Chi frena le donne, nella società italiana?

Come fermare la crisi economica, e invertire la rotta? Con un “pink new deal“. Lo propongono Daniela Del Boca, Letizia Mencarini e Silvia Pasqua nel libro Valorizzare le donne conviene, in corso di pubblicazione da parte del Mulino e a cui il quotidiano Repubblica ha dedicato oggi ampio spazio, con due articoli a firma di Chiara Saraceno e Cinzia Sasso. Secondo le autrici del volume, non è ’soltanto’ una questione di pari opportunità. E’ anche “il lavoro delle donne che fa crescere l’economia”: in Italia, sostengono, se lavorassero sei donne su dieci, il PIL potrebbero salire del 7%.

Perché non accade? Una risposta l’ha data Assunta Surlo, del movimento Usciamo dal Silenzio, citata da Sasso: a contrastare lo “straordinario impegno delle nel rompere gli schemi”, “c’è un Paese, ancora fortemente influenzato dalla Chiesa cattolica, che resiste al cambiamento”.

Del resto, stando al Global Gender Gap, i tre paesi al mondo dove la differenza di diritti tra uomini e donne è minore sono l’Islanda, la Norvegia e la Finlandia. Tre paesi dove la religiosità è scarsa, e l’influenza della Chiesa cattolica nulla. Per la cronaca, in tale classifica l’Italia si colloca al settantaquattresimo posto, subito dopo Bangladesh, Ghana, Madagascar, Slovacchia e Perù.

Ciononostante, nel corso dell’ultima grande manifestazione di massa delle donne italiane, quella dello scorso febbraio, sul palco di Piazza del Popolo salì anche, nel tripudio generale, una suora, ovvero la rappresentazione vivente di una figura femminile discriminata.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 20 febbraio 2012 alle 10:28 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.