Egitto, vince il sì al referendum costituzionale: islam rimane religione di stato

In Egitto si è svolto domenica il referendum per la riforma costituzionale, su una serie di emendamenti presentati da un’apposita commissione insediata dal Consiglio militare.
L’affluenza è stata massiccia e hanno vinto i ’sì’, col 77,20% dei voti, mentre i ‘no’ hanno ottenuto solo il 22,18%. A favore si erano schierati i Fratelli Musulmani e i sostenitori dell’ex presidente Hosni Mubarak. Per il no invece gli animatori del movimento di piazza Tahrir che giudicano le riforme troppo blande, oltre a componenti minoritarie come i copti, nonché lo stesso aspirante alla presidenza Mohamed El Baradei e il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa. Non è stato oggetto di modifica l’articolo 2 della Costituzione, che pone l’islam come religione di Stato e la sharia come fonte privilegiata della legislazione: tra i motivi per cui minoranze religiose e liberali si sono orientati verso il no.
Particolarmente capillare invece l’attivismo dei Fratelli Musulmani a favore del referendum, specie nei quartieri popolari. Secondo AsiaNews ci sarebbero stati anche “brogli e strumentalizzazioni religiose da parte degli estremisti islamici”.

Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 22 marzo 2011 alle 12:00 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.