Gli scout cattolici e le direttive anti-gay

Raffaele Carcano

Raffaele Carcano

La pubblicazione sul sito internet degli scout cattolici degli atti di un seminario (di studio) svoltosi lo scorso novembre  ha scatenato un autentico putiferio sull’organizzazione, e veementi proteste da parte del mondo Lgbt. Tuttavia, le direttive impartite da padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico del movimento scout cattolici, non rappresentano nulla di nuovo dal punto di vista cattolico.

Il religioso non ha infatti fatto altro che riprendere quanto sostiene il Catechismo in materia di omosessualità, ricordando che la definisce una “grave depravazione”, e che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Ovvio che, con queste premesse, un omosessuale non possa essere ritenuto in grado di fare il capo scout: del resto, la Chiesa non lo ammette nemmeno al sacerdozio. Anche laddove si invita, in presenza di “tendenze omosessuali dei ragazzi”, a parlarne con i genitori e a rivolgersi a un pedagogista, si è paradossalmente di fronte a un progresso rispetto a un passato in cui si mandavano i ragazzi dal sacerdote (o si invitava ad assestare qualche “sana” sberla ai bambini considerati effemminati, come ancora ha invitato a fare un pastore battista).

Un’organizzazione privata ha ogni diritto di darsi regole e direttive del genere, almeno finché non si violano diritti umani fondamentali. Le levate di scudi contro la Chiesa “omofoba” hanno quindi poco senso, in questo caso: sarebbe piuttosto il caso che tutti gli omosessuali prendessero finalmente coscienza che questa è la Chiesa cattolica, e ne traessero le conseguenze. È normale vivere liberamente la propria sessualità (e in questo caso è semmai “anormale” il celibato ecclesiastico), ma dovrebbe anche essere “normale” non voler far parte di un’organizzazione che ti considera un depravato. I gay e le lesbiche che continuano a volersi dichiarare cattolici e, anzi, pretendono di riscrivere il magistero ecclesiastico secondo i propri desiderata mostrano infatti di non conoscere né la dottrina, né il modo in cui si è formata, né gli stretti pertugi attraverso cui è possibile riformarla. Che, se non si fosse ancora capito, sono peraltro riservati ai soli papi.

Liberi dunque gli scout di darsi le regole che vogliono. Rimane tuttavia ancora una questione in sospeso. Come deve regolarsi, la pubblica amministrazione, nei confronti di organizzazioni che attuano, al proprio interno, pratiche discriminatorie?

Gianluigi Piras, assessore alle politiche giovanili del comune di Jerzu, non appena è venuto a conoscenza delle linee-guida degli scout cattolici ha emesso un provvedimento per negare spazi pubblici all’Agesci. Come si è visto, però, l’Agesci non fa altro che riproporre la tradizionale dottrina cattolica. L’intervento dell’assessore avrebbe dovuto essere, per coerenza,  esteso a ogni realtà organizzativa della Chiesa cattolica, visto che tutte devono condividere tale impostazione.

La vicenda non fa dunque che riproporre un antico dilemma: quanto si può essere tolleranti con gli intolleranti? Anche questo problema rimane un cantiere aperto per i laicisti impegnati. Ne vogliamo discutere?

NB: le opinioni espresse in questa sezione non riflettono necessariamente le posizioni dell’associazione.

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 6 maggio 2012 alle 6:06 e classificato in Generale, Opinioni. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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204 commenti a “Gli scout cattolici e le direttive anti-gay”

  1. FrancoSF scrive:

    Una posizione pragmatica e chiara potrebbe essere la seguente: un’organizzazione religiosa o laica che accede a finanziamenti pubblici o impiega risorse pubbliche non dovrebbe poter praticare nessuna sorta di discriminazione. Se invece l’organizzazione intende applicare i propri principi privilegiando persone con lo stesso credo o discriminando persone che violano i principi nei quali l’organizzazione crede, allora dovrebbe sostenersi eclusivamente con autofinanziamento e non utlizzare risorse pubbliche se non a pagamento.

    Nel momento in cui i soldi dei contribuenti vengono utlizzati per una qualunque iniziativa o organizzazione si portano appresso in modo inalienabile tutti i vincoli di non discriminazione presenti nella costituzione italiana. A mio parere questo dovrebbe essere un principo base della convivenza democratica.

    • Antonio72 scrive:

      La vedo dura, visto che anche i giornali di chiara appartenenza politica godono, come sappiamo, di finanziamenti pubblici.
      Quando leggerò un editoriale di Feltri sull’Unità, o di Mauro sul Giornale, allora potrò essere anche d’accordo.

  2. Antonio scrive:

    Qui non si tratta di tolleranza verso gli intolleranti, ma di rispetto di precise regole che il mondo civile si è dato. La chiesa è libera di elaborare la dottrina che vuole, ma all’atto pratico, se questa cozza con diritti universali riconosciuti, va combattuta con tolleranza zero.

  3. cyberego scrive:

    No vi prego,
    le Giovani Marmotte no…
    non toccatemele!
    State forse insinuando che il Gran Mogol, al riparo di una spessa tenda, abbia insidiato
    Qui Quo Qua?
    Non c’è più religione!
    (In effetti si starebbe meglio, senza religione).
    *Ah dottor Càrcano ho la risposta alla sua profonda domanda:
    “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti”
    (non è mia è di Karl Popper).
    cybersaluti domenicali

    • Giorgio Villella scrive:

      Noi e lo Stato NON dobbiamo discriminare i discriminatori.
      Dobbiamo discriminare le discriminazioni.
      Lo Stato non dovrebbe finanziare in alcun modo (8 per mille, 5 per mille, finanziamenti una tantum, sedi gratuite, ecc) le associazioni, i movimenti, le chiese che promuovono le discriminazioni.
      Tanto per dire i buddisti, i valdesi, l’Uaar, ecc., sì.
      La chiesa cattolica, ecc., no.

      • spapicchio scrive:

        Ma allora dovrete quantomeno ammettere che c’è una relazione tra i cattolici e la CCAR, ovvero tra discriminazione e discriminatori.

        Senza discriminante non c’è discriminazione.

        Penso sia una presa di coscienza necessaria, di cui occorrerà farsene una ragione.

        Naturalmente la discriminatrice od il discriminatore saranno poi quasi sempre involontari, portati dalla contingenza a discriminare, però senza di lei/lui la discriminazione NON esisterebbe IMHO.

        Homo artifex (suae) discriminactionis.

      • cyberego scrive:

        Lei ha ragione ma…
        può rinfoderare i canini, stiamo dalla stessa parte!
        Io sono più radicale: finanziamenti a nessuno, a prescindere dagli scopi statutarii.
        Se ti associ per volontariato, allora ti “autofinanzi”, altrimenti che volontariato è?
        Per quanto riguarda le confessioni religiose idem, anche le più “virtuose”.Devono esistere in ragione dei “fedeli” che hanno, e che vogliono restare tali (e che non hanno il fine di convertire “ex lege” il tessuto laico della società).
        Spero non abbia rancori verso Karl Popper, siamo tra razionalisti!
        cybersaluti

      • spapicchio scrive:

        Anche perché sappiamo che poi la CCAR discrimina per mezzo di presunti comportametni omosessuali ma li pratica e li tollera per i propri presbiteri, preti prelati e gerarchi, ed anche la pedofilia, le perversione, la avidità di denaro e di ricchezza materiale (non spirituale) così come tutte le altre sue depravazioni totali: il male è dentro la CCAR, nei suoi sacerdoti e nei fedeli clericali.

        Questo non succede per le chiese cristiane evangeliche, non essendo corrotte nel potere politico e temporale come la CCAR.

      • hexengut scrive:

        Giorgio Villella. Bella sintesi. Concordo.

      • spapicchio scrive:

        Anche perché sappiamo che poi la CCAR discrimina per mezzo di presunti comportamenti omosessuali ma poi però li pratica e li tollera per i propri presbiteri.

      • Caro Giorgio, mi spigo oltre: nessun tipo di finanziamento ad alcuna associazione, qualunque essa sia. Esistono le donazioni private dal momento che ognuno di noi, pagate le tasse per tenere in piedi lo stato, di ciò che gli resta ha il diritto di fare ciò che vuole.

      • manimal scrive:

        sono d’accordo.
        oltre a trovare ingiustificato l’8×1000, trovo che anche il 5×1000 abbia poco senso: per quanto meritoria sia una onlus, perchè non deve sostenersi con contributi VOLONTARI, piuttosto che con una scelta di libertà “zoppa” (la libertà di poter scegliere “a chi”, ma la mancata libertà di scegliere “se”)?

    • manimal scrive:

      era risposta al commento di Stefano Grassino.

      • francesco s. scrive:

        Vabbè ma il 5×1000 è volontario non ha un meccanismo pari a quello dell’8×1000

      • manimal scrive:

        @ francesco s.

        non credo si possa definire volontario un meccanismo che ti da la facoltà di scegliere a chi destinare il tuo 5×1000, ma non quella di non destinarla a nessuno e quindi di non vedertene decurtato…

  4. con il motto “saremo al gay Pride di Bologna perché siamo cristiani”
    noisiamochiesa sarà al Pride 2012
    http://www.gionata.org/credenti-omosessuali/i-gruppi/noi-siamo-chiesa-emilia-romagna-e-gli-omosessuali-cristiani-saremo-al-gay-pride-di-bologna-perch-siamo-cristiani.html

    nessun problema a manifestare assieme a credenti e cristiani per la laicità e i diritti delle persone lgbt
    ma rivendicare la propria cattolicità ad un Pride lo trovo fuori luogo, visto quali sono le posizione ufficiali e consolidate della Chiesa Cattolica

    • Ottone scrive:

      Questi sono anche peggio, è dai tempi di san Francesco e il lupo di Gubbio (che deve essere se non sbaglio lo stesso lupo di cappuccetto rosso) che questa gente sta aspettando una ccar rinnovata. Cose da pazzi, visto cosa ha fatto la ccar in 1700 anni di potere li rende anche più ridicoli rispetto alle idee che propagano (mi riferisco a cattolici di base preti di strada e compagni/camerati di merendine varie).

    • antoniadess scrive:

      non dev’essere un caso che si siano detti cristiani e non cattolici: sono consapevoli che il cattolicesimo è quello che discrimina, ma si illudono di riformarlo dall’interno anzichè uscire per aderire ad un’altra chiesa cristiana più rispettosa: ingenuità o mancanza di coraggio e coerenza? l’imprinting religioso dev’essere come una specie di tossicodipendenza o vizio da cui molti non riescono a liberarsi nemmeno cambiando casa; malignamente potrei dire che tutto sommato dev’essere più comodo stare in una casa ricca anzichè povera :-)

    • michele scrive:

      Per me sono dei patetici sfigati che vogliono sentirsi scusare con una carezzina pietosa e paternalistica da chi invece gli darebbe solo mazzate . . un po come un cagnolino talmente dipendente dal padrone da non morderlo mai, che gli scondinzolerà anche dopo anni di torture ed angherie.

  5. Florenskij scrive:

    Premetto che le mie idee sull’omosessualità sono una specie di laboratorio sulla cui porta si potrebbe appendere il cartello “lavori in corso”: nel senso che darei non so cosa per capire la psicodinamica dell’omosessualità nella sua effettiva articolazione ( quanto con base ormonale? quanto di psicologicamente indotto?):il tutto come come capitolo di una ricerca sulla molto più vasta tematica dell’attrazione sessuale. Tanto per dirne una, il “De rerum natura”, il grande poema di propaganda ateistica scritto dal romano Lucrezio inizia con una invocazione a Venere come figurazione della potenza del sesso. Una ripresa dello stesso tema si trova ne “La primavera”, il meraviglioso ( e grandioso ) quadro di Botticelli. Ultima citazione: la scena primaverile del leopardiano “Passero solitario”.

    Senonchè l’attrattiva sessuale in questi “luoghi” è intesa SOSTANZIALMENTE, anche se non ESCLUSIVAMENTE, come INCENTIVO ALLA RIPRODUZIONE. Totalmente ( e anche irriflessivamente ) impegnati a denunciare – commiserare – esecrare i cosiddetti “omofobi” voi dimenticate questo MASSICCIO DATO BIOLOGICO: IL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE E’ UN’ECCEZIONE RISPETTO ALLA NORMA.

    Questo almeno finchè le elites scientiste dell’Occidente non sono arrivate alla concezione per cui LA COSIDDETTA “NATURA” ( ribadisco: cosiddetta, trattandosi di concetto “sub judice” ) PUO’ ESSERE MODIFICATA DALL’UOMO SECONDO L’OPPORTUNITA’ DA LUI VALUTATAT E ANCHE SECONDO IL SUO GUSTO VARIABILE E CONTINGENTE.

    Oltre all’aspetto dell’”ORGOGLIO” ( forse “UBRIS” = TRACOTANTE SUPERAMENTO DEI LIMITI ) DELLO SCIENTISMO MANIPOLATORE c’è anche quello della MISTICA PANSESSUALISTA, che si è espressa nel corso del ’900 in opere letterarie come quella di T.H. Lawrence ( “L’amante di lady Chatterley” ) e nella teorizzazione di Wilhelm Reich, secondo cui il SESSO E’ UNA SPECIE DI ENERGIA DIFFUSA, CHE PUO’ ESSERE per così dire GESTITA E CONCENTRATA A PIACIMENTO.

    Se ne può dedurre che la “battaglia” antiomofobica è diretta a rivendicare non solo i diritti degli omosessuali, ma anche e soprattutto e in modo sostanziale l’IMMAGINE DELL’UOMO COME LIBERO MANIPOLATORE DELLA NATURA E DELLE SUE ENERGIE. Il discorso si innesta logicamente sulla concezione darwinista secondo la quale non esistono generi e specie “ab aeterno”, ma una specie di “lego” che può essere smontato e rimontato al modo del “bricolage”.

    Il problema che pongo, sollecitato dalla mia cosiddetta soggezione alle direttive clericali è questa: CI SONO LIMITI ALLA LIBERTA’ anzi ALLA DISINVOLTURA MANIPOLATORIA IN CAMPO BIOLOGICO E DI INGEGNERIA PSICOSOCIALE?

