Libano, marcia per la laicità a Beirut

Il Libano è paese diviso in comunità religiose, come islamici, ebrei e cristiani di vari orientamenti, dove il sistema politico-istituzionale è all’insegna del confessionalismo. Una forma di comunitarismo che ingessa la società, con suddivisione di cariche anche governative proprio in base a quote religiose. E con i diritti civili che dipendono dalla confessione di appartenenza.

Questo stato di cose porta ad una secca limitazione dei diritti individuali specie per le donne, come spiega Nail El Ray sul Guardian, e ad una identificazione forzata con la comunità di fede. Negli ultimi anni si è attivato un movimento a favore della laicità. La prima manifestazione, un vero e proprio Laïque pride, c’è stata nel 2010 a Beirut. E anche domenica scorsa, diverse centinaia di persone sono scese in piazza nella capitale per chiedere uno stato laico.

Come ha spiegato ad Al Arabyia uno degli organizzatori, Yalda Younes, il movimento è nato in maniera spontanea da un gruppo di giovani che non si riconoscevano nel sistema rigidamente confessionale dello Stato. L’obiettivo: fare in modo che “tutti i cittadini libanesi siano trattati ugualmente, in uno stato democratico e laico dove le leggi rispettino tutti i diritti umani”, come “l’uguaglianza tra donne e uomini”. Indispensabile per arrivarci, la “fine del settarismo nelle nostre istituzioni da politica, istruzione, affari, sanità”.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 9 maggio 2012 alle 11:20 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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30 commenti a “Libano, marcia per la laicità a Beirut”

  1. Manfredi scrive:

    Tre diversi monoteismi con un unico comun denominatore: la subalternità della donna.
    Serialkilleraggio di Stato.

  2. whichgood scrive:

    In bocca al lupo ai Libanesi.
    In Israele, per esempio, c’era scritta la religione sulla carta d’identità fino a 10 anni fa circa.

    • Tiziana scrive:

      @whic.
      vero, ma è vero pure che israele è l’unico paese laico dell’area e da sempre.
      è talmente laico e direi meglio privo completamente di religiosità , che si permette pure di avere le sette religiose fanatiche

      • whichgood scrive:

        Su questo non sono d’accordo, io identifico a Israele con una teocrazia incompiuta più che con un paese completamente laico. La base fondante dello Stato d’Israele ha una matrice religiosa e le regole religiose in numerosi (numerosissimi) casi adattano le regole civili, non viceversa. Ricordiamo che gli ebrei vengono considerati tali (almeno per lo Stato d’Israele) quando hanno la matrilinearità e questa è una regola religiosa, vogliasi o no.

      • Tiziana scrive:

        Ma sei stato in Israele, a parte per fare del veloce turismo?
        Mi sembra che, come la maggior parte delle persone, Chiesa cattolica in testa, confondi e sovrapponi ebrei con lo Stato di Israele.
        Se in alcune zone di Roma a volte mi accorgo che c’è una concentrazione (ovviamente sempre modesta considerato il loro esiguo numero) di ebrei per qualche negozio di alimentari e per qualche rarissimo negozio chiuso di sabato, mi riesce molto più difficile nelle città israeliane se si esclude qualche porzione piccola di Gerusalemme.

      • whichgood scrive:

        @ whichgood

        conosco Israele abbastanza bene. Sei sicura che a Hashdod, Rehovot, Rishon, Ashkelon, Petah Tikva e altre decine e decine di città trovi i negozi aperti di sabato? (non uno o dieci, certo), e soprattutto, arrivi coi mezzi pubblici di trasporto?. Egged (la compagnia di trasporto di Stato) non circola il sabato. Per chi vuol fare una prova:

        http://mslworld.egged.co.il/eggedtimetable/WebForms/wfrmMain.aspx?width=1024&company=1&language=en&state=2#

        scegliete il venerdì come giorno e partenza Tel Aviv verso la destinazione che volete e la linea che desiderate. Vedrete che dopo le 18:00 – 18:30 non troverete più trasporto. Bene, ora scegliete il sabato. Risultato?, lasciatemi indovinare: soltanto dopo lo shabat, prima non si parte. E sulla compagnia aerea di Stato:

        http://www.jpost.com/Business/Globes/Article.aspx?id=214867

      • giulio scrive:

        Israele non è uno stato davvero laico, in Israele gli ebrei ultraortodossi sono mantenuti dallo Stato per studiare la Torah, ci sono rabbini stipendiati dallo Stato e il matrimonio civile non esiste, esiste solo il matrimonio delle varie religioni.
        Israele può essere considerato laico per standard mediorientali, non per standard europei.

      • Mannaz scrive:

        Ma qualcuno ti paga come ripetitore di propaganda pro-Israele?

