • Stefano scrive:

        @ Ferrer

        Il pensiero anarchico è sempre critico, ma non necessariamente è vero l’inverso

        Assolutamente d’accordo.

        Il pensiero critico ha regole.
        Antonio ha utilizzato “anarchico” nel significato superficiale di “senza regole”.

        I valori condivisi di Antonio sono quelli che devono puntellarsi a vicenda per evitare di cadere sotto il peso di quella che considera “critica eccessiva”.
        Per lui la critica non eccessiva è quella che rispetta e non pone in pericolo principi “sacri”. Una critica devota, insomma.

      • RobertoV scrive:

        Lo stato è di tutti, gli stessi cittadini possono tramite le elezioni, i referendum, ecc. modificarlo. Lo stato è l’unico ente super partes. Una chiesa no.
        Infatti in tutte quelle nazioni dove esistono più religioni non esiste la generica ora di religione perchè non esiste una presunta morale unica religiosa (neanche un’unica etica cristiana), ma l’ora di religione cattolica, l’ora di religione luterana, quella ebraica, quella dei testimoni di geova, e così via. A nessun valdese verrà mai chiesto di fare l’ora di religione cattolica anche se è italiano (ed abbiamo visto anche come a cattolici non allineati sia stata tolta l’abilitazione all’insegnamento di quell’ora). Le religioni dividono e creano dei fedeli e nel caso di quella cattolica, dei sudditi.
        I fedeli cattolici non possono né eleggere, né modificare le loro gerarchie, né proporre modifiche all’interno della loro chiesa. Solo in uno stato confessionale può esserci identità tra gli obiettivi dello stato e della religione al fine di creare sudditi fedeli. In Italia il 10% della popolazione appartiene ormai a religioni differenti da quella cattolica, ma non ha nessun riconoscimento. Non ha più senso mantenere un privilegio frutto di accordi con una dittatura e riferiti ad un tempo e ad una società che non c’è più.

      • gmd85 scrive:

        @Antonio72

        Quindi, il concordato, con tutto ciò che ha comportato, sarebbe stato ratificato con lo scopo di creare unione e la CCAR, fondamentalmente sarebbe uno strumento di controllo senza il quale saremmo tutti allo stato brado e nessuno combinerebbe nulla di buono?

        1) Di unione ne vedo poca, anzi, non ne vedo.

        2) Che la CCAR eserciti controllo è risaputo, ma non certo per il “nobile” fine chei hai scritto.

        3)Il popolo italiano sarebbe anarchico, eh? Eppure, non mi sembra che esiti a farsi abbindolare da puttanieri nostalgici del ventennio, da anacronistici sinistroidi e da patriarchi sputasentenze.

      • Stefano scrive:

        @ Antonio

        “Di tutte le repliche (sempre le stesse, più o meno) ritengo la sua la più interessante”

        Se vuoi possiamo sforzarci di cambiare l’ordine delle parole nelle nostre risposte ai tuoi soliti interventi e alle medesime petizioni di principio….
        Serve a qualcosa?

        In sostanza stai dicendo che gli italiani sono indisciplinati e il rimedio è che Stato e Chiesa si alleino per porvi rimedio? Caspita!

      • FSMosconi scrive:

        @Antonio

        Novità dell’ultim’ora: la Chiesa Cattolica sino all’arrivo della DC non s’è nemmeno sognata di rappresentare qualsiasi istituzione che non fosse la propria o non la ponesse come esponente di spicco (le vicende del Papa guerriero Giulio II la dicon lunga assai, e soprassediamo sui fatti precedenti). O devo ricordare la scomunica a tutti i Parlamentari dello Stato Italiano pronunziata nei primi anni?
        Ciò detto, la sua pretesa di rappresentare un elemento di coesione è al più fuori luogo: devo ricordarle che così fosse sarebbe ben più sentita come amor patrio mentre invece la maggior parte dei patrioti si scontravano proprio su questo punto? Potrei darle ragione se fossimo in Inghilterra e si trattasse della Chiesa Anglicana, ma proprio a esser buoni, sfortunatamente questa non è la situazione. Si arrangi.

