USA: un’applicazione iPhone per guarire dall’omosessualità

Secondo quanto scrive Le Figaro, “un movimento cristiano americano propone di venire in aiuto alle famiglie colpite dall’omosessualità grazie ad un’applicazione iPhone. Più di 100.000 persone ne chiedono la soppressione ad Apple”. Si tratta in realtà di una semplice replica ad uso iPone del sito internet del movimento cristiano americano “Exodus International“. Il sito propone video, questionari e l’organizzazione di eventi al fine di “liberarsi dall’omosessualità attraverso la potenza di Gesù”. Una vera e propria “terapia riparatrice” con guide pratiche per i genitori, quella proposta da Exodus Intenational, a cui però si oppone fortemente l’associazione “Truth Wins Out” che si batte per i diritti degli omosessuali.
Spiega, infatti, tra l’altro quest’associazione che gli adolescenti omosessuali mal accolti in seno alla propria famiglia, “corrono otto volte di più il rischio di suicidio e sono esposti a depressione sei volte di più”. Probabilmente l’applicazione sarà presto eliminata, perché, scrive ancora Le Figaro, “per TWO, l’applicazione per guarire l’omosessualità è contraria alle regole di Apple, che bandisce i programmi che ledono individui o gruppi d’individui. Apple non approva applicazioni razziste e antisemite ma tuttavia dà semaforo verde ad un’applicazione che prende di mira i giovani omosessuali e qualifica il loro orientamento sessuale come peccato!. E conclude: “Segno della tensione esistente intorno alla convalida delle applicazioni per iPhone”, già nel 2010 Apple aveva dovuto sopprimere un’applicazione per una campagna anti-gay, pressata da una “fazione marginale ma molto strepitosa di oppositori, favorevoli a matrimoni gay e aborto”.
AGGIORNAMENTO DEL 24 MARZO. Apple ha fatto rimuovere l’applicazione.

Franco Virzo

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 23 marzo 2011 alle 5:56 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.