Scuole cattoliche: “Non paghiamo Imu, siamo enti no profit”

Le scuole private cattoliche sono in allarme perché hanno ricevuto le cartelle per la riscossione dell’Imu, l’imposta municipale unica sugli immobili introdotta dal premier Mario Monti. Gli istituti religiosi, ritenendosi senza scopo di lucro, non avevano infatti versato la prima rata entro i termini stabiliti.

La Chiesa in Italia gestisce un ramificato sistema educativo, che riceve lauti finanziamenti pubblici e gode di privilegi quali l’esenzione dalle imposte, sebbene le rette siano spesso alte. Con l’annuncio del governo Monti di voler ripristinare una tassa simile alla vecchia Ici anche sugli immobili ecclesiastici ad uso commerciale, è arrivata la serrata opposizione del quotidiano dei vescovi Avvenire. Mentre venivano messi in campo stratagemmi per eludere l’imposta, come far figurare l’immobile interessato ad un ente religioso o creare una onlus ad hoc. Tanto che Monti aveva optato per un compromesso che di fatto salvava dalla tassa queste scuole, con disappunto delle private laiche.

Resta da chiarire se l’invio delle cartelle alle scuole cattoliche sia un errore. Intanto, l’Associazione genitori delle scuole cattoliche (Agesc) protesta: teme che l’imposta sulle scuole paritarie religiose porti ad un aumento delle tasse d’iscrizione. E, invece di prendersela con chi gestisce questo servizio, critica l’Agenzia delle Entrate e sostiene che diverse scuole saranno costrette a chiudere. Se il problema fosse invece il sistema di privilegio sbilanciato a favore delle scuole cattoliche, che porta ad un taglio delle già magre risorse per le scuole pubbliche e fa crescere oltre misura il sistema delle paritarie religiose?

AGGIORNAMENTO DEL 4 LUGLIO. Da indiscrezioni sul decreto riguardante la spending review in via di stesura, tra i tagli draconiani imposti all’amministrazione pubblica e ai servizi sociali, il governo Monti sarebbe riuscito a trovare comunque il modo per privilegiare la scuola privata, gestita in misura considerevole dalla Chiesa cattolica. Verrebbero tagliati infatti 200 milioni alle università, mentre sarebbero incrementati sempre di 200 milioni i fondi a favore delle scuole non statali.

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68 commenti

valeriocirioni

Che vergogna!!! Ma dove ha la testa la gente!!!???
Ormai le stronzate e tutta la mer*a che spara Radio Maria e il papa, hanno rincitrullito anche mia madre, ed io non posso far altro che rattristarmi immensamente per lei.
So che la vita, arrivati ad una certa età, può sembrare vana, e sembra che sia rimasta solo la morte ad attenderci, ma avere fede è un conto, vendersi a gente, come cattolici, preti, vescovi è un altro.
Da noi POLITICA, CHIESA e MAFIA sono SINONIMI!!!!!
L’Italia, se non fosse per la bellezza culturale del passato, e dei paesaggi, non avrebbe nulla a suo favore.

Federico Tonizzo

“Da noi POLITICA, CHIESA e MAFIA sono SINONIMI!!!!!”
Concordo perfettamente!

redicoppe72

@valeriocirioni

Per fortuna che ci sono madri che riempiono questa nostra Italia di figli che capiscono e sanno discernere.

W tua mamma!

cartman666

Mi sembra strano che già siano arrivati i solleciti per l’Imu non versata da parte delle scuole. Visto che i termini sono appena scaduti come fanno i comuni ad aver mandato già il sollecito?
Tenete presente che gli avvisi di liquidazione della vecchia Ici, x quanto riguarda l’imposta non versata i comuni li mandavano ben cinque anni dopo, vicino ai termini di decadenza.

Maurizio

Sinceramente, mi risulta decisamente arduo concepire qualcosa che non sia esclusivamente “a scopo di lucro” tra le varie ramificazioni del vaticano.

Federico Tonizzo

Infatti, anche quel po’ di cosiddetta “beneficienza” che fanno (con una frazione minima dell otto per mille) è finalizzato soltanto alla pubblicità (anche se qualche “prete volonteroso” e qualche volontario che lavora gratis con un tale “prete volonteroso” non se ne accorgono minimamente!). :evil:

spapicchio

Bravi cattolici! Tutti felici e chiudere in bellezza, fregando lo Stato, ahahah :lol:

Priapus

Più che “a scopo di lucro”, direi “a scopo di rapina”, viste le modalità di esecuzione.

Marco C.