        A farla breve: un discorso demagogico per persone “semplici” che non riescono a distinguere nazionalità da religione. Dovevo forse essere più delicato?

      • RobertoV scrive:

        Il concordato fascista è stato ratificato anche dalla repubblica italiana, con qualche modifica, perchè quei concordati legano le mani ai vari stati democratici, richiedono l’accordo delle parti per essere modificati o abrogati e nessuno stato è pronto a scontrarsi con una multinazionale potente come la chiesa cattolica in grado di muovere parecchie pedine e parecchi fedeli e fondamentalisti. Basta vedere anche il comportamento arrendevole di certi stati con le richieste/minacce dei musulmani.
        La cosa è successa in tutti gli altri stati dove c’è stato il concordato fascista (Germania, Austria, Spagna, Portogallo). In Germania sono vincolati anche da accordi addirittura del 1803!! Evidentemente non è facile non rispettarli o rivederli, quando poi sono accordi anche con uno stato estero, probabilmente uno stato rischierebbe di perdere una causa legale intentata dalla chiesa se facesse decisioni unilaterali da lei non condivise. Abbiamo già visto cosa è successo per la semplice prospettiva di pagare un po’ di IMU.

      • firestarter scrive:

        ho gia’ disposto l’applicazione su me stesso di un aborto post parto qualora dovessi ridurmi a non capire un c di niente come certi individui che popolano le ultimissime (generalmente lobotomizzati in missione per conto di quel sito patetico il cui acronimo genera tanta ilarita’), e ringrazio iddio per non fare ridere il mondo professando certe idee ributtanti.

      • non cambia nulla solo per chi pensa che “democrazia liberale” sia sostituibile con “Chiesa”

      • Antonio72 scrive:

        @FSMosconi

        Confonde il popolo italiano con le istituzioni repubblicane, ed i patrioti sempre col popolo italiano. L’elemento di coesione di cui dicevo è riferito proprio al popolo italiano. L’amor patrio in Italia non è mai esistito, ed oggi emerge solo nelle partite di calcio della nazionale (e mi riferisco sempre al popolo italiano, non alle elite risorgimentali, ovviamente non quelle di oggi). L’altra eccezione è l’italiano emigrato all’estero, il quale conferma una sorta di legge scientifica: l’intensità dell’amor patrio è direttamente proporzionale alla distanza geografica dallo Stivale.
        Dovevo essere più delicato?

      • Stefano scrive:

        @ Antonio

        Ma certo, è noto a tutti che fautore dell’unità d’Italia fu lo Stato Pontificio, portatore illuminato dei principi di amor patrio.

        La chiesa tanto promuove la disciplina che in nessun caso vi è obiezione alle leggi dello stato e mai sfiorerebbe l’idea di contrapporvisi o consigliare di farlo.
        Anzi un documento del 1868 – il Non Expedit – mise nero su bianco i fondamenti della collaborazione.

        Se poi volessimo ulteriormente aumentare l’intensità di tale sentimento potremmo trasferire il Vaticano in Nuova Zelanda (l’intensità dell’amor patrio è direttamente proporzionale alla distanza geografica dallo Stivale).
        Papa e cardinali brucerebbero di amore per l’Italia.

        Continua…

      • fab scrive:

        Antonio, non so se riuscirò a restare calmo commentando il tuo intervento.

        “il Concordato fu ratificato sotto una dittatura e ripreso successivamente anche più di recente, nel periodo repubblicano.
        Chiediamoci allora perchè lo Stato italiano abbia convenienza a ratificare un Concordato con la Chiesa cattolica, a prescindere dalla propria connotazione istituzionale. ”
        L’ottimo motivo è che c’è sempre stata continuità nelle classi dirigenti italiane: ignorante tradizionalista immorale passa il potere a ignorante tradizionalista immorale.

