Trento: genitori si rivolgono al giudice per imporre l’aborto alla figlia minorenne

Una sedicenne della provincia di Trento, nuovamente incinta dopo un aborto praticato circa un anno fa, non ha voluto ascoltare i genitori e questa volta ha deciso di non interrompere la gravidanza. Il padre è un ragazzo da poco maggiorenne, con precedenti, che tempo fa l’avrebbe anche malmenata.

I genitori hanno portato il caso di fronte al pubblico ministero, che ha constatato di non avere potere sulla questione: se per la legge abortire è un diritto, non può tuttavia essere imposto in alcun caso. I genitori hanno presentato due richieste secondarie: che il tribunale separi i due ragazzi, o che al padre non sia permesso riconoscere il nascituro.

È un caso su cui i commenti dal “mondo laico” non sono concordi: da una parte Piergiorgio Odifreddi auspica l’intervento del tribunale quando non c’è stata una procreazione responsabile, dall’altra Alessandro Capriccioli non ammette deroghe alla libertà di scelta.

Flavio Pietrobelli

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140 commenti

serlver

Francamente sono affari della figlia se lo vuole tenere o abortire, certo che a 16 rimanere ancora 2 volte in cinta forse ha bisogno anche di una bella cura a suon di sganassoni.

Enrico

Può sempre sposarsi a 16 anni, chiedendo al tribunale di essere emancipata.

paniscus

E che c’entra lo sposarsi o meno?

Può benissimo ricorrere al tribunale da sola, per veder riconosciuto il suo diritto di tenersi il bambino e di essere seguita dai servizi sociali, indipendentemente dal fatto che si sposi o no.

Lisa

Giuliano

veramente, il matrimonio ai minorenni andrebbe proibito in base ad una convenzione O.N.U. che l’Italia non ha ancora recepito.

Murdega

Perchè il problema è sposarsi,secondo il rito di santa madre chiesa
naturalmente.

Odis

No, se non sbaglio la legge tutela i coniugi… il matrimonio è un contratto con cui si diventa coniugi.
In ogni caso, tutto ciò con questa Ultimissima non c’entra…

chiericoperduto

E con chi si deve sposare?, con il ragazzo albanese che la malmena, con diversi precedenti penali (a soli 18 anni), senza arte ne parte, che l’ha messa incinta e magari non gliene frega neanche niente di lei e del bambino.
Certo che anche i genitori l’hanno educata bene questa ragazzina..
si raccoglie quel che si semina..certo che se la ragazza 16enne se lo vuole tenere il bambino deve darsi una mossa e capire che tenere fa rima con mantenere.
Per il resto..se il padre in futuro, illuminato dalla ragione dell’età, volesse riconoscerlo nessuna legge glielo può impedire.

Enrico

Il padre ha il dovere di riconoscere il figlio ed educarlo, riconoscere il figlio è un dovere e comunque si può fare un azione giudiziaria per ciò.

Io suggerivo il matrimonio per potersi anche emancipare dai genitori.

nightshade90

@enrico

guarda che nessuna legge obbliga però il padre a sposarsi con la madre. educare e riconoscere il figlio non implica in alcun modo il matrimonio.

Enrico

Se la figlia non và d’accordo coi genitori sposandosi viene emancipata dalla loro tutela.

nightshade90

concordo che sono affari della figlie e, se in disaccordo, i genitori non hanno diritto di imporsi NE’ IN UN SENSO NE’ NELL’ALTRO sulla questione aborto. tuttavia sono in disaccordo sui sganascioni: sono contrario all’uso della violenza sui figlia. queste cose lasciamole agli “amorevoli” cristiani.

Enrico

Il padre che corregge l’omosessualità del figlio è un padre padrone, quello che vuole far abortire la figlia cosa è un benefattore?

Nessuno ha chiesto al pdre del bambino cosa vuol fare?

FSMosconi

A quanto pare sì ma che io sappia nella notizia non c’è accenno alle pratiche auspichi tu ma mere diatribe verbali…

Poi se per te mettere in un gabbio “per il su bene” e discutere sono sulla stessa cosa, auguri.

FSMosconi

@Enrico

Come vedi non è la stessa cosa:

auspicare l’intervento di terzi per mettere fine alla questione ≠ fare pressione

Per quanto la posizione non sia condivisibile il cambiarla a proprio favore è pura sofistica, appunto: Straw Man Argument… :roll:

nightshade90

@enrico
1 odifreddi non si è sbilanciato NE’ in una direzione NE’ nell’altra, non ha sostenuto nè le idee dei genitori nè della figlia, quindi direi che il tuo è stato solo uno straw man e dovresti avere la decenza di ammettere di aver detto una CA**ATA.
2 odifreddi non è tutti gli atei e il suo pensiero non è il nostro. secondo me la decisione stà solo alla figlia e i genitori non hanno alcun diritto di decidere. poi, odifreddi può benissimo essere in disaccordo con me, la cosa non mi riguarda.
3 con che faccia vieni ad affermare che odifreddi farebbe pressione perchè rimette la decisione al giudice, quando sappiamo benissimo che in un caso opposto (figlia che vuole abortire, genitori contraria) tu NON RIMANDERESTI LA DECISIONE AL GIUDICE, MA AFFERMERESTI DIRETTAMENTE CHE LA RAGAZZA DOVREBBE OBBEDIRE INCONDIZIONATAMENTE AI GENITORI SENZA FAR STOPRIE PERCHE’ SOTTO LA LORO POTESTA’ (hai già espresso tale pesniero più e più volte, quindi non negarlo)? ipocrisia a vagonate, enrico, ecco l’unica cosa di cui sei fatto, ipocrisia, malafede e prepotenza sui più deboli.

giorgia

“Il padre che corregge l’omosessualità del figlio è un padre padrone, quello che vuole far abortire la figlia cosa è un benefattore?” (Enrico)

Troll che non sei altro, c’è qualcuno che sostenuto che il padre della ragazza in questione fosse un benefattore?

Il padre del bambino sembra un poco di buono.

Io sono per lasciare la ragazza libera di tenersi il figlio. E i suoi genitori liberi, lo volessero, di lasciare che ella, emancipata, si faccia mantenere dal suo bel drudo.

diego

e ovviamente se il padre del bambino è un poco di buono questo non significa che lo sarà anche il figlio.

Alex

E’ anche un padre che considera la figlia una sua “proprietà”.
L’unica che ha il diritto di decidere se proseguire la gravidanza o meno è la ragazza.

Walter

“Correggere l’omosessualità”? Ho letto bene?? Ma che disturbi hai in quella tua testolina?

DasModul

Piccolo particolare non riportato dalla notizia ma presente nel primo link: il ragazzo padre è albanese, sarà mica che se fosse stato italiano non si sarebbe saputo nulla ??

paniscus

Trascrivo pari pari il commento che ho scritto di là: qualcuno mi spiegherebbe dove sta la notizia?

Io non sono un’antiabortista ideologica, e ritengo laicamente che la legge 194 vada ragionevolmente bene così, quindi casco dal pero a leggere tante contorsioni sentimentali, moralistiche e pseudo-impegnate.