Fosse per me chiuderei le scuole cattoliche perché, a cause delle loro posizioni antiquate, contribuiscono a diffondere ignoranza. Nel 2012, i ragazzi hanno bisogno di scienza, non di stupidaggini e superstizioni.

G.B.

Esorciccio, Marco C., non esagerate, sono solo botteghe dove si ottiene il pezzo di carta un po’ più a buon mercato che altrove. Almeno per quanto riguarda le scuole superiori, stando a quanto sento dire da docenti che hanno fatto i commissari d’esame, in quegli istituti c’è ben poco di cattolico, c’è solo un livello generalmente più basso rispetto a quello delle scuole statali. Tutto qui, l’ideologia religiosa è solo una volgare copertura.

nightshade90

non so nei licei, ma io ho fatto elementari e medie dalle suore canossiane. almeno 2-3 volte l’anno portavano l’intera classe a messa. durante l’orario scolastico, e non certo durante l’ora di religione, quindi nessuno, a meno di farsi fare una giustificazione da casa, si poteva sottrarre. e almeno una volta l’anno c’era la giornata di “madre bakita”, dove raccontavano ai bambini la storia di questa suora canossiana africana rapita da bambina, venduta come schiava e marchiata con tagli fatti con rasoi su tutto il corpo cosparsi di sale. senza contare le ovvie preghiere sia prima dei pasti che prima delle lezioni, officiate a turno da ciascuno studente,

e ogni fine anno scolastico oraganizzavano una lotteria (di robaccia di scrso valore) dove “chi voleva” doveva vendere pacchetti di biglietti ai vari famigliari ed amici, mentre le suore si intascavano il guadagno. inutile dire che nessun ragazzino osava vendere meno di un blocchetto di biglietti (da 60 biglietti, 1 euro a biglietto), per paura di fare brutta figura, e i genitori, per non far fare brutta figura ai figli, compravano sempre in automatico almeno un blocchetto.

Elena

@Nightshade
Io, dalle salesiane, dovevo partecipare alla messa in istituto una volta alla settimana, durante l’orario scolastico ma mai durante l’ora di religione, quella si doveva fare.
Almeno due volte l’anno si doveva andare a Torino per il solito, noiso, monotono “pellegrinaggio” nei luoghi di Don Bosco (uscita a pagamento, ovviamente).
Ottobre era il mese delle missioni, ci consegnavano un salvadanaio da riempire (e ti rimproveravano se non era riempito bene) e orhanizzavano una pesca di beneficienza, dicevano che erano soldi per i bambini poveri, però chissà perchè a novembre spuntava sempre qualcosa di nuovo (maxi televisori, statue della madonna, porta di ingresso automatica… si risparmiavano pure la fatica di girare la maniglia, forse erano loro le bambine povere).
Gradivano che il materiale scolastico venisse acquistato nella cartoleria della scuole, dove tutto costava il doppio e dove, ovviamente, non veniva mai fatto lo scontrino. Oltre la retta mensile le richieste di denaro, giustificate da esigenze didattiche o di presunto scopo benefico, erano continue.
I tuoi risultati scolastici dipendevano dalla tua famiglia di provenienza, dalla solerzia con cui elargivi denaro e dai favori che facevi alle suore, potevi essere un genietto ma se eri lì solo perchè i tuoi genitori non sapevano dove metterti mentre erano al lavoro ti potevi scordare buoni risultati.
Ho visto uscire con “ottimo” dalla terza media un ragazzo totalmente ignorante che sosteneva che il numero di stelle sulla bandiera statunitense indicasse le volte che l’uomo era stato sulla Luna e che in UK non ci fosse il mare… ma aveva i genitori giusti.

Beatrice

Non vogliono pagare una imposta perché (sostengono) sono enti non-profit. Bene, mi sembra un punto di vista interessante e che merita di essere approfondito.
Se alla fine dell’esercizio finanziario (es. di durata un anno) presentano a qualche ufficio di controllo il loro bilancio consolidato e l’ufficio di controlo sbianchetta il nome e lo fa esaminare da un contabile e questo trova che, sì, è proprio un bilancio non-profit, bene allora sono non-profit, (e si può discutere quali imposte devono pagare o non pagare gli enti non-profit).
Se invece queste scuole sostengono di essere non-profit per il nome “nobile” che mettono sulla pagina 1 del loro bilancio allora mi sembra evidente che si tratta di una discriminazione.
E se non sono disponibili a lasciare che altri (che non hanno partecipato alla loro esecuzione del bilancio) controllino il loro bilancio consolidato, non devono godere di esenzioni. Il prezzo da pagare per avere delle esenzioni a carico del bilancio pubblico è la trasparenza.

