Russia, arrestato gruppo punk femminista per blitz anti-Putin in chiesa

A fine febbraio erano entrate nella cattedrale ortodossa del Santissimo Salvatore a Mosca, esibendosi in una canzone in cui chiedevano ironicamente alla Madonna di ‘intervenire’ contro Putin. Sono le Pussy Riots, gruppo punk femminista noto per le apparizioni provocatorie. Il blitz protestatario era stato però interrotto dalle forze dell’ordine.

Ma ne è nato un caso, indicativo della cappa di conservatorismo religioso che grava sulla Russia. Il patriarca Kiril ha tuonato contro quella che ha definito un’offesa alla Chiesa. Non solo, si è anche rivolto direttamente al presidente Vladimir Putin invocando una dura punizione contro le Pussy Riot. E il governo, in tempi straordinariamente veloci, ha eseguito.

Le ragazze sono state accusate di crimini di odio, violazione dell’ordine pubblico, offesa alla religione e persino cospirazione. Rischiano fino a sette anni di galera e due di loro, arrestate un giorno prima delle recenti presidenziali, hanno cominciato lo sciopero della fame. La particolare durezza riservata alle Pussy Riot dalle autorità ha rilanciato l’opposizione a Putin. Un centinaio di attivisti hanno cercato di entrare nella chiesa per una preghiera dimostrativa a favore delle ragazze, trovando però la cattedrale chiusa, ufficialmente per questioni tecniche.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 9 marzo 2012 alle 13:17 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.