Portoscuso (CI), arrestato sindaco per favori sessuali, coinvolti due sacerdoti
A Portoscuso, in provincia di Carbonia-Iglesias, sabato scorso è stato arrestato il sindaco, Adriano Puddu, sessantacinque anni. E’ accusato di uno squallido scambio di favori: sussidi economici a giovani ragazze in gravi difficoltà economiche in cambio di rapporti sessuali. Da quanto si legge su La Cronaca, “il primo cittadino avrebbe usufruito di queste prestazioni a pagamento estendendole anche ad alcuni suoi amici, tra cui un avvocato e due sacerdoti”. Gli ‘amici’ non sarebbero al momento indagati, in quanto meri ‘utilizzatori finali’. Il parroco del paese, don Antonio Carta, intervistato dall’Unione Sarda è uscito allo scoperto e “nega tutto: conosce superficialmente la giovane madre che, agli atti, risulta avere una relazione con lui”.

” Conosce superficialmente (il parroco) la giovane madre che, agli atti, risulta avere una relazione con lui. Non è dunque il “padre nostro” di cui il sindaco Adriano Puddu (arrestato sabato) parla con una donna in una conversazione intercettata ”
Vuol dire che è stata una relazione “superficiale” ?
Il sindaco faceva favori al suo dio, cioè, il vero “padre nostro” ?
Southsun risponde:
mercoledì 1 febbraio 2012 alle 0:50
Guardate che questa pare proprio una storiaccia schifosa, per niente boccaccesca, e dai contorni gravissimi.
L’Unione Sarda dice che i magistrati contestano al sindaco – tra gli altri reati – di aver contattato DUE SICARI per far uccidere su commissione un ragazzo che aveva avuto una lite con suo figlio! Una l-i-t-e! Capito?
Il parroco dice che Puddu era “devoto alla Madonna” anche se non frequentante la chiesa. Cazzarola! Devoto all’idolo, alla mona e a Mammona, a quanto pare.
Se queste accuse pazzesche saranno confermate, il quadro di corruzione e marciume che ne esce è peggio di quello scoperto due mesi fa a Nuxis.
In quel paesino di 1600 anime TUTTI sapevano che una ragazza era da 30 anni succube del padre che la violentava: in primis la madre (ora morta), le sorelle e il fratello.
La ragazza finì incinta DUE volte. Alla prima abortì. Alla seconda il padre – ANTIABORTISTA!!! – ammazzò il neonato, dopo averlo portato via alla chetichella dall’ospedale Sirai. La nascita avvenne clandestinamente in un bagno.
Il delitto avvenne nel lontano 1996. Il corpicino fu trovato buttato sotto un ponte, come fosse spazzatura, e lì è stato seppellito. 15 anni di omertà e indifferenza.
L’assassino è stato scoperto oggi SOLO perchè l’ex marito di una delle sorelle della poveretta, indispettito per la separazione, ha vuotato il sacco con i Carabinieri.
Questi sono i risultati di una mentalità cattobigotta, odiosa, provinciale, pettegola verso le minchiate e omertosa verso le tragedie, paramafiosa e schifosa oltre ogni limite.
Ditelo al Ratzinger quando bercia di ’superiorità’ della sua religione del cazzo.
Southsun risponde:
mercoledì 1 febbraio 2012 alle 1:23
Dimenticavo:
a Nuxis la gente – compreso il parroco! – considera colpevole LA RAGAZZA, che ora non può mettere il naso fuori della porta senza essere insultata e schifata come una troja.
Ma che strano, un paesino ultracattolico tutto fede-speranza-carità… Ma va?
Questo perchè “S’ISCANDALU” (!) ha coinvolto tutto il paese, mettendolo in cattiva luce. Urca, capirai! Per costoro il bambino NATO e ammazzato evidentemente non conta, si preoccupano della loro ‘rispettabilità’ del cazzo. L’omertà dei tanti che sapevano non parlarono, poi, è un ‘valore’. Dev’essere di quelli ‘non negoziabili’ di cui ciancia Bertone-bertuccione.