La legge 194 prevede ESATTAMENTE ciò che è descritto in questo caso: ossia, che si salvaguardi il principio di autodeterminazione della persona materialmente coinvolta, e che quindi la richiesta di aborto (salvo casi gravissimi di completa incapacità di intendere e di volere) deve sempre provenire personalmente dalla donna gravida, anche se questa è minorenne.

NON ESISTE nessuna normativa che consenta ai genitori di costringere la figlia ad abortire se lei non vuole.

Capisco che psicologicamente il caso sia una grana non da poco, ma la legge parla chiaro: autodeterminazione vuol dire anche questo.

E aggiungo: quanti di noi troverebbero odioso e inaccettabile il comportamento di genitori che (magari solo per bigotteria religiosa) volessero costringere la figlia a portare avanti la gravidanza contro la propria volontà? Ecco, lo spirito della legge è chiarissimo: in un verso o nell’altro, l’unica che è qualificata a decidere è la persona che porta il feto in grembo, punto e basta. Qualsiasi coercizione o pressione per costringere a fare diversamente, è una violenza.

Oltretutto, come diversi commentatori hanno già rilevato, l’articolo è scritto con una superficialità e approssimatività che fanno spavento.

La ragazza sarebbe già rimasta incinta un’altra volta un anno fa, e i genitori l’avrebbero convinta a “prendere la pillola del giorno dopo”?????

Ma se lo sa anche il muro, che la pillola del giorno dopo non han niente a che fare con l’aborto, e che NON SI PRENDE a gravidanza già avviata, ma si prende immediatamente dopo il rapporto, quando ancora non si sa se la fecondazione sta per avvenire o no…

E poi ci si stupisce se i giovani sono ignoranti in materia di fertilità e contraccezione.

Lisa

Senjin

Concordo perfettamente sull’autodeterminazione, non può essere costretta ad abortire.
Per il resto spero che giudice impedisca al “paparino” di riconoscere il piccolo: un criminale di piccolo cabotaggio pluricondannato che pesta la ragazza non mi sembra un soggetta adatto a fare da padre.

paniscus

In ogni caso, non mi sembra che esista nemmeno alcuna legge che possa impedire al padre di riconoscere un figlio, se la paternità è autentica (e soprattutto, se la madre è consenziente, come in questo caso sembrerebbe essere).

Il giudice, in caso di necessità, può decretare l’affido esclusivo del figlio alla madre o ai parenti della madre, disponendo restrizioni ferree per le visite e i contatti, e diffidando il padre dall’avvicinarsi senza il consenso della controparte… ma non può certo stabilire per sentenza che uno non può essere legalmente il padre di suo figlio.

Lisa

Alex

Io non credo neanche che si debba impedire al padre di riconoscere il figlio. Nessuno può stabilire a priori se il ragazzo sarà un buon genitore o meno. Io avrei proposto in alternativa che la coppia fosse seguita costantemente dai servizi sociali.

Giuliano

per legge il padre biologico di un bambino ha il Dovere Legale di riconoscere il proprio figlio.

Giuliano

Quello che può fare il magistrato è però di impedire il matrimonio se realmente ci sono stati dei maltrattamenti e se realmente ci sono stati dei maltrattamenti, i genitori della giovane possono chiedere al magistrato di emettere una Diffida.

paniscus

Ma qui nessuno, tranne il solito Enrico, ha parlato di *matrimonio*…

Lisa

chiericoperduto

Il Magistrato può tenere lontano il bullo dalla ragazza motivando la disposizione con i maltrattamenti, non credo che possa però impedire una volontà di riconoscimento.

paniscus

e aggiungo: stavolta Odifreddi l’ha veramente sparata fuori dal vaso in maniera plateale, facendo perdere centinaia di punti alla causa della laicità in Italia. Personalmente, non me l’aspettavo e sono imbelvita nera.

Lisa

Laverdure

@Paniscus
Fa il paio col suo sposare,a quanto mi risulta,la causa dei “complottisti” per quanto riguarda l’11 Settembre.
E nota bene che ho apprezzato tutti i suoi libri,come “Perche non possiamo essere cristiani”.
E’ semplicemente l’ennesima prova della verita del detto popolare “Anche una persona molto intelligente non puo’ essere intelligente 24 ore al giorno !”

FSMosconi

@Laverdure

La prova che il Principio d’Autorità (da distinguersi col principio dalla competenza) vale quanto un calzino bucato :D

DF1989

Obbligare qualcuno ad abortire è esattamente come impedire a qualcuno di abortire: una violazione della libertà di scelta.

Roberto Grendene

concordo

a meno di casi estremi, come la bimba brasiliana di 9 anni violentata e fatta abortire
(con i vescovi che scomunicarono i medici, non il violentatore)

Gianluca

Sull’aborto dovrebbe decidere la figlia, se è libertà di scelta è libertà di scelta.

Però su tutto il resto ritengo sia doveroso intervenire per i genitori, soprattutto per evitare un rapporto con un padre (del bambino) degenere.

Alex

Sull’aborto l’unica a dovere decidere giustamente è solo la ragazza.
E costringerla sarebbe un vero crimine.

c.j.

Fanno le zokkole a sedici anni, poi “poverine” sono vittime…

Ma finiamola con questa ipocrisia, pare che lei a sedici anni non sapesse nemmeno cosa fosse il sesso, e magari mentre lo facevano lei credeva di stare a guardare una puntata di Desperate Housewives.

Ma piantiamola con questo buonismo falso, sozzo e pregno di ideologia vecchia e banale. Sapeva bene quello che faceva, era cosciente, consenziente e sessualmente matura, adesso dovrebbe occuparsi del bambino invece di gettarlo nel gabinetto perché la sua zokkolaggine nella nostra società ipocrita viene scambiata per vittimismo cronico. Si prendesse le sue responsabilità di madre, donna e cittadina. I suoi genitori dovrebbero vergognarsi, che bestie, prendersela con un bambino perché la figlia è una migno++a. Che schifo.

E il padre deve occuparsi del bambino SOLO se gli viene riconosciuta la paternità, altrimenti sarebbe davvero il colmo pretendere soldi ed aiuti economici da un uomo la cui paternità viene negata da un tribunale. Niente paternità = niente soldi e la schifoncella si vergognasse della sua condotta di vita immorale, assurda, ingiusta, strafottente, menefreghista e fondata sul totale egoismo. Ho i brividi dallo schifo che provo. Certe donne non sono nemmeno classificabili come bestie, e i genitori che la spalleggiano pure, e poi te pareva che il cattivo della situazione come al solito è l’uomo, che tra l’altro come scritto nell’articolo “tempo fa l’AVREBBE anche malmenata”… Impariamo i congiuntivi, il loro uso ed il loro significato. Avrebbe non è HA. Questo è ciò che la sgualdrinella ha raccontato a genitori ed alle autorità per conquistare la simpatia e l’appoggio, e come sempre tutti ci cascano. “Ha la vagina? E’ vittima”. “Ha il pene? E’ un delinquente criminale”. E’ lei la schifosa che dovrebbe vergognarsi. I bambini non sono tampax, non si gettano nell’immondizia solo perché “ti sei accorta dello sbaglio e adesso mamma e papà non sono d’accordo e devono continuare a propagandare questa idea ipocrita della principessina illibata. E sai la principessa sul pisello quanti czz ha preso?? Oh pardon… “avrebbe” preso, non dimentichiamo i convenientissimi condizionali che aiutano sempre a fomentare dubbi e perplessità sulla gente che non si conosce. IPOCRISIA al 100%.

