Gianni Gennari e le critiche “a ogni religione”

Marco Ventura ha scritto due giorni fa per il Corriere della Sera un breve pezzo intitolato Costruire il Nemico di Fede diversa con la Corporation della Paura, in cui sosteneva che sette fondazioni americane hanno elargito negli ultimi dieci anni 42 milioni di dollari “per finanziare la fabbrica della paura dell’ Islam, una rete di attività volte a screditare i musulmani e a generare nel pubblico un vero e proprio terrore dei seguaci di Maometto”. L’intervento si concludeva con questa affermazione: “nel mondo dei conflitti religiosi vi è sovrabbondanza di chi denuncia il complotto altrui, e di chi si proclama perseguitato. Vi è invece drammatica carenza, e vitale bisogno, di una critica aperta, disinteressata, intelligente, di ogni religione”.
“Ogni religione?”, si è chiesto Gianni Gennari, polemista di punta di Avvenire. L’intervento di Gennari continua così: “E l’antireligione diffusa, ancora ideologica e di regime (Cina, Vietnam del Nord, ecc.) figlia dell’ateismo imposto per legge? E per stare in casa è sicuro, Ventura, che «nell’aria» dalle nostre parti la critica «anticristiana e anticattolica» sia proprio «drammaticamente assente»? Legge, Ventura? Sente? Vede bene?”
Il pezzo di Gennari si intitola “Pinzillacchere” antireligione: «Ma ci faccia il piacere!». Gennari non è nuovo a questa forma di reazione: ha già in carniere, sempre su Avvenire, Laici cultori del dubbio? Ma mi faccia il piacere! (2 dicembre 2004), Laici come in Francia? Ma mi faccia il piacere! (16 novembre 2007) e Dubbi laici? Ma mi faccia il piacere! (3 settembre 2008).

Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 31 agosto 2011 alle 16:30 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.