        “Secondo me, la spiegazione proviene addirittura dallo spirito intrinseco tipico del latino-mediterraneo, se vogliamo antitetico a quello dei cittadini nordeuropei e che per certi versi ha contribuito a realizzare le fortune dell’Italia.”
        Le fortune dell’Italia??? Chissà le disgrazie, allora.

        “Qualche antropologo potrebbe individuarne le origini proprio nel florido e solare ambiente mediterraneo che rispecchia anche l’anima dell’uomo che ci vive.”
        Questo potrebbe dirlo soltanto qualche becero pescivendolo dello Zen, che cerca di dare valore all’unica cosa che ha e che gli fa pure venire il cancro alla pelle, non certo un antropologo.

        “Se ne accorse un certo Goethe quando ritornò in patria dal suo meraviglioso viaggio pluriennale italiano, deluso dall’impossibilità di contagiare i suoi amici e conoscenti del proprio entusiasmo riportato nella sua grigia e squallida patria.”
        Grigio e squallido sarà l’ambiente desertico determinato dal “solare ambiente mediterraneo”, non certo la verde e poetica Germania, dove, nonostante i tuoi bugiardi proclami, si sta strepitosamente meglio che in Italia.

        “di fatto l’uomo mediterraneo è un anarchico, in particolare quello italiano.”
        Ma lascia perdere, che non sai nemmeno che cosa sia l’anarchia.

        “E’ questo, secondo me, che si chiese il duce e che si chiede oggi anche lo Stato istituzionale repubblicano.”
        No, questi si chiesero soltanto “come faccio a perpetuare il possesso del potere?”.

        “la genialità italiana di cui dovremmo tutti andare fieri”
        Infatti, siete tutti fieri di Galileo e Vanini. Ma forse andrebbe chiarito che uno è un genio perché travalica i confini nazionali. Infatti, ti informo che di geni ce n’è in tutto il mondo. E comunque è il genio che potrà andare fiero di se stesso. Tu evita di farti bello con le piume del pavone, che è meglio.

        Questo tanto per metterti a posto sui deliri maggiori.

      • Sandra scrive:

        Antonio scrive:
        “Se ne accorse un certo Goethe quando ritornò in patria dal suo meraviglioso viaggio pluriennale italiano, deluso dall’impossibilità di contagiare i suoi amici e conoscenti del proprio entusiasmo riportato nella sua grigia e squallida patria.”

        Goethe scrisse:
        “L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.”

        E:
        “Se uno volesse vivere qui, dovrebbe diventar cattolico, per partecipare pienamente alla vita di questi uomini”

        E:
        “E’ incredibile come nessuno vada d’accordo con l’altro”

        Davvero deve essere stato ben deluso Goethe, di non poter trasferire queste qualità tra i suoi squallidi concittadini.

      • Kaworu scrive:

        antonio deve aver studiato assieme a flo

  7. giordanobruno scrive:

    Anche se molto piccolo, quello indicato nel thread rimane pur sempre un passo avanti nel lento e faticoso processo di laicizzazione dell’Italia. Dato che qui si sta parlando di scuola, sarebbe interessante conoscere il parere del vecchio prof con lo sguardo tonto: ammorba sempre il blog con i suoi (tutt’altro che graditi) interventi; quando poi avrebbe l’opportunità di scrivere cose appena leggermente decenti, marca subito visita e si eclissa nel nulla. Chi lo capisce è bravo.

  8. myself scrive:

    Ah già, ricordo proprio di un caso che era successo quando facevo le superiori. Un ragazzo aveva deciso all’inizio dell’anno di non frequentare più l’ora di religione, ne aveva parlato con i suoi genitori e questi erano d’accordo però al momento dell’iscrizione avevano crociato l’opzione IRC. Il ragazzo frequenta le prime ore di religione solo nell’attesa che i genitori sistemino la cosa con la segreteria ma poi alla fine salta fuori che non si può cambiare durante l’anno ed è stato costretto a frequentare l’IRC.