    E’ UN LUOGO COMUNE CHE QUESTI LIMITI SIANO STATI TOCCATI NEL CAMPO DELL’AMBIENTE: OGGI E’ COMUNEMENTE RICONOSCIUTO CHE L”HOMO TECNOLOGICUS” PUO’ FARE LA FINE DELL’”APPRENDISTA STREGONE” O DI ICARO. E nel campo della società?

    La corrente di pensiero detta “STRUTTURALISMO” ha proposto lo schema secondo cui LA VITA SOCIALE E’ COME UN GRANDE GIOCO IN CUI SONO CONTEMPERATI MOVIMENTI LIBERI MA ANCHE REGOLE SOGGIACENTI, MAGARI ANCHE INCONSCIE, come nel caso di quel grande “gioco” che è il fenomeno dello scambio dei regali ( immensamente più importante di quanto non si creda ). Così la regola principale individuata dal grande strutturalista Claude Levi – Strauss è iò TABU’ DELL’INCESTO, presente a suo dire in tutte le culture.

    Una domanda, tanto per anticipare: Lor signori si rendono conto che il mix anticoncezionali ( o a scelta anche aborto ) e liberazione dai vincoli tradizionali può portare allo SDOGANAMENTO COMPLETO DELL’INCESTO, la cui esclusione costituisce ( o costituirebbe) il perno del “gioco sociale” come di quello intergenerazionale? Io personalmente non sono (o non sono ancora ) in grado di valutare quale sarebbe l’impatto psicosociale di un simile “superamento del muro del suono”, ma temo che le conseguente potrebbero essere imponenti, se non catastrofiche: una specie di INQUINAMENTO DELL’AMBIENTE PSICOSOCIALE.

    In sintesi il problema che pongo e che mi pongo è il seguente: ESISTE UN SISTEMA SIMBOLICO soggiacente ma non per questo meno reale CHE SAREBBE COLPITO DAL TOTALE E INDISCRIMINATO SGANCIAMENTO DELL’ATTIVITA’ SESSUALE DALLA RIPRODUZIONE?
    E l’”etichetta” comportamentale ( discorsi e gesti rituali) vigente nell’ambiente sociale e in particolar modo in quello educativo può essere modificata a piacimento senza preoccuparsi delle possibili, diciamo pure ipotetiche conseguenze?
    Capisco che il paragone con il Nazisdmo possa provocare una levata di scudi, largamente legittima: però E’ UN FATTO CHE OGNI MODIFICAZIONE DI UNA IMPORTANTE REGOLA DEL GIOCO SOCIALE TENDE A MODIFIXCARE L’INTERO SOSTEMA, NON NECESSARIAMENTE IN SENSO POSITIVO.
    Nel caso estremo del Nazismo la politica eugenetica e di soppressione delle “vite non degne di essere vissute” ( che molti laicisti potrebbero almeno parzialmente e blandamente condividere ) si saldava con il razzismo più estremo.
    NEL CASO DELLO SDOGANEMENTO TOTALE, LEGALE E SIMBOLICO DEL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE QUALI “AGGIUSTAMENTI” CI SAREBBERO NEL “GIOCO PSICOSOCIALE” COME SISTEMA?

    Qui è arrivata finora la mia ( povera ) riflessione: però posso dire che UN FATTO E’ OGGETTIVAMENTE ACCERTABILE: LA “LIBERAZIONE SESSUALE” STA PORTANDO A UNA SITUAZIONE DI ESTREMA LABILITA’ DEL SUPPORTO SOCIOAFFETTIVO COSTITUITO DALLA FAMIGLIA.
    Io personalmente mi imbatto di continuo in libri di narrativa e in film in cui si mostra la situazione di persone, anche e soprattutto giovani, sottoposte a CONDIZIONI DI ESTREMA LABILITA’ AFFETTIVA, con i conseguenti, spesso gravissimi stati di frustrazione.

    E’ UN BENE TUTTO QUESTO? SE E’ UN MALE PER I GIOVANI, non klo saràancora di più per i giovani d’oggi, quando saranno divenuti a loro volta anziani?
    Non sarà il caso di pensare che proprio la crisi dei rapporti familiari sia uno dei motivi principali della crisi dell’Occidente, che si sente il fiato sul collo per il sopravanzare anche solo quantitativo di società più tradizionali, come quella islamica o anche solo quella cinese?

    Ovviamnete il tutto mi porterà a essere bersaglio di torsoli di mela e quant’altro: ma non si potrebbe forse pensare che quando la macchina comincia ad andare troppo forte chi suggerisce di usare il freno e di riflettere un po’ sul modo di guidare non ha tutti i torti?

    - cariservo la libertà

    • Stefano scrive:

      @ Florenskij

      IL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE E’ UN’ECCEZIONE RISPETTO ALLA NORMA

      Anche la “castità” dei suoi preti.
      Che è stata “sdoganata”.
      Si è fatto prete?

      Il suo modo di argomentare, come sempre, è miserevole.
      Tre righe per confutare un inutile romanzo.

      • Fri scrive:

        IL COMPORTAMENTO OMOSESSUALE E’ UN’ECCEZIONE RISPETTO ALLA NORMA

        Beh, di per se non e’ un fatto negativo. Anche avere gli occhi azzurri o essere mancini e’ una eccezione rispetto alla “norma”, geneticamente parlando. Ma non sono sicura che Flo la intendesse in questo modo…

      • Stefano scrive:

        @ Fri

        Gesù siede alla destra del Padre: il mancinismo è un disordine tal quale l’omosessualità ;-)

        Gli occhi azzurri sono tollerati in virtù del fatto che sarebbe troppo costoso cambiare le immagini di colui che siede alla destra del Padre.

      • Mannaz scrive:

        @Stefano: forse vivi in un’area d’Italia dove gli occhi azzurri sono l’”eccezione”, ma al Nord Italia dove vivo io sono la maggioranza, almeno nella popolazione indigena che fino a qualche anno fa, prima che immigrati da ogni dove ci sommergessero, era maggioritaria. Questo è vero tanto più ci si sposta nel Nord dell’Europa. Ad ogni modo si tratta di un fattore genetico.

        Il comportamento omosessuale invece non è maggioritario da nessuna parte (forse solo in qualche città della California o altre zone di quella babele perversa che è l’America), per ovvie ragioni, dato che una società in cui tutti si rifiutassero di accoppiarsi con il sesso opposto si estinguerebbe nel giro di una generazione.

      • FSMosconi scrive:

        @Mannaz

        Segui il ragionamento:
        occhi azzurri = carattere recessivo = generalmente infrequente = eccezione
        Tanto semplice…
        Ad ogni modo nessuno qui sta dicendo che, una volta legalizzato il matrimonio omosessuale questo debba essere imposto, ergo il tuo Pendio Scivoloso è del tutto fuori luogo.
        Da etero (paro un tuo possibile Ab Utili): pensa prima di battere sulla testiera.

      • Fri scrive:

        Worldwide, only 150 million people (some 2.2%) have blue eyes.

      • Fri scrive:

        dato che una società in cui tutti si rifiutassero di accoppiarsi con il sesso opposto si estinguerebbe nel giro di una generazione.

        ancora non ti e’ entrato in testa che gli omosessuali non sono biologicamente sterili e che le famiglie omosessuali con figli (non adottati) esistono?

      • fab scrive:

        Mannaz, non contare balle: sono di Milano da generazioni, non sono un bimbo e la maggioranza della popolazione, qui e altrove entro 200 Km, non ha affatto gli occhi chiari.

      • Mannaz scrive:

        @Fri: gli occhi azzurri sono UN FATTORE GENETICO, e certamente non frequente nelle razze non Europoidi, non un COMPORTAMENTO SESSUALE DISTRUTTIVO.

        Circa le famiglie gay, non so a te, ma a me non sarebbe piaciuto avere due padri o due madri da gay pride.

      • Mannaz scrive:

        @Fab: io non sono di Milano (orrore) ma originario di un paesino di un’altra provincia del Nord. Qui la gente con occhi e capelli chiari era maggioranza, una volta.

      • FSMosconi scrive:

        @Mannaz

        Io non vedo che ci sia distruttivo nell’omosessualità.

        Circa le famiglie gay, non so a te, ma a me non sarebbe piaciuto avere due padri o due madri da gay pride.

        Sinceramente a me non sarebbe fregato un bel cavolo di niente.
        Poi se a te da fastidio non sono affari miei…

      • FSMosconi scrive:

        @Mannaz (o se preferisci Manny, Manu o Man)

        una volta

        E avere gli occhi azzurri dovrebbe essere ritenuto vitale perché…

      • cyberego scrive:

        RAmen, fratello!
        Che la Sua Spaghettosità ci protegga sempre
        (dai pregiudizi ottusi).

      • Fri scrive:

        @Fri: gli occhi azzurri sono UN FATTORE GENETICO, e certamente non frequente nelle razze non Europoidi, non un COMPORTAMENTO SESSUALE DISTRUTTIVO.

        neanche essere omosessuali e’ un comportamento sessuale distruttivo

        Circa le famiglie gay, non so a te, ma a me non sarebbe piaciuto avere due padri o due madri da gay pride.

        A parte che non tutti gli omosessuali sono “da gay pride”, tu non puoi saperlo se ti sarebbe piaciuto o meno, cosi come non puoi sapere che non ti sarebbe piaciuto nascere in Mali o in Peru. Personalmente non credo che avrei avuto piu’ problemi con genitori omosessuali che con i genitori che ho avuto.

      • Fri scrive:

        Qui la gente con occhi e capelli chiari era maggioranza, una volta.

        non pare proprio se vogliamo credere a quei comunisti di Stormfront

        queste sono le percentuali di occhi chiari in Italia : Celesti,Grigi,Grigio-Verdi o Verdi chiaro (non Nocciola)

        Veneto/Friuli 41,4%
        Piemonte/Valle d’Aosta 40%
        Lombardia 37,2%
        Liguria 29,6%
        Emilia-Romagna 31,2%
        Umbria 32,8%
        Toscana 31,5%
        Marche 31,3%
        Lazio 26,2%
        Abruzzo/Molise 28,5%
        Campania 25,6%
        Puglia 26,4%
        Basilicata 23,1%
        Calabria 19,6%
        Sicilia 23,7%
        Sardegna 13,9%

        suppongo che in alcune regioni la percentuale sia variata , probabilmente al Nord è leggermente diminuita ed è aumentata forse nel Lazio e in Sardegna sopratutto a causa delle migrazioni di settentrionali (veneti in primis) durante le bonifiche del Fascismo

        per quanto riguarda la Spagna la percentuale di occhi chiari ha un massimo del 35% in Aragona , Paesi Baschi e Girona (Catalonia Settentrionale) e un minimo nel sud…circa 15%

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        Ti ho già chiesto se ti puoi imporre di essere eccitato da una donna baffuta. Mi hai risposto no. Il resto è tua ottusa ossessione.
        Gli omosessuali non distruggono un bel niente perché non sarebbero attratti da persone del sesso opposto. A meno che tu non preveda una scelta forzata del partner e procreazione obbligatoria. Francamente le tue stupidaggini hanno stufato. Ripeterle non le migliora, casomai peggiora il tuo caso.

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        Chiediti poi perché gli occhi azzurri li abbiano in maggior proporzione le popolazioni del Nord Europa (non Milano) piuttosto che in Africa e scoprirai qualcosa in merito alle loro caratteristiche.

      • Mannaz scrive:

        @Fri: non ho detto che i colori chiari sono la maggioranza assoluta in tutta la regione, ho detto che lo sono sempre stati nel mio paese, e lo sono ancora nella mia generazione allargandosi a paesi limitrofi di tutta la provincia. E frequentemente coloro che sono portatori di geni scuri hanno origini meridionali.

        Quelle statistiche da Stormfront non credo siano attendibili, perché le percentuali nel Sud sono fin troppo alte.

        @Stefano: il moderno fenomeno gay è sovversivo e distruttivo eccome. Vai in quell’Europa che ha conservato sana identità, dignità e tradizione, per esempio tra i Mari o i Ciuvasci, e vedi quanti sono “gay”.

      • Fri scrive:

        @Fri: non ho detto che i colori chiari sono la maggioranza assoluta in tutta la regione, ho detto che lo sono sempre stati nel mio paese, e lo sono ancora nella mia generazione allargandosi a paesi limitrofi di tutta la provincia.

        In tutto quanto, 200 persone? non si fa statistica in questo modo, sai?

        E frequentemente coloro che sono portatori di geni scuri hanno origini meridionali.

        Vero. Peccato che in Europa anche l’Italia del nord e’ merdione.

        Quelle statistiche da Stormfront non credo siano attendibili, perché le percentuali nel Sud sono fin troppo alte.

        Tu lo sai vero che il sud Italia e’ stato conquistato dai normanni e che in molte zone trovare persone coi capelli biondi e gli occhi azzurri non e’ cosi raro?

      • FSMosconi scrive:

        @Mannaz

        Hai fatto un autogoal: i gruppi da te citati son di stirpe Uralo-Altaica, cosa che secondo i tuoi schemi equivarrebbe ad una contaminazione. In più mi risulta che i Mari siano ben oltre la tradizione avendo preso dai vicini la nozione, puta caso, di Bielobog. Per non citare la pericolosa analogia Avatara-semi-dei…

        Dicevi delle “tradizioni”?

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        il moderno fenomeno gay è sovversivo e distruttivo eccome.

        Non è che ripetendo i tuoi gusti sul gelato porti serie argomentazioni: vediamo “eccome”?
        Che ti si debba spiegare l’ovvio dell’argomentare la dice lunga.
        Finora ogni tuo intervento è solo apologia della tua fobia. Insomma orgoglio di un difetto. Un difetto al quadrato: distruttivo, questo senz’altro, della tolleranza.