      • Tiziana scrive:

        @Whic

        rispondo per l’ultima volta perchè so che Israele è un paese ostracizzato dalal Chiesa cattolica e quindi dagli italiani in genere. Le città che hai citato (perchè poi Askelon che è nodo ricchissimo?) ha le stesse leggi che vigono a Tel Aviv e che io francamente aspirereri ad avere anche in Italia. Ad esempio sulla protezione delle minoranze (religiose etniche di genere) , sulla legislazione che riguarda l’aborto e quella sul fine vita che chiamano indicazioni sanitarie. Detto ciò, la partitocrazia ha sempre bisogno di qualcuno e con formazioni religiose si viene a patto ma senza mai incidere però sui diritti civili. Incalzato Netan. (che adesso è sostenurto da tutti almeno per un anno ancora) ha diminuto sensibilmente i privilegi per gli studenti religiosi e è in esame un disegno per la retroattività dei privilegi.
        Mannaz
        Non faccio nessuna propaganda per Israele che è un paese con molti problemi e che adesso ha un governo che personalmente non avrei votato, ma troverei meglio essere più analitici e magari sinceri. E magari distanziarsi dalle criitiche che ne fa proprio il cattolicume più becero. Sorprende a volte sentire certi commenti dagli italiani che hanno governi piuttosto arretrati

      • Mannaz scrive:

        Il Sionismo e l’idea della supremazia ebraica è un problema non solo palestinese, ma mondiale.

      • Tiziana scrive:

        Mannaz

        Anche la Chiesa cattolica e le teocrazie islamiche condividono questo pensiero , quindi deve essere vero.

      • giulio scrive:

        @ Mannaz

        “Il Sionismo e l’idea della supremazia ebraica è un problema non solo palestinese, ma mondiale.”

        Direi proprio il contrario, è un problema palestinese. Diventa un problema mondiale solo perchè la questione viene strumentalizzata a livelli di isteria collettiva dai paesi arabi e islamici.
        Fuori da Israele e Territori Occupati non esiste nessuna “supremazia ebraica”, al contrario gli ebrei sono oggetto di antisemitismo e in Italia vivono sotto scorta.

    • Gérard scrive:

      Ma e la Grecia che, nonostante i continui ammonimenti delle C.E. continua a indicare la religione sulle carte d’ identita degli suoi concittadini ??

  3. luca scrive:

    Non ci sono più ebrei in Libano. Sono stati cacciati. Stanno facendo lentamente lo stesso con i cristiani, che una volta erano la maggioranza.

    • Mannaz scrive:

      Veramente secondo le statistiche del 2010 (Wikipedia in inglese) i musulmani sarebbero diminuiti al 54% rispetto al 59% di qualche anno prima, e i cristiani aumentati.

      • gmd85 scrive:

        Lebanon’s population is estimated to be 59.7% Muslim (27% Sunni; 27% Shia; 5.7% Other (Shia, Sunni, Isma’ilite, Alawite, or Nusayri and non—Muslims with similar beliefs to the Muslim such as Druze, who do not consider themselves to be Muslims), 39% Christian (Maronite, Greek Orthodox, Melkite Catholic, Armenian Orthodox, Syriac Catholic, Armenian Catholic, Syriac Orthodox, Roman Catholic, Chaldean, Assyrian, Copt, Protestant), and 1.3% other.[5] Over the past 60 years, there has been a steady decline in the number of Christians as compared to Muslims, due to higher emigration rates among Christians, and a higher birth rate among the Muslim population.[136] The most recent study conducted by Statistics Lebanon, a Beirut-based research firm, found that approximately 27% of the population was Sunni, 27% Shi’a, 21% Maronite, 8% Greek Orthodox, 5% Druze, 5% Greek Catholic, and 7% other Christian sects such as Armenians who are 4% of the population and Syrian Orthodox.[136] There are 18 state-recognized religious sects – 4 Muslim, 12 Christian, 1 Druze, and 1 Jewish.[136]

        Sicuro? No, perché riporta proprio il contrario. Stessa fonte, eh.

      • Mannaz scrive:

        Dipende se si considerano gli Aluiti e gli altri gruppi musulmani o no. Di fatto sciiti e sunniti sono declinati di 1 punto percentuale ciascuno, mentre la Chiesa Greca è salita dal 4 al 7%.

      • Mannaz scrive:

        il declino dei musulmani è evidenziato anche dal fatto che nel 1991 erano il 68%: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Lebanon_sectors_map.jpg

      • gmd85 scrive:

        E ti fidi di un grafico fatto da un utente musulmano? E poi, fammi capire, perchè escludere gli Alawiti?

      • Mannaz scrive:

        Altre statistiche aggiornate sono queste: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Religions_of_Lebanon.png

        La parte che hai citato tu riporta i dati in maniera confusionaria.

        Gli Alauiti si discostano teologicamente dagli altri musulmani in maniera significativa, tanto che spesso vengono considerati esterni all’Islam.

      • Mannaz scrive:

        Comunque mi sbagliavo, non è la Chiesa Ortodossa Greca ad essere cresciuta, la quale è rimasta stabile all’8%, ma la Chiesa Cattolica Greca (+1%) e “Altre Religioni\Altri Cristiani” (+2%). Poi certamente essendo statistiche USA vanno prese con le pinze.

      • gmd85 scrive:

        Lungi da me il volerti contraddire a tutti i costi, ma il grafico che hai riportato fa riferimento al testo che ho incollato io. Cosa cambia?

  4. ale cattolico scrive:

    Gulag ,questo voi volete per Beirut”