Cagliari, censurato spettacolo per manifesto ‘blasfemo’

I manifesti recentemente affissi a Cagliari per lo spettacolo teatrale Holy Peep Show della compagnia ‘Lucido Sottile‘ hanno suscitato forti polemiche per il contenuto ritenuto ‘blasfemo’. Nell’immagine infatti è riprodotta una scena che rivisita in chiave trasgressiva la Pietà, con una Madonna sensuale simile alla Fata Turchina e un Cristo transgender che ricorda Pinocchio, entrambi a seno scoperto. Lo spettacolo era previsto presso l’Orto Botanico di Cagliari, dal 15 al 17 luglio, ma l’uscita delle locandine ha portato all’annullamento. L’Università di Scienze di Cagliari, che gestisce l’Orto Botanico, aveva prima concesso lo spazio. Ma poi lo ha negato con una decisione del rettore Giovanni Melis proprio a causa della locandina.
Michela Sale Musio e Tiziana Troja della compagnia ‘Lucido Sottile’ denunciano la censura e fanno notare che è penalizzante spostare un evento “concepito, scritto e studiato appositamente per quello spazio”. Altrimenti, “siamo costrette a buttare al vento due anni di lavoro” di un nutrito cast. “La cancellazione dello spettacolo metterà in seria difficoltà la nostra compagnia”, fanno sapere in un comunicato, “Per questo chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che credono nella liberta’ dell’espressione artistica, ai nostri colleghi e ai cagliaritani, di convincere il rettore Melis a rivedere la sua decisione e a consentirci di portare in scena regolarmente Holy Peep Show dal 15 al 17 luglio”. Persino l’assessore provinciale alla Cultura, Francesco Siciliano, ha inviato una lettera aperta al rettore Melis per fargli cambiare idea.
Dal canto suo il consigliere Felicetto Contu (Udc-Fli) ha presentato una interrogazione all’assessore regionale della Cultura, Sergio Milia, in cui critica l’intento “scopertamente dissacratorio dell’iconografia cattolica e non” della rappresentazione. Pur assicurando che “non si intende assolutamente censurare lo spettacolo”, Contu dichiara che “non si può assolutamente accettare” che la città “venga inondata da giganteschi manifesti”, “visibili da chiunque, donne, vecchi, bambini, credenti e non credenti”. Secondo Contu, “buona parte dei nostri cittadini, seppure cristiani più formali che sostanzali, non accettano volentieri che alcuni valori, che per tradizione e per cultura si portano appresso dall’infanzia, vengano così facilmente dissacrati e ironizzati”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 9 luglio 2011 alle 10:16 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.