CHE SCHIFO. PURO SCHIFO.

ATEISSIMO CONTRARIO ALL’ABORTO.

Paolo1984

guarda che la ragazza che stai insultando NON vuole abortire e non ha nessuna intenzione di “gettare il bambino come un tampax nell’immondizia”(ma anche se volesse abortire non avresti comunque il diritto di giudicare) quindi vai a sfogare la tua misoginia da un’altra parte

Florasol

@ c.j.
PURO SCHIFO. sì ma per le assurdità che scrivi tu!
“condotta di vita immorale, assurda, ingiusta, strafottente”? perchè ha fatto sesso? ma sei fuori di testa?
migno++a? schifoncella? ma chi ti da il diritto di giudicare?
la principessa sul pisello quanti czz ha preso? mi pare che la cosa riguardi solo lei…
che sia uno o trecentocinquanta, se vuole tenere il bambino non vedo perchè bisognerebbe forzarla ad un aborto che non desidera.

paniscus

E soprattutto, qualcuno si degna di spiegare per quale motivo tutta ‘sta deprecazione debba andare integralmente alla ragazza, mentre per il coautore del pasticcio non c’è nemmeno una parola di disapprovazione? L’avranno pure fatto in due, il pasticcio medesimo, no?

Ma sul serio, nel 2011, c’è ancora qualcuno che pensa che una ragazza che abbia avuto più relazioni sessuali diverse “faccia schifo”, mentre un ragazzo che ha fatto la stessa cosa sia a posto?

Nel 2011?

In tal caso, menomale che nel 2012 arrivano gli ufi e ci portano via tutti (*)
Evidentemente ce lo meritiamo :)

Lisa

(*) ovviamente è ironica…

Senjin

Considerando poi che la ragazza vuole tenersi il bambino, mentre i genitori vogliono costringerla ad abortire… parlare di genitori che spalleggiano la perfida assassina di bambini è totalmente assurdo.
Ad ogni modo se al ragazzo viene impedito di riconoscere il bambino non risultandone giuridicamente il padre non avrà alcun obbligo nei suoi confronti.

Sandra

“tempo fa l’AVREBBE anche malmenata”… Impariamo i congiuntivi, il loro uso ed il loro significato. Avrebbe non è HA.

Avrebbe è condizionale. Resta comunque la frase migliore del tuo intervento.

lucrezia

“ATEISSIMO CONTRARIO ALL’ABORTO.”

La prova lampante che essere atei non significa essere intelligenti. E nemmeno persone per bene, nobili, magnanime…

Peccato

c.j.

sì sì tutte lesbiche. Andate a ricoverarvi che la misandria è una forma di pazzia. Sono gli ormoni che non funzionano. :)

A Sandra:

Il mio sbaglio è stato di scrivere solo “congiuntivi”, volevo scrivere “congiuntivi e condizionali” e per la velocità ho immesso soltanto il termine congiuntivi. Riscrivo:

“Impariamo i congiuntivi e i condizionali, il loro uso ed il loro significato. Avrebbe non è HA”

Il senso della frase rimane lo stesso invariato. “Avrebbe non è Ha”. Infatti esiste il beneficio del dubbio e tra le altre cose:

CREDERE CIECAMENTE AD UNA COSA CHE NON PUO’ ESSERE PROVATA E’ ESATTAMENTE L’ASSURDITA’ CHE GLI ATEI CONTESTANO AI CRISTIANI. CI VOGLIONO PROVE E FATTI, LE ACCUSE DA SOLE NON VALGONO NULLA”.

“L’avrebbe è quello che dice lei. Lui dice il contrario… …è la parola di uno contro la parola di un altro”. Logica = Non ci sono reali prove concrete del fatto. E comunque è vero, anche gli atei possono essere stupidi e ignoranti, infatti difendere l’aborto ad ogni costo è da stupidi. Se non c’è alcun motivo di abortire perché farlo? Ma che è un capriccio? Che schifo.

UAAR = UNIONE DI LESBICHE FEMMINISTE MISANDRICHE PAZZE ISTERICHE

Paolo1984

scusate ma io trovo che l’intervento di Odifreddi sia orrendo: auspicare che un tribunale decida se sei o no nelle condizioni socio-economiche di procreare è roba da regime totalitario, pur con tutte le intenzioni buone che si possono avere. Se lei vuole tenersi il bambino ha tutto il diritto di tenerselo, la famiglia e attraverso il welfare, lo Stato hanno il dovere di aiutarla, questa è civiltà, costringere una donna, una ragazza o un’adolescente a tenere un bambino che non vuole o ad abortire un figlio che vuole è barbarie pura e semplice

redicoppe72

@ Paolo1984

E’ orrendo perché non riesce a trattenere il reale motivo ideologico (o satanico) che sta dietro l’abortismo: la volontà e la voglia di uccidere persone innocenti.

FSMosconi

@redicoppe72

il reale motivo ideologico (o satanico)

Ma Satana non ha di meglio daffare? Che so: fare sgambetti ai Putti, confondere le scartoffie dei Cherubini, cose così…

nightshade90

@2dipippe

cavolata colossale da ignorante puro affetto da pregiudizi congeniti: perchè mai qualcuno dovrebbe desiderare COME FINE la morte degli innocenti? torna a giocare con i lego, và……

Southsun

@ redichiappe.

Così parlo la Chiesa puttæna, secolare madre troja di tutte le mammane…….

redicoppe72

@ nightshade90 & Southsun

Caspisco che vi fa male essere amici ideologici di chi vuole e ha voglia di uccidere persone innocenti. Per di più se si tratta di un membro autorevole dell’uaar.
Ma tant’è. Odifreddi preferisce uccidere.
D’altra parte cos’altro potrebbe volere il caporione di un gruppo di necrofili, quali sono gli uaarini, che cercano la morte dove possono (aborto, eutanasia, testamento biologico, ecc.). Un consiglio: cacotanasizzatevi.

nightshade90

@odifreddi non ha detto che preferisce uccidere, odifreddi ha rimesso la decisione al giudice, o secondo uomo dallo straw man facile.

quanto ai necrofili, non siamo noi a conservare prepuzi e pezzi di cadaveri per vederli ed adorarli, nè siamo noi che affermiamo di mangiare la carne e bere il sangue ogni domenica di ebrei morti da 2000 anni.

ed è patetico che ad accusarlo di godere ad uccidere sia un seguace della religione che per quasi 2000 anni ha fatto della tortura un’arte, del rogo uno stile di vita e della persecuzione verso i dissidenti e gli eretici una ragione di vita ed è stata la prima a compiere un genoicidio su scala continentale (genoicidio degli indios, colpevoli di non adorare il dio giusto e vivere in un territorio ricco di risorse) e ancora oggi non trova nulla di strano nel beneidre acriticamente gli eserciti quando vanno a combattere, a prescindere da quali siano le ragioni della guerra. nonchè adoratori di un dio famoso per aver ammazzato tutti i primogeniti (innocenti) di una nazione per punire il dittatore (faraone, sui cui il popolo non aveva alcun potere e con le cui decisioni non centrava nulla) di tale nazione e aver ammazzato 10.000 membri del suo “popolo eletto” (comprese donne e bambini) perchè per alcune ore hanno adorato la statua di un vitello d’oro. altro che aborto.

cartman666

mah la figlia ha tutto il diritto di tenersi il bambino. Ma la mia solidarietà va a quei poveri disgraziati dei suoi genitori.
Queste sono le volte in cui sono felice di essere scapolo

Benjamin l'@sino

Stavo sommessamente pensando la stessa cosa.

