Sgarbo vaticano all’Unione Europea

Massimo Franco, sul Corriere della Sera, ha reso noto un episodio accaduto il primo maggio, durante la beatificazione di Karol Wojtyla. Un addetto al cerimoniale avrebbe bloccato l’accesso alla sala dove Benedetto XVI avrebbe salutato le autorità al presidente della Commissione UE Manuel Barroso, a sua moglie e al commissario europeo Antonio Tajani, uno dei suoi vice a Bruxelles. Solo l’intervento di un monsignore ha permesso di superare l’impasse: troppo tardi per poter stringere la mano al pontefice. E Barroso se ne è quindi andato. Già durante la cerimonia la delegazione dell’Unione, che comprendeva anche il presidente dell’europarlamento Jerzy Buzek, nonché il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, era stata confinata sotto il sole, insieme a delegazioni minori. La presenza delle autorità europee alla beatificazione era stata criticata da diverse associazioni laiche, ciononostante l’attenzione vaticana è stata minima, tanto da rischiare l’incidente diplomatico.
“Da tempo”, commenta Franco, “le gerarchie cattoliche attaccano l’«Europa di Halloween», che emarginerebbe i simboli cristiani. Sono spaventate da un avversario come il secolarismo, ritenuto più insidioso del comunismo”. E continua così: “quando nel 2009 la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha accolto il ricorso di una signora italo-finlandese [socia UAAR, NDR] contro il Crocifisso nelle aule scolastiche, il Vaticano è insorto. E sebbene la Corte sia un organo del Consiglio d`Europa, estraneo a Ue e Commissione, la decisione è stata interpretata come il segnale di una mentalità anticattolica in tutte le istituzioni continentali: una lettura contestata duramente da Bruxelles”.

Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 20 maggio 2011 alle 14:25 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.