Tunisi, violenze dei salafiti davanti al Ministero della Giustizia

Dopo la dura protesta contro la proiezione del film Ni Allah, ni maître della regista Nadia El Fani (Ultimissima del 27 giugno), i salafiti continuano la mobilitazione. Martedì hanno inscenato un’altra manifestazione davanti al Ministero della Giustizia a Tunisi, chiedendo la liberazione di coloro che erano stati arrestati domenica per le violenze al cinema Africa.
Davanti al ministero si sono raccolti un centinaio di dimostranti, che hanno lanciato slogan come “La gente vuole rendere un crimine l’ateismo” e hanno aggredito alcuni avvocati, categoria tendenzialmente laica nel Paese. L’intervento della polizia ha portato all’arresto di ventisei estremisti, si legge su Trust.org.
I malumori dei fondamentalisti vengono anche dalla recente esclusione del movimento Ennahda da una commissione nazionale che sta elaborando riforme per gestire il nuovo assetto politico, dopo la caduta del presidente Zine al-Abidine Ben Ali. Ennahda (Rinascita), guidato da Rached Ghannouchi, è un partito di ispirazione islamica vicino ai Fratelli Musulmani, che sotto Ben Ali era bandito. Tuttora escluso invece il partito salafita Hezeb Tahrir.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 30 giugno 2011 alle 9:58 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.