Veneto, sale parrocchiali chiedono finanziamenti alla Regione

Col passaggio al digitale, obbligatorio dal 2015, e le innovazioni tecnologiche, i cinema parrocchiali del Veneto si trovano in difficoltà. Per questo i gestori di quelle che ora si chiamano ‘sale di comunità’, si sono rivolti alla Regione per ottenere finanziamenti. I gestori di un migliaio di sale in tutta Italia (di cui 68 in Veneto) sono riuniti nell’Acec, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema.

Don Alessio Graziani, rappresentante Acec, chiede quindi circa 60 mila euro “per cambiare sistema e proiettori” e propone che la Regione finanzi il 30%. Regioni come Lombardia e Toscana hanno permesso ai gestori delle sale parrocchiali “di accendere mutui di 4-5 mila euro l’anno”, aggiunge.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 6 dicembre 2011 alle 11:40 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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20 commenti a “Veneto, sale parrocchiali chiedono finanziamenti alla Regione”

  1. ale cattolico scrive:

    quelle sale evitano che molti ragazzi vadano a drogarsi,cosa che a molti atei piacerebbe soprattutto perchè si sentirebbero sostenuti in tale sana abitudine,vero.

    • ANCIA LIBERA scrive:

      COME IN ALTRO POST: NON LA SMETTI MAI DI DIRE DELLE SCEMENZE !!!

    • davide scrive:

      quindi c’è una netta correlazione tra cinema e droga giusto? quindi lo stato è corresponsabile visto che vieta a me di scaricare film, e quindi di vederli e di conseguenza io non potendo vedere film devo necessariamente drogarmi…
      di un po’, da quant’è che non vai al cinema eh?

    • Luigi Tosti scrive:

      Quelle sale parrocchiali consentono ai poveri giovani di bersi le ultime facoltà intellettive e di critica: è dunque giusto che se le paghino i cattolici.

    • FSMosconi scrive:

      @ale troll

      Dovresti fare l’erista, anche se visto il personaggio ti ci vedrei meglio come concorrente di qualche reality di serie B…

    • pastore tedesco scrive:

      Ah, quanti bei ricordi nella sala dei salesiani dove ho visto più di una volta il film sulla vita di don bosco. Quanta pace mi donava quel film. Riuscivo a dormire tanto pesantemente che ho pensato più volte all’uso della droga per riprendermi da quel torpore.
      Che bei ricordi, veramente, veramente.

  2. denis scrive:

    @ale cattolico

    non ho mai visto risposte e dibattiti molto intelligenti da parte vostra, ma questa tua affermazione non ha alcuna possibilità di replica…. vai a curarti da un bravo medico… da bravo. fallo.. per il tuo bene.. forse guarisci..

  3. teologo cattolico scrive:

    è illegale?

    • sauro scrive:

      É concorrenza sleale nei confronti degli altri cinema.

    • FSMosconi scrive:

      @Teologo

      Chiediti prima:
      E’ corretto nei confronti del libero mercato?

    • Rothko61 scrive:

      Forse non è illegale perché chiedere è lecito. Ma è immorale.

      • teologo cattolico scrive:

        è immorale chiedere??….ma perchè tra i tanti libri che sponsorizzate sul sito non vendete il vostro manuale di morale laica con in appendice tutta questa casistica
        (…é immorale chiedere un finanziamento, è immorale essere assunti come insegnati di ruolo…): sarebbe la volta buona che vi compro qualcosa

      • FSMosconi scrive:

        @Teologo

        Mi sa che hai frainteso: mi sa che si riferiva all’episodio e non alla preposizione precedente.

        Poi, se vuoi conferme chiediglielo tu invece che marciare su un possibile qui pro quo…

  4. Paolo scrive:

    Ho trascorso gli anni migliori della mia gioventù in patronato e facevo servizio gratis al cinema parrocchiale. Sono passati 50 anni. Lo rifarei. Peccato che tutto questo non ci sia più. Non vediamo il male anche dove c’é il bene. Paolo

  5. Giorgio Villella scrive:

    Ho copiato dall’articolo del Corriere le frasi più significative:
    Tutti i cinema degli oratori rischiano di chiudere i battenti.
    In Veneto sono 68 le sale e i costi per cambiare sistema e proiettori si aggirano intorno ai 60 mila euro per ciascuna.
    La protesta dei cinema parrocchiali, oggi ribattezzati «sale di comunità».
    Il delegato di Vicenza e vice delegato veneto dell’Acec, l’Associazione cattolica esercenti cinema,
    Don Alessio Graziani, chiede anche l’aiuto della Regione:
    «Proponiamo che si attivi un finanziamento che copra intorno al 30 per cento dell’investimento complessivo – spiega Don Graziani – altre regioni come la Lombardia e la Toscana lo hanno fatto permettendo ai gestori di accendere mutui di 4-5 mila euro l’anno per diluire la spesa».
    «I costi sono bassi perché le sale – che spesso fanno parte della diocesi – non pagano l’Ici».
    «Sono il primo gradino per far avvicinare alla chiesa chi non sia mai venuto o si è allontanato».
    «Affittiamo la sala al Comune o alla banca locale per le assemblee, e organizziamo un festival di musica celtica che attira appassionati da tutta Italia».

    Commento mio:
    Se la Regione Veneto acconsente, dovrà sborsare 1.224.000 euro!
    Per indorare la pillola le sale parrocchiali cambiano nome.

    - Possono i partiti votare contro?
    Lombardia (centro destra) e Toscana (centro sinistra) hanno votato a favore.

    - Servono a fare proselitismo.

    - Vengono AFFITTATE ai comuni (che avranno sempre pagato negli anni per la manutenzione).

    - Non pagano l’ICI.

  6. luigi scrive:

    I cinema parrocchiali se li pagassero i fedeli! E che cavolo ASSATANATI di soldi degli altri!

  7. Florasol scrive:

    da ragazzini il cinema parrocchiale era prezioso per avere un posto dove pomiciare al buio e al calduccio… :lol:

  8. Paul Manoni scrive:

    Basterebbe una colletta o un bel biglietto di ingresso alle suddette sale cinematografiche, e tutto verrebbe risolto SENZA DENARO PUBBLICO!!

  9. spapicchio scrive:

    Tanto proiettano tutti film censurati o scelti dal parroco.