Crescono oratori estivi e lo Stato paga

Un’inchiesta su Repubblica oggi rileva quanto crescano gli oratori che sono aperti d’estate. Erano 3.000 nel 1970, sono raddoppiati nel 2000 e quest’anno sono 6.500. Circa 1 milione e 500mila ragazzi frequentano quest’estate Grest (gruppi estivi), Cre (centri ricreativi estivi) ed Er (Estate ragazzi), in 6.500 oratori di cui ben 3.000 solo in Lombardia.

Il periodo di crisi, le difficoltà delle famiglie e i tagli delle istituzioni locali, che però non mancano di finanziare istituzioni ricreative cattoliche con lauti finanziamenti che già si fanno pagare quote a seconda dei partecipanti, favoriscono di fatto gli oratori. Mentre le alternative laiche, che utilizzano scuole e impianti sportivi e sono gestite dai Comuni, sembrano vivacchiare. Sebbene gli oratori utilizzino personale e strutture che spesso non soddisfano pienamente i requisiti richiesti ad altre realtà, che siano private o meno.

Come evidenziato nell’indagine Uaar I Costi della Chiesa, lo Stato concede in media all’anno benefici agli oratori per circa 2,5 milioni, mentre 50 milioni sono i contributi regionali stimati. Con la legge mancia diversi parlamentari indirizzano fondi alle parrocchie e agli oratori. E in questi ultimi anni i contributi di Regioni e altri enti locali sono molti. Tra i tanti casi, 600mila euro tramite una convenzione tra Marche e conferenza episcopale locale; altre centinaia di migliaia dalla Provincia di Lecce. Insomma, un sistema che in nome di una sussidiarietà ‘malata’ si espande in questi anni, mentre vengono ridotte le alternative pubbliche e aperte (davvero) a tutti.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 9 luglio 2012 alle 20:12 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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103 commenti a “Crescono oratori estivi e lo Stato paga”

  1. non possumus scrive:

    purtroppo lo stato preferisce trasferire alla chiesa competenze che gli spettano, con il comodo assenso dei partiti, ricordo che quando ero bambino (erano gli anni 50), all’esterno della scuola elementare c’ erano due campetti di calcio, uno per ogni ala dell’edificio, uno era della chiesa e l’altro della sezione del PSI, a volte per sfuggire al rosario, scappavamo nel campetto socialista, ma li oltre giocare a calcio non potevamo fare altro, mentre dalla chiesa c’era la sede dell’azione cattolica con ping pong, calciobalilla e altri giochi, se i socialisti di allora avessero cercato di intrattenerci e con l’occasione darci insegnamenti di libertà e di laicità, molti di noi che venivamo da famiglie operaie avrebbero cambiato luogo di svago, ma allora come oggi si preferisce lasciare i bambini ai preti, quindi non c’è da stupirsi che poi la parola laicità sia compresa da pochi.

  2. Enrico scrive:

    Ma cirsoli UAAR organizzano centri estivi e si sono visti rifiutare contributi dai comuni?

    • nightshade90 scrive:

      no, è il comune che deve organizzare queste cose. non si può delegare agli altri (pagando comunque) il suo ruolo, che poi i risultati si vedono (scuole cattoliche che nel migliore dei casi sono diplomifici e nel peggiore macchine d’indottrionamento in orario scolastico, ma esentate dall’ICI, ospedali che sono buchi neri di bilancio e che mantengono sì un buon livello, ma grazie a finanziamenti 10 volte maggiori degli altri e che per 4/5 vrngono dilapidati per amici ed intrallazzi del don di turno, ecc….).

      queste attività sono compito dello stato, e devono essere gestite in modo LAICO.

      dimmi, tu come ti sentiresti se tutti i gruppi ed attività estive per ragazzi (ma anche gran parte degli ospedali, scuole, ecc.) fossero gestiti da associazioni mussulmane, tra l’altro finanziate con i soldi dello stato ed esentate dalle tasse, ma comunque con diritto di indottrinare i ragazzi a loro affidati? quando lo fate voi tutto bene, ma quando lo fanno gli altri correte anche voi a gridare allo scandalo?

    • Enrico scrive:

      Lo stato non ha alcun dovere di organizzare il divertimento estivo dei ragazzi.
      In merito alle scuole cattoliche in base a quali oggettivi dati lei afferma che si tratti di diplomifici.
      In merito al finanziamento degli ospedali mi spiega come lo stato finanzi gli stessi?
      Oppure paga per le prestazioni che questi ultimi elargiscono?Esistono ospedali ebraici e non avrei nessun problema ad essere curato li ne mi scaldalizzo che lo stato paghi per le prestazioni li effettuate.

      • sin.night. scrive:

        “Lo stato non ha alcun dovere di organizzare il divertimento estivo dei ragazzi.”

        Non si tratta tanto di organizzare il divertimento estivo dei ragazzi, quanto di garantire che non siano “abbandonati a se stessi” quando non sono a scuola… Se i genitori vanno al lavoro (anche se con la crisi…) hanno queste possibilità: o lasciano i figli ai nonni, o pagano una baby sitter o hanno bisogno di servizi come i centri estivi… è lo stesso motivo per cui esistono il tempo pieno e il doposcuola.

      • Antonio72 scrive:

        @sin.night

        Mettiamo che la sua teoria fosse giusta, ovvero che solo lo Stato abbia il dovere-diritto di prendersi cura dei ragazzi in ambito extrascolastico (una teoria del genere negli USA farebbe inorridire).
        E’ evidente che lo Stato italiano non lo faccia, né abbia interesse a farlo (ed ho già spiegato una volta la banale motivazione). Quindi, secondo lei, è accettabile l’alternativa che i ragazzi italiani siano abbandonati a loro stessi, anzi auspicabile, pur di liberarsi della nefasta influenza della Chiesa sui giovani (infatti negli oratori spacciano solo merendine).

      • Gérard scrive:

        Caro Enrico

        ” Lo stato non ha alcun dovere di organizzare il divertimento estivo dei ragazzi ”
        Ma povero ragazzo, ma sei fuori del mondo !!?
        Come detto da Sin.night non si tratta di ” organizzare ” il divertimento estivo dei ragazzi, quanti di garantire che non siano abbandonati a ses stessi quando non sono a scuola…
        Vai un puo fuori Italia e vedrai cosa fa lo stato in altri paesi per i suoi cittadini . E proprio una vergogna !! Vai un po in Francia, Germania, Belgio, Danimarca etc per poter dire cosa sia giusto che faccia lo stato e quello che non sia giusto !
        In Francia, non soltanto lo stato organizza a poche spese i cosidetti ” Centres récréatifs ” sia per le ferie d’ estate che quelle d’inverno .
        Durante le ferie d’ inverno, ogni scuola pubblica organizza soggiorni di montagna dove chi vuole puo essere accostato alla pratica dello sci per esempio .
        A tutte queste cose ci pensa lo stato .
        D’ altronde i cosidetti ” Patronages ” ossia gli oratori, sono praticamente tutti spariti dal paesaggio francese negli anni 60 .

      • gmd85 scrive:

        @Antonio 72

        La tutela estiva dei ragazzi da parte dello Stato può essere fatta rientrare nel principio di sussidiarietà. Principio che, ancora una volta, viene applicato nel più malato dei modi. Rispondi, a che tittolo gli oratori ecclesiastici chiedono fondi allo Stato?