      • Mannaz scrive:

        @Mosconi: nessun autogol, i Mari sono ugrofinnici, i Ciuvasci turchici ma fortemente slavizzati e finnicizzati. Li considero europei a pieno titolo. Se non ti vanno bene prendi un qualsiasi popolo indubitabilmente europeo o una qualsiasi zona dell’Europa, o di altrove, che non abbia subito un eccessivo sradicamento-rincoglionimento da lavaggio del cervello americano-globalista: i Faroesi; quanti gay militanti che sfilano traverstiti da qualsiasi cosa come in un carnevale brasiliano ci sono alle Faer Oer?

        Il “gay” è un concetto assolutamente anti-tradizionale e sovversivo, prodotto da quelle cause cui ha accennato Florenskij nella sua riflessione (la “liberazione sessuale”), del tutto inesistenti nelle sane comunità tradizionali.

      • Fri scrive:

        Li considero europei a pieno titolo.

        ah beh, se li consideri tu europei siamo tutti tranquilli.

      • Fri scrive:

        i Faroesi; quanti gay militanti che sfilano traverstiti da qualsiasi cosa come in un carnevale brasiliano ci sono alle Faer Oer?

        ah no no, non ce ne sono proprio di attivisti gay alle Faroe Islands…. http://www.bartoszkosowski.com/52135/478118/illustrations/diversity-of-the-north-for-lgbt-foroyar

      • Fri scrive:

        del tutto inesistenti nelle sane comunità tradizionali.

        non e’ che forse e’ perche’ nelle sane comunita’ tradizionali i gay li linciano?

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        Il “gay” è un concetto assolutamente anti-tradizionale e sovversivo, prodotto da quelle cause cui ha accennato Florenskij nella sua riflessione (la “liberazione sessuale”), del tutto inesistenti nelle sane comunità tradizionali.

        A me non piace la maionese sul pesce

      • FSMosconi scrive:

        @Mannaz

        Il punto è proprio questo:
        tu hai detto che han mantenuto le loro tradizioni
        salvo alla mia obiezione hai invertito il punto di vista
        eppure a che ricordo io per te i miscugli culturali fino ad ora non ci son stati
        e appunto adesso vorresti negare altri influssi (ma sicuro che vengano dall’America? In Cina e in Giappone i gay non fanno né caldo né freddo da parecchi secoli, idem nell’Antica Grecia) vorresti negare i diritti a chi non t’ha personalmente fatto nulla perché non è mai stato così. Peccato che questo contraddica il secondo enunciato.

        Sono io o in tutto questo andirivieni di concetti dimostri d’avere una cognizione delle cose lievemente corrotta?

      • Stefano scrive:

        @ Fri

        Le prove non sono gradite nelle discussioni con Mannaz: lo costringono a trovare scuse non previste….

      • FSMosconi scrive:

        *vorresti negare altri influssi [...] per negare*

      • Fri scrive:

        @Stefano

        atch, hai ragione! me lo dimentico sempre. Ma non ti preoccupare. Di solito quando si rende conto di avere fatto una figuraccia abbandona il campo facendo finta di niente. Ce lo ritroveremo, bello come il sole, al prossimo argomento sui gay o gli immigrati. ;-)

      • Mannaz scrive:

        @Fri: evidentemente anche i Faroesi hanno subito la propaganda omosessualista.

        Le vostre non sono “prove”, perché le culture cui vi riferite non conobbero, o non conoscevano prima di essere influenzate dall’Occidente post-”Rivoluzione Sessuale”), un’ideologia gay istituzionalizzata e rivendicante pseudo-”diritti” per una minoranza che decide che i suoi gusti particolari in fatto di eccitazione sessuale debbano essere riconosciuti da tutti come “normalità” e sbattuti in faccia all’intera società. Sembra il ripetersi della storia di certe religioni, perché l’identità gay questo è. Che succederà quando vorranno creare “famiglie” anche gli zoofili e i feticisti del calzino, e manifesteranno per strada e faranno propaganda continua tramite i media?

      • Kaworu scrive:

        toh un’altra prova del fatto che l’omofobia va a braccetto con una personalità paranoide… non che ce ne fosse bisogno.

        povero manny, che vita dura.

        ah, le tue patetiche argomentazioni (se così possiamo chiamarle) sono fallacie logiche.

      • fab scrive:

        Mannaz, lo sapevamo già che i selvaggi non riconoscono i diritti. Infatti sono selvaggi.
        E scusa se per accettare una nozione di famiglia più ricca di quella tradizionale si deve impiegare più di un neurone alla volta.

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        “hanno subito la propaganda omosessualista”

        Mannaz, sottoposto a propaganda delle donne baffute, ti ecciteresti al vederle?

        SI
        NO

        Coloro che si attizzano a vedere una donna baffuta ti danno fastidio?

        SI
        NO

        E’ possibile il matrimonio tra uomo attizzato da donna baffuta e quest’ultima, ambedue (o uno solo) sterili?

        SI
        NO

        Quali danni risultano alla società dal matrimonio tra i due (tra i quali la donna da te tanto aborrita)?

        1)…..
        2)…..
        3)…..

        La società sopporta chi mette la maionese sul pesce….

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        La società sopporta chi mette la maionese sul pesce….

        Il che è frutto della propaganda della nota marca C…é.

      • FSMosconi scrive:

        @Kaworu

        Mi hai tolto le parole di tastiera… ;)

      • Fri scrive:

        A parlare con un muro c’e’ piu’ soddisfazione. Vabbe’, ciao M****z. Crogiolati pure nella tua becera intolleranza. Capitera’ anche a te prima o poi ed allora ne riparleremo.

      • cyberego scrive:

        Stefano,
        se permette partecipo anch’io:
        SI-durante il tirocinio, ho conosciuto una crocerossina infermiera volontaria o “sottotenente”, che oltre a “cavalcare” agilmente la moto possedeva, come da regolamento, due bellissimi mustacchi da sergente prussiano; aveva anche due setosi “favoriti”.E’ stata a lungo l’oggetto delle mie fantasie erotiche.
        NO-Sulla mia bandiera è scritto: “Qua non si butta via niente!”
        SI- E sarebbe preferibile…
        …Un aumento del consumo di creme depilatorie?
        Io amo la maionese (anche per scopi voluttuari) il pesce NO.
        cybersaluti

      • Stefano scrive:

        @ cyberego

        Niente da dire sulle tue preferenze :-)
        In merito alle donne baffute, il loro esempio deriva da una ricerca da me fatta in passato sui gusti erotici del nostro. In quell’occasione dichiarò il suo disgusto per quelle, probabilmente secondo solo a quello per gli omosessuali.
        Immagino che dopo adeguato battage pubblicitario anche Mannaz potrebbe cambiare gusti e sentirsi irremediabilmente attratto dalla peluria sotto il naso.
        Pare la cosa funzioni per gli omosessuali.

      • cyberego scrive:

        Ma questa storia della propaganda omosessualista, non è una “leggenda metropolitana” che fa il paio con quella che il fluoro nelle condutture idriche rende “finocchi”? (sto cyberironizzando ovvio).
        E’ una cosa da studiare…

      • Kaworu scrive:

        @cyberego

        ma come, tornando in tema di film, non hai visto “It’s in the water”? :lol:

        il disturbo paranoide di personalità comunque è ampiamente studiato ;)

      • cyberego scrive:

        Hai ragione dottoressa…
        dev’ essere l’arterio, non ho collegato.
        Mi consigli il gerovital o le tavolette di selenio?
        (non è che poi divento “finocchio” anch’io?)
        :)

      • Kaworu scrive:

        ahimé, meglio esercizio costante (cruciverba, imparare una nuova lingua, sudoku e via discorrendo) mentale e fisico ;)

        comunque sia, in tutta questa idiozia dell’agesci, trovo più gravi le affermazioni completamente fuori bolla di uno dei due psicoterapeuti, che gli sproloqui (ma dentro allo standard) del prete. quelli si che andrebbero denunciati all’ordine degli psicologi. della regione di appartenenza di quell’individuo e nazionale.

      • Mannaz scrive:

        Ed ecco arrivata la lesbica militante con i suoi attendibi studi pubblicati da qualche serissima università U.S.A. e getta finanziata da qualche gruppo gay. Qual’è l’ultima sparata? Ii bambini adottati da famiglie di travestiti sono più intelligenti di quelli cresciuti in famiglie normali?

      • Kaworu scrive:

        hai ragione manny, sono attendibili solo gli studi che tu consideri attendibili perchè dicono quello che ti fa piacere sentire.

        sbaglio io.

        il resto è tutto un complotto rettilianplutogiudaicomassonomosessualistvenusiano.

        nella tua immensa intelligenza, arguzia e onestà intellettuale tra l’altro, non sembri edotto del fatto che “travestito” non equivale a omosessuale. ma capisco che sia un passo più lungo della gamba, per te.

        ti consiglio di sostituire il tuo berretto di stagnola, che i saturniani secondo me stan captando i tuoi pensieri, eh.

        del resto è il gomblotto mondiale a tenerli nascosti, non lo sai? :lol:

        (poi vorrei anche sapere in che cosa milito, tanto per curiosità)

      • cyberego scrive:

        Sei lesbica?!
        E da QUANDO?
        Con te non parlo più!
        :)

      • Kaworu scrive:

        devo dire che comunque dove si parla di omosessualità manny non manca mai.

        sarà un caso ;)

      • Kaworu scrive:

        io da uhm… sempre, direi :lol:

        poi non so se in “esplorando il corpo umano” fosse nascosta una bieca propaganda omosessualita, sinceramente XD o forse è stata tutta colpa di “viaggio allucinante” (film che, da piccola, guardavo a ripetizione)

      • cyberego scrive:

        “Viaggio allucinante”?
        Sei il mio idolo!
        E’ stato per quel romanzo (e film) che ho scelto di studiare Medicina.
        Se ehm cambi idea TI SPOSO IO!
        :)

      • Kaworu scrive:

        come ha ammesso recentemente anche spitzer, l’orientamento non si cambia :lol:

        però sarei curiosa di sapere quali turpi condizionamenti fossero nascosti, secondo manny, nelle uniche cose che da piccola guardavo in tv :lol: (poi mi sono “evoluta” passando agli anime, però non ho scoperto un amore per la pesca guardando sampei)

      • cyberego scrive:

        “Sampei”?
        Avresti dovuto trovare più attraente…”Lady Oscar” :)
        Mi permetto di scherzare con te perché sei una persona deliziosa, come tutte le persone omosessuali che conosco e che mi hanno arricchito interiormente…
        Basta che non siate “contagiosi”! :) :)

      • Kaworu scrive:

        quella ho iniziato a guardarla più avanti, bello come anime ma ti dirò che preferivo sailor moon :D

        boh magari manny può erudirci su come avvengono il condizionamento e il contagio.

        una roba à la umbrella corporation? :lol:

      • Stefano scrive:

        @ Mannaz

        Ed ecco arrivata la lesbica militante con i suoi attendibi studi pubblicati da qualche serissima università U.S.A. e getta finanziata da qualche gruppo gay.

        Non sappia il neurone destro cosa fa il sinistro. Una minoranza che ha addirittura i soldi e il potere di farsi fare studi ad hoc per supportarsi…
        E non solo negli Usa…

        Magnifico. Toglimi una curiosità, quando scrivi queste cose ridi? Ti rivaluterei…

      • cyberego scrive:

        Terrificante…
        dottoressa, non mi vorrai diventare una “lesbo-zombie”!:(
        Sogno spesso di aver a che fare con gli “zombies” è raccapricciante:significherà qualcosa a livello inconscio?

      • Kaworu scrive:

        non ne ho idea, non studio clinica :lol:

        @stefano

        secondo me è straserio, purtroppo

      • cyberego scrive:

        Ti saluto dottoressa,
        tra un po’ vado a sognare gli “zombies”, grazie delle “ciacole”.
        E se domani mi sveglio, e mi ritrovo “finocchio”?
        …OVVOVE! :) :)
        P.S. Leggo cose strane nelle “macchie di Rorschach”, non sarò grave?
        ‘Notte

      • Kaworu scrive:

        eeeh non è roba mia, te l’ho detto :lol:

        dovrai chiedere a qualche collega di clinica ;)

        io aspetto che manny sveli gli arcani (a proposito, manny è anche il mammut della famiglia allargata e “multietnica” dell’era glaciale!)

      • FSMosconi scrive:

        @Kaworu

        Sarà pure il Mammut, ma in quanto ad assurdi assomiglia più a Sid, non so se hai in mente: quel bradipo “Sid, signore delle fiamme!”… ? :D ;)

      • Kaworu scrive:

        bauahahahhhahahahahahahaah :lol: :lol: :lol:

      • Florenskij scrive:

        @ Stefano. Il mio modo di argomentare sarà miserevole ( io stesso l’ho definito “povero” ), ma è un argomentare; il suo è un insultare. Lei avrà anche una cultura scientifico – economica – storica ( non troppo vasta, direi ) ma quel che si evince dai suoi scritti è che ha il dente avvelenato e questo in termini etici si chianma cattiveria o almeno situazione di uno che è incattivito.

        La castità è innnaturale? In un certo senso sì, in un altro no.
        Le sue letture comprendono anche il concetto di SUBLIMAZIONE, comune nella psicoanalisi? Ebbene, subkimazione vuol dire contenimento degli istinti con investimento delle energie verso mete più alte. La sublimazione, tanto per dirne una, è anche la disposizione a rischiare la vita in nome di un ideale politico ( vedasi la scena finale di “Per chi suona la campana” e il bel film ” Tierra y libertad” con protagonista un giovane inglese di idee comuniste che va a combattere in Spagna )

        Detto in soldoni, sublimare l’istinto è come stringere l’uscita di un tubo di gomma da irrigazione per ottenere un getto più alto, altrimenti impossibile. Esiste nel Cristianesimo, oltre che in altre religioni, una tematica dell’ASCETISMO ( ove ASKESIS greco = esercizio ) per cui gli istinti ( quello sessuale come quello alimentare, la libido del potere e quant’altro ) sono sregolati e costituiscono un groviglio di psicodipendenze, paragonabili alla mitologica Idra di Lerna con le teste tagliate e risorgenti, domabili solo bruciandole una per una; questi istinti sono domabili e incanalabili con l’abitudine all’astinenza, come praticato dai famosi “Padri del deserto” come sant’Antonio Abate ( quello delle letterarie “tentazioni” ).