Aggiungo che la mia solidarietà va anche a quel povero disgraziato d’un feto che sarà un bambino con ogni probabilità alquanto mal piazzato. Poi un adolescente piazzato mica tanto meglio. Quindi un adulto con mille questioni irrisolte nella testa. Alla fine sarà un anziano che dovrà occuparsi fino a tarda età d’una madre poco più vecchia di lui.

P.S. Si può non essere scapoli e contemporaneamente non essere genitori. Fortunatamente matrimonio e convivenza non implicano l’obbligo di imporre a chicchessia la vita e le innumerevoli grane ad essa sempre connesse.

paniscus

“Si può non essere scapoli e contemporaneamente non essere genitori. ”

—————

Si può benissimo anche essere genitori senza essersi mai sposati, se è per questo :)

Lisa

Benjamin l'@sino

Certo che sì. A mio avviso è meglio non esser genitori a prescidere dallo stato civile, ma non tutti concordano (salvo poi lamentarsi e pretendere aiuto e commiserazione dagli altri).

Rainbow Eyes

Una volta tanto sono completamente in disaccordo con quello che ha detto Odifreddi. L’aborto deve essere una scelta LIBERA e CONSAPEVOLE, non può essere imposta da un tribunale. Altrimenti quale sarebbe la reale differenza tra noi e i gonnelloni?

Paolo1984

esatto, hai centrato il punto. Odifreddi mi ha proprio deluso (già la sua costante sottovalutazione della cultura umanistica non mi è mai piaciuta)

El Topo

Che il bimbo nasca se la madre lo vuole ma che venga tosto dato in adozione ad una famiglia terza e che la madre naturale venga seguita da uno psicoterapeuta.
Una scelta pesante come l’aborto non può venire imposta a nessuno così come non può essere negata a chi voglia praticarlo.

paniscus

Nemmeno una scelta pesante come la separazione forzata tra madre e figlio può essere imposta a nessuno in termini preventivi.

La legge consente di togliere un bambino ai genitori naturali soltanto per ragioni gravi di tutela del minore, DOPO che si siano già manifestate evidenze indubbie di maltrattamenti, incuria, e grave incapacità genitoriale.

Non si può togliere un bambino alla madre così a priori, appena nato, solo perché “si pensa” dall’esterno che non sarà in grado di essere una madre adeguata, senza nemmeno lasciarla provare (o tantomeno per accontentare le pretese dei nonni che non lo vogliono). E non è questione di sentimentalismo, è questione di puro e semplice diritto, del bambino prima ancora che della madre.

In un caso del genere, se veramente il rapporto con la famiglia d’origine è talmente compromesso da essere arrivati a farsi la guerra in tribunale perché non riescono a mettersi d’accordo tra di loro, l’UNICA soluzione plausibile è quella di mettere provvisoriamente sia la ragazza che il figlio in una casa di accoglienza o altra struttura protetta, sotto il controllo dei servizi sociali, e programmare un adeguato percorso di aiuto, sia dal punto di vista della formazione professionale (in modo che possa rendersi economicamente autonoma il prima possibile) sia del sostegno psicologico. Poi, se proprio non funziona, si potrà pensare ad alternative più drastiche, ma non certo a priori.

Lisa

El Topo

Nemmeno una scelta pesante come la separazione forzata tra madre e figlio può essere imposta a nessuno in termini preventivi.

Sono d’accordo su questo punto ma riferendomi a presupposti come il padre pregiudicato e la scarsa maturità della madre che si evincono dall’articolo, proprio per anteporre l’interesse del neonato a qualsiasi altro interesse è meglio darlo in affidamento se non in adozione a una famiglia che gli garantisca affetto e sicurezza.

paniscus

Insisto: la legge NON PREVEDE questo.

La legge prevede che un bambino possa essere tolto ai genitori per gravi e giustificati motivi che riguardano l’effettivo trattamento a cui il bambino viene sottoposto, e l’effettivo clima familiare in cui vive.

Non esiste nessuna legge che consenta la sottrazione coatta di un neonato alla madre, solo per supposizione, PRIMA che tali eventuali motivi si manifestino (a meno che la madre non sia, ad esempio, già recidiva, ovvero che abbia già avuto altri figli, trascurati o maltrattati, che le siano stati tolti dopo ripetuti tentativi di aiutarli in altri modi). Semplicemente, non esiste.

E per fortuna, direi io.

E insisto e ribadisco che non lo penso per un malinteso sentimento di pietà verso la madre, ma soprattutto per i diritti del figlio, che tali decisioni le subirebbe per tutta la vita e non solo in quello specifico momento.

Lisa

Paolo1984

insomma non so in quale altro modo metterla, ma anche i poveri, anche gli emarginati, persino gli adolescenti irresponsabili e sciocchi hanno il diritto di essere genitori se lo desiderano

Odis

Concordo: al massimo, se si dimostrassero genitori incapaci, gli si potrebbe togliere la potestà genitoriale ed affidare il bambino a qualcuno che lo adotti e sia in grado di crescerlo.

Flaviana

Non si puo’ e non si deve imporre un aborto come non si puo’ e non si deve imporre una gravidanza. Non so comunque se compiangere dei genitori di una figlia tanto scema o ritenerli corresponsabili del funzionamento del cervello della medesima.

Arnaldo

La seconda che hai detto. Chissà, forse i suoi genitori gli urlavano di evitare rapporti sessuali col ragazzo. Bastava un’educazione agli alticoncezionali senza imporgli la castità e questa situazione si sarebbe evitata.

Roberto Grendene

la situazione potrebbe essere piu’ complicata

sembra che il compagno della ragazza la malmenasse

Giorgio Pozzo

Il ragionamento di Capriccioli non fa una piega: l’autodeterminazione è la libertà, il diritto fondamentale della donna, e non si tocca. Questo concetto, così semplice in realtà, viene travisato, distorto, credo proprio in cattiva fede, da tutti coloro che si professano “difensori della vita”, e sono contrari all’aborto in linea assoluta. Questa gente, dice benissimo Capriccioli, accusano gli altri di essere una specie di “oppositori alla vita”, tralasciando volutamente e faziosamente che qui si tratta di difendere una libertà acquisita con battaglie civiche fondamentali.