        E poi, o nons ai leggere, o stravolgi volutamente le altrui parole. Sin.night non ha certo auspicato che i figli vengano alsciati a se stessi o a perdere neuroni davanti a tv e videogames. Semmai, l’ha paventato, ed è ben diverso.

      • nightshade90 scrive:

        @antonio

        no, è auspicabile che LO STATO organizzi queste cose, invece di lasciare che lo facciano gli altri (ma sborsando comunque i soldi) sentendosi così la coscienza a posto perchè “tanto c’è qualcun’altro che ci pensa”.

        ripeto: se fossero le organizzazioni mussulmane ad essere sostanzialmente le uniche ad oragnizzare queste cose e a ricevere pure i fondi dallo stato (ed ovviamente, come le organizzazzioni cattoliche, ne approfittino per fare un po’ di propaganda mussulmana tra i ragazzi a loro affidati), a te andrebbe bene? infondo “maglio loro che niente”, no? o anche tu ti lamenteresti del fatto che lo stato deleghi a loro questo ruolo?
        se la rispsota è “sì, mi lamentarei, una situazione del genere non deve nè dovrà mai succedere in italia” allora ti sei risposto da solo.

      • robby scrive:

        @enrico 3 ,il convinto io parlavo di polio per mostrarle che a volte scienza e fanatismo religioso,non sono compatibili,le ha forse inteso male,poi scusi l ernia se la faccia controllare lei..,poi tanto sibilla e vuol fare il proffessorino,perchè non si informato sul ritiro di un certo vaccino contro il papilamivirus,cioè (HPV),che in canada i cardinaliHanno fatto ritirare dalle scuole cattoliche,per motivi di promisquita,e immoralita..
        .vadi su nwesfeddtime.com,e legga. testata canadese
        PS leone xii non rese obbligatoria la non vaccinazione,perchè la popolazione in prims cattolica(se lo ricordi),non accettava imposizioni,e in piu contrasto,non solo per informazione,ho disinformazione,ma perche la patria potesta,della famiglia che nello stato pontificio era legge,è a gli occhi di parecchi sembrava una moderna imposizione ha la fatalita divina del peccato del famoso tu suderai e lavorerai la terra con fatica,che guarda un po nel islam ,dove la polio(il vaccino) fu contrastato,aveva non dissimli motivi per essere osteggiato,in ultimo lei dimosta una pochezza di fondo nel dimostrare,e si aggrappa alla sua cultura,ma senza capire che,la storia e testimone,a prescindere della retorica e del paternalismo intelletuale del cattolicesimo,che tratta tutti come degli stolti.l anticlericalismo è un vostro normale prodotto,non dia la colpa ad altri

      • Enrico scrive:

        Faccio presente che la tutela dei figli è dovere primario della famiglia e dei suoi componeneti anziani in primis genitori e poi nonni. Eventuali attività estive delle scuole sono contro il principio stesso di scuola e sulla loro volontarietà è troppo facile ironizzare.

        Se fossero solo le organizzazioni mussulmane io direi perchè noi non lo facciamo?

      • fab scrive:

        “Mettiamo che la sua teoria fosse giusta, ovvero che solo lo Stato abbia il dovere-diritto di prendersi cura dei ragazzi [...] E’ evidente che lo Stato italiano non lo faccia.”

        Antonio, se non vuoi essere messo alla berlina per come ragioni, fa’ in modo di non darcene occasione, per favore.

      • Antonio72 scrive:

        @gmd85

        La risposta è abbastanza intuitiva. Lo Stato italiano, non provvedendo direttamente ad occuparsi della questione giovanile fa ricadere l’onere su altri, contribuendo parzialmente a ricoprire i costi.

        @nightshade90

        Evidentemente in Italia non è un’organizzazione musulmana ad occuparsene. Come è evidente che lo Stato italiano ritiene gli insegnamenti ed il sistema educativo della Chiesa cattolica compatibili con i protocolli del servizio pubblico. Altrimenti non potrebbero esistere per es. le scuole paritarie. In altro blog sono stato accusato di non rispettare la cultura di altri. Ma quali altri? Se veramente in Italia esistessero queste ipotetiche diverse ed incompatibili culture, avrebbe ragione la Lega Nord con la sua fantapadania.

        @fab

        non ho avuto mai problemi ad essere messo alla berlina da queste parti, anzi ne vado fiero, come voi andate fieri dei vostri metodi intolleranti con berline, gogne e quant’altro.

      • nightshade90 scrive:

        @enrico

        ancora non sento risposte alla questione del “e fosse delegato alle associazioni mussulmane questo ruolo?”. allora, è una cosa che va bene solo quando lo fanno i cattolici, o non avresti da ridire se fossero i mussulmani gli unici ad organizzare attività estive, ovviamente connaturate dal coinvolgimento dei ragazzi in preghiere al profeta ed ad allah rivolti verso la mecca ogni tre ore e prediche su quanto sia buono e giusto l’islam, con lo stato che se ne frega e dà pure i soldi ai musslmani?

      • gmd85 scrive:

        @Antonio 72

        1) No, non hai risposto. Perché questi fondi devono andare esclusivamente agli oratori? Tutto il ricavato dell’8X1000 che fine fa? Non si può usare per finanziare questi oratori? I cittadini pagano abbastanza, anche quello che non devono pagare., ergo, le sovvenzioni statali agli oratori non hanno ragione d’esistere. E parlo di qualsiasi oratorio, sia esso cattolico, riformato, ebraico, musulmano, o di qualsiasi altra confessione vogliamo parlare.

        2) Le scuole paritare, anzi, le scuole confessionali (non tutte le paritarei sono di stampo religioso) devono fornire programmi ministeriali, altrimenti, sarebbero paragonabili alle madrasse del più vecchio stampo.

        3)e questo vale anche per Enrico: lo Stato ha il dovere di aiutare e di supplire la dove serva. Si chiama sussidiarietà. Nessuno ha detto che deve sostituirsi a famiglia o scuola. I genitori, però, lavorano, per mandare avanti la società di cui fate parte anche voi due. Se non possono stare a tempo pieno con i figli, è giusto che lo Stato venga loro incontro. Cosa non vi torna in questo concetto?

      • fab scrive:

        Antonio, non c’è nulla di cui andare fieri. Quello che ho messo tra virgolette è la parte “portante” del tuo argomento, che semplicemente non sta in piedi, non come contenuti, ma come struttura. Quando uno ragiona male, è corretto, non intollerante, affermare che ragiona male. E davvero mi stai scrivendo che l’ideale a cui aspiri è infarcire tutto di assurdità? Suvvia…

      • Enrico scrive:

        *gmd85

        Fino a un certo punto la famiglia è la prima responsabile dell’educazione della prole ed educare vuol dire sacrificarsi.