        Però la sublimazione – “superamento” della pulsione sessuale può avvenire, paradossalmente, solo se la psiche è carburata da un amore più grande, diciamo da un erotismo più alto, più vasto e più coinvolgente; e qui arriviamo al problema posto dal linguaggio mistico come quello del “Cantico dei cantici” e da figurazioni come quello del gruppo berniniano dell’”Estasi di santa Teresa”. Anche qui ricorriamo ai soldoni: la luce di una candela “sparisce” se è investita dai raggi del sole.

        INUTILE ROMANZO? PENSI LEI AD AGGIORNARSI IN PSICOANALISI E LETTERATURA ( legga Wilhelm Reich, priomotore della rivoluzione pansessualista ) E SOPRATTUTTO CURI, SE NON L’EDUCAZIONE DEL CUORE, ALMENO IL GALATEO.

      • Kaworu scrive:

        buahahahahahahhahahaha flo che dice a qualcuno di aggiornarsi :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

        ecco bravo flo, aggiornati http://www.apa.org/helpcenter/sexual-orientation.aspx

      • Kaworu scrive:

        http://www.psicolinea.it/ex-gay-la-terapia-riparativa-non-funziona/

        l’aggiornamento continua

        (se vuoi quando torno posto altri articoli su cui potrai aggiornarti)

      • Stefano scrive:

        @ Florenskij

        Ho iniziato a leggere tutti gli scritti di Freud a 13 anni. Ho sempre continuato ad interessarmi di psicologia e credo di avere una delle biblioteche più fornite in Italia al riguardo. Mi sono tanto “aggiornato” da aver scartato la psicoanalisi in quanto nel frattempo sono sorti approcci EMPIRICAMENTE fondati sia in psicologia generale sia in quella clinica, quali la terapia strategica e quella cognitivo comportamentale, declinate nei vari approcci. Diceva Florenskij?
        Che miseria….

      • Stefano scrive:

        @ Florenskij

        riguardo l’educazione, non mi sogno di prendere lezioni da chi ignora negli anni le risposte che gli si danno, riproponendo in modo ossessivo i medesimi argomenti, INALTERATI. Questo significa o non tener conto degli interlocutori o avere gravi deficit cognitivi.
        Nell’una o nell’altra ipotesi non si è nella posizione per poter accusare altri di alcunché.
        Se lo si fa si peggiora ulteriormente la propria condizione. Non credo che per lei sia il caso.

      • Stefano scrive:

        @ Florenskij

        Qui fa finta di ragionare su argomenti che devono per lei necessariamente arrivare ad un risultato obbligato. Il suo lavoro è semplicemente trovare pezze di appoggio che siano simulacri di giustificazione. Tutto vale se è congruente con l’obiettivo niente se lo contraddice. Crede che non se ne sia accorto nessuno? E pensa di dare dei maleducati a coloro che lo hanno capito da un pezzo e si sono stufati della retorica con la quale vuol far credere di “ricercare” in modo sincero? E pretende che chi la legge e conosce il giochino non si spazientisca? Soprattutto quando si è già risposto a quanto lei ripropone inalterato? Con la spocchia con cui lo fa?
        Per favore….

      • FSMosconi scrive:

        @Flo’

        Pessima strategia citare il Cantico dei Cantici: tolto che è stata immessa furor populi nel canone classico, anche un bambino saprebbe riconoscere il significato pesantemente erotico della cosa… il che andrebbe pure bene, ancora ancora, se non fosse palesemente dall’altrimenti pagano Canto di Tammuz a Ishtar (la stessa Bibbia in proposito sbatte la cosa in faccia: vd. Ezechiele 8:14 ove si narra del rito stagionale originario).

    • gmd85 scrive:

      @Flo

      Ho letto dall’inizio alla fine. Ammetto che il tuo dubbio è legittimo, ma consentimi di criticare.

      Partiamo dall’incesto: la sua origine è di tipo pratico. Serve a creare rapporti con gruppi esterni rispetto a quello di provenienza e, in questo senso, l’origine del tabù è decisamente antica. Garantisce stabilità nelle relazioni con i mebri del gruppo di provenienza. Insomma, concordo che sia utile al mantenimento di una certa stabilità, ma, se lo scopo è questo, allora il tabù lo si ritroverebbe in qualsiasi società basata ulla relazione tra gruppi indipendentemente dal modello familiare. Per questo non condivido sui contraccettivi come mezzo di sdoganamento dell’incesto.

      Tu vedi la libertà sessuale come dannosa per la stabilità familiare, ma aprti dal presupposto che il modello attuale di famiglia sia il migliore e questo non puoi affermarlo con certezza.

      • Laverdure scrive:

        @gmd85
        No caro gm..,io penso proprio che il tabu dell’incesto poggia su basi ben piu’ solide di quelle da te enunciate.
        Nessuno puo’ negare che la prole nata da consanguinei mostra una percentuale di gravi tare fisiche e mentali nettamente superiore al normale,e questa e’ una cosa cosi evidente che senza dubbio era nota gia anche agli uomini delle caverne.
        E nemmeno i cavernicoli potevano accettarla.
        Ora,grazie alla genetica ne conosciamo anche le cause,una questione di geni dominanti e recessivi,e magari in futuro esisteranno mezzi per prevenire tutto cio,cosa che toglierebbe la vera controindicazione all’incesto,offrendo ovviamente una nuova occasione di polemiche religiose e morali a non finire.

      • robby scrive:

        @i flo,i mannaz,non riescono,forse flo ..che gli omosessuali e gli eterosessuali esistono coesistono dal inizio della civilta,se oggi molti bigotti mi dicono<–ma sai vedi quanti gay,che ci sono,sai?le donne non vogliono piu mettere famiglia e poi la tv che enfatizza con personaggi come platinette,sai poi tutti questa liberilita…alla fine ci mangeranno i bambini,io risposi ma vede signora se gia nella bibbia presa per sè ho alla lettera cè una condanna al omosessualita è perche di logica i gay esistevano,e vivevano cme umani fra loro.
        se per millenni l umanita e arrivata a 7 miliardi con credo 1%cento di omosessuali,il problema e solo morale,non etico ed medico.

      • Florenskij scrive:

        @ GM85. Ribadisco il mio “lavori incorso” appunto perchè so che il mio “cerchio argomentativo” non è completo e potrebbe crollare di fronte a massicce evidenze.
        Quanto al “tabù dell’incesto” mi sembra di aver letto che esso esiste in tutte le formazioni sociali e che il suo scopo non è semplicemente di evitare l’insorgere di malattie per sovrapposizione di patrimonio genetico, ma anche e soprattutto per evitare l’isolamento-autoreferenzialità del gruppo; insomma un “rimescolamento di carte” culturale-valoriale. Il tutto si inserisce nella tematica del DONO ( Marcel Mauss “Saggio sul dono” ) come punto nodale della rete costituita dai rapporti sociali. In effetti la sposa tradizionale è “confezionata” con abito bianco e velo come un DONO che la famiglia di lei fa alla famiglia di lui; e la sua purezza-verginità è analoga a quella del libro che si regala incellofanato, non smanazzato.

        Sono del tutto consapevole della varietà dei modelli matrimoniali sociologicamente ed etnologicamente rilevati ( su questo, oltretutto, devo estendere le letture ). Però mi chiedo e vi chiedo se e quanto la marcia verso la “deregulation” e lo scolorimento dell’istituzione familiare sia un bene. Mi chiedo anche se e quanto la monogamia corrisponda a un bisogno psicologico profondo, diciamo “arcaico”. L’ho detto e lo ripeto: continuo a vedere film ( come recentemente “Sliding doors” e “Bambole russe”- in cassetta VHS) in cui nonostante la promiscuità nei giovani si agita il sogno di un amore assoluto e definititivo, come quello fra le due metà di un biscotto.

      • Kaworu scrive:

        impara l’inglese e aggiornati, flo http://www.apa.org/helpcenter/sexual-orientation.aspx

        anche se dubito che uno che ha difficoltà col tasto “rispondi” possa riuscire a fare qualcosa più che imparare a memoria senza capire.

      • Kaworu scrive:

        (aggiornarsi non equivale a imparare nozioni a memoria come fai tu, si deve anche capire quel che si impara)

        ah, gli psicanalisti e in generale gli psicoterapeuti devono intraprendere un (lungo) percorso di analisi personale.

        quando hai intenzione di iniziare?

      • gmd85 scrive:

        @Flo

        La famiglia è il primo agente di socializzazione in cui il nuovo individuo si trova. Conoscerai le teorie funzionaliste di Talcott Parsons e il sistema AGIL. Per quanto il modello sia condivisibile, non è detto che sia l’unico possbile. Che poi gli individui siano portati naturalmente (e non è la regola generale) a cercarsi tra loro per stabilire dei legami, questo è un altro discorso. Non condivido il discorso sul dono. Il rapporto fra due individui deve essere libero e consapevole. Se dovesse funzionare sempre nell’ottica del dono, allora pocciamo citare le teorie conflittualiste e converrai con me che, oggi, il matrimoni lo si può vedere più in quest’ottica. Comunque, se vuoi approfondire sulla tematica del dono come mezzo di coesione fra gruppi leggi gli scritti di Bronislaw Malinowski.

        @Laverdure: il rischio genetico c’è in caso di stretta consanguineità e nel caso che antrambi i soggetti siano portatori sani di un’alterazione genetica.

    • stefano marullo scrive:

      @ Florenskij

      Non condivido nulla di quello che scrive (ma non è una novità) ma sono sempre benvenute le idee “altre”.
      Mi permetto però un rilievo sulla “forma”. Usare caratteri maiuscoli in un thread come ha fatto lei in questo intervento è una plateale violazione di Netiquette (il Galateo della rete, per intenderci);. equivale a GRIDARE il proprio punto di vista. E, com’é noto, non si ha ragione solo perchè si strilla più forte. Sono certo che lei possegga capacità di argomentare senza ricorrere a queste forme di “teppismo”. Non me ne voglia.

    • fab scrive:

      Florenskij, non avendo alcuna garanzia che leggeresti la mia risposta mi astengo dal darla.
      Mi limito a notare che ci vuole parecchio sprezzo del pericolo per accusare di nazismo la libertà sessuale. Un po’ come accusare di libertà sessuale il nazismo, non so se mi spiego.

    • Mannaz scrive:

      Complimenti a Florenskij per l’ottima argomentazione!

      • FSMosconi scrive:

        Che post hai letto, scusa? :|

      • stefano marullo scrive:

        @ Mannaz

        A proposito delle “ottime argomentazioni” di Florenskij, in particolare questa chicca: “il comportamenteo omosessuale è un’eccezione rispetto alla norma” vorrei ricordare che secondo Kleiman finanche la monogamia è decisamente rara nel mondo animale, appena il 3% delle specie dei Mammiferi, nei Primati poi, ricorda Carlo Consiglio, nessuna specie sociale è monogama. Come poi ha ricordato qualcuno, il celibato è un unicum in natura. Non c’è ragione però di considerarlo una perversione per questo.

    • Francesco scrive:

      Florenskij, usi il Viagra che le passa la paura.

    • mistergrey2 scrive:

      Minkia , il proemio del de rerum natura e la primavera del Botticelli.

      Mi fa pensare a un giocatore che per battere un penalty prende la rincorsa dal centrocampo

    • Martin L'Utero scrive:

      Se vuoi veramente capire l’omossessualità a fondo, forse dovresti provarla…
      …con un elefante arrapato, magari.

      • Florenskij scrive:

        @ Diocleziano. Come, un imperatore romano – ateo ( pazienza se si faceva chiamare “dominus et deus” che non conosce il “De rerum natura”? Chieda a un antichista come Hexengut se è vero o non è vero che il GRANDE NEMICO contro cui il poeta romano rivolgeva i suoi strali era la religione, vista come foriera di crudeltà inutili ( esempio massimo: il sacrificio di Ifigenia per ingraziarsi gli dei e ottenere vento per la flotta greca in partenza per Troia ).

        @ Stefano Marullo. Anticipo la conclusione: dunque Romeo e Giulietta sono due anormali; idem il Principe Azzurro e la Principessa Incantevole? Ai vostri figli e nipoti raccontate e racconterete che il principe e la principessa rinunciarono a sposarsi; rimasero una “coppia di fatto” o fecero un PACS perchè non si sa mai? Che dopo cinque anni si separarono perchè lui sentiva un maggior trasporto per il Principe Verdolino?
        Che i due principi decisero di rinsaldare la loro unione decisero di fare un figlio in provetta accettando la generosa offerta della Principessa, disposta a offrire il suo utero per la gravidanza?
        Infatti è chiaro che secondo la vostra prospettiva l’educazione antiomofobica va iniziata prestissimo per ottenere un imprinting sicuro.

        Si capisce che conosco la “realtà effettuale” del sesso in natura, di cui lei fornisce le percentuali; come pure riconosco la potenza dell’istinto sessuale, per cui mi fanno sorridere certi fervorini durante le messe di matrimonio in cui si parla dell’amore coniugale esclusivamente come acqua minerale mentre è pollo arrosto o pasta al forno; però la invito a considerare se non esista anche una DIMENSIONE “ANTROPOLOGICA”per la quale l’uomo, oltre alle pulsioni biologiche, avverte anche delle esigenze di natura valoriale. Ho fatto l’esempio del partigiano che si espone al pericolo di morte e a quello della mutilazione ( forse peggiore ). E’ un comportamento “innaturale” che però è richiesto dalla costituzione a cui vi attenete con tanto puntiglio: “La difesa della Patria è SACRO DOVERE del cittadino” ( se non da combattente, almeno come infermiere-obiettore di coscienza in zona di guerra ). L’ideale della monogamia e dell’AMORE per una persona UNICA AL MONDO
        ( “Come te non c’è nessuno…” “Senza di te non posso
        vivere… )” è o non è profondamente inscritto nel subconscio dell’uomo e della donna? In caso contrario bisogna cancellare un buon 90 per cento delle canzonette!

