Brescia, si risolve il ‘caso’ Jamila

Nei giorni scorsi un docente di un istituto superiore ha scritto una lettera a BresciaOggi per segnalare che una studentessa di una prima superiore di origine pakistana (a cui è stato in seguito attribuito il nome di fantasia di ‘Jamila’) non veniva più a scuola. “Troppo bella” per non suscitare le attenzioni dei suoi coetanei, la sua famiglia, nonostante il buon rendimento scolastico, aveva deciso di ritirarla. La mancanza di notizie ha in seguito fatto pensare a un rientro forzato in patria o addirittura a sviluppi tragici come quelli che hanno avuto per vittima Hina Saleem: di ieri è tuttavia la notizia che, grazie a una mediazione in questura condotta in presenza del console e di rappresentanti della CGIL, la ragazza, che era stata costretta a restare in casa, rientrerà domani a scuola. Le è stato garantito esplicitamente che non sarà costretta a tornare in Pakistan. La decisione di rientrare nella terra d’origine, ha sostenuto il console, sarebbe stata presa in seguito alla morte del padre, ma non ci sarebbe stato alcun matrimonio combinato in programma.

Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 17 aprile 2011 alle 7:17 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.