      • nightshade90 scrive:

        @antonio

        non hai risposto, hai solo svicolato la domanda:
        SE in italia FOSSE LA RELIGIONE MUSSULMANA ad avere i mezzi per aprire oratori ovunque e la chiesa no e sSE fosse sempre lai ad avere gli agganci ed i favori politici PER VENIRE SEMPRE FINANZIATA DALLO STATO PER ESSI (al contrario dei gruppi laici che oragnizzano attività del genere, ma non ricevono un soldo), tu TROVERESTI LA COSA ACCETTABILE?
        facile dire “è giusto” quando non si prova neanche ad immaginare la situazione a parti invertite, e rispondere “ma le cose qui non stanno così” quando vi si fa provare a mettervi nei panni degli altri. sia tu che enrico siete come deputato cristiano americano che, dopo aver votato un emendamento per fa sì che le scuole religiose siano finanziate dallo stato, si è resa conto che anche quelle mussulmane ora avrebbero ricevuto i fondi dallo stato…..quando parlate di quanto sia giusto dare privilegi e soldi ad una religione e di quanto sia giusto favorirla, in realtà intendete quanto sia giusto fare ciò per la VOSTRA religione, ma mai e poi mai accettereste che le stesse libertà siano date anche agli altri. come si suol dire “sono tutti tutti ricchioni, finchè si tratta del culo degli altri…”

      • Enrico scrive:

        Io ho già risposto.

      • nightshade90 scrive:

        veramente non hai risposto neanche tu: SE la situazione fosse invertita e fossero gli islamici ad avere i mezzi per fare attività estive per bambini (cosa credi, che solo la chiesa e le sue associazioni le oprganizzino solo perchè è l’unica ad interessarsi? la chiesa ne organizza tanti perchè E’ PIENA DI MEZZI E AFFILIATI PRONTI A SCATTARE AD UN SUO ORDINE, ed inoltre, quando lo fa, LO STATO LA RIEMPIE DI SOLDI. cosa che non fa con le organizzazzioni non cattoliche, che quindi devono arragniarsi col poco che hanno) e ragazzi e gli agganci per farsele finanziate dal comune, e se, come le organizzazioni cattoliche, costringessero i ragazzi membri a partacipare ad attività di preghiera ad allah/maometto e facessero propaganda su quanto sia buono e giusto l’islam, e lo stato se ne fregasse accontentandosi di dare i soldi a queste organizzazioni senza organizzare attività alternative di suo, a te la cosa andrebbe bene? sì/no.
        organizzazioni non cattoliche CERCANO di organizzare attività alternative a quelle cattoliche. ma sono piccoli gruppi, che perdipiù pagano tiutto di tasca loro. non possono chiamare dipendenti da dove vogliono e comprare sul momento gli edifici che gli servono, o usare uno dei tanti che già posseggono (che sono un buon 20% del patrimonio immobiliare italaiano), con la consapecvolezza che il comune tanto ripagherà tutto. se fossero i mussulmani ad avere questi mezzi, e la chiesa avesse gli stessi mezzi che hanno i mussulmani qui al momento, TU TROVERESTI LA SITUAZIONE ACCETTABILE? RITERRESTI CHE EFFETTIVAMENTE NIN STA ALLO STATO ORGANIZZARE TRALI ATTIVITA’, sebbene abbia il compito di FIANZIARLE QUANDO SONO ORGANIZZATE DALLA VOSTRA RELIGIONE?

      • Enrico scrive:

        Ripeto

        Se fossero solo le organizzazioni mussulmane io direi perchè noi non lo facciamo?

      • Antonio72 scrive:

        @nightshade90

        La questione mi pare abbastanza semplice, e l’ho anche già accennata. Lo Stato italiano ritiene che gli oratori siano compatibili con i valori della Repubblica, ed anche che le strutture messe a disposizione dalla Chiesa e l’impegno di alcuni volontari per coordinare le varie attività giovanili, siano una risorsa per la società italiana, in particolare per le famiglie.
        Anzi, si potrebbe andare anche oltre e sostituire la parola Stato con la parola famiglia. E’ evidente che se tutti i genitori italiani la pensassero come da queste parti, gli oratori chiuderebbero domani. Come è lapalissiano che così non è, visto che gli oratori aumentano.
        Quindi, se un domani i musulmani fondassero degli oratori coerenti con i valori civili e democratici, come quelli cattolici, non ci vedo nessuno scandalo se il servizio sociale che questi rendono alle famiglie italiane, o meglio ad una parte della famiglie, venisse finanziato in proporzione dallo Stato italiano. Per fortuna siete in pochi ad avere una visione perversa ed intollerante delle religioni, e lo dimostrano i numeri. Il fondamentalismo non è una caratteristica prettamente religiosa.

      • sin.night. scrive:

        “Quindi, secondo lei, è accettabile l’alternativa che i ragazzi italiani siano abbandonati a loro stessi, anzi auspicabile, pur di liberarsi della nefasta influenza della Chiesa sui giovani (infatti negli oratori spacciano solo merendine).”

        Non ho mai detto questo (è un’interpretazione quantomeno molto libera di quello che ho scritto) ed anzi mi auguro vivamente che non accada mai che bambini e ragazzi siano abbandonati a loro stessi.

        Però, posto che la necessità di non lasciare a loro stessi bambini e ragazzi (mi pare che su questo siamo tutti d’accordo, sbaglio), il problema è “come far fronte a questa necessità?”. La soluzione attuale (in larga parte affidata alla sussidiarietà, più una parte di pubblico organizzata e gestita dai comuni) a mio avviso non è assolutamente soddisfacente. Intanto dipende dalla volontà di organizzare certi servizi e dai fondi per farlo (vale sia per il pubblico che per il privato), quindi questo genere di servizio non è assicurato a tutti i cittadini; poi le modalità possono cambiare (orari e periodo in cui è fornito il servizio)… Questo, dal mio punto di vista, è mettere una pezza ad un problema, non affrontarlo e risolverlo in modo serio.

        A me piacerebbe che lo Stato (non i comuni o le altre istituzioni territoriali) si facesse carico di organizzare un servizio serio ed uniforme in tutta Italia… se poi uno vuole rivolgersi alle realtà private, come può essere ad esempio il Grest, io non ho niente in contrario (purché lo Stato non finanzi a pioggia, ovviamente!)… Non penso neppure ad una cosa del tipo “o vai sul pubblico o vai sul privato” (mutualmente esclusivo), per me potrebbe andare benissimo che alla mattina uno vada al Grest e al pomeriggio si rivolga al pubblico (anche se, a dire il vero, qualche problema a livello organizzativo potrebbe esserci), l’importante è che lo Stato garantisca che durante le ore di lavoro i figli siano seguiti se i genitori non hanno a chi lasciarli (e anche se hanno a chi lasciarli, non è male che bambini e ragazzi possano frequentare i loro coetanei per giocare e svolgere attività insieme).

        “Mettiamo che la sua teoria fosse giusta, ovvero che solo lo Stato abbia il dovere-diritto di prendersi cura dei ragazzi in ambito extrascolastico (una teoria del genere negli USA farebbe inorridire).”

        Non ho detto mai questo. Lo Stato deve garantire il servizio, poi ognuno può decidere se avvalersene o meno (magari, perché no, rivolgendosi a soluzioni private se lo ritiene). Quello che non deve accadere è che lo Stato se ne disinteressi totalmente o ritenga una risposta sufficiente finanziare il privato in sussidiarietà.
        Allo stato attuale siamo quasi all’opposto, cioè che solo il privato ha il diritto/dovere di prendersi cura dei ragazzi in ambito extrascolastico (la mia è una mezza provocazione, ma anche una constatazione di una situazione di fatto… :( ). Quello che vorrei è che lo Stato fornisse un servizio serio ed omogeneo su tutto il territorio nazionale; se poi uno ritiene di rivolgersi al privato, non ho niente da obiettare (purché ci sia veramente possibilità di scelta, non che il servizio offerto dal privato sia l’unico disposibile).