        Aggiungo una notazione che ho dimenticato sopra: l’atto sessuale comprende in sè anche uno slancio mistico ( quello teorizzato da T. H. Lawrence ) per il quale conduce in una dimensione di apertura all’intero universo. Il che spiega l’adagio latino “Post coitum tristis”, nel senso dell’avvertenza che lo slancio creduto mistico era costituito in gran parte, se non in tutto, dal meccanismo riproduttivo ( vedasi la “Metafisica del sesso” di Schopenauer: la specie fornisce l’impulso sessuale all’individuo strumentalizzandolo allo scopo di perpetuarsi ).
        C’è in Cesare Pavese ( “Il mestiere di vivere” ) un brano abbastanza noto in cui è notato lo scarto fra il vagheggiamento erotico, nella sua dimensione “spirituale” e la delusiva consumazione fisiologica (“Ti SOGNI chiavare…” – cito quasi alla lettera ).

        Chiedo e mi chiedo: una moglie innamorata si “arrangerà” durante gli anni (per esempio facciamo cinque ) di ingiusta detenzione per motivi politici ( vedasi “La ragazza di Bube” di Cassola o la situazione del detenuto Antonio Gramsci e di sua moglie). E un marito giovane con la moglie affetta da una brutta malattia alle ossa?

        Ripeto: la mia argomentazione “miserevole” è un cantiere con la scritta “lavori in corso”: semplicemente volevo presentare degli spunti utili a togliere chi è disponibile a un certo libertarismo indiscriminato, abbastanza supponente e superficiale.

        LA QUESTIONE DELLE MAIUSCOLE. Non si tratta di arroganza: semplicemente, trattandosi di una “macchina argomentativa -esplicativa” necessariamente molto articolata ( come sarebbe una spiegazione adeguata delle tematiche di un autore concettoso come Pirandello ) ritengo opportuno indicare i punti principali per risparmiare la fatica ai lettori-oppositori di buona volontà.

      • Kaworu scrive:

        tanto, con o senza maiuscole, rimani un trombone :lol:

      • Stefano scrive:

        @ Florenskij

        decisero di fare un figlio in provetta accettando la generosa offerta della Principessa, disposta a offrire il suo utero per la gravidanza?

        Mi ricorda qualcosa….

      • Diocleziano scrive:

        Caro Flo,
        se tu, leggendo il ”De Rerum”, ne hai colto solo l’aspetto ateistico dovresti
        seriamente prendere in considerazione le critiche qui, spesso, mosse alla
        tua difficoltà nel capire i significati più profondi di quello che leggi.
        Non hai nemmeno compreso che Lucrezio propugnava proprio quello che tu stesso
        hai qui sopra calorosamente difeso: la responsabilità dell’uomo nella natura.

        Forse Diocleziano non lo conosceva, ma io ne possiedo una pregiata edizione
        della So. Ed. della Biblioteca Latina-italiana. Napoli 1861
        Testo latino con traduzione a fronte di A, Marchetti. È sufficiente?

    • Kaworu scrive:

      toh, sproloqui su cose che flo non conosce e non capisce. che novità.

    • Leo scrive:

      Florenskij, il tuo post è perfetto, lo quoto in pieno. Il tuo nick davvero fa onore a quel grandissimo pensatore e scienziato cristiano (con buona pace di chi dice che i cristiani sono cretini) che fu Pavel Florenskij, martirizzato nei gulag del regime ateo comunista. Mi permetto solo di aggiungere che puoi tranquillamente togliere i punti interrogativi. Distaccare la sessualità dalla riproduzione, come fanno le ideologie politically correct, tra cui quella gay, sta già dando i suoi nefasti frutti di morte. La causa principale della crisi economica che stiamo vivendo è infatti una crisi di natalità, una crisi di ricambio generazionale. Non si fanno più figli non perchè non ci sono i soldi, ma perchè manca il fondamento morale per farli. La libertà sessuale, la libertà di fare quello che si vuole del proprio corpo, sganciata dalla responsabilità verso la società, porta necessariamente alla frattura generazionale, ovvero alla autodistruzione della società per crisi di natalità. E’ proprio razionalmente vero e tangibile quello che c’è scritto nel Vangelo: “se non vi convertirete, perirete tutti” (Lc 13,5). Quanto alla cosiddetta posizione “omofoba” della Chiesa, evidentemente non si conosce abbastanza la Chiesa. Perchè altrimenti si saprebbe che la Chiesa pone una netta distinzione tra peccato e peccatore. Il peccato, inteso come ideologia e struttura di male e di errore (vedi mie righe precedenti sulle conseguenze sociali di una condotta sessualmente disordinata) è sempre fermamente condannato. Ecco che la Chiesa condanna (a ragione) l’ideologia gay, perchè spaccia per normale ciò che normale non è, in quanto ferisce l’ordine sociale. Le persone che peccano, invece, sono sempre trattate dalla Chiesa con rispetto, con delicatezza e mai giudicate, poichè ad Uno solo spetta il Giudizio. Non ha poi alcun senso il confronto con la castità sacerdotale, perchè quest’ultima non è un comportamento disordinato. Io non sono un Sacerdote, ma guardo i Santi, che hanno vissuto e vivono la castittà come dono personale di unione totale, intima e spiritule al Signore, non come strumento di piacere. Si omette sempre inoltre di citare, quantomeno per una questione di correttezza intellettuale, che non tutti i gay la pensano come l’ideologia gay propone a credere. Ci sono gay che hanno avviato un cammino di conversione, anche con l’aiuto della Chiesa, ed hanno ritrovato la vera vocazione della loro corporalità. Con Amicizia!!

      • Kaworu scrive:

        toh, un altro che pensa che tante chiacchiere messe insieme a caso facciano un bel discorso sensato :lol:

        qualità ragazzo, non quantità.

        comunque sia, la menata del peccato e peccatore è come dire “la chiesa non condanna i mancini, ma è peccato scrivere con la sinistra”.

        in pratica, avete la faccia come il c u l o, semplicemente.

        la castità è un comportamento molto disordinato direi. in natura non esistono animali casti (animali omosessuali si) e i preti per primi non riescono a starci dietro. sorvolando sulla cospicua presenza di pedofili ben protetti dal tuo vaticano.

        comunque, mi auguro che quelli come te siano per tutta la vita casti.

      • FSMosconi scrive:

        @Leo

        Giuro: mai visti tanti luoghi comuni sdoganati come un discorso in una sola volta.

        E di commenti mi riferisco sia al tuo che a quello di flo’…

        Senza offesa, eh.

        @Kaworu

        Mi sa che pretendi un po’ troppo: arrivare a citare direttamente il proprio testo sacro quand’esso pure a latere ti contraddice (Lc 18,8) è proprio da macchiette. :shock:

      • Diocleziano scrive:

        Leo,
        non preoccuparti per il disordine morale degli omosessuali, preoccupati per il
        disordine mentale che ti affligge. Se non sei un prete sei messo veramente male
        (già scrivere sacerdote con la maiuscola è un grave sintomo). Non sto scherzando,
        riveli un condizionamento molto preoccupante. Non si può parlare solo per luoghi
        comuni pensando di essere vivo. Esci da quell’ambiente e fatti consigliare,
        ne hai bisogno.

      • manimal scrive:

        @Leo

        sinceramente del destino di una società che impone ad un individuo di sacrificare la propria libertà per non disgregarsi, non mi importa un fico secco.

        con tutto il rispetto per la delicatezza verso i peccatori della tua amata chiesa, s’intende.

        p.s. quanti figli hai? quanto guadagni? hai la casa di proprietà?
        rispondi e poi puoi parlare di forza morale.

      • fab scrive:

        Leo, non si fanno più figli perché non c’è più spazio vitale dove metterli. Certo, li si può sempre mettere in qualche spazio mortale, basta non amarli e guardare soltanto alla propria fregola riproduttiva.

    • Ferrer scrive:

      @ poveraccio

      T. H. Lawrence è il militare inglese che guidò la rivolta nel deserto ed è persona diversa da D.H. Lawrence, il grande scrittore autore di “L’amante di Lady Chatterley”.

      • Stefano scrive:

        @ Ferrer

        Gli errori di Florenskij sono per lui prova di essere nel giusto.

        Il bello è che si bea dei suoi riferimenti….

        Ora ti rispondera che T non è molto diversa da D o che i tasti sono vicini….

      • Stefano scrive:

        sopra: risponderà

      • Ferrer scrive:

        Errata corrige : T.E. Lawrence è il militare, T.H. Lawrence è personaggio noto probabilmente solo a Florenskij…

        @ Stefano

        Il bello è che si bea dei suoi riferimenti….

        E’ questo che lo rende esilarante. Avrebbe potuto dire semplicemente “Lawrence” (e comunque sarebbe stato a sproposito) ma ha voluto dimostrare ancora una volta la sua “mostruosa” cultura…
        Ovviamente se uno ha letto Lawrence sa che si chiamava “David Herbert” e non “Thomas Edward”, e il tragico è che questo ha una laurea e insegnava…

      • Florenskij scrive:

        @ Ferrer. Ho citato a memoria ( pur avendo dei dubbi, ma ci sono passato sopra per la fretta e per il mancato sovvenire dei tenutari di lenti di ingrandimento ). Il che significa, tra l’altro, che il mio bignamino principale e quasi esclusivo è la mia testa; quanto alla mia “infallibilità” non ci tengo affatto. Errare humanum est, sfruculiare e spulciare come fa lei diabolicum. Se tanto le aggrada, posso riferirle di aver appena visto e rivisto il film “L’amante di lady Chatterley”, oltre che “Women in love” di Ken Russell, gran regista autore tra l’altro dell’anticlericalissimo “I diavoli”, scritto da uno della dinastia Huxley ( mi dica le iniziali lei, da persona serissima che sa tutto ). Aggiungo una notiziola che ho tratto da qualche parte che non ricordo ( in ogni caso ho letto una biografia critica in inglese del romanziere ). Il modello del guardiacaccia Mellors ( lei, così ultraprecisissimo, ricordava il cognome ? ) era un baldo bersagliere italiano. Quanto al “tragico” del mio insegnamento, non le riferisco per pudore il giudizio di una mia collega fierissimamente anticlericale, che vedeva rosso addirittura al solo sentir parlare di Manzoni, non chhè quello dei miei studenti.

        PS. Lei mi ricorda le situazioni alla Mike Bongiorno: “Ahiahiai, signor Ferrer! La risposta non è esatta! Le vere iniziali del militare erano TE e non TH! Che cosa dice il sior notaio? Mi conferma che non è valida? Peccato, ma le resta il premio di consolazione!

        Ma mi faccia il piacere, lei e la sua caccia alle pulci !
        Pensi alle bistecche e lasci perdere le insalatine di contorno!

        @ Kaworu. Si chieda: i principi dell’89 ( libertà, fraternità, uguaglianza con il corollario del pacifismo e della giustizia ) trovano riscontro in una natura in cui imperversano non solo fregole e godurie sessuali ma anche inganno, predazione e strage? Ha letto “Il signore delle mosche” di Golding o visto il film? ( Un gruppo di ragazzini di college superstiti di un atterraggio di sfortuna in un’isola tropicale si trasformano in selvaggi violentissimi ).

        Non è il caso di dire che l’etica rappresenta in larghissima misura un SUPERAMENTO DELLA NATURA partendo dalla natura stessa?

        Ci sono leggi che servono a conservare la funzionalità di un sistema dato ( ad esempio l’orario ferroviario ). Altre hanno l’intento di migliorare il sistema ( ad esempio ponendo standard di sicurezza più rigorosi ). Credo che la cosiddetta “Legge naturale” a cui fanno appello i teologi conservatori sia appunto una legge di riforma della natura umana in vista della ricosdtituzione di uno stato edenico, di autocontorllo delle passioni e, pensi un po’. di convivenza pacifica fra gli animali, come sognano gli animalisti ( inadeguatamente, perchè un simile portentoso risultato richiede un “rifacimento” della natura intera possibile solo a Dio.

      • Fri scrive:

        rovano riscontro in una natura in cui imperversano non solo fregole e godurie sessuali ma anche inganno, predazione e strage?

        le cose sono naturali solo quando fanno comodo a voi!

      • Kaworu scrive:

        flo, seriamente… se è attenzione quella che cerchi, parlane con un bravo psicoterapeuta

      • Stefano scrive:

        @ Florenskij

        un simile portentoso risultato richiede un “rifacimento” della natura intera possibile solo a Dio

        Pare di no, visti i risultati.
        O se gli è possibile non lo ha fatto.
        Per quanto ancora con questa palese scusa?

  6. simon scrive:

    D’accordo. Ho letto il programma di DA che ammette crdenti tra le sue fila ma chiede il certificato di ‘sbattezzo’, quindi discrimins ai sensi dell’art. 3 della Costtuzione, per potersi candidare. Secondo lei quindi, sessun spazio pubblico per DA?

  7. hexengut scrive:

    ferma restando la garanzia, come dice Antonio, del rispetto di leggi e regole di convivenza, e fermo restando che “tolleranza”, con la sua implicita connotazione di superiorità, è termine che mi ha sempre infastidito (gli preferisco “accettazione reciproca”), sarebbe ovvio e istintivo affermare che, per tutelare la tolleranza, l’intolleranza andrebbe sempre e comunque combattuta; tuttavia il discrimine è labile e pericoloso e rischia di trasformare i vessilliferi della libertà e dell’ uguaglianza umana in giudici, inquisitori e persecutori; anche se forse utopisticamente, penso pertanto che, come in molti altri casi, l’azione primaria dovrebbe essere politica e culturale, quella cioè della divulgazione di una più ampia conoscenza cui dovrebbe quasi sempre seguire, in coloro che ne sono oggetto, un’avvio al dubbio e alla riflessione, un’apertura mentale, una maggiore comprensione e un consequenziale rispetto nei confronti dell’”altro” e del “diverso”; vale a dire una sorta di “evangelizzazione laica” tesa principalmente al rispetto e alla tutela dell’individuo e quindi con un modus operandi e fini esattamente all’opposto di quelli da sempre praticati dalla chiesa. E che è quanto si è incominciato a fare con le puntuali informazioni fornite dall’uaar e con le azioni sostenute dalla stessa.

