Il Tar Lazio ancora sull’ora alternativa: discriminazione agli esami

Il tar Lazio ha parzialmente accolto il ricorso presentato da numerose realtà, tra cui l’Uaar, con il quale era stato chiesto l’annullamento dell’ordinanza del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca n.44/2010 che disciplinava le modalità di svolgimento degli esami conclusivi il ciclo d’istruzione secondaria (la cosiddetta maturità). Il Tribunale infatti, aderendo e rinviando alla recente sentenza sull’argomento emessa dalla stessa Sezione Terza-bis (cfr. Ultimissima del 29 novembre 2010), non ha ritenuto “irragionevole”, e quindi meritevole di censura, la partecipazione del docente di religione cattolica “a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione (…) del credito scolastico” per gli alunni avvalentesi, anche sul presupposto che tale materia da facoltativa diventerebbe obbligatoria a seguito della scelta espressa. Al contrario, ha invece annullato l’ordinanza nella parte in cui al docente di attività alternative all’IRC non è stata assicurata la medesima legittimazione. Si prevedeva infatti una generica e limitata possibilità di “fornire preventivamente elementi conoscitivi” sull’interesse e sul profitto dell’alunno, anzichè la partecipazione a pieno titolo di cui sopra, riservata ai “colleghi” di IRC. Questo diverso trattamento per il Tar Lazio costituisce a chiare lettere, ancora una volta, un “vulnus alla posizione degli studenti non avvalentisi che decidano di seguire l’insegnamento alternativo”, e come tale è da considerare illegittimo.

Adele Orioli, responsabile iniziative giuridiche UAAR

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 23 febbraio 2011 alle 7:03 e classificato in Generale, Notizie, Ora Alternativa, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.