        Certo, alla fine della fiera il problema è sempre che fare le cose bene costa soldi e lo Stato (inteso come istituzione) “risparmia” rivolgendosi alla sussidiarietà dei privati… poi però i costi si ribaltano sul cittadino, perché le cose vanno comunque fatte (non si possono lasciare bambini e ragazzini a loro stessi) e spesso va a finire che non vengono fatte al meglio (perché ovviamente le risorse non lo consentono)… per me anche l’offrire un “servizio non ottimale” è in senso lato un costo (si ripercuote sulla qualità della vita, su difficoltà organizzative, che poi a loro volta magari incidono sul lavoro e di conseguenza sulla produttività)… allargando un po’ il proprio campo visivo, non so quanto lo Stato ci risparmi dall’offrire certi servizi quasi esclusivamente in sussidiarietà dei privati… è più o meno la stesso ragionamento per cui lo Stato guadagna dalle tasse sul fumo, però poi deve affrontare i costi delle malattie collegate che sono a carico del sistema sanitario pubblico…

        A me, da cittadino, interessa che le cose funzionino ed in certi casi l’unica soluzione per garantirlo, dal mio punto di vista, è che se ne faccia carico direttamente lo Stato. Per garantire un servizio omogeneo (e nel caso della “custodia” – metto le virgolette perché non è una parola che non mi piace in questo contesto – di bimbi e ragazzi serve che sia omogeneo) bisogna gestirlo in modo centralizzato, standardizzato, e solo lo Stato ha questa possibilità…

        Poi se il privato si vuole affiancare, io non ho niente in contrario, purché non sia sostitutivo.

        Comunque credo di essermi dilungato anche troppo…

      • Antonio72 scrive:

        @sin.night

        Allora la pensiamo pressapoco allo stesso modo con la differenza sostanziale che per me indebolire un servizio o peggio annullarlo, prima di fondarne uno alternativo o parallelo, come da Lei descritto, significa di fatto abbandonare i giovani al proprio destino. Sarebbe come chiudere tutte le strutture sanitarie private mantenendo inalterati gli attuali disservizi delle strutture pubbliche.

      • nightshade90 scrive:

        @antonio
        ancora una volta hai svicolato la domanda. non ho chiesto se un domani i mussulmani fondassero oratori MENTRE CI SONO ANCHE QUELLI CRISTIANI IN ALTERNATIVA. ti ho chiesto se, come ora vale per la chiesa, solo i mussulmani o quesi avessero gli oratori (perchè solo loro con i vasti mezzi necessari e solo loro con il finanziamento statale facile), e se, come fanno ora i cristiani, approfittaressero della cosa per evangelizzare i bambini (e sottolineo, nella stessa misura in cui lo fanno i cattolici oggi negli oratori. cioè sai di partenza che se dai i bambini aloro tra le attività che dovrà fare ci sarà il ritiro per la preghiera ad allah e i vari momenti al giorno per la preghjiera rivolti verso la mecca, magari con l’imam che ogni tanto viene a trovare i bambini per dire loro quanto sia buono, giusto e vero l’islam e fa pressione per vederli presto in moschea), a te la cosa andrebbe bene? ROSPONDI NEI PARAMETRI CHE HO MESSO, non usare straw man: non sto parlando di un domani dove gli oaratori silamici sono un’alternativa, sto perlando di un oggi in cui sono praticamente il monopolio come lo sono oggi quelli cattolici, e in cui la chiesa cattolica non ha i mezzi ed i finanziamenti statali per fare concorrenza nella questione nello stesso modo in cui le religioni ed associazioni non cattoliche oggi non hanno i mezzi ed i fanaziamenti per fare concorrenza. in uno scienario del genere CONTINUERESTI A SOSTENERE CHE NON E’ DOVERE DELLO STATO OCCUPARSI DI PERSONA DI ORGANIZZARE ATTIVITA’ ALTERNATIVE? invece di pensare che lo stato non abbia nessun obbligo a riguardo, tranne finanziare comunque chi ha i mezzi per assumerselo (purchè sia della religione cattolica, perchè sappiamo tutti che agli oratori cattolici i finanziamenti arrivano in AUTOMATICo e SENZA MAI RISENTIRE DELLA CRISI, mentre alle alternative laiche o di altre religioni non arriva un finanziamento che uno).

      • manimal scrive:

        @Enrico

        “Faccio presente che la tutela dei figli è dovere primario della famiglia e dei suoi componeneti anziani in primis genitori e poi nonni.”

        ormai non si sorprenderàe le chiedo i riferimenti normativi di quanto da lei affermato. in particolare riguardo ai doveri dei componenti anziani della famiglia: lei cita genitori (i quali hanno la patria potestà), e mi trova d’accordo, poi i nonni(?), e sottintende chi? gli zii di una certa età? i cugini di secondo grado? i fratelli maggiorenni?

        la ringrazio anticipatamente per i chiarimenti che come consueto mi darà.

      • Antonio72 scrive:

        @nightshade90

        Non avrei di certo queste preoccupazioni per la semplice considerazione che se esistesse in Italia questo monopolio musulmano, vorrebbe dire che la cultura italiana, e credo a questo punto quella dell’Europa intera, si è costituita sull’islam. Ovvero si dovrebbe presupporre un capovolgimento totale della storia europea e quindi, in un certo senso, anche quella mia e sua. Ed ho ripetuto più volte che non mi diverte l’esercizio di ricostruire a posteriori una storia fantastica che non è mai esistita.

      • Enrico scrive:

        Art 148 codice civile.

        Art. 148. Codice Civile
        Concorso negli oneri.

        I coniugi devono adempiere l’obbligazione prevista nell’articolo precedente in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.

        Gli zii non credo perchè non titolari di legittima in caso di morte del nipote.

      • manimal scrive:

        11 luglio 2012 alle 0:28
        ma se non ho capito male. qui si parla di oneri, non di doveri di tutela.
        doveri che a quanto mi risulta, ricadono esclusivamente in chi ha la patria potestà (normalmente, i genitori).

      • Enrico scrive:

        Con oneri si intende anche la cura personale.

      • gmd85 scrive:

        @Enrico

        Al solito, vedi tutto nella tua ottica. Educare vuol dire trasmettera un apparato valoriale. Il sacrificio ce lo vedi solo tu. La famiglia è il primo agente socializzante. poi c’è la scuola. Poi ci sono agenti secondari. Lo trovi anche sul più scadente manuale di sociologia o di etnografia. Ciò detto, sei passato dai finanziamenti elargiti agli oratori, agli oneri, quando l’articolo si riferisce esplicitamente a uno di quegli agenti secondari e senza tenere conto del fatto che non tutte le famigle possono contare su buone reti di parentela.

        @Antonio72
        No, il fondamentalismo, qui, è tutto vostro. Mi chiedo quale perversa logica vi proti a difendere ciò che è indifendibile. In ogni caso, stai continuando a eludere la domanda.

    • io sono presidente di un centro socio-culturale che organizza campi estivi per ragazzini

      nessun contributo dal comune, che ci mette solo un patrocinio formale

      http://www.facebook.com/media/set/?set=a.222675494520293.49978.140854302702413&type=3

      • e comunque il mio comune promuove un centro giovanile e dei campi estivi laici gestiti da polisportive

      • Enrico scrive:

        Relazione con l’UAAR?