    • Giusto. Una lunga, incessante, puntigliosa e valida campagna culturale che dovrà protrarsi nel tempo. Alla lunga la spunteremo. Fino a tre secoli fa i vari mons. Babbini (vescovo di Grosseto) mandava sul rogo gli omosessuali. Oggi riesce solo a discriminarli e ad inveire contro di loro. Seppure tutto ciò non sia una bella cosa, dobbiamo dire che un grande passo in avanti, rispetto a quei tempi, è stato fatto.

  8. Emanuele scrive:

    ‘Un’organizzazione privata ha ogni diritto di darsi regole e direttive del genere, almeno finché non si violano diritti umani fondamentali’.
    Mi sembra che con questa affermazione si ignori del tutto l’Art. 3 della Costituzione: l’idea che ‘il privato’ in quanto tale sia esente dal dovere di rispettare la dignità della persona è in contrasto con il concetto di società civile.
    Facendo un paragone, anche un’azienda è un’organizzazione privata, ma con questo non ha il diritto di escludere dal proprio organico le persone in base al sesso, alla razza o alla religione.
    Un discorso di questo tipo suona molto familiare a quello di un tal politico, che facendo notare come i proventi pubblici fossero diventati proprietà della propria compagine, fosse pienamente lecito farne qualsiasi uso, senza il dovere di giustificarne le destinazioni di impiego.
    Anche per questo l’Italia va male, e finché le persone non capiranno che ‘privato’ non significa ‘immune dalle leggi’, il nostro paese resterà sempre arretrato.
    Il dilemma, quindi, non è quanto e come essere tolleranti con gli intolleranti, ma capire una buona volta che anche il ‘privato’ fa parte del sociale, e contribuisce, nel bene – e in questo caso nel male – al suo sviluppo – e in questo caso alla sua involuzione.

  9. Elvetico scrive:

    Sottoscrivo e condivido appieno le considerazioni di Carcano.
    E proprio per questo saluto con gioia Benedetto XVI che sempre sottolinea e richiama al rispetto delle regole e dei dogmi del cattolicesimo, il miglior modo per dimostrarne l’idiozia.

  10. faber scrive:

    A mio parere l’atteggiamento di moltissimi componenti della comunità lgbtq nei confronti della “cattolicità” riflette da un lato l’atteggiamento di sudditanza psicologica e culturale che pervade la società nei confronti di ciò che è religione, dall’altro l’esistenza di tentativi in buona o cattiva fede di barcamenarsi in modo diciamo diplomatico per raccogliere consensi più ampi.
    Nel primo caso bisogna rivendicare ciò che Dawkins ha ben espresso in God’s delusion: criticare anche aspramente i precetti religiosi NON è diverso da criticare qualsiasi altra visione del mondo; le religioni NON hanno uno statuto speciale di intoccabilità; se voglio imprecare contro il papa o maometto devo poterlo fare senza avere intorno degli sguardi scandalizzati (se va bene), esattamente come se stessi imprecando contro un politico qualsiasi.
    Per quanto riguarda il secondo punto si tratta di una questione delicata. Evidentemente le associazioni lgbtq devono cercare di raccogliere consensi in un’ampia fascia di popolazione al fine di poter rivendicare i propri diritti. I toni di conciliazione si ritiene che siano una valida strategia politica in tal senso. Ma ne siamo sicuri? L’idea che mi sono fatto, e che si riferisce non solo al caso specifico ma in generale all’ipocrisia del politically correct, è la seguente: nel breve termine senza dubbio evitare le rotture e le contrapposizioni dure può servire ad allargare la base del consenso. Si tratta di “un’operazione simpatia” che permette di affermare le proprie rivendicazioni senza intimorire la fascia tiepida e maggioritaria della popolazione. Tuttavia questa strategia ha un difetto colossale: non muove di una virgola i rapporti di forza e non crea opinione. Quella che ho chiamato fascia tiepida della popolazione, non assumerà delle posizioni differenti, semplicemente sarà meglio disposta ad acconsentire a ciò che non ritiene al 100% giusto. La conseguenza di questo è che i consensi crescono ma il “potere contrattuale”, per usare un linguaggio sindacale, rimane immutato. Le battaglie culturali si giocano sul lungo termine, spesso necessitano di più di una generazione. Ma la contrapposizione è necessaria, inevitabile anche se spesso non indolore. Ciò è tanto più vero, quanto più sono in gioco dei diritti fondamentali. Per rispondere al dilemma di Carcano: nessuno spazio agli intolleranti, bisogna rivendicare il diritto a contrapporsi anche duramente a certi soggetti, nel caso specifico chiedere alle amministrazioni pubbliche di ritirare immediatamente qualsiasi supporto diretto o indiretto all’AGESCI e a qualsiasi associazione che faccia dell’intolleranza la sua bandiera.

  11. stefano scrive:

    io continuo a non capire perchè gli omosessuali insistano così tanto per essere accettati dai cattolici trogloditi primitivi e ignoranti, in special modo gentaccia vestita di nero che parla di comportamenti deviati e poi si “infila” i bambini di nascosto.
    un bel vaffa a tutta la ccar e i suoi manutengoli è l’unica soluzione e se la politica non farà mai questo passo possiamo cominciare noi cittadini, boicottando chiese, scuole private cattoliche e organizzazioni paramilitari-religiose come le giovani marmotte e roba simile :) sinceramente anacronistiche e più consone ai cartoni animati della disney che alla realtà.

  12. Matteo Marino scrive:

    D’accordo dove scrivi che sarebbe il caso che tutti gli omosessuali prendessero finalmente coscienza che questa è la Chiesa cattolica, e ne traessero le conseguenze. Parlo da sbattezzato praticante. E d’accordo in linea generale. Su due punti invece dissento e vorrei invitarvi a una riflessione.

    1) La gravità degli atti di questo seminario, come scriviamo nell’articolo del nostro blog (“Scout cattolici: Se sei gay chiama lo psicologo”: http://www.vogliosposaretizianoferro.it/news/?p=1109), non sta tanto nel ribadire il catechismo della Chiesa Cattolica (nessuna sorpresa, figuriamoci), quanto nel cercare una legittimazione attraverso due psicoterapeuti, lo scout Dario Contardo Seghi e Manuela Tomisich, che nelle loro dichiarazioni violano gli articoli 3, 4 e 5 del Codice Deontologico, i quali ribadiscono, tra l’altro, come lo psicologo debba lavorare per promuovere il benessere psicologico, astenersi dall’imporre il suo sistema di valori e aggiornare continuamente le sue conoscenze scientifiche, che affermano che affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica. È questo che si vuole denunciare e “togliere” alla Chiesa cattolica. Rimanga soltanto l’omofobia un “dogma” e un’indicazione catechistica e non cerchi giustificazioni e un’aura di “oggettività” laddove non è possibile, giacché anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’omosessualità una ‘variante naturale del comportamento umano’. Quello che le associazioni lgbt dovrebbero chiedere a gran voce è un’interrogazione della Commissione Deontologica nei confronti di questi psicoterapeuti.

    2) Scrivi che “le levate di scudi contro la Chiesa “omofoba” hanno quindi poco senso, in questo caso”. Credo il contrario. Quando l’omofobia della Chiesa rimane astratta non smuove l’opinione pubblica. Quando invece si concretizza in linee guida come queste (o nell’essere contrari alla depenalizzazione dell’omosessualità ecc.), allora suscita reazione e indignazione, allora la sua portata anacronistica si palesa anche a quei cattolici che se la cantano e se la suonano come vogliono, adattando il catechismo ai loro desiderata. La realtà gli esplode in faccia, per così dire.

    Sono dell’idea che bisogna cogliere queste brutte occasioni e denunciare con forza queste posizioni incivili contro i diritti umani a mezzo stampa o social network, indignarsi, e suscitare la riflessione dell’opinione pubblica e dei cattolici stessi.

    Che ne pensate?

  13. Valentina scrive:

    Io, da scout, sono estremamente infastidita e sconsolata.
    Infastidita perché il più delle persone conoscono solo l’AGESCI e quindi passa il messaggio che qualsiasi cosa avvenga in quell’associazione sia ciò che avviene in tutte le altre. Perché si, esistono nel territorio italiano moltissime associazioni che con la dottrina della chiesa hanno poco o niente a che vedere. La mia associazione è l’AGES, totalmente autofinanziata per mezzo delle quote associative dei singoli iscritti e pluriconfessionale, chiunque creda in qualsiasi cosa è libero di farlo e non deve segare l’anima al prossimo suo che magari non ha un credo religioso.
    La nostra sede è stata costruita nelle domeniche libere dai nostri padri, si in uno spazio della chiesa, ma perché l’amministrazione del nostro comune non ce ne ha mai designato uno.
    Per cui, doppiamente infastidita se dovessi venire sapere che qualche associazione viene finanziata dal comune.
    Sconsolata perché questa “direttiva” (non so bene come definirla) sarà pure in linea con i precetti della chiesa ma, come detto sopra, getta fango sul lavoro di educazione civica alla base del pensiero scout effettuato da tutti gli scouts che, come detto sopra, poco hanno a che vedere con queste idee medievali.

    Scusate lo sfogo.

    • c’è anche il CNGEI
      il gruppo che ho conosciuto mi sembra un valido ambiente educativo
      ovviamente laico

      • Valentina scrive:

        A livello di presenza solo nella mia provincia conto AGESCI, CNGEI, AGES e ASSORAIDER, e non credo di conoscerle tutte.
        Ovviamente ciascuna con proprio statuto di riferimento, per cui la possibilità di scelta non manca; nella mia associazione vengono rispettati i credo di tutti, e infatti i capi scout sono tutti laici, magari con un credo proprio o atei o agnostici, ma rigorosamente laici.

  14. Giuliano scrive:

    Io non capisco gli Omosessuali, questa posizione degli scout è secondaria. Quello che serve è l’Accessibilità degli Omosessuali alla carriera militare nelle forze armate che mi sembra questa una discriminazione ben più grave.

    • spapicchio scrive:

      Ma è una posizione della CCAR, non degli scouts, che vengono usati dalla CCAR e forse anche dai loro genitori, come strumenti per un indottrinamento cattolico discriminatorio, che non centra con lo scoutismo.

  15. Pippo scrive:

    Mi pare che il commento di Carcano sia del tutto sballato.

    Nella premessa del documento AGESCI si legge:
    “Partendo dalla constatazione che all’interno del vasto tema dell’educazione all’affettività di cui l’Associazione si è a più riprese occupata, poco o nullo spazio era stato dato allo specifico problema dell’omosessualità, è sembrata una conseguenza logica dare vita a un momento di confronto e approfondimento da offrire all’Associazione, quale contributo per l’elaborazione di un pensiero condiviso sull’argomento.”

    Gli scout ospitano ragazzi dai 10 ai 20 anni, proprio il momento in cui un’eventuale omosessualità emerge nel ragazzo/a in crescita, direi un momento abbastanza delicato da gestire per chiunque, magari nelle settimane di un campo estivo in cui la promisquità è abbastanza pronunciata.
    I capi sono dei 20enni, non necessariamente psicologi di professione, mi pare che ‘porsi il problema’ non rappresenti alcuna forma di discriminazione.

    Il documento è per definizione “un momento di confronto”, non una dichiarazione di dogmi, e per sua natura un tentativo di crescita. E’ possibile che alcune prese di posizione possano non piacere, ma sono da intendersi come parte di un dialogo.

    Da uno degli interventi leggo:
    “Noi che siamo nati tutti cristiani, abbiamo abitualmente l’idea che la
    morale sia un insieme di cose che non bisogna fare. Ma la morale cristiana è una chiamata alla santità cioè una chiamata alla piena umanizzazione
    e, se posso fare un paragone, direi che le regole sono come le slides a questo seminario: servono per capirci.
    L’essenza della morale non sono le regole. Le regole servono solo per un uso pratico. Così quando si discute di omosessualità bisogna chiedersi in che modo un cristiano raggiunga la santità attraverso questa sua condizione. E se non è un cristiano: in che modo fa fiorire la propria umanità.
    Non è un problema di sopravvivenza. La morale non è il problema di tenere il naso sopra il pelo dall’acqua, ma il problema di come faccio a svilupparmi integralmente.”

    Conosco bene gli scout, come in tutte le cose umane ci sono persone che sbagliano, o errori strutturali, ma accusarli di essere discriminatori solo perché cattolici è veramente da talebani.

    • Ottone scrive:

      Ma allora la dottrina che ci sta a fare?

    • Stefano scrive:

      @ Pippo

      quando si discute di omosessualità bisogna chiedersi in che modo un cristiano raggiunga la santità attraverso questa sua condizione

      E’ proprio inutile che tu ci provi: i nodi vengono al pettine.

      Il solo fatto che il cristiano debba chiedersi “in che modo (…) raggiunga la santità attraverso QUESTA SUA CONDIZIONE pone un problema che non hanno i calvi o chi ha i baffi.

      Riprova.

      • Pippo scrive:

        L’omosessualità non è ostativo al raggiungimento della santità.
        Santità non intesa come un essere condannato a fare la persna per bene tutta la vita, ma come piena realizzazione di se stessi.

        Più tollerante di cosi! Se poi pensi che essere donne, uomini, etero o moosessuali abbia sulla persona lo stesso impatto che essere calvi o biondi… io non sono d’accordo.

        Secondo me (“il fondamento della laicita!) poi realizzare se stessi non significa necessariamente “fare quello che ci pare” , ma “scoprire se stessi” e dopo tale scoperta rispettare i limiti che la nostra natura ci impone.
        La razionalità al servizio dell’Uomo, non il viceversa.

        Rifiutate la moralità fatta di regole da rispettare? Fate bene, anche io e, prima di me, Gesù di Nazaret, che non a caso è stato ucciso dalle autorità politiche economiche e religiose del suo tempo.

        Perché nonostante tutto faccio parte della Chiesa? Perché come dice il saggio “Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito”.