    L’assurdità di concepire una cosa del genere ha tanto dell’incredibile quanta è la prepotenza dei vari gerarchi cattolici, in nessun altro contesto sarebbe accettata. Immaginatevi di iscrivervi ad un corso di nuoto e che durante l’anno decidiate di abbandonare perchè preferite passare il tempo diversamente, può darsi che l’istruttore vi dica che non avrete indietro i soldi pagati e la cosa può avere senso perchè comunque un po’ di lezioni le avete fatte , ma se vi dicesse che siete costretti a seguire tutte le lezioni lo mandereste tranquillamente a quel paese.

    • Kaworu scrive:

      senza contare che il nuoto per lo meno è utile, e chi è pagato per insegnarlo, quello fa.

      invece l’ora di religione oltre a non servire a nulla, è anche “insegnata” da gente che fa sostanzialmente quello che vuole.

      dal dire le preghiere, al non fare letteralmente nulla se non quattro chiacchiere (se va bene) coi ragazzi, passando per una vasta gamma di attività.

    • Red Passion scrive:

      Però alle superiori non sei più un ragazzino. E l’ora di religione potrebbe trasformarsi in ora di “contestazione” e quindi in una brutta “ora” per il prof. Era quello che facevo io alle superiori. In quinta, invece, essendo maggiorenne, avevo optato per l’alternativa.

      • Kaworu scrive:

        capirai chi se ne frega della contestazione, quando si vanno a fare i conti, risulta che tanti fanno religione e questo basta.

        cosa poi facciano dentro, è irrilevante.

        è come dire “mi iscrivo al partito X ma solo per contestare”. sai chi se ne frega, alla fine risulta magari quello col più alto numero di iscritti.

        non so se mi spiego.

      • Red Passion scrive:

        @ kaworu
        Parafrasando quello che hai appena scritto, capirai chi se ne frega che io e te passiamo il nostro tempo a scrivere sul sito UAAR per parlare delle malefatte della ccar.
        Ti ripeto, uno studente minorenne non ha la possibilità di scegliere fra religiore e alternativa. Stiamo poi parlando del 1988, dove neanche si conosceva la parola alternativa. E, nel caso fosse sfuggito a qualcuno a 18 anni, ho scelto: unico in tutta la scuola (testimoni di Geova a parte). E ho preteso l’ora alternativa. Non c’era? Me la sono inventata: ho ottenuto dal preside di allora l’autorizzazione a passare quell’ora nel laboratorio di scienze, solo ma felice come un bimbo nel paese dei balocchi.
        Ma fino ad allora, non potendo oppormi alle scelte imposte, in classe argomentavo. E così davo la possibilità ai miei compagni di classe di poter vedere le cose anche da altre angolature. In quel modo la lezione smetteva di essere a senso unico, ma diventava “critica”. Credo, o almeno spero, che il mio argomentare abbia fatto breccia in qualcuno dei miei compagni. Se così è stato, allora è stata una cosa buona, se così non è stato, valeva comunque la pena provarci.

      • Kaworu scrive:

        ovviamente a nessuno frega che io e te passiamo il tempo a scrivere sul forum uaar.

        men che meno frega alla chiesa.

        gli frega molto di più se la gente non sgancia più soldi.

        te hai parlato di trasformare l’ora di contestazione, non hai certo parlato della tua vita.

        e sinceramente piuttosto che suggerire a un ragazzino DI ADESSO di stare in classe e fare “l’agitatore” (cosa che magari può fruttargli anche un voto basso, e considerando che se la fa, il prof di religione mette becco in pagella…) è perfettamente inutile allo scopo di “infastidire” la ccar. molto meglio è se quell’ora non la fa.

        gli altri compagni con tutta probabilità scaldano il banco s ca zza ti, come il 99% degli italiani cattolici

    • Tizio scrive:

      Io facevo l’ora di religione alle superiori, era spassosissima, chi copiava gli esercizi che non aveva fatto a casa, chi ripassava per l’ora dopo, chi giocava a carte, chi stava a l cesso a fumare per un’ora.