      • @ Enrico

        il tema è il finanziamento pubblico a organizzazioni ideologiche religiose dotate di immensi patrimoni e che cercano di fare proseliti tra i bambini, mentre di contro associazioni democratiche fatte da credenti, atei, agnostici che non vogliono imporre ideologie ai bambini non vengono finanziate (ti ho portato l’esempio)

        sei tu che hai tirato in ballo i circoli uaar a sproposito

      • Enrico scrive:

        Primo fate domanda? Secondo questo immenso patrimonio di cui lei parla è stato fatto a sue spese?Secondo il suo discorso un ricco allora ha diritto alla copertura del Servizio Sanitario Nazionale? E poi quale indottrrinamento vi è nei campi estivi degli oratori a cui aderiscono poi bambini di varie religioni i cui genitori accetano comunque di mandarli?
        l’indottrinamento avviene invece nelle associazioni laiche come nella gioventù itliana del Littorio e nei campi dei pioneri cubani.

      • gmd85 scrive:

        @Enrico

        Ma sei serio?

        Cioè, la gioventù italiana del littorio… sai qual’era il giuramento? “Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di eseguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze e se è necessario col mio sangue la causa della Rivoluzione Fascista”.
        Nel nome di Dio, eh.
        Ancora, vuoi quello dell’ONB? Eccotelo: “Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di eseguire gli ordini del Duce e di servire con tutte le mie forze e se è necessario col mio sangue la causa della Rivoluzione Fascista.”

        Può anche essere che le gerarchie ci credessero poco, ma i giuramenti su dio galvanizzano le persone. Ah, smettila di citare periodi e tematiche relative a i peggiori regimi. Erano dottrinali e dogmatici tanto quanto la religione.

      • robby scrive:

        ps rettifico papillomavirus….errata corrige,enrico 4..il……..pensaci

      • Enrico scrive:

        Aveva l’imprimatur questa forumula?

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Se non lo fosse stato non ci sarebbero stati i bigini ecclesiastici per l’esercito, il fiorire di centri a nome Don Bosco (con tutto il rispetto alla persone all’epoca già defunta), i Patti Lateranensi e pomposi titoli quali “L’Uomo della Provvidenza”. Oltre che il placet per silenzio-assenso sull’imposizione dei crocifissi nelle scuole, ovviamente.

        Be’, diciamo che era meglio se non rispondevi a questo punto.

      • Enrico scrive:

        Sa cosa vuol dire fare il soldato?Purtroppo ora lei può permettersi di non saperlo.

        Pensi ad un ragazzo della montagna piemontese oppure camuna che a 20 anni veniva spedito ad addestrarsi per fare il fuochista su una nave lui che non aveva mai visto una nave. Aveva bisogno o meno di una parola di conforto?

        Firmare un trattato con qualcuno non significa condividerne le idee.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Soprassiedo sulla propaganda bellica da fine secolo e passo al punto:
        Esistevano anche i protestanti, come mai non fu concesso tanto privilegio anche a loro dal regime?

        “Firmare un trattato con qualcuno non significa condividerne le idee.”

        Ma se quel trattato è stato firmato con l’esplicito intento di riavvicinarsi dopo la Questione Romana, tanto da meritarsi di conseguenza l’appellativo di “Uomo della Provvidenza” e nessuna parola contraria dalle Alte Sfere capirai che ci sia qualche estremo per ritenere il contrario.

        Ma anche se non fosso: sarebbe indice quantomeno di comunanza d’intenti. O vuoi negare anche questo?

      • Enrico scrive:

        Ho citato fatti, cosa crede che a tutt’oggi in sala macchina ci sia fresco?

        Il Concordato era tra Stato Italiano e Sato Vaticano non con un regime ed infatti rimase in vigore succesivamente.

        I cappelani militari esistevano anche prima del concordato il quale ha ratificato una situazione esistente.

        http://www.shalom.it/J/index.php?option=com_content&task=view&id=130&Itemid=94&ed=13

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        1) Non ho parlato di cappellani militari
        2) Mai pensato che potesse essere una mossa in via dell’ideologia del regime che si auto-proclamava eterno? Inoltre la tua non giustifica gli elogi e come mai avessero accettato proprio con quel regime invece di aspettare un’altro governo di cui potessero fidarsi (visto che secondo la tua visione non ne condividevano le idee)…
        3) Dimentichi che secondo l’ideologia fascista il fascismo era l’italianità, con tanto di amor patrio, quindi nemmeno dal punto di vista del fascismo ha molto senso. Inoltre, se davvero non avevano idee in comune, come mai non agirono come una dittatura degna di quel nome e non piegarono le alte sfere platealmente agli occhi del pontefice (senza ovviamente far saper nulla al di là del Portone di Bronzo) per indurre a trattare, lo ricordo, un trattato ad esso favorevole?

      • Enrico scrive:

        2) la frase sull’uomo della provvidenza la legga nella sua interezza.
        3)Chi ratifico il concordato?Il rè.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        1) Non che cambi il senso di stima di cui trasuda
        2) Ma chi aveva effettivo potere? Il dittatore, volgarmente detto Duce. Non per niente, ma vi sono parecchi aneddoti su questo, cioè sulla mancanza di potere della dinastia rispetto all’immenso favore popolare del regime: possibile che tu non abbia mai sentito nemmeno uno per sbaglio?

      • Enrico scrive:

        Il trattato era col Re d’Italia il resto erano fatti interni.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Perché i trattati con uno stato straniero erano fatti interni…

        Vedo comunque che non hai risposto alle domande che ti posi alle 20:01. Ti costa tanto?

      • manimal scrive:

        “Sa cosa vuol dire fare il soldato?Purtroppo ora lei può permettersi di non saperlo.”

        purtroppo?!?

        questo è ciò che significa essere cattolico, per caso?
        lieto di esserne venuto fuori in tal caso…

        mi dica, cosa trova di così affascinante nelle forze armate? l’eroismo e l’estremo sacrificio in difesa del sacro suolo patrio? dei suoi connazionali?
        ha mai riflettuto che avrebbe potuto , lei cattolico, trovarsi ad uccidere un cattolico straniero in difesa della sua patria che, tra i suoi cittadini contempla anche atei? non lo trova bizzarro?

        a parte gli scherzi, credo che lei ammiri tanto l’esercito per il medesimo motivo per cui ritiene importante la chiesa con le sue gerarchie ed il suo magistero (oltre al diritto canonico): lei ha BISOGNO di regole per gestire la propria vita.
        cos’è, non si fida troppo del proprio libero arbitrio?

      • Enrico scrive:

        Mai sentito parlare di gratitudine?

        Io credo che uno dei problemi dell’Italia di oggi sia la mancanza di abitudine dei giovani alla disciplina.

      • manimal scrive:

        gratitudine?

        lei è grato ai partigiani comunisti e atei?

        per quel che riguarda la disciplina, trovo anche io che oggi se ne usi troppo poca, ma non la considero una panacea ai mali della società.
        il rispetto delle regole avviene molto più facilmente, a mio avviso, quando dette regole non vengono viste come imposizionbe fine a se stessa, ma come sensato modo di gestire situazioni.
        ovvero, le regole sono un mezzo per un fine. non sono il fine.