Gianluca

… e un pover’uomo che ha lavorato tutta la vita per comprarsi una casa quale “profit” ha? Perchè i luoghi no profit – e anche di culto – non devono pagare l’imu e i luoghi di vita quotidiana (le case) sì?

FabioFLX

@Gianluca: sono completamente d’accordo con te. A meno che la casa di proprietà non sia coinvolta nella rendita annuale (ad esempio se coincide col luogo di lavoro) non capisco perché lo Stato debba esigerne una retta.

moltostanco

ma però basta non se ne può più ! se vogliono mandare i figli a scuola dal prete perchè gli insegnanti pubblici non gli piacciano, che paghino !

ancia libera

pienamente d’accordo – in Italia fino a prova contraria c’è la scuola pubblica chi vuole mandare i figli nelle scule private che paghi e mstia zitto !!!!!

michele

Certo, sono sicuramente non-profit; un po come lo IOR, che è una ONG.

serlver

Ammesso che sia vero che abbiano ricevuto questi solleciti, alla fine sarà solo manfrina accordata fra Governo e Cei per far vedere il primo che fa pagare le tasse alla Chiesa e le seconde che non hanno privilegi, salvo poi insabbiare tutto.

whichgood

Si certo, anche la gelateria di fronte alla fontana di Trevi è un ente non profit.

Daniele

anche la mia casa è senza scopo di lucro….però l’imu lo devo pagare lo stesso!!!

firestarter

ma tu, caro Daniele, non offri un servizio alla societa’ che consiste nel crescere una mandria di borg parte dei quali si trasformeranno in feccia ciellina, altri in feccia opusdeina, e molti in elettori dell’uomo della provvidenza di turno il quale chiudendo il cerchio provvedera’ ai bisogni di santa madre chiesa in modo tale che la stessa possa continuare a formare la suddetta mandria.

Elena

La scuola cattolica è un vortice che ti risucchia o, se sei fortunato (ed io lo sono stata), ti scaraventa lontano facendoti aprire gli occhi. I miei ex compagni di scuola si dividono in due categorie: i baciapile (la maggioranza, ahiloro) o i disillusi (pochi), nessuna via di mezzo.

Elena

Avendo avuto la sciagura di frequentare una scuola cattolica per otto anni (elementari e medie), dieci se contiamo l’asilo, l’idea che quei covi di vipere sia no-profit risulta tanto assurda che non posso far altro che riderei… e riderei a lungo non subentrasse l’amarezza.

myself

“Non paghiamo Imu, siamo enti no profit”

Anche io, privato cittadino, sono un ente no profit.

FabioFLX

Ormai parlar male delle scuole non pubbliche è come parlar male dell’inquinamento e delle mafie. Si sa che è sono scempiaggini a cui nessuno riesce (leggi “vuole”) a mettere un freno definitivo.

whichgood

E non solo. I genitori dei ragazzi iscritti in queste scuole chiedono anche la possibilità di poter detrarre dalle tasse la quota d’iscrizione. Praticamente vogliono che IO paghi la scuola PRIVATA per i loro figli. Non so cosa significhi per loro la fede e non me ne può fregar di meno ma se la devono mettere davanti come scusa per avere privilegi a carico mio allora sarà guerra santa nel nome del Prodigioso Spaghetto Volante.

faidate

I genitori che ritengono opportuno che i propri figli siano indottrinati dalla Chiesa, si organizzino per pagare l’imu delle scuole cattoliche. L’indottrinamento cattolico è un lusso (sic!), chi lo vuole se lo paghi!

dario

così come le multe a cortina questa potrebbe essere benissimo una operazione di facciata tanto per fare marketing e sperare che qualche milione di evasori si convinca spontaneamente a pagare; infatti credo non ci voglia niente a farsi pagare l’imu oggi e poi con un emendamento nascosto ridarglielo maggiorato.
considerate anche le ultime intercattazioni che dimostrano che il presidente della repubblica discute di nascosto col papa su quali leggi fare o meno.

Andrea Del Bene

Io sta str******a del “no-profit” applicata all’IMU non l’ho mai potuta sopportare, è veramente ipocrita. Secondo i nostri politicanti se io ho una casa di 60 mq con dentro un compagno/a e magari una figlia/o la tengo per fare profitto!!!!???

