Gb: niente affido se esiste pregiudizio anti-gay

In Inghilterra, sentenza storica delle Royal Courts of Justice di Londra che hanno respinto un ricorso di una coppia per diventare genitori affidatari. Eunice e Owen Johns, cristiani pentecostali di 62 e 65 anni, erano ricorsi all’Alta Corte a seguito della preoccupazioni espresse da un assistente sociale. I coniugi Johns avevano infatti dichiarato che non avrebbero potuto dire ad un bambino che l’omosessualita’ è uno stile di vita accettabile. I due pentecostali, scrive l’Independent, avevano chiesto ai giudici di non fare della loro fede un ostacolo a diventare genitori affidatari e di difendere invece i loro valori cristiani. La sentenza ha avuto un esito diverso: i giudici hanno stabilito che le leggi che tutelano dalle discriminazioni sessuali dovrebbero avere la precedenza sul diritto di non essere discriminati sulla religione.
“Sentiamo di essere esclusi e che per noi non c’e’ posto nella societa'”, hanno dichiarato i perdenti. “L’Inghilterra sta diventando la capofila dell’intolleranza alle religioni”, ha invece affermato il direttore del Centro cristiano di supporto legale. Ben Summerskill, direttore di Stonewall, associazione di supporto a gay, lesbiche e bisessuali ha invece dichiarato: “Siamo felici che la sentenza storica dell’Alta Corte abbia preferito il rispetto del ventunesimo secolo ai pregiudizi dell’Ottocento.

Fabio Zauli

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37 commenti

POPPER

é una notizia straordinaria, certo è che la sentenza era di non facile soluzione ma ha vinto il supremo principio di laicità, che in questo caso ha vinto la sua battaglia contro le discriminazioni

“i giudici hanno stabilito che le leggi che tutelano dalle discriminazioni sessuali dovrebbero avere la precedenza sul diritto di non essere discriminati sulla religione.”

E’ giustissima la sentenza ma anche molto difficile da comprendere e da accettare per i credenti come quella coppia che voleva l’affidamento, e che vorrebbe i propri valori al posto della legislatura vigente, valori che discriminano, su cui nemmeno il loro cristo sarebbe d’accordo, ma che se potesse loro parlare e dissentire da quei valori lo interpreterebbero come se fosse il diavolo, perchè i loro valori sono tali da escludere che cristo possa dissentire.

comuqnue se i loro valori cristiani sono tutti li in quelle frasi:

“I coniugi Johns avevano infatti dichiarato che non avrebbero potuto dire ad un bambino che l’omosessualita’ è uno stile di vita accettabile.”

beh, qualunque laico che ci ragionasse un tantino sopra darebbe ragione alla Corte di Goistizia della GB.

Paul Manoni

Prima discriminano gli omosessuali, e poi quando qualcuno finalmente gli fa’ notare che schifezza di mentalità stanno portando avanti…”Sentiamo di essere esclusi e che per noi non c’e’ posto nella societa’”. 😯

POPPER

appunto, la loro paranoia aumenta esponenzialmente in proporzione alla loro regressione religiosa e frustrazione psicologica, come mai non chiedono mai l’affido di bambini diversamente abili (down)? Eppure i loro valori cristiani li han voluti far nascere per forza.

Vedi Paul, rovesciamo la frase di questa coppia di cristiani molto vittimisti e diciamo che in realtà quelli che non avrebbero posto nella natura e nella società di molti paesi anche democratici, non parliamo di quelli islamici, sono i gay, le lesbiche, i transessuali, questi potrebbero direa buon ragione: siamo noi a non essere tollerati e ad essere perseguitati e messi a morte.

bradipo

”Sentiamo di essere esclusi e che per noi non c’e’ posto nella societa”

quindi escludere gli omosessuali sì, ma quando lo stesso trattamento (basato su principi di uguaglianza un po’ più solidi del “me l’ha detto Dio”) tocca a loro ecco che piangono…

ahhh, il contrappasso 🙂

Dalila

Giusta analisi.
Penso che il credente abbbia maturato un innato spirito vittimista che lo rende cosi’ apparentemente buono e docile e cosi’ chiaramente aggressivo nei confronti degli altri nella vita reale.