      • Roberto Grendene scrive:

        uno spreco di denaro pubblico, insomma

        ma il vero problema dell’indottrinamento e del condizionamento sociale non è alle superiori, è alle scuole dell’infanzia e alle elementari

        dove non a caso le ore di religione cattolica sono due la settimana, >= a quelle di inglese, informatica, geografia, storia, scienze, educazione motoria, …

  9. MASSIMO scrive:

    Io dubito dell’efficacia catechizzatrice dell’ora di religione.
    Io sono stato battezzato, ho fatto comunione e cresima (età 10-11 anni) e poi ho seguito l’ora di religione fino alla V^ liceo (19 anni).
    Risultato: sono ateo al 100%.

    Questo perchè con l’età il ragionamento logico ha preso il sopravvento ed ha gettato nell’immondizia tutte quelle cose relgiose che avevano cercato di inculcarmi.
    Alla fine i catechizzatori con me hanno solo perso il loro tempo.

    • fab scrive:

      Poi, oltre a noi, ci sono quelli più prossimi all’homo heidelbergensis

    • Tiziana scrive:

      ma il problema non sono gli effetti dell’ora di religione perchè è normale che le nostre idee e convinzioni e gusti nel corso della vita cambino,
      Piuttosto che non essendoci una religione di Stato si privilegi la cattolica, che l’educazione religiosa può essere impartita solo dai genitori e, non ultimo, il peso economico di una scelta così sconsiderata.
      Oltre a ciò umilia fortemente anche le persone intelligenti che si affaticano e per sostenere – per mero interesse familista – l’ora altrenativa aggravando ancora di più le spese per i cittadini contribuenti

    • Giorgio Pozzo scrive:

      Per ognuno come te (e me) con il quale hanno perso il loro tempo, ce ne sono almeno tre con i quali hanno avuto successo.

    • whichgood scrive:

      Vedi, anche il tuo tempo è importante, quello che ti hanno fatto perdere non te lo ridarà nessuno (neanche ai credenti).

  10. gmd85 scrive:

    E c’era bisogno di una sentenza? Se si può effettuare il cambio di classe o il passaggio da una scuola all’altra, scegliere di non frequentare l’ora di IRC, anche ad anno ormai iniziato, dovrebbe essere possibile con uno schiocco di dita.

  11. Florasol scrive:

    oltretutto all’ultimo/penultimo anno di liceo un ragazzo può diventare maggiorenne a metà anno scolastico e decidere di “non avvalersi” anche se i genitori l’avevano iscritto.

  12. robby scrive:

    sarebbe piu equo,un ora di storia della nascita delle varie religioni,almeno se propio quest ora diventa quasi obbligatoria,allora le parole che antonio 72 si mette in bocca,come uguaglianza ecc….avrebbero un po di senso.
    invece imparare una sola religione è propio di un sistema dittatoriale in qualunchè caso,che siano nel islam,nel induismo ,gianismo,mazdesismo,zoroastrismo.

  13. maxalber scrive:

    Antonio72 risponde:
    venerdì 13 luglio 2012 alle 10:32
    Sostituisca “Chiesa” con “Stato” ed “autorità ecclesiastica” con “autorità statale” e si accorgerà che concettualmente non cambia nulla.

    Bene.
    Antonio72 ha dimostrato (ma ce n’era bisogno?) che i nostri cattotroll sono favorevoli allo stato etico rappresentato dalle teocrazie.
    Salvo poi fingere di voler difendere la democrazia.

    Ma mi chiedo: l’incapacità di distinguere teocrazia da democrazia è voluta o involontaria?
    Nel primo caso abbiamo a che fare con prevaricatori violenti, nel secondo con ignoranti indegni di attenzione.

    Di solito propendo per la stupidità (e quindi ignoro tali interventi), ma stavolta ho qualche dubbio.

  14. [...] la buona notizia dal Tar del Molise, ecco quella brutta proveniente dall’omologo tribunale ligure. Secondo i giudici [...]