      • Stefano scrive:

        @ Pippo

        Cosa c’è di nuovo oltre al ribadire (in modo sommesso) che l’omosessualità è un problema?

      • Fri scrive:

        Perché nonostante tutto faccio parte della Chiesa? Perché come dice il saggio “Quando il dito indica la luna, l’imbecille guarda il dito”.

        finalmente un cattolico che ammette di essere un imbecille!

    • riporto il commento di Sergio Lo Giudice su altro blog (sullo stesso tema)
      http://www.ivanscalfarotto.it/2012/05/05/il-comune-di-jerzu-non-concede-piu-spazi-pubblici-allagesci/comment-page-1/#comment-36841

      Ebbene sì, l’ho fatto: dopo avere letto il post di X che ventilava un colossale equivoco da parte della stampa sono andato a leggermi gli atti del seminario di Proposta educativa. Con dieci anni di Agesci sulle spalle (semel scout semper scout…) e i trenta successivi di Arcigay il tema mi interessa. Ebbene, sono rimasto sconcertato dalla natura asfittica di quella riflessione. A sorprendere non è tanto il ragionamento di Compagnoni ( scout da 45 anni ed assistente ecclesiastico del Masci, non uno che passa da lì), un sacerdote che ripropone la dottrina della Chesa, ma le riflessioni della psicologa e soprattutto del capo scout. Violenza, repressione e discriminazione sono le parole chiave – non dette – di tutti i ragionamenti. La dice lunga del clima il commento di una dei facilitatori dei gruppi di dibattito: se la chiesa impedisce ai capi scout gay di donarsi a chi si ama. come faranno questi ad essere testimoni credibili del dono di sé? Non fa una grinza: prima gli taglio le ali, poi dico che non sanno volare…

    • spapicchio scrive:

      @ Pippo

      “Noi che siamo nati tutti cristiani, abbiamo abitualmente l’idea che la
      morale sia un insieme di cose che non bisogna fare. (…)”

      L’errore sta lì in principio, ed è sempre lo stesso ossia si confonde la adesione dei genitori alla CCAR con “l’essere tutti cristiani” quando invece sono solo piùo meno tutti cattolici (romani).

      E’ una grossissima presunzione, una idea sballatissima, che genera tutta una serie di equivoci e confusioni e che fa confondere una adesione ad un programma di ingenuo scoutismo con una scelta ed una pratica confessionale!

      Abili i religiosi a trasmutare scoutismo in dottrina cattolica, ma i risultati per i partecipanti immagino siano ingannevoli e deludenti.

  16. Scaveon scrive:

    Basta con i finanziamenti pubblici a pioggia a queste associazioni, è giusto che si sostengano con il volontariato dei loro membri. Vogliono altri finanziamenti? li chiedano ai privati, ovviamente solo con transazioni economiche tracciabili, e con bilanci trasparenti, perchè non facciano come i preti che si intascano continuamente bustarelle e offerte di spiccioli per ogni cerimonia religiosa in aggiunta ai finanziamenti “regolari” (8×1000, stipendi ecc.).
    Finanziamenti pubblici e concessone di infrastrutture pubbliche potrebbero essere concesse solo per concorso con le altre associazioni e per specifici progetti, a chi soddisfa i requisiti di uno statuto e un progetto di attività rispettosi dei principi costutuzionali.

  17. Ottone scrive:

    Concordo con Carcano, qui sta il busillis.
    Secondo me qui sono quei “cattolici” di base, preti di strada e compagnia cantante che dovrebbero come minimo cominciare a chiarisi su cosa è o cosa non è il cattolicesimo.

  18. antoniadess scrive:

    “sarebbe piuttosto il caso che tutti gli omosessuali prendessero finalmente coscienza che questa è la Chiesa cattolica, e ne traessero le conseguenze”: questo è il fulcro di tutto il discorso che condivido, ma i cattolici laici, che pur ci sono, si illudono di riformarla dall’interno e non ne vogliono sapere di emigrare in una chiesa cristiana più rispettosa, qusto sarebbe veramente un atto di coraggio e coerenza, ma in questo paese sono virtù che scarseggiano assai :-(

  19. Giorgio Pozzo scrive:

    Le persone che sono turbate dal fenomeno della liberazione sessuale, in quanto temono che questa sia la causa del disfacimento della famiglia, dovebbero fare una semplicissima constatazione: che in moltissimi casi il fallimento della famiglia ha come causa qualcosa che non ha nulla a che fare, ma proprio nulla, con la liberazione sessuale.

    I casi di violenza domestica, tanto per dirne una, sono certamente letali per la famiglia, ma soprattutto lo sono per la o le vittime di tali violenze: quasi sempre la donna e/o i figli.

    Se ci sono tante famiglie, o tante coppie, che funzionano male, questo è quasi mai dovuto alla labilità affettiva tanto temuta da Florenskij, o all’omosessualità tanto vessata da altri. Sarebbe un po’ come incolpare i pedoni degli incidenti stradali. Ci si preoccupa di coloro che non utilizzano l’automobile, ma non di coloro che la utilizzano in modo deleterio.

    • Stefano scrive:

      @ Giorgio Pozzo

      Ineccepibile. Quasi per tutti ;-)

    • RobertoV scrive:

      Aggiungerei che oggi i casi di violenza domestica vengono classificati come tali e perseguiti, in passato no, facevano parte della normale vita della bella famiglia di allora. A donne e bambini nessun diritto e nessuna protezione.
      Inoltre le donne di allora erano costrette a mandar giù di tutto pur di sopravvivere ed essere mantenute. Infatti tutte le donne che non hanno accettato il posto stabilito per loro nella società sono state maltrattate, solo quelle ricche godevano di libertà in più. Come succede nei paesi islamici oggi. Trovo allucinante il paragone col dono. Ma il nostro vive di retorica e in un mondo idealizzato e irreale tutto suo.
      La liberazione sessuale ha semplicemente contribuito a dare coscienza alle donne dei propri diritti e quindi a pretendere parità nel rapporto. Ci si aspetta quindi di più da una relazione e se una persona non è sottomessa all’altro i problemi inevitabilmente aumentano rispetto alla situazione in cui una donna può aspirare al massimo all’essere trattata abbastanza bene dal suo marito-padrone.

  20. Southsun scrive:

    I gay vengono discriminati, odiati e ammazzati da millenni per RAGIONI RE-LI-GI-O-SE.

    Ergo, in una società autenticamente LAICA – cioè equidistante dalle religioni – la discriminazione de facto e la stigmatizzazione degli omosessuali che l’AGESCI vuole/vorrebbe fare sono da condannare e trattare per quello che è:

    razzismo di origine biblica, ammantato di falsa scienza (la “psicologia” cattolica).

    Questi prendono fior di soldi pubblici, ergo non possono fare quello che vogliono, rifiutare chi vogliono e discriminare chi vogliono per le solite boiate scritte sulla Bibbia.

    Punto, fine.

  21. Cesare b scrive:

    Mi spiegate in che cosa consiste la “discriminazione” perpetrata da Padre Compagnoni? Forse nel voler evitare che campeggi di minorenni siano affidati a personale che potrebbe essere sessualmente attratto dagli adolescenti affidati? (Parlo di adolescenti, eh, lasciamo stare la pedofilia che e’ altra e piu’ grave cosa).
    Si deve evitare che in situazioni di vita comune (collegi, caserme e, appunto, campeggi) vi sia possibilità di abuso, nei confronti di ragazzi o ragazze che hanno meno di 16 anni (e qui soccorre la legge penale), ma anche di chi, essendo un po’ piu’ grande, potrebbe legalmente (ma non certo moralmente) essere indotto al “consenso” da qualche responsabile della comunità. Questo vale per qualsiasi tendenza sessuale. Non mi sembra, ad esempio, che sia da approvare il comportamento (indiscutibilmente eterosessuale … fin troppo!) di certi graduati in certe caserme di giovani “soldatesse”. Qualche tempo fa menaste (giustamente) scandalo per la notizia d’un prete che in un campeggio giovanile da lui rganizzato, s’era infilato nudo nel sacco a pelo d’una ragazza quindicenne (forse per … insegnarle qualcosa). Non vi scandalzzereste altrettanto per una notizia analoga che vedesse protagonisti uno scout e il suo capo? Io si’. E ci tengo a sottolineare l’ ALTRETTANTO. A scanso d’accuse di essere discriminatore.
    Saluti.

    • Kaworu scrive:

      quindi anche i preti non sono adatti ad occuparsi di adolescenti e preadolescenti, secondo il tuo arguto ragionamento.

      giusto?

      al momento non ho notizia di abitudini tra i capi scout gay analoghe a quelle che saltano fuori tra i preti.

      tu si?

    • Marco T. scrive:

      Quindi nessun adulto dovrebbe più avere contatti con gruppi di adolescenti.
      Che intelligente commento, complimenti!

      • Cesare b scrive:

        I gruppi di adolescenti, quando fanno vita comune anche notturna (non mi riferisco a lezioni scolastiche, allenamenti sportivi e altre occasioni “alla luce del sole”) dovrebbero:
        a – Essere composti da individui dello stesso sesso.
        b – Essere vigilati da persone che non possano essere tentate di avere con loro rapporti rapporti intimi, cioe’ persone dello stesso sesso non omosessuali.
        In altre parole: ognuno si cerchi il partner che preferisce (purche’ consentito dalla legge), ma NON nella comunità nella quale esercita funzioni di educazione o di vigilanza. E siccome “la carne e’ debole” e’ bene che nessuno eserciti tali funzioni dove potrebbe essere tentato. Preti compresi, ovviamente. Anzi: a cominciare da loro.
        Saluti.

      • Kaworu scrive:

        a) ovviamente nel tuo mondo perfetto gli adolescenti omosessuali non esistono. ammesso che sia per via della tua sessuofobia

        b) quindi eunuchi o robot (meglio ancora degli eunuchi), giusto?

        c) quindi due educatrici lesbiche che stanno insieme non vanno bene perchè…..?

        da come la metti giù sembra quasi che frotte di persone omosessuali non aspettino altro che i campi scout per trovarsi qualcuno.

        tranquillizzati… non stiamo parlando dei trentenni che frequentano ancora l’oratorio nella speranza di raccattare qualcuna (idealmente tra le catechiste).

      • FSMosconi scrive:

        @cesare b

        Emh, mio caro, nel tuo schema stai escludendo:
        -che uno dei due adulti possa avere tendenze pedofile di tipo “eterosessuale”
        -che trai ragazzi ci possa essere qualche omosessuale (quindi direttive col cavolo)
        E chi sa perché ma questa dimenticanza mi pare tutt’altro che ingenua.

      • FSMosconi scrive:

        @Kaworu

        E che dire, come ho fatto notare sopra, che il nostro non consideri anche che non per forza ai pedofili piacciano infanti del loro stesso sesso?
        :|

      • Kaworu scrive:

        tra l’altro, gruppi omosessuali (nel senso di composti da individui dello stesso sesso) governati da educatori anche loro dello stesso sesso ed eterosessuali, non mette affatto al riparo da tutta un’altra gamma di abusi (e se si tratta di bambini, non mette manco al riparo dalla pedofilia, dato che individui che con persone adulte sono eterosessuali, con i bambini possono tranquillamente preferire quelli del loro stesso sesso)

      • Kaworu scrive:

        @mosconi

        anche quello è da considerare.

  22. stefano marullo scrive:

    >… quanto sostiene il Catechismo in materia di omosessualità

    Invero il Catechismo della Chiesa Cattolica nella prima edizione non tipica del 1992 dopo aver ribadito nel n. 2357 “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati”, nel n. 2358 recitava: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale; essa costituisce per la maggior parte di loro una prova”. Misteriosamente l’edizione tipica del 1992 cambia il testo del n. 2358 sopra riportato che diventa: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione oggettivamente disordinata…ecc.”. Insomma, la CCAR era ad un passo dal riconoscimento di orientamento omosessuale “strutturale” ma in questo modo avrebbe dovuto legittimare gli atti omosessuali in quanto la persona che li compie non avrebbe avuto alternativa in quanto non libera (se l’istinto è innato non c’è più peccato, per semplificare)

  23. Florenskij scrive:

    @ Kaworu. Sempre gentile e corretta. Io, per esemplificare sul mio “aggiornamento”, ho letto Wilhelm Reich e ultimamente il libro di Chiara Lalli sulle famiglie omosessuali; leggerò quanto prima quello di Paola Concia. E lei?

    Si può dichiarare “scientificamente” che l’omosessulità è normale; ma se l’energia sessuale è volta al rapporto maschio femmina ai fini della riproduzione, non è che l’omosessualità è di fatto una marcia controsenso ( nell’accezione stradale del termine )? A meno di decidersi per un pansessualismo “mistico” alla Lawrence o alla Reich.

    • Kaworu scrive:

      non vedo a che pro leggere il libro della concia, non mi risulta che sia diventata di botto psicoterapeuta… anche se ne ha sposata una :lol: se ricarda concia trautmann scriverà qualcosa sull’argomento, lo leggerò, perchè no. al momento sto leggendo dune, come romanzo, quindi niente libro della concia.

      beh per domandarti quel che ti domandi (o mi domandi?) basterebbe dimostrare scientificamente che l’energia sessuale è volta al rapporto maschi e femmina e ai fini della riproduzione.

      al momento non risulta, dato che sia esseri umani che animali (bonobo, per esempio) usano l’energia sessuale con grande soddisfazione non solo per la procreazione.

      • Stefano scrive:

        @ Kaworu

        Florenskij non concepisce si possa bere un Brunello di Montalcino. Bere è preordinato a placare la sete. Che ci vuoi fare, lui è convinto di essere un grande ragionatore….

      • Stefano scrive:

        @ Kaworu

        E magari aggiunge che liberalizzare la possibilità di bere il Brunello comporta inevitabilmente lo sdoganamento dell’ubriachezza, con tutti i mali per la società che ne derivano. Auspicando un ritorno al proibizionismo.
        Lui non ci mette niente a mettere insieme fallacie logiche fiero del risultato che ottiene.

