Nota UAAR sul disastro di Genova

Quanto è accaduto nel capoluogo ligure ha toccato il cuore di tanti cittadini italiani. Anche i soci Uaar stanno commentando gli eventi sulla lista di discussione interna, ed esprimono vicinanza alla cittadinanza colpita. L’associazione è particolarmente legata alla città di Genova, scelta a suo tempo per la campagna degli ateobus e, nel maggio scorso, splendido palcoscenico per il convegno internazionale sulle etiche non confessionali. Di fronte a un disastro di tale portata occorre soprattutto rimboccarsi le maniche, pensando a come evitare che si ripeta in futuro. Anche diversi soci e simpatizzanti Uaar sono in questo momento impegnati a portare aiuto a chi ne ha bisogno: ma non lo fanno in nome dell’associazione. Lo fanno perché credono nella solidarietà umana.

In tale occasione la Cei ha annunciato di aver stanziato un milione di euro. La notizia è stata enfatizzata come al solito oltre misura dai mezzi di informazione, che hanno però omesso di dire che quella cifra è meno dell’1 per mille di quanto la Chiesa italiana ha ottenuto nel 2010 dallo Stato grazie al meccanismo dell’Otto per Mille. Hanno omesso di dire che la sola Regione Liguria ha erogato nel solo 2010 a organizzazioni del mondo cattolico oltre tre milioni e mezzo di contributi (e nel computo mancano le erogazioni relative ai finanziamenti per le scuole cattoliche e per gli oratori).

In occasione del terremoto in Abruzzo l’associazione propose che il gettito di competenza statale dell’Otto per Mille fosse destinato a far fronte alla calamità naturale, come peraltro previsto dalla legge istitutiva dello stesso meccanismo. Il governo ha invece preferito destinare oltre 66 milioni provenienti da quel gettito a edifici religiosi. Mentre il centro dell’Aquila giace in uno stato di totale abbandono, si moltiplicano le inchieste sui coinvolgimenti della locale diocesi negli appalti della ricostruzione.

L’Italia dei privilegi è già all’opera anche a Genova: il blocco del traffico impedisce a tanti cittadini di visitare e confortare i loro cari in difficoltà, mentre ai ministri di culto è stato consentito di circolare liberamente. Non è questa l’Italia che vogliamo. L’UAAR ritiene che il modo migliore per onorare le vittime degli eventi di questi giorni sia di ripensare completamente il modo con cui vengono gestite le scarse risorse pubbliche. È tempo che un paese così sovrappopolato, con un territorio che cade letteralmente a pezzi e nel pieno di una grave crisi economica, affronti con politiche razionali questa autentica emergenza nazionale.

L’associazione

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 5 novembre 2011 alle 14:08 e classificato in Generale, Notizie, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.