Senjin

Se conti poi le spese condominiali, le spese per fare riparazioni, ecc… altro che profitto, è una cambiale in bianco!!

neverclean

Le scuole cattoliche dovrebbero pagare un IMU quintuplicata perchè oltre a fare profit diffondono crassa ignoranza presso i nostri ragazzi. Come dimostrano i test PISA di private e statali.
Se i genitori vogliono mandare i loro figlioli alla privata cattolica se la paghino tutta di tasca loro,
come prescrive la costituzione.

Martin L'Utero

Beh?
Con tutto quello che paghiamo chi diavolo è ancora, tra noi comuni mortali, un ente…profit?

Beatrice

Mi sembra chiaro che cercheranno di fare pagare le imposte sulle case alle persone normali che abitano nella loro casa o anche al pensionato che ha acquistato una seconda casa che gli fa da pensionem mentre cercheranno di esonerare o di ribassare le imposte delle scuole cattoliche sostenendo che sono organizzazioni non-profit.
Secondo me questa giustificazione andrebbe contestata sostenando che non è il nominativo “nobile” del padrone dell’edificio che esonera dall’imposta, ma fatto esaminare il bilancio consolidato dell’organizzazione padrona di casa si vede se deve pagare delle imposte oppure no, cioè è l’esecuzione del bilancio che è non-profit.
Altrimenti il governo potrà sempre rispondere “siete la chiesa cattolica voi? no ? e allora l’esenzione non vi spetta!”. Se invece la scuola o il suo padrone di casa (chiesa cattolica o chiesa dei santi degli ultimi giorni dispari o madrasa degli amici dell’iman Hossein) devono fare esaminare il loro bilancio consolidato indipendentemente da come si chiamano e dalla loro esecuzione del bilancio si va a vedere se farli pagare imposte o menom allora forse si potrà arrivare a discutere delle condizioni non discriminanti.
Fino a che è il nome “Chiesa cattolica romana” che fa scattare l’esenzione si tratta di un caso evidente di discriminazione, e si parla di aria fritta.
Se si va a vedere come sono stati spesi i soldi incassati allora si discute di cose concrete, e qualcun altro può cominciare a dire “ma questo lo facciamo così anche noi ! ma allora perché noi dobbiamo pagare un’imposta e tu chiesa cattolica no ? “

francesco s.

Se non hanno scopo di lucro inizino a non far pagare le rette. Si tratta a mio avviso di parassitismo legalizzato. Per di più fanno concorrenza sleale alle altre scuole private, senza contare che sottraggono fondi alla scuola pubblica.

manimal

infatti, questa delle scuole private e della sussidiarietà è cosa a me incomprensibile.
lo stato deve garantire un sistema di pubblica istruzione, come deve del resto garantire la pubblica sicurezza.
non mi pare che se io aprissi un corpo di vigilanti privati avrei diritto a sovvenzioni perchè lo stato può risparmiare sui carabinieri.
perchè mai su scuole e sanità deve funzionare direttamente?
scuole e ospedali non statali sono imprese PRIVATE, e quindi debbono mantenersi senza sussidi statali di alcun tipo, se vi riescono.
altrimenti è bene che facciano la fine di tutte le imprese private coi conti in rosso…

manimal

correzione: per “direttamente” leggasi “diversamente”.

moltostanco

@manimal

è questo il vulnus: stanno convincendo le persone chele scuole private facciano risparmiare un sacco di soldi allo stato.
peccato che noi abbiamo una scuola pubblica che, tra gli altri indiscutibili problemi, ha quello degli esuberi….. quanti di questi esuberi sono causati dalla concorrenza delle scuole private ?

francesco s.

Visto l’aggiornamento confermo: parassitismo legalizzato.

Antonio72

@manimal

Facciamo che lo Stato non riesca a garantire un livello accettabile di un qualsiasi servizio pubblico.
E facciamo che paradossalmente questo servizio pubblico costi in proporzione alla sua inefficienza.
Da ciò si deve dedurre che immettendo flussi finanziari in un sistema inefficiente non si produce affatto efficienza. Anzi al contrario, è la buona amministrazione e quindi una minore richiesta di finanziamento a caratterizzare un sistema efficiente.
Questo è pressapoco il panorama del servizio sanitario pubblico e di altri servizi, compresa la scuola.
La presenza di un sistema a binario parallelo serve per alleggerire le evidenti e spesso barbare inefficienze del sistema pubblico. Il vero problema è la commistione tra pubblico e privato, ovvero l’annosa questione dei conflitti di interesse di coloro che furbescamente tengono il piede in due scarpe.
E non mi pare che la cosa riguardi le scuole cattoliche.