Il ragionamento di Odifreddi, vorrei far notare, non antepone l’autorità genitoriale a questa libertà di autodeterminazione. In questo senso, non mi pare contrapposto a 180 gradi a quello di Capriccioli (che io condivido). Dice, invece, che in uno stato moderno i diritti del nascituro ad una vita “normale” dovrebbero essere garantiti; garantiti dallo stato, non dai nonni. E tale garanzia, quando i genitori presentano caratteristiche tali da non poter offrire tali garanzie al nascituro, allora dovrebbero diventare un obbligo. Il diritto del nascituro diventa necessariamente un obbligo dei genitori. E lo stato, che si deve sostiruire ai genitori quando questi siano carenti in tal senso, dovrebbe intervenire a due livelli: il primo, con la prevenzione contraccettiva obbligatoria (e qui posso anche parzialmente condividere). Il secondo, invece, qualora fallisse il primo, con l’aborto obbligatorio (e qui non condivido più).

Paolo1984

tu vorresti vivere in un Paese dove lo stato decide se sei o no degno di procreare? io, no

Lorenzo Galoppini

Autodeterminazione della ragazza, sempre. Non si può nè proibire di abortire nè costringere ad abortire: altrimenti non sarebbe più un diritto.

fc

Se sono arrivati al punto di denunciare la figlia e coinvolgere giudici, la situazione in quella famiglia deve essere veramente degenerata. Arrivati a questo punto, qualsiasi scelta sarà una pezza attaccata male.

Dai giornali si capisce poco, ma se la situazione è quella che dipingono, personalmente valuto la prosecuzione della gravidanza una sciocchezza.

Ma non si possono costringere gli sciocchi con le sentenze!
Troverei terrificante un tribunale, o lo Stato, che decide per me se devo o non devo avere un figlio.. ma dove siamo, in Cina?

Fortunatamente la 194 definisce l’aborto come un (giustissimo) diritto e non come un dovere!

Questa volta Odifreddi, scusate il francesismo, l’ha veramente fatta fuori dal vaso.

fc

forzalube

Concordo con fc e la maggioranza di chi mi ha preceduto. Spero in una rettifica di Odifreddi perché questa volta ha detto un’assurdità.

Rasputin

Concordo con gli ultimi interventi.

Io dico che 16 anni in Italia è l’età del consenso ed in quello che decide la ragazza non si deve impicciare proprio nessuno.

Quindi il giudice ha agito correttissimamente, e probabilmente proprio sulla base di questa regola, checché ne ometta Odifreddi.

L’aborto coatto non mi pare migliore della procreazione coatta.

Obbligare qualcuno ad abortire è esattamente come impedire a qualcuno di abortire: una violazione della libertà di scelta.

Marco CUZZI

Stimo sia Capriccioli (seguo costantemente da anni il suo Metilparaben) che Odifreddi. Ma stavolta, il secondo mi stupisce. Libertà di scelta sempre e comunque. Uno a zero per Capri.

Francesco S.

Secondo me sta ragazza è stata un po’ stupida, errare è umano ma perseverare è diabolico (che ci vuole a usare un preservativo).

Detto questo, il tribunale non può imporle l’aborto perchè la scelta spetta solo alla persona, per quanto stupida sia, alla stupidità non può porre rimedio un tribunale.

Roberto Grendene

premesso che sono per la libertà di scelta, se è vero che il compagno la malmenava difficile che poi fosse così scrupoloso da usare il preservativo

Francesco S.

Il preservativo è uno scrupolo di entrambi, se un partner “lo dimentica” l’altro può imporlo, altrimenti se non c’è violenza e questo non è il caso, vuol dire che l’altro è consenziente.

[OFFTOPIC]
Lo dico perchè attualmente Assange (quello di Wikileaks) è accusato di stupro in Svezia per aver avuto rapporti non protetti ma consenzienti. (E’ la prima volta che la moderna Svezia mi delude). info qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange#Le_accuse_di_molestia_sessuale
[FINE OFFTOPIC]

Giacomo

Per me la famiglia non ha alcun potere sulla figlia, è lei a dover decidere se abortire o meno.

Certo che mi vengono seri dubbi sulla maturità di questa ragazza, non perché vuole tenersi il figlio che è una scelta legittima

Focaral

Esiste la libertà di scelta.

Per cui la ragazza ha tutto il diritto di fare un figlio a sedici anni con un pregiudicato.
Spero solo che la tizia, almeno, si trovi un lavoro, il compagno, se così si può chiamare, pure, e che non si facciano mantenere dai genitori di lei. Troppo facile.

Cesare b

Le affermazioni di Odifreddi dovrebbero avere la massima diffusione, specialmente fra le donne e fra i giovani. Naturalmente precisando che e’ un pezzo grosso dell’ UAAR.
Saluti.

Odis

Che pretendi, non riesce nemmeno a concepire che qualcuno possa non avere capi e possa non prendere per verità assoluta ogni singola parola di una persona famosa…

Dopotutto, “per essere l’immacolato componente di un gregge, bisogna essere prima di tutto una pecora” (Albert Einstein)…

il parroco di Funo

“dopo un aborto praticato circa un anno fa,…”

… con la pillola del giorno dopo.

Odifreddi, che c@cca d’uomo che si riconferma.

Roberto Grendene

la pillola del giorno dopo non e’ abortiva

è un anticoncezionale di emergenza, che evita la fecondazione dell’ovulo

sembri avere le idee confuse riguardo al sesso e la procreazione

Odis

“Degrada la donna” :lol:
E in che modo, di grazia?

@il parroco di Funo Ti ho già chiesto sul forum, ma te lo ripeto: sarebbe carino se tu e il resto del clero la piantaste con questa disinformazione, grazie.

La “pillola del giorno dopo” è un progestinico ad alto dosaggio: inibisce l’ovulazione.

Ha azione simile a quella del progesterone, ormone che favorisce la fecondazione della cellula uovo, l’impianto dell’embrione nell’endometrio, e permette il normale procedere della gravidanza.

Anche un bambino capirebbe che un progestinico è estremamente improbabile causi un aborto…

fab

Enrico, leggi la definizione di “degradare” su qualche vocabolario; è evidente che la usi a rovescio, dato che secondo te una pillola degrada le donne e dichiararsi schiave, per giunta di qualcosa che non si è mai visto, no.

Enrico

La donna che si dedica al sesso senz avolere figli si trasformain un semplice oggetto di piacere.

FSMosconi

@Enrico

Vedo che da quando abbiamo parlato di soggetto e oggetto il concetto non ti è ancora entrato in testa:

(Chi fa l’azione ≠ Chi subisce un’azione) = (Oggetto ≠ Soggetto)

Chi fa l’azione = Soggetto
Chi subisce l’azione = Oggetto

Ma forse questo è ricollegabile al tuo concetto puramente reazionario/retrogrado secondo cui la donna non deve avere Habeas Corpus e reale volontà decisionale parimenti dei figli, anche se maggiorenni (cui vorresti siano soggetti anche a pene corporali qualora la loro identità sessuale non sia gradita al padre-padrone)… :roll:

nightshade90

enrico
la donnache si dedica al sesso senza volere figli persegue il SUO piacere. anche le donne lo provano, sai? non tutto quello che fanno esiste solo in funzione degli uomini.

mentre una donna che può fare sesso SOLO al fine di fare figli E’ RELEGATA AL RUOLO DI INCUBATRICE. QUESTO SI’ che degrada la donna, trasformandola in un oggetto che ha ragione di esistere solo in funzione degli altri e non più in funzione anche dei suoi desideri e bisogni.