      • Enrico scrive:

        Si sono grato anche a loro.Io ho più volte espresso stima cnhe nei confronti di atei.

    • Enrico scrive:

      Cito l’UAAR perchè siamo sul sito UAAR.

      • Red Passion scrive:

        Ma ci prendi per il c.u.l..o? Ma con chi credi di interloquire, con decerebrati di prima categoria come quelli che trovi ai meeting di CL?

        “Lo stato non ha alcun dovere di organizzare il divertimento estivo dei ragazzi.” Ovvio che non è un DOVERE e che i doveri sono ben altri. Ma si chiama SERVIZIO. Allora, piuttosto che delegare un servizio ad una organizzazione di pazzi invasati, piena di personale incapace (spesso sono ragazzi adolescenti volontari) pagando il tutto a peso d’oro, sarebbe meglio ritornare ai famosi centri estivi di tipo comunale. Non escludo anche la collaborazione con privati, ma a patto che si tenga lontano la religione, cosa impossibile negli oratori.

        “In merito alle scuole cattoliche in base a quali oggettivi dati lei afferma che si tratti di diplomifici”
        Basta vedere la preparazione degli studenti, semplice, no? In ogni casa, qui sì, non è un DOVERE dello Stato mantenerle. Anzi, la Costituzione lo vieterebbe, e invece …

        “In merito al finanziamento degli ospedali mi spiega come lo stato finanzi gli stessi?” Con i soldi pubblici, ovvio. In linea di principio, non ci sarebbe alcun problema ad integrare le attività pubbliche con quelle private, ma siamo in Italia e chissà per quale motivo le strutture cattoliche percepiscono molti più soldi di altri e con molta facilità dallo Stato anche quando sono solo una maschera che nasconde ben altro (S. Raffaele docet!).

        “Secondo questo immenso patrimonio di cui lei parla è stato fatto a sue spese?” Il patrimonio ecclesiastico è fatto SEMPRE a nostre spese, visto che la CCAR vive in modo parassitario sulle nostre spalle.

        “Secondo il suo discorso un ricco allora ha diritto alla copertura del Servizio Sanitario Nazionale?” Ma Grendene non l’ha detto. Da quale parte malata del tuo cervello si generano i tuoi pensieri? In ogni caso, in Italia, ricchi e poveri contribuiscono alle cure sanitarie in base al reddito, pagando comunque meno di quello che avebbero pagato in un sistema completamente privatistico.

        “E poi quale indottrrinamento vi è nei campi estivi degli oratori a cui aderiscono poi bambini di varie religioni i cui genitori accetano comunque di mandarli?”
        Come definisci il fatto che si fa pregare i bambini? Gli oratori rimangono l’ultimo spudorato baluardo di resistenza della CCAR per attirare a sè gli infanti con la complicità delle istituzioni. In alcune realtà, ai genitori non viene offerta alcuna alternativa, se non quella di tenere a casa i figli. E’ una vigliaccata!

      • Costantino Rossi scrive:

        Che ragionamento stupido. Perché non vai anche a chiedere su un sito di magistrati che combatte la criminalità come mai non hanno provato a rubare anche loro, anziché attardarsi a criticare i delinquenti?

      • Enrico scrive:

        Non sono Clino.

        Perchè è dovere dello stato garantire il divetimento estivo dei piccoli?Io dico di no ed i servizi non scaturiti da diritti si pagano come si paga a frequentare l’oratorio estivo.

        Scuole cattoliche chi forma le commisioni d’esame di stato?E poi dove non esiste valore legale del titolo di studio, es nel mercato del lavoro privato, è il mercato giudice suporemo come poi è l’esame di analisi I a fare giustizia, insomma basta vedere i risultati conseguiti li per vedere il valore di una scuola.

      • Florasol scrive:

        e infatti: basta vedere i risultati. Mio fratello ha fatto le medie alla scuola cattolica. Iniziando il liceo alla pubblica si è trovato così indietro coi programmi da aver avuto bisogno di ripetizioni praticamente in tutte le materie per portarsi in pari.

        Io ho fatto scuole cattoliche (3 diverse, non so perchè, continuavano a espellermi…) alle elementari, medie, ginnasio. Al liceo finalmente ho ottenuto di andare alla pubblica, e ho avuto i miei bei problemi, perchè anch’io mi sono trovata con enormi lacune rispetto ai miei compagni che coi programmi erano anni luce più avanti di dov’ero io.

      • Biondino scrive:

        Cara Florasol, io ho fatto le scuole pubbliche (elementari e medie) e quando mi sono iscritto a un Liceo privato (di ispirazione cattolica, penso dicessero così) mi sono trovato a dover affrontare una serie di problemi, perchè la mia preparazione aveva un sacco di lacune, tanti argomenti non li avevo mai sentiti e il mio metodo di studio non mi permetteva di mantenermi al passo con le spiegazioni.
        Nella mia valutazione, ciò è dipeso dalla sezione in cui ho fatto le medie (mio cugino e mia sorella erano in altre due e non hanno avuto i miei stessi problemi) e dal maestro che ho avuto alle elementari. Ma non ne faccio una questione di religione e laicità.

      • Enrico scrive:

        *FSMosconi

        Legga attentamente e commenti anche il grafico che corregge in base alle condizioni socio economiche degli studenti.

        Comunque se una scuola paritaria è serie si capisce da un fatto:quanti iscritti ha in 5 e quanti in prima.

        Comunque chi compone le commisioni che attribuiscono il diploma tramite esame di stato?

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Perché basta avere i soldi per avere le qualifiche…

        Lo sa che questa difesa è davvero penosa, sì?

      • Enrico scrive:

        Non capisco simili elucibrazioni.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Che vale a dire che non capisci le implicazioni di ciò che scrivi.
        O che sei tanto asino da cadere nel tuo stesso tranello delle frasi troppo ambigue.
        O che non vuoi capire.

        Quale delle tre?

      • Enrico scrive:

        Non riesco a seguire le elucubrazioni di persone che parlano senza citare cifre.

      • FSMosconi scrive:

        @Enrico

        Ho capito: non riesci a capire e ti disgusti da bravo pusillanime delle tue stesse idee tanto che dinnanzi all’evidenza di una richiesta su una risposta sul merito cui è seguito un “Legga attentamente e commenti anche il grafico che corregge in base alle condizioni socio economiche degli studenti.” come se questo e l’altro si equivalessero fai lo gnorri e nascondi la mano che ha lanciato la palla adducendo a dati già forniti. Ma se insisti tanto:

        http://www.fga.it/home/i-documenti/interventi/dettaglio-documento/article/valutare-la-qualita-delle-scuole-superiori-attraverso-i-risultati-dei-loro-diplomati-immatricolati-n-1.html

    • Enrico scrive:

      Quali sono le paritarie eccelenti quali le scadenti chi le gestisce sarebbe interessante capire se sono meglio le laiche delle religiose o viceversa.