Paul Manoni

@Dalila
La cosa spaventosa e’ che il loro atteggiamento (vittima/aggressore), dipende esclusivamente dalle loro convinzioni religiose personalissime ed intime. La giustizia (quella laica, vera e che funziona!), si basa su leggi, fatte per regolare la convivenza civile, e non su testi sacri o come dice bradipo, “L’ha detto dio”. La Giustizia, non e’ divina! 😉

iging

Di fatto la corte ha riconosciuto che vi sono religioni, i cui principi sono razzisti e pertanto la società non le può accettare. Spero che vi sia un’onda che arrivi anche in Vaticalia…

Roberto Grendene

ci sono mille modi di vivere l’appartenenza religiosa

non dico che non noto l’incongruenza, ma milioni di (presunti) cattolici in Italia sono favorevoli al divorzio, ai rapporti prematrimoniali, alla contraccezione, all’aborto

gli assistenti sociali e i giudici che gestiscono le adozioni hanno il dovere di verificare i requisiti dei genitori che fanno domanda, escludendoli se sono religiosi ad un livello di fanatismo come in questo caso.
Come dovrebbero escluderli se avessero la convinzione che chi ha una religione e’ un essere inferiore

Roberto Grendene

Chissà come avrebbero reagito se ad essere “esclusa” fosse stata una coppia che voleva adottare insegnando che avere una religione “e’ uno stile di vita inaccettabile”

Il fatto e’ che una loro scelta discriminatoria e incivile li autoesclude dall’istituto dell’adozione.
E hanno anche il coraggio di lagnarsi.

Gradient

Ottima decisione quella dei giudici inglesi.
È senz’altro giusto che chi è credente non venga discriminato, ma è altrettanto giusto che le persone non vengano discriminate per il loro orientamento sessuale.
Per questo le religioni devono diventare esclusivamente questione privata e non hanno alcun posto nella vita pubblica.
Lo stato è e deve rimanere LAICO, solo così è possibile mantenere il rispetto per TUTTE le persone, di qualsivoglia convinzione e orientamento sessuale.

Emanuele

L’educazione dei figli spetta ai genitori….se i ambini devono essere dati in affido (o adottati o altre varie forme che possono esistere), prima di diventere figli della coppia sono “figli dello stato” (ovviamente non in senso nazional-fascista) e quindi prima di affidare un proprio figlio lo stato deve appurare che i genitori seguano i principali valori che sono presenti nella nazione. In Uk vi è il valore della non discriminazioni per orientamento sessuale…quindi la sentenza è giustissima….

(ripeto, figli dello stato è per far capire il concetto non in senso nazional fascista!)

moreno03

Non si può parlare di discriminazione religiosa, ma di discriminazione in base ai convinzioni personali, perché vi sono pure persone credenti che non sono omofobe; ma come sempre i credenti pretendono di vedersi riconosciuto il diritto a discriminare o a insultare mascherandoli per libertà religiosa o di pensiero.

Barbara

I religiosi si sentono sempre in diritto di discriminare in nome del loro Dio, poi quando ad essere discriminati sono loro, piangono.

Batrakos

Atei miscredenti, questa società è sempre più nelle mani di Satana.
Siamo arrivati al punto che noi religiosi siamo talmente discriminati da non poter nemmeno discriminare i sodomiti nell’educazione dei fanciulli ad una morale retta ed ordinata.
La lobby gaygiudaicomossessulista (e pure comunista che quelli c’entrano sempre) ci sta privando della libertà!
Ma quando arriverà Nostro Signore a combattere le schiere del Demonio, allora per tutti i miscredenti e gli abominevoli sodomiti sarà pianto e stridore di denti!

Batrakos

ateogiudaicomosessualista, mi sono espresso male…ma tanto si sa che gli atei sono tutti omosessualisti, quindi la corrispondenza è biunivoca!