Sempre il solito “peccato ammantato, mezzo perdonato”, in soldoni. Novembre 2011, non Tardo Medioevo, faccio notare.
La loro lercia mentalità è la Summa di 2000 anni di cristianismo, moralista ad intermittenza e puttænista pro domo sua.
Qualcuno lo ricordi al card. Vallini, quando vomita sentenze tipo “colpa di vuoto spirituale e scarso rispetto per la vita”. Di chi?
Sandra risponde:
mercoledì 1 febbraio 2012 alle 10:06
Che storia allucinante. Mi domando sempre se non sia piuttosto effetto del vivere in una piccola comunità, ovunque essa sia. Chissà se le stesse persone coinvolte, abitando in una grande città, avrebbero agito in modo diverso. Il prete non si distingue per acume.
“Ci vorrà tempo, fa capire il parroco don Marco Farris: «Lasciamo che venga Natale, poi valuteremo in Consiglio pastorale se organizzare, nella massima riservatezza, una preghiera congiunta per quel povero bambino fra le parrocchie di Siliqua e Nuxis».
Domenica, nell’omelia, il sacerdote non farà riferimento alla tragedia: «Il paese è piccolo, basta una parola fuori posto per far danni. Mi limiterò a una riflessione generale sul Vangelo».”
Basta una parola fuori posto per far danni…. eh sì perché il silenzio è andato benissimo.
whichgood risponde:
mercoledì 1 febbraio 2012 alle 11:00
@ Southsun
Che schifo!. Tradurrò questa storia nelle altre tre lingue che conosco e la metterò online in tutto il mondo. La gente deve svegliarsi. Mi viene il vomito !
Mbeh, in fondo anche i preti sono uomini e alcune “scappatelle” possono far parte della natura umana.
Più interessante mi sembrerebbe, per il coinvolgimento totale delle gerarchie ecclesiastiche e per l’arroganza nei confronti del testimone, il caso di qualche anno fa e i cui sviluppi credo siano ancora in corso, di don Tammi, parroco della Balduina a Roma.
Se non mi è sfuggito, non mi sembra di aver letto niente su questo sito di questa vicenda, che mi sembra illuminante sui giochi di potere all’interno del Vaticano.
whichgood risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 10:34
Tammi?, l’insegnante di religione in un liceo statale?:
http://www.uaar.it/news/2008/05/28/roma-maggio-dibattito-laicita-religione/
crebs risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 10:52
Sì, don Tammi è quello che citi, ma la vicenda è questa:
http://laici.forumcommunity.net/?t=44612823
nightshade90 risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 10:46
“Mbeh, in fondo anche i preti sono uomini e alcune “scappatelle” possono far parte della natura umana.”
le scappatelle sono nella natura umana, ma sapendo di non avere la forza e la volontà per resistere alla propria natura, per prima cosa non avrebbero dovuto scegliere un lavoro che richieda di andare contro tale natura.
anche la codardia è nella natura umana, ma questo non giustifica un pompiere che scappa davanti al fuoco che dovrebbe spegnere, il poliziotto che davanti una rapina fugge di straforo dal negozio, il soldato che appena chiamato in guerra si imbosca e il comandante che appena incidentata la nave se la dà a gambe. scegliere un lavoro che richiede una certa forza di carattere vincola a rispettare i dettami che richiedono tale forza di carattere. se sai di non avere la forza necessaria scegli un altro lavoro. così è troppo facile…..
massi risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 12:02
…infatti lui non ha fatto mica il pompiere, ha fatto il prete.
nightshade90 risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 12:33
e così come il pompiere è tenuto a non cedere allla codardia quando il suo lavoro prevede di non fuggire, così il prete è tenuto a non cedere alla lussuria quando il suo lavoro prevede che non lo faccia (cioè sempre).
la mia obiezione era verso la frase “in fondo anche i preti sono uomini e alcune “scappatelle” possono far parte della natura umana”, che suona come una scusante. non ci sono scusanti: se ti sei scelto un lavoro dove non puoi scopare, non scopi. punto. o stai casto o ti cerchi un’altro lavoro, non ci sono scusanti ed attenuanti che tengano.