  3. pastore tedesco scrive:

    Questo è quello che ha regalato, con le variazioni di bilancio, la regione FVG alla chiesa cattolica.
    “Tra le parrocchie, 18 mila euro vanno a San Benedetto Abate di Rivotta di Pasiano di Pordenone per l’acquisto di «gazebo e materiale da campeggio», ben 100 mila euro alla Provincia Italiana dell’ordine degli scalzi della Santissima Trinità di Roma per attivare un servizio residenziale a Medea. La classifica delle parrocchie viene vinta poi da quella di San Giovanni di Bosco, di Lignano, che possiede la caserma Isonzo di Tarvisio, e dal bilancio regionale incassa ben 250 mila euro.Altri 40 mila euro vanno poi alle parrocchie di San Cromazio (Udine) e San Michele Arcangelo (Vendoglio). ”
    18+100+250+40+40=448.000 mila euro
    A giugno in busta paga vi è stato un incremento dell’irpef regionale di un terzo, i contributi per chi acquista una casa sono diminuiti, ed altre belle sorprese.
    Quando taglieranno i contributi alle parrocchie e similari

  4. tra le assurdità:

    1) vengono finanziate con denaro pubblico organizzazioni ideologiche che cercano di fare proseliti tra i bambini

    2) vengono finanziate con denaro pubblico organizzazioni ricchissime (solo a Bologna la Curia possiede una città nella città, con alberghi, cinema, cliniche private, appartamenti, immobili commerciali affittati a banche in pieno centro
    http://bologna.uaar.it/2010/02/linchiesta-di-repubblica-sul-patrimonio-della-chiesa-a-bologna/

    3) vengono finanziate con denaro pubblico organizzazioni con funzionari decisamente inadatti a stare a contatto con bambine e bambini

  5. Martin L'Utero scrive:

    In società cristiane, ebree e mussulmane (ritengo che i più influenti sono quelli che si nascondono meglio) non solo avvengono bellamente certe ingiustizie, ma interi eserciti di buffologi si prodigano per giustificarle.
    Nel nostro caso, gli oratori sono una vergogna, uno schiaffo all’intelligenza, un ovile per formare capre da esseri umani.
    Capre cielline illuse d’avere intelligenza (quelle che ne hanno da vendere spesso diventano buffologhe) estremamente utili per ripinguare le casse delle chiese e giustificare l’inettitudine di casta.
    A ben pensarci, gli oratori sono davvero una cosa perversa. Una violenza bella e buona che si nasconde come un serpente nelle falsità insegnate come verità.

    • Biondino scrive:

      All’oratorio del mio paese sono stati organizzati corsi di lingua (francese e inglese) di livello basico intermedio e avanzato. Hanno partecipato ragazzi e adulti. Le insegnanti erano qualificate e svolgono corsi anche presso altre strutture. Il costo era economico e/o in linea rispetto ai corsi equivalenti svolti altrove (ad esempio, la biblioteca civica del comune confinante, ma lì evidente il comune ci ha messo dei soldi).
      Non capisco dov’è la perversione che denunci.

      • Gérard scrive:

        Vedi Biondino, non credo che la Chiesa italiana abbia creata gli oratori per puro altruismo ma invece per tenersi il gregge buono .
        Quando gli oratori sono spariti in Francia negli anni 60 , è stata una decisione che fu presa perchè non portava a risultati concreti sul piano pastorale ( orientamento religioso degli frequentatori, presenza degli ragazzi alla messa etc ) . Credo che il loro scopo in Italia non sara molto diverso di quello che lo erano in Francia .

  6. Paul Manoni scrive:

    L’ennesimo regalino della politica e dei politicanti a Sua Maestà. La piaga per la Chiesa è la secolarizzazione. Pochissimi altri anni ancora, e le parrocchie resteranno vuote. A quel punto Sua Maestà camperà con i quattrini che gli regalano, ma privi di qualsiasi consenso popolare. Perchè diventerà così evidente che si imboscano soldi che non gli appartengono, da generare l’indignazione collettiva. Se da un lato sopravviveranno ancora un pò, grazie alle ricchezze accumulate, dall’altro i rubinetti di denaro pubblico verranno definitivamente chiusi.
    Gli oratori per le vacanze CATTOLICHE, sul conto spese di tutti gli italiani…Ci sarà da morire dalle risate. ;)

  7. Titti scrive:

    Stavolta devo dissentire. In questo caso sbaglia lo Stato italiano, che lascia abbandonate le famiglie a loro stesse, per quel che riguarda i bambini. O la famiglia è ricca, quindi si può permettere un vasto doposcuola a pagamento per i propri pargoli, o, altrimenti le alternative sono: tenere i propri figli a casa (se uno dei 2 genitori è casalingo) o dai nonni, o, peggio, abbandonati a loro stessi. Io non ho ricordi di oratori-madrasse, al massimo qualche pretino scatenato a tirare calci al pallore come l’ultimo dei Maradona, inoltre per noi figli della plebe, era una delle poche occasioni di andare al cinema a prezzo stracciato, in compagnia di Bud Spencer e Terence Hill, prendere fiato noi e far prendere fiato a mia madre, spesso una delle poche occasioni per i genitori di avere un pò di privacy. Quando abbiamo avuto anche l’alternativa laica, ne abbiamo usufruito, ma non credete che i controlli o le attività erano migliori di quelle propinate negli oratori.

  8. stefano scrive:

    girae rigira ci troviamo sempre a scrivere delle stesse cose.
    finchè gli italiani sono quelli che guardano GF e speciale su Ppio santi e beati, prodigi e miracoli ecc.ecc. non cambieràmai nulla.

  9. whichgood scrive:

    Per ricevere aiuti statali le istituzioni laiche dovrebbero addottare nomi più attraenti alle orecchie dei politicanti inginocchiati, tipo: ” Campo estivo la piagnucolona”, “La santa ermafrodita piangente”, ” Il figluolo torturato di piacere”, ” Lo Spirito recreativo”, ” Recreation & prayer campus”, ” Campo estivo lacrime di Gioia “, ” Campo estivo Godimento divino “

  10. il mercatone della Fede scrive:

    Arriva il caldo. E’ tempo di campo estivo. Dio è onnisciente ma non può vadare alle piccole cose.
    Cari genitori, non lasciate la salubrità dei vostri piccoli nelle mani di potenziali peccatori. E’ arrivata:

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    ISO 9001:2000 (anno del Giubileo ! ) – Testato in laboratorio con la collaborazione di Don Seppia e collaudato in 500 parrocchie e 400 campeggi estivi.

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    e partecipa al sorteggio di un viaggio a Lourdes per tutta la famiglia !

  11. sledge scrive:

    Lo stato e le organizzazioni sono presenti solo dove c’è businnes o controllo del potere:
    i centri estivi sono cose che non rendono

    • FSMosconi scrive:

      … Se ci son pochi bambini.
      Ma prova in attimo a concepire quanto potrebbe venire se quelle poche somme, unite al surplus delle varie gite, si moltiplica per 1000 famiglie.
      Cambia un po’, eh? Ecco: è più o meno lo stesso ragionamento delle tasse “infime” come (dovrebbero essere) le accise nonché il tanto amato otto per mille.

      Sveglia!

