Il papa: il matrimonio è l’unico luogo degno dove avere figli

In Italia, quindici bambini su cento nascono ormai fuori dal matrimonio. Usando un linguaggio arcaico, oggi Benedetto XVI ha definito quei quindici bambini indegni. Perché, a suo dire, “il matrimonio, costituisce l’unico “luogo” degno per la chiamata all’esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono”.

L’infelice espressione è stata prodotta nel corso dell’udienza ai partecipanti all’assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita. Il discorso del papa si è soffermato soprattutto sul tema dell’infertilità: e anche qui non sono mancate le affermazioni discutibili. Perché a coloro che sono impossibilitati ad avere figli, il papa tedesco non ha consigliato il ricorso alla fecondazione artificiale, una tecnologia che a suo parere non tiene presente “l’aspetto morale”. Tanto che, ormai, “lo scientismo e la logica del profitto sembrano oggi dominare il campo dell’infertilità e della procreazione umana, giungendo a limitare anche molte altre aree di ricerca”.

No, per il papa gli scienziati devono invece “restituire agli sposi la loro fertilità e tutta la dignità di essere responsabili delle proprie scelte procreative”. La scienza, sostiene, “non sempre è in grado di rispondere ai desideri di tante coppie”: soprattutto, si presume, quelle che non ricorrono alla fecondazione artificiale perché glielo ordinano le gerarchie ecclesiastiche. Gli scienziati sono stati in pratica rampognati per la loro incapacità di donare alle coppie quella fertilità negata loro dalla natura (se non dallo stesso Dio, a seguire il modo di ragionare di Ratzinger): a parere del papa, “la ricerca di una diagnosi e di una terapia rappresenta l’approccio scientificamente più corretto alla questione dell’infertilità, ma anche quello maggiormente rispettoso dell’umanità integrale dei soggetti coinvolti”.

A queste coppie “sofferenti” la Chiesa presterebbe “molta attenzione”, e rammenta loro “che non per questo la loro vocazione matrimoniale viene frustrata”: “dove, dunque, la scienza non trova una risposta, la risposta che dona luce viene da Cristo” – essere chiamati, afferma Benedetto XVI, “a collaborare con Dio nella creazione di un’umanità nuova”.

Il discorso si è infine concluso ricordando alla platea che “l’indifferenza della coscienza nei confronti del vero e del bene rappresenta una pericolosa minaccia per un autentico progresso scientifico”.

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 25 febbraio 2012 alle 18:06 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.