Unità d’Italia: i vertici dello Stato alla messa di Bagnasco

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo e il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti hanno partecipato oggi alla messa celebrata dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Angelo Bagnasco. L’omelia di Bagnasco, riprodotta sul sito di Avvenire, è cominciata rivolgendosi ai “Fratelli e Sorelle nel Signore”, e ricordando che l’appuntamento di oggi aveva lo scopo di “elevare a Dio l’inno di ringraziamento per l’Italia”. Bagnasco ha definito “un dono di Dio” la “grazia di appartenere ad un popolo”, affermando che “la Patria, nello stesso linguaggio comune, esprime una paternità, così come la Madrepatria esprime una maternità”. A dire del cardinale, “i 100.000 campanili della nostra Italia ispirano un sentire comune diffuso che identifica senza escludere, che fa riconoscere, avvicina, sollecita il senso di cordiale appartenenza e di generosa partecipazione alla comunità cristiana, alla vita del borgo e del paese, delle città e delle regioni, dello Stato”. L’arcivescovo di Genova ha colto l’occasione per attaccare l’individualismo: “solo uscendo dalla trappola mortale di un individualismo che ha mostrato chiaramente le sue falle e i suoi inganni, sarà possibile ritrovare un bene più ampio e a misura umana, che tutti desideriamo”, questo perché “l’uomo non è una monade gettata per caso nel caos, un caos abitato da innumerevoli altre che vagano come scintille nella notte, ma è relazione, come Dio-Creatore è relazione di persone nell’ intimità del suo essere”. “Allontanarsi” da questa relazione, ha proseguito il porporato, “vuol dire negarsi a se stessa, e perdersi in una libertà innamorata di sé: l’individuo è destinato a trovarsi solo con se stesso, e la società che ne consegue sarà tendenzialmente frammentata e insicura, diventerà progressivamente paurosa e aggressiva, ripiegata e autoreferenziale”. Bagnasco ha concluso l’omelia elevando “un’intesa preghiera per il nostro Paese”, e rinnovando con la Chiesa “il suo amore per l’Italia”.

Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 17 marzo 2011 alle 16:19 e classificato in Generale, Notizie. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.