Batrakos

Facezie a parte si pone una questione.
Giustissimo il provvedimento…ma nel caso un figlio non sia affidato ma nasca in una famiglia del genere nessuno potrebbe impedire a questi fanatici di indottrinarlo a puntino.
E mi pare un problema anche questo: toglierlo alla famiglia per ‘motivi ideologici’ sarebbe pesante e forse nuocerebbe anche all’emotività del bambino e al suo sereno sviluppo, lasciarglielo significherebbe autorizzare di fatto la stessa cosa che con questo provvedimento è giustamente negata.
Dunque se a livello di affido (cosa comunque diversa dall’adozione, almeno qua da noi) il problema lo si risolve, a livello di ‘figli naturali’ è ancora un bel caos…

moreno03

A parte che penso che se li hanno giudicati non idonei non solo perché hanno detto: “non condivido lo stile di vita gay”, si saranno certamente espressi in maniera molto più integralista e dimostrandosi degli invasati, insomma non certamente il genere di persone a cui uno come genitore affiderebbe il proprio bambini, quindi perché dovrebbe farlo lo stato?
A parte questo dicevo, tu – sinceramente – riterresti saggio affidare un bambino in una società multietnica a due persone che manifestassero un serio pregiudizio nei confronti delle persone di colore? Io, no.

Batrakos

Moreno, assolutamente no, così come, l’ho scritto, ritengo giusto non affidare un bambino a costoro, anche se si fossero espressi in modo misurato: non è che un’idea è meno discriminante se la si presenta con apparente moderazione.
Il problema però è più ampio, come ho provato a scrivere, ma, ribadisco, il provvedimento lo reputo comunque giustissimo.
Detto questo, quale è il problema grosso a monte, sempre secondo me, l’ho detto sopra.

Panda

Infatti: secondo me hai colto proprio il punto centrale. La logica eugenitorica in materia di adozione può in linea teorica essere estesa alla riproduzione naturale e allora perché non proporre una patente di procreazione, come nel romanzo 334 di T. M. Disch? Se si ritiene che la libertà di riproduzione sia un aspetto fondamentale della persona, questa soluzione non è evidentemente accettabile. Il discorso relativo all’adozione è diverso? Secondo un filosofo che si è occupato en passant dell’argomento, Bacchini (nel suo peraltro bel libro Persone potenziali e libertà), no; secondo me è invece possibile argomentare l’esistenza di una differenza legata al fatto che l’adozione deve soddisfare l’interesse del minore e non quello dei genitori, ma i canoni di valutazione devono essere strettamente legati a parametri costituzionali, altrimenti si rischia un caso come quello verificatosi a Torino una decina di anni fa di una coppia a cui fu negata l’idoneità all’adozione perché lui “si professava ateo e portava l’orecchino”.

Mario 47

Mi faccio un’illusione:

Che i giudici che hanno negato a questa coppia l’affido l’abbiano fatto innanzitutto su fatti oggettivi: ad esempio l’età avanzata di entrambi, la loro rigidità sull’omosessualità e probabilmente su altri aspetti educativi, allo scopo di non mettere un bambino in mano a persone inadatte.

Tutte le questioni etico-religiose sollevate dalle due parti a giustificare o a contestare la decisione sono molto meno rilevanti.

Domanda bizzarra:

Un giocatore ebreo subisce un fallo e reagisce violentemente: a seguito della sua espulsione l’arbitro, la FIA, i veri sportivi sarebbero influenzati dal fatto che si discrimina il suo legittimo diritto ad applicare la legge del taglione e che quindi si discrimina la sua fede religiosa?
Caro lei, non prendiamoci per il c.lo.

Massimo

Barbara:
> I religiosi si sentono sempre in diritto di discriminare in nome del loro Dio, poi quando ad essere discriminati sono loro, piangono.

Almeno una che ammette che c’è stata discriminazione…

Proporrei anche di togliere l’affido ai genitori naturali che sostengono che l’omoesssualità non sia “uno stile di vita accettabile”. Come si chiama l’entrare nella coscienza alturi e costringere all’abiura?

Fabio

Che vuoi Massimo, mica si possono dare i bambini in adozione al primo che capita.
Si dovranno fare delle verifiche prima, che l’ambiente in cui andrebbe a crescere sia adeguato.
E mi sembra stra-ovvio che una coppia di razzistia non si un ambiente idoneo alla crescita di un bambino!