Congo risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 13:59
Beh, fino ad ora non l’avevo inquadrato la situazione così bene e… il tuo ragionamento non fa una piega.
Roberto Grendene risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 11:39
“scappatelle”?
non si sta parlando di liberi rapporti tra persone adulte, ma di abusi (concedere sussidi solo in cambio sesso)
lasciamo comunque che si pronunci la magistratura
massi risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 12:08
Il detto roussoniano “la peggior cosa che può capitare ad un uomo è cadere in potere ad un altro” vale anche per le donne, anche se non allo stesso modo.
Sandra risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 11:53
Favori sessuali in cambio di assegni familiari, assunzioni, case popolari non sono scappatelle private, sono pagate con i soldi pubblici.
E non solo, il sindaco aveva intrallazzi in campo edilizio (toh, che strano), e appare nelle carte il nome di una società, la Portoversme:
“Il primo cittadino avrebbe preso tangenti dalla Portovesme srl per far costruire un parco eolico su aree gravate da usi civici, avrebbe costretto i precedenti proprietari di quei terreni a vendere alla società che gradiva di più dopo aver minacciato di negare qualsiasi alcuna autorizzazione amministrativa, avrebbe promesso posti di lavoro in cambio del voto alle elezioni comunali per parenti e amici.” Unione sarda, 29-1-12
Il nome del sindaco e della società appaiono in un altro articolo insieme al nome del prete:
“Ad offrire simile opportunità è stata a Sigma Invest (..). Di recente la Sigma Invest, che ha sede legale nel Principato del Liechtenstein, è stata acquistata dalla Glencore, titolare al 100% della società metallurgica Portovesme srl.
La cessione della pineta al Comune è avvenuta con la sottoscrizione di un atto pubblico perfezionato dal Sindaco Adriano Puddu (…).
L’assegno di 1000 euro consegnato dal Comune è stato, seduta stante, consegnato dal delegato Sigma Invest alla Caritas di Portoscuso nella persona di don Antonio Carta.” Gazzetta del Sulcis-Inglesiente, aprile 2008
Mi sa che l’affare di sesso è la faccenda più trasparente.
massi risponde:
martedì 31 gennaio 2012 alle 12:12
Cambia il tipo di tangente pagata, ma non il tipo di rapporto (di subordinazione), né i personaggi.
NOOOO. Che storia INCRDDDIBBBILE. Dei sacerdoti coinvolti in scandali sessuali? Vedrete che adesso verranno fuori che ci sono preti pedofili, che la chiesa ricicla i soldi della mafia, che favorisce l’evasione fiscale e la corruzione. Tutte storie sicuramente inventate.
Portoscuso, ha causa dei recenti scandali si e’ deciso di cambiare il nome in Portomiconsenta…
Associazione a delinquere per fini sessuali? Cioè, più o meno le normali attività della curia.
Ai miei tempi si chiamavano semplicemente “marchette”.
Oggi sull’Unione Sarda è pubblicata un’intercettazione telefonica tra una delle poverette ricattate, il sindaco e un suo amico partecipante alle orge, pagate con i soldi municipali.
Mi sa che tra poco i magistrati si fottono il suo, di culo flaccido.
Riguardo al prete, pare proprio che abbia detto BUGIE a tutti – anche al giornale, avantieri – visto che delle sue “performance” da bunga-bunga era al corrente pure un suo collega, pappa-e-ciccia col sindaco.
Sarei curioso di vedere la facciazza del vescovo di fronte a ’sto sconcio. Impagabile!
Ma la Madonna di Portoscuso che fa, non piange?