Libia, festa della liberazione: “Sharia sarà legge, rivedere leggi su divorzio e matrimonio”

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico, Mustafa Abdel Jalil, durante i festeggiamenti a Bengasi per la liberazione e la fine del regime di Gheddafi: “essendo una nazione musulmana, la sharia è per noi la fonte del diritto”. “Ogni norma che contraddica i principi dell’islam non avrà valore”, ha proclamato di fronte alla folla festante in piazza Kish.
Dopo l’inno nazionale, il presidente si è inginocchiato in preghiera ed è stato recitato un passo del Corano. Poi Jalil ha tenuto il suo discorso. Le leggi sul matrimonio e sul divorzio saranno riviste, compresa la clausola contro la poligamia, verranno aperte banche che seguono i principi islamici, ha detto il presidente. Il quale ha ringraziato Allah e ha elogiato i “martiri” della rivoluzione, che ora sarebbero “nel paradiso eterno, il migliore dei posti”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, a margine del convegno Le donne agenti di cambiamento nel sud del Mediterraneo alla Camera, così ha commentato: “la cosa che conta è che la sharia lasci le libertà, la libertà di religione, la libertà di costruire chiese cristiane, come accade in Egitto, Tunisia, così in Libia”. Sulla possibilità che in Libia venga abolito il divorzio, ha chiarito: “noi riteniamo che si debbano rispettare le scelte interne di questi paesi, affinché queste scelte non si pongano contro i diritti fondamentali quali la dignità della persona umana o i diritti alla vita. In quel caso avremmo il dovere di farci sentire”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 24 ottobre 2011 alle 10:31 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.