Enrico

Invece si può relegare la donna a strumento di piacere, fare figli è l’esaltazione della donna.

paniscus

Enrico, ci spiegheresti una volta per tutte per quale motivo la donna che fa sesso è da considerare “OGGETTO” di piacere di qualcun altro, mentre il maschio no? E per quale motivo lo stesso identico comportamento degraderebbe solo la donna e non il maschio?

Ma tu pensi seriamente che alle donne non piaccia fare sesso, e che lo facciano solo per accontentare l’uomo, acconsentendo a dare piacere solo a lui? Immagino che tu abbia frequentato un campionario femminile piuttosto deprimente… :)

Lisa

Walter

@Enrico
“La pillola degrada la donna”, “Fare figli è l’esaltazione della donna”. Praticamente sono delle giumente da riproduzione per te le donne. Il sesso a scopo semplicemente ricretivo non è concepito, ho capito. Che inferno che devi avere in testa, poverino.

P.s.: scommetto che i genitori di questa sedicenne sono cattolicissimi che non hanno mai spiegato alla figlia cosa sono i preservativi.

Southsun

@ Enrico.

“La donna che si dedica al sesso senz avolere figli si trasformain un semplice oggetto di piacere.”

Cattociarpame medioevale.

A te – perchè sei cattolico, una iattura del pensiero – sfugge totalmente il FATTO che la donna MODERNA fa sesso PER IL SUO PIACERE, non certo esclusivamente per compiacere il suo uomo. Finiti i “bei tempi andati”, vero?

Una volta di più hai dimostrato quanto la TUA/VOSTRA ossessione preferita e inveterata sia quella di NEGARE il piacere sessuale alle donne, legandolo e sottoponendolo al vaglio e al controllo della Chiesa, notoriamente in pugno ai soli uomini.

Perciò, mio caro, qui hai di nuovo cag@to fuori.

Esattamente come ha fatto Odifreddi, sostenendo un’assurdità.

Enrico

La donna provas si piacere lo sò, ma prova maggior piacere nell’essere madre.

FSMosconi

@Enrico

Sei una donna?
Sei una donna madre?
Sei una donna madre che nonostante la genia fa ancora sesso?

No: e allora cortesemente taci.

Sandra

“La donna provas si piacere lo sò, ma prova maggior piacere nell’essere madre.”

Dipende, con un figlio come te mi dispererei ogni minuto della giornata.

nightshade90

“La donna provas si piacere lo sò, ma prova maggior piacere nell’essere madre”

la donna prova maggior piacere nell’essere madre nella stessa identica misura in cui l’uomo prova maggior piacere ad essere padre (cioè la cosa dipende unicamente dal soggetto e non ha alcun valore assoliuto). eppure per te fare sesso non procreativo significa comunque che l’uomo sfrutta la donna e non il contrario. ipocrisia e pregiudizio qui ci covano

firestarter

non ti gasare troppo, piccolo scialbo mentitore di un parroco, che in quanto ad affermazioni imbarazzanti il sito della parrocchia di funo e’ una collezione di perle tragicomiche.

antoniadess

questa volta non condivido l’opinione di Odifreddi per quanto riguarda l’imposizione di un aborto: autodeterminazione sempre; certo condivido gli altri argomenti: che i figli non devono venire per caso, che è necessaria più responsabilità nel procreare, che il nascituro ha diritto non solo ad essere partorito per venire al mondo, ma a una vita dignitosa, dalle condizioni materiali all’educazione e alla serenità, che difficilmente potranno garantire dei ragazzini irresponsabili senza lavoro e un padre pure violento, d’altra parte c’è l’alternativa di darlo in adozione se non se la sentissero di occuparsene, soprattutto se nemmeno i nonni sono disposti, e li capisco, a subire un nipote che magari sono costretti ad accudire perchè la madre è incapace

exodus

la libertà di scelta è inderogabile, un diritto personalissimo, e dato che ha 16 anni, ha la facoltà di essere cosciente, ha capacità naturale piena, il bambino giurdisprudenzialmente nascerà e nessuno può impedirlo, altrimenti si pregiudicherebbe un diritto inviolabile……l’aborto è una scelta personalissima punto niente deroghe

marilena maffioletti

il commento di sandra”povero bambino” è il più esauriente e mi trova d’accordo. In questo senso il commento di odifreddi deve essere considerato. Avere un figlio è un atto di egoismo che pochi ammettono: si vuole la prosecuzione della famiglia, si volevano le braccia per lavorare, si vuole un figlio simile a noi se ci si crede dei geni, si vuole tenere legato un compagno a tutti i costi, ecc. Il diritto della persona che nascerà si riduce ai minimi termini e la sua vita non sarà certamente facile. accusare odifreddi di voler impedire la libertà di scelta mi sembra esagerato.

Batrakos

La cosa certa in tutto questo è il forte degrado che una situazione del genere denota e i pochi elementi che possiamo conoscere con certezza.
L’intervento di Odifreddi non mi trova d’accordo ma lo comprendo umanamente, nel senso che, per situazioni mie personali passate, ho vistomolti casi di genitori irresponsabili e ho tante volte pensato che in certe condizioni quei bambini sarebbe stato più umano abortirli.
Non lo condivido, perchè, come dico spesso, anche il principio formale è importantissimo, e autorizzare un intervento coatto dello Stato in situazioni così personali, intime e mai pienamente certe (teoricamente, anche se le probabilità sono bassissime, non è detto che quel bambino avrà per forza una vita pessima e in questo senso non si può che stare alla coscienza della madre, e se possibile del padre, il cui problema non è tanto l’essere pregiudicato chè nella vita si può sbagliare, quanto eventuali violenze o negligenze) può creare un precedente pericoloso ed una china incerta, proprio perchè potrebbe rovesciarsi contro la libertà di scelta, per cui è nata la legge sull’aborto stessa, e diventare problematica in tempi futuri, come spesso succede con le soluzioni autoritarie.

liberamente

Una cosa mi sembra importante:

se si stabilisce che la ragazza abbia il diritto di fare quello che vuole, poi lo stesso DEVE valere anche per i genitori, cioè i genitori -se lo vogliono- devono avere il diritto di non mantenere figlia e nipoti: per quale motivo, io genitore, devo accollarmi il carico delle scelte per me folli di mia figlia?

