Prolusione di Bagnasco sulla “questione morale”, i commenti dei giornali

Dopo la prolusione del card. Angelo Bagnasco al consiglio permanente della Cei, diversi sono i commenti degli opinionisti sui giornali, focalizzati sulle conseguenze che potrebbero avere le dichiarazioni del prelato sulla tenuta della maggioranza.
Un articolo di Massimo Franco sul Corriere ad esempio titola così: quello di Bagnasco è Un messaggio netto che archivia l’asse tra Cei e Berlusconi. Secondo Franco “senza sconfinare su terreni impropri, e senza additare soluzioni politiche che non spettano all’episcopato”, la Cei “ha evocato la questione morale”. Ma “la sensazione non è quella di una Chiesa all’opposizione; semmai amareggiata dai comportamenti del premier e dai loro effetti a cascata”.
Il Giornale invece pubblica un editoriale di Vittorio Feltri dal titolo Democrazia porporata. I vescovi si fanno partito. “Non saremo noi ad accusare Bagnasco di interferire illegittimamente nella vita pubblica”, poiché egli “ha il diritto, come qualunque cittadino, di esprimere il proprio pensiero”, scrive Feltri, sebbene si possa anche non essere d’accordo. Ma secondo Il Giornale vi è piuttosto “il solito doppiopesismo dell’opposione, in particolare della sinistra”, che “ogni qualvolta un alto prelato – incluso il papa – apre la bocca e sostiene una tesi ad essa non gradita, grida all’interferenza”. D’altronde la Cei, “molto prudente e cauta nel giudicare le trasgressioni di parecchi sacerdoti, mostra di essere rigorosa nel valutare quelle del laico premier”.
Con Dove guarda la Chiesa Stefano Folli sul Sole 24 Ore invece sostiene che “Berlusconi si è talmente indebolito da indurre la Chiesa ad abbandonare la sua consueta prudenza”. Ciò non significa “strumentalizzare Bagnasco”, ma rilevare che comportamenti di Berlusconi “imbarazzano” il mondo cattolico. “A lungo la Chiesa si è ispirata alla ‘realpolitik’ nei confronti di Berlusconi”, ma “ha la memoria lunga: prima o poi salda i suoi conti”. Quindi “si guarda oltre: al destino di un centrodestra o di un’area moderata che dovrà sopravvivere a Berlusconi e riorganizzarsi per i nuovi tempi”.
Interviene anche Barbara Spinelli su Repubblica, con un pezzo dal titolo Non possumus. Secondo l’editorialista, “questa volta le parole sono più precise e dure” e “il tono si fa drammatico perché il Vaticano ormai ne è consapevole: la personalità stessa del premier è elemento della crisi economica che sta catturando l’Italia”. Che la questione morale non sia solo “un’invenzione mediatica”, continua, “lo dicono da tempo tanti cattolici, laici e non, e la Chiesa italiana sembra volerli ascoltare, meno riottosamente di ieri”.
Marco Politi su Il Fatto Quotidiano scrive in maniera netta che la Chiesa “molla Berlusconi” ma con Due anni di ritardo. “Dunque avevano ragione i cittadini di ogni credo e il popolo delle parrocchie, quando denunciavano il prolungato silenzio della Chiesa”, scrive. Anche i vescovi, secondo Politi, “portano la loro responsabilità nell’aver puntellato per troppo tempo chi portava l’Italia nel baratro”. Sull’eventualità di un nuovo soggetto politico cattolico, Politi chiede che i prelati “non pretendano di teleguidarli o intrupparli”, poiché sono “adulti”.
Dal canto suo, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio prende posizione con un editoriale dal titolo Gran lavoro da fare. Definisce l’espressione di Bagnasco “C’è da purificare l’aria” come “una chiamata alla generosità e alla responsabilità” per coloro che “sono tenuti a mettere avanti a tutto il bene concreto e l’immagine complessiva del Paese”. Respinge le accuse di “chi non ascolta la Chiesa ma, poi, le intima di ‘pronunciarsi’ ad personam – come se avesse taciuto e tacesse – sui comportamenti e sugli stili di vita” dei politici. Secondo Tarquinio, il discorso di Bagnasco “segnala che ci sono valori fondamentali che uniscono cattolici e non, e che a partire da lì si costruisce la risposta umana e umanizzante all’ingiustizia a molte facce della crisi economica e politica”.
Andrea Riccardi sul Corriere parla del futuro dei cattolici in politica con un articolo dal titolo La nuova partita dei cattolici laici. La Chiesa, secondo Riccardi, “pur consapevole dei vari protagonisti del futuro”, vuole “essere sul campo, dire la sua”. “C’è una parte che giocheranno i laici cattolici”, tra cui vi sarebbe “una maggiore unità”. Da qui nasce un “processo in corso”, una “incubazione” “negli ultimi mesi sbrigativamente qualificata come voglia di una nuova Dc”. “I cattolici laici hanno storicamente una partita da giocare” e si impegneranno in “un investimento di un patrimonio di energie e di cultura sul futuro”. La Chiesa infatti “crede in questo futuro, come si è visto nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità”, tanto che la prolusione di Bagnasco “ha accenti di speranza patriottica”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 27 settembre 2011 alle 12:41 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.