Carla

Perché non scriviamo un messaggio al governo esprimendo tutta la nostra contrarietà a questa decisione? Qui è dove si può scrivere:

http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm

io ho scritto questo: La bozza del decreto spending review prevede -200 milioni alle università e +200 milioni alle scuole private. Vorrei sapere il perché. Le scuole private NON devono pesare sullo Stato, così, mi sembra, dica la nostra Costituzione, vero? Perché quei soldi, non restano alle università o non vengono impiegati per la scuola pubblica che ne avrebbe davvero bisogno? Non ci servono le scuole private, chi ha i soldi se le può pagare di tasca propria. Vogliamo che i nostri soldi vengano impiegati per servizi pubblici. Grazie.

francesco s.

Carla ottima idea, ho inviato anch’io un messaggio di protesta, mi sono permesso di copiare il tuo testo.

Carla

grazie Francesco, il testo l’ho messo proprio perché sia a disposizione di tutti! :)

Federico Tonizzo

OTTIMA IDEA Carla!!! :-D
Ho mandato anch’io il tuo messaggio, con solo qualche lieve modifica (qualche carattere maiuscolo in più!):
“La bozza del decreto spending review prevede -200 milioni alle università e +200 milioni alle scuole private. Vorrei sapere il perché. Le scuole private NON devono pesare sullo Stato, così, mi sembra, dica la nostra COSTITUZIONE, vero?
Perché dunque quei soldi non restano alle università statali o non vengono impiegati per la scuola pubblica che ne avrebbe davvero bisogno?
Non ci servono le scuole private! Chi ha i soldi se le può pagare di tasca propria.
Vogliamo che i NOSTRI soldi vengano impiegati per servizi pubblici. Grazie.”

benedetto

il sistema educativo della chiesa è esente da imposte? falso, gli enti commerciali pagano le tasse. Criticte tanto le bugie della Chiesa ma non siete da meno

Martin L'Utero

L’importante è che tu abbia ammesso che la Chiesa dica…bugie, eh eh eh!

Otto Permille

Anche le persone disoccupate, essendo no-profit, dovrebbero essere esenti dall’IMU. Se l’IMU è una tassa sulla proprietà immobiliare deve essere pagata da tutti coloro che sono intestatari di immobili, a meno che l’intestatario non sia lo stato stesso. Ma la chiesa cattolica è una associazione privata e quindi dovrebbe pagare la tassa su tutto il suo patrimonio immobiliare, compresi i luoghi di culto.

Antonio72

Sono d’accordo.
Le persone disoccupate o meglio prive di reddito e proprietari di una casa dovrebbero essere esentati dall’IMU.
C’è anche di peggio. Un anziano non autosufficiente e quindi residente presso un ospizio, proprietario di un immobile (ovvero la sua precedente residenza) è tenuto a calcolare l’IMU per la seconda casa, con notevole aggravio del balzello, come sappiamo.
Scrivete queste obiezioni a Monti e non che il no-profit sia tenuto a pagare l’IMU, cosa palesemente ingiusta.

francesco s.

Le scuole cattoliche sono a scopo di lucro, hanno tanto di retta da pagare. Quindi devono pagare l’imu. Non riconoscerlo è da ottusi.

FSMosconi

Carina questa barzelletta, sono proprio uno spasso queste Suore!!! :D

Aspettate, non ditemi che dicevano sul serio? :| :(

Priapus

Benedetto ammette anche che “il sistema educativo della chiesa” è un “ente commerciale”, quin
di è più che giusto che paghi.

Murdega

Mi aspettavo un’ intervento di un noto e logorroico troll, ma quando si tratta di queste cose lui
entra nel consiglio degli assenti.

DPS

Questi non sono tecnici, sono dei cattolici punto e basta, d’altronde Monti va sempre a messa!

Priapus

Non sono un troll, quindi non credo che tu ce l’abbia con me; nel caso che mi sbagli, corregimi.

Antonio72

Dall’aggiornamento del 4 luglio si evince che l’invio delle cartelle alle scuole cattoliche sia un errore, proprio ciò che si dubitava nell’articolo. Tutto chiarito: allarme UAAR rientrato.
La questione dei finanziamenti pubblici che favorirebbero le scuole private a discapito delle statali è sempre la medesima da quando portavo i calzoni corti.
Se fosse vero questo sbilanciamento automatico, anche se proporzionalmente incoerente (sarebbe come confrontare il peso delle mie bollette della luce con quelle del Teatro alla Scala), ad oggi le scuole pubbliche dovrebbero essersi praticamente estinte.

Elena

Resta il fatto, errore o meno, che si dichiarano no profit.

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