  12. Beatrice scrive:

    Si potrebbe discutere a lungo se lo stato/regioni/provincie/comuni devono organizzare qualche cosa, ad es. attività per il tempo libero dei ragazzi oppure i trasporti.
    Quello che dovrebbe essere chiaro però è che se lo stato/regioni/provincie/comuni ci devono proprio mettere il loro naso e i loro finanziamenti, dovrebbero fare degli appelli a manifestazione di interesse pubblicati su qualche straccio di gazzetta ufficiale statale/regionale/provinciale/comunale in modo che anche qualcuno che abita in un paesino della Sardegna possa sapere cosa succederà per non avvantaggiare chi va abitualmente a giocare a carte con il sindaco o con il segretario comunale.
    Questi appalti dovrebbero essere controllabili dalla Corte dei conti, sia dal lato autorità appaltante che dal lato società che risponde alla gara, e dovrebbero essere: – trasparenti; – uguale trattamento a tutti i partecipanti; – non discriminare i partecipanti; -rispettare il principio di proporzionalità;

    Guardare ad es. agli indirizzi:

    http://europa.eu/youreurope/business/profiting-from-eu-market/benefiting-from-public-contracts/index_it.htm

    http://ec.europa.eu/contracts_grants/index_it.htm

    http://ec.europa.eu/internal_market/publicprocurement/docs/guidelines/services_en.pdf

    Se vincono gli amici dei preti e la gara è stata trasparente, pace, la prossima volta andrà meglio. Il problema è quando la gara non c’è e l’ente appaltante fa una procedura negoziata a cui arbitrariamente invita solo gli amici dei preti.

  13. gioacolp scrive:

    Ogni osservazione è pertinente e condivisibile, specie se mette in evidenza la anomalia che si genera tra stato laico e cultura cattolica.
    Purtroppo non dovremmo stupircene. Il 90% degli italiani è cattolico cristiano ovvero asservito a santa romana chiesa. Non ci sono sbarramenti politici che tengono. Immaginare che il 10% della popolazione riesca a sovvertire la consuetudine è utopia.
    Che altro si pretende da uno stato che ha in essere concordati di ogni tipo con il Vaticano? Pensare che vengano finanziate iniziative laiche in alternativa alle succitate organizzazioni è come sperare di vincere al superenalotto senza partecipare all’estrazione.
    Non che sia facile azzeccare la sestina, anzi è proprio su questa “speranza” che lo stato tassa i già tartassati cittadini.
    Quindi mettiamoci una pietra sopra alle giustissime lamentele. Finché non cambierà il radicamento culturale che vede nella parrocchia e in tutte le organizzazioni vicine i campi estivi per i ragazzi saranno sempre preda dei preti.

  14. O.F.M. scrive:

    Carissimi, dopo un lungo silenzio ci tengo a intervenire in questo dibattito.

    Mi sono occupato a lungo di un oratorio nella periferia di una grande città.
    Ogni giorno sveglia presto, organizzazione dei giochi e dei corsi, controllare che tutto sia a posto e a norma (le norme di ASL, sicurezza, etc… dobbiamo rispettarle anche noi, come è giusto…), preparazione di 350 pasti, gestione di 350 bambini scalmanati… Non è una cosa facile e devo ringraziare un gruppo di giovani volontari che sono sempre stati pronti a darmi una mano.

    I ragazzi hanno un’età dai 6 ai 17 anni: non è facile né gestirli né farli giocare tutti, anche perché non sono certo dei “santerellini indottrinati” come qualcuno potrebbe pensare. Il nostro è un quartiere di periferia, con tutti i problemi che ciò comporta: degrado, spaccio, immigrazione senza integrazione, etc… E’ un quartiere povero, dove la maggior parte di questi ragazzi non partono per le vacanze. Che alternative hanno all’oratorio? I centri comunali non funzionano o funzionano a orari ridotti, vista la stagione estiva. Li lasciamo sulla strada in nome del “libero pensiero”? Sono sicuro che farli venire in oratorio, insegnare loro le regole dello sport (e soprattutto il rispetto delle regole stesse) e della convivenza civile sia qualcosa di positivo.

    Qui dite che le parrocchie riceverebbero lauti fondi per il servizio che svolgono. Non so quali siano i comuni così generosi, ma il nostro ci passa un ammontare di 300 euro al giorno solo per la durata dell’oratorio estivo.
    Proviamo a fare quattro conti: con 300 euro diamo ogni giorno un pasto a 350 bimbi + 30 volontari, diamo una maglietta con cappellino a tutti, i giochi, la piscina, le gite, il tempo degli operatori. Come si può chiaramente vedere, siamo in netto passivo e ci rimettiamo noi parecchi soldi.
    Se il comune organizzasse un servizio così, quanto spenderebbe? Ben di più.
    Il motivo per cui arrivano i fondi, quindi, non è tanto la presenza di amministratori “baciapile”, quanto un semplice calcolo economico delle municipalità. Noi costiamo meno e forniamo un “servizio” più capillare e mirato.

    E le alternative laiche? Nulla in contrario, ma secondo me hanno un grande problema: la carenza di volontariato estivo. Temo che fino a quando queste organizzazioni non riusciranno a far fronte a questo problema, non potranno “competere” (anche se non si tratta di competizione, ma di comune servizio alla società) con gli oratori.

    • manimal scrive:

      bentornato,

      quando lei dice che cirimettete voi parecchi soldi, quali soldi, e di chi, intende?
      no, perchè proprio non capisco. intende soldi suoi personali e dei volontari?
      o della parrocchia?
      in questo ultino caso, mi sa dire quali sono le fonti si entrata di una parrocchia?

      anni fa, morì un anziano parroco delle mie parti (il giorno prima della morte di mia madre, ed è sepolto vicino a lei); mi hanno parlato di quanto si fosse prodigato verso famiglie in difficoltà economica, ma poi mi è giunta la curiosa indiscrezione,che al momento della morte fosse il principale correntista della banca nei pressi della sua chiesa…
      mi domando, è moralmente accettabile (nel caso l’indiscrezione di cui sopra sia veritiera) che chi chiede oboli per i bisognosi, sia poi egli stesso in condizione di agiatezza economica? ed il fatto di avere un abito talare ,non rende questa anomalia ancora più fastidiosa?
      viene anche da chiedersi con quali soldi operasse per aiutare quelle famiglie,,,

      se ben ricordo, pace e bene.

    • moltostanco scrive:

      @O.F.M.

      la credo quando parla dell’impegno personale e dei volontari, ma il punto è che il fine degli oratori non è solo quello di supportare le famiglie, ma è una ulteriore occasione di ulteriore catechismo “cattolico”.

      Ora io non ho nulla da eccepire se il denaro pubblico viene utilizzato per scopi laici (che non vuol dire atei): viceversa, non vedo perchè si debbano finanziare occasioni di indottrinamento.

      Saluti

  15. Vittorio scrive:

    “Se il Comune/Stato organizzasse un servizio così, quanto spenderebbe? Ben di più!” Infatti è questo motivo che organizzano il “recupero” dei tossicodipendenti, che si intrufolano nella pubblica istruzione, nella sanità pubblica, nelle banche, ecc. ecc….. Se non ci fossero loro probabilmente gli organi pubblici dovrebbero dichiarare default, giusto? Comunque nulla di nuovo sotto il sole. Tantissimi anni fa quando noi ragazzi potevamo ancora organizzare con soddisfazione il nostro tempo libero, diventò di moda andare in “colonia”: o al mare o in montagna. Prova un po’ ad indovinare che erano coloro che organizzavano questa attività….

  16. manimal scrive:

    ma se non ho capito male. qui si parla di oneri, non di doveri di tutela.
    doveri che a quanto mi risulta, ricadono esclusivamente in chi ha la patria potestà (normalmente, i genitori).