Faccio fatica a credere che qualcuno possa non condividere questa ovvieta’.

firestarter

caro Massimo,

eppure non è difficile capire. Dai pensaci un pochino che ci riesci

Batrakos

A modo suo Massimo evidenzia ciò che dicevo io.
La risposta è questa: per come la vedo io non leverei i bambini alle ‘famiglie naturali’ -salvo situazioni estreme e concrete- perchè un allontanamento forzato potrebbe essere più dannoso per il bambino rispetto all’indottrinamento (al quale potrebbe col tempo reagire) cioè perchè la soluzione potrebbe far più danni del problema, non certo per rispetto del genitore se diffonde idee discriminatorie.
Dove si può selezionare in quale famiglia mandare un bambino (dunque adozione o affido) è evidente che sia preferibile (per lui e per la società intera) mandarlo da gente equilibrata piuttosto che da persone del tipo: fanatici, omofobi, razzisti, sessuofobi/sessuomani (spesso sono cose molto vicine), atei che vorrebbero lo sterminio dei religiosi, religiosi che vorrebero lo sterminio degli atei, integralisti, nazisti e categorie del genere in cui manca l’accettazione della dichiarazione dei diritti umani o in cui comunque l’ideologia prevale sull’equilibrio democratico ed educativo.

Barbara

Massimo, puoi sempre risolverla insegnando ai tuoi correligionari a non essere discriminanti e il problema non ti si porrebbe, ma siccome lo siete, discriminatori, pagate le conseguenze delle vostre scelte.

Barbara

Massimo, sull’abiura, sai com’è, tipo entrare nella testa di una famiglia di un’Eluana e costringerla al “panino” forzato. Insegnate così bene che quasi quasi mi dai qualche idea.

Paul

Ovviamente si riferiva al fatto che i due coniugi si sentissero discriminati, non che lo fossero…

tonii

come ci insegnano gli illuministi: bisogna essere intolleranti con gli intolleranti, altrimenti la tolleranza rimane una parola vuota.

Posto che non esiste un diritto alla genitorialità, mentre al contrario i bambini hanno diritto all’amore di una famiglia (di qualsiasi tipo, purché non sia un istituto), bisogna solo immaginare cosa possa succedere a un bambino gay adottato in una famiglia omofoba.

Questa semplice considerazione fa capire che danno possa provocare l’odio cristiano contro l’omosessualità. Giusto quindi che non si dia loro la possibilità di adottare, che – sottolineo ancora – NON è un diritto.

Al contrario nulla logicamente impedisce che una coppia o un single omosessuale possa adottare un figlio, purché abbia i requisiti come tutte le altre persone che fanno domanda.

Osvaldo

Notizia esaltante per chi spera nell’affermazione della laicità.
Purtroppo notizie del genere arrivano quasi sempre dall’estero.

giulio

Mi sembra giusto che non si dia un bambino in adozione ad omofobi, razzisti e simili.
Però non si può togliere a queste persone i loro figli naturali secondo lo stesso metro, per motivi che dovrebbero essere autoevidenti. I motivi per togliere i figli naturali devono essere molto più gravi dei motivi che portano a negare un’adozione.

Batrakos

Esatto, ma sai talvolta l’evidenza sfugge…
Ovvio che se un bambino in una famiglia ancora ci deve andare c’è più margine di azione rispetto al toglierlo ad una famiglia in cui si è trovato dall’inizio.
Per cui si impongono ordini di gravità differenti nei due casi.

annina

Per dare dei bambini a qualcuno bisognerebbe che uno stato laico si accertasse della loro laicità. Le coppie e le famiglie religiose sono più dannose delle altre per tanti motivi. Non ultimo, oltre a riempirgli la testa con i loro deliri, quello di metterli nelle mani dei preti con tutti i rischi che ne derivano per la loro incolumità anche fisica. Non capisco come uno stato avanzato come l’Inghilterra tenga tra le coppie affidatarie gente che fa attività religiosa pubblica.

spapicchio

Molto buona l’individuazione giuridica dello squilibrio mentale presente nell’atteggiamento omofobo, spesso anche strumentale, discriminatorio e chiaramente ingiustificato.

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