Paul Manoni

Nessuno, ne i genitori, ne il giudice può decidere o imporre l’aborto (o la gravidanza) alla sedicenne. Se vuole portare avanti la gravidanza, ne ha tutto il diritto, nel pieno della tutela che offre la legge 194.
In questa triste storia semmai, sarei curioso di vedere come andrà a finire.
Perchè se il giudice ha giustamente le mani legate per ciò che i genitori della ragazza gli hanno richiesto, difficilmente se ne starà lì fermo a guardare.
Con tutta probabilità, farà partorire la ragazza, e mezz’ora più tardi invierà i servizi sociali a testare l’intero ambiente famigliare. Se dovessero ritenere che sedicenne e’ ancora immatura per crescere un figlio e se saltasse fuori che l’ambiente famigliare e’ pessimo (visto anche il ragazzo/padre violento e con precedenti penali per droga), spono certo che il giudice non ci penserebbe due volte a dare in affidamento il bambino…Ed ovviamente non ai genitori della ragazza, che hanno ampliamente dimostrato di non volerne sapere nulla (!!).
Insomma, come al solito, chi pagherà il prezzo più alto sarà come sempre il nascituro… :(

Paul Manoni

Figurati “l’autonomia” della sua decisione, in questo contesto…. :shock:

Sandra

Ma, l’autonomia di decidere dovrebbe essere in relazione all’autonomia di vivere. Se si stabilisce il diritto di fare “stupidate”, vale anche quello di non subirne le conseguenze. E qui sarebbero state a carico dei nonni, e del bambino, che davvero non avrebbe avuto nessuna colpa nel nascere in una situazione così disgraziata. Io ho l’impressione che i genitori siano andati dal giudice per mostrare alla ragazza che facevano sul serio e che non avevano nessuna intenzione di prendersi carico del pupo. Sai come sono i ragazzi, la tipa magari avrà pensato che dopo le prediche, i genitori si sarebbero rassegnati ad aiutarla a crescere il bambino. Sembra una non molto sveglia o molto viziata, rimanere incinta una volta per sbaglio (nel 2011!!!!) già è da tordute, ma la seconda… insomma, come genitore non hai molta scelta, se non quella di mettere dei limiti, oltre ai quali i figli si devono arrangiare da soli.

paniscus

La messa online del primo articolo (con tutte le relative correzioni dell’ultimo momento su errori imbarazzanti) è del pomeriggio inoltrato di ieri, mentre stamattina alle otto c’era già on line il secondo articolo, in cui si diceva che la ragazza aveva già abortito.

Siccome è piuttosto improbabile che la famiglia della ragazza si sia data la pena di diramare un comunicato pubblico a notte fonda, allora vuol dire che aveva già abortito ANCHE ieri, che la cosa già si sapeva, e che tutta la notizia è stata montata ad arte per riempire qualche pagina in più.

Una tristezza indicibile, sulla pelle di una minorenne.

Lisa

Southsun

Imporre alla ragazza l’aborto è una mostruosità – uguale e contraria all’imposizione natalista – che il Tribunale sicuramente respingerà.

Odifreddi ha detto una cazz@ta grande come il sistema solare.

Qualcuno ha appurato – piuttosto – se i genitori di questa disgraziata sono cattolici?

Perchè E’ QUELLO IL PUNTO interessante.

Paolo1984

ogni volta che si spara una fesseria ci si giustifica con “era una provocazione”, io inizio a rompermi le scatole, odifreddi lasci le provocazioni agli artisti e si assuma la responsabilità di ciò che dice.
Il paragone che ha fatto con le adozioni non sta in piedi, in quel caso si tratta di bambini già nati a cui i genitori biologici hanno dovuto o voluto rinunciare, è più che legittimo che lo Stato si preoccupi di trovar loro una buona famiglia, è del tutto ingiustificato che lo Stato imponga con una sentenza di tribunale un aborto o decida a priori chi è degno di procreare e chi no

Batrakos

Ammesso che sia vera la provocazione, talvolta le provocazioni servono e sono utili, altre volte, almeno secondo me, denotano un’immaturità latente…
Peraltro il discorso della coerenza interna, in politica lascia il tempo che trova: ad esempio Hitler ebbe una coerenza interna eccezionale, ma partiva da un falso (la teoria razziale e l’idea degli ‘ariani’), e si sa che ex falso sequitur quodlibet.

Francesco S.

Ognuno ha diritto ai 5 min di caxxate, basta che dopo si ravvede.

elena

Esatto, Paolo1984. Odifreddi nella sua rettifica mette altre due pezze peggiori del buco:
1. Checché ne pensi il suo provincialismo di matematico, non tutto si dipana con i paradigmi della logica. Non tutto è diretta emanazione e necessario corollario di verità matematiche, soprattutto ciò che regola i rapporti tra le persone.
2. Anche se ciò fosse e dovessimo quindi dedurre necessariamente gli articoli di legge dalle regole di inferenza, non essere in grado di crescere un figlio non implica in alcun modo l’obbligo ad abortire: implica semmai l’obbligo di dare in adozione il neonato. Cosa che talvolta accade, quando intervengono i servizi sociali per allontanare un bambino da una famiglia che non è minimamente in grado di accudirlo e, anzi, lo maltratta. Ma sono casi rari ed estremi e, comunque, si tratta di soluzioni dolorosissime.
Dico, anche se l’assunzione odifreddiana fosse fattibile: l’obbligo ad abortire, in questa logica, deriverebbe comunque soltanto dall’incapacità di far *nascere* il bambino, non di farlo *crescere*. Quindi anche come provocazione logica fa acqua da tutte le parti.

Insomma alla ca…ata del giorno prima risponde con una ca…ata ancora peggiore. :(

paniscus

A questo punto, che la notizia si è tristemente sgonfiata e si è rivelata ancor più fortemente per la “non-notizia” che era fin dall’inizio, mi permetto un commento più generale.

Da quando sono madre (e ho quindi occasione di frequentare e interagire con molti altri genitori, che sono arrivati ad essere genitori attraverso le strade più diverse, sia naturali sia adottivi) reagisco sempre con un certo stupore e un certo turbamento al constatare quanta gente trovi così naturale parlare con tanta leggerezza di abbandono, di separazione alla nascita, e di adozione, come se fossero una passeggiata di sollievo.

OGNI santa volta che si discute di un problema del genere (maternità controversa in situazioni socialmente difficili), arriva puntualmente qualche spirito bello che sentenzia:

“Ma che problema c’è? Facciamola partorire, e poi togliamole immediatamente il bambino appena nato, e facciamolo adottare da un’altra famiglia più degna… così è facilissimo, è comodissimo, sono tutti felici, non soffre nessuno, ed è la soluzione perfetta!”

Ma qualcuno si rende conto di che cosa sia REALMENTE un’adozione, e cosa sia un rapporto con un figlio che per tutta la vita dovrà fare i conti con le sue origini e il suo passato, anche se consapevolmente non se lo ricorda?

Cosa si penserebbe, di fare come 50 o 100 anni fa, quando ci si compiaceva di non dire la verità ai figli adottivi, e di farli crescere per tutta la vita nell’inganno?

Oggi è OVVIO che un figlio adottivo abbia diritto a conoscere la verità sulle sue origini (anche se non necessariamente i dettagli sui nomi delle persone). Ed è ovvio che qualunque figlio adottivo, prima o poi, si ponga il problema del perché i genitori naturali non abbiano voluto o potuto tenerlo.

E me lo dite, di grazia, come cazzarola si fa a pensare che la cosa “migliore” e “più indolore” per un figlio sia quella di dover fare i conti con l’eventuale storia di una madre che non l’ha nemmeno abbandonato di proposito… bensì che avrebbe voluto tenerselo, ma è stata costretta ad abbandonarlo contro la sua volontà, senza che le fosse data nemmeno la possibilità di tentare?

