Crisi e soldi pubblici alla Chiesa, “Avvenire” contrattacca

“Tre “firme” del giornalismo italiano, tre commentatori acuti e salaci e godibili”, li ha definiti su Avvenire Umberto Folena. Negli ultimi giorni Gramellini, Severgnini e Facci si sono però chiesti perché anche la Chiesa non comincia a tirare la cinghia, e perché lo Stato non riduce i contributi che annualmente le eroga. Folena, già autore della Vera questua, risposta cattolica a La questua di Curzio Maltese, contrattacca: i tre, ai quali non sarebbe così “difficile informarsi”, sono a suo dire riusciti “a copincollare la stessa sciocchezza smontata, anzi demolita dati alla mano anni e anni fa”. Perché, ritiene Folena, “quei «quattro miliardi» sottratti all’Italia della crisi sono lo schizzo cattivo di un laicismo che intende eliminare ogni presenza sociale e pubblica della Chiesa, che sta contribuendo già adesso ad ammortizzare gli effetti nefasti della crisi”. Insomma, conclude, “la democrazia, per non essere inquinata, avrebbe bisogno di smascherare chi gioca con le carte truccate. Quattro miliardi di trucco, per cominciare”.

Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 18 agosto 2011 alle 17:44 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.