      • Giorgio Pozzo scrive:

        Scientificamente, dire “energia sessuale” non significa un cactus di niente.

      • Ferrer scrive:

        @ Kaworu

        Mi chiedo quando questo poveraccio si stancherà di rimediare figure barbine e di farsi ridere dietro.
        Tra l’altro Willem Reich non mi pare proprio l’ultima novità…

        P.S. Sei diventata lesbica guardando viaggio allucinante e Lady Oscar? Io mi sa che son diventato etero guardando la Principessa Lunedì :-)

      • Kaworu scrive:

        @stefano

        si beh, che flo sia convinto di essere tante cose (tipo un fine pensatore e un colto, appunto) non implica che lo sia davvero :lol:

        ci sono persone che credono di essere in contatto con gli alieni ;)

        sinceramente mi spiace per lui, ma tant’è…

        @ferrer

        si, in effetti anche io mi sganascio dal ridere all’idea che questo poveraccio accosti “aggiornarsi” a “wilhelm reich” :lol:

        non so, forse per mannaz (altro soggettone, del resto fa l’applauso a flo…) le cose stanno così XD io direi di no, altrimenti a quest’ora “domineremmo il mondo” XD (sarcasmo, lo dico per i diversamente umoristici)

      • paniscus scrive:

        E soprattutto, che cavolo è “l’energia sessuale”?

        Definire, prego!

        Lisa

    • schiaudano scrive:

      Prova a cercare sul tubo “masturbazione animali”, poi vedi come “l’energia sessuale è volta al rapporto maschio femmina ai fini della riproduzione” , qualsiasi cosa ‘sta menata significhi.
      Mai vista tanta ignoranza in uno che dice di aver letto tanto.
      Sarà che di quel tanto che hai letto hai capito veramente poco.
      Non mi sorprende visto la sagacia che manifesti.

    • Giorgio Pozzo scrive:

      Florenskij,

      tra le tante inesattezze che lei scrive, ce n’è una molto profonda. Talmente profonda che affonda le proprie radici nel pregiudizio, confondendosi con esso.

      L’omosessualità non è scientificamente normale, l’omosessualità è scientificamente naturale.

      Normale è qualcosa che rientra nella “norma” statistica, intesa come maggioranza numerica della variazione di un certo parametro. E’ normale essere alti 1,60-1,90 metri, in quanto la maggioranza delle persone rientra in questa fascia. E’ anormale invece essere alti 1,50 metri (o 2,00 metri), semplicemente in quanto sono relativamente pochi i casi statistici che rientrano in queste categorie.

      Quindi, attenzione (qui scatta il mix ignoranza+pregiudizio), avere una caratteristica normale oppure anormale, non significa assolutamente avere una caratteristica positiva o negativa rispettivamente. La statistica, essendo una parte della matematica, possiede l’interessante qualità di prescindere totalmente dai giudizi moralistici o estetici, comunque soggettivi.

      Statisticamente, mi sembra che l’omosessualità abbia qualcosa come il 4% di diffusione (probabilmente maggiore, in quanto molti non lo dichiarano). Ora, 4% contro 96% non può essere considerato normale. Ma non deve essere considerato, con acrobazie pseudologiche come le sue, negativo, o addirittura condannabile come fanno molti altri come lei.

      E aggiungo:

      L’omosessualità, come tutti i comportamenti umani, sia (statisticamente) normali che anormali, è perfettamente naturale. Non deve essere etichettata come qualcosa di innaturale, in quanto nell’ambito della natura, della quale l’umano fa parte integrante, con tutte le proprie azioni, non esiste nulla di innaturale. Tant’ è vero che l’opposto di naturale, non è affatto innaturale, ma casomai soprannaturale.

      Ergo, se lei o altri volessero porre l’accento sull’omosessualità come fenomeno opposto al naturale, dovreste dimostrare che l’omosessualità è un fenomeno soprannaturale.

      Beh, voialtri ci credete a tali fenomeni: perchè dargli addosso?…. :mrgreen:

    • stefano marullo scrive:

      @ Florenskij

      Penso che il problema sia il senso che attribuiamo al termine “normale”.
      Lei confonde la “normalità” (nell’accezione di carattere che si ripete con frequenza) con “normatività” (che chiama in causa l’elemento valoriale).
      E inoltre confonde l’elemento “culturale” con quello “naturale”. Che ai bambini si racconti, nella nostra cultura, che il principe azzurro finisca con la principessa è un dato culturale. Mi creda, a mia figlia posso anche dire che esistono “due mamme o due papà” (aveva visto qualcosa in tv e aveva chiesto spiegazioni) e che non c’è niente di “cattivo” in questo. Spero cresca senza pregiudizi. Noi faremo la nostra parte. Le norme morali non si impongono ma si scelgono liberamente. Fatte salve le prerogative della convivenza civile.

  24. sabner scrive:

    detta in questo modo “essere intolleranti con gli intolleranti” sembra un controsenso perchè cosi facendo saremmo tutti intolleranti

    è più corretto dire che per le associazioni intolleranti non devono essere assenati luoghi o soldi pubblici.

    Se per esempio nel mio paese c’è un club neonazista “forse” non è giusto caccirli via o insultarli ma sicuramente non è giusto che il comune gli assegni luoghi pubblici o che ricevano dei finanziamenti pubblici

  25. spapicchio scrive:

    E… se l’unico motore e movente sociale e politico fosse il discrimine?

    A nessuno dell’UAAR è mai venuta questa idea?

  26. Cesare b scrive:

    Riprendo la mia tesi che le comunità di convivenza di persone molto giovani dovrebbero comporsi di persone dello stesso sesso con responsabili che non rischino di essere sessualmente attratti dai componenti della comunita’ stessa. Quindi dello stesso sesso e non omosessuali. Mi e’ stato obiettato che questo non salva dalla pedofilia. Certo. Ma la pedofilia e’ severamente proibita e punita dalla legge. Percio’ nessuno dichiara apertament le proprie tendenze pedofile. Dunque non puo’ essere prevenuta escludendo da determinati incarichi i pedofili potenziali: bisogna scoprire prontamente, punire adeguatamente ed escludere a vita da determinati incarichi coloro i quali hanno effettivamente compiuto o tentato qualche atto di pedofilia.
    L’eventuale presenza di omosessuali tra i giovani componenti della comunita’ e’ altra questione, che si risolve applicando un principio piuttosto ovviio: nell’ambito della vita comunitaria NON SI FA SESSO. Le tendenze e i comportamenti di ciascuno nella sua vita privata (appunto: PRIVATA, cioe’ NON COMUNITARIA) non interessano. In parole povere: ognuno sc0pi come gli pare, ma fuori da li’ e senza andar li’ per imbroccare.
    In ogni caso, il ragazzo tra i ragazzi (o la ragazza tra le ragazze) gioca ad armi pari. Invece il (o la) dirigente della comunita’ ha ben maggiori possibilita’ di persuasione.

    • Kaworu scrive:

      è virtualmente impossibile dato che, come ti ho detto, persone eterosessuali non è affatto scontato che non possano essere pedofili verso individui del loro stesso sesso.

      se tu hai la ricetta per trovare i pedofili potenziali, credo che in vaticano ti daranno una ricca mancia. al momento il binomio omosessualità e pedofilia esiste solo nella tua testa.

      per il resto, ti consiglio uno sguardo al mondo reale.

      • Cesare b scrive:

        Non credo affatto nel binomio omosessualita’=pedofilia. E mi guardo bene dal sostenere che si possano scoprire in anticipo i pedofili potenziali. Sostengo, anzi, che l’unica difesa possibile contro i pedofili e’ vigilare per scoprirli quando concretamente manifestano la loro tendenza, punirli ed escluderli, una volta scontata la pena, da qualsiasi incarico che potrebbe fornire loro occasione di reiterare il reato.
        Quanto ai non pedofili, so perfettamente che trovano (anzi: “troviamo”) attraenti persone molto giovani (ma non piu’ bambini) dell’altro sesso (se sono – anzi: “se siamo” – eterosessuali) o del proprio (se sono – o ipoteticamente “se fossimo” – omosessuali). Ora, le comunita’ di persone molto giovani conviventi e chiuse (collegi, caserme, campeggi piu’ o meno educativi ecc., Seminari compresi) sono necessariamente gerarchizzate e gestite da persone piu’ adulte degli utenti. Ebbene: se i “superiori” (comunque si chiamino) provano attrazione sessuale di qualunque genere nei confronti degli educandi (comunque siano definiti), ritengo inevitabile che, almeno in qualche caso, si verifichino casi di persuasione all’intimita’. E questo il “mondo reale” (UAAR, mi pare, compresa) ritiene che vada evitato. Esso, invero, guarda con inevitabile indulgenza ai rapporti tra giovani coetanei (se non lo facesse, e poi pesterebbe l’acqua nel mortaio), tuttavia ritiene – mi pare – che in eta’ molto giovane si debba fare il possibile per evitarli. In molti casi riesce.
        Saluti.

      • Kaworu scrive:

        è curioso, perchè nel tuo primo post mi è sembrato proprio che insinuassi appunto quel binomio.

        ma probabilmente sei stato frainteso, giusto?

        quindi, se l’unica difesa contro i pedofili è vigilare, non vedo il problema se degli educatori sono o meno omosessuali.

        si vigila su tutti, giusto?

      • FSMosconi scrive:

        @Kaworu

        Touchè.
        :D

  27. mistergrey2 scrive:

    Alegher , Florensky, chè sono arrivati i rinforzi

    “Florenskij, il tuo post è perfetto, lo quoto in pieno. Il tuo nick davvero fa onore a quel grandissimo pensatore e scienziato cristiano (con buona pace di chi dice che i cristiani sono cretini) che fu Pavel Florenskij, martirizzato nei gulag del regime ateo comunista. Mi permetto solo di aggiungere che puoi tranquillamente togliere i punti interrogativi. Distaccare la sessualità dalla riproduzione, come fanno le ideologie politically correct, tra cui quella gay, sta già dando i suoi nefasti frutti di morte. La causa principale della crisi economica che stiamo vivendo è infatti una crisi di natalità, una crisi di ricambio generazionale. Non si fanno più figli non perchè non ci sono i soldi, ma perchè manca il fondamento morale per farli. La libertà sessuale, la libertà di fare quello che si vuole del proprio corpo, sganciata dalla responsabilità verso la società, porta necessariamente alla frattura generazionale, ovvero alla autodistruzione della società per crisi di natalità. E’ proprio razionalmente vero e tangibile quello che c’è scritto nel Vangelo: “se non vi convertirete, perirete tutti” (Lc 13,5). Quanto alla cosiddetta posizione “omofoba” della Chiesa, evidentemente non si conosce abbastanza la Chiesa. Perchè altrimenti si saprebbe che la Chiesa pone una netta distinzione tra peccato e peccatore. Il peccato, inteso come ideologia e struttura di male e di errore (vedi mie righe precedenti sulle conseguenze sociali di una condotta sessualmente disordinata) è sempre fermamente condannato. Ecco che la Chiesa condanna (a ragione) l’ideologia gay, perchè spaccia per normale ciò che normale non è, in quanto ferisce l’ordine sociale. Le persone che peccano, invece, sono sempre trattate dalla Chiesa con rispetto, con delicatezza e mai giudicate, poichè ad Uno solo spetta il Giudizio. Non ha poi alcun senso il confronto con la castità sacerdotale, perchè quest’ultima non è un comportamento disordinato. Io non sono un Sacerdote, ma guardo i Santi, che hanno vissuto e vivono la castittà come dono personale di unione totale, intima e spiritule al Signore, non come strumento di piacere. Si omette sempre inoltre di citare, quantomeno per una questione di correttezza intellettuale, che non tutti i gay la pensano come l’ideologia gay propone a credere. Ci sono gay che hanno avviato un cammino di conversione, anche con l’aiuto della Chiesa, ed hanno ritrovato la vera vocazione della loro corporalità. Con Amicizia!!”

    “La causa principale della crisi economica che stiamo vivendo è infatti una crisi di natalità, una crisi di ricambio generazionale”

    Perbacco, ma questo enunciato è da premio nobel dell’economia!

    Esiste un’ “ideologia gay”?

    Davvero audace come teoria.

    Io credevo che si discutesse solo del diritto di non essere discriminati/perseguitati per i propri comportamenti sessuali, diritto che differenzia le società semicivili da quelle barbariche (come l’Iran).

    E appunto in Iran che gente come voi dovrebbe stabilirs. Laggiù non esiste “La libertà sessuale, la libertà di fare quello che si vuole del proprio corpo, sganciata dalla responsabilità verso la società”. In quel fortunato paese lo stato si ingerisce , eccome, nei comportamenti sessuali dei cittadini, pardon, dei sudditi, con frusta, cappi e lapilli (nè troppo grandi , ne troppo piccoli).Lì non c’è nè frattura generazionale nè crisi di natalità.

    Florensky e Leo: dio li fa e poi li accoppia.. :-)

  28. vime scrive:

    Perché Mistergrey2? Mistergrey1 l’han fatto fuori?
    Tu spari questi discorsi perché non hai la mente abbastanza elastica e non riesci a immaginare i problemi degli altri. Probabilmente se fossi tu a essere gay, ti suicideresti per il buon nome della società… o magari riusciresti ad eccitarti in maniera forzata pur di aumentare all’infinito la popolazione mondiale.
    Ah no! Cosa dico? La Chiesa condanna il peccato e non il peccatore ecc. ecc. quindi se uno è gay non si sposerebbe comunque e la natalità resterebbe invariata… di conseguenza il tuo discordo decade.
    Ma è mai possibile che nessuno di quelli che da dietro ai gay su questo sito si sia mai chiesto cosa farebbe se si trovasse in quella condizione??? E’ troppo facile essere razzisti se si è bianchi, essere normali quando si è destri, ecc. ecc.

  29. PLR scrive:

    Mah, io sto vedendo solo un continuo tentativo di autoconvincersi che l’omosessualità sia un abominio, ossia, che quello in cui si crede è giusto.
    Try-and-fail, tipico dei cattolici.