Eppure mi pareva che qualche anno fa, quando venne fuori che la stessa cosa era successa alle Maddalene irlandesi, le posizioni dei laici fossero completamente diverse…

E lo dico da laica di ferro pure io, eh.

Lisa

Senjin

Probabilmente ti farò incazzare ma:

- Il diritto di sapere cosa? Che i tuoi genitori biologici o non ti volevano oppure non erano in grado di prendersi cura di te? Con la conseguente sindrome “discendo da una m.e.rda quindi nessuno mi vuole”? Se un bambino ha una famiglia che lo ama che importanza possono avere le relazioni biologiche? La verità non è sempre la migliore opzione.

- La povera mammina ha diritto di tentare? Beh certo tanto il prezzo lo paga il bambino. Se questa storia fosse vera avremmo una ragazza così idiota da farsi mettere incinta DUE volte (troppo difficile usare un preservativo) dal fidanzatino che la pesta come un zampogna, con i genitori di lei che del pupo non vogliono nemmeno sentire parlare. Proprio una ambiente idilliaco dove crescere.

- Il paragone con le Magdalene irlandesi è decisamente pretestuoso visto che si trattava di adolescenti SEGREGATE DALLE FAMIGLIE DI ORIGINE SENZA NESSUNA RAGIONE, abusate in ogni modo possibile e cui venivano sottratti i figli per venderli al migliore offerente. Un po’ diverso dal bambino tolto da una situazione di abuso.

Io ne ho le tasche piene della mistica della maternità e dei vincoli di parentela biologica. Avere del DNA in comune con qualcuno non garantisce niente e NESSUNO ha il diritto di “tentare di fare il genitore”. Questa bella filosofia che lascia i bambini in mano a tossici, pedofili e pazzoidi facendo crescere una bella pigna di cadaveri, per non parlare dei paparini irreprensibili che vanno al lavoro dimenticandosi i figli sul sedile posteriore dell’auto e facendoli crepare per colpo di calore.

Paolo1984

ma al di là della situazione specifica (che in qualche modo si è “risolta”), è il principio di decidere “a priori” chi è degno di procreare e allevare bambini e chi no che è sbagliato

paniscus

Oltretutto, visto il riferimento finale ai “paparini irreprensibili” che dimenticano i figli in macchina, mi piacerebbe sapere in che modo quei casi avrebbero potuto essere evitati sottraendo loro i figli alla nascita.

Visto che si è trattato quasi esclusivamente di casi imprevedibili avvenuti in famiglie normalissime, che non vivevano affatto nel degrado, non si drogavano, non si ubriacavano, non si malmenavano, che non avevano alcun precedente, che non avevano dato alcun segno di squilibrio, e che in qualche caso avevano già allevato adeguatamente altri figli prima.

Me lo vedo proprio, un ufficiale giudiziario che dopo una normale gravidanza sana, voluta e cercata, viene a sottrarmi il bambino (magari primogenito senza alcun altro precedente familiare, oppure secondogenito dopo una sorella che gode ottima salute e vive felice) direttamente in sala parto, senza che io possa oppormi…

… solo perché qualcuno ha deciso unilateralmente che il bene del bambino sia quello di essere allevato da un’altra famiglia fin dall’inizio, perché mio marito “ha la faccia” di uno che “tra due anni potrebbe dimenticarsi il bambino in macchina”.

A scanso di qualsiasi dubbio, ho pure avuto la lungimiranza geniale di accompagnarmi con uno che non guida, eh.

Lisa

paniscus

Guarda che è meglio che tu ti dia una calmata e rilegga il mio messaggio, perché ti assicuro che di mistico non aveva assolutamente niente.

Le informazioni che ho dato derivano dall’evidenza dei fatti con cui QUALUNQUE genitore adottivo VERO si trova a fare i conti in qualsiasi momento della propria vita.

Quindi, non parlo affatto di gente fissata con la mistica della maternità biologica, ma al contrario, di gente che ha consapevolmente scelto l’adozione, sapendo benissimo che si sarebbe trattato di un percorso arduo e spinoso, che in generale può portare PIU’ difficoltà rispetto a una maternità naturale.

Io non sono personalmente una madre adottiva, ma ne conosco parecchie, e da anni ho occasione di scambiare interessantissime e proficue discussioni con loro. E ti assicuro di non aver detto assolutamente nulla di diverso da ciò che ho appreso in questo modo, direttamente da chi è coinvolto di persona. E che è felicissimo di aver adottato, ma non per questo nasconde la testa sotto la sabbia e si illude che il problema non esista.

Lo sa anche il muro, OGGI, che l’adozione, per quanto sia una scelta genitoriale bellissima e positiva, con tutte le potenzialità di produrre famiglie sane e felici, si porti dietro problematiche diverse da quelle della genitorialità biologica, che non si esauriscono nei primissimi tempi di “inserimento” del bambino, ma che si evolvono con lui e proseguono per tutta la vita.

Non è detto che debbano fare per forza danni gravi, non è detto che non si possano elaborare bene, ma esistono eccome.

Mettere la testa sotto la sabbia e dire che queste difficoltà non esistono e sono tutte balle, perché il bambino “dovrebbe solo essere contento e riconoscente di andare a stare meglio”, è ipocrita e infantile. Oppure, se non altro, denota ignoranza dei fatti, cosa che io invece ho cercato di rimediare e compensare, parlando direttamente con gli interessati.

Il fatto che il figlio si ponga il problema del “da chi discendo” e “perché non mi hanno voluto”, con relative ripercussioni sulla sua crescita e sulla formazione della sua identità da adulto, non è un’opinione ideologica, ma è un dato di FATTO. E non è affatto vero che “se la famiglia adottiva è abbastanza amorevole e premurosa” questo non succeda.

Succede sempre, inevitabilmente, a tutti i figli adottivi, indipendentemente da quanto sia adeguata e responsabile la nuova famiglia. E quando gli succede cosa pensi che si debba fare, dirgli: “Fregatene, stai zitto, e accontentati della fortuna che ti è capitata, ingrato!” ????

La visione semplicistica dell’adozione come un provvedimento “perfetto” che cancella di colpo tutta la realtà di una persona già esistente, per fortuna, è superata da decenni.

Se poi tu preferisci pensare che il bambino sia una tabula rasa assoluta che si può plasmare come si vuole, beh… vuol dire semplicemente che capisci poco di bambini, sia biologicamente partoriti, sia adottati :)

Il che non vuol dire che in alcuni casi gravi la separazione forzata (da un genitore totalmente inadeguato) sia un provvedimento NECESSARIO.

Quello che contesto è di sentir dire che sia un provvedimento “ideale”, “indolore” e “senza nessuna conseguenza” per il bambino, da consigliare a man bassa ogni volta che si sospetta una difficoltà.

E credo di aver spiegato ampiamente che sto partendo da considerazioni che riguardano il futuro del FIGLIO, e non certo di “diritti della povera mammina”.

scusate la prolissità
Lisa

paniscus

oooppps…. è saltato un NON:

“Il che non vuol dire che in alcuni casi gravi la separazione forzata (da un genitore totalmente inadeguato) NON sia un provvedimento necessario. Quello che contesto è…”

Lisa

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